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Pensiero di Karl Popper, Appunti di Filosofia

Sintesi sul pensiero filosofico di Popper

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 26/09/2017

francesca_zanoletti
francesca_zanoletti 🇮🇹

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Karl Raimund Popper
Vita
Nato a Vienna il 28 luglio 1902, attratto negli anni Venti dalle idee socialiste,
che poi riuterà, è ammesso, come assistente sociale, all'Istituto pedagogico di
Vienna, da cui esce abilitato nel l927. Sono anni in cui fa molte esperienze
intellettuali (musica, sica, matematica, politica) e lavora per un certo periodo
presso la clinica di consulenza per l'infanzia di Alfred Adler. Nel 1928 si laurea
in losoa con lo psicologo Karl Bühler e l'anno seguente ottiene la qualica di
insegnante di matematica e sica nelle scuole medie, dove insegnerà dal l930
al l936. Benché non fosse membro del Wiener Kreis, Popper intrattiene rapporti
con Hans Hahn, Rudolf Carnap, e Herbert Feigl, con Otto Neurath che aveva
conosciuto nel Biennio Rosso (l9l9-20), e più tardi con Kurt Gödel e Alfred
Tarski. Dopo l'occupazione nazista dell'Austria, per la sua origine ebraica,
emigra in Nuova Zelanda, dove insegna, dal l937 al l945, al Canterbury
University College di Christchurch. All'inizio del 1946 accetta il lettorato di
logica e poi di metodologia alla London School of Economics dove, nel l949,
diventa professore ordinario e successivamente capo del Dipartimento di
Filosoa. che lascia, nel 1969, non senza aver formato numerosi allievi, tra cui
Paul K. Feyerabend e Imre Lakatos che, pure, in futuro lo criticheranno senza
indulgenza. Negli anni Cinquanta Popper ha avuto numerosissimi
riconoscimenti per la sua attività di ricerca: dalla nomina a membro della Royal
Society sino all'investitura del titolo di baronetto nel 1965. È morto nel l994.
1- Popper e il neopositivismo abbiamo sono tre tesi:
1-neopositivista dissidente;
2-avversario per eccellenza del neopositivismo;
3-non lo critica e non da un’alternativa radicale, inoltre non è un’epistemologia
riconducibile al neopositivismo. Posizione intermedia, punto di passaggio
determinante verso la nuova epistemologia postpositivistica.
L’ipotesi più fondata è la terza:
1-il rapporto con il neopositivismo non può essere la chiave di lettura
privilegiata;
2-già prima della conoscenza con in Circolo di Vienna, aveva già abbozzato le
sue tesi.
Tuttavia con il neopositivismo è stato a stretto contatto e vi sono alcune
dottrine comuni:
1-battaglia per l’unità della scienza e del metodo;
2-ipotesi di un linguaggio neutrale;
3-idea della scienza come migliore condotta.
2- Popper ed Einstein l’inuenza più importante gliela ha data Einstein
grazie al padre della relatività formula i suoi problemi teorici fondamentali:
1-demarcazione tra scienza e pseudoscienza è il problema di trovare i
criteri per denire i conni tra ciò che è scienza e ciò che non lo è;
2-certezza del sapere scientico le teorie scientiche non sono verità
assolute.
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Karl Raimund Popper

Vita Nato a Vienna il 28 luglio 1902, attratto negli anni Venti dalle idee socialiste, che poi rifiuterà, è ammesso, come assistente sociale, all'Istituto pedagogico di Vienna, da cui esce abilitato nel l927. Sono anni in cui fa molte esperienze intellettuali (musica, fisica, matematica, politica) e lavora per un certo periodo presso la clinica di consulenza per l'infanzia di Alfred Adler. Nel 1928 si laurea in filosofia con lo psicologo Karl Bühler e l'anno seguente ottiene la qualifica di insegnante di matematica e fisica nelle scuole medie, dove insegnerà dal l al l936. Benché non fosse membro del Wiener Kreis, Popper intrattiene rapporti con Hans Hahn, Rudolf Carnap, e Herbert Feigl, con Otto Neurath che aveva conosciuto nel Biennio Rosso (l9l9-20), e più tardi con Kurt Gödel e Alfred Tarski. Dopo l'occupazione nazista dell'Austria, per la sua origine ebraica, emigra in Nuova Zelanda, dove insegna, dal l937 al l945, al Canterbury University College di Christchurch. All'inizio del 1946 accetta il lettorato di logica e poi di metodologia alla London School of Economics dove, nel l949, diventa professore ordinario e successivamente capo del Dipartimento di Filosofia. che lascia, nel 1969, non senza aver formato numerosi allievi, tra cui Paul K. Feyerabend e Imre Lakatos che, pure, in futuro lo criticheranno senza indulgenza. Negli anni Cinquanta Popper ha avuto numerosissimi riconoscimenti per la sua attività di ricerca: dalla nomina a membro della Royal Society sino all'investitura del titolo di baronetto nel 1965. È morto nel l994.

