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domande con risposte docimologia, Prove d'esame di Docimologia - metodi e tecniche di valutazione

domande con risposta esatta per l'esame di docimologia

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 03/11/2021

raffadimaso
raffadimaso 🇮🇹

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Lezione 1 VALUTAZIONE E SELEZIONE
Il dibattito scientifico sulla valutazione in Italia si è originato: in seguito alla scolarizzazione di massa
Il volume “Lettera a una professoressa” di Don Lorenzo Milani ha inteso: evidenziare il carattere selettivo dell’istituzione scolastica
L’opinione pubblica ha iniziato ad interessarsi del prodotto scolastico: quando la scuola è diventato un diritto per tutta la
popolazione
Il volume di Marzio Barbagli e di Marcello Dei ha inteso: evidenziare il disagio dei docenti di fronte ai nuovi allievi
La riforma del 1962 ha inteso: rimuovere le disuguaglianze di fronte all’istruzione
Conoscere il prodotto scolastico era diventata un’esigenza molto sentita perché: la preparazione degli allievi era spesso molto
scarsa
Il motivo che richiedeva alla scuola di mutare il proprio “fare didattica” era: le caratteristiche eterogenee della popolazione
scolastica
Abbiamo definito la formazione dei docenti di tipo “gentiliano” in quanto si riteneva che: per essere un bravo docente, bastasse
una solida preparazione culturale
Nella scuola del passato la selezione era vista come: indice di serietà della scuola
“Lettera ad una professoressa” richiede ai docenti: di prestare attenzione a coloro che, per cause esterne alla scuola, risultano
svantaggiati
LEZIONE 2 TRADIZIONALIMO DIDATTICO E VALUTAZIONE
Il condizionamento sociale si dimostra presente nelle seguenti situazioni: i risultati scolastici appaiono sostanzialmente
indipendenti dalle qualità dell’esperienza scolastica
Le condizioni funzionali a mantenere la fiducia in un sistema di cooptazione sono: la garanzia di elevazione sociale e quindi il
miglioramento del proprio status
In un contesto didattico tradizionale le funzioni didattiche più diffuse sono: la comunicazione di elementi culturali e la valutazione
La cooptazione nella scuola consentiva di entrare a far parte di un determinato gruppo se: si uniformava il proprio comportamento
a quello di chi effettuava la cooptazione
La lezione ex cattedra è strutturata in questo modo: il docente trasmette abilità culturali in forma logica coinvolgendo raramente
gli allievi
Nella storia della scuola la cooptazione esercitata ha avuto il ruolo di : moderare la mobilità verticale della popolazione
Per funzionalità dello scarto si intende: un meccanismo di limitazione dell’accesso alla scuola da parte di allievi socialmente meno
favoriti
Avete letto che l’espressione scuola di massa : ha lo stesso significato di scuola per tutti
Abbiamo definito popolazione di riserva: la parte di potenziali allievi esclusa dalla possibilità di accedere alla scuola
Si può parlare di tradizionalismo didattico quando le caratteristiche degli allievi: sono considerate predittive dei risultati conseguibili
LEZIONE 3 FUNZIONI ESSENZIALI DELLA VALUTAZIONE
La verifica dei prerequisiti consente all’insegnante di: stabilire quale dovrà essere il punto di partenza dell’istruzione
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Lezione 1 VALUTAZIONE E SELEZIONE

Il dibattito scientifico sulla valutazione in Italia si è originato: in seguito alla scolarizzazione di massa Il volume “Lettera a una professoressa” di Don Lorenzo Milani ha inteso: evidenziare il carattere selettivo dell’istituzione scolastica L’opinione pubblica ha iniziato ad interessarsi del prodotto scolastico: quando la scuola è diventato un diritto per tutta la popolazione Il volume di Marzio Barbagli e di Marcello Dei ha inteso: evidenziare il disagio dei docenti di fronte ai nuovi allievi La riforma del 1962 ha inteso: rimuovere le disuguaglianze di fronte all’istruzione Conoscere il prodotto scolastico era diventata un’esigenza molto sentita perché: la preparazione degli allievi era spesso molto scarsa Il motivo che richiedeva alla scuola di mutare il proprio “fare didattica” era: le caratteristiche eterogenee della popolazione scolastica Abbiamo definito la formazione dei docenti di tipo “gentiliano” in quanto si riteneva che: per essere un bravo docente, bastasse una solida preparazione culturale Nella scuola del passato la selezione era vista come: indice di serietà della scuola “Lettera ad una professoressa” richiede ai docenti: di prestare attenzione a coloro che, per cause esterne alla scuola, risultano svantaggiati

LEZIONE 2 TRADIZIONALIMO DIDATTICO E VALUTAZIONE

Il condizionamento sociale si dimostra presente nelle seguenti situazioni: i risultati scolastici appaiono sostanzialmente indipendenti dalle qualità dell’esperienza scolastica Le condizioni funzionali a mantenere la fiducia in un sistema di cooptazione sono: la garanzia di elevazione sociale e quindi il miglioramento del proprio status In un contesto didattico tradizionale le funzioni didattiche più diffuse sono: la comunicazione di elementi culturali e la valutazione La cooptazione nella scuola consentiva di entrare a far parte di un determinato gruppo se: si uniformava il proprio comportamento a quello di chi effettuava la cooptazione La lezione ex cattedra è strutturata in questo modo: il docente trasmette abilità culturali in forma logica coinvolgendo raramente gli allievi Nella storia della scuola la cooptazione esercitata ha avuto il ruolo di : moderare la mobilità verticale della popolazione Per funzionalità dello scarto si intende: un meccanismo di limitazione dell’accesso alla scuola da parte di allievi socialmente meno favoriti Avete letto che l’espressione scuola di massa : ha lo stesso significato di scuola per tutti Abbiamo definito popolazione di riserva: la parte di potenziali allievi esclusa dalla possibilità di accedere alla scuola Si può parlare di tradizionalismo didattico quando le caratteristiche degli allievi: sono considerate predittive dei risultati conseguibili

