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Il documento presenta un riassunto completo del libro con l’integrazione anche degli appunti, e quindi con l’aggiunta anche di esercitazioni svolte a lezione con l’analisi di programmi televisivi. Voto: 30 e lode
Tipologia: Appunti
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Elementi che classificano un testo da un punto di vista linguistico: Linguaggio può essere: -> diacronico = cronos dal greco, sviluppo nel tempo (a tempo), sia in storia che in letteratura. Segue quindi la linea del tempo.
La lingua televisiva fa parte della CATEGORIA del TRASMESSO (-> espressione linguistica dei mezzi che trasmettono a distanza con la voce ma anche con la scrittura, quindi -> a distanza -radio, email…-, voce -radio, telefono…-, scrittura -email…-, la compresenza di questi 3 elementi rendono la lingua televisiva unica). Lingua televisiva -> MACROTESTO di FLUSSO (immagini, parole, voce…). Discussione -> cosa è più importante degli elementi della lingua televisiva? Dibattito = importanza immagini o testo scritto? Crescita dimensione MULTIMEDIALE della TV -> unione di più media (richiami a collegamenti internet, o invito dello spettatore a chiamare, votare con l’app, utilizzare Twitter…) -> coinvolgimento dello spettatore ed interazione di più media. Oltre al testo orale troviamo anche il testo scritto (nomi e scritte in sovraimpressione). -> tutto ciò rende il testo televisivo FRAMMENTATO, che ospita tanti tipi di testi (= conduttore, ospite, scritte, interventi dello spettatore..), non è lineare.
Il TESTO SCRITTO -> nasce dalla collaborazione di più persone (editore, mittente…) = le trasmissioni hanno un canovaccio, non si legge più il gobbo, ma si prepara un discorso improvvisando alcune parti. Scelta della lingua: ITALIANO STANDARD = italiano medio, livello medio = quindi corretto, ma non elevato ITALIANO SUB STANDARD = dialetto, non del tutto corretto, e basso ITALIANDO STANDARD AULICO = termini ricercati ITALIANO NEO STANDARD = italiano standard + elementi nuovi (quindi parole riprese dall’inglese e adattarle all’italiano) -> sono innovativi La televisione adotta un italiano verso lo standard o sub standard. Serie tv -> tendono a usare linguaggio tendente al dialetto, alle parolacce… anche per coinvolgere lo spettatore, però il problema sorge quando lo spettatore non è in grado di usare un linguaggio diverso da quello televisivo. E’ come se lo spettatore assorbisse quel linguaggio. Film/serie tv -> tradotte, fenomeno che ha influito sull’utilizzo di un livello basso dell’italiano. Ma soprattutto -> fenomeno del doppiagese (tradurre in italiano strutture prettamente inglesi, quindi traduzione di un termine inglese usandolo in modi italiani. Es. Realizzare -> in inglese = rendersi conto di…, in italiano = ottenere, raggiungere… nelle serie si usa come “Io ho realizzato che…”, ma in italiano non è corretto). Un altro esempio -> “What’s your name?” = oggi ci stiamo abituando a dire “Qual è il tuo nome?” -> ha significato, ma non è una struttura prettamente italiana, è solo ripresa dall’inglese.
Da più di 50 anni è diventato il mezzo comunicativo più diffuso, è nata come continuazione della radio con aggiunta delle immagini. Nonostante sia nata come forma di intrattenimento ed interazione, oggi l’uomo è molto più vicino al telefono. Ogni TV oggi ha anche programmi streaming che permettono di rivedere film, programmi… La TV fino a qualche tempo fa era in continua crescita, mentre oggi è in decrescita, infatti sono nate moltissime piattaforme che sono proprio “concorrenti” della TV. TV -> mezzo con ampie possibilità comunicative (immagini, parole, lingua parlata…).
Eco (studioso di semiotica) -> fa una distinzione (traccia una linea di demarcazione sulla lingua italiana)
centro (utility TV, spettacolarizzazione)-> sinistra (TV del dolore, informazione mercificata a partire da un caso di cronaca, c’è ricostruzione cronachistica, ma poi si prendono in considerazione aspetti sensazionalistici -> spesso si vanno ad affrontare anche fatti di cronaca non del tutto chiusi).
