







































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
2018-2019 Induismo: visnu, siva etc
Tipologia: Appunti
1 / 47
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!








































Filosofie e religioni dell’India Programma: scuole dei fedeli di Shiva, yoga medievale barocco carattere storico-religioso. Manuale pagine segnate sulla pagina (comprare in Roero di Cortanze) 40% esame: argomento a scelta + domande 17- Radici della visione del mondo che stanno nel corpus che si chiama Veda , termine sanscrito (che significa scienza-conoscenza , “ciò che è stato appreso direttamente”, “ciò che è stato visto”, in maniera immediata); è un corpus di insegnamenti imprescindibili per capire la civiltà indiana classica, insegnamenti che costituiscono la base della filosofia indiana. Il veda è stato ascoltato da dei veggenti che hanno dato origine a diverse scuole di trasmissione. Il veda è più antico 1500 prima della nostra era. La lingua è prima più antica e poi ha una fase più recente. Imprescindibile per la civiltà indiana, forma di diritto, di filosofia, massima fonte di conoscenze come la grammatica, l’architettura e medicina; 4 raccolte che si articolano 4 collezioni di inni
1. Rgveda: la prima raccolta è una raccolta di inni in lode a varie divinità : scienza delle strofe. Questi inni sono in onore di varie divinità dio del fuoco, dio del vento, degli dei. Ci sono 3 parametri fondamentali: a. Divinità a cui è destinato b. Il saggio forse mitico che l’ha scritto c. Il clan cui appartiene il saggio. Esempio della metrica indiana, e contengono delle tracce di miti riguardo le divinità, miti di fondazione di città, costumi, etc. tracce perché contengono solo degli accenni, queste storie si danno per conosciute (una sorta di canovacci), il compositore dà per scontato che il lettore conosca le storie. Non abbiamo la struttura completa dei miti vedici, tutto ciò che sappiamo è contenuto nei veda perché il canovaccio era orale. 2. Samaveda (mette in musica gli inni del Rgveda) Raccolta di melodie cantate, nel S entrano dei materiali che sono già conosciuti, di risulta, ed è importantissima perché contiene la prima notazione musicale (anche loro ettatonica do re mi fa sol la si) 3. Yajurveda. Si definisce raccolta delle formule di sacrificio. Sono delle invocazioni che possono essere anche molto stringate e telegrafiche che vengono eseguite durante gli atti rituali. Contiene altre informazioni, contiene del materiale che è molto vicino a diventare del materiale filosofico, una sorta di protofilosofia. Queste 3 raccolte si chiamano Plaividia, triplice conoscenza. Sono un insieme di nozioni che sono considerate solidali. Questi insegnamenti vengono trasmessi esclusivamente per via orale , i manoscritti sono 11 sec prima della nostra era sono trasmessi per due motivi: a. motivo ambientale: clima monsonico fa troppo caldo e tutto il materiale deperisce. b. motivo culturale: non si vuole mettere scritto, si considera pericoloso metterlo per iscritto. 4. raccolta: Atharvaveda: formule di incantesimo, ergo formule magiche di tipologia bianca (per recare beneficio) e nera (per recare danno), sono
contenute anche invocazioni per risvolti medici. Si tratta di pratiche che hanno un interesse immediato ed egoistico. Si riferiscono ai riti minori quotidiani senza ricorrere ai sacerdoti e al denaro. A queste raccolte sono associati altri 3 livelli dell’insegnamento (o livelli di interpretazione): a. brahmana → testi sacerdotali b. testi silvestri → aranyaka c. testi iniziatici → upanisad a. Omofono che indica anche i sacerdoti dell’India antica. I brahmani puliscono il dato grezzo, praticamente è l’ermeneutica; sono testi esoterici in posa, non sono trattati dottrinali. Colmano lacune e completano discorsi lasciati interrotti dalle raccolte, viene analizzato nei suoi singoli componenti. b. Cerca di spiegare il perché del mito, opera già iniziata nei brahmani. Sono riservati perché non possono essere impartiti nel villaggio ma recarsi in una foresta e nella natura. c. Questo insegnamento viene ulteriormente rarefatto, sono la parte finale del corpus vedico, perché sono quelli ancora più riservati, dal punto di vista linguistica, è un corpus plurilingue. Contengono insegnamenti dove conta il significato della prassi rituale. Qui si consuma l’uccisione del sacrificio, il sacrificio conta per il suo significato simbolico. Caratteristiche principali: capacità di rivelare relazioni segrete tra i diversi piani del micro e del macro cosmo. Rendono visibile ciò che è invisibile. Hanno necessità di rendere esplicite i legami segreti tra atti rituali e forze naturali e spiegare in modo efficiente l’efficacia del sacrificio attraverso equivalenze di carattere simbolico. Scopo: insegnano le vie della salvezza. L’upanisad insegna un’equivalenza tra brahman e atman , che è evidente solo quando viene scoperta perché prima di essere appresa è invisibile. Brahman: principio macrocosmico al di là del tempo e dello spazio, forza cosmica che regge il mondo ma non ha bisogno del mondo per essere ciò, nei periodi in cui il mondo è quiescente il brahman esiste e sarà il seme da cui nascerà il mondo., il suo attributo principale è la beatitudine. Atman: principio cosciente individuale che costituisce l’essenza profonda di ciascuno di noi. È causa del pensiero ma non oggetto del pensiero, non è definibile tramite parole. L’equivalenza Brahman – Atman è qualificabile con Isvara → Signore, viene insegnata attraverso pratiche di meditazione codificate, e siamo così liberi dall’ Avidya (ignornza primordiale): essa ci tiene imprigionati nel ciclo> vita – morte – rinascita. L’individuo liberato è colui che non vede più distinzioni tra il proprio atman e il proprio brahman. La caratteristica del brahman atman è l’ ineffabilità il fatto che non può essere proferito a parole, L’unico modo per veicolare questo insegnamento è il silenzio che è denso di significato. Lingua vedica e sanscrito: I veda sono la lingua in cui sono scritti i veda, dai brahman i poi comincia a cambiare in sanscrito, dopo sanscrito epico e poi sanscrito classico. Tra il veda e il sanscrito sono la stessa lingua. Vedico con lingua ma senza grammatica, i verbi si comportano come vogliono, particelle che girano, il sanscrito invece le fissa, è una lingua molto grammaticalizzata regolarizzata
2. Ottenere di andare in cielo come dio ed essere venerato (idra) NB. gli dei non sudano, la ghirlanda non avvizzisce e camminano ad un palmo da terra. Il fulcro del sacrificio è l ’idea di trasferibilità. Ci sono più livelli di “trasferibilità”. Il committente è il primo oggetto di trasferimento perché il primo sacrificio sarebbe il sacrificio di se’. Due motivi per cui non si può fare: quello nobile ideale è che se uno sale sul fuoco sacrificale lo scambia per la pira e hanno due fuochi completamente diversi e li mischierebbe, in più il suicidio non è nemmeno una bella idea, in sostanza non è ben visto. In più, se sacrifica se’ stesso non può più pagare. Si individua quindi una vittima sacrificale, una vittima sostitutiva : toro cavallo montone: è una vittima di secondo grado perché dovrebbe esserci il committente. 18- 4 tipologie di trasferimento: 1° trasferimento : individuazione di una vittima sostitutiva che sostituisce il committente in modo che egli possa salvaguardare la sua vita. Serie di problemi di carattere etico che faranno così che nel corso del tempo questa prassi che prevede il sacrificio di vittime di naturali sarà elucubrata, daranno via ad altri ordini monastici jianismo (intorno al 6 sec) e buddhismo : movimenti di contrasto al clero monastico, all’inizio senza una guida riconosciuta/ anarchici che piano piano si irrigidiscono ma poi daranno vita ad altri ordini monastici. Il fine della prassi sacrificale è un fine di per se’ auspicabile ma non si vede il motivo per cui si debbano adottare dei mezzi bruti, perché sacrificare una vita animale per ottenere qualcosa? Ad un certo punto la prassi vedica ne esce profondamente trasformata: Tecniche di eufemismo e di sostituzione: la prima fa la differenza rispetto “omicidio” e “sacrificio” per addolcire la crudezza della pratica sacrificale per renderla sopportabile, inoltre alla vittima viene estorto un consenso. L’altra invece di bruciare nel fuoco un animale si brucia un fantoccio fatto con steli di erbe che tagliano, qst pratica incontra molto favore perché segue la pratica del sacrificio senza evitare la strage dell’animale. Qst tecniche si sono sviluppate nel corso del tempo, una delle più recenti, è un rito attraverso cui si costruisce un altare del fuoco; sotto all’altare si dovrebbero seppellire testi di animali e anche una testa d’uomo: 1975 ultima, hanno messo delle teste di terracotta. 