1- Popper e il neopositivismo → abbiamo sono tre tesi: 1-neopositivista dissidente; 2-avversario per eccellenza del neopositivismo; 3-non lo critica e non da un’alternativa radicale, inoltre non è un’epistemologia riconducibile al neopositivismo. Posizione intermedia, punto di passaggio determinante verso la nuova epistemologia postpositivistica.

L’ipotesi più fondata è la terza: 1-il rapporto con il neopositivismo non può essere la chiave di lettura privilegiata; 2-già prima della conoscenza con in Circolo di Vienna, aveva già abbozzato le sue tesi.

Tuttavia con il neopositivismo è stato a stretto contatto e vi sono alcune dottrine comuni: 1-battaglia per l’unità della scienza e del metodo; 2-ipotesi di un linguaggio neutrale; 3-idea della scienza come migliore condotta.

2- Popper ed Einstein → l’influenza più importante gliela ha data Einstein → grazie al padre della relatività formula i suoi problemi teorici fondamentali: 1-demarcazione tra scienza e pseudoscienza → è il problema di trovare i criteri per definire i confini tra ciò che è scienza e ciò che non lo è; 2-certezza del sapere scientifico → le teorie scientifiche non sono verità assolute.

Quindi Popper vuole: 1-chiarire la rivoluzione di Einstein; 2-elaborare le idee di fallibilismo e falsificabilità.

La rivoluzione epistemologica di Popper rispecchia quella in fisica di Einstein → due sono gli elementi che principalmente attinge dal fisico: 1-le teorie di Einstein erano rischiose, con delle soluzioni non facili, in vista di possibili falsificazioni; 2-le teorie scientifiche sono delle ipotesi, delle congetture.

Popper trae da Einstein i principi di fondo della sua epistemologia:

1-falsificazionismo/principio di falsificazione → una teoria è scientifica se può essere contraddetta da esperimenti adeguati → la verifica è un procedimento aperto mentre alla falsificazione (cioè alla dimostrazione di falsità) basta una sola prova negativa. Secondo questa interpretazione, il progresso scientifico avverrebbe per falsificazione (ossia confutazione) delle teorie esistenti e l’invenzione di nuove teorie, falsificabili, che ne prendono il posto. -Falsificabilità empirica → requisito che distingue le affermazioni scientifiche da quelle metafisiche → stabilisce che solo le prime permettono di prevedere una qualche situazione di fatto che, presentandosi, consentirebbe di mostrare la loro erroneità.

2-fallibilismo → concezione filosofica che nega la possibilità di ottenere una conoscenza certa, non potendo escludere l’errore.

3- Popper e la riabilitazione della filosofia → gli interessi principali del filosofo sono: 1-epistemologia 2-politca Sono connesse tra loro dal razionalismo critico , che è il fondamento del liberalismo.

L’interesse di Popper non si limita alla conoscenza scientifica, ma alla conoscenza in generale → la conoscenza scientifica è il modo più corretto per studiare la conoscenza in generale.

Contrapponendosi all’antifilosofismo di Wittengstein compie una riabilitazione della filosofia: 1-ribadisce la necessità e ineliminabilità della filosofia, 2-come esistono problemi scientifici o politici esistono problemi filosofici Rifiutando il declassamento della filosofia a pura analisi linguistica, specifica che essa ha sempre a che fare con la realtà, non con parole vuote → rivaluta i presocratici e il problema cosmologico.

6- L’asimmetria tra verificabilità e falsificabilità e teoria della “corroborazione” Dall’esperienza non si può imparare la verità di una teoria, bensì se ne può trarre la non falsità di un’ipotesi → il mondo non è il mondo delle verità, ma delle ipotesi non falsificate → Popper sostiene che le ipotesi possono essere corroborate : 1-la corroborazione è il superamento della teoria di una prova di falsificazione 2-Il fatto che una teoria abbia un più alto grado di corroborazione non significa che sia valida più di altre 3-La corroborazione può fungere da criterio di scelta tra teorie rivali. 7- Osservazioni→ il criterio di falsificabilità posto da Popper è stato molto dibattuto. 1-dal punto di vista logico la smentita di una teoria è un fatto definitivo. 2-sul piano metodologico nessuna smentita può essere considerata definitiva → il falsificazionismo deve rendere falsificabili anche alcune falsificazioni (per confermare alcuni fatti reali). 3- una teoria falsificata non viene subito espulsa → affinché questo avvenga deve esisterne una migliore.

Una teoria scientifica entra in crisi e viene sostituita non per la sua falsificazione, ma nel confronto con le rivali. In seguito a queste critiche Popper ammorbidisce un attimo la sua teoria: 1-inizialmente modello monastico basato sul confronto teoria-esperienza 2-poi pluriteorico sul confronto teorie rivali-esperienza

8- La riabilitazione della metafisica La falsificabilità non è un criterio di senso, è semplicemente un criterio di demarcazione per distinguere, all’interno di teorie significanti, quelle scientifiche e quelle non scientifiche. Per quanto riguarda la metafisica, non essendo falsificabile non è una scienza, ma non per questo è priva di senso → noi comprendiamo le tesi metafisiche ma non abbiamo gli strumenti atti a controllare la loro validità.

Vi sono interconnessioni psicologiche e storiche tra teorie metafisiche e teorie scientifiche: 1-Psicologia → la ricerca empiristica risulta impossibile senza la fede in idee metafisiche generali. 2-Storia → la metafisica è la fonte delle teorie delle scienze empiriche, in cosmologia indicarono la strada. Pur non essendo empiricamente controllabili, le metafisiche sono razionalmente criticabili, e ben lungi da ridursi a semplici espressioni emotive e soggettive

9- La critica epistemologica al marxismo e alla psicanalisi Molto più duro è l’atteggiamento nei confronti del marxismo, della psicanalisi e della psicologia individuale, evidentissimo in “Congetture e confutazioni”. La dottrina di Einstein si presenta con un potere esplicativo limitato, aperta a possibili smentite; invece marxismo e psicanalisi sono dottrine onni- esplicative che appaiono: 1-dotate di insufficiente falsificabilità;

2-dirette ad aggirare possibili smentite tramite continue ipotesi di salvataggio.

Nel marxismo alcune teorie vennero falsificate, ma i seguaci reinterpretarono sia le teorie sia le prove empiriche, per farle concordare; così salvarono la teoria, ma la resero inconfutabile(non scientifica). Analogamente per la psicanalisi, compatibile con i più disparati comportamenti umani, al punto che qualsiasi caso può fungere da conferma alle sue discordanti dottrine.

10- Inesistenza ed esistenza del metodo. Il procedimento per congetture e confutazioni Si presenta come tipico filosofo del metodo, ma la sua posizione è più articolata. Contro la tradizione empirista dice che non c’è alcun metodo per scoprire una teoria scientificale teorie sono l’esito di congetture audaci, intuizioni creative, non l’esito di procedimenti da manuale → le ipotesi hanno infinite sorgenti (fantasia-riflessione).

Distingue tra contesto della scoperta e contesto della giustificazione (fra genesi e valore delle teorie), le teorie scientifiche non hanno fonti privilegiate. Una volta trovate, le idee, vanno provate: 1-interviene il principio di falsificabilità → una teoria è scientifica solo nella misura in cui è suscettibile di venir smentita dall’esperienza; 2-crede nell’esistenza di un metodo in grado di controllare le teorie, un metodo atto a definire lo specifico procedimento razionale della scienza → metodo scientifico: problemi-teorie-critiche → questo metodo non è altro che il procedimento per congetture e confutazioni, per prova ed errore, problemi – ipotesi - prove , per rispondere ad un problema mediante un’ipotesi che deve venir sottoposta al vaglio critico dell’esperienza.

Il metodo è una sorta di prolungamento culturale dell’evoluzione, adattamento e sopravvivenza della specie → Einstein risulterebbe uguale ad un’ameba (dogmatica) in quanto entrambi hanno un atteggiamento critico e costruttivo nei confronti degli errori.

Valorizzazione epistemologica e pedagogica dell’errore: 1-imparare dai propri errori in modo sistematico. 2-se la scienza non è un episteme (sistema infallibile di verità certe), ma una doxa (insieme di congetture suscettibili di rettifica e di confutazione), l’errore fa parte integrante del sapere scientifico.

11- Rifiuto delle induzioni e teoria della mente come faro e non come recipiente

2-lo strumentalismo → le teorie scientifiche non sono altro che strumenti di previsione. 1-Contro l’essenzialismo → la scienza non può mai pervenire ad una spiegazione ultima e definitiva dei fenomeni. 2-Contro lo strumentalismo → le teorie scientifiche non sono solo strumenti di previsione o calcolo, ma enunciati descrittivi che ci informano circa la realtà e che possono essere veri o falsi.

Questo rifiuto, che si è accentuato nelle ultime opere, sta alla base della ripresa popperiana del realismo → elabora una teoria realistico-obiettistica basata sulla definizione della verità come corrispondenza fra proposizioni e fatti, così da evitare il relativismo implicito di quelle posizioni di pensiero che non distinguendo fra teorie e fatti, prive di un criterio atto a valutare la consistenza delle teorie stesse → l’ipotesi realistica ci ricorda che le nostre idee possono essere errate. In antitesi alle degenerazioni dell’epistemologia post-positivistica, sostiene che le teorie scientifiche (costrutti della nostra mente) debbano poter cozzare contro la realtà → da ciò la possibilità di dichiararle vere o false.

La teoria della verità come corrispondenza = distinzione realistica tra fatti e teoria, fa si che si possa dire se la teoria sia vera o falsa → ci permette di parlare di una realtà diversa dalla teoria (fondamentale per il realista). Il realismo non è né dimostrabile né confutabile; del resto non gli è stata ancora opposta un’alternativa valida → un aspetto dell’oggetivismo e del realismo dell’ultimo Popper è la teoria dei tre mondi: 1-Mondo 1 → mondo delle cose, degli oggetti fisici, dei fatti naturali; 2-Mondo 2 → mondo delle esperienze soggettive, degli stati di coscienza, dei pensieri; 3-Mondo 3 → mondo costituito dai contenuti del nostro pensiero, le teorie che sono oggettive e reali → Platonismo di Popper, indipendente sia dal mondo che dal tempo, ciò è impossibile.

14- Mente e corpo. Nuvole e orologi In “L’io e il suo cervello” affronta il problema dei rapporti fra mente e corpo , lo considera il più difficile della filosofia e si rifiuta di risolvere in chiave materialistica o monistica. L’auto coscienza umana è una delle cose più straordinarie e strabilianti → una teoria della non esistenza della coscienza sta sullo stesso piano di una teoria della non esistenza della materia. Rifacendosi al dualismo di Cartesio, prende in considerazione un dualismo fra due tipi di eventi interagenti → Dualismo interazionistico → è basato sull’ipotesi secondo cui mente e corpo risultano in un rapporto di azione reciproca, infatti interagiscono tra loro.

Interviene sulla disputa tra deterministi e indeterministici: 1-parla di nuvole → sistemi fisici irregolari , disordinati e più o meno imprevedibili; 2-parla di orologi → sistemi fisici regolari , ordinati e altamente prevedibili.

Newton → prevale la legge determinista secondo cui tutte le nuvole sono orologi → crollo della fisica classica, teoria dei quanti → prevalse la legge indeterministica secondo cui tutti gli orologi sono nuvole.

L’indeterminismo risulta fondamentale per ogni dottrina della libertà in quanto il determinismo non lascia spazio alla creatività. Ciò di cui abbiamo bisogno per comprendere il comportamento umano razionale e di una natura intermedia tra il caso perfetto e il determinismo perfetto, tra nuvole e orologi.

La libertà → risiede nel controllo plastico del comportamento tramite i principi della razionalità critica → per Popper sono considerati liberi quei sistemi organici complessi come gli esseri umani → è libero chi controlla i risultati dei sui tentativi casuali, imparando dagli errori, in più mira a trovare le falle delle sue provvisorie soluzioni.