Ospitati da tutte le reti -> RAI e Mediaset (3 tg per RAI e 3 tg per Mediaset + La7) I tg generalmente non perdono mai ascolti, sono sempre molto visti, anche se oggi con l’avvento di Internet la cronaca viene letta anche online. 3 modelli di TG:
Tg di rete 4 = pubblico femminile e conservatore a livello politico Tg La7 = target giovane e colto, discorsivo Studio Aperto = intrattenimento, taglio vivace e varietà di notizie Tg Rai 1 = conservativo Tg Rai 2 = per la famiglia Tg Rai 3 = pubblico di sinistra Vertici della tv di Stato = decisi dal governo, quindi cambiamento di governo = cambiamento dei vertici televisivi. Quindi la TV è legata anche per questo aspetto alla politica. Numero notizie = invariabile, 5-10 con un ordine particolare (prima = notizie di cronaca attuali, mentre ora = c’è la notizia principale che dura giorni) Rai = politica interna-politica estera-cronaca -> schema rigido Mediaset = più spazio alla cronaca “Internet ha distrutto le elite” -> Baricco, ribaltamento delle elite, ovvero oggi su internet tutti possono leggere e valutare, scavalcando i medici e gli esperti di ogni settore. 2 modelli per comunicare del giornalista:
Aspetto grafico -> dpcm e immagini di repertorio, quindi costi ridotti (= medici, monumento di Bologna…). Nessuna intervista ai passanti per la prima parte del TG. Ma si è notata un’escursione dell’accento -> inviata milanese. TG 5 INIZIO Lancio notizie -> dpcm-vaccini-cronaca nera-Stati Uniti-sport -> no notizia su Sanremo, trasmissione della Rai, quindi scelta commerciale. Durata -> maggiore rispetto al TG Musica vivace -> ritmo veloce Parte sanitaria -> in prospettiva Europea Notizia sulla politica estera -> qui c’è, su Rai1 no (= scelta tipica del Tg 1 quella di non dare spazio alla politica estera -> Tg domestico) Conduttrice -> pronuncia meno pulita di quella del TG1, dizione sporca sembra quasi raddoppiare la R. Abbassa gli occhi sui fogli, meno naturalezza. Uso degli occhiali -> questione visiva, ma anche usati per dare un’idea di maggiore disinvoltura. Conduttrice -> meno asettica della conduttrice del TG1, meno disinvolta, ma ha cercato di compensare con la gestualità. TG dinamico -> mix video grafica e immagini di repertorio Servizio sul dpcm Ridondanza -> già detto dalla conduttrice. Immagini di repertorio e alcune del dpcm (-> no uso della video grafica, ma omologazione tra i vari TG) Annuncia le regole delle varie zone. Servizio sulla scuola Ripetizione della chiusura della scuola nelle zone rosse. Niente interviste ai politici, venivano tutti parafrasati -> sia Gelmini che Speranza Si è dato spazio a commenti parafrasati -> hanno citato M5S e Fratelli d’Italia. TG1 infatti molto conservatore, mentre il TG 5 ha riportato anche le voci contrarie. Servizio sulle varianti Immagini di repertorio, ma soprattutto videografica -> varianti e % Intervento di Brusaferro sul dpcm. Notizia -> al sud meno casi perchè sono andati meno a scuola (= contro il senso comune), notizia senza spiegare la notizia e il motivo. Ancora video grafica -> aumento dei positivi con grafici. Grafica dell’Italia divisa in zone. TG La7 -> per il web Per il web quindi -> sintesi con la musica Coronavirus-scuola-vaccini-inchiesta sulle mascherine-migranti-borsa e spread Processi -> mascherine e migranti
Non c’è lo sport Chiusura della borsa -> attualità, attenzione all’aspetto giudiziario e alle finanze. Sigla -> sempre uguale Conduttore -> voce nasale
Gli elementi linguistici si distinguono in: formali ed informali.
