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riassunto sul problematicismo
Tipologia: Appunti
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UNIVERSALITÀ - Significa “nella totalità”, trascendente; tale termine è il contrario di “particolarità”. [“Trascendentale” è diverso da “trascendente”, che significa “ciò che va oltre la realtà]. Il trascendentale è prima della realtà ed indica gli elementi strutturali della realtà medesima presenti in tutte le cose; tale termine, quindi, fa riferimento agli elementi che caratterizzano la realtà nella sua interezza. - I problematicismi sono antidogmatici e, per questo, essi sostengono che “IL MOMENTO DI UNIVERSALITÀ DELL’ESPERIENZA È QUELL’ISTANZA REGOLATIVA CHE CI CONSENTE DI AMPLIARE IL CAMPO DI ANALISI”; questo significa che non si può mai conoscere la realtà nella sua interezza, in quanto noi non possiamo conoscere il noumeno, ma solo il fenomeno e per questo le conoscenze che costruiamo e sviluppiamo sono condizionate dalla realtà in cui siamo immersi e in cui sono nate un valore è sempre espressione di una cultura. 3 Ricordarsi che la realtà è ampia, consente di andare a vedere in vari punti della realtà ciò che succede. (es. nella nostra cultura si crede che il bambino debba dormire nel suo lettino all’interno della sua cameretta e non nel lettone per avere autonomia e costruirsi una propria identità, attraverso l’utilizzo di propri spazi. Nella cultura maya, cinese e giapponese, invece, si ritiene che il bambino piccolo debba dormire nel lettone con i genitori, in quanto egli ha vissuto da poco l’esperienza di discontinuità e trauma del parto, con la quale è stato espulso e allontanato dal proprio ambiente; quindi, secondo gli orientali le nostre idee sono strane poiché per loro il rapporto diretto con il genitore rappresenta una continuità con il momento di vita precedente, non porta ad una dipendenza dal genitore e, quindi, essi credono che l’autonomia vada raggiunta per gradi. In realtà non esiste una teoria corretta, in quanto l’obiettivo dell’autonomia del bambino dalla madre si può raggiungere fin da subito o con il tempo, poiché ci sono bimbi e madri diversi tra loro, che creano relazioni diverse tra loro). - Il momento di universalità dell’esperienza, quindi, ci aiuta ad uscire dai nostri valori, dalle nostre certezze; ciò non vuol dire necessariamente rinunciare a tali valori e accettare in toto teorie diverse dalle proprie, ma darsi la possibilità di pensare, di non credere che ciò che ci è stato trasmesso sia necessariamente giusto. Per questo motivo, quando ci si confronta con persone che hanno valori diversi dai propri, non ci si deve mettere l’uno contro l’altro, ma porsi in un atteggiamento di ascolto. Non ci si deve far condizionare pesantemente dalle conoscenze che ci sono state trasmesse, MA si deve essere in grado di realizzare una consulenza e, come bravi insegnanti, si deve sentire dentro di noi quale strada sia giusto seguire per educare i nostri allievi, in quanto una strada pre-imposta e astratta crea un intervento educativo che risulta violento e disturbato. [Il libro “I figli del sogno” racconta di una realtà educativa diversa da quella a cui siamo abituiti]. - La pedagogia, deve avvalersi sia del metodo deduttivo, che del metodo induttivo (che le consente di tener conto della realtà, di vedere che cosa accada effettivamente nella realtà per partire da ciò), in quanto se ci si limita a tener conto solo dei dati dell’esperienza si fa fatica ad aprirsi al momento di universalità dell’esperienza stessa, poiché quest’ultimo fa riferimento anche al passato e per questo motivo si deve tener conto anche delle grandi teorie del passato o di altre discipline, non solo dell’esperienza presente. ogni volta, quindi ci si deve alimentare di nuove conoscenze.