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RIASSUNTO Presente Imperfetto Eredità coloniali e immaginari razziali contemporanei, Appunti di Antropologia Culturale

Riassunto Presente Imperfetto Eredità coloniali e immaginari razziali contemporanei - Esame Antropologia Culturale

Tipologia: Appunti

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PRESENTE IMPERFETTO!
La questione coloniale italiana non é unicamente un discorso storiografico, ma riguarda la vita
quotidiana delle persone. La memoria coloniale italiana é conservata in archivi istituzionali, spesso
inaccessibili e non esposti al pubblico. Un archivio é uno strumento coloniale, usato per definire
l’Altro, é un luogo della memoria: ha la precisa funzione di conservare tutti i documenti della
memoria pubblica (immagini, storie, relazioni)."
Questo volume raccoglie alcune riflessioni emerse durante le due giornate di incontri che si sono
svolte nel 2014. Un’occasione di confronto e incontro ta studiosi, ricercatori, operatori culturali
intorno al colonialismo del nostro presente e della nostra storia recente. Un progetto di ricerca
che ha come obiettivo proprio quello di mettere in relazione quel passato coloniale con l’oggi. "
"
1.GRECHI- GRAVANO "
Da tempo si sta procedendo a delle riletture del passato coloniale, non solo dal punto di vista di
vita storico, ma riguarda anche la vita quotidiana delle persone, i loro aetti e i loro consumi, le
loro memorie intime e culturali (“Asmarina” e “Se fossi solo quel guerriero”). Come detto
precedentemente, la memoria coloniale italiana é conservata in archivi istituzionali inaccessibili.
Ma esiste una memoria del colonialismo, spesso taciuta perché considerata non necessaria e
rimane nelle piccole collezioni private delle persone che hanno vissuto quel periodo: di una
memoria repressa invisibile, ma presente. Attraverso un open call I cittadini italiani e non hanno
hanno nei loro archivi provati materiali che riguardano periodo coloniale, saranno invitati a inviarli.
I materiali saranno organizzati e poi restituiti. Ogni oggetto entrerà nell’archivio con la propria
immagine: una scheda di tutti dati tecnici conserverà quella memoria di oggetti innescando
sentimenti a chi andrà a leggere le storie. Non si tratta perciò di costruire un museo di oggetti, ma
un archivio di storie. "
"
2.CRISTINA LOMBARDI-DIOP"
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Il nostro presente é imperfetto in quanto il nostro passato coloniale non é in alcun modo remoto,
ma un passato prossimo: prossimo nel senso di vicino e presente, e nel senso di venturo, perché
é a partire dall’analisi del rapporto tra passato e presente che si gioca il futuro nei rapporti sociali
nell’Italia postcoloniale. Nelle immagini del periodo coloniale, il significato del segno visivo rende v
visibile la nerezza degli etiopi e la bianchezza degli italiani. L’immaginario popolare che ritorna dal
passato é fatto di oggetti d’uso comune, reclama pubblicitarie e romanzi. Esempio: la novità
imposta dal fascismo fu quella di rendere popolare l’idea di una specificità razziale degli italiani.
Fumetti e comicità si fecero complici del razzismo popolare pervadendo soprattutto la sfera
dell’infanzia, facendo apparire come inferiori fisicamente e moralmente le razze di colore. “La
piccola italiana” di Zedda, racconta le avventure di una bambina italiana, che si dedica di volta in
volta a missioni importanti per la fascistizzazione delle donne durante il ventennio, come
l’educazione all’igiene, economia domestica (incontro tra bambini bianchi e neri dove i bambini
bianchi sono biondissimi e si esprimono in versi con rima baciata, quelli neri invece si esprimono
a monosillabi. Grammatica usata come simbolo di civilizzazione. Un altro esempio é “Paperino
nell’Etiopia italiana” di De Seta, che tocca invece il tema del lavaggio salutare, che associava la
nerezza alla sporcizia. Connota il corpo nero come un pericolo dal quale la razza italiana deve
proteggersi a causa della contaminazione. "
L’immaginario di quella generazione é stato formato dalla televisione e quindi dalle pubblicità di
“Carosello” 1957, che divenne un’istituzione culturale. Composto di spettacoli e pubblicità,
accompagnò la vita delle famiglie. All’inizio degli anni 60, come sketch di Carosello, appare in
televisione “Calimero”, il pulcino nero, nutrendo l’immaginario collettivo di generazioni di italiani. "
PUBBLICITÀ: sponsorizzare detersivo per lavatrice ava, la storia presentava un pulcino nero,
quinto di una covata. Calimero non abbandona mai del tutto l’uovo da cui si é schiuso, che
inizialmente scambia per la sua mamma. È alla costante ricerca della mamma che lo ha
abbandonato perché nero. Incontra la famosa olandesina che lo rassicura dicendogli “tu non sei
nero, sei solo sporco”. Lo lava con il prodotto e lo riporta alla sua pura origini bianca. Il contrasto
sporco/pulito denota l’azione del bianco (detersivo) che trionfa sul nero (lo sporco)."
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PRESENTE IMPERFETTO

