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Appunti su Morante e relativa opera presi a lezione
Tipologia: Appunti
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L’incipit del romanzo inizia con la scheda anagrafica di questo personaggio che si chiama Aracoeli. Il romanzo parla della madre che era andalusa, cioè straniera. Ci dice che viene da una periferia del mondo, un luogo aperto al sacro perché il racconto di aracoeli è il pellegrinaggio che aspira ad essere un luogo sacro, cioè il luogo materno. “Mia madre” ->Si rimanda ad un io che narra in prima persona e il cui connotato principale è questa inchiesta che compie sulla madre, quindi sulla sua origine. L’argomento è il viaggio che ha per scopo l’enigma del materno, infatti il tema del romanzo è la relazione con il materno. Questo tema della maternità è calato nell’autrice, che non è stata mai madre e forse trae origine da questo fatto per sviluppare i suoi romanzi sulla maternità. Ad esempio, nell’Isola di Arturo, il soggetto che dice io nel narratore è Arturo, la cui madre è morta. La narrazione è il rapporto di una madre che ha concepito il figlio, dopo uno stupro, che si rivela epilettico e la madre segue la malattia del figlio fino ad impazzire. Invece, In Aracoeli abbiamo una madre che impazzisce e il figlio che è sopravvissuto. Si tratta di due casi di maternità tragica. Qualcuno dice che la continuità tematica dei suoi romanzi abbia fatto si che in realtà Elsa Morante è come se avesse scritto un unico romanzo. Il padre è piemontese e gli occhi azzurri vengono dal padre mentre la pelle bruna gli viene dalla madre. La lingua spagnola riemerge solo come lingua delle emozioni, come la lingua consacrata alla comunicazione tra madre e figlio ed emerge finché essi vivono in uno stato di fusione, cioè fino alla prima infanzia di Emanuele dopo la loro comunicazione si svolgerà in italiano. Lo spagnolo è la lingua delle canzoncine che vengono cantate nell’infanzia. Quello che conta è la voce, in quanto emanazione del corpo, quindi il contatto non solo fisico ma anche acustico, con il corpo materno. Della voce materna riguardano queste canzoncine perché per il resto è una lingua perduta, non riesce a parlarlo. Ad un certo punto lo spagnolo riemerge -> momentaneo riemergere del contatto con la madre, subito però verrà dimenticato. La donna era contadina, il padre appartiene all alta nobiltà, è magistrato. Il viaggio che verrà condotto da Manuele verso il luogo di nascita della madre, è un viaggio verso il territorio segreto, quello dei Munoz Munoz. La madre ha un fratello minore destinato a morire giovane come partigiano dalla parte dei franchisti, parte sbagliata rispetto al padre di Manuele che serve nella reggia marina italiana al tempo del fascismo e che combatte in Spagna durante la guerra civile spagnola (così conosce la madre) La madre parla del suo luogo d’origine dice che è una sassaia deserta, non un paradiso, ma un luogo brullo dove c’è sempre vento. Non si parla mai dell’infanzia di Aracoeli, la quale da ragazzina viene portata in Italia da parte del padre. L’Andalusia è territorio immaginato dalla straniera come risonante di feste, nacchere. È subito binario: quello immaginario della zia Monda, e un territorio reale, quello che la madre testimonia. Tuttavia sia quello immaginario che quello reale sono coperti dal segreto perché mai si parla dell’Andalusia. Manuele, che conduce questa inchiesta, dice che quello che cerca è una visione, quello che lui compie non è un’indagine ma una visione. Quello che lui immagina si trovi in Andalusia, in