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Appunti completi di Economia delle Aziende e della Pubblica Amministrazione, utili per la preparazione dell’esame universitario. Il documento tratta i principali argomenti del corso: Amministrazione Pubblica e APL, flussi aziendali, gestione economica e finanziaria, modello a raggiera, principio della compensazione, costi e ricavi, analisi del Break Even Point (BEP), margine di contribuzione, configurazioni di costo del prodotto, aziende pubbliche territoriali, processi produttivi per il consumo, gestione patrimoniale, processo produttivo d’impresa, tariffe e tributi, Comuni ed enti locali, Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), bilancio di previsione, risultato di amministrazione, principi di bilancio, classificazione di entrate e uscite, equilibrio finanziario, approvazione e variazioni di bilancio. Ideale per studio ed esercitazione.
Tipologia: Appunti
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Azienda: “ comunità di individui che si organizzano per creare valore da destinare al soddisfacimento dei bisogni umani ”. Ha come ruolo centrale la persona, infatti l’obiettivo delle APL è la creazione di valore per la soddisfazione dei bisogni umani in modo diretto e/o indiretto.
La gestione si concretizza in operazioni, svolte da determinati organi, attraverso le quali si acquisisce, si combina e si cede valore.
Si distinguono in:
Le operazioni aziendali generano dei flussi. I flussi si concretizzano in una massa di beni e servizi o mezzi finanziari che si spostano da un “polo” ad un altro, cioè da un’azienda ad un’altra.
Ogni azienda è colpita da una miriade di flussi di natura diversa: movimenti di beni, servizi, denaro (o dei suoi sostituti).
Ogni flusso risulta definito in funzione della “ natura ” degli oggetti che si spostano da un polo all’altro, della “ direzione ” di scorrimento degli oggetti, in Entrata (inflows) o in Uscita (outflows) c), della sua “ intensità ” ovvero della quantità di oggetti omogenei relativi ai flussi generati da una singola operazione di gestione esterna.
Esigenze conoscitive richiedono di effettuare operazioni contabili sulle intensità dei flussi reali. Diventa opportuno omogeneizzare le singole intensità, moltiplicando le quantità per i relativi prezzi unitari di acquisto o di vendita.
Ogni operazione di gestione esterna genera flussi che possono essere economici (reali) o monetari (finanziari).
a. Economici o reali sono relativi ai: ● Beni
● Servizi
Passano di solito dal venditore al compratore (linea continua). b. Monetari o Finanziari sono relativi alla: ● Moneta ● Sostituti della moneta Passano di solito dal compratore al venditore come corrispettivo dei beni e dei servizi acquistati ed indicano un out flow , uscita, o in flow , entrata (linea tratteggiata).
Ogni operazione di gestione esterna attiva un “rapporto di scambio”: semplice o composto
Flussi bilaterali con natura differente e direzione opposta, come prima attivazione abbiamo i flussi economici, come seconda attivazione i flussi finanziari. In alcuni casi si può invertire come es. acquisto su Amazon, prima si paga e poi arriva la merce comprata.
I flussi sono più di due come es. contrazione e rimborso di mutui, prestiti… Le due frecce tratteggiate a dx possono anche sommarsi, si replicherà fino alla durata del prestito.
Aspetto economico e finanziario della gestione
Un’azienda per assolvere alla missione che la caratterizza deve attivare un insieme di operazioni di gestione esterna che danno luogo a grandezze di tipo economico e/o finanziario.
I flussi di natura economica generano grandezze economiche e i flussi di natura finanziaria generano flussi di natura finanziaria.
Il “costo” rappresenta l'intensità, in termini monetari, degli inflows economici generati da operazioni di acquisto.
Omogeneizzazione delle intensità dei flussi in termini monetari:
𝑄×𝑝=𝐶𝑂𝑆𝑇𝑂(𝐶)
Naturale correlazione con il circuito economico. E’ inerente alla dinamica dei flussi finanziari generati dalle operazioni di acquisto dei fattori produttivi o dalla vendita di beni o servizi. Dal confronto tra entrate ed uscite è possibile apprezzare il grado di “liquidità” raggiunto, cioè la capacità a far fronte ai pagamento a breve termine.
C’è molta differenza fra la grandezza “costo” e la correlata “uscita” così come fra “ricavo” ed “entrata”.
Partita Doppia Metodo adottato per registrare (tener memoria) le intensità dei flussi dalle operazioni di gestione esterna, la meccanica basata sul carattere bilaterale dei rapporti di scambio attivati: per ogni operazione si misurano le intensità dei flussi attivati (economici e finanziari), si esprimono quelle intensità in termini monetari e si iscrivono le misure di quelle intensità in differenti prospetti di conto.
Individuazione dei legami - rapporti di scambio che vengono instaurati, a vario titolo, con altre aziende. Non può esistere alcun organismo aziendale avulso dall’ambiente e dal tessuto di cui è parte costitutiva ed essenziale. Indagine:
● sui fatti di gestione esterna ● sulla loro diversa motivazione ● sulla tipologia dei flussi che ne derivano
Al centro (Nucleo): l’azienda considerata, In periferia: aziende terze, Legami tra l’unità centrale e periferiche: relazioni interaziendali.
È importante sottolineare che le operazioni di gestione esterna danno sempre origine a rapporti di scambio che producono flussi bilaterali, semplici o composti. Va inoltre considerato che un soggetto può ricoprire più di una posizione nel modello a raggiera.
a. Agente centrale b. Patrimonio aziendale (risorse destinate all’esercizio dell’attività economica) c. Aggregati aziendali periferici (rapporti di scambio con l’agente centrale) d. Complesso dei rapporti di scambio (operazioni gestionali compiute)
Occorre rendere operativa la struttura aziendale e movimentare il patrimonio attraverso la disponibilità di risorse finanziarie, operazioni gestionali con gli attori che si collocano nell’aggregato dei Finanziatori, risorse attinte da fonte interna ed esterna. Soggetti: Imprenditore individuale, Soci azionisti o apportatori di quote di capitale, Istituti di credito. Fatti economici: Conferimento del capitale di dotazione, Appropriazione dell’utile di periodo o distribuzione del dividendo, Stipulazione di prestiti, Pagamento delle quote annuali di rimborso del prestito contratto e degli interessi maturati.
Risorse finanziarie costituiscono una “potenzialità a fare” – Per essere “operative” occorre che siano “convertite” in elementi patrimoniali – Rapporti di scambio per acquisire beni e servizi – Agenti periferici: Fornitori. Soggetti • Aziende • Famiglie • Soggetti singoli
Fatti economici • Acquisti di fattori produttivi a fecondità ripetuta o beni durevoli, di materie prime, materie accessorie e servizi • Erogazione di mezzi finanziari come corrispettivo degli acquisti effettuati • Apprestamento di attività lavorative • Corresponsione di stipendi e salari ai lavoratori dipendenti
Beni e servizi assemblati e proposti all’ambiente – Agenti periferici: Clienti. Soggetti • Aziende • Famiglie • Soggetti singoli Fatti economici • Vendita di prodotti finiti (o merci) e semilavorati • Acquisizione di mezzi finanziari come corrispettivo delle vendite realizzate
Quando si genera un costo? A seguito di operazioni di acquisto (gestione esterna)
Quando si genera un ricavo? A seguito di operazioni di vendita (gestione esterna)
ricavi totali – costi totali = 0
Azienda eguaglia i ricavi totali ai costi totali
Q critica (Q*): è la quantità che l’azienda deve produrre e vendere per raggiungere il pareggio economico. Corrisponde al livello di output per cui i ricavi totali e i costi totali sono uguali; in questa situazione l’azienda non realizza né utile né perdita, poiché il risultato economico è pari a zero.
Formula inversa se vuoi ricavare il prezzo:
p = CF/Q + CV
E per il costo variabile unitario:
𝐶𝑉 u= 𝑝 − 𝐶𝐹 / 𝑄
𝑅𝐸= 𝑅𝑇−𝐶𝐹−𝐶𝑉
L’analisi del Break-Even Point (BEP) è uno strumento molto flessibile e di semplice applicazione, utilizzato per valutare l’equilibrio economico di un’azienda. Essa mette in relazione i volumi di vendita con i ricavi che ne derivano e con i costi sostenuti dall’impresa.
L’obiettivo principale di questa analisi è individuare il punto di pareggio, cioè il livello di produzione e vendita in cui i ricavi totali eguagliano i costi totali. In questa situazione l’azienda non realizza né utili né perdite.
Inoltre, l’analisi del BEP permette di determinare la quantità minima di prodotto che deve essere venduta per raggiungere l’equilibrio economico. Per poterla applicare correttamente, è necessario conoscere i costi fissi, i costi variabili, i costi totali e i ricavi totali.
Il margine è semplicemente una differenza. In questo caso si parla di contribuzione, cioè della differenza tra il prezzo di vendita di un prodotto e il suo costo variabile.
Questo aspetto può essere analizzato dall’area commerciale per evitare che i venditori puntino su prodotti che aumentano il fatturato, ma senza considerare il margine di contribuzione, rischiando così di ridurre gli utili dell’azienda.
Inoltre, nelle aziende che producono più prodotti, il margine di contribuzione aiuta a capire quali prodotti conviene vendere di più, cioè a scegliere il mix di prodotti più vantaggioso da offrire sul mercato.
La contribuzione unitaria indica quanto rimane del prezzo di ogni prodotto venduto dopo aver coperto il costo variabile. Questa parte serve prima a coprire i costi fissi e, una volta coperti anche quelli, diventa guadagno.
𝑝 − 𝑐𝑣 = 𝑚
Più è alto il margine di contribuzione globale, più l’azienda riesce a coprire i costi fissi. Questo è importante perché spesso si tende a puntare su prodotti che generano molto fatturato o grandi volumi di vendita, ma non sempre questi sono i più convenienti: a volte altri prodotti, con un margine più alto, sono in realtà più redditizi.
𝑄 𝑥 𝑚 = 𝑄 (𝑝 − 𝑐𝑣) = 𝑀
𝑀= 𝐶𝐹 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑅𝐸=
Nel processo di riforma delle amministrazioni pubbliche si è progressivamente affermata una maggiore apertura verso logiche e strumenti gestionali tipici delle aziende private.
Questo, però, non significa che tali strumenti vengano trasferiti automaticamente nel settore pubblico: più che di un semplice trasferimento, si parla di adattamento e applicazione in base alle caratteristiche proprie della pubblica amministrazione.
In questo contesto, le amministrazioni pubbliche locali possono essere considerate come vere e proprie aziende pubbliche locali, cioè organizzazioni che, pur perseguendo finalità pubbliche, utilizzano criteri gestionali sempre più orientati all’efficacia, all’efficienza e alla razionalizzazione delle risorse.
Le amministrazioni pubbliche possono essere definite come comunità di individui che si organizzano per creare valore da destinare al soddisfacimento dei bisogni umani. In questa prospettiva, il loro scopo principale resta sempre quello di perseguire l’interesse pubblico e rispondere ai bisogni della collettività.
Proprio per questo, non esiste alcuna contraddizione tra il perseguimento di finalità pubbliche e l’adozione di principi, schemi di ragionamento e strumenti propri dell’economia aziendale. Al contrario, questi strumenti possono rappresentare un supporto fondamentale per rendere l’azione amministrativa più efficace, efficiente e coerente con gli obiettivi da raggiungere.
Il soggetto giuridico è la persona fisica o giuridica che, essendo riconosciuta dalla legge come soggetto di diritto, assume i diritti e gli obblighi che derivano dall’attività svolta dall’azienda. In altre parole, è il soggetto a cui fanno capo, sul piano legale, le responsabilità e le posizioni giuridiche connesse alla vita aziendale.
Da questo dipende anche la natura dell’azienda stessa, perché essa varia in base al regime giuridico che le viene applicato: proprio il diverso inquadramento normativo consente di distinguere le varie tipologie di aziende.
Il criterio che permette di distinguere le aziende private da quelle pubbliche è rappresentato dal soggetto economico.
Per soggetto economico si intende colui che esercita il supremo potere decisionale, cioè il soggetto che orienta le scelte fondamentali dell’azienda e ne determina gli obiettivi principali. Di conseguenza, quando il soggetto economico è un soggetto privato, si parla di azienda privata; quando invece il soggetto economico è un soggetto pubblico, si parla di azienda pubblica.
È quindi proprio la natura di chi detiene il potere decisionale ultimo a consentire la distinzione tra le due tipologie di azienda.
Le amministrazioni pubbliche territoriali, come Stato, Regioni ed enti locali, presentano alcune caratteristiche specifiche che le distinguono dalle altre aziende. Innanzitutto, al loro interno convivono due diverse “anime”: quella politica, che definisce gli indirizzi e gli obiettivi generali, e quella tecnica, che si occupa di tradurre concretamente tali indirizzi in attività amministrative e gestionali.
Un altro elemento distintivo è il fatto che esse operano in un contesto fortemente regolato, poiché la loro attività è disciplinata da norme, procedure e vincoli giuridici particolarmente rigidi.
Una caratteristica fondamentale delle APT riguarda il modo in cui reperiscono le risorse necessarie per svolgere la loro attività. Una parte consistente dei mezzi finanziari, infatti, non deriva da scambi di mercato, ma affluisce sotto forma di tributi propri o trasferiti.
Si tratta quindi di risorse ottenute attraverso forme di contribuzione coattiva, cioè obbligatorie, imposte ai cittadini e agli altri soggetti secondo quanto previsto dalla legge.
Il territorio rappresenta un altro elemento essenziale per comprendere la natura delle APT. Esso delimita lo spazio entro il quale queste amministrazioni esercitano le proprie potestà pubblicistiche, cioè i loro poteri e le loro funzioni nei confronti dei soggetti presenti in quell’area.
In questo senso, il territorio non è soltanto un ambito geografico, ma costituisce anche il limite entro cui l’ente pubblico può operare e far valere la propria autorità.
Le APT svolgono diverse funzioni economiche tipiche. Tra queste vi è il processo produttivo per il consumo, che riguarda la produzione e l’erogazione di beni e servizi destinati direttamente a soddisfare i bisogni collettivi. Vi è poi il processo produttivo d’impresa, che si ha quando l’ente svolge attività organizzate secondo logiche più vicine a quelle imprenditoriali.
Infine, vi è il processo produttivo patrimoniale, che consiste nella gestione e valorizzazione del patrimonio dell’ente, al fine di conservarlo e utilizzarlo in modo funzionale al perseguimento dell’interesse pubblico.
La gestione dell’APL si articola in tre nuclei produttivi principali: il nucleo produttivo per il consumo, il nucleo patrimoniale e il nucleo d’impresa.
Il primo riguarda l’attività svolta per soddisfare direttamente i bisogni della collettività attraverso l’erogazione di servizi pubblici.
L’acquisizione dei tributi propri sotto forma di imposta si configura come un’operazione di provvista che genera un flusso unilaterale di natura finanziaria. La sua intensità è misurata dalla quantità di mezzi monetari che il contribuente trasferisce all’APT.
Il fatto amministrativo non attiva un rapporto di scambio, perché genera un unico flusso di natura finanziaria, senza che nell’immediato se ne produca uno di natura economica in contropartita.
L’insieme dei contribuenti cede una parte dei propri redditi all’APT non solo per obbligo di legge, dato che le imposte sono prestazioni pecuniarie coattive, ma anche per consentire, attraverso le produzioni pubbliche, il soddisfacimento di una vasta gamma di bisogni presenti e futuri, sia individuali sia collettivi, che non possono essere lasciati al mercato della concorrenza per ragioni di convenienza sociale o di equità.
La controprestazione si concretizza proprio nella seconda fase del processo economico, cioè quando l’APT eroga servizi e attua politiche pubbliche per soddisfare bisogni individuali e collettivi. In questa fase, il flusso di contropartita dell’acquisizione delle imposte si presenta ancora come un flusso unilaterale, ma questa volta di natura economica e in uscita.
La tassa è un tributo che il contribuente-utente paga a un ente pubblico per la fornitura di un bene o di un servizio di cui usufruisce. Si differenzia dall’imposta proprio perché ha natura di corrispettivo ed è collegata alla fruizione di un bene o di un servizio. Chi non usufruisce del bene o del servizio, infatti, non paga la tassa.
Esempi di tassa sono la tassa per la raccolta dei rifiuti, la tassa scolastica, la tassa sulle concessioni governative e la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.
Diversamente dal caso delle imposte, qui si configura un’operazione di gestione esterna apparentemente simile a un’operazione di scambio, poiché esiste una chiara relazione economica tra il pagamento del tributo e l’erogazione diretta del servizio a favore del contribuente-utente. In questo caso, la compensazione finanziaria dell’out flow reale non è rinviata a un momento successivo.
Sebbene sia più simile a un’operazione di scambio di mercato, la tassa che il cittadino-utente paga all’APT per ottenere, su sua domanda, un servizio non copre l’intero costo di produzione del servizio stesso.
L’intensità espressa in termini monetari dell’outflow reale è infatti maggiore di quella dell’inflow finanziario. In altre parole, il valore del servizio ricevuto dal singolo contribuente-utente è superiore al valore pagato a titolo di tassa.
I trasferimenti
L’acquisizione dei trasferimenti attivi genera un flusso unilaterale di natura finanziaria in entrata, che determina un aumento delle disponibilità liquide per l’APL che li riceve.
L’operazione può essere rappresentata nel modo seguente:
I trasferimenti possono essere distinti in trasferimenti correnti e trasferimenti in conto capitale. I primi sono destinati a finanziare le spese necessarie al normale funzionamento dell’ente, mentre i secondi sono destinati al finanziamento di beni durevoli.
Le contribuzioni volontarie
Lasciti e donazioni, nella concreta operatività, rappresentano operazioni marginali. Esse non danno origine a un vero e proprio scambio di mercato, ma generano invece un flusso unilaterale, come avviene anche nel caso dei trasferimenti.
Le risorse provenienti da fonte interna fanno riferimento agli utili derivanti dalle gestioni produttive per lo scambio e ai redditi delle gestioni patrimoniali.
Esse costituiscono una fonte aggiuntiva di mezzi finanziari rispetto a quelli che provengono, in via diretta o indiretta, sotto forma di tributi e trasferimenti.
Tuttavia, non è raro riscontrare che tali produzioni assorbano più risorse di quante ne generino.
L’impiego delle risorse acquisite - fonte interna ed esterna
L’acquisizione di fattori produttivi dà luogo a veri e propri scambi di mercato. Le risorse finanziarie vengono infatti impiegate per l’acquisto di beni e servizi che consentono la realizzazione dei servizi pubblici che l’APL intende erogare.
La conduzione degli investimenti realizzati consiste nella gestione del patrimonio redditizio e comporta il conseguimento di rendite e il sostenimento di spese, entrambe definite patrimoniali. Nel loro complesso, tali componenti individuano la gestione patrimoniale ordinaria, nella quale le rendite risultano superiori alle spese.
I fatti di gestione patrimoniale non ricorrenti, detti straordinari, riguardano non solo le operazioni di investimento in beni fruttiferi, ma anche le operazioni di disinvestimento degli stessi cespiti e quelle di accensione e rimborso dei debiti di finanziamento, come i mutui passivi.
Nel caso di disinvestimento di un cespite patrimoniale si possono verificare tre diverse situazioni.
Se il valore contabile è maggiore del valore di vendita, si genera una perdita.
𝑉𝑐 > 𝑉𝑣
Se invece il valore contabile coincide con il valore di vendita, si realizza soltanto una compensazione tra gli elementi del patrimonio aziendale.
𝑉𝑐 = 𝑉𝑣
Infine, se il valore contabile è inferiore al valore di vendita, si genera una plusvalenza.
𝑉𝑐 < 𝑉𝑣
La contrazione e il rimborso dei debiti di finanziamento rientrano tra i fatti di gestione patrimoniale straordinari. Questa operazione configura un rapporto di scambio composto.
Da un lato, si realizza un rapporto di cambio, con il quale l’APL riceve mezzi monetari in prestito e li restituisce, in tempi successivi, nello stesso ammontare.
Dall’altro lato, si configura un rapporto di scambio, con il quale l’APL riceve dal soggetto finanziatore il servizio d’uso delle risorse e lo remunera attraverso il pagamento degli interessi.
Il processo produttivo d’impresa riguarda la produzione di beni e servizi rivali ed escludibili, che vengono ceduti a chi ne fa richiesta contro il pagamento di un prezzo, cioè di una tariffa.
L’output di questa attività produttiva non rientra nella categoria dei servizi erogati nell’ambito del processo produttivo per il consumo.
I servizi a carattere produttivo sono per lo più public utilities, cioè servizi a rete, come l’energia o il servizio idrico integrato, e la loro gestione non esclude la generazione di profitti o, quantomeno, il perseguimento di una normale remunerazione del capitale investito.
Le tariffe
Con il termine tariffe pubbliche si intendono i prezzi unitari regolamentati, diversi da quelli determinati dal mercato. Si tratta di prezzi più convenienti per i consumatori e che dovrebbero coprire integralmente il costo di produzione, come avviene, ad esempio, nel servizio idrico integrato.
Tuttavia, la tassa non deve essere confusa con la tariffa. Nell’ordinamento italiano attuale, infatti, le tasse non coprono completamente il costo di questi servizi, che quindi ricade in parte sulla fiscalità generale.
Le tariffe rappresentano veri e propri corrispettivi, cioè prezzi di natura contrattuale e non legale, mentre la tassa è un tributo e, come tale, può essere stabilita soltanto dalla legge.
Nel linguaggio corrente i termini tassa, tributi e imposta vengono spesso utilizzati in modo equivalente, ma in realtà, in sede giuridica, tali espressioni individuano tributi tra loro molto diversi.
Modalità di realizzazione dei processi produttivi destinati alla vendita
I processi produttivi di beni e servizi destinati alla vendita possono essere realizzati in modo diretto, attraverso la produzione in economia; in modo indiretto con controllo finanziario, mediante la costituzione di una diversa unità economica giuridicamente autonoma; oppure in modo indiretto senza controllo finanziario, rivolgendosi ad altre aziende, normalmente private.
La produzione in economia è una soluzione idonea per lo svolgimento di processi produttivi semplificati, che non richiedono particolari professionalità o ingenti investimenti, come nel caso delle farmacie comunali o dei teatri. Si tratta però di un’ipotesi residuale, poiché il legislatore preferisce altre modalità di gestione.
La produzione di tali beni e servizi da parte dell’APL, cioè la produzione in economia, non costituisce l’unica alternativa economicamente e tecnicamente possibile. Non è detto, infatti, che la tutela dell’interesse pubblico sia sempre perseguita nel modo migliore affidando la produzione dei servizi pubblici a un’azienda di titolarità giuridica ed economica pubblica.
È importante precisare che le disposizioni normative regionali, nazionali ed europee regolano le modalità e le condizioni da rispettare per poter svolgere in economia o affidare all’esterno, ad aziende pubbliche e private, le produzioni dei servizi pubblici. Inoltre, alcuni specifici servizi pubblici locali sono disciplinati da normative di settore, come ad esempio il servizio idrico.