2° trasferimento: il secondo tipo di trasferimento non riguarda più una sostanza tangibile, ma riguarda una sostanza intangibile cioè il beneficio morale. Il merito delle pratiche sacrificali sono trasferiti dai sacerdoti al committente che si limita a dare i mezzi. I sacerdoti officianti compiono determinati azioni, chi canta canti, etc, ce n’è uno che rimane in disparte e interviene solo se viene compiuta una trasgressione: sospende il sacrificio (che viene inteso come un essere vivente) perché si dice che il sacrificio si è
ammalato, bisogna risanare l’errore compiuto con un rito di espiazioni e poi si può riprendere. Prima dell’inizio del sacrificio pronunciano il contratto sacrificale “Noi sacerdoti rinunciamo ai frutti dell’azione che compiamo nel sacrificio” che andranno al committente I sacerdoti prendono qualche tipo di ricchezza e in cambio offrono servigi. In origine viene concepito come scambio di ricchezze ma non denaro (mucche o bovini), nel corso del tempo si trasforma (darshinà): Maestro che dà istruzione al discepolo (vitto alloggio etc) e finito di istruire il maestro può chiedere o può ottenere qualcosa in cambio che va da una ghirlanda o kg di oro. Legge del karman: ci sono azioni che sono suscettibili di generare un merito o generare delle colpe. 3° trasferimento : il sacrificatore-officiante rinuncia al frutto del sacrificio in favore della dinità. “questo non è per me, ma per te o Adni” by il sacerdote, nel momento in cui versa qualcosa sul fuoco e dice questo rinuncia lui stesso ai benefici e anche il committente ci rinuncia ma va a favore del dio, c ontribuisce a far tenere in piedi il cosmo. Significa che senza la continua pratica del sacrificio il mondo non sta in piedi. Il sacrificio è diventato l’attività pi importante per tenere in armonia il mondo. Da qui un comandamento dell’induismo “la legge viene protetta se noi la proteggiamo” 4° trasferimento: il sacrificio viene totalmente interiorizzato ; ad un certo punto sparirà tutto, il sacrificio e il fuoco sacrificale, torniamo alle origini (il sacrificio migliore è il sacrificio di se’) non è più utile utilizzare cose concrete, tutto può aver luogo nell’interiorità. Il sacrificio diventerà offrire i semi dell’ignoranza e bruciarli nel fuoco della conoscenza, impedire che questa ignoranza fruttifichi. Differenza importante tra coscienza e memoria. Sono tornata al sacrificio di me ma è totalmente interiorizzato. Il committente non è più tale e i sacerdoti inutili → tagliati fuori. Qst tipo di speculazione (l’interiorizzazione del sacrificio) fiorisce soprattutto nell’ upanisad. Samsara/ trasmigrazione= periodica alternanza di cicli di manifestazione e dissoluzione dell’essere umano e del mondo. E’ un processo senza fine che viene interrotto attraverso tecniche che mirano alla salvezza → liberazione dal ciclo delle rinascite: perciò il soggetto non rinasce più, si fonde con un atman universale o si unisce ad una divinità personale. Upaniad sono tante cose: tante possibili traduzioni Indica un metodo di insegnamento di verità esoteriche apprese in privato e sotto il vincolo segreto, il suo insegnamento è riservato ai membri maschili delle prime 3 classi della piramide sociale. Speculazioni o punta di diamante alla base dell’ortodossia brahamanica, molto aderente al sistema di valori sacerdotali ma allo stesso tempo hanno recepito le critiche le hanno interiorizzate e tirano una visione sacerdotale che è molto profonda. La filosofia indiana non la si può dividere in compartimenti le varie correnti si sono via via influenzate. Il pensiero vedico non è stato soppiantato dall’induismo. Ci sono sacerdoti che compiono riti secondo le trascrizioni vediche, sono considerati molto venerabili e un po’ pazzerelli, il nuovo si stratifica sul vecchio. Upanisad sono difficli da inquadrare cronologicamente:
Vishnu, Shiva e Devi. Erano divinità poco importanti nei veda, poi assumono via via maggiore importanza fino a diventare delle divinità supreme (volgarizzazione degli dei), sia Indra che Prajapati vengono via via degradati. Indra da re degli dei viene degradato a seduttore di ninfe celesti o donne terreni, Prajapati diventa da progenitore del mondo a un demiurgo di rango inferiore di nome Brahnmà cui viene delegato il compito di creare il mondo materiale, anche lui soggetto a crisi di lussuria. Prajapati smembrato a cui dà vita al mondo (ricorda il sacrificio) Renus ha inventato il termine parentela reversibile per indicare il figlio che genera il padre. (Mago merlino e Maga magò ricorda) Mito alternativo: dà al mondo una figlia ma poi ci si vuole unire, essa fugge e si trasforma in molteplici forme (vedi sopra) poi arriva un arciere e lo trafigge Ubra il cui nome significa ”colui che piange”. Vengono viste anche come costellazioni, la cintura di Orione è la fuga e l’arciere è il sagittario. Ubra poi nell’induismo diventerà Shiva ( a cui cercano di fare un nome benevolo e di buon auspicio, perché il nome in realtà era cattivo, è un modo per per ingraziarselo) 19-09- Oggi introduciamo i sistemi di valori che reggono la società indiana classica dal punto di vista Morale, Sociale e in alcuni aspetti anche Politico; riallacciandoci al termine di CASTA iniziamo a parlare della gerarchizzazione sociale, cosi come viene codificata in alcuni testi dell’induismo → la traduzione di Manu. La parola casta non viene utilizzata volentieri perché è un termine portoghese e fortemente ambiguo che in origine fa riferimento all’ allevamento di cavalli; è pienamente entrato nel lessico indiano attraverso l’inglese. La costituzione indiana è la costituzione più lunga esistente. Varna e Jati sono le due categorie sulle quali ci soffermiamo; Varna vuol dire colore , e ce ne sono 4 → indica dei gruppi sociali chiusi e ognuno è legato ad un colore e ad uno scopo sociale. La struttura è rigidamente gerarchica e piramidale.
compatibili con la mia funzione sociale. Es un brahmano che è anche cuoco perché potendo mangiare solo cibi toccati da altri brahmani ecco che tale attività è congrua con il proprio scopo sociale). Vi è poi un’assoluta segregazione nei gruppi, quindi non si possono mescolare varna diversi e di conseguenza ci si può sposare soltanto con membri dello stesso varna ma all’esterno del proprio casato per evitare gli incesti. Tuttavia questa ‘regola’ non viene rispettata: se proprio si devono mescolare i varna, vi sono delle direzioni accettate e delle direzioni fortemente contrastate dalla società. Queste unioni miste danno origine a gruppi intermedi che possono godere di prestigio o essere talmente contaminati da essere considerati intoccabili. Il criterio è quello di ipergamia o ipogamia. (Anuloma, seguendo il pelo e quindi unioni in cui l’uomo è superiore gerarchicamente alla donna e viceversa viloma, contro pelo, ossia unioni in cui la donna è gerarchicamente superiore all’uomo). Società patriarcale, ricordiamo poi che il veda è accessibile soltanto all’uomo e soltanto agli uomini dei primi tre gruppi sociali. Avarna sono i senza colore , ossia quei gruppi generati da un’estrema mescolanza di colori. (I brahmani sono soltanto il 2 per cento e per questo hanno un potere maggiore rispetto al resto della società). Le caste centrano con l’altra categoria ossia con le ajiati, che sono tantissima (2000-3000); si trattano di gruppi sociali ereditari e tendenzialmente su base occupazionale. La catalogazione deriva dal mestiere ma anche dalla posizione geografica e dall’affiliazione religiosa ed è per questo che ce ne sono così tante. Tutte queste notizie sono però presunte in quanto si tratta di residui storici quindi non è detto che se si ha un determinato nome di ajati, non è detto che si fa quella professione o si vive in quel paese. L’indicatore del prestigio sociale di un ajati è dato dal numero di richieste di matrimonio che le donne di quell’ajati ricevono. La costituzione indiana abolisce il sistema castale; dal punto di vista del costume tuttavia rimane in vigore. Questa attenzione che la società indiana attribuisce ai valori catastali viene contrastata dalle politiche di posizione positiva, ossia dal sistema di quote riservate. Si tratta quindi di un sistema abbastanza inefficiente. I membri di sesso maschile dei primi 3 varna sono soggetti al “ sistema degli stadi di vita” , un sistema basato su 4 periodi , i primi 3 obbligatori e il quarto facoltativo – 1 studentato,