questo paese che sia chiama El Almendral, è un luogo paradisiaco, un luogo che riguarda la madre vergine (la madre prima della sua venuta al mondo). Quello che lui cerca è l'origine materna. Si ha nostalgia di un tempo in questo romanzo, non di un luogo. Anche Immanuel Kant dice che non si ha nostalgia di un luogo ma di un tempo, il tempo della nostra giovinezza. Il dolore è tanto poiché il tempo è irreversibile, non si può tornare indietro. Manuel potrà tornare al luogo della madre, una sassaia desertica, però in questo luogo non riconosce nulla dell’origine materna. Chiede notizia dei Munoz Munoz e il suo informatore, il barista, gli ride in faccia perché li tutti si chiamano Munoz Munoz. Lui non scopre nulla perché quello che sta cercando è un ritorno
indietro verso un tempo che è prima di lui e che è irreversibile, quindi non riuscirà a tornare al tempo originario, alla sua origine, al mistero del materno. Quindi, si svolge un viaggio verso un luogo immaginato come paradiso e quello che si scorge è invece che il paradiso non esiste, quello che conta è la caduta dal paradiso. Quindi, tutto il tono tragico del romanzo è la scoperta che il mondo è irrimediabilmente orribile, è orribile l’altrove. Il territorio materno è abitato da figure favolose: la capra, chiamata abuelita, il gatto, ma anche figure umane, come la zia Patrocinio, che fa delle profezie(legata alla frequentazione della terra, a conoscere le grotte) e poi c’è Manuel, il fratello minore della madre. Manuele si accorge che ogni volta che si parla di Manuel la madre ride ed è contenta, la sua voce è un coro di laudi. Manuel è una specie di santo locale oppure rappresenta il totem, cioè rappresenta il fondatore della casata dei Munoz Munoz. Riassume i simboli del luogo. TRE LUOGHI FISICI DEL PARADISO : EL ALMENDRAL ( paradiso delle origini materne che Manuele non ha mai visto) TOTETACO= casetta in cui la madre e il figlio vivono in uno stato di fusione. Il padre li ha portati a Roma, dove vive. Questi due luoghi hanno la lingua della madre, cioè lo spagnolo, lingua interdetta al personaggio e che viene recuperata alla fine del romanzo in una sorta di riconoscimento finale. La madre è stata portata via dal padre (erano stati fidanzati, si sono recati a Roma, dove abita il padre che non ha potuto sposare ufficialmente subito la madre perché secondo una norma di chi milita presso la reggia Marina, impedisce agli ufficiali che si sposino entro un determinato tempo del loro servizio, e quindi il matrimonio avverrà dopo-> Manuele è un figlio fuori dal matrimonio, illegittimo). Il luogo in cui la madre e il figlio vivono è alla periferia di Roma, a monte sacro -> nome difficile per il bambino che ha iniziato a parlare, quindi lo deforma in “Totetaco”-> che nella parlata del bambino diventa il nome del paradiso, in cui la madre e il figlio vivevano in simbiosi, in cui non c’era nessun’altra figura. È un luogo in cui c’è pienezza, purezza. Infatti, la madre viene ricordata come una compagna di giochi che condivide gli stessi giochi del bambino. Totetaco non significa niente, invece Montesacro può far pensare al monte in cima al quale sta il paradiso terrestre. -