La questione coloniale italiana non é unicamente un discorso storiografico, ma riguarda la vita quotidiana delle persone. La memoria coloniale italiana é conservata in archivi istituzionali, spesso inaccessibili e non esposti al pubblico. Un archivio é uno strumento coloniale, usato per definire l’Altro, é un luogo della memoria: ha la precisa funzione di conservare tutti i documenti della memoria pubblica (immagini, storie, relazioni). Questo volume raccoglie alcune riflessioni emerse durante le due giornate di incontri che si sono svolte nel 2014. Un’occasione di confronto e incontro ta studiosi, ricercatori, operatori culturali intorno al colonialismo del nostro presente e della nostra storia recente. Un progetto di ricerca che ha come obiettivo proprio quello di mettere in relazione quel passato coloniale con l’oggi. 1.GRECHI- GRAVANO Da tempo si sta procedendo a delle riletture del passato coloniale, non solo dal punto di vista di vita storico, ma riguarda anche la vita quotidiana delle persone, i loro affetti e i loro consumi, le loro memorie intime e culturali (“Asmarina” e “Se fossi solo quel guerriero”). Come detto precedentemente, la memoria coloniale italiana é conservata in archivi istituzionali inaccessibili. Ma esiste una memoria del colonialismo, spesso taciuta perché considerata non necessaria e rimane nelle piccole collezioni private delle persone che hanno vissuto quel periodo: di una memoria repressa invisibile, ma presente. Attraverso un open call I cittadini italiani e non hanno hanno nei loro archivi provati materiali che riguardano periodo coloniale, saranno invitati a inviarli. I materiali saranno organizzati e poi restituiti. Ogni oggetto entrerà nell’archivio con la propria immagine: una scheda di tutti dati tecnici conserverà quella memoria di oggetti innescando sentimenti a chi andrà a leggere le storie. Non si tratta perciò di costruire un museo di oggetti, ma un archivio di storie. 2.CRISTINA LOMBARDI-DIOP Il nostro presente é imperfetto in quanto il nostro passato coloniale non é in alcun modo remoto, ma un passato prossimo: prossimo nel senso di vicino e presente, e nel senso di venturo, perché é a partire dall’analisi del rapporto tra passato e presente che si gioca il futuro nei rapporti sociali nell’Italia postcoloniale. Nelle immagini del periodo coloniale, il significato del segno visivo rende v visibile la nerezza degli etiopi e la bianchezza degli italiani. L’immaginario popolare che ritorna dal passato é fatto di oggetti d’uso comune, reclama pubblicitarie e romanzi. Esempio: la novità imposta dal fascismo fu quella di rendere popolare l’idea di una specificità razziale degli italiani. Fumetti e comicità si fecero complici del razzismo popolare pervadendo soprattutto la sfera dell’infanzia, facendo apparire come inferiori fisicamente e moralmente le razze di colore. “La piccola italiana” di Zedda, racconta le avventure di una bambina italiana, che si dedica di volta in volta a missioni importanti per la fascistizzazione delle donne durante il ventennio, come l’educazione all’igiene, economia domestica (incontro tra bambini bianchi e neri dove i bambini bianchi sono biondissimi e si esprimono in versi con rima baciata, quelli neri invece si esprimono a monosillabi. Grammatica usata come simbolo di civilizzazione. Un altro esempio é “Paperino nell’Etiopia italiana” di De Seta, che tocca invece il tema del lavaggio salutare, che associava la nerezza alla sporcizia. Connota il corpo nero come un pericolo dal quale la razza italiana deve proteggersi a causa della contaminazione. L’immaginario di quella generazione é stato formato dalla televisione e quindi dalle pubblicità di “Carosello” 1957, che divenne un’istituzione culturale. Composto di spettacoli e pubblicità, accompagnò la vita delle famiglie. All’inizio degli anni 60, come sketch di Carosello, appare in televisione “Calimero”, il pulcino nero, nutrendo l’immaginario collettivo di generazioni di italiani. PUBBLICITÀ: sponsorizzare detersivo per lavatrice ava, la storia presentava un pulcino nero, quinto di una covata. Calimero non abbandona mai del tutto l’uovo da cui si é schiuso, che inizialmente scambia per la sua mamma. È alla costante ricerca della mamma che lo ha abbandonato perché nero. Incontra la famosa olandesina che lo rassicura dicendogli “tu non sei nero, sei solo sporco”. Lo lava con il prodotto e lo riporta alla sua pura origini bianca. Il contrasto sporco/pulito denota l’azione del bianco (detersivo) che trionfa sul nero (lo sporco).

3.DEREK DUNCAN (VECCHI ODORI E NUOVE MEMORIE)

Ad un gruppo di accademici che lavorano sul passato coloniale dell’Italia e sul presente postcoloniale, di fare una breve presentazione, partendo da un oggetto che li legasse personalmente alla loro ricerca. Derek sceglie di parlare del ricordo di un odore che lo ha riportato all’infanzia. L’installazione di Lee Ann Hallberg (una serie di teste di ghisa, collegate fra loro con una rete di tuta intrecciata) ha rievocato fantasmi personali grazie al suo materiale: rete di tuta, che cresce in India e in Bangladesh, che fu elemento fondamentale della sua infanzia. Quando pensava di cosa parlare a Roma, non era dovuto solo all’installazione, ma anche perché il suo nuovo appartamento é abbastanza vicino a delle aree dove si trovavano gli iutifici. Attraversando l’ingresso, egli senti l’odore della iuta. Un odore secco e preciso, quello che gli ha ricordato la sua infanzia.

  1. GIANLUCA GABRIELLI (SCUOLA ITALIANA, COLONIALISMO, RAZZISMO) La copertina del sussidiario che accompagnò Gabrielli fu “Il ponte d’oro” di Alberto Manzi che raffigura un ponte dei colori dell’arcobaleno, e su di esso corrono 2 staffettisti: il ragazzo bianco é indietro e sta allungando il bracci al ragazzo nero per il passaggio del testimone (una pergamena), che sta a significare che era ben stretta nel pugno del ragazzo bianco e che solo il suo gesto generoso ne avrebbe permesso il passaggio nelle mani dell’altro ragazzo (civiltà bianca trasmette alla società nera). Un’altra costante che ha contraddistinto lo sguardo scolastico delle popolazioni europee é la visione razziale. Le diversità tra i popoli venivano ricondotte al loro profilo somatico e sulla base del colore della pelle erano categorizzate 4-5 razze. Infatti negli anni del fascismo a scuola si insegnava la superiorità razziale degli italiani e l’inferiorità degli africani e degli ebrei: la teoria della razza. Solo a partire dagli anno 70 iniziò un rinnovamento della scuola. Le generazioni cresciute in questo periodo divennero antirazziste e anticolonialiste. Dagli anni 90 inizia la grande stagione dell’immigrazione, arrivando nelle aule scolastiche migranti o figli di migranti. È con questo percorso che la scuola italiana é entrata nell’epoca attuale.
  2. LEONARDO DE FRANCESCHI (QUANDO IL CINELA ITALIANO BUTTA IN COMMEDIA IL SENSO COMUNE RAZZISTA - GOING B(L)ACK In riferimento ad un film, sono senza dubbio i consumi culturali di un pubblico e della società. Negli ultimi trent'anni I film italiani che riescono ad entrare tra le prime 20 posizioni al botteghino sono in larga parte commedie. Questo ci dice qualcosa sui bisogni E sull'immagine di sé che il pubblico italiano ha. In ogni rapporto comico possiamo rilevare la presenza di tre termini: un soggetto che suscita riso, un destinatario che ride O che non ride, una vittima conto. La Blackface È stata una pratica teatrale riconosciuta nel 19º secolo, costituita da un make up molto scuro, in cui uomini bianchi prendevano in giro i neri per sport E profitto, facendo sembrare la schiavitù una cosa divertente e naturale. Inoltre gli attori bianchi si ungevano la faccia con sughero bruciato, cerone nero o lucido per scarpe ingrandivano le labbra a dismisura, portando spesso parrucca O abiti da straccioni. Questa pratica razziale ha attraversato la storia del cinema lasciando le sue tracce in film epocali come “Nascita di una nazione” e “Il cantante di jazz”. La Blackface si conclude negli Stati Uniti con il movimento dei diritti civili di Martin Luther King, che denunciò i concetti razzisti denigratori degli anni 60.
  3. CLARISSA CLO (TRANSMEDIA STORYTELLING E ARCHIVI POSTCOLONIALI) Il colonialismo italiano e oggi il postcolonialismo non riguardano solo l’Italia e le sue ex colonie in Africa e altrove. Colonialismo non sono solo sistemi, oggetti, cose, artefatti, ma anche e soprattutto persone, memorie, ricordi, affetti, traumi che tra loro si intrecciano e si infilano in posti imprevisti. La storia del colonialismo italiano si lega con quella della nostra emigrazione. Clarissa Clo racconta la storia dell’insegnamento dell’italiano a San Diego, perché illustra bene la relazione tra colonialismo ed emigrazione. Il primato dell’insegnamento della lingua italiana a San Diego spetta a Graziella Spinelli che arrivò in città intorno agli anni 60. Era un’italiana d’Africa, aveva passato la maggior parte della sua vita fuori l’Italia. Tutt’oggi in Italia non si ha ancora coscienza di quanti vivano all’estero, mantenendo con il paese d’origine un legame importante. “Mai tacli” era un periodico che intendeva mantenere in contatto tutti gli italiani sparsi per il mondo. Il transmedia

11. ARCHIVI PRIVATI E MEMORIA COLONIALE: PROGETTO RETURNING AND SHARING

MEMORIES (RSM)

Returning and sharing memories é un progetto attraverso il aule si chiedeva alla gente di vedere all’interno delle proprie cose, dei propri familiari, se ci fosse materiale utile alla ricerca, come giornali o depliant. La maggior parte del materiale consisteva in foto; e la raccolta indicava che nelle cose degli italiani c’erano depositi più o meno clandestini di tracce dell’esperienza coloniale, in grado di arricchire la nostra conoscenza di quella storia. Nel 2008 si è deciso di restituire agli etiopi i materiali raccolti, come gesto di amicizia e riconciliazione. Anche perché uno degli obbiettivi era proprio la condivisione dei documenti del passato coloniale comune.

  1. RACCONTI FASCISTI SULL’OCCUPAZIONE ITALIANA IN A.O. 1936 viene costituita la colonna celere: in Africa orientale È l'esempio più chiaro del carattere fascista della guerra, Il compito E quella di occupare Gondar, antica capitale dell'Etiopia. Il documentario prodotto dall'istituto Nazionale Luce nel 1936 È intitolato “ Con la colonna Starace a Gondar e a lago Tana”. Si tratta di un mediometraggio di circa 20 minuti, In bianco e nero, Sonoro. Estremamente lento e vivacizzato da una musica di spirito romano. Il nemico non si incontrano mai, Gli incontri sono con la popolazione. È una lunga marcia di auto, poi pedonale. Il diario racconta, attraverso elenchi dettagliati di uomini E di mezzi, presunte circostante informative sul clima e sul territorio: l'incubo del caldo E li forzatissime marce sotto il sole per reperire l'acqua.
  2. ARCHIVI DI VOCI NERE DELLE SPIAGGE SALENTINE Chiriaco si occupa di come la vocalità abbia definito, formato, raccontato esperienza nera negli Stati Uniti. Nella storia della musica afroamericana, La tradizione dei calls and cries, cioè richiami funzionali legati a situazioni lavorative oggi comunicazione, rivestono un ruolo importante. Chiriaco nel 2004 fa un esperimento che consiste nel registrare le voci dei venditori africani sulle spiagge del Salento, di fissare quindi su un supporto digitale il soundscape della spiaggia nei mesi di affluenza maggiore. Laddove aumenta il comfort per i bagnanti bianchi, diventa più facile per i venditori neri far leva sul senso di colpa (bianchi) per riuscire a piazzare qualche oggetto. I venditori si appropriano delle potenzialità delle mezzo vocale per ottenere vantaggi economici e sociali. Infatti l'uso della voce è indispensabile: la voce avvisa, Prima di entrare nell'ambito visivo. Dalle registrazioni emerge come tutti venditori cerchino di alimentare un senso di familiarità. O addirittura in molti casi sul piano linguistico imprenditori utilizzano il dialetto, Che permette di risultare simpatico senza essere considerato offensivo. La cosa fondamentale è il farsi riconoscere.
  3. DISCORSO SULLA NECESSITA’ DI UN ARCHIVIO Il paese delle terre d'oltremare È una ricerca focalizzerà sul Napoli, che negli anni dell'impero coloniale era porto d'imbarco per le colonie, in cui fu costruita la mostra triennale delle terre d'oltremare da cui si sviluppa il progetto. Napoli é la prima capitale colonizzata del reame. La ricerca irrompe in un archivio fatto di tracce, Segni, Materiali, Archivi di pietra E archivi biologici. Si tratta di un archivio in cui la storia È costruita con archivi di storie, in cui lo spazio temporale È una linea che va’ da passato a presente, di cui fa parte il discorso della meraviglia che ci riporta bambini, aprendo cuori E menti. La meraviglia ci dà il desiderio di riparazione.
  4. CLINICA MAMMUT - COME ESSERE FELICI ALLE PRIME NOTE DELL’INNO DI BEETHOVEN Alessandra di Lernia E salvo lombardo hanno in comune una foto che li ritrae bambini, una nel 1980 a Roma ad una festa di carnevale, nell’altro in una piccola provincia siciliana. Entrambi sono vestiti da negretti, sono partiti da quell'immagine per indicare un segno nelle nostre coscienze.

Non hanno ripercorso una tradizione, È bastato aprire il loro personale Museo di ricordi, Per dimostrare come nella loro percezione e nelle cose impercettibili, ci siano immaginari razziali.

  1. I FUMETTI E LA STORIA Gli immaginari post coloniali interagiscono con la scuola come luogo di confronto. Gli studenti hanno fatto esperienza di come il linguaggio del fumetto sia un mezzo di conoscenza attraverso il quale entrare nella complessità della storia passando per un atto creativo. A creare le storie di fumetti hanno contribuito raccolte di video E documenti di archivio per raccontare il dominio del colonizzatore sul colonizzato di allora E a comprendere la relazione e L esclusione sociale dei migranti di oggi. Tutto ciò ha avuto la funzione di mantenere in movimento la scuola per la lotta contro il razzismo E trasmettere Valori di accoglienza E di democrazia. Fumetto: strumento che consente di approcciarsi a temi E contesti distanti da noi.
  2. OPERE VIDEO CHE FANNO DA CHIUSURA A PRESENTE IMPERFETTO
  3. STANZE dei fratelli De Serio : narrazione poetica orchestrata negli interni della caserma di Torino, In cui fu lì rifunzionalizzata come centro di accoglienza per rifugiati d'Africa. Il racconto di alcuni giovani uomini somali E tradotto in diversi da Suad Omar, poetessa E unica donna del video. Dalle stanze spoglie E dimesse dei rifugiati fino ai sotterranei Dove si rivive l'atroce passato della caserma, luogo di tortura di molti partigiani. Questa rappresentazione restituisce dignità ai corpi E alle testimonianze di cui sono portatori, Di vissuti migratori, di speranze tradite nella ricerca con consapevole rivendicazione per poter esprimere la propria identità liberamente.
  4. INCONSCIO ITALIANO di Guadagnino : dall'Istituto luce arrivano dei filmati di 6 intellettuali interrogati Sulla storia coloniale d'Italia. È un film mosso dal desiderio di ricerca, Nella formazione dell'identità nazionale italiana. Il razzismo ne è il carattere principale.
  5. THE REMAINS OF THE FATHER di Baker : video ispirato alla storia di un funzionario del ministero dell'Africa italiana Durante il regime, che durante il suo incarico approfonditi la conoscenza delle popolazioni eritree, raccogliendo una vasta quantità di documenti. All'inizio del video una donna entra in un complesso architettonico nel periodo fascista e inizia una traduzione di un testo i del funzionario in aramaico. La traduzione si interseca con un montaggio di materiali gli archivi pubblici e privati.