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Linguistica storica università di Verona, Appunti di Linguistica

appunti di Linguistica storica, università di Verona

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 26/12/2022

AlessiaMeloni
AlessiaMeloni 🇮🇹

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IN TRODU ZIONE AL LO STUD IO DE L L INGUA GGIO (LING UISTICA STORI CA) D I PAO LA CO TTI CELLI
I LEZ ION E D EL 16/ 11/21 PO STO 66 ^
BIBLIOGRAFIA Magni, Linguistica storica, Bologna, Patron, 2014.
Le lingue cambiano sempre perché sono un prodotto culturale ed è importante capire COME cambiano. Ci sono dei
cambiamenti anche all’interno della nostra esperienza di parlanti, come fenomeni di prestito da altre lingue che si
inseriscono bene nella lingua italiana; ricambio di alcuni termini, che cadono in disuso.
Il mutamento linguistico e la variazione non sono sinonimi. Il mutamento prende come riferimento un arco di tempo,
mentre la variazione prende come riferimento vari elementi di un sistema, il quale è sincronico.
Mutamento Neutralizzazione/ estensione della forma GLI per la forma LE. infatti il pronome è la prima categoria
sensibile al mutamento. l’uso del congiuntivo (non ancora completamente un mutamento) e l’uso dei pronomi
relativi, la forma CHE è usata al posto dei pronomi IL QUALE, LA QUALE…
Il mutamento linguistico ha vari livelli di analisi fonetico, semantico, morfologico e sintattico.
FONETICO da BONO a BUONO; da AURUM a ORO
SEMANTICO DOMUS come casa > DUOMO; da PECUS (pecora) > PECUNIA; MULIER come donna > MOGLIE
MORFOLOGICO forme dell’imperfetto AMABAM > AMAVO, comparativo MAIOR> PIÙ GRANDE
SINTATTICO ILLE/A/UD (pronome dimostrativo)> IL, LO, LA (articolo)
Il contatto con altre lingue porta a dei PRESTITI E CALCHI TESTED> TESTATO; AUREUM>AUREO
7/8 mila lingue esistenti al mondo ogni anno ci sono lingue che muoiono e ne vengono anche scoperte di nuove
La linguistica storica ha come oggetto la modificazione nel tempo di un sistema linguistico, dei suoi meccanismi e gli
sviluppi delle teorie che si riferiscono al sistema linguistico stesso. Il termine risale a Saussure nel suo Cours, come
analisi di tipo diacronico, in parte in opposizione a quella di tipo sincronico. Egli, però, è considerato il padre della
sincronia.
OBBIETTIVI della linguistica storica ricostruire la preistoria delle lingue e le relazioni tra di esse, tenendo conto della
variabilità linguistica, il contatto tra le lingue, la diffusione del mutamento e il ruolo dei principi universali.
II LE ZIO NE 17. 11. 21 POS TO 50 ^
VARIAZIONE INTERLINGUISTICA a livello sincronico variazioni all’interno di differenti lingue di diversi significanti
che veicolano lo stesso significato mouse/ Maus/ Mus/ ili (in kannada) oppure father/ Vater/ pater
VARIAZIONE INTRALINGUISTICA sia a livello sincronico che a livello diacronico considera tutte le combinazioni
che si possono trovare all’interno di un’unica lingua diversificazioni all’interno della stessa lingua, includendo la
variazione diatopica, diastratica, diafasica, diamesica. esempio: io andrò/ domani vado questo tipo di variazione
crea dei subsistemi, che non sono unità uniche e separate, ma solo variazioni viene dall’interno del sistema
linguistico
VARIAZIONE DIACRONICA viene osservata attraverso un arco di tempo inglese antico: ham/ inglese moderno:
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INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO (LINGUISTICA STORICA) DI PAOLA COTTICELLI

I LEZIONE DEL 16/11/21 POSTO 66 ^

BIBLIOGRAFIA Magni, Linguistica storica, Bologna, Patron, 2014. Le lingue cambiano sempre perché sono un prodotto culturale ed è importante capire COME cambiano. Ci sono dei cambiamenti anche all’interno della nostra esperienza di parlanti, come fenomeni di prestito da altre lingue che si inseriscono bene nella lingua italiana; ricambio di alcuni termini, che cadono in disuso. Il mutamento linguistico e la variazione non sono sinonimi. Il mutamento prende come riferimento un arco di tempo, mentre la variazione prende come riferimento vari elementi di un sistema, il quale è sincronico. Mutamento  Neutralizzazione/ estensione della forma GLI per la forma LE.  infatti il pronome è la prima categoria sensibile al mutamento.  l’uso del congiuntivo (non ancora completamente un mutamento) e l’uso dei pronomi relativi, la forma CHE è usata al posto dei pronomi IL QUALE, LA QUALE… Il mutamento linguistico ha vari livelli di analisi fonetico, semantico, morfologico e sintattico. FONETICO  da B O NO a B UO NO; da AU RUM a O RO SEMANTICODOMUS come casa > DUOMO ; da PECUS (pecora) > PECUNIA ; MULIER come donna > MOGLIE MORFOLOGICO  forme dell’imperfetto AMABA M > AMAV O , comparativo MA IOR > PIÙ GRANDE SINTATTICOILLE/A/UD (pronome dimostrativo)> IL, LO, LA (articolo) Il contatto con altre lingue porta a dei PRESTITI E CALCHITESTED > TESTATO ; AUREUM > AUREO 7/8 mila lingue esistenti al mondo ogni anno ci sono lingue che muoiono e ne vengono anche scoperte di nuove La linguistica storica ha come oggetto la modificazione nel tempo di un sistema linguistico , dei suoi meccanismi e gli sviluppi delle teorie che si riferiscono al sistema linguistico stesso. Il termine risale a Saussure nel suo Cours , come analisi di tipo diacronico , in parte in opposizione a quella di tipo sincronico. Egli, però, è considerato il padre della sincronia. OBBIETTIVI della linguistica storica ricostruire la preistoria delle lingue e le relazioni tra di esse, tenendo conto della variabilità linguistica, il contatto tra le lingue, la diffusione del mutamento e il ruolo dei principi universali. II LEZIONE 17.11.21 POSTO 50 ^ VARIAZIONE INTERLINGUISTICA  a livello sincronico  variazioni all’interno di differenti lingue di diversi significanti che veicolano lo stesso significato  mouse/ Maus/ Mus/ ili (in kannada) oppure father/ Vater/ pater VARIAZIONE INTRALINGUISTICA  sia a livello sincronico che a livello diacronico  considera tutte le combinazioni che si possono trovare all’interno di un’unica lingua  diversificazioni all’interno della stessa lingua, includendo la variazione diatopica, diastratica, diafasica, diamesica.  esempio: io andrò/ domani vado  questo tipo di variazione crea dei subsistemi, che non sono unità uniche e separate, ma solo variazioni  viene dall’interno del sistema linguistico VARIAZIONE DIACRONICA  viene osservata attraverso un arco di tempo inglese antico: ham/ inglese moderno: home  a livello fonetico