mappa cosmica disegnata da Dante. Quindi, il montesacro rinvia al paradiso. QUINTA=villa, un luogo perturbante. Questo paradiso è un paradiso perduto, rispetta questo paradiso il personaggio prova una separazione. Questo romanzo potrebbe intitolarsi la cacciata dal paradiso e abbiamo riscontrato un riferimento figurativo che viene indicato in una notazione della stessa autrice in cui dice che bisogna tenere conto della tempesta di Giorgione, il cui tema sottostante è la cacciata dal paradiso. SIMBOLO: EL ALMENDRAL è fortemente simbolico= il mandorleto. Nei testi biblici il mandorleto non è mai indicato come un sinonimo del paradiso. Però, la mandorla è una figura che ricorre nella sacre scritture. In primo luogo, il mandorlo ha la stessa radice di vegliare(accudire) perché il mandorlo è il primo degli alberi a fiorire-> indica il risveglio, quindi la veglia di dio sulle cose umane. Quindi, è sacro ed è legato alla nascita e alla risurrezione. Nello stesso tempo, nella sua variante greca la mandorla corrisponde alla vulva di Cibele, dea madre (connessa a Cibele per il simbolismo della fecondità). Nell' immaginario Cristiano la mandorla indicala verginità della madre di Dio, la madonna. Inoltre, la mandorla è racchiusa in un guscio, di conseguenza è simbolo di segreto, di protezione, di un tesoro che deve essere scoperto(il segreto che deve essere cercato da parte di Manuele), Mito greco di FILLIDE -> una donna greca viene trasformata in mandorlo perché ha atteso inutilmente l’amato, quindi è connessa alla mancanza d’amore, all’interminabilità del lutto del figlio che piange la morte della madre. Quindi, el Almendral contiene tanti simboli: il mandorleto, un mondo senza sesso (il paradiso e rimanda ad Adamo ed Eva), al contrario è la comparsa del sesso nel paradiso ci fa pensare alla cacciata e all’Apocalisse. El almendral è un luogo di pienezza e di un’assenza, di un lutto. È un nome binario che indica due cose opposte tra loro.
viene accudito. In un romanzo familiare di Freud, il figlio salva i genitori, per questo si può spiegare il connotato della militanza: il soldato ha la funzione di proteggere Aracieli, come se il bambino debba proteggere la madre. Poiché la madre riesce a sposarsi legittimamente, lasciano totetaco e vanno nei quartieri alti, abitati dall’aristocrazia e alta borghesia romana. Quando viene abbandonata la casetta dell’infanzia il figlio sente la separazione dal luogo in cui vi era la sua fusione della madre cacciata dal paradiso. Nei quartieri alti si parla solo italiano e non più spagnolo come a Totetaco, imparano la lingua insieme madre e figlio (segno della separazione: diventano un’altra cosa rispetto alla fusione del passato). Lui parlerà sempre di questo sapore di gola e saliva (sinestesia) che hanno le canzoni della madre. È una sorta di sineddoche del corpo della madre. Le canzoni hanno il sapore del corpo della madre, poiché a totetaco vi è l’abbraccio tra madre e figlio. Quando l’abbraccio viene impedito, si sente abbandonato. Il fatto di venire al mondo è la prima interruzione dalla fusione con la madre, tappa fondamentale. Il romanzo è dedicato a questa rottura della fusione tra figlio e madre. La madre, addirittura, diventerà la nemica. Che totetaco sia il paradiso si identifica dal giardino attorno alla casa, con foglie grandissime, il cielo si voltava nella terra e nell’acqua(elementi fusi tra di loro), c’è sempre luce, sempre estate descrizione del paradiso terrestre. Quando Dante è in paradiso, il clima è favorevole alla vita umana , sempre primavera. Totetaco è il paradiso, mentre i quartieri alti sono luogo di separazione. Quando si dice lingua materna si intende la lingua imparata dall’infanzia, cioè l’italiano per Manuele. La lingua materna e anche la lingua della madre, che non è l’italiano, bensì lo spagnolo, ma è una prelingua, una lingua fatta di suoni senza senso, di nomignoli che non corrispondono al nome proprio. Nella lingua della madre, il bambino è un oggetto d’affetto. Questa lingua che viene dal corpo si rappresenta una prosecuzione di quella fusione precedente tra madre e figlio. È una lingua esclusiva che li unisce. Un suono piacevole, una cantilena. MANUELE :Il personaggio è omosessuale (le relazioni che stringe sono deprimenti e umilianti), è un intellettuale fallito perché è l’unico redattore di una casa editrice che produce depliant turistici, a Milano. Ci sono vari momenti in cui la separazione dal paradiso si verifica, si intende come la separazione della fusione materno filiale prevista nella psicanalitica freudiana. Qualche critico dice che se non vi fosse stato Freud non vi sarebbe stata Elsa Morante così come la conosciamo. Freud immagina che da questa fusione materno filiale, l’individuo si separi per l’irruzione della figura paterna che rappresenta la legge. Nel romanzo, la figura paterna più che essere il padre è la lingua paterna, l’italiano, imposta al figlio e alla madre. Dall’altra parte, c’è la lingua della madre, lo spagnolo. Nel momento in cui irrompe la lingua italiana è come se irrompesse il padre. La lingua italiana irrompe -> dalla villa di Montesacro la famiglia si sposta ai quartieri alti, quartieri centrali abitati dalla borghesia abbiente perché Aracoeli ed Eugenio si sono sposati. In questo momento il bambino sente che si è svolta una vera e propria separazione: lui è stato allontanato dal villino dove stava da solo insieme alla madre. Invece, ora è costretto ad una serie di relazioni sociali, a cominciare dalla zia Monda, la sorella del padre che frequenta abitualmente la casa e che si fa intermediaria della legge patriarcale, che è il dominio delle relazioni mondane. E poi le altre relazioni del condominio, quindi con le persone che incontra la madre. Il paradiso è perduto, quindi il bambino ne è separato. Una volta che è stato cacciato dal paradiso, l’uomo ne è bandito, cioè non può più tornarci, quindi è costretto ad una forma di nomadismo. È come se Adamo diventasse Ulisse. Quello che succede ad Manuele è Aracoeli è che sono stati banditi, e di essere costretti ad una specie di erranza, non hanno più un luogo. Quando è adulto, Manuele pensa di recuperare questo luogo, tornando al luogo di origine, cioè al luogo materno cercando così di ricostruire la fusione che a Totetaco gli era possibile con la madre. Quindi si tratta di accedere ad un luogo che porta il ricordo della madre e quindi, attraverso la memoria essere nuovamente connesso alla madre. SEPARAZIONE DALLA MADRE: I momenti in cui avviene la separazione dalla madre sono diversi: La prima separazione è la nascita La seconda è l’abbandono di Totetaco per andare ai quartieri alti La terza è la scena degli occhiali La quarta è l’episodio del seno materno
La separazione dalla madre non è soltanto l’abbandono di Totetaco, ma anche la madre diventa distante dal figlio, a cominciare dal fatto che il figlio possiede un’istruzione molto superiore a quella della madre, che è analfabeta(infatti il biglietto che scrive al marito è in un italiano molto approssimativo). Un altro momento separatorio dalla madre è l’episodio degli occhiali : il bambino andando a scuola si accorge di non vederci bene e allora andando dal medico, quest’ultimo gli prescrive delle lenti e lì cominciano a provare degli occhiali, nel momento in cui l’ottico poggia gli occhiali sul bambino, la madre esclama che il figlio è diventato brutto. Da quel momento in poi il bambino scopre che è diventato brutto agli occhi della madre. Riconoscendo che non piace più alla madre è come se fosse stato rotto il cordone ombelicale. Subito dopo, il riconoscimento del vero avviene drammaticamente in quanto il reale gli appare deformato. Gli sembra che sia un insieme di esplosioni di colori e luce e che producono in lui uno spaesamento, un turbamento. All uscita della scuola, quando la madre va a prenderlo a scuola, lui si toglie gli occhiali, così che ad un certo punto lui non vedendo la strada per andarle incontro, viene quasi investito da un’automobile, qui c’è un recupero dell’affetto materno perché la madre lo abbraccia e dimostra che lui le piace, quindi c’è questo legame tra di loro. Il punto di svolta è rappresentato dal momento in cui lui mette gli occhiali-> è da questo momento in poi che madre e figlio sono separati,quindi il paradiso è veramente finito. Manuele riceve la notizia che la madre è incinta. Aracoeli è un personaggio metamorfico, un personaggio che continuamente si trasforma. Ad un certo punto, si vede che lei diventa più tonda ed emerge una forma di dolcezza che tutti notano, in realtà la madre diventa ancora più distaccata dal figlio perché ha un altro figlio da allevare, che si rivelerà una bambina(era il suo desiderio avere una figlia femmina). La bambina di chiama Encarnación, che però è malata e morirà di li a poco. La morte di questa bambina è dirompente in Aracoeli perché non sarà più la stessa. Mentre la figlia non è morta, da parte di Manuele c’è questo tentativo di recupero del rapporto di fusione con la madre. La madre aveva allattato la bambina e si era addormentata con il seno scoperto, il bambino entra nella stanza, vede questo seno e cerca di attingere al latte che assumeva dal seno materno, la madre si sveglia e lo caccia in malo modo. Ancora una volta questo romanzo della cacciata dall eden è evidente perché il soggetto maschile attinge al frutto proibito. Nell eden Adamo ed Eva consumano il frutto proibito della conoscenza e per questa ragione vengono puniti e cacciati dal paradiso. Il bambino attinge al frutto proibito, il latte materno. E allora questa figura che da il nutrimento lo caccia dalla stanza, cioè dal paradiso. Lo caccia e a partire da quel momento gli sembra che la porta della camera della madre, sia così grande che non possa mai più varcarla(il senso di impotenza e piccolezza che provava Adamo verso la porta chiusa del paradiso dalla quale è stato cacciato ). (Non soltanto, anche il corridoio gli sembra un deserto in cui Adamo viene cacciato -> questa è un’altra separazione METAMORFOSI DI ARACOELI : METAMORFOSI DEL CORPO : Dopo che la madre perde la figlia, impazzisce, ma in realtà il suo dolore è dovuto a questioni fisiologiche, cioè ha un tumore, lei dice “mi è partito dalla pancia(utero) e mi è arrivato alla testa”, quindi è il suo utero è malato, la sua maternità. Questo male cambia i suoi comportamenti, in quanto perde la grazia nel suo corpo. Circe è colei che trasforma i suoi amanti in porci, l’unico che sfugge a questa legge è Ulisse ma non i suoi compagni. Infatti, come Circe, che è una ninfomane mitologica, diventa ninfomane anche Aracoeli. Il tumore la induce ad atteggiamenti blasfemi, un sacrilegio consumato contro l’acqua benedetta nella Chiesa. METAMORFOSI LUSSURIOSA -> sviluppa una ninfomania (Non esiste a livello psichiatrico) Ha degli amplessi che il figlio riconosce (a mare dietro lo scoglio o con l’idraulico che va nell’appartamento) Il finale sarà quello di sedurre l’attendente del marito (il soldato che viene assegnato ad un ufficiale dell esercito, adoperato da Eugenio per assegnarlo al servizio domestico presso la casa). Questo attendente si chiama Daniele,è una balia.
allo schema biblico-> il paradiso viene rotto dall’irruzione del sesso, nel paradiso non c’è il sesso perché Adamo ed Eva non possono procreare. Nel momento in cui interviene il sesso attraverso il serpente, allora il paradiso non esiste più e a quel punto vengono cacciati. Lui dovrà lavorare duro con il sudore nella fronte e guadagnare il cibo, lei dovrà procreare nel dolore. È avvenuto questo in Aracoeliè stata l’irruzione del sesso (la ninfomania della madre) che ha determinato la fine del rapporto tra il figlio e la madre. PLOT: IL VIAGGIO: è la storia di come Manuele lasci Milano, si rechi a El almendral e durante questo viaggio notiamo una serie di flashback in cui è possibile conoscere la storia della sua infanzia. Ogni viaggio si compone di tre momenti: partenza, transito e arrivo. Intraprende il viaggio perché una notte di ottobre sogna la madre che lo sta chiamando, una vera chiamata spirituale, e gli dice che deve seguirla nel luogo in cui è fuggita, cioè l’Andalusia. Il fatto che ci sia questa chiamata ci induce a pensare che il suo sia un viaggio sacro e religioso, cioè un pellegrinaggio. Lui lascia i propri averi: la casa affittata a Milano, il suo lavoro, si prende 4 giorni di ferie che vanno dal 31 ottobre fino al 4 novembre (periodo in cui ricorrono i santi e i morti-> proprio nel luogo dei morti si sta dirigendo il personaggio). 1 Novembre: si narra che si erano conosciuti Aracoeli ed Eugenio 4 novembre: alle 3 era nato il bambino. Nel momento in cui si trova a El almendral c’è un regressus ad uterum: nel giorno del suo compleanno ritorna al luogo della nascita della madre. I critici hanno notato che in questo schema simbolico, per cui c’è al centro del calendario del viaggio di Manuele, la festività dei morti, c’è anche un’altra ricorrenza: Il 2 novembre del 1975 viene assassinato Pier Paolo Pasolini, visto da molti come il modello di Manuele, perché è omosessuale, sradicato e lei lo aveva conosciuto. Probabilmente stava considerando il rapporto centrale che Pasolini ha con la madre. Nel novembre del 1975 succede anche la morte di Francisco Franco, il dittatore spagnolo, contro di lui aveva combattuto il fratello di Aracoeli ed era stato ucciso, omonimo di Manuele. La partenza avviene il 31 ottobre in aereo dall’aeroporto di Milano a quello di Madrid, non luogo spaesante. Manuele si addormenta sull’aereo e gli sembra di volare aldilà dei cieli. Compie il viaggio senza consapevolezza, che si tratti del viaggio di uno sciamano è dimostrato dal fatto che si dica che lui che sta andando verso l’estrema punta stellare della genesi, la punta stellare, cioè il luogo stellare in cui la vita umana ha avuto origine. “Questa estrema punta stellare della genesi che rompe l’orizzonte degli eventi” la rottura dell’orizzonte degli eventi, cioè la rottura della storia, è un carattere proprio dell’apocalisse, è come se genesi e l’apocalisse venissero congiunti. Quello a cui sta andando incontro il personaggio è una sorta di apocalisse, attraverso il paese andaluso vede un’apocalisse. Il primo luogo in cui si trova quando giunge in Spagna, è Almería, provincia dell’Andalucia. Lì si trova di sera, al porto in cui urina nel mare, immaginando che lo stesso gesto sia stato fatto da Manuel: presa di possesso del territorio. Dopodiché entra in una bettola, dove consuma un pasto più o meno economico, lui che è alcolizzato apprende i piaceri di una sorta di grappa che lo accompagnerà per tutto il viaggio. Lui aveva fatto uso di stupefacenti, adesso si accontenta degli alcolici che hanno lo stesso effetto degli occhiali che aveva indossato la prima volta, cioè di deformare la realtà, per cui noi abbiamo la sensazione di una realtà deforme perché ci viene data da uno che l’ha percepita attraverso una deformazione alcolica. L’indomani mattina entra in una chiesa dove trova l’immagine di un crocifisso peruviano, che è molto popolare tra le carte di Elsa Morante, dove c’è una scritta “oggi con me sarai in paradiso” -> è nel Vangelo la frase che Cristo sulla croce pronuncia verso uno dei due ladroni. Infatti, Cristo gli dice “oggi tu con me sarai in paradiso. Moriremo entrambi e tu mi seguirai in paradiso”-> lui immagina che sia un segnale che gli viene direttamente da Aracoeli che gli dice “Tu oggi sarai con me a El Almendral e finalmente ti sarai ricongiunto al luogo materno”. Lui prende la corriera in un luogo di pioggia e si dirige a El Almendral, che era stata raccontata dalla madre come una sassaia desertica, cioè come un luogo arido mentre nell’ immaginazione della zia Monda era un luogo paradisiaco così come l’Andalusia viene immaginata come un luogo esotico, in cui ci sono giardini, arance, nacchere. Lui si accorge che quella che sta attraversando è una sassaia desertica. In realtà questo viaggio sotto la pioggia vede delle rocce che gli sembrano dei dinosauri abbandonati, seppelliti. Tutto gli sembra come successivo ad una catastrofe. Il paesaggio cui va incontro è quello dell’apocalisse. Quella cui va incontro è la fine del mondo, lui sta immaginando che questa fine del
mondo sia anche una condizione storica generale. Infatti, negli appunti della Morante si parla di chiusura di un ciclo: della vita di Manuele, ma anche una considerazione apocalittica dell’Italia degli anni 70. Ecco qui il mito prevalente non è tanto quello di Medea, quanto quello di Orfeo, cioè il cantore mitico che si reca nell’ade per recuperare l’amata, cioè Euridice. Manuele come Orfeo va nel luogo materno pensando di recuperare la madre e invece la perde definitivamente. Lui si trova in questo luogo dove ci sono vari elementi mortuari: c’è un castello diroccato che gli sembra una specie di cimitero, poi prosegue, deve lasciare la corriera, giunto a El almendral gli appare il fantasma dello zio che parla, poi il fantasma della madre sotto la forma di un borsa piena d’aria, la madre gli parla e alla fine non c’è niente da capire riguardo questo pellegrinaggio. Lui prosegue ancora, arriva al paese dove si accorge di un cane che corre perché dei monelli hanno legato alla sua coda delle pentole che fanno rumore e non capisce a cosa sia dovuto questo rumore, allora lui ferma il cane per liberarlo dalle pentole e gli esce la parola “perro” -> ecco che lui giunto al luogo della madre, usa la sua lingua, quella spagnola che gli era stata interdetta. Quindi, recupera il materno, ma il cane continua a fuggire, non lo libererà -> è come lui che è perseguitato dai fantasmi, dai quali non riesce a liberarsi perché è lui stesso l’autore del suo dolore, della sua ossessione, così come lo è il cane. Giunge nel paesino dove c’è una locanda, lui si ferma lì, chiede se in quel paese ci sono dei Munoz Munoz, parenti della madre ma il barista gli ride in faccia, dicendogli che li si chiamano tutti così; quindi, decide di non continuare più la sua ricerca. In questo luogo la madre gli ha detto che non c’è niente da capire. Lui esce da questa locanda e vede sul muro dipinto l’indalo, cioè l’amuleto che da ragazzo aveva portato addosso e che ora ritrova, non si sa se è un vero ricongiungimento con la madre perché il viaggio finisce qui. Questo però non è il finale del romanzo perché lui racconta un viaggio avvenuto nel 1945, cioè 30 anni prima: lui era fuggito dal collegio in cui dopo la morte dei nonni era stato chiuso, adesso è finita la guerra e può tornare a casa, cioè dal padre. Da solo giunge a Roma, si reca a casa, il portinaio gli dice che il padre non abita più la e la zia gli darà l’indirizzo del padre. Il padre vive vicino al cimitero del verano, dove ci sarebbe la madre, si reca a trovare il padre, che vede che sia alcolizzato, pensa che sia il ragazzo della bottega che gli porta una cassa di birra, poi lo riconosce, si dicono poche parole, alla fine gli stringe la mano piena di sudore e gli fa ribrezzo. Ecco che anche il legame con il padre è finito. Dopodiché lui esce, sente un qualcosa alla gola, come un pungiglione e si mette a piangere -> lui stesso dice che piange d’amore per il padre: è come se avesse scoperto l’amore del padre. Nello schema freudiano, dopo la liberazione dalla fusione materno filiale, si scopre la figura paterna. In termini freudiani, la liberazione della madre avviene prima della scoperta del padre. Una parte della critica pensa che il personaggio si sia suicidato Siamo sospesi tra un lieto fine, che è la liberazione dal fantasma materno, cioè la fine del lutto e invece un fine tragico, che sarebbe il suicidio.