LEZIONE 3 FUNZIONI ESSENZIALI DELLA VALUTAZIONE

La verifica dei prerequisiti consente all’insegnante di: stabilire quale dovrà essere il punto di partenza dell’istruzione

La verifica dell’apprendimento , in un contesto didattico avanzato, ha soprattutto lo scopo di: seguire i percorsi individuali per consentire le rettifiche opportune La valutazione, in una società a scolarizzazione diffusa, dovrebbe: fornire l’informazione necessaria per migliorare il processo d’istruzione L’aspetto più significativo della funzione formativa nella valutazione è il seguente: la valutazione avviene durante il processo di insegnamento/apprendimento La valutazione è diagnostico-iniziale in quanto: verifica il raggiungimento delle mete raggiunte sino ad ora dall’allievo I prerequisiti dell’apprendimento sono: le capacità cognitive necessarie per raggiungere un traguardo di apprendimento La valutazione sommativa : identifica il livello di apprendimento raggiunto La tempestività dell’intervento di recupero rispetto al verificarsi di una difficoltà ha lo scopo di: evitare l’insorgere di un deficit cumulativo La verifica dell’apprendimento alla fine di ogni unità d’insegnamento-apprendimento consente: di individuare e colmare eventuali lacune di apprendimento prima di passare all’unità successiva La valutazione formativa è: un controllo delle prestazioni in cui segue una ristrutturazione del piano di lavoro

LEZIONE 4 VALUTAZIONE E PROCESSI DECISIONALI

Una decisione è certa se: sono noti tutti i fattori che possono incidere sul corso degli eventi L’interpretazione autenticamente democratica del principio dell’uguaglianza delle opportunità formative si oppone a quella formale perché: suppone trattamenti didattici differenziati e il raggiungimento di risultati terminali omogenei “Focalizzare il problema” nell’ambito di una decisione vuol dire: possedere le informazioni necessarie sullo scenario entro il quale si vuole agire Nell’ambito di una decisione, un problema è correttamente formulato se: presenta almeno due ipotesi di risoluzione Le doti personali dell’insegnante : sono utili quando egli possiede anche una preparazione didattica adeguata L’uguaglianza di opportunità è preferibile a quella di trattamento in quanto: l’uguaglianza di trattamento finirebbe per consolidare le disuguaglianze L’uguaglianza complessa è preferibile a quella semplice perché: l’uguaglianza complessa garantisce il raggiungimento delle competenze di base e l’approfondimento dei propri interessi Possiamo parlare di professionalità docente quando: il docente possiede una preparazione didattica costantemente aggiornata La differenza tra concetto di valutazione emerso dalla ricerca docimologica e quello più desueto è la seguente: il primo intende la valutazione come un processo di ottimizzazione, mentre il secondo come semplice giudizio Capitalizzare competenze nella scuola significa: raccogliere le esperienze, ottimizzarle e archiviarle

LEZIONE 5 MISURAZIONE E VALUTAZIONE

Strumenti della valutazione, docimologicamente strutturati, sono utili in quanto: garantiscono una parità di trattamento degli allievi superando l’effetto alone Definiamo attendibile una prova di valutazione quando: fornisce gli stessi risultati se viene corretta da più docenti Una prova è da ritenersi valida quando: rileva le abilità proprie degli obiettivi di riferimento

Gli item a scelta multipla servono per rilevare: un’ampia gamma di abilità Gli item vero/falso possono essere resi più complessi attraverso : la penalizzazione delle risposte non corrette L’attendibilità di una prova oggettiva è garantita quando gli item: sono rappresentativi dei contenuti trasmessi e uguali per tutti

LEZIONE 8 LE PROVE STRUTTURATE DI CONOSCENZA PARTE 2

Il numero degli item in una prova dovrà: è relativo alla funzione formativa o sommativa della prova L’ordine degli item è relativo: ai contenuti disciplinari Le prove oggettive si dice spersonalizzano l’interazione educativa in quanto: sminuiscono l’interazione tra gli allievi e i docenti Le prove oggettive si dice penalizzano i processi intellettuali superiori: se costruite dal docente in modo estemporaneo Le prove oggettive possono potenziare l’interazione tra docente e allievi: dal momento in cui la loro compilazione richiede poco tempo Per l’attribuzione dei punteggi grezzi , ad ogni singolo item : si può scegliere tra diverse metodologie di attribuzione dei punteggi Quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nella preparazione di una prova oggettiva è necessario: sondare esclusivamente abilità di tipo riproduttivo nozionistico Indicare quali tra le seguenti affermazioni, riguardanti le prove oggettive di profitto, è corretta: permettono di utilizzare diversamente la struttura del tempo impiegato per la formazione La possibilità di rispondere in maniera casuale, in modo che gli esiti conseguiti non rispecchino le reali competenze degli allievi: è ininfluente se la prova è strutturata da diverse tipologie e un numero adeguato di item Il numero di item relativo agli argomenti della prova dovrà essere scelto in base al seguente criterio: importanza assegnata ai diversi argomenti trattati

LEZIONE 9 LA DISPERSIONE SCOLASTICA

Dagli anni Cinquanta sino ad oggi, la selezione palese: ha subito una forte contrazione Un sistema scolastico con tassi di abbandono vicini allo zero: può essere giudicato dopo aver riscontrato la qualità degli apprendimenti La dispersione occulta si verifica quando: vengono sanciti come positivi risultati della formazione che non lo sono Si è erroneamente ritenuto che la dispersione potesse essere superata con: atteggiamenti a-valutativi La dispersione avrebbe potuto essere fortemente arginata: mediante l’adozione di un modello valutativo diverso Tra le cause della “scolarizzazione nominale” possiamo annoverare: un eccessivo lassismo da parte dei docenti La dispersione potrà essere arginata se: decollerà una vera e propria cultura della valutazione Un modo per arginare la dispersione è costituito dal rinnovamento: di strategie didattico-docimologiche obsolete Il tecnicismo in ambito docimologico: è utile, ma non risolve i problemi legati alla dispersione La scuola del duemila dovrà assicurare: qualità dell’istruzione, uguaglianza e tutela delle differenze

