


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto facile e schematico del libro Medioevo istruzioni per l'uso, di Francesco Senatore.
Tipologia: Sintesi del corso
Caricato il 01/10/2020
4.7
(3)6 documenti
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



Il soggetto studente e le insidie del nostro linguaggio. Esattamente come un individuo, anche uno stato e un popolo ci appaiono come il prodotto della complessa interazione tra il proprio patrimonio genetico e i condizionamenti degli ambienti e delle esperienze , ma questo atteggiamento mentale è assai grave alla conoscenza del passato, ovvero alla conoscenza di qualcosa di diverso dal nostro tempo. Da quasi un secolo gli storici insistono sulla totale diversità degli “ stati ” del passato rispetto a quelli attuali, tanto che alcuni negano l’esistenza stessa di qualcosa che si possa chiamare “ stato ” non soltanto nell’ età medievale , ovvero dal 476 al 1492 , ma anche nell’ età moderna , dal 1492 al 1815 , poiché lo Stato come lo conosciamo oggi, dotato di piena sovranità su un territorio ben definito nei suoi confini e di un apparato burocratico stabile, nacque solo nel corso dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. Lo “ stato ” medievale carolingio , ad esempio, era amministrato da funzionari locali, detti conti o comites , rappresentanti diretti dell’imperatore nelle circoscrizioni territoriali loro affidate, i comitatus o contee , e i suoi poteri erano riassumibili nella formula hoste, via ac placito – esercito , strada e assemblea giudiziaria. Il conte carolingio era semplicemente un guerriero, tutte le sue competenze si riassumevano nella capacità di dare ordini e farli rispettare e lo “stato” era per lui la fedeltà giurata al suo imperatore , che lo ricambiava con fiducia e benefici. L’errore di attribuire al passato caratteri del presente, allora inesistenti, è anche conosciuto come anacronismo , e per far fronte ad esso gli storici cercano di liberarsi dai limiti del nostro linguaggio utilizzando direttamente i termini del passato, senza tradurli, o sostituendo le parole più fraintese. Nonostante ciò, talvolta l’anacronismo può aiutarci a comprendere il passato, e ciò avviene secondo due modalità principali:
Qualunque sia la sua periodizzazione, è possibile affermare che il soggetto della disciplina della storia medievale che si studia nelle scuole e nelle università è la storia dell’Europa occidentale e della sua civiltà , nata dall’incontro latino-germanico e segnata dall’esperienza del cristianesimo, che ha avuto il suo centro politico nell’Impero e poi nei grandi regni del basso medioevo. La ragione principale per cui spesso ci si dedica allo studio di questa disciplina è quella di conoscere le origini delle nostre istituzioni politiche, sociali ed economiche, della nostra cultura e del nostro presente, approccio che Marc Bloch definì come idolo delle origini , ovvero l’ossessione che porta a ricercare a tutti i costi le origini dei fenomeni storici , quando invece un fenomeno del presente o del passato andrebbe analizzato e compreso prima di tutto nel suo tempo in cui si manifesta. Medievale è, in una parola, tutto ciò che è antimoderno , ma questo giudizio di valore negativo è applicato non solo a questo termine, ma anche a quelli ad esso connessi – primo fra tutti, il termine feudalesimo , oggi divenuto sinonimo di antistato e di esercizio abusivo del potere in un territorio sottratto all’autorità pubblica. L’accezione negativa del termine risale al XVIII secolo, quando fu definito feudale l’intero sistema di rapporti politico-sociali del Medioevo e dell’età moderna, caratterizzato da una certa frammentazione del potere pubblico , detenuto non soltanto dai funzionari statali ma anche dai feudatari, e dall’ esistenza nelle campagne dei diritti signorili cui erano tenuti non solo i cittadini ma spesso l’intera popolazione di un villaggio nei confronti di un signore. Più tardi, il filosofo tedesco Karl Marx riprese questa accezione definendo feudale un particolare tipo di sfruttamento sull’uomo: quello del padrone della terra nei confronti del proprio servo, legato per sempre al terreno assegnatoli e costretto a cedergli la propria forza lavoro. Bisogna inoltre esser capaci di distinguere il feudalesimo del nostro linguaggio comune, lontano erede del feudalesimo avversato da Marx, dai vari fenomeni in cui esso è stato scomposto dagli storici: vassallaggio , signoria , feudalesimo del Medioevo e dell’età moderna. Le fonti e i metodi. Spesso si dice che la storia si fa con le fonti , ovvero con tutti i resti del passato, materiali e immateriali, scritti e non scritti, prodotti intenzionalmente o risultato meccanico delle varie attività umane – leggi, lettere, monete, edifici, gioielli, tombe, ma una definizione più giusta sarebbe che la storia non si fa con le fonti, ma con la critica delle fonti. Esse sono infatti da interpretare attraverso metodi complessi, che possono essere padroneggiati soltanto dopo una specifica formazione e un apprendistato di una certa durata, e possono essere:
fatto rimasti immutati: un ordine del giorno fatto di due propositiones o punti, uno scrutinio – in questo caso segreto, e infine l’ esito della votazione. I comuni, come tutte le autorità territoriali, si autogovernavano mediante consigli come quello dei Cento, formati per elezione o sorteggio e con durata limitata nel tempo – per quanto riguarda l’organizzazione comunale di Firenze, il consiglio dei Cento era presieduto dal capitano del popolo, un ufficiale comunale che era stato introdotto nel 1250 e che divideva il suo potere con il podestà, che veniva eletto ogni anno e che era uno straniero. La lotta politica, sia a Firenze che negli altri Comuni italiani, nasceva da uno scontro tra le forze sociali e politiche che si combattevano sia con violenza fisica che con la strumentalizzazione delle istituzioni – per controllare la città si creavano nuovi organi di governo, si promulgavano leggi speciali, si perseguiva la morte civile dell’avversario, ma la via d’uscita a questa situazione maturò lentamente nel corso degli anni, portando ad una riduzione della violenza e ad una stabilità istituzionale che si raggiunse mediante il passaggio a un sistema autocratico , come nel caso della signoria di Milano, o oligarchico , come nel caso di Firenze;