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piccolo elaborato sul samkhya, Schemi e mappe concettuali di Filosofia Indiana

corto elaborato sul samkhya indiano

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 30/03/2023

heloise-odasso
heloise-odasso 🇮🇹

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SISTEMA SAMKHYA, CARATTERISTICHE GENERALI.
Il Samkhya è una delle sei scuole filosofiche appartenenti alla corrente filosofica
bramanica.
E’ ritenuto uno dei darsana più antichi, infatti, sono state ritrovate delle tracce in
quello che viene comunemente chiamato “proto-Samkhya”, nelle Upanishad più
antiche e nella Mahabharata (specialmente nella Bhagavad Gita).
Lo scopo di questa dottrina è liberarsi dal dolore utilizzando un mezzo che proviene
dalla conoscenza discriminativa del manifesto, immanifesto e conoscitore.
Il Samkhya è dualista, la realtà si suddivide in due principi reali, eterni ed opposti:
purusa: è la coscienza pura, consapevole di non conoscere l’oggetto, ma si
rende conto della propria esistenza grazie al potere di coscienza.
prakrti: è la natura, attività pura ma incosciente.
Purusa e prakrti insieme si trovano nella condizione di dolore, solo riuscendo a
isolare il purusa si può raggiungere la condizione di non dolore.
Per raggiungere la condizione di non dolore, la prakrti passa dallo stato immanifesto
allo stato manifesto dispiegandosi, il dispiegamento rende possibile l’isolamento del
purusa e quindi raggiungere la condizione di non dolore.
Come avviene questo procedimento?
L’attività della prakrti è dovuta al movimento dei tre guna:
1. sattva, bianco-luminoso-tranquillo
2. rajas, rosso-eccitato-dinamico
3. tamas, oscuro-inerte-errore
Il movimento della prakrti passa dallo stato immanifesto a quello manifesto grazie al
buddhi, l’intelletto, fondamentale per la liberazione.
Come può il buddhi che è un derivato della prakrti essere dotato di intelligenza e
conoscenza quando quest’ultima non è dotata di coscienza? e come può il purusa
che è inattivo accogliere il buddhi?
Il pensatori del Samkhya ci spiegano attraverso la teoria del riflesso che l'intelletto è
un’azione senza consapevolezza che però risulta consapevole.
Senza la presenza del purusa i tre guna rimarrebbero in una condizione di equilibrio
inattivo, quindi, senza il purusa la prakrti sarebbe inattiva.
Il processo creativo avviene grazie all’associazione di questi due principi.
L’esempio della danzatrice (prakrti) e dello spettatore (purusa) spiega come il
rapporto tra purusa, prakrti e buddhi sia fondamentale per il processo di liberazione.
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SISTEMA SAMKHYA, CARATTERISTICHE GENERALI.

Il Samkhya è una delle sei scuole filosofiche appartenenti alla corrente filosofica bramanica. E’ ritenuto uno dei darsana più antichi, infatti, sono state ritrovate delle tracce in quello che viene comunemente chiamato “proto-Samkhya”, nelle Upanishad più antiche e nella Mahabharata (specialmente nella Bhagavad Gita). Lo scopo di questa dottrina è liberarsi dal dolore utilizzando un mezzo che proviene dalla conoscenza discriminativa del manifesto, immanifesto e conoscitore. Il Samkhya è dualista, la realtà si suddivide in due principi reali, eterni ed opposti: ● purusa : è la coscienza pura, consapevole di non conoscere l’oggetto, ma si rende conto della propria esistenza grazie al potere di coscienza. ● prakrti : è la natura, attività pura ma incosciente. Purusa e prakrti insieme si trovano nella condizione di dolore, solo riuscendo a isolare il purusa si può raggiungere la condizione di non dolore. Per raggiungere la condizione di non dolore, la prakrti passa dallo stato immanifesto allo stato manifesto dispiegandosi, il dispiegamento rende possibile l’isolamento del purusa e quindi raggiungere la condizione di non dolore. Come avviene questo procedimento? L’attività della prakrti è dovuta al movimento dei tre guna:

  1. sattva, bianco-luminoso-tranquillo
  2. rajas, rosso-eccitato-dinamico
  3. tamas, oscuro-inerte-errore Il movimento della prakrti passa dallo stato immanifesto a quello manifesto grazie al buddhi, l’intelletto, fondamentale per la liberazione. Come può il buddhi che è un derivato della prakrti essere dotato di intelligenza e conoscenza quando quest’ultima non è dotata di coscienza? e come può il purusa che è inattivo accogliere il buddhi? Il pensatori del Samkhya ci spiegano attraverso la teoria del riflesso che l'intelletto è un’azione senza consapevolezza che però risulta consapevole. Senza la presenza del purusa i tre guna rimarrebbero in una condizione di equilibrio inattivo, quindi, senza il purusa la prakrti sarebbe inattiva. Il processo creativo avviene grazie all’associazione di questi due principi. L’esempio della danzatrice (prakrti) e dello spettatore (purusa) spiega come il rapporto tra purusa, prakrti e buddhi sia fondamentale per il processo di liberazione.

La danza che la prakrti compie è a favore del purusa, l’atto conclusivo di questa danza si ha quando la danzatrice sa di essere vista dallo spettatore ovvero quando il buddhi conosce la differenza tra immanifesto, manifesto e conoscitore. Solo in quel momento la prakrti cessa la sua attività e il purusa raggiunge l’isolamento. Bibliografia:

  • Bori, P.C. / Marchignoli, S., Per un percorso etico tra culture , Roma 2004
  • Marchignoli, S., L'India filosofica: un percorso tra temi e problemi del pensiero indiano, Bologna 2005.
  • I.K Taimni, La science du yoga , Paris 2002.