linguaggio basso) ● Morfologia -> uso dell’indicativo (no del congiuntivo nelle frasi ipotetiche), uso colloquiale dei pronomi (bisognerebbe usare esso, essa, essi ed esse), costrutti anacoluti e costrutti ridondanti (“di questo te NE parlerò dopo” = di questo e ne sono una ripetizioni) ● Costrutti marcati -> frasi scisse (“Com’è che hai detto?”), dislocazione a destra (= spostamento dell’elemento più importante della frase, o anche a sinistra), frase anacoluta (ovvero quando la frase inizia in un modo e poi finisce in un altro), frasi sospese -> linguaggio basso, danno un taglio parlato al linguaggio, nello scritto non sarebbe accettato ● Lessico -> voci colloquiali, dialetto, genericismi (“questa cosa”), segnali discorsivi (intercalare, come “ecco”, “per così dire” = come delle cerniere)
● Uso corretto del congiuntivo e come soggetto egli… ● Sintassi strutturata con subordinate, quindi ben impostata ● Lessico preciso, formale -> termini aulici, termini tecnici, stranierismi (che sono pertinenti e non possono essere sostituiti), anche stranierismi gratuiti (come “mission”, non sono necessari, ma vengono usati per arricchire il linguaggio, ma hanno l’effetto contrario), stranierismi di lusso (di nicchia, come “fair play”, quindi quasi colti), neologismi (di solito colti)
“Otto e mezzo”, “Report”, “Radio Londra”, “In onda”... Trasmissioni che approfondiscono un determinato tema. Lingua -> serio-scritto, parlato elevato e corretto, allo stesso tempo chiaro.
Nasce nel 1997, è divenuta importante a livello giornalistico perchè approfondisce temi con impronta di denuncia. Usa bene le immagini, soprattutto la videografica, servizi densi e tecnici, sono infatti frutto di approfondimenti lunghi ed elaborati. Quindi i servizi sono supportati dalla video grafica.
A volte usa linguaggio informale -> indicativo, dislocazioni, ridondaze… Immagini -> video grafica molto usata Parlato dei servizi -> scritto e curato Parlato dei politici -> vario, alcuni si esprimono in modo controllato altri meno
Gad Lerner -> giornalista, che ha un modo di esprimersi particolare ed una accenti dotti Sigla -> componimento di Bach Puntata del 2012, tema -> politica (referendum e legge Porcellum) Interazioni in studio con un musicista, ospiti sono presenti. Anche con sketch “simpatici” -> “è seduta su una poltrona un po’ scomoda” Ospiti -> politici, lavoratori, presidente della Federfarma, musicista (ospiti eterogenei -> alcuni tecnici e altri persone comuni) Il conduttore cerca di creare empatia, quindi cerca di usare un parlato discorsivo anche su temi tecnici, cerca di mischiare l’uomo comune ai politici. Tratta quindi i temi dando un risvolto pratico (legge sulla pensione -> lettere che sono arrivate da lavoratori, quindi apre una finestra sul lavoro in fabbrica, concentrandosi però sulla legge). Parlato del musicista: semplice, ma non è italiano Conduttore -> ha fogli in mano, conduzione di un salotto Parlato conduttore: “dopo ci spiegherà perchè Marta” -> mette il soggetto alla fine, e “CI”. “Un discotecaro” = definisce un ospite. “Un posto molto buono” = generalismo.
“Mi manda rai 3”, “Chi l’ha visto?” (È stato il primo)... Trasmissioni che a partire da episodi di cronaca tendono a spettacolizzare l’episodio, facendo leva sull’emotività dello spettatore.
Nata con lo scopo di denunciare dei brogli, delle questioni… sollevate dagli spettatori. Attenzione all’abuso, alla sovrastazione…
Ha fatto scuola a questi programmi. Conduttrice storica -> Sciavelli Scopo -> ricerca di persone scomparsa Tutto fa leva sull’emotività dello spettatore (musica, tono patetico, linguaggio ricco di elativi ovvero aggettivi a massimo grado “allucinante”, “incredibile”, “urlo straziante”..., stereotipi del linguaggio “tunnel della droga” -> tutto ciò rende il linguaggio banale. Figure retoriche -> “chiediamoci come mai…”, suo anche dell’anafora ovvero ripetizione per attirare l’attenzione, e la struttura ad elenco ovvero “vorremmo sapere dove sta, come sta…”).
Programmi di attualità e informativi di taglio leggeri La vita in diretta (Mara Venier), Apprescindere (Michele Mirabella -> tema scientifico ma con taglio discorsivo), I fatti vostri (Magalli -> temi di attualità, ma anche giochi). Incontri-intervista di intrattenimento culturale Che tempo che fa (Fazio -> interviste agli ospiti, ma anche sketch della Litizzetto), Le invasioni barbariche (Bignardi) Programmi di contro-informazione Striscia la notizia e Le Iene -> taglio giornalistico, ma parlato innovativo (neologismi, espressioni colloquiali… che dà esito a volte buffonesco).
Comicità bassa e immediata con il pretesto di legarsi all’attualità, linguaggio basso, non richiede una formazione particolare del pubblico -> leggero, non richiede che il servizio sia seguito per intero, ma si possono cogliere anche solo alcune battute, orario -> cena 2 conduttori -> lanciano il servizio Servizio: inviato mascherato con un pungiglione, dovrebbe intervistare i 3 politici, ma parla solo lui (pseudo-intervista) -> non è rivolto direttamente all’interlocutore, ma si riferisce ad altri membri del loro partito. È uno sketch dell’inviato, non c’è la necessità che sia un’intervista e nemmeno che sia rivolto a quell’interlocutore. Servizio giornalistico -> cornice, “fasullo”, non c’è l’esigenza di sentire cosa ha da dire il politico, ma si rivolge a politici che capitano lì dello schieramento di (Zingaretti-Berlusconi-Speranza). Critiche -> basate sul doppio senso (Berlusconi = bandiere rosse-luci rosse…), si prende una frase e se ne cambia di significato per colpire il personaggio. Ma sono tutte critiche blande, ovvero non si va a toccare uno scandalo, o un episodio particolare, restano sul generale. Scotti -> “fare la festa” Inviato -> “Zingaretti ha lasciato il curriculum alla D’Urso, potrebbe fare la ballerina… lascia i vaffa…” “Berlusconi pensa solo alle luci rosse”, “La dose per il ministro Speranza arriva direttamente dal pusher” Conduttrice -> “Pungeme pungeme” riferita alla vespa
Entertainment -> funzione sociale di divertire il pubblico Oggi -> ibridazione, la trasmissione puramente informativa è sempre più rara, così anche la trasmissione puramente intrattenitiva è sempre più rara. Nella paleo-tv -> l’intrattenimento era coperto dalla “Varietà”, come Sanremo Negli anni 70 -> nascono i programmi contenitore, sono programmi molto lunghi (durano 3 o 4 ore il pomeriggio di solito dopo pranzo), in cui si alternano vari tipi di spettacoli, come se in una trasmissione si strutturasse un piccolo palinsesto (spazio dei quiz, delle canzoni, dei giochi, oroscopo…). Si rivolgono a spettatori che stanno molto tempo davanti alla tv, o che magari capitano e vedono dei piccoli sketch. Negli anni 70 nascono anche i talk show e i reality show (Grande Fratello, L’isola dei famosi…). Negli anni 80 -> nascono i quiz, in Italia introdotti da Mike Buongiorno (concorrenti molto preparati con domande molto precise e specialistiche). Oggi -> domande non più legate alle competenze, es. I soliti ignoti = indovinare le parentele dei personaggi. Negli anni 80 nascono anche i dating show -> si simula l’incontro tra persone, che o si conoscono già e si devono riappacificare, o si devono incontrare per la prima volta. Nasce anche la tv-verità -> format tipo Grande Fratello.
Riprende il Big Brother di Orwell, e nasce con un pretesto scientifico -> studio di un gruppo di persone rinchiuse senza contatto con l’esterno per capire le loro reazioni. Ma ad oggi è un programma usato a livello mediatico, anche per lanciare dei personaggi. È un programma datato, ma viene rinnovato con l’introduzione di personaggi noti nell’attualità.
Caratteristiche dell’intrattenimento:
I VARIETÀ Caratterizza la Tv italiana -> Festival di Sanremo (fidelizzazione dello spettatore) PROGRAMMI CONTENITORE Mini-palinsesti -> varietà divisa in varie fasi Poi -> TALK SHOW, REALITY SHOW e QUIZ FUNZIONE DEL DIALETTO Come esso è mutato nell’utilizzo e nella funzione nelle varie fasi della Tv.
Nelle trasmissioni di varietà e quiz -> modalità narrativa e conversativa leggere, es. “Portobello” (simulazione di un mercato, quindi simulazione di presa diretta) = prevale l’aspetto della comunicazione (parlato serio-semplice, ma con varietà REGIONALI negli inserti comici -> permesso; o nel parlato del concorrente -> permesso) Quindi in questa fase della paleo-tv -> dialetto solo negli inserti comici e nel parlato del concorrente (dialetto limitato).
Coincide con il passaggio dalla televisione-teatro alla televisione-televisione. Talk show -> es. “Domenica In” (italiano standard del conduttore; ospiti, cioè esperti = colloquialismo, pubblico = dialetto) = prevale l’espressività, la caratterizzazione dei personaggi.
Dalla televisione televisione alla Tv-verità. Reality show -> es. “Affari tuoi” (scambio di ruoli -> conduttore = anche dialetto, più comunicativo; concorrenti = italiano corretto. Parlato libero del conduttore -> è intenzionale). Sinergia espressività e comunicazione.
Nasce come spettacolo Rai con la paleo-tv. Nasce legato a manifestazioni canore -> “Festival di Sanremo” e “Il musichiere” Ha avuto subito un impatto interessante = linguistico (che ha portato alla diffusione prima di stereotipi fraseologici detti dal conduttore e poi dell’italiano con accento romanesco e del linguaggio frizzante sempre del conduttore contrapposto a quello neutro delle vallette). -> “Studio Uno” = conduttori Mina e Don Lurio (accento straniero) -> “Sanremo” = incontro tra tradizione e rinnovamento, è divenuto un media event che mobilita il Paese ed è un archetipo delle comunicazioni di massa. Italiano usato = altamente pianificato orientato verso l’uso medio. Con il passaggio alla neo-tv -> nascono i one man show, ovvero spettacoli incentrati sulla figura del conduttore = spettacoli che mettono in rilievo il conduttore e sono costruiti su di lui -> Fiorello, Celentano…). Celentano -> stile ricco a livello di contenuti ma con linguaggio neutrale = tra parlato della scaletta e improvvisazione (“Francamente me ne infischio” del 1999). Fiorello -> fonda il comico e l’improvvisazione con un linguaggio molto attuale, unendo intrattenimento popolare e monologo teatrale (“Stasera pago io” del 2001). La pronuncia sembra ritoccata da uno studio di dizione, anche se rimane l’accento romanesco e la sintassi marcata.
FIORELLO e LA TECNOLOGIA Molta gestualità Fa le imitazione dei vari fans Cita Mike Bongiorno e Pippo Baudo Espressioni -> “mo mo aspetta” Romanesco, informale -> riferimenti colti ma espressioni informali. Lo spettacolo è lui = fa molte scenette, imitando anche altri (comicità che coglie gli atteggiamenti comuni della massa)
Programma contenitore = caratterizza la neo-tv. Più tipologie di spettacolo (più sotto-generi) nello stesso spettacolo -> poi vengono montati i vari pezzi (il conduttore funge da collante tra le varie parti) = gioco, quiz, canzoni, interviste… Una sorta di mini-palinsesto con una propria struttura e una propria forma, e contiene vari sotto-testi. Prima collocata nei giorni festivi -> domenica pomeriggio, non nasce con l’idea che lo spettatore segua tutta la trasmissione ma solo dei pezzi o come sottofondo. Oggi -> anche nei giorni feriali per attirare fasce sempre maggiori di pubblico, e la semiotizzazione del tempo, ovvero il significato della comunicazione conduttore-pubblico a seconda del giorno e l’ora ne ha influenzato il linguaggio. Linguaggio -> OMOGENEIZZANTE, italiano tele-trasmesso, medio = che riflette quello parlato
● Comunicazione ospiti = varia da un parlato controllato ad uno semi-spontaneo ● Sketch conduttore-comici = improvvisazione su canovaccio ● Giochi telefonici = segnali discorsivi e dialetto
Talk show -> informativo (ospiti = esperti) e emotainment = a metà tra emotion e entertainment -> intrattenimento ma che vuole puntare sull’aspetto emotivo del pubblico.
amatoriali = “Paperissima” (scene comuni ma presa come fonte di comicità),e i DATING SHOW (reality based show)
È una docusoap, con telecamere che documentano la convivenza tra ragazzi che non si conoscono. Intento -> scientifico (esperimenti comportamentali = osservazione comportamento in situazioni alterate). Nasce dal format olandese ed è stato diffuso in vari Paesi. Personaggi che non si conoscono -> devono vivere all’interno di una casa spiata = vedere come questa condizione di cattività simulata alteri i loro comportamenti. Accanto al reality e alla fiction = vita reale ma non completamente spontaneo (sono ripresi), c’è la parte intrattenitiva. Si incrocia con il game show = c’è un vincitore. Nasce come reality, attinge alla fiction e sfocia nel game show Psicodramma -> relazioni tra personaggi Prime edizioni = non c’era un conduttore vero e proprio, era tutto basato sull’osservazione Edizioni successive = show intorno all’esperimento Conduttori = Bignardi, D’Urso, Alessia Marcuzzi, Ilary Blasi, Alfonso Signorini…
Linguaggio colloquiale informale, con riferimenti al linguaggio giovanile (frasi fatte) Protagonisti -> parlato e lessico ristretto, a volte volgare con cadute nel dialettale
Presenta personaggi famosi in situazioni difficili = in un’isola, devono recuperare cibo, superare prove… Conduttrice -> Simona Ventura, Ilary Blasi, Alessia Marcuzzi…
Genere archetipo = fondativo della TV (presente fin dalla paleotv). È un sottogenere basato sulle abilità cognitive e la fortuna dei concorrenti. Oggi -> fortuna e casualità = “I soliti ignoti” (non è un vero e proprio riconoscimento, ma è la casualità) -> all’inizio erano più specialistici. Il classico quiz -> competenze culturali e fortuna (“Lascia o raddoppia”). Specialistica o seria -> “Rischia tutto” Versione più recente -> “Chi vuol essere milionario” Dalle fiere di paese traeva ispirazione -> “Giochi senza frontiere” Oggi -> giochi di resistenza introdotti nei reality show (“Survivor”, “L’Isola dei famosi”, “Ciao Darwin”)
Resistenza -> il concorrente si espone a contatti con animali come insetti o rettili
Linguaggio programma = Oscilla tra l’aulicismo e il culturalismo del conduttore e il substandard dei concorrenti. La parte preponderante del programma = commento delle prove dei concorrenti, come una telecronaca calcistica (velocità di eloquio, proprietà lessicale ma anche enunciazione affannosa). Parlato concorrenti = italiano regionale e popolare, quindi regionalismi e substandard. Siparietto Laurenti-Bonolis = romanesco e sketch comici.
Primo quiz televisivo = “Lascia o raddoppia” I quiz creano forme di aggregazione nei bar o in casa di amici per una fruizione collettiva del programma. I quiz inizialmente sono stati molto importanti per la diffusione dell’italiano corretto (conduttore). Anche se -> Mike Bongiorno = ha introdotto i quiz, ma usava un linguaggio informale, standard, precario e semispontaneo -> “Allegria”, “Risposta esatta”... Quiz linguistici -> “Chissà chi lo sa” (sfida tra 2 classi di una scuola), “La ghigliottina” parte finale dell’Eredità = rapporti di associazione di idee.
Insinna e Paolo Bonolis poi). Bonolis = lingua pop -> lessico forbito e dialetto romanesco (dinamismo linguistico). Insinna = trascurato, scherzi e giochi, regionalismi, molti registri = sportivo, colloquiale… -> LINGUAGGIO MULTIPLO (per innovare il classico linguaggio dei giochi a premi). Regionalismi = elemento unificante internamente (stile della trasmissione) ed esternamente (complicità extratestuale con lo spettatore delle varie regioni). -> lingua usata = elemento di INTRATTENIMENTO ESERCITAZIONE PAOLO BONOLIS -> Ciao Darwin Sipario comico