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Medioevo istruzioni per l'uso. -Francesco Senatore, Sintesi del corso di Storia Medievale

Esame di storia medievale. Manuale dedicato alla metodologia della ricerca storica.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

In vendita dal 05/03/2019

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MEDIOEVO – ISTRUZIONI PER L’USO
FRANCESCO SENATORE
Cap.1 IL SOGGETTO STUDENTE E LE INSIDIE DEL NOSTRO LINGUAGGIO
1. Luoghi e popoli
L’impressione della continuità è del tutto sbagliata, e per molti motivi.
In primo luogo, quei nomi di stati e di popoli che restano “apparentemente” identici nel corso dei secoli
nascondono realtà differenti. Eppure, la forza della parola è irresistibile, e dobbiamo fare molta fatica a
pronunciare napoletano, riferendoci al ducato bizantino del IX sec, senza che nella nostra mente appaia
l’immagine della Napoli di oggi. Stati e popoli nella nostra immaginazione sono enti dotati di una propria
individualità. Tale atteggiamento mentale, è un grosso ostacolo alla conoscenza del passato, che è sempre
conoscenza di qualcosa che è diverso da noi e dal nostro tempo.
In secondo luogo, nel Medioevo sono esistiti molti stati e popoli, molte aggregazioni di stati e popoli che non
sembrano avere corrispondenze nel nostro presente. Il nostro sguardo tende a trascurare che la storia poteva
andare anche in un modo del tutto diverso.
La storia per nostra fortuna, o sfortuna, è molto più complessa. Popoli e stati sono il prodotto della storia, ma
anche i nomi dei popoli e degli stati sono un prodotto della storia: non sempre un popolo ha mantenuto lo
stesso nome. Ancora più multiformi sono i rapporti tra i popoli e i territori che occupavano, da cui molto
spesso hanno dato o hanno ricevuto il nome. Solo studiare la storia significa conoscere tutte queste vicende,
evitando le equivalenze meccaniche, anglosassone=inglese.
2. Stati e stato
Se si passa dai nomi geografici ed etnici alla definizione di “stato” o di “regno” la situazione di ambiguità
peggiora. Da quasi un secolo gli storici insistono sulla totale diversità degli “stati” del passato rispetto a
quelli attuali, alcuni arrivano anche a negare l’esistenza di qualcosa che si possa avvicinare all’idea di “stato”
non solo nell’età medievale (476-1492), ma anche nell’età moderna (1492-1815). Viene ragionato che
l’unico vero STATO esistito in Occidente è tra l’800 e i primi del ‘900, dotato di alcune caratteristiche
precise: * piena sovranità su un territorio ben definito; * monopolio della forza e del diritto; * apparato
burocratico stabile e indipendente da condizionamenti che non siano quelli della LEGGE STATALE.1
Ma questo Stato è un’entità astratta, che prescinde dagli individui che operano in suo nome. Gli stati
medievali non possono essere paragonati allo Stato ottocentesco, manifestazione di una determinata cultura
giuridica e politica. È quindi un grande errore cercare nel passato i segni anticipatori dello Stato liberale.
Cos’era lo “stato” carolingio (VIII-IX sec)?
Era amministrato da funzionari locali, i comites, rappresentanti dell’imperatore nelle circoscrizioni
territoriali a loro affidate, i comitatus. Dovendo sintetizzare i libri di testo, presentano il conte come un
funzionario pubblico cui era affidata l’amministrazione di una circoscrizione territoriale. Il conte sembra
agire in ambiti tipici del potere statale attuale, ma egli non è affatto paragonabile a un funzionario statale di
oggi né ad uno del XV secolo. Il conte carolingio era un guerriero e tutte le sue competenze si riassumevano
nella capacità di dare ordini e farli rispettare. Lo “stato” era per lui la fedeltà giurata all’imperatore, uno
“stato” fatto di persone e forza militare.
3. La psicologia dei personaggi
<<Alarico invase l’Impero Romano d’OCC per estendere il suo territorio>>
Non esiste alcun manuale di storia contenente tale affermazione, ma lo studente ricostruisce la motivazione
dell’attacco di Alarico. Un fatto del passato è spiegato con la motivazione psicologica del protagonista. Le
azioni di Alarico, CARLO MAGNO, GEORGE W BUSH sono spiegate in base a 2 presupposti impliciti:
*l’uomo è rimasto uguale nel corso dei millenni;
1 Nella seconda metà del’900 questo modello di Stato è entrato in crisi: la piena sovranità è intaccata
dall’interventismo di organizzazioni internazionali, o da potenti organizzazioni criminali. L’ordinamento
giuridico subisce interferenti da fonti del diritto esterno allo Stato.
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MEDIOEVO – ISTRUZIONI PER L’USO

FRANCESCO SENATORE

Cap.1 IL SOGGETTO STUDENTE E LE INSIDIE DEL NOSTRO LINGUAGGIO

  1. Luoghi e popoli

L’impressione della continuità è del tutto sbagliata, e per molti motivi. In primo luogo, quei nomi di stati e di popoli che restano “apparentemente” identici nel corso dei secoli nascondono realtà differenti. Eppure, la forza della parola è irresistibile, e dobbiamo fare molta fatica a pronunciare napoletano , riferendoci al ducato bizantino del IX sec, senza che nella nostra mente appaia l’immagine della Napoli di oggi. Stati e popoli nella nostra immaginazione sono enti dotati di una propria individualità. Tale atteggiamento mentale, è un grosso ostacolo alla conoscenza del passato, che è sempre conoscenza di qualcosa che è diverso da noi e dal nostro tempo. In secondo luogo, nel Medioevo sono esistiti molti stati e popoli, molte aggregazioni di stati e popoli che non sembrano avere corrispondenze nel nostro presente. Il nostro sguardo tende a trascurare che la storia poteva andare anche in un modo del tutto diverso. La storia per nostra fortuna, o sfortuna, è molto più complessa. Popoli e stati sono il prodotto della storia, ma anche i nomi dei popoli e degli stati sono un prodotto della storia: non sempre un popolo ha mantenuto lo stesso nome. Ancora più multiformi sono i rapporti tra i popoli e i territori che occupavano, da cui molto spesso hanno dato o hanno ricevuto il nome. Solo studiare la storia significa conoscere tutte queste vicende, evitando le equivalenze meccaniche, anglosassone=inglese.

  1. (^) Stati e stato Se si passa dai nomi geografici ed etnici alla definizione di “stato” o di “regno” la situazione di ambiguità peggiora. Da quasi un secolo gli storici insistono sulla totale diversità degli “stati” del passato rispetto a quelli attuali, alcuni arrivano anche a negare l’esistenza di qualcosa che si possa avvicinare all’idea di “stato” non solo nell’età medievale (476-1492), ma anche nell’età moderna (1492-1815). Viene ragionato che l’unico vero STATO esistito in Occidente è tra l’800 e i primi del ‘900, dotato di alcune caratteristiche precise: * piena sovranità su un territorio ben definito; * monopolio della forza e del diritto; * apparato burocratico stabile e indipendente da condizionamenti che non siano quelli della LEGGE STATALE. Ma questo Stato è un’entità astratta, che prescinde dagli individui che operano in suo nome. Gli stati medievali non possono essere paragonati allo Stato ottocentesco, manifestazione di una determinata cultura giuridica e politica. È quindi un grande errore cercare nel passato i segni anticipatori dello Stato liberale. Cos’era lo “stato” carolingio (VIII-IX sec)? Era amministrato da funzionari locali, i comites, rappresentanti dell’imperatore nelle circoscrizioni territoriali a loro affidate, i comitatus. Dovendo sintetizzare i libri di testo, presentano il conte come un funzionario pubblico cui era affidata l’amministrazione di una circoscrizione territoriale. Il conte sembra agire in ambiti tipici del potere statale attuale, ma egli non è affatto paragonabile a un funzionario statale di oggi né ad uno del XV secolo. Il conte carolingio era un guerriero e tutte le sue competenze si riassumevano nella capacità di dare ordini e farli rispettare. Lo “stato” era per lui la fedeltà giurata all’imperatore, uno “stato” fatto di persone e forza militare.
  2. La psicologia dei personaggi <<Alarico invase l’Impero Romano d’OCC per estendere il suo territorio>> Non esiste alcun manuale di storia contenente tale affermazione, ma lo studente ricostruisce la motivazione dell’attacco di Alarico. Un fatto del passato è spiegato con la motivazione psicologica del protagonista. Le azioni di Alarico, CARLO MAGNO, GEORGE W BUSH sono spiegate in base a 2 presupposti impliciti: *l’uomo è rimasto uguale nel corso dei millenni; 1 Nella seconda metà del’900 questo modello di Stato è entrato in crisi: la piena sovranità è intaccata dall’interventismo di organizzazioni internazionali, o da potenti organizzazioni criminali. L’ordinamento giuridico subisce interferenti da fonti del diritto esterno allo Stato.

*chi intraprende una guerra senza un giusto motivo è un malvagio. Se lo studio della storia ha un vantaggio, è quello di mostrare la complessità dell’agire umano, nel passato e nel presente: l’uomo non è rimasto uguale nel corso dei millenni. Sono cambiate la sua psicologia, la sua mentalità, sono cambiati i contesti culturali e materiali in cui esso agisce. La stessa identica forma assume significati diversi. In secondo luogo, non ha senso leggere il passato sulla base dei nostri giudizi di valore. La vita umana non ha sempre avuto il valore che ha oggi. Prima di giudicare il passato bisogna comprenderlo.

  1. L’anacronismo, compagno della ricerca storica I concetti di “stato” e “pubblico” sembrano essere un ostacolo alla comprensione del passato, si cade nell’errore dell’anacronismo.2 Per evitare le semplificazioni, gli storici hanno aggiunto alla parola stato molte aggettivazioni e specificazioni. Lo storico è costretto a servirsi di metafore, paragoni e per evitare le insidie del nostro linguaggio, lo storico usa il termine del passato come il latino curtis. Questa è la difficoltà della storia: il passato anche il più lontano è compreso e narrato con le parole e i concetti del presente. Ma l’anacronismo non è sempre un nostro nemico, a volte ci aiuta a comprendere il passato, con due modalità principali: quella dell’analogia e quella del contrasto. In conclusione, per comprendere la storia bisogna muoversi tra passato e presente, ma non che il passato spiega il presente, al contrario è il presente che spiega il passato.

CAP. 2 L’OGGETTO MEDIOEVO E LA DISCIPLINA “STORIA MEDIEVALE”

2.1 Che cos’è il Medioevo? Il medioevo è un periodo della storia europea che comincia dal 476 (anno della deposizione dell’ultimo imperatore romano d’occ), e termina nel 1492 (data della scoperta dell’America). Medioevo vuol dire età di mezzo tra l’età antica e l’età moderna. I primi ad usare i termini media tempestas furono gli umanisti italiani del XV secolo. Definizione coniata per definire il periodo di mezzo tra la loro epoca e l’antichità. La reale identificazione del Medioevo come una partecipazione della storia europea, si ebbe solo nel corso dei secoli XVI- XVIII. La definizione Medioevo fu cristallizzata solo nel Seicento grazie al tedesco Christof Keller.

2.2 La periodizzazione: problemi di ricerca e di studio Dividere in periodo vuol dire interpretare, gli storici italiani tendono a dividere il Medioevo in due periodi:

  • (^) ALTO MEDIOEVO secoli V-IX. Quello della stagnazione demografica ed economica, caratterizzato dalle sperimentazioni di nuove organizzazioni istituzionali dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente.
  • BASSO MEDIOEVO secoli XI-XV. Il periodo della crescita demografica ed economica e della nascita dei regni e altre formazioni territoriali stabili destinate ad una più lunga durata. mentre storici di altre tradizioni culturali preferiscono una tripartizione. Alto o primo Medioevo (V-Xsec); pieno o alto Medioevo (X-XIII); basso o tardo Medioevo (XIII-XV). La differenza più consistente tra alto e basso Medioevo è diversa, occuparsi dell’uno o dell’altro significa praticare due discipline diverse, perché i rispettivi studiosi dispongono di fonti diverse. (rari per l’alto e numerosi per il basso)

2.3 Periodi diversi per storie diverse Le periodizzazioni tradizionali restano, ma si può fare storia di altro, esempio dell’economia. I fenomeni economici hanno tempi diversi rispetto a quelli istituzionali. Una battaglia si può esaurire in una giornata, un’organizzazione istituzionale può durare per qualche secolo, ma le strutture economiche hanno una durata più lunga. Il dibattito sulla crisi del sistema economico romano è aperto. Pirenne riteneva che la sua fine fosse da datare nel VII secolo e che fosse imputabile all’espansione islamica. Per Pirenne, il Medioevo sarebbe iniziato nell’VIII sec. Oggi tale tesi è stata rifiutata, ma rimane aperta la questione del trapasso

2 Attribuire al passato caratteri del presente, esattamente l’opposto della storia che è scienza degli uomini nel tempo. Secondo una definizione di Marc Bloch. 3 Il MEDIOEVO è un periodo della storia europea che comincia nel 476 e finisce nel 1492. Il medioevo non fu una civiltà, un’epoca unitaria, non ebbe caratteri omogenei. Se indichiamo il Medioevo una civiltà unitaria, il Medioevo non esiste, o sono esistiti tanti medioevi.