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riassunto MUNDAY: introducing translation studies, Appunti di Lingua Inglese

riassunto in italiano del munday

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 09/06/2020

Orange_kim
Orange_kim 🇮🇹

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Inglese 2 orale Munday
La parola traduzione inizia a diffondersi a partire dal 1340, derivante dal latino traductio. Gli studi a livello
accademico inerenti alla traduzione iniziano negli anni 20 del XX secolo con M. s. Hornby e Holmes.
Si interessarono agli studi accademici traduttivi per 4 fattori principali:
- L’aumento delle richieste di testi tradotti
- Il conseguente aumento di posti di impiego inerenti alla traduzione
- L’aumento di associazioni dedicate alla traduzione e ai traduttori, come l’associazione nazionale
traduttori (1593)
- L’aumento di giornali e conferenze tradotte
Gli studi inerenti alla traduzione sono basati principalmente sul concetto di segno e di sistema di
segno e jackbson basa la propria teoria proprio su questo fondamento, afferma l’esistenza di 3
traduzioni: interlinguistica, intralinguistica e intersemiotica.
Inoltre possiamo differenziare gli studi sulla traduzione in studi puri e applicati, tra gli studi puri
troviamo obiettivi descrittivi e teorici finalizzati a descrivere e porre le basi del processo traduttivo.
Tra gli studi descrittivi troviamo studi orientati verso il prodotto, il processo e la funzione.
Nel caso in cui andiamo a studiare il prodotto mettiamo in comparazione ts e ta, se si studia la
funzione si porrà l’accento sul perché è stato tradotto un testo in base al contesto di riferimento e
se andiamo a studiare il processo studieremo ciò che avviene a livello pratico e psicologico nel
processo traduttivo.
Possiamo quindo definire la teoria traduttiva una teoria generale, poiché ci permette di capire ciò
che avviene a livello generico nella traduzione ma anche parziale poiché si deve tenere conto della
traduzione correlata ad alcuni limiti quali:
-limitata dal mezzo
-limitata dall’area
-limitata dal problema
Traduzioni
Interlinguistica
(traduzione
propriamente detta)
interpretazione
verbale tramite
sistemi di segni di
un'altra lingua
Intralinguistica
interpretazione
verbale tramite i
sistemi di segni della
stessa lingua
Intersemiotica
interpretazione
tramite sistema di
segni non verbali
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Inglese 2 orale Munday La parola traduzione inizia a diffondersi a partire dal 1340, derivante dal latino traductio. Gli studi a livello accademico inerenti alla traduzione iniziano negli anni 20 del XX secolo con M. s. Hornby e Holmes. Si interessarono agli studi accademici traduttivi per 4 fattori principali:

  • L’aumento delle richieste di testi tradotti
  • Il conseguente aumento di posti di impiego inerenti alla traduzione
  • L’aumento di associazioni dedicate alla traduzione e ai traduttori, come l’associazione nazionale traduttori (1593)
  • L’aumento di giornali e conferenze tradotte Gli studi inerenti alla traduzione sono basati principalmente sul concetto di segno e di sistema di segno e jackbson basa la propria teoria proprio su questo fondamento, afferma l’esistenza di 3 traduzioni: interlinguistica, intralinguistica e intersemiotica. Inoltre possiamo differenziare gli studi sulla traduzione in studi puri e applicati, tra gli studi puri troviamo obiettivi descrittivi e teorici finalizzati a descrivere e porre le basi del processo traduttivo. Tra gli studi descrittivi troviamo studi orientati verso il prodotto, il processo e la funzione. Nel caso in cui andiamo a studiare il prodotto mettiamo in comparazione ts e ta, se si studia la funzione si porrà l’accento sul perché è stato tradotto un testo in base al contesto di riferimento e se andiamo a studiare il processo studieremo ciò che avviene a livello pratico e psicologico nel processo traduttivo. Possiamo quindo definire la teoria traduttiva una teoria generale, poiché ci permette di capire ciò che avviene a livello generico nella traduzione ma anche parziale poiché si deve tenere conto della traduzione correlata ad alcuni limiti quali: -limitata dal mezzo -limitata dall’area -limitata dal problema

Traduzioni

Interlinguistica

(traduzione

propriamente detta)

interpretazione

verbale tramite

sistemi di segni di

un'altra lingua

Intralinguistica

interpretazione

verbale tramite i

sistemi di segni della

stessa lingua

Intersemiotica

interpretazione

tramite sistema di

segni non verbali

-limitata dal livello di lingua -limitata dal processo Inoltre, negli anni ’70, Van Doorsler distinse tra: studi inerenti alla traduzione etraduzione in se per se. Negli studi sulla traduzione troviamo: le tecniche traduttive, i supporti di affiancamento alla traduzione, le modalita di traduzione ecc.. Della traduzione vera e propria fanno parte: il livello di lingua, il contesto traduttivo, lo scopo ecc Negli studi applicati l’obiettivo principale è: la formazione del traduttore, lo studio dei supporti inerenti alla traduzione e lo studio della critica traduttiva. il dibattito tra traduzione senso per senso e parola per parola va avanti da molto tempo, i primi cenni storici a questo dilemma risalgono a cicerone e Oratio, gia nel 49 a.C., i quali in ogni caso prediligevano una traduzione senso per senso. Nel mondo orientale questo dibattito inizia con la traduzione dei sutra buddhisti che avviene nel IV secolo con Dao An, possiamo perè periodizzare l’uso di tecniche traduttive differenti nel mondo orientale ovvero: 146-285 traduzione parola per parola con sintassi vicina al ts 285-589 traduzione senso per senso senza stravolgere il ts 589-1100 Xuan Zang pose le basi della traslitterazione Nel mondo arabo, fondamentale fu il periodo Abbaside (500-1200) in cui troviamo l’alternanza di due differenti modalità di traduzione, una traduzione parola per parola con prestiti greci e una traduzione senso per senso creando testi più fluidi facendo però sempre riferimento al ts senza stravolgerlo. In occidente, l’avvento della stampa, l’umanesimo e la riforma furono fondamentali per l’avvio delle traduzioni. In questo periodo la potenza della chiesa, a livello culturale, inizia a diminuire e così personalità come Erasmo da Rotterdam o martin Lutero iniziarono, spinti dalle loro idee, a tradurre i testi sacri. Nel 1215 Martin Lutero tradusse il nuovo testamento in tedesco e successivamente eraso da Rotterdam nel 1222 ne prese ispirazione dando vita alla bibbia in vernacolare tedesco, testo accessibile a tutte le persone anche coloro che non possedevano una cultura elevata.

Secondo schleiermaicher il problema delle traduzioni è quello di collegare il lettore del ts con l’autore del ta, processo che avviene attraverso una tecnica chiamata foreignization, attraverso cui il traduttore si aliena dal testo. Fondamentale nella teoria traduttiva fu jackobson, il quale affermò che non vi è piena equivalenza tra i codici nelle lingue, teoria connessa e in contrapposizione con due teorie linguistiche molto impo: teoria sapir-whorf teoria dell’universalismo linguistico. Secondo la teoria sapir-whorf le differenze linguistiche rappresentano le differenti modalità di pensiero, secondo l’universalismo linguistico sebbene gli uomini parlino lingue differenti essi condividono la stessa modalità di pensare. Secondo jackobson per superare questo problema bisogna individuare dei collegamenti tra lingue, che possono essere sintattici, semnantici e lessicali operando sui messaggi e dando vita alla traduzione. Per lo studioso è impossibile tradurre le poesie e le onomatopee poiché esse hanno bisogno di una trasposizione creativa che il traduttore non possiede. Altro studioso fondamentale fu eugene nida, studioso della bibbia e del significato della parola. Nida afferma che la parola acquista signficato in base al contesto di riferimento, distigue tre signnificati differenti: linguistico, referenziale ed emotivo. Per individuare il significato referenziale ed emotivo si deve ricorrere a due tecniche: l’analisi della struttura gerarchica in cui si differenziano le parole in base al loro livello l’analisi della struttura componenziale in cui si individuano e si discrimminano le caratteristiche comune di parole affini. Essendo la parola determinata dal contesto di riferimento, per evitare delle ambiguità, si deve far riferimento all’analisi della struttura semantica che ci permette di analizzare la parola in base al contesto. Uno degli esempi fondamentali è quello della parola spirit, che molto spesso ha un’accezione prettamente religiosa. Non in tutte le culture presenta la stessa accezione però, l’analisi della struttura semantica ci permette di individuare il significato reale della parola in base al contesto di riferimento in quanto il significato di una parola è variabile e condizionato. Secondo nida la traduzione è ricollegabile a due tipi di equivalenza: equivalenza dinamica= il messaggio deve avvicinarsi il più possibile a quello della sl equivalenza formale = è l’equivalente più vicino al ts Chomsky attraverso la propria grammatica generativista trasformazionale, influenzò molto la teoria traduttiva, affermando che ogni struttura della frase dalla più basilare alla più complessa sono influenzate da regole, fino alla struttura superficiale governata da regole morfologiche e fonologiche. Inoltre afferma che esistono frasi kernel, ovvero frasi di base su cui ogni sistema linguistico costruisce strutture più complesse. Newmark differenzia la traduzione semantica e la traduzione comunicativa, nella traduzione semantica si cerca di rendere lo stesso significato del ts, in quella comunicativa si cerca di rendere lo stesso effetto che i lettori hanno avuto leggendo il ts.

Koller distingue due nozioni: corrispondenza: corrispondente a livello della langue di saussure, in cui vengono messi a paragone due sistemi inguistici e se ne individuano le corrispondenze in termini contrastivi. L’equivalenza: corrispondente a livello della parole di saussure in cui si mettono in comparazione due sistemi linguistici per individuare delle equivalenze tra termini. Esistono 5 tipi di equivalenze: Vinay e delbernet propongono, sulla base delle strategie traduttive due strategie fondamentali: diretta e obliqua. Denotativa reltiva al contenuto extralinguisticodi untesto Connotativa correlata alle scelte lessicali e stilistiche testo normativa tipo di testo pragmatica comunicativa connessa all'effetto del testo sul parlnte formale espressiva forma estetica

equivalenza testuale: i passaggi tra ls e la si analizzano in un particolare coppia linguistica. I cambiamenti tra ts e ta nel passaggio tra ls e la corrispondono a degli allontanamenti dalla corrispondenza formale. Levy, nella propria pera l’arte di tradurre afferma che la traduzione non è un mero atto traduttivo bensi anche creativo e riproduttivo, oltre a ciò afferma che sulla base delle teorie di vinay e delbernet ne individua altre che sono: servitude: scelte obbligatorie opzione: le scelte opzionali marcatezza: l’insieme di scelte rilevanti cambiamenti stilistici : definiscono l’impronta stilistica del traduttore gli studi sul processo cognitivo hanno inizio con seleskovitvh e lederer i quali affermarono che la traduzion è un processo composto da secondo Gutt, la tradu è un modello di inferenza sul modello causa effetto e il traduttore ha lo scopo di far recepire il messaggio, attraverso l’attuazione di alcune scelte: valutare ciò che il parlante sa, valutare il livello di lingua e valutare le connsessioni tra ls e la. Negli anni 70-80 in germania si sviluppa un approccio funzionalista comunicativo alla traduzione, una delle prime ad usufruire di questo modello fu kathrina reiss, la quale ad ogni tipologia di testo affermava che ci fosse una traduzione più adatta da adottare: testo informativo, il cui focus principale è l’info da veicolare (enciclopedia) modello della prosa piano che non permetteva la fioritura stilistica. lettura e comprensione deverbalizzazione riespressione

Testo espressivo, come i romanzi, in cui fondamentale sono le sensazioni dello scrittore il modello traduttivo più efficace è quello identificativo in cui l’autore adotta la posizione dell’autore Testo operativo, il cui focus principale è persuasivo (pubblicità) il metodo più adatto è quello adattivo che ha un effetto equivalente tra ts e tt Testo multimediale utilizza un metodo integrativo in cui si integrano musica, immagini e parole. Mary snell-hornby, sul concetto di prototipo da vita ad una classificazione dei testi. Livello A= Continuum tra linguaggio letterale, generale , specifico Livello B= Tipi di testi prototipici (bibbia) Livello c= illustra le discipline non specifiche (sociolinguistica) Livello d= studi sulla tradu Livello e= linguistica correlata alla tradu Livello f= fonologia Reiss e vermer= teoria dello skopos (1989) La traduzione deve: -avere uno scopo -è un’offerta di info sia da parte del tt e del ts -molto spesso l’offerta di info del tt non corrisponde pienamente con quella del ts

  • la tradu è coerente con il ts -la tradu è coerente a livello intertestuale Christian nord distingue tra traduzione documentaria e traduzione strumentale, la traduzione documentaria. La traduzione strumentale funge da strumento di comunicazione tra due culture al contrario di quella documentaria che funge da documento per l’avvenuta comunicazione tra due culture. Modello di haliday e hasan basato sulla linguistica sistemico funzionale. La traduzione non viene considerata solamente un insieme di scelte linguistiche ma è collegata anche al contesto socioculturale che ne determina la funzione ovvero il genere, ce a sua volta determina il campo, tenore e modo. Il campo: ciò di cui si parla Il tenore: chi comunica a chi Il modo: forma di comunicazione Essi determinano la semantica del discorso che può essere: ideazionale, interpersonale, testuale. Ideazionale quando si parla del mondo Interpersonale permette relazioni sociali e intertestuali Testuale quando c’è l’unione di testi in modo coerente

Even e zohar, teoria dei polisistemi. Secondo i due studiosi la letteratura tradotta faceva parte del sistema culturale di un popolo, perché essa veniva scelta. Secondo even e zohar, però, la letteratura poi crea dei polisistemi interdipendenti con differenti relazioni con il centro del polisistema. In base all’influenza più o meno accentuata occupano una posizione differente nel polisistema. Ad esempio occupano una posizione primaria: -le letterature di nuova formazione -quei sistemi letterari che hanno delle mancanze all’interno -letteratura periferica Fanno parte invece di una posizione secondaria tutti quei tipi di letterature che si sviluppano in un sistema culturale più conservativo in cui la letteratura tradotta viene considerata di minore importanza. Le differenti posizioni oltre a rappresentare una netta differenza nella capacità di influenzare il centro del polisistema ci permettono di individuare due modalità traduttive differenti: per la prima i traduttori non seguono i modelli letterari, per la seconda invece usano il target dei modelli culturali. Toury propone uno studio descrittivo del processo traduttivo, e quindi si deve individuare il tt el sistema di riferimento e individuarne l’importanza, valutare i collegamenti tra ts e tt ed in fine tentare delle generalizzazioni dove possibile. Inoltre individua due norme che regolano il processo traduttivo: norme di crescente standardizzazione: negli anni, nel processo traduttivo si tende a standardizzare il linguaggio; norme di interferenza: molte strutture della ls spesso vengono riportate nella lingua di arrivo e queste possono creare influenze positive e negative, positive quando possono essere scelte dal traduttore, negative quando creano delle sovrastrutture. Gli s universali sono le differenze tra testo e traduzione: i ts sono più fluidi e brevi, i dialetti vengono normalizzati , le ripetizioni vengono ridotte e la ritraduzione può portare a tt più vicini al ts. Per t-universali si intendono gli aspetti caratteristici del linguaggio: -semplificazione e convenzionalizzazione lessicale -tendenze verso strutture non tipiche -presenza minore di elementi lessicali specifici della tl Chesterman nel 1997 elabora la differenza tra: -norme di prodotto o aspettativa: ovvero come ci si aspetta una determinata traduzione da parte del lettore -norme di professionalità legate al processo traduttivo a livello professionale determinate da: -affidabilità linguistica -massimo livello di comunicazione tra i due testi -relazione tra ts e tt giudicata dal traduttore in base al tipo di contesto.

Anni 90, si sviluppa un approccio linguistico culturale alla traduzione, susan basnett e andre lefevere nell’opera traslation, history and culture spiegano l’esigenza di approcciarsi alla traduzione attraverso non solo un approccio linguistico ma basandosi anche su un approccio culturale. Nell’ opera si affrontano temi come il rapporto tra traduzione e colonialismo, traduzione e gender, traduzione e identità sessuale ecc.. Andre lefevere nell’opera “translation rewriting and literary frame” si occupa della manipolazione del sistema culturale affermando che esso è influenzato da: -esperti del settore -patrocinio al di fuori del sistema letterario, spinti da motivazioni: economiche, sociali e -concetto di cultura e di trasmissione culturale Sherry simons si occupa del rapporto tra traduzione e le donne, affermando che vi è un enorme disparità tra impiego di donne nell’ambito traduttivo e quello di uomini, troppo spesso la figura femminile viene messa in secondo piano e secondo sherry simons la traduzione deve parlare delle donne e può farlo attraverso dei marcatori linguistici. harvey si occupa dei testi gay e dei termini correlati a questi testi, denunciando molto spesso la riluttanza nel voler inserire termini di riferimento omosessuali all’interno di alcuni testi, atteggiamento che sottolinea come in alcune culture si denoti la riluttanza nell’accettare l’omosessualità. Spivak analizza il rapporto tra traduzione e colonialismo sottolineando come molto spesso le culture più forti attraverso la colonizzazione di culture definite più deboli possono oscurare i sistemi culturali cololizzati. Bennett si occupa dell’epistemicidio, ovvero la morte di patrimoni culturali a causa del linguaggio troppo accademico. Secondo venuti la traduzione è accettata maggiormente nel momento in cui si nota meno la presenza del traduttore, a proposito di ciò elabora la differenza tra Addomesticamento: tipica delle culture anglo americane in cui il processo traduttivo consiste nell’avvicinare l’autore al lettore e il cui risultato è un testo fluido e trasparente Straniamento: in cui il processo traduttivo si compie nell’avvicinamento del lettore all’autore del ts e che da vita a testi meno fluidi. Tipologia di traduzione che viene adottata nel momento in cui il sistema culturale e linguistico del testo è molto lontano da quello del traduttore. Antoine berman afferma che la tradu è un esperienza in due sensi: la cultura sorgente sperimenta come un proprio testo viene percepito in una cultura differente e la cultura di arrivo sperimenta un testo culturalmente differente. Secondo berman lo scopo della traduzione è quello di mantenere il testo più puro possibile, perciò è fondamentale attuare una traduzione parola per parola piuttosto che senso per senso. Nel passaggio tra ls e la possono esserci delle distorsioni che vengono individuate da: razionalizzazioni, chiarificazioni, espansione, innobilimento ecc..

Mugnoz e cintaz si occupano della traduzione come fenomeno e che cosa ha scaturito: i fansubs e le traduzioni di videogames GILT = GOBALIZATION, TRANSLATION, LOCALIZATION, TRANSLATION acronimo per indicare la diffusione della tradu a livello globale, che prevede: -adattamento a vincoli spaziali -adattamento culturale -tradu di testi Tutto ciò attraverso: programmi cat, machine translation e tradu collabrativa. Laviosa studia i corpora: bilingue, monolingue, paralleli per lo studio qualitativo, quantitativo e contrastivo delle tradu Chesterman, elabora la teoria della consilienza, cioè trovare punti convergenti tra i diversi aspetti degli studi traduttivi, afferma che esistono 4 approcci complementari alla ricerca traduttiva: testuale culturale sociologico cognitivo i commentari traduttivi sono utili allo studente per studiare lo scopo e i metodi traduttivi usati nel tt, questi metodi vengono poi riportati nel foglio delle specifiche traduttive. Er l’analisi a livello micro ci permette di: -discutere sul concetto di corrispondenza -discutere sul metalinguaggio dei cambiamenti tradu (prestiti calchi) -Discutere sui fattori intertestuali (elementi non verbali, composizione ecc.) -analisi del registro del discorso Williams e chesterman affermano che è possibile elaborare teorie e nuovi studi sulla traduzione cercando però di indagare sul focus dllo studio, lo scopo, il topic, le opere già scritte ecc.. Per avviare questi studi però bisogna avere un’ipotesi di partenza che può essere: ideativa, predittiva, esplicativa, descrittiva.