Il CONTATTO LINGUISTICO è una delle fonti che determina il mutamento/ prestiti lessicali  è un fattore esterno alla lingua, quindi è una causa esterna un alto numero di parole inglesi deriva dal normanno, ossia francese, che deriva dal latino. Il contatto linguistico può anche essere all’interno di un’area che interessa più sistemi linguistici vi sono dei tratti in comune in varie lingue, come la LEGA LINGUISTICA BALCANICA  serbo, bulgaro, macedone, rumeno, albanese e neogreco sono accomunati da vari caratteri, come sincretismo di genitivo e dativo, assenza dell’infinito, introduzione dell’articolo determinativo nelle lingue slave sul modello della lingua greca, posposizione dell’articolo (eccetto il greco)  queste lingue erano legate anche da legami commerciali STANDARD AVERAGE EUROPEAN (medievale) lingue “dell’area di Carlo Magno”, ossia alto tedesco, olandese, francese, dialetti galloitalici caratteri comuni: articoli determinativi e indeterminativi, “essere” e “avere” come ausiliari dell’attivo DIFFUSIONE DEL MUTAMENTO  ossia come avviene il mutamento è legato all’interazione di fattori geografici, politici e sociali. La diffusione non è uniforme e omogenea sul piano del territorio, ma si sviluppa a macchia di leopardo. La “Teoria delle Onde” di Schmidt è relativa alla distribuzione dei dialetti tedeschi e alla distribuzione dei loro mutamenti. IL RUOLO DEI PRINCIPI UNIVERSALI  i principi universali sono categorie/tendenze condivise da un certo numero di lingue. Possono essere raggruppati per sincronia e per diacronia.  il pioniere degli studi sui principi universali fu Joseph Greenberg. Un esempio di un universale linguistico assoluto è l’ordine dei costituenti (SOV, SVO, VSO…) Universale implicazionale  indica i limiti della variazione fra due caratteristiche linguistiche  se una lingua presenta genere, ha anche numero. OBBIETTIVI DI UNA TEORIA DEL MUTAMENTO LINGUISTICO  spiegare le ragioni per cui si verifica una determinata innovazione, rendere conto dei meccanismi con cui le innovazioni si propagano e identificare i principi universali del mutamento linguistico. STORIA DELLA LINGUISTICA STORICA  Nasce tra la fine del Settecento e l’inizio del Ottocento nella cultura occidentale. Sia le grandi scoperte geografiche furono occasione di venire a contatto con nuove lingue, sia durante le crociate vi fu da parte dei gesuiti e da altri gruppi di missionari un lavoro di diffusione non solo del pensiero cristiano, ma anche delle strutture grammaticali. Essi inoltre raccolsero numerose informazioni e descrizioni sulle lingue con cui vennero a contatto. Per la comprensione di fenomeni di mutamento linguistico, si devono tenere conto sia fattori di ordine storico, come le migrazioni, sia di ordine culturale, e anche di ordine politico-sociale, di ordine geografico e di ordine psicologico. La linguistica dell’ottocento è prevalentemente diacronica mentre quella del Novecento diventa prevalentemente sincronica. DEFINIZIONE DI FAMIGLIA LINGUISTICA  indica un gruppo di lingue genealogicamente imparentate, ossia che si possono ricondurre storicamente ad una proto lingua comune , detta lingua madre. In senso stretto indica lingue tra loro molto vicine come le lingue germaniche e le lingue romanze, in senso lato indica un gruppo linguistico con una parentela genealogica, come le lingue indoeuropee, e le lingue germaniche ad esempio sono un sottogruppo o una sottofamiglia. PARENTELA LINGUISTICA  è quel rapporto genealogico che accumuna le lingue che appartengono a una famiglia linguistica. Viene rappresentata con la rappresentazione dell’albero genealogico. Talvolta il rapporto di parentela può essere offuscato da fenomeni storici di contatto con altre lingue fenomeni di superstrato  la lingua dell’invasore influenza la lingua di quello di invaso  fenomeno di sostrato  la lingua del popolo invaso influenza la lingua dell’invasore. CLASSIFICAZIONE LINGUISTICA  consiste nella ricerca di criteri adeguati a raggruppare i diversi tipi di lingue secondo elementi simili. Vi sono due modi di classificazione genealogico e tipologico.

III LEZIONE 18.11.21 POSTO 52 ^

Grimm, Pott, Bopp, Rask e neogrammatici Nell’Ottocento nella famiglia indoeuropea vi sono: le lingue germaniche , il latino , il greco , l’antico indiano e le lingue iraniche , il celtico , l’armeno e le lingue slave. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento nasce la romanistica e si amplia anche la lista di lingue appartenenti al gruppo dell’indoeuropeo, come l’albanese , l’ittito , le lingue anatoliche , il tocario e il miceneo. Vengono scoperte alcune lingue minori, come il venetico e il sabino (come lingue italiche), il ligure. Vi è anche un altro tipo di attestazione del celtico ( OGAM ) e il celtiberico. Nella seconda metà del secolo si è venuti meglio a conoscenza del tracio , grazie all’onomastica e alla toponomastica. Il materiale sulle conoscenze linguistiche è esploso nella seconda metà dell’Ottocento e in questo stesso periodo sta nascendo il concetto di nazione e la ricerca di identità nazionale, attraverso la lingua e il folklore (raccolta di fiabe della tradizione tedesca dei fratelli Grimm). All’inizio dell’1800 vengono scritte le prime grammatiche comparative, e la prima in assoluto fu scritta da Bopp , e questo fatto diede vita alla disciplina dell’indoeuropeistica. Tra i fondatori dell’indoeuropeistica vi sono vari nomi: RASK  scrisse la prima grammatica storica di islandese. BOPP  nel 1816 scrisse la prima grammatica comparativa sulla lingua greca, latina, persiana e germanica. Concetto di radice. POTT  stabilì i moderni studi etimologici sulla base dei suoni nelle lingue indoeuropee. FRATELLI GRIMM  furono linguisti e cultori del folklore, composero la prima grammatica storica delle lingue germaniche , confrontando la lingua germanica con le lingue classiche e grazie a questa comparazione formularono la “legge di Grimm” , la prima regola fonetica all’interno delle lingue germaniche. VON HUMBOLDT  completò la classificazione genealogica su base morfologica delle lingue del mondo. DIEZ  scrisse la “grammatica delle lingue romanze”. SCHLEICHTER  scrisse la grammatica delle lingue indoeuropee ed ebbe una concezione biologica delle lingue secondo il darwinismo biologico, per cui una lingua ha una crescita, una maturità e una decadenza come un organismo. Ideò anche la Stammbautheorie, la teoria dell’albero genealogico , per descrivere quali sono le diversità , i diversi gruppi linguistici e le differenze tra le varie lingue, attraverso gli snodi. La teoria dell’albero genealogico del 1853 si basava solo sulle differenze morfologiche perché non esistevano ancora le leggi fonetiche. SCHMIDT  approfondì la teoria dell’albero genealogico e ideò la Wellentheorie, la teoria delle onde , che propone una descrizione delle parentele linguistiche che tiene conto della divisione in dialetti e le varianti areali e mette in luce le affinità. È stato un po' visto in contrapposizione al modello dell’albero, ma in realtà le due teorie sono complementari dato che hanno due finalità diverse. Può essere usato sia in sincronia che in diacronia. I NEOGRAMMATICI nel 1876 avviene la nascita della scuola di Lipsia, composta dai Neogrammatici, che elevarono gli studi di linguistica storica ad un livello scientifico , creando un modello teorico interpretativo dei fenomeni linguistici presi in considerazione. Il modello teorico sentì l’influsso del positivismo e del romanticismo. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Prima grammatica comparataBopp ha completato la classificazione genealogica su base morfologica delle lingue del mondovon Humbold Arioindoiranico

Pelasgicocultura mediterranea Per descrivere quali sono i diversi gruppi linguistici e le differenze tra le varie linguealbero genealogico Solo in base alle differenze morfologicheSchleichter 1853perché non esistevano le leggi fonetiche IV LEZIONE DEL 23.11.21 ^ Capitolo di fonologia, morfologia, sintassi, semantica e sulla acquisizione del linguaggio (11?) Professore Rizza[ il nonno] [stava [su una sedia] [con una gamba rotta]] struttura sintattica Soggetto il nonno Predicato  stava su una sedia con una gamba rotta Complementi  su una sedia con una gamba rotta frase sintagma nominale sintagma verbale sintagma preposizionale sintagma nom nome art verbo prep art sintagma nom sintagma prep. n il nonno stava su una sedia con una gamba rotta [Questi] [sono letti [per bambini di ferro]] Soggetto questi Predicato  sono Complementi  letti/ per bambini di ferro PROFESSORESSA COTTICELLI Il modello dell’albero genealogico è cambiato nel corso dei suoi 150 di esistenza. In quelle più moderne, la zona definita protolingua era divisa in due da una linea tratteggiata. Grazie a degli studi degli anni 40 del 1900, si è visto che le lingue attestate si potevano dividere in due grossi gruppi che avevano in comune rispettivamente l’esito centum o l’esito satem. Centum e satem sono due isoglosse. Per centum si indicano le lingue che sono caratterizzate dal fonema velare sorda /k/, mentre per satem si ha come continuante una sibilante o una sibilante palatale. Centum è il numero cento in latino mentre satem è il numero cento in avestico , una lingua iraniana. Il gruppo centum stava per il gruppo occidentale mentre quello satem stava per

  • le forme asimmetriche venivano cancellate tramite il principio di analogia.
  • l’analogia ha il compito di riaggiustare le strutture grammaticali che diventano asimmetriche dopo il cambiamento fonetico.
  • Paul vide una stretta interdipendenza senza eccezioni tra cambiamento fonetico e cambiamento analogico.
  • la fonetica e la grammatica sono indipendenti tra loro.
  • i neogrammatici concepivano la protolingua non più come una lingua storica, come Schleicher, bensì come il prodotto di una ricostruzione. Con LEGGE FONETICHE parliamo di due momenti diversi all’interno della storia della lingua che vengono messi a confronto per vedere cosa è cambiato. Conclusosi il mutamento, nel secondo momento non vi è il sistema fonematico che trovavamo nel primo momento. Per questo i neogrammatici avevano detto che le leggi fonetiche avvengono senza eccezioni. I neogrammatici elevano le teorie degli studiosi precedenti su un piano teorico e scientifico, definibile anche come astratto. I neogrammatici descrivevano i diversi fenomeni di mutamento fonetico all’interno di diverse lingue, che oggi sono raccolte in un grande volume. Un esempio è il rotacismo  sostituzione dalla s intervocalica alla r  VSV>VRV periodo dal VI secolo avanti cristo e finisce nel IV secolo avanti cristo. V LEZIONE DEL 24.11.21 POSTO 51 ^ DATE ESAMI  18 (test computerizzato) e 19 (orale) gennaio oppure 2 (scritto) e 3 (orale) febbraio. Minimo di 9 punti su 15. SCHUCHARDT scrisse “Sulle leggi fonetiche. Contro i Neogrammatici”, opera con cui attaccò i Neogrammatici. HIRT , tra il 1921 e il 1937, scrisse la Grammatica Indogermanica, che non ebbe una grande fortuna, perché creo un sistema molto complesso. PRINCIPI che spiegano le coincidenze in più lingue:
    • Presenza di caratteri arcaici;
    • determinata vicinanza geografica;
    • essere stata una stessa lingua dopo lo smembramento dalla lingua comune  inglese e tedesco per il gruppo germanico
    • essere derivate da uno stesso strato indoeuropeo, per contatto secondario come la lega linguistica;
    • per regioni estrinseche che non implicano vincoli genealogici un tratto comune (isoglosse) tra le lingue indoeuropee possono avere tre spiegazioni :
    • tratto comune;
    • innovazione comune;
    • innovazione parallela ma coincidente e indipendente. LEGGE DI GRIMM : si riferisce al mutamento consonantico delle occlusive in protogermanico relativamente al modo di articolazione rispetto ai corrispondenti fonemi della protolingua. Avvenne nel periodo del protogermanico che implica che nel momento in cui queste lingue vengono attestate, mostreranno tutte le conseguenze di questo mutamento. I fratelli Grimm scoprirono la legge confrontando le parole germaniche con le parole corrispondenti nelle lingue indoeuropee.

La sostituzione si realizza in tutte le lingue che derivano dal protogermanico. Tutte quelle che erano le sorde indoeuropee chiamate TENUI , che si erano mantenute nelle altre lingue, in quelle germaniche sono state sostituite dalle fricative ; le sonore aspirate, chiamate MEDIE ASPIRATE , perdono l’aspirazione e diventano sonore, le sonore indoeuropee, MEDIE , perdono la sonorità e diventano sorde. Vi è uno scarto di una posizione.

La serie dei mutamenti descritti dalla legge di Grimm viene chiamata anche « rotazione consonantica » perché

possono essere rappresentati schematicamente in modo circolare con la formula seguente

T

M A

Le occlusive sorde indoeuropee *p, *t, *k/ *k’, *kʷ, in germanico diventano fricative sorde *f, * þ ( la thorn), *h,

*hw. Fone m a ie. Fonema got. reconstruct um Esempio gotico

  • p > f ie. * pisk-i - pesce fisks piscis
  • t > þ ie. * bhrā́ -ter fratello brōþar frater
  • k /
  • ḱ;
  • kw

h hw ie. * déḱṃ - ie. * kwo dieci; chi taíhun hwas decem, quis La legge di Grimm non avviene in alcuni contesti particolari, come nel contesto di due fricative vicine che è impronunciabile. Come nel fonema okto al gotico. Infatti si sostituisce sono la prima tenue e non anche la seconda. Quando invece l’occlusiva è preceduta da una sibilante , la sibilante funge da freno per la sostituzione, che non avviene, come nel caso di fisks.

Le occlusive sonore aspirate indoeuropee *bʰ, *dʰ, *gʰ e *gʷʰ, diventano in germanico le occlusive sonore non

aspirate *b, *d, *g, *gʷ.

Fonem a ie. Fonema got. reconstru ctum Esempio gotico *bh > b * bher- portare got. baíran fero *dh

/ đ / > d medhio- (>/đ/) medio got. midjis medius _gh *gwh_

gw (dopo nasale) w *gwhormo

  • caldo got. warmijan "riscaldare" formus, fornus

Le occlusive sonore indoeuropee *b, *d, *g, gʷ,g/g’, diventano in germanico le occlusive sorde *p, *t, *q, *k.

Greco  phràter Antico indiano  bhràtar

  • latino pa-ter : gotico fadar  in questo caso la t non diventa þ (ph 2 -tèr)  reconstructum Greco  patèr Antico indiano pitàr Per spiegare questa incongruenza vi è la LEGGE DI VERNER , che è definita come spiegazione delle eccezioni alla legge di Grimm riguardo al trattamento diverso di alcune tenui/sorde. Verner scoprì che nelle sorde delle lingue germaniche in cui non c’era la sostituzione prevista dalla legge di Grimm vi erano le corrispondenti sonore. Egli confrontò le parole che avevano l’esito non atteso con le altre lingue indoeuropee, soprattutto il greco e l’antico indiano perché segnavano l’accento nella loro tradizione scritta. La sostituzione è nell’aumento del tratto di sonorità. Le sostituzioni avvengono: nel contesto intervocalico e quando l’accento cade nella sillaba dopo l’elemento passibile di sostituzione. Verner verificò la posizione dell’accento dell’isoglossa anche nelle altre lingue. Fonema i.e Effetto Grimm (accento precede) Effetto Verner (accento segue) ie. * p > * f > got. b ie. * t > * þ > got. d ie. * kw ie. * k / * > > _hw_ *h > > got. gw (solo dopo nasale) got. w got. g L’esito della legge di Verner agisce sulle sorde, trasformandole in sonore. Questo risultato coincide con l’esito della legge di Grimm sulle sonore aspirate, che diventano sonore, pertanto le sonore del gotico possono avere una duplice origine: - dalle sonore aspirate indoeuropee - dalle sorde soggette alla legge di Verner I CONTESTI IN CUI NON SI REALIZZA COMPLETAMENTE LA LEGGE DI GRIMM :
    • quando vi è una parola con due elementi da sostituire viene sostituito solo il primo elemento mentre il secondo no, perché la presenza di una fricativa già sostituita bloccava la sostituzione della seconda perché due fricative vicine non erano tollerate. *okto > ahtau
    • quando l’occlusiva, tendenzialmente sorda, si trova in un gruppo consonantico che è costituito come primo elemento da una sibilante. *piski > fisks stare > stay (la dentale sorda non cambia) LINGUE INDOEUROPEE il zeit raum modell tiene conto dello spazio temporale, che invita a concepire anche la protolingua come se fosse una lingua storica.

LINGUE ATTESTATE NEL PERIODO AVANTI CRISTO GRUPPO ANATOLICO Il gruppo anatolico è quello di attestazione più antica e si può collocare nel 1650 A.C. - 1670 A.C. le lingue principali sono l’ittito (II Millennio) assieme al palaico e al luvio. Il palaico è attestato un po' dopo l’ittito ma scompare dopo poco, il luvio è una lingua attestata un pochino più tardi ma che ha una durata più lunga rispetto al palaico. All’interno del regno ittita si erano articolati due sistemi di scrittura: uno cuneiforme e l’altro autoctono, geroglifici anatolici. Nel primo millennio a.C. si vede l’insorgere di altre lingue anatoliche che non sono attestate nel II millennio, che sono il licio e il lidio , che scrivono in due alfabeti differenti che però derivano dall’alfabeto greco. Un’altra lingua del gruppo anatolico è il cario , lingua non ancora definitivamente decifrata, la quale attesta un proprio alfabeto. Vi è anche il frigio. Le lingue anatoliche furono però studiate e decifrate solo nel XX secolo. La zona geografica è quella della attuale Turchia. LEZIONE DEL 01.12.21 ^ GRUPPO INDO-IRANICO Le datazioni sono problematiche. È un gruppo molto ricco che si suddivide in due rami: quello delle lingue iraniche ( Afghanistan e Iran ) e quello delle lingue indoarie ( parte settentrionale e centrale dell’India e la parte montuosa dell’India ). Alcune parti che rappresentavano la cultura iranica erano già note nel Settecento, attraverso testi epigrafici. Alcune fasi e lingue della cultura iranica sono rappresentate da monumenti che sono ancora in situ, come le iscrizioni dei re persiani. Anche l’avestico , con un sistema di scrittura di nome avestico con il quale si scrive da destra a sinistra, e si sviluppò all’interno della pratica religiosa legata al culto di Zarathustra , che si opponeva al pantheon divino antico indiano. I libri sacri dello zoroastrismo sono scritti in avestico, preceduti da una tradizione orale, e sono composti da una stratificazione, mostrando delle differenziazioni linguistiche e cronologiche nelle diverse parti di questi testi. La configurazione storica del gruppo iranico si può vedere di più nel I millennio a.C. Per quanto riguardo il gruppo indoario, vi è una attestazione di letteratura più ampia. È incerta la datazione della scrittura dei Veda, il vedico , a causa della mancanza di agganci storici, a differenza della cultura persiana. La parte più antica della tradizione indiana è quella vedica, che viene attestata alla prima metà del II millennio a.C. (1500 a.C.), ma la datazione della scrittura è la più recente. Partendo dai libri sacri, la letteratura successiva commenta gli aspetti teologici e filosofici dei libri di Veda. Vi è anche il sanscrito. Il gruppo indo-iranico ha una continuità fino ad oggi , rispetto al gruppo anatolico. Il mondo indiano ha sviluppato un sistema di scrittura che prende il nome di Devanagari. Tra le lingue che si parlano ancora oggi vi è l’iranico , il baluchi , il pastun , l’hindi e l’urdu. GRUPPO GRECO La lingua greca ha 3500 anni di storia. Ha una estrema continuità fino ad oggi. La fase più antica è composta dal greco arcaico, ossia il miceneo (1400- 1380 a.C) il cui sistema alfabetico era la lineare B , sistema alfabetico sillabico. Il miceneo scompare intorno al 1100 a.C ., nello stesso periodo in cui scomparì l’ittito. Dopo vi è un periodo senza attestazioni, forse a causa della scomparsa o distruzione delle fonti, e le prime iscrizioni che abbiamo sono quelle del I millennio a.C., che compaiono con l’alfabeto greco. Da questo periodo fino a oggi vi è una continuità di tradizione della grecità, attraverso il greco antico , classico , delle koinè (che supera le varietà locali, standardizzandole), ellenistico , bizantino , medievale e quello moderno. Vi sono poi numerosi dialetti greci nell’antichità, tra cui il dorico , l’eolico , il lesbio , il beotico , il cipriota , lo ionico e l’attico. Ciò è molto utile per individuare e verificare i mutamenti linguistici. Il sistema di scrittura è rimasto quello e sulla base dell’alfabeto greco sono stati formati quello licio, quello

 Il germanico occidentale , che comprende l’antico-alto-tedesco , il basso-tedesco , (che si differenziano per la

seconda rotazione consonantica), il nederlandese , l’inglese , il frisone , l’afrikaans , che viene parlata nel Sudafrica e importata durante la sua colonizzazione da parte degli olandesi, dunque è una lingua creola. Infine vi è anche lo yiddish, altra lingua creola basata su alcuni dialetti alto tedeschi che si sono mescolati con l’ebraico.

 Il germanico settentrionale comprende il danese , le iscrizioni runiche (geograficamente parlando),

l’islandese (seppur laterale dal punto di vista geografico), il norvegese e lo svedese. Le antiche lingue germaniche svilupparono un proprio alfabeto detto runico , ma il suo uso era limitato. A partire dal gotico, le lingue germaniche hanno usato l’alfabeto latino. L’unica eccezione è lo yiddish che usa l’alfabeto ebraico. ARMENO È rappresentato dalla lingua armena. Non ci sono grosse differenziazioni a livello diatopico. Nel V secolo d.C. vi è la prima attestazione tramite la traduzione di testi sacri, tra cui la Bibbia , in una scrittura creata da Mesrop. Oggi la lingua è parlata in Armenia. Pur essendo un piccolo stato, in realtà l’armeno ha vissuto un enorme sviluppo all’interno dell’impero Armeno , durante il nostro periodo medievale, che si estendeva fino a metà della Turchia attuale. Di questo periodo non abbiamo attestazioni sufficienti per descrivere la storia di questa lingua di questo periodo specifico. IL TOCARIO È noto da attestazioni dal VI-VIII d.C. fu scoperto all’inizio del 1900 e si divide in due varianti: tocario A e tocario B. La zona di ritrovamento fu nei monasteri del Turkestan cinese. Il gruppo è estinto. Il sistema di scrittura deriva dal Brahmi. I testi sono testi sacri, analoghi a quelli della tradizione sanscrita. LINGUE CELTICHE Le lingue celtiche derivano dal proto-celtico e venivano parlate dal I millennio a.C. in tutta Europa. Le prime attestazioni diversificate partono dal V secolo d.C. , avendo avuto un’ampia migrazione, il celtico si trova come sostrato e come insediamento proprio in varie zone d’Europa. Oggi le lingue celtiche sono limitate ad alcune zone in Gran Bretagna , nell’isola di Man , in Irlanda , in Patagonia e in Bretagna. Il proto-celtico si divide in quattro sotto- gruppi:  Il gallico e i suoi parenti più stretti, il lepontico (Italia settentrionale), il galato (Turchia, Francia) e il norico.  Il celtiberico , parlato nella zona iberica.  Il goidelico , che include l’ irlandese , lo scozzese e il mannese  celtico insulare  Il brittonico , che include il gallese , il bretone , il cornico e il cumbrico.  celtico continentale Vi è una isoglossa che divide due gruppi e si distinguono nella realizzazione delle labiovelari , da una parte come Q e dall’altra P. ALBANESE È rappresentato solamente dall’albanese e vi sono due realizzazioni, il toske , sud Albania, e il gege , nord Albania. LINGUE SLAVE Sono articolate in tre gruppi:  Le lingue slave orientali , che includono il russo , l’ucraino , il bielorusso e il ruteno.  Le lingue slave occidentali che comprendono il ceco , lo slovacco , le lingue lusaziane (parlate in Germania), il polacco e il casciubo.  Le lingue slave meridionali sono le cosiddette lingue jugoslave. Comprendono lo sloveno , il croato , il bosniaco , il serbo , il bulgaro e il macedone.

L’alfabeto latino viene usato, con alcuni segni diacritici, dal gruppo occidentale, sloveno, croato. Il gruppo orientale, il bulgaro e il serbo utilizzano l’alfabeto cirillico. Le prime attestazioni delle lingue slave sono legate all’antico bulgaro. LEZIONE DEL 02.12.21 ^ Le LINGUE BALTICHE sono attestate dal XVI secolo e comprende tre principali lingue: l’antico prussiano (estinto), il lituano e il lettone. L’antico prussiano scompare per contatto linguistico con il tedesco. Nell’ultima fase dell’antico prussiano si era tentato di salvare la lingua attraverso testi religiosi e il vocabolario di Elbing bilingue tedesco-antico prussiano, che non risultarono sufficienti. Rimangono il lituano e il lettone, noti da traduzioni della Bibbia. L’alfabeto è quello latino.  Nel 1900 non soltanto le lingue anatoliche ma anche il tocario e il miceneo sono state riportate alla luce. Il miceneo rappresenta la parte più antica della lingua greca e i testi sono stati scritti con la lineare B e fu decifrato nel 1952. Nel periodo del miceneo erano ancora attestate le labiovelari.  All’inizio del 1900 nasce la semantica , un ambito autonomo, che studia il significato delle parole. In questo stesso secolo vi furono anche numerosi apporti del metodo lessicalista , vi è una ripresa della paleontologia linguistica e lo sviluppo di nuove teorie linguistiche , tra cui quella del contatto linguistico e gli studi sulla sintassi indoeuropea. DIALETTOLOGIA È il settore della linguistica che si occupa dei dialetti , che prima si chiamava geolinguistica. Ha avuto origine dalla teoria delle onde ottocentesca. L’incongruenza della teoria delle onde è considerare il mutamento in modo meccanico, modo irrealistico. La dialettologia può far leggere i dati in ordine diacronico (considerando un segmento della sua evoluzione nel tempo) ma anche sincronico (considerando la lingua in uno stadio specifico della sua storia). I suoi esordi si trovano già con Dante nel “De vulgari eloquentia” e contemporaneamente alle riflessioni sulla questione della lingua. Durante il Romanticismo vi è anche una valorizzazione delle parlate popolari, che non avevano mai suscitato grande interesse. Ha un ruolo centrale anche la nascita della geografia dialettale , sulla base di rielaborazioni della teoria delle onde come strumento di descrizione della diffusione del mutamento linguistico. Il dialetto indica una varietà linguistica con una validità limitata nello spazio , a differenza della lingua standard. Il dialetto mostra un grado di somiglianza con altri sistemi ed è legato strettamente ad una regione. Solitamente non mostra testimonianze scritte o una standardizzazione ufficiale di regole. I dialetti sono più antichi della lingua alta e sono da considerarsi più naturali visto che non soggiacciono a norme. I dialetti su territori confinanti tendono ad essere mutualmente più comprensibili, ma due dialetti in zone confinanti possono avere sviluppi indipendenti per motivi politici. Il latino ha ingenerato il volgare, che non fu un prodotto unitario sul territorio italiano. La diversificazione dialettale in Italia ma anche in Germania è molto intensa, al contrario della Francia e della Russia, dove c’è più uniformità. La volontà di creare una lingua standard per l’Italia è stata una iniziativa politica, soprattutto con l’unificazione dell’Italia ma anche durante il Fascismo. Secondo i sociolinguisti esistono una serie di substandard. La lingua da noi parlata fu influenzata, dal punto di vista articolatorio, con l’uso consonantico raddoppiato, dal romanesco. La tesi più diffusa divide le lingue romanze parlate in Italia nei gruppi retoromanzo , italiano e sardo , al loro interno vi sono poi dei sistemi più ristretti e sono il galloitalico , il veneto , i dialetti toscani e corsi , i dialetti mediani , i dialetti meridionali e i dialetti estremi meridionali. Questi corrisponderebbero ai sottogruppi, e significa che questi sottogruppi avranno delle caratteristiche in comune ma anche delle differenze. LINGUE RETO-ROMANZE

Fino a pagina 50 del manuale CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA Esistono due tipi di classificazione tipologica per descrivere le somiglianze tra le lingue del mondo, che tengono conto delle somiglianze strutturali, come la flessione che serve per la concordanza tra i vari elementi nella frase, e grammaticali, non tenendo conto dei rapporti genealogici. Fare un confronto tipologico significa confrontare la forma interna di un sistema linguistico.  tipologia morfologica , la cui articolazione risale alla prima metà dell’  tipologia sintattica , che risale allo studioso americano Greenberg, elaborata nel 1966 La tipologia morfologica fu fatta da Schlegel e poi ripresa da Von Humboldt. All’interno di una lingua flessiva fra gli elementi come il soggetto e il predicato vi deve essere una accordanza di numero e persona. Per la tipologia morfologica è importante capire in che modo vengono codificate le relazioni grammaticali. Von Humboldt definisce quattro categorie. Con questa tipologia si individuano lingue che hanno in comune delle caratteristiche morfologiche. La tipologia sintattica riguarda la funzione dell’ordine dei costituenti, individuando 6 possibili combinazioni (?) CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA MORFOLOGICA I quattro tipi sono:

  1. Le lingue flessive , che sono distinte in flessivo analitico (quelle che fanno meno uso dei casi e uso di forme perifrastiche), flessivo sintetico e intraflessivo (modificando la vocale della radice si crea un’entrata nuova nelle sue specifiche funzioni grammaticali. Faccio e feci> presente e passato). La maggior parte delle lingue indoeuropee appartiene a questo gruppo.
  2. Lingue agglutinanti , come turco, finlandese e ungherese. Sono costitute da una radice lessicale alla quale si attaccano dei morfemi legati in un sistema agglutinato. Un morfema legato può veicolare una sola categoria grammaticale.
  3. Lingue isolanti , come il cinese o il vietnamita, il tipo di struttura interna è opposta a quello flessivo, dato che non c’è morfologia di flessione. Mancanza quasi totale della morfologia. I lessemi, spesso monosillabici, di per sé veicolano solo una indicazione di tipo lessicale. Vi sono tanti elementi, morfemi lessicali, che sembrano non dire niente dal punto di vista grammaticale. “io mangiare panino ieri”. Per capire la funzione dei vari elementi è centrale l’uso di sintagmi preposizionali e l’ordine dei costituenti , cosa condivisa dal cinese, italiano e anche inglese. Per risolvere la questione del tempo vi sono dei lessemi che indicano la funzione temporale. La persona è espressa dal pronome.
  4. Lingue polisintetiche hanno una struttura che unisce diversi elementi con parti agglutinanti. La frase costituita è la parola frase, dove la proposizione viene scritta tutta di seguito. Gli elementi rispettano un dato ordine. Un esempio sono le lingue eschimo. Non completamente soddisfacente!!! Nella considerazione di un sistema linguistico ci si accorge che la struttura principalmente corrisponde ad una delle precedenti, ma non in modo esclusivo. Generalmente nessuna lingua presenterà fenomeni di un solo tipo. L’inglese è un paradigma fondamentale, che ha mantenuto pochi elementi flessionali come la -s per il plurale, la -s per la terza persona singolare, il -ed per la formazione del passato, tranne nei casi di apofonia, e il genitivo sassone. L’inglese è passata da lingua flessiva a lingua isolante. È un esempio di mutamento tipologico. La struttura principale è isolante ma vi sono elementi intraflessivi ( sing-sang-sung) come quelli già citati, elementi agglutinanti (lonely+ness “solitudine), come i morfemi derivazionali , e fenomeni incorporanti delle lingue polisintetiche, unendo elementi che costituiscono una parola sempre più lunga. LINGUE FLESSIVE

Un unico suffisso è in grado di esprimere diverse relazioni grammaticali. La parola latina consulibus è composta dal tema + ibus che rappresenta la desinenza dell’ablativo e del dativo plurale. Due funzioni confluiscono in una forma, questo mutamento è chiamato sincretismo dei casi. Le diverse funzioni grammaticali sono spesso indicate mediante flessione interna (variazione della vocale radicale) come faccio vs. feci. TIPO INTRAFLESSIVO È caratteristica delle lingue semitiche, le lingue afroasiatiche, dove la flessione interna è molto regolare. Il concetto e la struttura delle lingue sono basati sul concetto della radice , e nelle lingue semitiche è di solito formata da 3 lettere (trilitterismo). Ad esempio, dalla radice KTB si ha l’infinito di scrivere, kataba , ma anche il sostantivo libro, kitab. Modificando la vocale della radice si crea un’entrata nuova nelle sue specifiche funzioni grammaticali. TIPO FLESSIVO SINTETICO Le relazioni grammaticali si realizzano in una sola parola. Ad esempio amavi e feci. TIPO FLESSIVO ANALITICO Le relazioni grammaticali possono essere realizzate anche mediante più parole: “ feci ” e “ amai ”, ma anche “ ho fatto ” e “ ho amato ”. LINGUE AGGLUTINANTI Ogni parola contiene tanti affissi quante sono le relazioni grammaticali che devono essere indicate. Il turco è un tipico esempio di lingua agglutinante, come per la parola uccello “ kus ”. Per rendere la parola al plurale si aggiunge il suffisso

  • lar e poi vi sono gli altri eventuali suffissi che indicato i casi diversi dal nominativo. LINGUE ISOLANTE La lingua cinese è una lingua tonale , basata su quattro tipi differenti di toni che distinguono anche i vari lessemi. Vi è una mancanza quasi totale di marche morfologiche che indichino relazioni tra le parti del discorso: i nomi non si distinguono per caso, genere e numero; i verbi non presentano differenze di persona, di numero, di tempo, di modo, ecc. Dunque, per indicare le varie relazioni tra le parole, diventano fondamentali l’ordine delle parole stesse e alcune particelle che specificano tempo, persona e numero. LINGUE POLISINTETICHE Tali lingue lessicalizzano le informazioni grammaticali e possono assumere in un'unica parola-frase molti morfemi lessicali. In eschimese angya-ghkka-nglyug-tuq significa “egli vuole una grande barca.” Lingue flessive  arabo, egiziano, ebraico, olandese, tedesco, svedese, danese, norvegese, islandese, irlandese, gallese, bretone, polacco, ceco, slovacco, bulgaro, macedone, serbo-croato, sloveno, russo, bielorusso, ucraino, lituano, lettone, sanscrito, hindi, urdu Lingue agglutinanti  coreano, giapponese, turco, mongolo, ungherese, estone, finlandese, lingue altaiche, uraliche, caucasiche, lingue austro-asiatiche, swahili, esperanto Lingue isolanti  inglese, cinese, vietnamita, tai kadai, yoruba Lingue polisintetiche  eschimo, cherokee LEZIONE DEL 09.12.21 ^ CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA SINTATTICA

Mutamento Da SOV a SVO in inglese ma una serie di elementi implicazionali sono rimasti in corrispondenza con la struttura precedente , l’aggettivo sta prima del nome e il genitivo sassone rimane prima del nome e i composti con la testa a destra. Il mutamento avviene gradualmente. In tedesco oggi la struttura, nella frase principale , è SVO ma nella frase dipendente ha mantenuta la struttura SOV. LINGUE DEL MONDO Le principali famiglie linguistiche del mondo sono l’indoeuropea ; la famiglia sino-tibetana , composta dal cinese , con il cinese mandarino , e le lingue parlate in Tibet che rappresentano un sottogruppo; vi è la famiglia niger-kordofaniane , parlate nella zona sub sahariana e che sono collocate a sud della famiglia delle lingue afro-asiatiche , che contengono le lingue camitiche e le lingue semitiche e l’arabo con le diverse varianti; vi è poi il gruppo austronesiano che comprende le lingue parlate in Polinesia e la lingua del Madagascar come conseguenza di una migrazione; vi sono le lingue dravidiche , parlate prima dell’avvento indo-ario nella penisola indiana e vi è il tamil ; vi sono le lingue turciche che comprendono il turco , alcune lingue altaiche , il mongolo , il georgiano ; vi sono le lingue tai-kadai parlate in Thailandia, vi è il coreano e il giapponese , che sono considerate lingue isolate , che non presentano rapporti di parentela con nessun’altra lingua o gruppo linguistico. Nel sud America vi sono le lingue amerinde , con il maya , l’azteco e le altre lingue autoctone, in Europa vi sono anche le lingue uraliche , come l’ungherese , il finlandese e l’estone. Europa  Indoeuropeo¸ Basco, Uralico America  Indoeuropeo; amerindo; Eschimo Africa  Afroasiatico; Indoeuropeo; Khoisan; Niger-congo; Nilo- sahariano Asia Sinotibetano; Indoeuropeo; Afroasiatico; Altaico; Austronesiano; Caucasico; Coreano; Dravidico; Giapponese; Paleosiberiano; Thai; Vietnamita Oceania  Indoeuropeo; Australiano; Austronesiano; Papua Lingue flessive:  Lingue indo-europee  Lingue semitiche (intraflessive) Lingue agglutinanti:  le lingue uraliche  le lingue altaiche  il giapponese  il coreano  l'esperanto  il Quenya  le lingue dravidiche  lo swahili  il malay Lingue isolanti:  cinese  Yoruba  Inglese Lingue polisintetiche:

 lingue apache  cherokee  ojibwe,  kalaallisut  inuktitut (Eschimo-aleutino) LEZIONE SOSTITUTIVA DI 08.12.21 ^ MUTAMENTI LINGUISTICI MUTAMENTO FONOLOGICO Quello che succede durante il mutamento fonetico è la sostituzione di tratti fonematici di un suono con altri tratti pertinenti ad una determinata lingua. I motivi generali del mutamento sono una certa “ pigrizia ” degli organi fonatori, unita ad una tendenza verso l’integrazione in un sistema fonologico e la necessità di realizzare unità distintive inconfondibili. Il mutamento fonetico non è necessario e per ciò è imprevedibile e impredicibile. Un mutamento per essere riconosciuto necessità che più parlanti all’interno di una comunità ne condividano la articolazione. Il contesto e la premessa per la realizzazione di un mutamento fonetico è l’atto linguistico. I fonemi e gli allofoni (diverse realizzazioni concrete che un fonema ha in un morfema di cui però non cambia in significato  r moscia o meno) non vengono sempre pronunciati allo stesso modo , anche se si tende a realizzarli secondo uno standard. Nel corso del tempo è possibile che le singole realizzazioni allofoniche si allontanino dalla pronuncia standard. I TIPI DI MUTAMENTO Vi sono i mutamenti dovuti a motivi fonetici , articolatori, come quello della semplificazione, in cui segmenti complessi vengono ridotti (psicologo > sicologo oppure pisicologo). Sono intralinguistiche. Vi è il mutamento dovuto a motivazioni fonologiche , che comportano una serie di dinamiche che creano dei forti mutamenti in un sistema e che abbiamo già visto realizzate secondo uno schema nella legge di Grimm, che può essere spiegata attraverso i concetti di catena di trazione e della catena di pulsione. La catena di pulsione è dovuta alla pressione esercitata dallo spostamento di un suono, mentre la catena di trazione è innescato da una “casella vuota” che attrae un segmento attiguo nel sistema. Il mutamento della rotazione consonantica interessa non il numero dei fonemi, ma il modo di articolazione. Sono intralinguistiche. Le motivazioni esterne , socio-culturali , psicologiche sono dovute a determinate caratteristiche o varietà di altri parlanti ritenute più prestigiose e quindi vengono adottate. Infine vi sono le motivazioni dovuta alla analogia , una spinta di riformulazione verso forme più simmetriche , che pur avendo una motivazione di tipo morfologico, subiscono anche influssi dal punto di vista fonetico. Alcuni esempi di errori su costruzione analogica di bambini parlanti inglese sono le forme goed per went e foots per feet. LEGGI FONETICHE Il mutamento fonetico interessa generalmente tutte le realizzazioni di un fonema o allofono e si verifica in ogni parola o forma in cui ricorre. Ha una corrispondenza costante. Questo fenomeno fu definito dai Neogrammatici con il termine di legge fonetica, che secondo essi ricorre senza eccezioni: un suono di una lingua muta nelle medesime