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Diritto penitenziario, Appunti di Diritto Penitenziario

Appunti presi a lezione di diritto penitenziario

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 04/12/2025

giulia-aguinaldo
giulia-aguinaldo 🇮🇹

3 documenti

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Lezione 25/9
Con l'adozione del codice penale del 1930, l’anno successivo lo Stato fascista adotta il
regolamento penitenziario del 1931. Quest’ultimo non è una legge ma verrà utilizzato fino al
75 per i soggetti privati della loro libertà. Periodo in cui la persona è messa in secondo
piano, tutte le regole sono focalizzate sullo Stato (polizia, amministrazione…). Questo
regolamento come centro aveva le regole del carcere, l’aspetto organizzativo
dell’amministrazione penitenziaria è soverchiante. Il detenuto in quest’ottica è vista come un
oggetto.
Nel ‘75 vi è una svolta di tipo ideologico. Legislatore adotta un nuovo ordinamento
penitenziario.
[Legge n. 354 1975] —- ribaltamento dei rapporti tra detenuto e amministrazione
penitenziaria. Centralità della figura del detenuto. Ferme le esigenze di ordine e di
organizzazione, si fissano le linee e le modalità di trattamento del detenuto - riconoscimento
di situazioni soggettive in capo al detenuto; art. 4 ord. penitenziario (riconosce i diritti in capo
ai detenuti).
Qual è l’assetto normativo:
- art 27 cost comma 3 sancisce quali sono le finalità della pena. Aspetto negativo -
pene contrarie al senso dell’umanità. Aspetto positivo- rieducazione come finalità
ultima della pena quindi la pena è la sua esecuzione devono favorire il recupero del
condannato.
Funzioni della pena:
- La funzione retributiva della pena (punire il male con altro male) è bandita dal
nostro ordinamento ma ciò non significa che comunque un livello minimo di
sofferenza, alla persona si provoca.
- Funzione special-preventiva serve a evitare che una persona che ha commesso un
reato ne compie un altro. Vi è l’idea che un invidiò commetta un reato perché ha dei
bisogni
- Funzione general-preventiva: deterrenza, la pena e rivolta anche ai cittadini che non
hanno commesso alcun reato.
Quale che sia la funzione della pena, la costituzione ci dà solo una definizione ovvero che la
pena deve RIEDUCARE la persona.
Come si rieduca una persona?
Attraverso un complesso di attività, si prendono delle misure, si fanno interventi mirati nei
confronti del condannato/internato. Questo trattamento si chiama “trattamento rieducativo”.
Questo trattamento a sua volta fa parte del “trattamento penitenziario” cioè l’insieme delle
regole e dei modi all’interno dei quali si svolge la vita dei detenuti in un carcere, rientrano
tanti aspetti della vita del detenuto (come ricevere pacchi dai propri famigliari, possibilità di
comprare beni personali…).
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Lezione 25/ Con l'adozione del codice penale del 1930, l’anno successivo lo Stato fascista adotta il regolamento penitenziario del 1931. Quest’ultimo non è una legge ma verrà utilizzato fino al 75 per i soggetti privati della loro libertà. Periodo in cui la persona è messa in secondo piano, tutte le regole sono focalizzate sullo Stato (polizia, amministrazione…). Questo regolamento come centro aveva le regole del carcere, l’aspetto organizzativo dell’amministrazione penitenziaria è soverchiante. Il detenuto in quest’ottica è vista come un oggetto. Nel ‘75 vi è una svolta di tipo ideologico. Legislatore adotta un nuovo ordinamento penitenziario. [Legge n. 354 1975] —- ribaltamento dei rapporti tra detenuto e amministrazione penitenziaria. Centralità della figura del detenuto. Ferme le esigenze di ordine e di organizzazione, si fissano le linee e le modalità di trattamento del detenuto - riconoscimento di situazioni soggettive in capo al detenuto; art. 4 ord. penitenziario (riconosce i diritti in capo ai detenuti). Qual è l’assetto normativo:

  • art 27 cost comma 3 sancisce quali sono le finalità della pena. Aspetto negativo - pene contrarie al senso dell’umanità. Aspetto positivo- rieducazione come finalità ultima della pena quindi la pena è la sua esecuzione devono favorire il recupero del condannato. Funzioni della pena:
  • La funzione retributiva della pena (punire il male con altro male) è bandita dal nostro ordinamento ma ciò non significa che comunque un livello minimo di sofferenza, alla persona si provoca.
  • Funzione special-preventiva serve a evitare che una persona che ha commesso un reato ne compie un altro. Vi è l’idea che un invidiò commetta un reato perché ha dei bisogni
  • Funzione general-preventiva: deterrenza, la pena e rivolta anche ai cittadini che non hanno commesso alcun reato. Quale che sia la funzione della pena, la costituzione ci dà solo una definizione ovvero che la pena deve RIEDUCARE la persona. Come si rieduca una persona? Attraverso un complesso di attività, si prendono delle misure, si fanno interventi mirati nei confronti del condannato/internato. Questo trattamento si chiama “trattamento rieducativo”. Questo trattamento a sua volta fa parte del “trattamento penitenziario” cioè l’insieme delle regole e dei modi all’interno dei quali si svolge la vita dei detenuti in un carcere, rientrano tanti aspetti della vita del detenuto (come ricevere pacchi dai propri famigliari, possibilità di comprare beni personali…).

Quali sono le caratteristiche di questo trattamento rieducativo? E un obbligo per lo Stato, deve offrire il trattamento rieducativo ma il detenuto può libera,ente decidere se aderire all’offerta tratta mentale o rifiutarla. Nessuno lo può costringere. [Attualmente si fa fatica a mantenere al massimo questo trattamento in quando mancano risorse, educatori ecc]. Imputato e condannato L’imputato gode della presunzione di innocenza — impedisce di eseguire pene nei confronti dell’imputato Lezione 1/ Divieto di trattamenti disumani — lo ritroviamo in particolare all’interno della CEDU. Art. 3 cedu tutela gli individui contro i trattamenti disumani e degradanti e dalla tortura, anche se questi si realizzano tramite l’adozione di pene. Norma che ha avuto tante applicazioni in ambito penitenziario. Aspetto negativo - lo stato si deve astenere dal tenere certe condotte. Divieto a tuttti agenti statali (pubblici ministeri, giudici, amministrazione penitenziaria, forze dell’ordine, governo e legislatore). Obblighi positivi - lo stato si deve attivare i caso di violazioni di questi articoli (artt. 3 ecc). Comportano che la tutela di questo non sia solo a monte ma a valle; lo Stato quindi ha il compito di punire i responsabili delle condotte contrarie all’art. 3, allestire un processo. Art. 4 cedu: divieto dei lavori forzati art. 5 cedu: tutela della libertà personale art. 8 diritto alla privatezza/privacy Lezione 10/ ART. 15 “elementi del trattamento “: Sono quelle attività indispensabili a fine di ottenere la risocializzazione del condannato. Quali sono questi elementi - istruzione, formazione personale, lavoro, religione, partecipazione a progetti di pubblica utilità ecc. L’istruzione, il lavoro e la religione sono degli elementi che erano presenti anche nel regolamento fascista del 1931. L’ordinamento del 75 apre anche alla società - compito del carcere è quello di comunicare con l’esterno. Con la riforma Cartabia 2022 nasce una forma alternativa di giustizia - giustizia RIPARATIVA (si prende atto quando non si è in grado di

Diritti alla salute: il diritto alla salute dovrebbe essere un diritto fondamentale anche per i detenuti così come previsto dalla costituzione e dall’articolo 3 CEDU. Nell’ordinamento penitenziario è prevista all’articolo 11 una disciplina su chi debba garantire all’interno del carcere il diritto alla salute. Tradizionalmente se ne occupava la medicina penitenziaria ( la salute era gestita direttamente dai responsabili del struttura carceraria), dal 2008 se ne occupa il SSN (servizio sanitario nazionale). Il carcere è un luogo in cui la diffusione di patologie è molto elevata, quindi la medicina che si svolge in carcere è molto importante. Nel 2018 il legislatore ha modificato l’articolo 11 cercando di fissare dei principi guida per garantire delle cure efficaci ed effettive per i detenuti. Lezione 15/ ART. 20 “lavoro” scopo: comma 3 al fine di far acquisire ai soggetti una preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative. Il lavoro in carcere si divide in due categorie:

  • lavoro all’interno del carcere (art. 20 ordinamento penitenziario). A sua volta ha un altra suddivisione ovvero quella data dalla stessa amministrazione penitenziaria e offerto da terzi all’interno del carcere.
  • lavoro all’esterno (art. 21 ordinamento penitenziario) la differenza tar le due è dato dal fatto che una risona ha già un lavoro fuori dal carcere o meno. C’è la possibilità di uscire dal carcere al fine di poter mantenere il lavoro ART.18 colloqui e corrispondenza Lezione 16/ l’ordinamento penitenziario ai fini del trattamento abolisce i capo al detenuto il diritto a coltivare relazioni affettive e in particolare con la famiglia. Limiti: scrivere una corrispondenza, il colloquio la sessualità più essere goduta da pochi e solo in determinate situazioni, è visto come una premialità. Lezione 22/ ART. 18

Lezione 29/ SICUREZZA Al fine della sicurezza esistono una serie di regole che permettono una vita pacifica all’interno del carcere.

  • Perquisizioni personali e nelle celle
  • Disciplina in senso stretto (apparato disciplinare)
  • Sorveglianza particolare
  • Art 4 bis
  • Carcere duro art 41 bis co. Un cosa consistono le perquisizioni? Sono di due tipi: quelle all’interno delle celle e le perquisizioni personali.
  • Le prime trovano regolamentazione all’interno della disciplina del regolamento e si suddividono in perquisizioni ordinarie e straordinarie. La polizia entra nelle celle e controllano se ci son oggetti vietati dal regolamento o dalla legge. La polizia deve avere rispetto dei beni che appartengono al detenuto.
  • Perquisizione personale trova la sua disciplina sia nell’ordinamento penitenziario (art
  1. sia nel regolamento penitenziario (art. 74). Quando si ha a che fare con la persona fisica entra in gioco la limitazione di un diritto costituzionale ovvero quello sancito dall’art 13. La norma (art. 34) è stringata in quando non descrive in modo tassativo in quali casi si procede a perquisizione. La specificazione dei modici per la quale viene fatto sono molto generici. Bisogna giustificare per iscritto la ragione che ha portato agli agenti di procedere a perquisizione (tramite verbale). Art. 74 detta ulteriori requisiti e dettagli su come devono essere eseguite queste perquisizioni. Il personale che esegue ciò deve essere dello stesso sesso della persona che viene perquisita. SISTEMA DISCIPLINARE— legge ordinamento penitenziario Art 33 isolamento Art 38 elenca le infrazioni disciplinari Art 39 sanzioni disciplinari Quali sono le conseguenze delle infrazioni disciplinari? art 39 Lezione 30/ Art 90. Si applica in situazioni di urgenza ed emergenza cioè quando si verificano rivolte all’interno del carcere. Quindi sono il casi eccezionali ed estremi.

Esistono diverse situazioni soggettive che non possono essere compromesse/toccate come l’igiene; il vitto (cibo); il vestiario; sovravvitto (possibilità di comprarsi qualcosa oltre al vitto fornito dal carcere); pratiche di culto; colloqui con i difensori e i coniugi ecc. Tutto l’ordinamento penitenziario nasce sulla base dell’idea che qualunque persona può essere risocializzata. Nel 1992 vengono uccisi Falcone e Borsellino (PM nella lotta a contrasto della mafia), evento molto significativo in quanto viene considerato un attacco alle istituzioni democrazia dello Stato. Lo Stato reagisce e decide che per le persone che commettono reati di mafia e terrorismo, il giudice di sorveglianza, non è più tenuta a valutare un percorso di risocializzazione di tutti i detenuti ma afferma (art. 4 bis) che chi commette questi delitti non possono beneficiare delle misure premiali previste dall’ordinamento a meno che questi soggetti non collaborino con la giustizia. L’art 4 bis ha applicazione su una vastissima gamma di reati. Che cosa impedisce questo articolo? I permessi premio,le misure alternative (misure per scontare pena al di fuori del carcere)assegnazione al lavoro all’esterno. Lezione 31/10 (VEDERE SLIDE) Art. 4 bis Questo articolo limita l’accesso ai benefici penitenziari, limita anche alcune facoltà che spettano al detenuto in seguito allo svolgimento del trattamento penitenziario. Perché si è voluto introdurre questa tipologia di reato? L’idea è quella di mantenere l’ordine, la sicurezza, prevenire commissione di reati all’interno del carcere, andando quindi a comprimere strumenti che l’ordinamento mette a disposizione al detenuto per risocializzarlo. Profilo soggettivo: Chi riguarda questa misura? I condannati e gli internati, e gli imputati (ma solo per il lavoro all’esterno) Profilo oggettivo: Perimetro operativo (per quali reati opera?) Reati di associazioni a stampo mafioso e reati di terrorsimo. Nel tempo questo articolo si allarga dove a seconda dell’emergenza di turno il legislatore aggiunge e toglie reati. Reati a carattere sessuale, reato di sequestro a scopo di estensione, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, favoreggiamento immigrazione clandestina, delitti contro PA, istigazione a disobbedire alle leggi. Il legislatore ha previsto tre fasce di reati che corrispondono a diversi gradi di criminalità.

  • prima fascia: reati più gravi come l’associazione a delinquere a stampo mafioso, associazioni a carattere terroristico. In questo caso viene richiesta la necessaria collaborazione con la giustizia
  • seconda fascia: non è necessaria la collaborazione ma vanno esclusi dei collegamenti attuali del detenuto con la criminalità organizzata, terroristica.
  • terza fascia: sono delitti contro la sfera sessuale. Qui la concessione dei benefici prescinde dalla collaborazione con la giustizia ma osservazione scientifica della personalità almeno per un anno. Anche qui vi è una sotto distinzione. Focus sulla collaborazione Chi non collabora è un soggetto che rimane pericoloso e non risocializzato. Questa disciplina col tempo è stata o smussato dalla corte costituzionale e da legislatore. Si trattava di casi di collaborazione: . Inesigibile . Impossibile . Oggettivamente irrilevante Il regime ostati per negli ultimi anni è caduto in crisi, è cambiata la sensibilità giuridica. Lezione 5/ Circuiti di alta sicurezza A certe condizioni vi e l’esigenza di tutela dei compagni di detenzione da forme di sopraffazione e da forme di intimidazione. L’amministrazione per evitare queste situazioni dispone dell’art. 32 del regolamento esecutivo penitenziario. Prevede che coloro che hanno problemi di violenza(?) anche per la tutela di compagni di aggressioni o sopraffazioni sono assegnati ad appositi istituti e sezioni. Molto spesso si ricorre al trasferimento — L’amministrazione decide come separare i detenuti. L’articolo 32 trova fondamento in un altro istituto giuridico ovvero quello dell’alta sicurezza. Si ritiene che determinati condannati o detenuti debbano essere destinatari sulla base del reato commesso, di un regime ad hoc (speciale) affinché non siano in grado di assumere posizione di leadership e di portare altri detenuti a delinquere in forza del proprio carisma criminale. Questi circuiti a S si suddividono in : S3 — rientrano i detenuti per i reati associazione a delinquere a stampo maroso o di altri delitti che hanno commesso avvalendosi delle condizioni mafiose; delitti di sequestro di persona a scopo di estorsione che chi ha partecipato alle associazioni finalizzato al traffico di stupefacenti con ruolo di vertice. A2 — si ritr4ovano le persone condannate per i delitti commessi con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico