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Riassunto libro “Lingua italiana e televisione” di Alfieri-Bonomi, Schemi e mappe concettuali di Linguaggio Audiovisivo

Il libro è stato adottato nel corso “Lingua letteraria e linguaggi settoriali” (Questo corso non era disponibile tra le scelte del sito) Il riassunto segue l’impostazione del libro attraverso una suddivisione in capitoli.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

In vendita dal 24/06/2023

saurobrunacci
saurobrunacci 🇮🇹

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Lingua italiana e televisione
Capitolo 1; L’italiano della televisione
La lingua televisiva ha influenzato il messaggio trasmesso, essendo stata considerata un medium di
comunicazione per molti anni.
- diamesia: la variazione della lingua a seconda del mezzo fisico impiegato.
- diafasia: la variazione della lingua a seconda della situazione comunicativa
- diastratia: la variazione della lingua legata a fattori sociali e culturali
- diatopia: la variazione della lingua a seconda dei fattori geografici
Il trasmesso è situato tra 2 poli, lo scritto e il parlato. Gli elementi di entrambi si riflettono sulla
trasmissione con gesti, codici e linguaggio verbali.
Televisione e digitalizzazione:
La televisione, che era stata il principale mezzo di comunicazione per decenni, sta affrontando la
sfida della digitalizzazione.
Mentre giornali e radio stanno registrando una crescita grazie alla convergenza digitale, la
televisione sta perdendo spettatori.
Tuttavia, sta cercando di adattarsi con l'introduzione di servizi a pagamento e piattaforme di
streaming come Rai Play e Mediaset Play.
Il consumo dei programmi televisivi sta diventando sempre più personalizzato attraverso menu on-
demand e l'accesso a programmi su diverse piattaforme come Netflix.
I padri fondatori della televisione, i giornali e le radio, differiscono dalla televisione per la presenza
delle immagini, che hanno il potere di attrarre un pubblico più ampio.
Gli studiosi di semiotica e sociologia sostengono che l'immagine svolga un ruolo centrale, mentre la
voce e il testo scritto servono solo da accompagnamento, sebbene ci siano eccezioni come i talk
show che si basano sull'oralità anziché sull'immagine.
Inizialmente, la televisione italiana aveva il compito di creare una conoscenza e una lingua
nazionale, motivo per cui i conduttori dovevano utilizzare un linguaggio pulito, privo di dialettismi e
accenti forti. Oggi la situazione è cambiata per diversi motivi: la televisione non svolge più un ruolo
educativo e, di conseguenza, il linguaggio utilizzato si è semplificato, avvicinandosi a quello
comune.
Macrotesto: Un programma televisivo è un insieme di testi che includono il conduttore, il regista,
gli ospiti e anche testi scritti come sovraimpressioni durante i notiziari, interruzioni pubblicitarie e
messaggi promozionali. Si tratta di un macrotesto che comprende diverse componenti linguistiche e
visive all'interno del contesto televisivo.
Cenni storici in ITALIA:
Negli anni '50, la televisione italiana era dominata dalla RAI, che aveva un unico canale.
Successivamente, furono introdotti il secondo canale nel 1961 e il terzo nel 1979, consentendo una
maggiore varietà di contenuti. Inizialmente, il pubblico televisivo era principalmente concentrato
nel nord Italia, mentre i ripetitori televisivi nel sud arrivarono con un ritardo di tre anni. Il palinsesto
del canale unico era organizzato settimanalmente, seguendo il modello della BBC, con programmi
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Scarica Riassunto libro “Lingua italiana e televisione” di Alfieri-Bonomi e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Linguaggio Audiovisivo solo su Docsity!

Lingua italiana e televisione

Capitolo 1; L’italiano della televisione

La lingua televisiva ha influenzato il messaggio trasmesso, essendo stata considerata un medium di comunicazione per molti anni.

  • diamesia : la variazione della lingua a seconda del mezzo fisico impiegato.
  • diafasia: la variazione della lingua a seconda della situazione comunicativa
  • diastratia: la variazione della lingua legata a fattori sociali e culturali
  • diatopia: la variazione della lingua a seconda dei fattori geografici Il trasmesso è situato tra 2 poli, lo scritto e il parlato. Gli elementi di entrambi si riflettono sulla trasmissione con gesti , codici e linguaggio verbali. Televisione e digitalizzazione: La televisione, che era stata il principale mezzo di comunicazione per decenni, sta affrontando la sfida della digitalizzazione. Mentre giornali e radio stanno registrando una crescita grazie alla convergenza digitale , la televisione sta perdendo spettatori. Tuttavia, sta cercando di adattarsi con l'introduzione di servizi a pagamento e piattaforme di streaming come Rai Play e Mediaset Play. Il consumo dei programmi televisivi sta diventando sempre più personalizzato attraverso menu on- demand e l'accesso a programmi su diverse piattaforme come Netflix. I padri fondatori della televisione, i giornali e le radio , differiscono dalla televisione per la presenza delle immagini, che hanno il potere di attrarre un pubblico più ampio. Gli studiosi di semiotica e sociologia sostengono che l'immagine svolga un ruolo centrale, mentre la voce e il testo scritto servono solo da accompagnamento, sebbene ci siano eccezioni come i talk show che si basano sull'oralità anziché sull'immagine. Inizialmente, la televisione italiana aveva il compito di creare una conoscenza e una lingua nazionale, motivo per cui i conduttori dovevano utilizzare un linguaggio pulito , privo di dialettismi e accenti forti. Oggi la situazione è cambiata per diversi motivi: la televisione non svolge più un ruolo educativo e, di conseguenza, il linguaggio utilizzato si è semplificato, avvicinandosi a quello comune. Macrotesto: Un programma televisivo è un insieme di testi che includono il conduttore, il regista, gli ospiti e anche testi scritti come sovraimpressioni durante i notiziari, interruzioni pubblicitarie e messaggi promozionali. Si tratta di un macrotesto che comprende diverse componenti linguistiche e visive all'interno del contesto televisivo. Cenni storici in ITALIA: Negli anni '50, la televisione italiana era dominata dalla RAI, che aveva un unico canale. Successivamente, furono introdotti il secondo canale nel 1961 e il terzo nel 1979, consentendo una maggiore varietà di contenuti. Inizialmente, il pubblico televisivo era principalmente concentrato nel nord Italia, mentre i ripetitori televisivi nel sud arrivarono con un ritardo di tre anni. Il palinsesto del canale unico era organizzato settimanalmente, seguendo il modello della BBC, con programmi

dedicati alla scienza, alla storia, alla cultura generale e al linguaggio, con l'obiettivo di promuovere un'identità nazionale attraverso il linguaggio televisivo. Periodi scarsità, disponibilità e abbondanza Negli anni '50 e '70 c'era una scarsità di contenuti televisivi, mentre negli anni '80 e '90 c'è stata una maggiore disponibilità. A partire dagli anni 2000, si è entrati in un periodo di abbondanza di contenuti televisivi. Dal punto di vista linguistico, l'introduzione del secondo canale nel 1961 e l'estensione della copertura televisiva al sud hanno favorito la diffusione della lingua comune. Generi e stili comunicativi La triade "informare, educare, intrattenere" è stata adottata dalla Rai, seguendo l'esempio della BBC. Programmi come " Campanile sera " hanno cercato di combinare intrattenimento ed educazione, mentre la Rai ha introdotto la programmazione per ragazzi, la telelettura e il teleteatro. Negli anni '70, con l'apertura ai canali privati, emittenti come Canale 5 sono emerse, portando a una diversificazione della programmazione televisiva. La Rai e Mediaset hanno entrambe avuto tre canali, ma con obiettivi differenti. Mediaset aveva come obiettivo principale la generazione di profitti attraverso la pubblicità, la quale dipendeva dalla crescita degli spettatori. La sua programmazione mirava a fidelizzare e "addomesticare" il pubblico. Al contrario, la Rai si adattava al cambiamento socio-economico italiano, anticipando gli elementi della nuova televisione. Sperimentava diversi format, generi e linguaggi al fine di soddisfare un pubblico ampio. Anche programmi seri venivano spettacolarizzati, dando origine a concetti come "infotainment" (informazione + intrattenimento) e "edutainment" (educazione + intrattenimento). I programmi televisivi sono caratterizzati da un formato ciclico che li rende prevedibili per gli spettatori, grazie alla serialità. Questa caratteristica era originariamente riservata principalmente ai notiziari, ma ora è estesa a tutti i tipi di programmi. Nella paleotelevisione, il linguaggio utilizzato era una via di mezzo tra il linguaggio parlato e quello ideale, basato sull'italiano scritto insegnato a scuola e utilizzato nei giornali. Tuttavia, l'attuale uso della lingua televisiva è notevolmente diverso rispetto agli inizi.

Capitolo 2; Dall’italiano serio-semplice alla tv delle parole

Il linguaggio nella televisione svolge un ruolo centrale e varia a seconda del tipo di programma, seguendo diverse regole grammaticali, sintattiche e lessicali. L'informazione è stata parte fondamentale della televisione, ma nel tempo si è aggiunto l'elemento dell'intrattenimento. I telegiornali televisivi hanno subito cambiamenti nel corso degli anni e offrono una vasta gamma di programmi, sia a livello regionale che nazionale. Alcuni telegiornali nazionali sono più formali e complessi di altri, mentre altri, come il TgLa7 di Mentana , cercano di coinvolgere il pubblico commentando le notizie con un linguaggio formale e dando importanza al giornalista. In generale, i telegiornalisti si limitano a presentare le notizie in modo semplice senza aggiungere commenti personali. Il numero dei servizi e dei commenti può variare a seconda della struttura del telegiornale. La lingua utilizzata dipende dalle notizie, dal pubblico e dal conduttore. Linguaggio:

Ballarò è un talk politico condotto da Giovanni Floris, caratterizzato da un linguaggio formale e un'attenzione all'informazione tramite servizi. Alcuni programmi simili, come L'infedele e Matrix , presentano caratteristiche comuni, ma con alcune differenze. L'infedele permette l'intervento del pubblico, mentre Matrix ha cercato di distinguersi inizialmente. Il conduttore di L'infedele, Lerner, utilizza un linguaggio più ricercato e occasionalmente incorpora stranierismi. I conduttori, anche quelli che solitamente adottano un registro elevato, utilizzano segnali discorsivi per enfatizzare e esprimere emozioni. TV DEL DOLORE I talk show sul dolore sono diversi da quelli di politica perché mirano a creare un ambiente emotivo attraverso la lingua, le immagini e le intonazioni. " Chi l'ha visto " è stato il primo programma di questo genere, trasmesso nel 1989, che utilizza musiche, interviste e voci per evocare il dolore e coinvolgere le emozioni degli spettatori. Dal punto di vista linguistico, si utilizzano ripetizioni di aggettivi e una grammatica che oscilla tra il parlato e una forma più conservatrice. Si fa uso del presente narrativo per conferire immediatezza e delle interrogative consecutive. La conduttrice enfatizza il ruolo genitoriale delle vittime, chiamandole "Mamma Filomena" o "Mamma Irina". " Mi manda Rai3 " è un talk show che si occupa delle vittime di truffe, dando voce ai consumatori provenienti da diverse estrazioni sociali. A differenza di altri programmi simili, il linguaggio utilizzato è variegato e meno formale. L’ultimo talk di questo genere è simile al primo ed è Quarto Grado , propenso a indagare su omicidi ed eventi di cronaca nera , andando ad indagare nella vita delle vittime e dei parenti. Le interviste, gli interventi e i confronti generano pathos, e le scritte in sovrimpressione sottolineano la crudeltà agli spettatori. SOTTOGENERI dell’INFOTAINMENT I sottogeneri dell'infotainment si concentrano su argomenti leggeri e intrattenimento. Un esempio di programma di questo genere è " L'Arena " condotto da Massimo Giletti, caratterizzato da toni informali e basati sulla chiacchiera televisiva. "Che tempo che fa " è un talk show che si concentra sulla cultura e sull'attualità, con il conduttore Fazio che utilizza un linguaggio formale e adeguato, dato che intervista anche personaggi illustri. La presenza di Littizzetto nel programma contribuisce con un tono satirico e più leggero. Infine, programmi come " Striscia la notizia" e "Le Iene" sono maggiormente incentrati sull'intrattenimento piuttosto che sull'informazione, presentando servizi goliardici e satirici. DIVULGAZIONE SCENTIFICO-CULTURALE Anche questi programmi appartengono alla sfera dell’infotainment ma più in particolare all’eduteinment. La questione linguistica è particolarmente rilevante, dato che alcuni degli argomenti che vengono trattati come la medicina, la storia o l’arte impongono l’utilizzo di tecnicismi , ma dovendosi rivolgere ad un pubblico ampio, il linguaggio deve essere semplificato senza però cadere in banalizzazioni che rovinerebbero la divulgazione. I programmi televisivi si differenziano in base al target di pubblico e all'orario di trasmissione. Durante la serata, i programmi sono educativi e divulgativi, spesso presentati da esperti e rivolti a

un pubblico più maturo. Nel pomeriggio e nella mattina, invece, prevalgono programmi più leggeri e intrattenimento, con la partecipazione del pubblico e una maggiore coralità. Piero Angela, noto divulgatore, commenta e intervista ospiti nei suoi programmi, offrendo una combinazione di informazione e intrattenimento. Suo figlio Alberto, specializzato in paleontologia, presenta servizi con un linguaggio vivace ma grammaticalmente corretto, arricchito da latinismi e frasi interrogative. Quando si trova in loco, Alberto utilizza un linguaggio adatto a illustrare i luoghi in modo comprensibile per il pubblico. Elisir e Forum sono due programmi televisivi appartenenti al sottogenere intrattenitivo. Elisir , condotto da Mirabella, affronta argomenti medici con l'intervento di esperti che utilizzano un linguaggio formale e tecnico. Il programma mira a essere informativo ma non puramente tecnico. Forum , invece, si caratterizza per un linguaggio informale, scorrettezze grammaticali, regionalismi e espressioni substandard. La conduttrice, sebbene leggermente più formale, utilizza comunque espressioni del parlato. Il giudice, invece, adotta un linguaggio tecnico e formale durante la pronuncia della sentenza.

Capitolo 3; L’Italiano ibridato dell’intrattenimento

L'intrattenimento è uno dei macrogeneri televisivi, insieme alla fiction, all'informazione e alla cultura-educazione. Si differenzia dagli altri generi per la produzione, la distribuzione, il rapporto con il pubblico e le caratteristiche formali e semiotiche. La sua funzione principale è quella di divertire il pubblico, e durante il passaggio dalla paleotelevisione alla neotelevisione ha affrontato sfide significative per attirare sia il pubblico tradizionale che quello più giovane. L'intrattenimento ha caratteristiche distintive, tra cui:  Simula la diretta  I protagonisti sono di differente estrazione sociale  Stile di matrice teatrale (spazio per il pubblico e spazio per la performance)  Forme svariate di spettacolo (comici, game show, reality show)  coinvolgimento del pubblico  Finalità immediata  divertite durante la fruizione. I generi dell’intrattenimento inizialmente sono degli adattamenti dei programmi radiofonici, un esempio è il Festival di Sanremo , inizialmente trasmesso via radio. Dagli anni 60 nascono i primi show cabarettistici che utilizzavano la comicità come mezzo di intrattenimento. Il punto di svolta si ebbe con Zelig , con il conduttore Bisio affiancato da una presenza femminile che si presuppone l’obiettivo di rompere gli schemi comici visti e rivisti. Infine, vennero importati format stranieri riguardanti il ballo e le candid camera ( Ballando con le stelle, Scherzi a parte ).

Tv varietà

La televisione offre una varietà di linguaggi all'interno dei programmi, che spaziano dal colloquiale al formale, a seconda del tipo di spettacolo. Le innovazioni degli anni '80 hanno influenzato i contenuti televisivi, cercando di creare una programmazione che attragga il pubblico lungo tutto il giorno. Il varietà televisivo si è evoluto nel corso degli anni, passando dai programmi musicali ai talk show e ai reality show. Il Festival di Sanremo è un esempio di evento che combina tradizione e innovazione, con un linguaggio brillante e ben strutturato. La televisione degli ultimi venti anni ha subito notevoli cambiamenti con la digitalizzazione e l'adozione di format provenienti da tutto il mondo, inclusi i programmi multipiattaforma.

I game show si presentano in diverse forme, da quelli basati sulle abilità cognitive a quelli sulla fortuna, cultura e altro ancora. I conduttori di solito utilizzano un linguaggio curato e inseriscono formule tipiche nei loro discorsi. Ci sono giochi più curati, sia a livello di contenuti che di linguaggio, e altri più dinamici che mirano alla spettacolarizzazione e all'coinvolgimento del pubblico, come Ciao Darwin. In quest'ultimo programma, il linguaggio dei concorrenti è spesso informale, appartenente al substandard, con l'uso di regionalismi. Analizzando il linguaggio di Bonolis, che è il conduttore di Ciao Darwin, si può notare che utilizza un lessico ampio, un linguaggio corretto ma veloce nell'enunciazione, e occasionalmente inserisce alcuni regionalismi in parti specifiche della trasmissione. QUIZ TELEVISIVO I quiz italiani hanno avuto un impatto significativo sulla televisione, offrendo spazio al conduttore e creando un'immagine teatrale del gioco. " Lascia o Raddoppia ?" è stato il primo quiz importante, associato alla figura di Bongiorno, e ha contribuito alla diffusione dell'italiano. Nella neotelevisione, i quiz sono stati affiancati dai game show come " Affari Tuoi ", focalizzati sull'intrattenimento piuttosto che sull'educazione. Bonolis è stato un protagonista chiave di "Affari Tuoi", esemplificando la lingua popolare con l'uso di un linguaggio sofisticato e dialettismi. Altri conduttori, come Insinna, hanno dato il loro contributo al programma con un linguaggio meno raffinato ma più espressivo. LA PUBBLICITÀ La pubblicità nella neotelevisione ha subito cambiamenti significativi, passando dalla pedagogia alla commercializzazione. Ora, gli spot vengono trasmessi in blocchi di 15-30 secondi ogni venti minuti, interrompendo i programmi. Oltre agli spot tradizionali, ci sono la televendita, il Billboard e il diario. Il linguaggio pubblicitario varia a seconda del target e del prodotto. Gli spot sono ciclici e vengono promossi a rotazione. Non è raro trovare pubblicità a sfondo erotico che si rivolgono a un pubblico giovane, come nel caso della Schweppes.

Capitolo 4; L’italiano oralizzato della fiction

La fiction è un macro-genere stanziatosi definitivamente in Italia a partire dal 1982, momento in cui il genere è entrato a far parte sia delle reti private che pubbliche. La fiction è la rappresentazione narrativa riportata sul piccolo schermo, inizialmente basata su romanzi e classici letterari. Il termine raggruppa telefilm, serial, soap opera e sit-com , le quali sono contraddistinte da una struttura tipica (ricostruzione degli spazi, forma di racconto) e dalle variabili interne (tipo di serialità, di coinvolgimento, genere narrativo). Esistono diversi generi, come il giallo , il genere medico , il poliziesco …tutti hanno l’obbiettivo di riprodurre la realtà nella rappresentazione artistica. Le 3 funzioni che ricopre fin dagli albori sono:

  1. funzione di simulazione cognitiva
  2. funzione identitaria
  3. funzione ludica. La storia della fiction coincide con l’evoluzione del mezzo, diventando la versione gratuita di romanzi, cinema e spettacoli teatrali. Non esistevano barriere, tutti potevano fruire del prodotto a prescindere dalla loro scolarizzazione e dalla condizione economica. La fiction ha riscontrato 3 fasi:

 1950-1975  produzione autoctona (riadattamenti di romanzi e opere letterarie)  1976-1995  importazione di prodotti europei e americani (soap opera, telenovela)  1996-oggi  importazione straniera + creazione di prodotti tipicamente italiani ( Don Matteo, I Cesaroni ) Prima fase : insegnare la letteratura e la lingua nazionale con la lettura di teleromanzi. Seconda fase : il passaggio dall’aspetto pedagogico a quello intrattenitivo. Terza fase : quella odierna, la serialità non è nuova ma ciclica e ripetitiva, pur evolvendosi con il passare degli anni. Linguaggio della fiction: modello dello specchio a due raggi La fiction televisiva si avvicina al linguaggio reale, attingendo sia a modelli linguistici offerti al pubblico che dal pubblico stesso. Sebbene l'intrattenimento abbia oscurato in parte l'aspetto educativo, la televisione ancora svolge un ruolo acculturante, offrendo spazio per l'apprendimento e l'utilizzo di formule linguistiche specifiche. Nella terza fase della televisione italiana, si è ridotto l'uso dei format americani, ma le produzioni italiane sono state influenzate dai caratteri di tali programmi che per anni avevano occupato il palinsesto nazionale. I produttori si sono concentrati sulla creazione di fiction italiane, radicate nella nostra cultura ma con influenze estere. I tipi di fiction italiane sono 3 e si distinguono in base ai testi che propongono:

1. Testi stilisticamente compatti  registro medio-alto standard con poche interferenze del neo-standard ( Centovetrine ). 2. Testi stilisticamente variati  ampio spettro di linguaggi, dal neo-standard al tradizionale, con l’influenza di alcuni tecnicismi (Un medico in famiglia). 3. testi caratterizzati da un linguaggio tendente al basso , con code-switching , regionalismi e parlato sciatto ( Montalbano ). Una fiction simbolica per parlare di linguaggio è “ Un medico in famiglia ”, in cui i giovani utilizzano un linguaggio giovanile, la nonna un linguaggio formale-aulico e la domestica un linguaggio popolare ricco di regionalismi del sud. Infine, la fiction in alcuni contesti sfrutta un gergo tipico come quello dei medici. Una seconda fiction emblematica è “ Un posto al sole ”, in cui i protagonisti utilizzano costantemente regionalismi e pronunce sporche, così come le formule lessicali che vengono impiegate. La miniserie Le miniserie televisive sono sceneggiati di poche puntate che seguono uno stile cinematografico e hanno l'obiettivo di divulgare principi etici, politici o sociali. Trattano tematiche come biografie, adattamenti letterari, storia e cronaca. La RAI ha proposto nel tempo diverse miniserie, caratterizzate da un linguaggio strutturato in quanto affrontano temi seri. Esempio è la miniserie " La guerra è finita " del 2020, in cui il linguaggio è ricercato e formale, seguendo uno standard linguistico con poche influenze regionali.

I giornalisti in studio adottano un linguaggio controllato e preparato durante le trasmissioni televisive, mentre gli ospiti e gli intervistati come allenatori e calciatori tendono a utilizzare un registro informale. Tra i programmi più informali c'è ad esempio " Il processo di Biscardi ", in cui non tutti i partecipanti sono giornalisti esperti , quindi il tono è meno formale e si orienta verso discussioni accese, con un linguaggio non strutturato, caratterizzato da ridondanze, regionalismi e spontaneità.

Capitolo 6; l’italiano educativo-ludico della tv per bambini e ragazzi

Nella paleotelevisione i programmi per ragazzi venivano inseriti nel carosello serale senza uno spazio e un formato preciso. Con l'avvento della neotelevisione, la tv per ragazzi è diventata un macrogenere con programmi contenitore, programmi informativi, serie animate per diverse fasce di età. Oltre all'aspetto intrattenitivo, alcuni programmi hanno anche un obiettivo pedagogico, sia per la lingua che per i contenuti. Le serie animate per bambini in particolare offrono spunti linguistici che influenzano la fraseologia degli spettatori. I programmi per ragazzi come " L'Albero Azzurro ", " Lo Zecchino d'Oro " e " La Melevisione " sono esempi di programmi contenitore. Il linguaggio utilizzato nei programmi era informale e vicino al parlato quotidiano, senza semplificazioni. I conduttori si preoccupavano di spiegare i termini tecnici e mantenere la chiarezza. Nonostante si cercasse di rispettare i tempi e i modi verbali, ci potevano essere alcune eccezioni come l'uso improprio dell'imperfetto al posto del condizionale e alcune dislocazioni linguistiche. I programmi d'informazione per ragazzi, come " Tg Ragazzi ", utilizzano un linguaggio vicino a quello dei giovani, con troncamenti e slang. Le notizie riguardano temi di interesse per i giovani e gli ospiti sono personaggi con cui il pubblico di riferimento può identificarsi. La televisione per ragazzi si confronta con la sfida del web e dei contenuti diffusi attraverso blog, video fatti in casa e social media. I programmi per ragazzi sono apprezzati anche da un pubblico più adulto, specialmente le serie animate per adolescenti come " I Simpson" e "I Griffin ". Queste sitcom in chiave cartoon trattano argomenti non sempre adatti ai ragazzi e utilizzano un linguaggio vicino al turpiloquio.