LEZIONE 10 RICERCA DOCIMOLOGICA E PROFESSIONALITA DOCENTE

In merito alla valutazione si parla di “giungla terminologica”: a causa delle molteplici interpretazioni che questo termine offre La valutazione in un’ottica di “crescente autonomia” : assume funzioni e dimensioni sempre più rilevanti Nelle università italiane la “cultura della valutazione” dovrebbe essere avvertita come: una necessità da costruire mediante centri di ricerca a sfondo empirico-sperimentale L’aggiornamento degli insegnanti in Italia è tuttoggi ancora carente: a causa dei limiti della ricerca docimologica e della mancata correlazione alla dimensione formativa Le introduzioni innovative nella prima formazione, raggiunte a partire dagli anni 90, sono: una più completa integrazione tra dimensioni teorico pratiche e dimensioni sperimentali Il ritardo della ricerca empirica in ambito educativo: penalizza la professionalità degli insegnanti La scuola non opera conoscenza docimologica: perché il sapere da essa prodotto spesso si disperde Affinche la scuola produca conoscenza docimologica occorre: costruire archivi di esperienze spendibili in situazioni di studio future I criteri da seguire nella costruzione di archivi docimologici sono: immagazzinare dati, percorsi e strumenti passibili di revisione e spendibili in altre situazioni L’università , nella creazione di un archivio docimologico, potrà avere il ruolo: di coordinamento di tutta l’attività di ricerca e garante di valore scientifico

Lezione 11 LE STAGIONI DELLA RICERCA DOCIMOLOGICA: SISTEMATICA, DIDATTICA, PROGETTUALE

La prima fase della ricerca docimologica si è distinta per: un miglioramento nelle modalità di rilevazione degli apprendimenti Nella prima fase della ricerca docimologica, le prove tradizionali: hanno mostrato i loro limiti strutturali Il significato iniziale del termine docimologia attribuitogli da Pieron è il seguente: riflessione scientifica sugli esami La ricerca sugli esami del BaccaLaurèat (Francia 1936) : ha messo in rilievo la forte soggettività propria delle prove tradizionali Durante la ricerca sugli esami del Baccalaurèat : gli insegnanti coinvolti attribuirono allo stesso punteggio significati diversi La ricerca di Pieron dimostrò: la grande diversità di criteri di giudizio utilizzati dai commissari L’avvento della seconda fase della ricerca docimologica dimostrò che : l’affinamento delle tecniche non avrebbe favorito ulteriori passi in avanti Nella seconda fase della ricerca docimologica la valutazione: va considerata come strumento di autoregolazione del processo didattico Definiamo progettuale la terza fase della ricerca docimologica: perché in essa si è inteso sviluppare la capacità di pianificare la formazione La valutazione analogica intende: comprendere le difficoltà che ciascun allievo presumibilmente incontrerà nel percorso di istruzione

LEZIONE 12 INDIVIDUALIZZARE L’INSEGNAMENTO

La sovrapposizione semantica tra insegnamento individuale e individualizzazione consiste in: un errore concettuale da tempo protratto e consolidato dalla didattica

Confrontando la media e la mediana, se i due punteggi coincidono è presumibile un risultato didattico: mediocre I quartili, decili e centili sono riconducibili a concetti vicino alla: mediana Il secondo quartile corrisponde alla: mediana

LEZIONE 15 LE MISURE DI DISPERSIONE

Il valore della deviazione standard (rispetto alla media) in caso di insuccesso didattico sarà: alto Calcolare la deviazione standard di una serie di punteggi significa: conoscere la distanza media dei punteggi dalla media Le procedure statistiche in ambito didattico: sono indispensabili per migliorare la prassi didattica Se il valore della deviazione standars si aggira intorno al 60% rispetto al valore della media, vuol dire che i risultati ottenuti dalle prove strutturate sono: disomogenei Le misure di dispersione sono: deviazione standard e intervallo di variazione Si intende per intervallo di variazione: il gap apprenditivo tra il migliore e il peggiore studente Indicare sotto quale soglia percentuale dello scarto quadratico medio si auspica un’omogeneità dei risultati: 10 - 12 % Calcola l’intervallo di variazione della seguente serie ordinata di punteggi 16 17 19 21 24 26 28 29 31 33: 17 La deviazione standard in ambito didattico indica: l’omogeneità o la disomogeneità dei dati ottenuti Per mettere a confronto le diverse misure di dispersione: il coefficiente di variazione

LEZIONE 16 I PUNTEGGI STANDARDIZZATI non si capisce nulla

È indispensabile calcolare i punteggi standardizzati, per esempio i punti Z, per: facilitare il confronto fra punteggi analoghi che tuttavia appartengono a distribuzione diverse La distribuzione pentenaria permette di: confrontare prestazioni diverse I punti T: eliminano i valori negativi e offrono le stesse informazioni fornite dai punti Z Per calcolare la distribuzione pentenaria dobbiamo servirci: della media e della deviazione standard Nel grafico che rappresenta la distribuzione pentenaria la fascia più alta è: A Nella distribuzione pentenaria il confronto tra punteggi avviene per fasce, mentre nei punti Z avviene: tra i punteggi singoli Se si dovesse leggere statisticamente una prova, come si potrebbero ordinare cronologicamente le seguenti procedure: misurare a tendenza centrale, misurare di dispersione, punteggi standardizzati I punteggi accettabili dal punto di vista didattico nella distribuzione pentenaria sono: quelli che cadono nelle prime tre fasce Nella distribuzione pentenaria i punteggi che gravitano intorno alla media si collocano nella fascia: C Se la media di un gruppo classe corrisponde a 6,5 e la deviazione standard a 1,6 il valore estremo superiore di C sarà: 7,

LEZIONE 17 L’ANALISI DEGLI ITEM

Le metodologie statistiche per l’analisi degli item sono: l’indice di difficoltà e l’indice di discriminatività

