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La biografia della filosofa politica Anna Arendt, costretta a fuggire a causa della sua origine ebraica e diventata una figura di spicco negli Stati Uniti. L'opera principale di Arendt, 'Le origini del totalitarismo', viene analizzata in dettaglio, con particolare attenzione alle tre parti in cui è divisa: antisemitismo, imperialismo e totalitarismo. inoltre una panoramica storica sulle cause che hanno portato alla Shoah e sulle dinamiche sociali ed economiche dell'Europa del XX secolo.
Tipologia: Appunti
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BIOGRAFIA Filosofa politica costretta a fuggire perché ebrea, va negli Stati Uniti dove diventa una filosofa di spicco. Muore nel 1985. Fa parte dei filosofi che hanno attraversato il 900. Si occupa della questione del rischio di perdita di identità. " LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO ”: opera che la rende famosa. Nel 1961 quando si apre il processo a Hickman, si reca a Gerusalemme come inviata del New Yorker. Divenuta cittadina americana tiene conferenze fino alla morte. È una pensatrice politica, tutta la sua riflessione è di stampo politico, è una riflessione che parte dal totalitarismo nazista per poi proseguire trovando delle caratteristiche positive nell’agire umano e della vita dell’uomo, parte da una condizione di negatività e il suo obiettivo è quello di comprendere come sia stato possibile nella metà del 900 realizzare un tale genocidio, cerca di comprendere e lo fa anzitempo. La giornata della memoria è un’istituzione recente, è stata fatta nel 2000, infatti una volta finita la seconda guerra mondiale si è voluto dimenticare, tante questioni erano state lasciate in disparte, c’era un sentimento di rinascita, ricostruzione, ripartenza, si voleva costruire un nuovo percorso, una nuova vita, anche per i sopravvissuti era troppo fresca la ferita che avevano subito cercavano in ogni modo di dimenticare il vissuto, i sopravvissuti iniziano più tardi a portare la loro testimonianza alla popolazione civile e nelle scuole, inizialmente la ferita era troppo fresca affinché si potesse spiegare il vissuto. Anna Arendt è una delle prime che si assume la responsabilità di raccontare un fatto tale come quello della Shoah. LE ORIGINI DEL TOTALITARMISMO 1951 10 condannati, 3 uccisi di cui uno si suicida e 7 puniti. L’opera si divide in 3 parti strettamente collegate:
in un’Europa caratterizzata dagli stati nazionali. Quando a fine 800 si afferma l’imperialismo, i vari stati nazionali entrano in competizione tra loro, ogni stato vuole costruire un impero che vada al di là dei confini nazionali e questo comporta un cambiamento per gli ebrei che non hanno più una funzione diplomatica, il loro ruolo scompare e gli ebrei anziché unirsi e creare un’alleanza tra loro, si dividono in sottogruppi determinando una loro debolezza e fragilità, invece che far fronte comune si dividono in sottogruppi. C’è poi un’ulteriore svolta, con il nazismo i pregiudizi assumono argomenti politici. Il nazismo fa dei pregiudizi contro gli ebrei e dell’antisemitismo un elemento distintivo della loro politica. Gli ebrei vengono identificati come razza da Hitler e non come popolo e, come razza, istituisce contro di loro delle leggi razziali. IMPERIALISMO Seconda parte dell’opera. Tra la fine dell’800 inizi 900, l’imperialismo diventa una questione diffusa tra le varie vedute europee e i vari stati fanno sfoggio delle loro conquiste. Tutto questo avviene anche grazie all’affermazione di una nuova classe sociale: BORGHESIA che cerca di soppiantare in tutto e per tutto l’aristocrazia, non solo a livello economico, ma anche a livello politico richiedendo dei riconoscimenti di stato. In Europa, inoltre, si diffondono i PANMOVIMENTI , movimenti nei quali si radicano e si diffondono delle organizzazioni che offrono alla popolazione un riferimento sicuro da un punto di vista ideologico e culturale, questi movimenti costruiscono il nemico attraverso la teoria del CAPRO ESPIATORIO, si cerca un nemico comune sul quale far convergere le proprie paure. Organizzazioni da cui prende origine anche il nazismo che ha come obbiettivo quello di compattare la popolazione creando un nemico comune sul quale far convergere le proprie accuse: EBREI. Uno dei capi di accusa più frequente: EBREI, DONNE , sempre le parti più deboli e indifese della società. Gli ebrei al posto di unificarsi si sono divisi in sottogruppi, rappresentano il capro espiatorio facile, non fanno fronte comune alle loro persecuzioni, oltre al capro espiatorio è nata la politica di Hitler espressa nel main kampf: epurare la razza ariana togliendo le contaminazioni presenti. Questo processo di affermazione della classe media, unita alla volontà di creare il capro espiatorio si acuisce in Germania che era stata ingiustamente trattata dopo il I conflitto mondiale con il diktat. Oltretutto in Germania abbiamo una classe media che vuole distinguersi, l’aristocrazia faceva leva sul proprio sangue mentre la borghesia fa leva sulle capacità che ha, sulla forza, sulla personalità e sulla genialità dei suoi esponenti che avrebbero a buon diritto la possibilità e il dovere di emergere. La classe media non si basa sul diritto di sangue ma sull’idea di una personalità più forte e innata che aveva il diritto di affermarsi sulle altre questo ha portato il popolo tedesco a volersi affermare sugli altri
IL FASCISMO Nel fascismo sopravvivono due istituzioni che non vengono cancellate:
In America negli anni 50 nasce una fortissima reazione nei confronti del comunismo, i comunisti sul territorio americano dovevano essere cercati e stanati, avevano una visione del comunismo e dei comunisti come il nemico principale, questo influisce nelle relazioni internazionali. Fino al 38 Anna Arendt non considera il fascismo come totalitarismo, nel 38 il fascismo diventa un totalitarismo con la firma delle leggi razziali, secondo la Arendt, ma Emilio Gentile dice che la filosofa ha una visione lontana del fascismo perché lo ha studiato in modo meno approfondito. Che il fascismo sia un totalitarismo lo si vede sin dalla marcia su Roma quando Mussolini che viene insignito con il titolo di capo di governo, si presenta con l’uniforme militare nonostante non fosse tale. VITA ACTIVA LA CONDIZIONE UMANA 1958 Anna Arendt dopo aver analizzato gli aspetti negativi della vita dell’uomo cerca di comprendere gli aspetti dell’uomo in quanto tale per consolidare gli aspetti di umanità che avrebbero impedito di realizzare nuovamente dei regimi totalitari come quelli che si erano realizzati nel passato. Viene rivalutato l’agire sociale e l’agire politico con la conseguente capacità di realizzare un progetto comune e di mettersi al servizio di questo progetto in modo da uscire dall’individualità e realizzare qualcosa che potesse sopravvivere alla caducità dell’essere umano. Cerca di capire cosa conferisce identità all’essere umano e su cosa possa basarsi l’uomo per riscattare la sua umanità che durante i totalitarismi è stata dimenticata. Analizza 3 forme principali dell’agire umano:
molteplici possibilità che la vita ci offre, sottolinea le potenzialità umane quando gli uomini iniziano il loro percorso: IMPORTANTE E ORIGINALE. Anna Arendt insiste nel sottolineare il valore della parola perché sì l’agire è importante, al progetto deve seguire l’azione ma questi progetti devono essere tramandati, è importante il racconto, la narrazione, le idealità che hanno determinato un grande progetto, sottolinea che tramandare anche il vissuto delle persone, le emozioni, gli stati d’animo, l’idealità che hanno animato le persone in un determinato periodo storico, è fondamentale. AZIONE E PAROLA, AZIONE E DISCORSO sono strettamente correlate, uno ha bisogno dell’altro, non possono essere scissi, una volta che l’azione è stata esplicata, c’è bisogno del discorso per poter comunicare i contenuti, anche i contenuti devono essere conservati. Cosa significa la politica? Agire mettendosi anche al servizio degli altri: modo per superare la tirannia, durante i totalitarismi le persone sono strumentalizzate, che cosa ha fatto emergere la condizione degli esseri umani da suddito a cittadino? Suddito = soggiacere agli altri. CITTADINO = CIVES = partecipante della civiltà. Il fatto che non ci sia una legge scritta che definisce la condizione di ciascuno, il fatto che i rapporti sono personali, era il feudatario che decideva che compiti assegnare ai suoi sottoposti, erano consuetudinari, quando si passa alla legge scritta, la legge diventa uguale per tutti e non può essere modificata ma il passaggio alla democrazia si ha quando i diritti sono acquisiti dall’intera popolazione. L’epoca dei comuni rappresenta un grande passo avanti nella conquista dei diritti, quando parliamo di popolo, oggi intendiamo tutti, non sono esclusi gli schiavi o le donne, questa è la nostra situazione, in altri paesi è diverso. La cosa che sconcerta Anna Arendt è come siano potute accadere certe cose in pieno 900 quando l’idea del diritto, quando ormai la cultura era avanzata. La società è stata automizzata e divisa in parti più piccole tutte dipendenti, non hanno potuto agire. Il rischio della società è che l’uomo esaurisca la sua vita nella sfera privata, la sfera pubblica è stata progressivamente abbandonata. Bauman dice che nella società di oggi ciascuno si comporta come fossimo in un camping, viviamo nella società come se non ci appartenesse. Ma Anna Arendt dice che non è questo che fa della società una vera comunità. Gli uomini dovrebbero riscoprire due cose correlate tra loro:
Anna Arendt viene mandata come giornalista a Gerusalemme al processo di un militare che organizzava lo smistamento e quindi la morte degli ebrei. Nel 1946 viene fatto il PROCESSO DI NORIMBERGA, città delle parate di Hitler, per risarcire la fama negativa che Hitler aveva dato alla città, il processo contro i nazisti viene fatto qua. Gli imputati vengono mandati a morte 1 si suicida. Viene introdotto un nuovo capo di imputazione: CRIMINI CONTRO L’UMANITA’. Uno riesce a fuggire, si nasconde a lungo e poi viene trovato PROCESSO A GERUSALEMME. L’opera e gli articoli che scrive suscitano molto scandalo, riceve lettere minatorie e per un certo periodo vive lontano dalla sua casa, il clima che si respira è pesante. Rimane stupita quando arriva a Gerusalemme, quando vede l’imputato, questo è un uomo normale, apparentemente insignificante, quasi timido e debole, non si aspettava di trovare un uomo così normale e si interroga su come un uomo così l abbia potuto commettere degli atti così efferati, il male, anche quello più profondo e turpe è un male che chiunque potrebbe commettere qualora dimenticasse la propria capacità critica. L’unica cosa che ci salva dall’essere uomini che compiono il male: RAZIONALITÀ: ci mette di fronte agli atti che commettiamo e ci deve permettere di commentarli. Questo non è stato fatto durante il nazismo. Se fino a un certo punto il valore era: NON UCCIDERE, durante il nazismo si uccide per la scelta di un progetto: AFFERMAZIONE RAZZA ARIANA che prevedeva l’uccisione di altre persone. Gli imputati dicono CHE SONO INCOLPEVOLI, non hanno colpa, hanno solo eseguito e obbedito a ordini che arrivavano dall’alto e che non potevano essere imputati, si dichiarano innocenti. Durante il nazismo quindi, uomini apparentemente normali sono stati trasformati in esseri mostruosi perché hanno rifiutato la razionalità obbedendo a qualsiasi ordine. Questo ha fatto il gioco di coloro che comandavano e ha consentito di manipolare le masse, non solo coloro che potevano dare ordini manipolavano ma anche le persone comuni si giravano: INDIFFERENZA: ARMA FONDAMENTALE. 7-05- L’originalità della Arendt consiste nell’aver analizzato il fenomeno non appena questo è avvenuto, rappresenta una voce fuori dal coro, pone l’accento non sulla caducità della vita e sulla morte ma sul valore che gli uomini hanno, aspetto molto significativo, fin dall’inizio della vita bisogna cercare di porre le basi per creare una nuova consapevolezza nell’essere umano, bisogna rifondare l’umanità e partire dagli elementi distintivi: ragione dell’agire politico che travalichi il valore dell’individuo e che assuma il valore di una collettività, per Anna Arendt questo è di fondamentale importanza.