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Analisi "La cognizione del dolore", Appunti di Italiano

Analisi del libro "La cognizione del dolore" di Carlo Emilio Gadda

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 03/03/2019

ClaraPescarini
ClaraPescarini 🇮🇹

4.6

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16 documenti

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Pescarini Clara 5BL 27.05.2018
Autore. Carlo Emilio Gadda
Titolo. La cognizione del dolore
Editore. Adelphi
La cognizione del dolore è un romanzo, rimasto incompiuto a causa dell’insorgere
della Seconda Guerra Mondiale, scritto tra il 1938 e il 1941, in cui l’autore, Carlo
Emilio Gadda, narra la storia di Gonzalo Pirobutirro d’Eltino, un ingegnere
misantropo reduce di guerra e affetto da nevrosi, e di sua madre, conosciuta come
‘’la Signora’’, padrona della Villa Pirobutirro. La vicenda è ambientata in un
luogo immaginario, ossia la Repubblica latino-americana del Maradagàl
(identificabile con l’Italia), recentemente uscita vincitrice dalla guerra contro lo
Stato del Parapagàl (l’Austria), in un contesto storico che ricorda vagamente il
periodo fascista. L’azione inizia nel 1934 quando il dottore del paese, dopo una
chiamata, decide di recarsi presso la famiglia Pirobuttiro per visitare e constatare
la difficile condizione mentale di Gonzalo, accusato di continui atti di violenza nei
confronti della madre, il quale viene però colto da un attacco isterico improvviso,
da cui si evince il difficile rapporto con le persone che gli stanno attorno, poiché
descritte come elementi di interferenza nella sua complicata situazione familiare.
Dopo la morte del patriarca e del figlio maggiore, ucciso in guerra, ‘’la Signora’’
prende la decisone di terminare la costruzione della villa di Lukones per sopperire
al lutto che l’ha colpita, circondandosi così di contadini, bambini e borghesi.
Tuttavia, questo gesto di generosità causa l’ira del figlio, che nella sua dimora
vorrebbe trovare pace e protezione dal mondo esterno destabilizzato dalle battaglie
e, soprattutto, l’amore incondizionato della madre, la quale sembra averlo messo
in secondo piano, privandolo delle attenzioni di cui lui ha bisogno. Difatti, sar à
proprio questa gelosia che porterà Gonzalo a minacciarla di morte, spinto
presumibilmente da un complesso di Edipo mai superato. Il giovane, quindi, di
fronte all’apparente abbandono materno, inizia ad essere pervaso dai sensi di colpa
per essere sopravvissuto alla guerra e, chiudendosi sempre più in se stesso, rifiuta
l’aiuto di una associazione misteriosa composta da reduci di guerra, ‘’l’Istituto di
vigilanza notturna’’, simile per modi e regole allo squadrismo fascista.
Successivamente alla partenza di Gonzalo, la madre resta sola nella casa a
pensare e invecchiare precocemente senza l’affetto della sua vera famiglia e, poco
dopo, il romanzo si tronca improvvisamente a causa del ritrovamento del corpo
della signora, inerme nel letto. Non è quindi specificato il nome del colpevole o le
circostanze della morte, anche se l’ipotesi più accreditata resta quella del
matricidio. L’opera di Gadda si dimostra, a tratti, autobiografica e il titolo, La
cognizione del dolore, si propone come un graduale processo di conoscenza di ciò
che causa la sofferenza sia di Gonzalo sia dell’autore. Il tema principale del
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Pescarini Clara 5BL 27.05.

Autore. Carlo Emilio Gadda

Titolo. La cognizione del dolore

Editore. Adelphi

La cognizione del dolore è un romanzo, rimasto incompiuto a causa dell’insorgere della Seconda Guerra Mondiale, scritto tra il 1938 e il 1941, in cui l’autore, Carlo Emilio Gadda, narra la storia di Gonzalo Pirobutirro d’Eltino, un ingegnere misantropo reduce di guerra e affetto da nevrosi, e di sua madre, conosciuta come ‘’la Signora’’, padrona della Villa Pirobutirro. La vicenda è ambientata in un luogo immaginario, ossia la Repubblica latino-americana del Maradagàl (identificabile con l’Italia), recentemente uscita vincitrice dalla guerra contro lo Stato del Parapagàl (l’Austria), in un contesto storico che ricorda vagamente il periodo fascista. L’azione inizia nel 1934 quando il dottore del paese, dopo una chiamata, decide di recarsi presso la famiglia Pirobuttiro per visitare e constatare la difficile condizione mentale di Gonzalo, accusato di continui atti di violenza nei confronti della madre, il quale viene però colto da un attacco isterico improvviso, da cui si evince il difficile rapporto con le persone che gli stanno attorno, poiché descritte come elementi di interferenza nella sua complicata situazione familiare. Dopo la morte del patriarca e del figlio maggiore, ucciso in guerra, ‘’la Signora’’ prende la decisone di terminare la costruzione della villa di Lukones per sopperire al lutto che l’ha colpita, circondandosi così di contadini, bambini e borghesi. Tuttavia, questo gesto di generosità causa l’ira del figlio, che nella sua dimora vorrebbe trovare pace e protezione dal mondo esterno destabilizzato dalle battaglie e, soprattutto, l’amore incondizionato della madre, la quale sembra averlo messo in secondo piano, privandolo delle attenzioni di cui lui ha bisogno. Difatti, sarà proprio questa gelosia che porterà Gonzalo a minacciarla di morte, spinto presumibilmente da un complesso di Edipo mai superato. Il giovane, quindi, di fronte all’apparente abbandono materno, inizia ad essere pervaso dai sensi di colpa per essere sopravvissuto alla guerra e, chiudendosi sempre più in se stesso, rifiuta l’aiuto di una associazione misteriosa composta da reduci di guerra, ‘’l’Istituto di vigilanza notturna’’, simile per modi e regole allo squadrismo fascista. Successivamente alla partenza di Gonzalo, la madre resta sola nella casa a pensare e invecchiare precocemente senza l’affetto della sua vera famiglia e, poco dopo, il romanzo si tronca improvvisamente a causa del ritrovamento del corpo della signora, inerme nel letto. Non è quindi specificato il nome del colpevole o le circostanze della morte, anche se l’ipotesi più accreditata resta quella del matricidio. L’opera di Gadda si dimostra, a tratti, autobiografica e il titolo, La cognizione del dolore, si propone come un graduale processo di conoscenza di ciò che causa la sofferenza sia di Gonzalo sia dell’autore. Il tema principale del

racconto riguarda il rapporto tra madre e figlio, facilmente riassumibile nella citazione ‘’Madre, sono un fantasma’’, che, in quattro parole, riesce a sintetizzare la sofferenza provata sia dal protagonista, il quale non riesce a comprendere l’afflizione di colei che l’ha cresciuto, sia della signora, che si ritrova ad avere un figlio asociale, dai comportamenti imprevedibili e violento. Questo tipo di unione, apparentemente guidata da astio e disprezzo, nasconde in realtà l’impossibilità dei due personaggi di esternare le loro emozioni, poiché allontanati spiritualmente da una serie di eventi consecutivi, come la guerra, la nevrosi e la borghesia, che inizia a riunirsi nel giardino della loro villa, tanto è vero che il giovane arriverà a provare un sentimento di avversione nei confronti della madre perché geloso del comportamento che lei riserva a individui sconosciuti piuttosto che a lui, suo figlio. A ciò è legato un altro tema, ossia il disprezzo nei confronti della borghesia, la quale, con le sue regole ferree che escludono ogni tipo di esternazione affettiva, ha contribuito all’allontanamento emotivo dei genitori di Gadda e Gonzalo. Quest’ultimo, non riuscendo ad identificarsi in questo rigido schema, è quindi costretto a interpretare la parte del misantropo disadattato,

che però non rispecchia la sua vera natura. Tutto il romanzo sembra essere caratterizzato da un pessimismo impossibile da sconfiggere, rappresentato dalla freddezza emozionale della società e l’unico modo per scamparvi risulta essere la morte (Gadda riprende varie volte la filosofia di Schopenhauer). Dal punto di vista linguistico e della forma, il racconto appare diviso in due parti, suddivise a loro volta in quattro e cinque ‘’tratti’’ ciascuna, che si concludono con una poesia, intitolata Autunno, mentre la lingua presenta vari registri e lingue, che spaziano dall’italiano allo spagnolo. L’autore, nonostante la tragicità dell’opera, riesce a far emergere la comicità anche nelle situazioni più inusuali, come durante gli episodi di ingiustificata violenza contro la madre. La cognizione del dolore è un romanzo che ci permette di fare alcune osservazioni riguardanti la società odierna, partendo dall’analisi di Gonzalo, il protagonista, che, a causa della sua condizione familiare, è portato a provare un odio inspiegabile nei confronti di tutte le persone, chiunque esse siano. Questo comportamento, in modo analogo, sembra essere tipico di coloro che compiono atti di bullismo, ossia quelle persone che in seguito a particolari eventi privati, tra cui l’abbandono o la mancanza di uno dei due genitori, attuano comportamenti contrari al normale ‘funzionamento’ della società , che spesso vengono utilizzati come mezzo per esprimere un disagio interiore. Il romanzo, nonostante la lunghezza e il lessico, talvolta difficile, resta comunque un esempio interessante della complessità della mente umana.

Il fumare lo aiutava molto davanti alle donne, a cui il fumo piace, anche perché lo ritengono, e magari con ragione, un gradevole presagio dell'arrosto.