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Cognizione del Dolore - ANALISI E SINTESI, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Cognizione del Dolore - ANALISI E SINTESI esame con professore Schilirò

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 13/01/2022

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voidgabs 🇮🇹

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Romanzo familiare. La famiglia è simbolo di continuità della specie (nonostante la morte, essa continua).
Segue il pensiero di Freud sui genitori. Infatti nelle sue opere parla sempre in maniera dura del rapporto
con loro.
Gadda subisce numerosi lutti: del fratello in guerra, del padre e della madre negli anni 30.
Di borghesia milanese, passava le vacanze nella villa di Monza. Era un ingegnere famoso grazie alle
raccomandazioni dei genitori, e andrà anche in Argentina. Dopo aver iniziato a collaborare coi giornali,
abbandona il suo vecchio lavoro.
Suo fratello minore è il preferito ed era destinato al patrimonio, ma muore in guerra come aviatore mentre
collaudava un nuovo mezzo aereo. Nelle opere, tema del figlio sopravvissuto ma non amato. Per questo
sarà molto aggressivo con la mamma, cosa di cui si pentirà dopo la sua morte. Scriverà una lettera a
Gianfranco Contini, in cui si lamenta della sua villa di campagna che dopo la morte della madre gli lascerà
solamente debiti. Così la venderà (matricidio simbolico). Gadda non avrà mai una famiglia né una casa, non
farà proseguire quindi la dinastia della sua famiglia.
Odia la borghesia della sua famiglia, della sua casa e del mondo. Critica sociale e filosofica.
Partecipa alla Prima guerra mondiale, alla battaglia di Caporetto, e ne scriverà in un diario. Parlerà della
morte dei compagni e dell’umiliazione della prigionia.
Aspira ai modelli ottocenteschi di romanzi, come Manzoni. Ma spesso le sue opere sono simili ai diari, con
una trama non lineare e confusa. Alcuni sono incompiuti, o li lascia proprio aperti per riflettere il reale, che
è senza unità e senza lieto fine. Sono abbozzi di narrazione. A lui non interessa l’insieme, ma i singoli
dettagli degli eventi. Risultato anti-narrativo, in cui non succede mai niente oltre i pensieri del protagonista.
Scrive il romanzo dopo la morte della madre, che dopo la morte del padre si era occupata della gestione
familiare. La piccola fortuna includeva la loro costosa villa, che diventa simbolo della famiglia e del loro
unico lusso. Gadda ci è legato, ma la odia anche. Scritto tra Milano e Firenze dal 1936 e per gli altri anni 40.
Nel 1937 inizia già la pubblicazione di alcuni pezzi su “Letteratura”, iniziata dopo che la rivista precedente
dello staff era stata censurata dal fascismo. Negli anni successivi pubblica i 7 tratti dell’opera (che lui non
vuole chiamare capitoli perché termine troppo narrativo). Divisa in due parti (dal 1 al 4, dal 5 al 7). Nel 1941
si interrompe la pubblicazione e non lo completa, se non a parte alla rinfusa. Nel 1957 pubblica “Quer
pasticciaccio brutto de via Merulana” che gli porta successo, e viene esortato dalla stampa a continuare la
Cognizione. All’inizio contrario, viene poi convinto e lo ripubblica per intero nel 1963. Scrive una prefazione
“L’editore chiede venia del recupero”, un dialogo in cui Gadda insiste sulla scelta dello stile barocco
(artificioso, fondato sul groviglio, simbolo della complicazione del mondo) e sul carattere sadico
dell’educazione borghese (rappresentata dalla concentrazione delle ricchezze nella casa). Cercherà di
elaborare il lutto (che per Freud si articolava in fasi, tra cui la rabbia) e il rimorso attraverso la scrittura.
Nella prima edizione del romanzo mancano i primi 2 capitoli, che trattano dell’omicidio.
Alla quarta ristampa nel 1970 vengono aggiunti altri due capitoli (dove vediamo un accenno di conclusione).
Quando interrompe la pubblicazione totale della Cognizione, alcune parti verranno mostrate alla rinfusa
anche in giornali.
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Romanzo familiare. La famiglia è simbolo di continuità della specie (nonostante la morte, essa continua). Segue il pensiero di Freud sui genitori. Infatti nelle sue opere parla sempre in maniera dura del rapporto con loro. Gadda subisce numerosi lutti: del fratello in guerra, del padre e della madre negli anni 30. Di borghesia milanese, passava le vacanze nella villa di Monza. Era un ingegnere famoso grazie alle raccomandazioni dei genitori, e andrà anche in Argentina. Dopo aver iniziato a collaborare coi giornali, abbandona il suo vecchio lavoro. Suo fratello minore è il preferito ed era destinato al patrimonio, ma muore in guerra come aviatore mentre collaudava un nuovo mezzo aereo. Nelle opere, tema del figlio sopravvissuto ma non amato. Per questo sarà molto aggressivo con la mamma, cosa di cui si pentirà dopo la sua morte. Scriverà una lettera a Gianfranco Contini, in cui si lamenta della sua villa di campagna che dopo la morte della madre gli lascerà solamente debiti. Così la venderà (matricidio simbolico). Gadda non avrà mai una famiglia né una casa, non farà proseguire quindi la dinastia della sua famiglia. Odia la borghesia della sua famiglia, della sua casa e del mondo. Critica sociale e filosofica. Partecipa alla Prima guerra mondiale, alla battaglia di Caporetto, e ne scriverà in un diario. Parlerà della morte dei compagni e dell’umiliazione della prigionia. Aspira ai modelli ottocenteschi di romanzi, come Manzoni. Ma spesso le sue opere sono simili ai diari, con una trama non lineare e confusa. Alcuni sono incompiuti, o li lascia proprio aperti per riflettere il reale, che è senza unità e senza lieto fine. Sono abbozzi di narrazione. A lui non interessa l’insieme, ma i singoli dettagli degli eventi. Risultato anti-narrativo, in cui non succede mai niente oltre i pensieri del protagonista. Scrive il romanzo dopo la morte della madre, che dopo la morte del padre si era occupata della gestione familiare. La piccola fortuna includeva la loro costosa villa, che diventa simbolo della famiglia e del loro unico lusso. Gadda ci è legato, ma la odia anche. Scritto tra Milano e Firenze dal 1936 e per gli altri anni 40. Nel 1937 inizia già la pubblicazione di alcuni pezzi su “Letteratura”, iniziata dopo che la rivista precedente dello staff era stata censurata dal fascismo. Negli anni successivi pubblica i 7 tratti dell’opera (che lui non vuole chiamare capitoli perché termine troppo narrativo). Divisa in due parti (dal 1 al 4, dal 5 al 7). Nel 1941 si interrompe la pubblicazione e non lo completa, se non a parte alla rinfusa. Nel 1957 pubblica “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” che gli porta successo, e viene esortato dalla stampa a continuare la Cognizione. All’inizio contrario, viene poi convinto e lo ripubblica per intero nel 1963. Scrive una prefazione “L’editore chiede venia del recupero”, un dialogo in cui Gadda insiste sulla scelta dello stile barocco (artificioso, fondato sul groviglio, simbolo della complicazione del mondo) e sul carattere sadico dell’educazione borghese (rappresentata dalla concentrazione delle ricchezze nella casa). Cercherà di elaborare il lutto (che per Freud si articolava in fasi, tra cui la rabbia) e il rimorso attraverso la scrittura. Nella prima edizione del romanzo mancano i primi 2 capitoli, che trattano dell’omicidio. Alla quarta ristampa nel 1970 vengono aggiunti altri due capitoli (dove vediamo un accenno di conclusione). Quando interrompe la pubblicazione totale della Cognizione, alcune parti verranno mostrate alla rinfusa anche in giornali.

Trama: Si svolge in Maradagàl (che sarebbe la Brianza le cui città hanno dei nomi spagnolizzati; riferimento al viaggio in Argentina della vita di Gadda) che è stata in guerra con un paese confinante, il Parapagal (riferimento a guerra Argentina/ Paraguay o Italia/ Austria) per poi credersi entrambi vincitori. I reduci sono integrati in istituti di vigilanza (trasfigurazione del fascismo) che dovevano proteggere la borghesia. Il protagonista Gonzalo (nome spagnolo, cognome italiano) si rifiuta di farne parte. All’inizio del libro sappiamo di lui solo tramite altri personaggi, tra cui il medico che andrà a visitarlo a casa. Solo dopo 100 pagine vedremo direttamente lui. Il medico parla anche del Manganones, un reduce che si finge solo e cerca di avere un’agevolazione, e viene licenziato, e delle ville che vede per la strada e che critica. Incontra Battistina, la domestica, che gli racconta i soprusi da parte di Gonzalo sulla povera madre, che vivrebbe nel terrore di questo figlio violento. Il dottore lo visita e non riscontra niente di anomalo; gli impone una gita in automobile con le proprie figlie. Gonzalo declina, ma il dottore insiste; a questo punto il paziente si lascia andare a uno sfogo isterico, pieno di citazioni letterarie, dal quale si capisce che si ritiene circondato da gente che interferisce tra lui e la madre. Mentre sta per congedarsi, il dottore fa notare a Gonzalo che il muro di cinta della proprietà non sembra offrire una valida difesa a tentativo di intrusione; rifiuta seccamente di pagare i soldi dell'abbonamento di vigilanza. Gonzalo è spesso lontano da casa per motivi di lavoro, il fratello minore è morto in guerra. Una sera Gonzalo torna da un viaggioe l'abbraccia, ma l'arrivo del servitore interrompe il momento di affetto. Gonzalo, irritato dal suo sudiciume e dall'aspetto miserando, lo caccia dalla stanza. Un vicino di casa, dopo aver subito un furto, assume due guardie scoprono un tentativo di intrusione in casa di Gonzalo. L'ingegnere si è allontanato infuriato dopo avere sorpreso gente in cucina con la madre. La madre di Gonzalo viene trovata moribonda nel letto, ferita alla testa e piena di ecchimosi. Viene chiamato il dottore, ma le possibilità che l'anziana donna si salvi sono scarse.I vicini vanno a vedere, tra cui i lavoratori puzzolenti. Si crea disordine nella villa. Registro umoristico: gran parte del testo. Registro lirico: enfatico, tragico. Le parti con Gonzalo e la madre insieme, che conoscono il loro stato triste e doloroso della vita. Registro filosofico/ psicoanalitico: in un altro suo libro parla dell’isteria femminile, legato alla presenza dell’utero. Registro linguistico: spagnolo, italiano, latino, annunci immobiliari, fasi diacroniche dell’italiano (rinascimentale, ottocentesco, contemporaneo) Gonzalo viene descritto come uno che possiede tutti i 7 vizi capitali, soprattutto l’iracondia verso la madre e nella scena del pestare il quadro del padre davanti a lei. La famiglia è il suo disagio perché non hai mai ricevuto amore e ha poca fiducia in sé stesso. La nevrosi, come la chiamerebbe Freud, diventa in Gadda “male oscuro”, termine che viene ripreso come titolo dell’opera di Giuseppe Berto. Nell’opera troviamo anche l’importanza dei sogni, anche erotici, e in uno uccide anche la madre. Questo sogno potrebbe portare a considerarlo il vero assassino, ma in realtà è il manganones (una sorta di doppio di Gonzalo) che entra nella villa per rubare e, scoperto, uccide la madre. La gente che irrompe nella casa porta caos. Questo fastidio di Gonzalo nasce dall’infanzia, quando andando al luna park sui cavallucci vede una bambina gli manda un bacio. Il sentimento del gesto viene annullato per colpa del dialetto che sentiva parlare, della folla, della puzza di cibo. Misantropia: orrore dell’altro. Diventa una ripetizione ossessiva, e nel libro si traduce in enumerazione. Si può considerare depresso.