le suo sembianze da gigante e in tre passi riacquista il controllo dei 3 mondi. Un mito importante perché esprime il concetto secondo cui i buoni in qualunque occasione superano i cattivi. 24- Miti cosmogonici Ci permettono di capire il passaggio dal mondo vedico all’induismo. Raccontati in un corpus di fonti Purana “antiche storie” “antiche leggende” vasta serie di coordinazioni che contengono oltre ai miti, sono anche dei manuali di santuari per pellegrini, dove sta il s, come si può raggiungere, etc. Aiuta capire l’iterazione tra gli dei soprattutto tra Shiva e Vishu, Deva : indica come aggettivo ciò che è divino o celeste, invece come sostantivo maschile indica la divinità o un dio, nei primi inni Veda un alto termine per indicare la divinità è Asura. Tradizionalmente vengono elencate in trentatré le divinità vediche, nel Rgveda il numero viene elencato ma non sono elencate le divinità. Nei seguenti commentari in prosa, denominati Brahmana i deva vengono suddivisi in: 8 vasu, 11, rudra e 12 aditya. Gli Aditya sono figli della dea Aditi e sono connessi alle divinità della luce e della regalità. Indra : divinità più menzionata nei Veda, dio del tuono, della pioggia, dei fenomeni celesti e della guerra. Ha ucciso il serpente cosmico Vrtra insieme a Visnu. Due gruppi in competizione tra loro per la signoria sui mondi dei e antidei (asura, demoni) , in questo mito non più per ottenere la signoria sui mondi ma per conseguire l’immortalità, né gli dei e gli antidei sono immortali lo diventeranno solo se riusciranno a portare a termine un’impresa di dimensioni cosmiche. Visione religiosa nei testi religiosi : il mondo è strutturato ad anelli concentrici, c’è un continente centrale e la parte meridionale è l’India “l’isola della pianta della Soma? rosa” circondato da un oceano fatto ad anello, continente e poi oceano come i cerchi di un bersaglio. Ci sono 7 continente e 7 oceani concentrici, gli oceani sono fatti di sostanze liquide differenti, miele, latte ecc e il mito di cui noi parliamo riguarda l’oceano del latte. Mito dell’oceano Gli dei fanno un accordo, una collaborazione (ostile non amichevole) per frullare l’oceano di latte per far fuoriuscire l’ Amrita, il nettare dell’immortalità. Inoltre, frullando l’oceano di latte vengono fuori una serie di prodotti quasi tutti positivi. Gli dei e gli anti dei devono accordarsi perché non hanno forze sufficienti per portare a termine l’impresa da soli, ci voglio degli strumenti adatti: utilizzano come bastone il monte Mandara che viene fatto ruotare da una fune, che sarebbe il serpente cosmico (che acciambellandosi racchiude le acque primordiali). Si mettono d’accordo per ruotare il “bastone”, essendo gli antidei più anziani rispetto agli altri dei (poiché la madre è più anziana) gli dei concedono loro la facoltà di scelta, cioè quale parte prendere del serpente e gli antidei vogliono prendere la testa della fune (serpente) perché è la parte più nobile, però è un serpente che sputa fiamme, e vengono tuttiustionati mentre
gli altri dei prenderanno l’altra parte e non subiranno alcun danno. Comincia l’operazione per il frullamento ma non c’è un sostegno su cui il monte esso rischia di sprofondare nell’oceano, si presta Vishnu che assume la sua forma di testuggine e si piazza sotto la superficie dell’oceano e fa da fondamento con la sua corazza. Dallo shackeramento delle acque vengono una serie di sostanze animali e cose la cui maggior parte sono personificate che portano vantaggio al mondo, il fondatore della medicina indiana, viene fuori la dea della ricchezza, una serie di animali mitici, il cavallo divino, due elementi importanti la vacca che esaudisce i desideri, la liana celeste che esaudisce tutti i desideri e viene anche liquore che deve essere consumato. Gli dei si mettono d’accordo per ingannare gli antidei dando una bella sorsata in modo che quando tocca gli antidei