L’indice di difficoltà indica: la quota di errori in percentuale per ogni singolo quesito Indicare quale strumento statistico rileva se un item sia in grado di differenziare gli studenti migliori da quelli che hanno ottenuto risultati peggiori: indice di discriminatività Si riscontra la non discriminatività di un item nel momento in cui l’indice di discriminatività assume un valore: minore di 0 L’intervallo di valori che può assumere l’indice di discriminatività è compreso tra : - 1 e 1 Il quesito numero 8 di una prova somministrata ad un gruppo classe composto da 25 studenti presenta 10 errori, calcola l’indice di difficoltà del quesito: 40% Per calcolare l’indice di discriminatività , le prove si suddividono in : 3 fasce Per calcolare l’indice di discriminatività le diverse prove vengono suddivise in fasce i cui estremi devono necessariamente contenere: lo stesso numero di prove Se gli studenti che hanno ottenuto i risultati più bassi rispondono correttamente ad un quesito possiamo dedurre che i valori dell’indice di difficoltà e quello di discriminatività dell’item sono: entrambi bassi Se sia l’indice di difficoltà che l’indice di discriminatività di un quesito sono alti possiamo presumere che tale quesito stimola nei discenti: capacità intellettuali complesse

LEZIONE 18 ANALISI DI UNA RICERCA SULLA PROGRAMMAZIONE PARTE 1

Quando si inizia una ricerca è necessario innanzitutto: documentarsi Indicare cosa si intende per problema della ricerca: la domanda alla quale il ricercatore cerca di offrire una risposta pertinente Formulando l’ipotesi il ricercatore: elabora una congettura che riguarda la possibile soluzione del problema Una ricerca empirica di tipo descrittivo: osserva le variabili senza entrare direttamente in esse L’ipotesi della ricerca da noi effettuata si origina all’interno del dibattito pedagogico-didattico: sull’uguaglianza formativa Nella ricerca presentata lo strumento utilizzato è: il questionario Si origina un problema: quando il ricercatore avverte un disagio e ha intenzione di superarlo La ricerca illustrata ha inteso argomentare: sulla formazione degli insegnanti Indicare cosa è mancato alla professionalità docente (rispetto alle altre professioni) : la prossimità alla ricerca Uno dei limiti della ricerca educativa, oggi, è quello di: incontrare difficoltà nel mettere a disposizione dei docenti repertori conoscitivi condivisi

LEZIONE 19 ANALISI DI UNA RICERCA SULLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA PARTE 2

Il quesito 1 del questionario ha inteso comprendere come i docenti coinvolti intendano la prassi programmatoria, una parte di essi, seppur minoritaria, è convinta che: essa si possa realizzare grazie al buon senso e all’esperienza maturata La tipologia di programmazione adottata dai docenti coinvolti nell’indagine presentata è la seguente: programmazione per obiettivi Un quesito intendeva indagare quanto è diffusa la prassi della valutazione formativa. Da esso è emerso che: il 78,5 % ha risposto fornire l’informazione necessaria per migliorare il processo formativo

Il ministro dell’istruzione che formulò il primo approccio alla valutazione di sistema negli anni novanta è: Sergio Mattarella nella conferenza nazionale della scuola del 1990 L’intenzione di indirizzare la scuola verso percorsi di qualità mediante il confronto confluì nell’elaborazione di un: Benchmark (standard di riferimento) L’autonomia scolastica e le prove INVALSI sono elementi, introdotti dalle nuove normative vigenti, che hanno cambiato la struttura delle istituzioni scolastiche nazionali: si, la legge sull’autonomia consegna una notevole libertà d’azione ai singoli istituti e le prove invalsi costituiscono un primo sistema di riferimento per mettere a confronto il rendimento delle scuole La raccomandazione del Parlamento europeo sulla collaborazione europea per la valutazione della qualità dell’insegnamento scolastico del 2001 costituisce: un suggerimento di linee guida finalizzate al miglioramento continuo I punti cardine dell’EQAVET che ogni sistema scolastico nazionale è tenuto a rispettare sono: progettazione, sviluppo, valutazione e revisione L’indagine OCSE-PISA pone una lente di ingrandimento su: le competenze (sapere pratico) degli allievi Dallo studio OCSE-PISA è emerso sostanzialmente che: in Italia la scuola che si frequenta determina il profitto finale degli allievi L’obiettivo della valutazione esterna è: promuovere il miglioramento continuo Con autovalutazione d’istituto si intende: un processo di autoanalisi complessivo integrato ad una valutazione esterna finalizzato alla raccolta di dati significativi utili alla definizione di piani di miglioramento

LEZIONE 22 I MODELLI PER L’AUTOVALUTAZIONE

Il problema della cultura della qualità nella scuola italiana si poteva ricondurre alla: elevata burucratizzazione procedurale di tutti i processi in merito La legge sull’autonomia ovviò al problema della cultura della qualità nella scuola facendo emergere: la necessità di sottoporre a monitoraggio non solo l’ambito didattico dei vari istituti, ma anche il comparto amministrativo e organizzativo Il modello ISO 9000 è stato utilizzato per primo dagli istituti scolastici professionali perché: essendo già ampiamente utilizzato nel mondo del lavoro, risulta molto vicino al contesto di tali istituti scolastici Il modello ISO 9000 pone l’attenzione sul prodotto: si, ma presta anche attenzione alle esigenze del cliente e ai metodi operativi Il modello EFQM (European Foundation fo Quality Management) pone l’attenzione su alcuni fattori determinanti ai fini dei risultati per definire gli indicatori e i criteri di valutazione: la leadership, le strategie, le risorse, il personale e i processi Il modello EFQM (European Foundation fo Quality Management) risulta più consono di altri alla valutazione degli enti di formazione perché: non adotta un approccio univoco nell’analisi dei processi e nell’identificazione delle priorità tese al miglioramento Il modello CAF (Common Assessment Framework) è stato pensato per: gli enti amministrativi pubblici Il modello ISFOL pone l’attenzione e si basa: sul riconoscimento della centralità della persona a qualsiasi livello I punti cardine del ciclo della qualità del CQAF (Common Quality Assurance Framework) sono: la progettazione, l’implementazione, la valutazione e la revisione Il modello ISFOL perché abbia successo e raggiunga l’obiettivo del miglioramento continuo richiede: una politica dirigenziale trasparente e una contestualizzazione con la realtà economico e produttiva del territorio

LEZIONE 23 COME SI è AVVIATO IL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE

Uno dei problemi sorti già nei progetti pilota dell’INVALSI: è il CHEATING

L’approccio che consentì alle prove INVALSI di diventare prove sia con validità statistica, ma al contempo capaci di rilevare un cospicuo numero di dati, consistette nell’introduzione di: due disamine, una autogestita a carattere nazionale, l’altra condotta da esaminatori esterni su un collettivo ristretto di soggetti La legge 10 del 26/02/2011 istituisce tre organi istituzionali con il compito di valutare e migliorare la scuola: Invalsi, Indire e Corpo Ispettivo L’ente INVALSI, seguendo gli spunti delle ricerche internazionali, ha tenuto conto di alcuni indicatori al fine di consentire una migliore valutazione della scuola e cioè: il contesto di riferimento della scuola considerata, i risultati ottenuti, le risorse messe a disposizione della scuola e le varie attività realizzate dalla scuola Il progetto qualità del 1995 sviluppato un collaborazione con Confindustria consiste: in un progetto ministeriale, che ha coinvolto oltre 3000 scuole, teso a incentivare e migliorare la qualità delle istituzioni scolastiche La terza fase del progetto qualità del 1995 sviluppato in collaborazione con Confindustria consiste: nella produzione della documentazione e nell’adempimento dei requisiti necessari a richiedere la certificazione L’ente istituzionale INVALSI : crea e rende disponibili i test standard fornendo le metodologie per valutare i risultati, si munisce di rilevatori professionisti e si confronta in ambito internazionale È stato avviato il progetto per il 0 0 9 3 …………………. Miglioramento delle performance delle istituzioni scolastiche sulla base del modello CAF (il quale fornisce le linee guida per una buona autovalutazione tesa al miglioramento). Le scuole, fra quelle che hanno aderito al progetto, inserite nella fascia laboratorio CAF sono: le scuole necessitanti di un supporto sostanzioso in grado di accompagnarle, passo dopo passo, alla realizzazione del processo di autovalutazione La rete scolastica nata da un’iniziativa proveniente dal basso e creata al fine di condividere uno spazio di ricerca finalizzato all’autovalutazione mediante la disponibilità di strumenti, attraverso la formazione e l’assistenza durante tutto il processo di monitoraggio prende il nome di: STRESA L’ente istituzionale INDIRE: favorisce l’innovazione del sistema scolastico fornendo percorsi di formazione, soluzioni e risorse per la definizione dei piani di miglioramento

LEZIONE 24 IL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE ED IL SUO REGOLAMENTO

Il regolamento sul sistema nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione viene pubblicato nel periodo compreso tra: 2010 – 2015 Le fasi del procedimento di valutazione previste dal regolamento sul sistema nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione sono: 4 fasi, autovalutazione delle istituzioni scolastiche, valutazione esterna, ulteriore predisposizioni di azioni di miglioramento, rendicontazione pubblica dei risultati L’innovazione portata dal regolamento sul sistema nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione è: l’introduzione di una valutazione esterna, per evitare ogni forma di autoreferenzialità L’analisi e la verifica del proprio servizio è una delle fasi dell’autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in: un’analisi condotta sui dati del sistema informativo del ministero e dell’ente INVALSI L’elaborazione in formato elettronico del rapporto di autovalutazione è una delle fasi dell’autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in: questionario fornito all’istituzione scolastica finalizzato ad analizzare vari ambiti La formulazione di un piano di miglioramento è una delle fasi dell’autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in : la redazione di alcuni obiettivi di miglioramento Durante la valutazione esterna l’INVALSI ha il preciso compito di: indicare le situazioni scolastiche da sottoporre a verifica Durante la predisposizione di azioni di miglioramento è fortemente necessario prevedere: un piano costante di monitoraggio durante la fase attuativa

L’enfatizzazione della dimensione educativa della scuola e l’attenuazione della sua funzione culturale sono le conseguenze di: un’assenza di una cultura scientifica di riferimento

LEZIONE 27 L’EGUAGLIANZA NELLE SCUOLE

L’uguaglianza di trattamento in un’ottica di senso comune, sembra la pista più corretta: perché affonda le sue radici nel concetto di merito La vecchia scuola premiava i capaci ed i meritevoli: e penalizzava coloro che non avevano un patrimonio attitudinale adeguato Il concetto di merito comunemente inteso: sottintende forme di determinismo sociale La giusta uguaglianza prevede: un trattamento didattico differenziato Nell’opera di Rawls ci si riferisce ad una sorta di principio della riparazione il quale prevede: che le disuguaglianze socioculturali siano eliminate dalla società L’uguaglianza iniziale sebbene importante: finisce per dimostrarsi iniqua in quanto le disuguaglianze tendono a riproporsi La giusta uguaglianza si concretizza nella scuola mediante: percorsi didattici individualizzati La valutazione diagnostica nella nostra scuola molto spesso: è stata intesa come una prassi formale L’uguaglianza finale: favorisce il conseguimento di repertori conoscitivi omogenei Il concetto di metodo, in ambito didattico: è stato superato da quello di strategia

LEZIONE 28 LE DECLINAZIONI DELL’UGUAGLIANZA NELLA SCUOLA

Nella scuola l’uguaglianza potrà essere considerata semplice: quando tutti gli allievi potranno conseguire una sorta di omologazione culturale Dal punto di vista didattico: l’individualizzazione dovrà precedere la personalizzazione L’uguaglianza complessa prevede che: l’individualizzazione e la personalizzazione siano complementari A Nation At Risk denunciò: il fallimento della scuola pubblica americana A Nation At Risk contribuì ad avviare il dibattito: sulla qualità dell’istruzione A Nation At Risk inizialmente fu considerata una stravaganza americana: anche se poco dopo la sua pubblicazione molti paesi seguirono percorsi analoghi Il rapporto Coleman del 1966 pubblicato negli Stati Uniti: dimostrò che la scuola era fucina di disuguaglianze Il termine neo alfabetismo indica: una regressione alfabetica di chi aveva frequentato la scuola Gli studi hanno dimostrato che le scuole dei diversi paesi: nonostante le diversità dovute al contesto si trovano ad affrontare difficoltà analoghe Prima della relazione A Nation At Risk alcune indagini: avevano inteso conoscere se la preparazione degli allievi fosse una conseguenza dell’insegnamento ricevuto oppure dell’ambiente sociale

LEZIONE 29 L’ACCOUTABILY : RENDERE CONTO DEL PROPRIO OPERATO

La relazione Gardner A Nation At Risk provocò nei responsabili scolastici una reazione che sfociò: nel bisogno di promuovere ricerca empirica, indicatori sui sistemi scolastici, valutazioni internazionali

La ricerca sulla scuola era stata carente nel fornire: prove evidenti Si maturò l’idea che i provvedimenti legislativi, il sostegno pedagogico e altro ancora a favore della scuola erano stati: ben poco incisivi Il fare scuola quotidiano: rimase sostanzialmente quello di sempre Nel 1992 l’OCSE, con il progetto INES: pubblica indicatori al fine di comprendere la qualità della scuola L’indagine IEA del 1959-62 permise di comprendere : i fattori che, a vario titolo, incidono sul profitto scolastico Accountability è un vocabolo che potrebbe essere tradotto nel modo seguente: responsabilità rispetto agli esiti Il concetto di Accountability applicato alla scuola potrò assolvere: il bisogno di trasparenza tanto auspicato In ambito internazionale un’esperienza di Accountability è stata promossa grazie: all’ Education Reform Act L’ Accountability nella nostra scuola ha inteso inoltre: superare una gestione essenzialmente burocratica del fare scuola

LEZIONE 30 L’IDEOLOGIA DELLE DOTI : ANALISI CRITICA PARTE 1

Indicare quale di queste affermazioni rientra nel “determinismo biologico”: la scuola deve premiare i capaci e i meritevoli e fermare coloro che non possiedono le doti per andare avanti Indicare a chi appartiene la frase seguente “l’insegnante ha alla sua base inevitabilmente delle idee sulla natura della mente del discente”: J. Bruner La scala metrica per la valutazione dell’intelligenza è di: A. Binet Con la parola “Moron” Goddard indicava: adulti che in base alle misurazioni effettuate dimostravano di avere una età mentale che oscillava fra gli otto e i dodici anni Secondo il pensiero di Spearman : l’intelligenza ha una struttura gerarchica di tipo bifattoriale, composta cioè dal fattore g (intelligenza generale) e da altri fattori s (di tipo ausiliare) Secondo il pensiero di Burt: l’intelligenza è ereditaria e misurabile Indicare quale di queste triadi è composta da psicologi che ritengono che l’intelligenza sia innata: Spearman, Burt, Jensen Nella teoria multifattoriale dell’intelligenza di Thurstone: si individuano 7 abilità primarie che interrelandosi producono il pensiero Nel pensiero di Piaget sull’intelligenza si parla di: assimilazione e adattamento La scala metrica di Binet mirava a : individuare le difficoltà degli allievi per poi attivare interventi di recupero

LEZIONE 31 L’IDEOLOGIA DELLE DOTI: ANALISI CRITICA PARTE 2

Indicare quali, tra questi, fu il primo studioso a parlare di “intelligenze multiple”: Gardner Indicare quale, tra queste affermazioni, può riassumere il concetto di intelligenza di H. Gardner: l’intelligenza dell’uomo è composta da molteplici facoltà mentali, relativamente indipendenti, localizzabili in aree del cervello specifiche Indicare il numero preciso di capacità mentali che la teoria delle intelligenze multiple di Gardner arriva a formulare: sette Indicare quale di queste affermazioni può ritenersi vera per la scuola di oggi: l’intelligenza è una serie complessa di fattori risultanti dal sincretismo fra eredità genetica e stimoli ambientali

Indicare a quali di questi processi cognitivi è legata la comprensione: tradurre, interpretare, estrapolare La “nuova” tassonomia di Bloom ha spostato l’attenzione su: i modi in cui gli allievi apprendono Nella tassonomia di Bloom “memorizzare le nozioni” fa parte del livello della: conoscenza Nella tassonomia di Bloom per livello di sintesi si intende: ricomporre più elementi per dare vita ad un insieme di conoscenze organizzare Nella “nuova” tassonomia di Bloom con il verbo ricordare ci si riferisce: riconoscere, rievocare Nella “nuova” tassonomia di Bloom per conoscenza metacognitiva si intende: conoscenza dei meccanismi che governano i processi cognitivi

LEZIONE 34 GLI OBIETTIVI DIDATTICI PARTE 3

Indicare quali sono le tre dimensioni complementari nel modello della struttura dell’intelligenza di Guilford: operazioni, prodotti, contenuti Indicare nel modello tridimensionale di Guilford quante combinazioni si possono produrre: 120 Indicare quali sono secondo Guilford le cinque operazioni che rappresentano le modalità fondamentali di funzionamento dell’intelletto: conoscenza, memoria, produzione divergente, produzione convergente, valutazione Il problem solving è presente nella tassonomia di : R. M. Gagnè L’apprendimento di discriminazioni nella tassonomia di Gagnè corrisponde a: reagire in forma diversificata a stimoli diversi Nella tassonomia di Gagnè i livelli di apprendimento sono gerarchizzati. Indicare quale di queste porzioni di scala mantiene la gerarchia proposta da Gagnè: apprendimento di segnali, apprendimento stimolo-risposta, apprendimento di concatenazioni motorie I presupposti teorici dai quali parte la tassonomia di Frabboni-Arrigo sono: tre paradigmi dell’istruzione (comportamentistico, piagetiano, gestaltico) Nella tassonomia di Frabboni-Arrigo i tre paradigmi dell’istruzione sorreggono i diversi piani apprenditivi in essa presenti. Indicare quale tra queste corrispondenze è esatta: gestaltico---apprendimenti superiori divergenti Indicare quale di queste corrispondenze è falsa: tassonomia di Frabboni- Arrigo ------------via (percorso) empirico-induttiva Indicare quale di questi si situa tra gli apprendimenti superiori nella tassonomia di Frabboni-Arrigo: la sintesi (schematizzare contenuti e concetti)

LEZIONE 35 OBIETTIVI DIDATTICI E COMPETENZE: QUALE RAPPORTO?

Indicare in quale normativa si parla in modo consistente della competenza: indicazioni nazionali per il curricolo Indicare perché recentemente nella scuola italiana si parla tanto di competenza: per contrastare un fare didattico che privilegia rappresentazioni astratte o semplicemente verbali Indicare com’è denominata l’indagine internazionale condotta dall’OCSE, a partire dall’anno 2000, sulle scuole: PISA Nell’indagine (Program for International Student Assesment) sulla scuola realizzata dall’OCSE risulta che: un numero di studenti italiani, superiore alla media, ha scelto di non rispondere alle domande a risposta aperta Indicare in quale paradigma un obiettivo è considerato come performance osservabile: comportamentistico Indicare in quale paradigma un obiettivo è considerato un processo interno connesso all’acquisizione della conoscenza: cognitivista Con il concetto di competenza si tende a: superare la suddivisione tra conoscenza dichiarativa (sapere) e conoscenza procedurale (saper fare)

Indicare cosa si intende per carattere molare della competenza: un insieme di elementi di natura diversificata (cognitiva, affettiva…) Indicare cosa si intende per carattere molecolare dell’obiettivo didattico: la descrizione circoscritta e ben precisa di abilità da conseguire Indicare quale di queste definizioni si avvicina di più al concetto di competenza: saper applicare una conoscenza teorica in una situazione reale

LEZIONE 36 DIBATTITO A-SCIENTIFICO SULLA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA

È intento della docimologia: dotare gli insegnanti di nuovi strumenti in grado di rilevare efficacemente le competenze degli allievi E’ intendo della docimologia: dare agli insegnanti strumenti idonei per svolgere al meglio la loro funzione valutativa A differenza di ciò che sostiene Mario Pirani, la ricerca scientifica nell’ambito del sapere docimologico ha messo in rilievo che: quanto più l’approccio finalizzato alla valutazione dell’alunno è di tipo oggettivo, tanto meno esso verrà influenzato dalla soggettività individuale dell’insegnante Indicare qual è, per la ricerca docimologica, la giusta relazione tra le prove oggettive di profitto e i sistemi tradizionali di valutazione: le prove oggettive di profitto e i sistemi tradizionali di valutazione possono svolgere efficacemente la loro funzione, purchè utilizzati con consapevolezza Secondo la docimologia ricorrere a valutazioni oggettive: significa aumentare la possibilità di valutare in maniera efficace e consentire una maggior interazione tra docente e alunno È piuttosto diffusa la concezione/pregiudizio che per insegnare sia necessario: possedere una conoscenza adeguata della materia da insegnare Indicare quale tra questi non si può definire propriamente uno studioso di docimologia: M. Pirani Secondo M. Pirani il voto è: giudizio insindacabile dato dall’insegnante in quanto garante della trasmissione dei contenuti didattici Gli articoli di M. Pirani sul sistema valutativo introdotto nella scuola contemporanea, evidenziano: che le riforme e le competenze docimologiche determinano nuove forme di analfabetismo Gli articoli di Mario Pirani sono un esempio di: come la didattica subisca da parte dei non addetti ai lavori incursioni ideologiche

LEZIONE 37 REPERIRE INFORMAZIONI MEDIANTE CRITERI “PRECISI”

Quale di queste affermazioni sulla valutazione opera un cambiamento di prospettiva rispetto al “fare scuola in modo tradizionale”?: vedere la valutazione come una prassi necessaria a reperire informazioni per gestire in modo efficace il processo formativo Affermare che la valutazione diventa una “prassi organica al fare didattico” significa che: la valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curriculari Cosa significa “la valutazione è parte integrante del percorso formativo”?: che è una parte necessaria al percorso didattico La valutazione pur essendo compito di ogni singolo docente è anche un impegno collegiale nel senso che: le modalità operative e i criteri vanno condivisi per arrivare ad un confronto reale e proficuo fra docenti che operano nella stessa scuola Secondo la ricerca docimologica è importante distinguere il momento della raccolta delle informazioni da quello valutativo? : si perché prima di esprimere un giudizio occorre aver accertato, cioè di aver raccolto in modo obiettivo, i dati Quale di queste azioni esplicita che la valutazione ha una funzione formativa? : dopo aver constatato che qualche alunno ha avuto valutazioni negative il docente ricalibra il percorso didattico Si definisce criterio “basato sul confronto” tra ciascuna prestazione quel criterio in base al quale: ogni allievo viene valutato in riferimento al rendimento medio del gruppo Si definisce “criterio assoluto” quel criterio in base al quale: il docente stabilisce una soglia al di sotto della quale le prestazioni non sono accettabili

Qual è il significato della valutazione nella scuola di base?: contribuire a stimolare il miglioramento continuo dei processi di apprendimento

LEZIONE 40 AUTONOMIA, PROGRAMMAZIONE E VALUTAZIONE

Per “uguaglianza reale” nella scuola si intende: che tutti possano beneficiare di elevate opportunità educative Parole chiave della legge sull’autonomia sono: decentramento, articolazione, flessibilità La “legge sull’autonomia” viene anche chiamata: Legge Bassanini Da una lettura più attenta dell’indagine PISA risulta che: in Italia ci sono grosse differenze tra la scuola del nord e quella del sud Quale elemento risulta determinante per la carriera scolastica nel “Rapporto sulla scuola in Italia 2010”: l’istruzione genitoriale Per POF si intende: il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche Per progettazione intendiamo: tutte quelle azioni che la scuola ipotizza al fine di concretizzare gli obiettivi del sistema di istruzione Il POF viene elaborato da: Collegio Docenti Per programmazione intendiamo: attività specifica degli insegnanti (individuale e di gruppo) che, guidata da criteri scientifici, stabilisce il percorso formativo da svolgere in classe La legge sull’autonomia chiede alle scuole: di prendere decisioni sia in ambito organizzativo che in ambito didattico

LEZIONE 41 LE PROVE SEMISTRUTTURATE PARTE 1

Nella scelta tra le varie tipologie di prove da somministrare è opportuno: considerare innanzitutto le abilità che si vogliono rilevare In letteratura si parla di prove semistrutturate: quando è strutturata la parte che riguarda i quesiti Le prove semistrutturate si differenziano da quelle oggettive in quanto: lasciano aperta la parte relativa alle risposte Nell’ambito delle prove semistrutturate per “risposta-criterio” intendiamo: la risposta determinata da chi formula il quesito che fissa il livello di adeguatezza Nella prassi valutativa per cercare di soddisfare sempre le esigenze didattiche nelle varie situazioni di insegnamento- apprendimento sarebbe opportuno: scegliere tra le varie tipologie di prova quella che meglio si adatta alle abilità oggetto della rilevazione Indicare quale tra questi elenchi è composto di sole prove semistrutturate: domande strutturate, saggi brevi, riassunti Le prove semistrutturate permettono, meglio di altre, di rilevare: processi intellettuali superiori Le prove di verifica semistrutturate ereditano dalle prove tradizionali: il ricorso alla memoria rievocativa Le prove semistrutturate sono più adatte delle prove oggettive per rilevare: saperi divergenti Le prove semistrutturate sono caratterizzate da: domande chiuse e risposte aperte

LEZIONE 42 LE PROVE SEMISTRUTTURATE PARTE 2

Si definiscono saggi brevi: le composizioni di lunghezza variabile sollecitate per mezzo di stimoli idonei allo scopo di consentire al discente di manifestare particolari competenze in specifici campi disciplinari Il saggio breve è una prova che meglio del tema riesce a rilevare: specifiche abilità di livello elevato Indicare cosa rilevano i saggi brevi: capacità rielaborative e organizzative dell’alunno Si definisce riassunto: una prova di comprensione e di riscrittura condensata di un testo in rapporto però a determinate chiavi di lettura e a vincoli di riscrittura

Nel riassunto si misura la capacità di lettura intesa come: capacità di scandagliare e manipolare il testo proposto Tra le seguenti tipologie di prove indicare in quali possono emergere maggiormente i cosiddetti “effetti di distorsione” : interrogazioni orali Indicare per quali di questi scopi non è necessario ricorrere ai colloqui strutturati: appurare l’assimilazione delle conoscenze Rispetto al tradizionale tema, il saggio breve consente di rilevare specifiche abilità di livello elevato con: superiori margini di credibilità Indicare altre tipologie di prove semistrutturate: relazioni di laboratorio, gaming simulation I vincoli nei riassunti costituiscono per l’allievo: una vera e propria guida di lavoro

LEZIONE 43 UNA SINEDDOCHE FUORVIANTE

Lo schiavo di Singer ci fa riflettere sul fatto che: la tecnologia dell’educazione non deve essere intesa semplicemente come un macchinario complesso La tecnologia possiamo intenderla come: uno strumento che consente di ottimizzare le risorse esistenti al fine di raggiungere un obiettivo preciso Il sistema scolastico italiano nei confronti della tecnologia dimostra di avere un atteggiamento: reverenziale Nei confronti della tecnologia le politiche educative dimostrano di credere che essa: possa fornire un contributo significativo al rinnovamento del fare scuola Ritenere che la tecnologia migliori i livelli di apprendimento è una convinzione: poco interessante in quanto costituisce un abbaglio ben poco produttivo Considerare le risorse tecnologiche utili dal punto di vista didattico: vuol dire appellarsi al senso comune educativo L’enfasi sulla tecnologia ci induce a pensare che: il nostro sistema scolastico è povero di interpretazioni educative robuste Il prof Vertecchi ha inteso mettere in rilievo che: la ricerca sull’educazione viene sostituita da interpretazioni legate alle mode Il prof Vertecchi ci vuole dire che nel nostro paese: la scuola deve poter beneficiare di ricerca educativa “…chi voglia presentarsi come innovatore in campo educativo è sufficiente che bruci alcuni rituali granelli di d’incenso sull’altare della tecnologia” vuol dire: che la tecnologia viene utilizzata al posto della vera innovazione

LEZIONE 44 PER IL PROGRESSO DELL’EDUCAZIONE

L’appetibilità sociale dell’istruzione nel passato: era di certo il movente più importante per incrementare la domanda di istruzione La domanda di istruzione nel passato: era prevalente rispetto all’offerta d’istruzione La popolazione, nel passato, accettava la proposta formativa: senza esitazioni Oggi la disposizione affettiva nei confronti dell’istruzione: è diminuita in ragione dell’affievolirsi delle attese di miglioramento L’intervento educativo si dimostra oggi molto complicato in quanto: è aumentata notevolmente la sfiducia nei confronti della scuola Per variabili indipendenti intendiamo: le cause a monte dell’itinerario scolastico Per variabili dipendenti intendiamo: gli effetti del percorso educativo La dispersione dei valori nelle variabili indipendenti cresce di molto: nel caso in cui l’utenza scolastica coincide con la popolazione potenziale La conduzione dell’intervento didattico con il decrescere dell’appetibilità sociale dell’istruzione: è problematica quando non si è nelle condizioni di prevedere ciò che si vorrebbe osservare al termine di esso