a bere rimarranno a bocca asciutta. Si scopre che un antidio si è imbucato negli dei e viene denunciato e farà una brutta fine. Visnu che funge un po come deus ex machina interviene le sembianze dell’incantatrice e comincia una danza molto erotica e gli anti dei si distraggono e in preda all’eccitazione non si accorgono della truffa. Shiva si lascia incantare dall’incantatrice e tenta un avvicinamento erotico ed essendo a volte aggressivo ci si scaglia contro essi si fondono e danno forma ad un’altra figura divina. Rapu, quello che si era imbucato viene denunciato dal sole e dalla luna e interviene ancora una volta Vishnu che scaglia il chakra che decapita Rapu che è diviso ora in testa e coda. Rimane solo la testa che è immortale perché il liquore era già passato ma non ancora arrivato allo stomaco, quindi testa immortale e coda no, motivo per cui astrologicamente si vede sempre la testa ma la coda periodicamente. Concepisce anche un odio per il sole e luna che a volte mangia e sono una spiegazione per le eclissi solari e lunari. Polifunzionalità della testa funzione divina, interviene 3 volte ed è provvidenziale, la storia non poteva andare avanti, solo l’intervento di Vishnu può farla continuare esse prefigurano le discese sulla terra del dio “discese sulla terra” tutte le volte che il cosmo è in pericolo pone un temporaneo rimedio ad una situazione di rischio. Un’altra caratt tipica dei riti indiani per cui un evento ha più di un effetto e spesso ci sono degli effetti collaterali non previsti da nessuno. Mito del pilastro di fuoco Vishnu e Brahnma si sono sfidati e vogliono dimostrare all’altro che sono superiori all’altro. B è il demiurgo V deve tenerlo in piedi ed elogiano se’ stessi V deve rimediare ciò che B ha fatto. Ad un certo punto si manifesta davanti a loro un pilastro di fuoco di cui non si vede la base e la fine. Prendono spunto da quest’apparizione siccome non ha vinto nessuno mediante argomentazioni, provano cosi ad affrontare una prova fisica: V si trasforma in cinghiale e comincia a scavare per trovare la base del pilastro. B assume pure lui un veicolo animale, diventa un’oca selvatica che assume delle altezze vertiginose passa volando la catena dell’Himalaya (8000 m) punta verso l’estremità superiore per cercare la fine. Vanno avanti ciascuno per conto suo e ad un certo punto tornano indietro e ciascuno fornisce all’altro il resoconto di ciò che ha fatto durante l’operazione. Ammette di non essere riuscito a trovare la base del pilastro di fuoco. B invece dice che l’estremità superiore l’ha vista e sopra c’era un fiore di ktaki che gli ha portato. Nel mezzo di pilastro di fuoco si apre una forma di mandorla e da questa mandorla fuoriesce esce Shiva e Shiva
Propone una sintesi fra due scuola differenti che non so quali siano → vashiska ramayana. Perché lo stesso protagonista è Rama. ???? 26- 1 ottobre Gianni Pellegrini Dottrina delle scuole vayshknava: si snoda in due percorsi diversi, nel manuale si parla solo del percorso religioso (devoluzionale),ma poi c’è tutta una parte propriamente filosofica che non è programma di esame. Tutte le scuole d i orientamento filosofico vayshkavan si rifanno ai 6 darsana , le 6 darsana sono le 6 scuole classiche filosofiche brahnmanica indiane non buddhiste. Si studiano a coppie (nomi sul manuale) i termini italiani:
riguardi di una visione non dualista → il mondo è il corpo di dio. Ramanuja → autore vashynava le scuole vashynava si rifanno alle scuole intermedie. Scuole non in sanscrito, le cui opere vayshnava (Vishnu) sono scritte in damlin? Ma il loro contenuto non è filosofico, sono storie, racconti edificanti per rafforzare la fede del devoto. In tutte e 3 le grandi correnti (possibile che siano Vishnuidmo, Sivaismo e Saktismo ) è impossibile separare la componente teologica dalla componente speculativa, esse sono inscindibili come “latte e acqua”. Questa natura più religiosa che filosofica ha classificazione che danno ragioni a diverse griglie:
Il vishnunivsmo è l’unico che ha una concezione messianica e questa figura è proprio Kalkin o è un cavaliere che inforca un cavallo bianco e ha sembianze umane oppure cavaliere che ha la testa di cavallo, è un messia sterminatore.
Ci sono divintà ambigue e ambivalenti, ci sono due gruppi di cugini che hanno madre diversa (sono due sorelle) e lo stesso padre: Diti – Aditi, sono gli anti dei (Asura) e gli dei (sura). Hanno varie nature, sono oscuri o luminosi, benevoli o malevoli, graziosi o pericolosi > asura sono demoni, divinità tremendi e iate (Rudra solo il suo nome porta sfortuna) > vanno propriziati affinché si allontanino, si cercano di riappacificare dandogli da mangiare (tramite il sacrificio). Nutriti e pacificati col sacrificio > resti delle offerte (fumo) giungono ai cieli > nutrono > fanno piovere > nascono vegetai In un pezzo del Brahnman dice che dei e titani sono figli di Prajapati (signore delle creature) che gli comanda di sacrificare > ogni asura sacrifica per se’ in mdo che i benefici ricadano su se’ stessi invece gli uni sacrificano per se’ e per gli altri. P soddisfatto agli dei si offre come vittima sacrificale per essere smembrato dalle sue membra nasce l’universo. Tanti inni: qualsiasi sia l’inno di qualsiasi divinità, automaticamente appena inneggiato quella divinità diventa La Suprema. Perché? Il qualificato da quei qualificanti è qualcos’altro, ogni divinità ha caratteristiche proprie Indra vuol dire “possidente”, iracondo ubriacone è il re degli dei. Agni → fuoco cappellano che porta nutrimento agli dei – offerto dagli uomini nei sacrifici tramite la sua bocca. Oltre a questi inni che riguardano la divinità ci sono quelli speculativi, sembra che verso la fine dei veda quello che sembra attribuito a vaie divinità sembra attribuile a varie divinità ad una causa somma, ad un essere supremo e costui è un unico attore che si presenta come attore originario sia come personaggio mediano sia come protagonista successivo. Nel Rgveda > terra e cielo divinità unite, inscindibili. Qualcuno arriva e con un colpo di spada taglia in due gli amanti e gli stacca creando lo spazio intermedio (uno spazio in movimento) cosui che è arrivato ed era prima di loro si chiama Indra, è prima della manifestazione, fa fluire la manifestazione e il cielo e la terra tagliati in due cominciano a creare ciò che c’è in mezzo e la prima loro manifestazione è Indra, il primo il 2° e il 3° di tutta questa manifestazione è lo stesso principio o essere. Nasadiya sudra sukta → dà una descrizione dell’origine che è enigmatico: daà l’idea della confusione che gli autori stessi di questi inni continuavano a portare dentro di se delle domande. Clima nebuloso c’è una divinità più alta superiore a tutte le altre o no? Chi sta dietro alla fonne di divinità? c’è n’è una superiore, trascendente e inaccessibili, ricettacolo finale di ogni sacrificio Tutti gli dei non sono altro un prodotto di un’unica divinità, sono tutti riconducibili ad un unico principio. E i saggi parlano di quell’unico Essere in diversi modi. 3306 di possibilità di mannifestarsi ma sono soltanto 33 ma chi sono i 33: 8 vasu,11rudra, 12 aditya assommano a 31 con Idra e Prajapati si arriva a 33. Transizioni posteriori: l’Essere è satys > causa delle cause è trascendente =oltre ogni cosa e immanente = dentro ogni cosa.
scaricare slide di Pellegrini Altre immagini metaforiche: