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In questo documento sarà possibile trovare la presentazione del genere letterario della favola con l’autore Fedro, successivamente sarà presentato Seneca con le varie opere e i testi a lui riguardanti.
Tipologia: Dispense
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La favola La favola, da “fabula” derivante dalla radice del verbo “fari” il cui significato è “raccontare”, è un breve apologo, racconto i versi e prosa che si propone di trasmettere un insegnamento morale. Protagonisti sono in genere animali parlanti che incarnano “tipi” umani. La “morale” è espressa all’inizio o alla fine del testo.
Durante la prima età imperiale vi furono dei fattori che portarono alla diffusione di generi minori che si volgono a ritrarre la realtà quotidiana. Nasce con Fedro la favolistica in versi, essa esprime una visone alternativa a quelle delle classi dirigenti e coincidente con l’ottica degli emarginati, spettatori di una società dominata dalla “legge del più forte”.
Nel prologo del libro I, esprimendo i principi della propria poetica, indica nel greco Esopo la sua fonte letteraria, affermando di aver ripreso da lui la “materia”, ma di averla trasposta in “versi settenari”, privilegiando il senario giambico. Fedro intendeva nobilitare il genere, adottando un metro vivace e vicino al linguaggio colloquiale.
Il ripiegamento della propria interiorità non implica l'abbandono dell'impegno sociale e politico che resta fondamentale nella riflessione di Seneca. Il raggiungimento di una piena consapevolezza di sé è funzionale al proposito di giovare agli uomini e alla collettività in linea con la prospettiva filantropica tipica dello stoicismo. Gran parte della vita di Seneca fu di fatto rivolta al difficile tentativo di far rivivere l'utopia platonica della filosofia come guida del potere politico e nel rapporto con Nerone si risolse in un amaro fallimento. Il compito del sapiens sarà essere utile al prossimo in una dimensione che e supera i confini della res publica per abbracciare l’umanità nel suo complesso. In linea con l’eclettismo della filosofia ciceroniana e romana in genere, Seneca non aderisce in modo univoco a una unica scuola di pensiero, il punto di riferimento del suo pensiero è lo stoicismo ripreso nella variante moderata, a cui si aggiungono spunti ed elementi derivanti da altre correnti, quali il neopitagorismo, il platonismo e l’epicureismo. Ne deriva una filosofia asistematica. La natura della filosofia senecana si riflette nelle modalità espositive scelte dall'autore per rivolgersi a un pubblico ampio, con una finalità divulgativa e didascalica. Per tale motivo Seneca preferisce la lettera e il dialogo che prendono spunto dalla concretezza della vita reale e si sviluppano secondo una conversazione pacata e amichevole che risulta più persuasiva.
3. I Dialogi I “Dialogi” comprendono dieci opere filosofiche di argomento morale, per un totale di 13 libri: ogni opera occupa un singolo libro della raccolta, tranne i De ira che si sviluppa in tre. A differenza di quanto accade nelle opere di Platone o nei dialoghi ciceroniani, non vengono riportate conversazioni tra diversi personaggi, con l'eccezione del De tranquillitate animi, in cui Seneca dialoga con l'amico Anneo Sereno, l'autore parla sempre in prima persona, rivolgendosi al destinatario dell’opera.
male bensì un semplice mutamento di luogo: nulla può turbare lo spirito del sapiens. Nella “Consolatio ad Polybium” Seneca conforta un potente liberto di Claudio per la morte del fratello, ma al contempo gli rivolge, in tono adulatorio, una supplica affinché interceda presso il princeps in modo da favorire il suo rientro a Roma.
Le “Epistulae morales ad Lucilium” sono composte tra il 62 e il 65, si tratta di una raccolta di 124 lettere riunite in 20 libri rivolta all'amico e discepolo Lucilio Iuniore. Essi affrontano singoli argomenti di filosofia morale, svolti in genere a partire da uno spunto concreto offerto a situazioni quotidiane, una dimensione pragmatica. Tale opera inaugura un genere nuovo ovvero quello delle epistole filosofiche che differiscono dall'epistolario privato di Cicerone, e anche dalle lettere di Epicuro che fu autore di tre lettere dottrinali, Seneca intende fornire insegnamenti morali concreti legati alla quotidianità ed esposti in forma colloquiale e pacata. Seneca guida Lucilio e lettore sulla via della saggezza, delineando le tappe di un progressivo perfezionamento interiore, secondo un intento didascalico nei primi tre libri esorta il destinatario della lettera a dedicarsi agli studi filosofici, inserendo una massima desunta da Epicuro su cui il discepolo è invitato a meditare. Col procedere della raccolta, i singoli testi presentano tematiche più ampie, trascurando l'aspetto didascalico e parenetico si volge a una riflessione pacata e cordiale. La riflessione di Seneca spesso si focalizza sulla necessità di liberarsi dalla tirannide irrazionale delle passioni e sulla necessità di raggiungere quella superiore imperturbabilità che garanzia di saggezza e serenità. Il cammino verso la liberazione spirituale, il superamento e le forze opinioni e la riappropriazione di sé trovano momento centrale nel riconoscimento del tempo come unico bene che appartiene realmente all’uomo. Il suo uso corretto prepara ad affrontare serenamente l'appuntamento con la morte che Seneca sente ormai vicina. Ricorrente anche la riflessione sui rapporti personali. Seneca nell'ultima fase della sua vita comprese la vera via della salvezza interiore, individuata nell’otium e nel distacco dell’impegno attivo sostituito dal richiamo alla cura di sé e alla propria interiorità. Questo atteggiamento costituisce il necessario presupposto per essere utile non solo ai discepoli e i contemporanei ma anche soprattutto alle generazioni future.
6. Lo stile delle opere filosofiche Seneca nelle lettere filosofiche manifesta l'intento di ricorrere una forma espressiva semplice e immediata a vantaggio della chiarezza dei contenuti. La forma espressiva delle opere filosofiche di Seneca è tutt'altro che trascurata e immediata, ricorre agli artifici retorici tipici della corrente asiana caratterizzato da enfatica magniloquenza e artifici retorici. A causa del suo intento didascalico, tenta di coinvolgere il lettore emotivamente attraverso uno stile elaborato e complesso. Seneca predilige una forma espressiva asimmetrica fondata sulla brevitas concettosa. Il nucleo stilistico della frase senecana è costituita da una singola frase che assume spesso la forma della sententia ovvero della massima fondata su giochi di parole oppure paradossali antitesi.anche periodi più ampi sono costruiti con una netta prevalenza delle para tassi a cui spesso si accompagna l'asindeto ma anche altre figure retoriche come l'anafora il polipo toto e altre figure di ripetizione.
Tale stile serve per sottolineare gli snodi concettuali del ragionamento e per rendere immediatamente percepibili concetti astratti, secondo gli usi popolari della diatriba Seneca ricorre con particolare frequenza a immagini analoghe, ma è anche presente la figura dell'antitesi spesso funzionale a sottolineare il contrasto tra apparenza e verità. Numerosi sono anche parallelismi, chiasmi, paronomasie e figure etimologiche unite ad allitterazioni e giochi fonici.
7. Le tragedie Attribuito a Seneca è anche un corpus di 10 tragedia le uniche della letteratura latina pervenuteci integre. Tra esse 9 sono cothurnate, ovvero di argomento greco, mentre l'unica praetexta intitolata Ottavia è dedicata alla moglie di Nerone, fatta uccidere dal princeps nel 62 ed era ritenuta opera di un imitatore. Le altre nove sono tutte di argomento mitologico ispirati ai grandi modelli della tragedia attica e soprattutto a Sofocle e Euripide.
La prima lettera delle “Epistule ad Lucilium” svolge nella raccolta una funzione premiare e pertanto vi si trovano riassunte le principali tematiche della riflessione se ne Cana sul tempo, esposte in una forma colloquiale è brutalmente asistematica, come un discorso fra amici. Le ripetute esortazione a Lucilio si accompagnano a tecniche proprie della diatriba come l'obiezione fittizia, e l'autore evitando di impartire insegnamenti dall'alto di una raggiunta saggezza, confessa alla finale le proprie stesse manchevolezze. La forma espressiva è vivacizzata dal ricorso al linguaggio metaforico che assimila il tempo al denaro, dal ricorrere dei brevi sentenze in cui Seneca sintetizza il senso del proprio insegnamento.
Fac : imperativo apocopato facio/facis/feci/factum/facere coniug. mista Vindica : imperativo presente di vindico/vindicas/vindicavi/vindicatus/ vindicare -> 1° coniugazione Te tibi : poliptoto e dativo di vantaggio (sottolinea come l’interlocutore sia soggetto e oggetto di tale liberazione interiore) Aut..aut..aut : questo polisindeto introduce 3 subordinate relative Auferebatur : indicativo imperfetto passivo 3° pers. sing. di aufero/aufers/ abstuli/ablatum/auferre -> anomalo composto di fero Subripiebatur : indicativo imperfetto passivo 3° pers. sing. di subripio/ subripis/subripui/subreptum/subripere -> mista Excidebat: indicativo imperfetto 3 p.s. excido/excidis/excidi/excidere -> 3° coniug. questi tre verbi formano un climax discendente Collige: imperativo presente da colligo/colligis/collegi/collectum/colligere -> 3° coniug. Serva: imperativo presente servo/servas/servavi/servatum/servare 1°coniug Persuade: imperativo presente persuadeo/persuades/persuasi/persuasum/ persuadere -> 2° coniug Hoc sic esse : infinitiva Esse : infinito sum es fui esse Ut scribo : subordinata comparativa introdotta da sic Scribo : presente indicativo 1 p.s. scribo/scribis/scripsi/scriptum/scribere -> 3° coniug. Eripiuntur: presente indicativo passivo 3 p.p eripio/eripis/eripui/ereptum/ eripere -> coniug. mista Subducuntur: presente indicativo passivo 3 p.p. subduco/subducis/ subduxi/subductum/subducere -> 3° coniug Effluunt: indicativo presente 3 p.p effluo/effluis/effluxi/effluere -> 3 coniug Iactura + est: perifrastica attiva participio futuro iacio/iacis/ieci/iactum/ iacere -> coniug. mista Fit: indicativo presente 3 p.s. fio/fis/factus sum/fieri Si volueris: protesi del periodo ipotetico del futuro, congiuntivo perfetto 2 p.s. da volo/vis/volui/velle anomalo
Adtendere: indicativo perfetto 3 p.p? o infinito presente adtendo/adtendis/ adtendi/adtentum/adtendere 3° coniug. Elabitur: indicativo presente 3 p.s del verbo deponente elabor/elaberis/ elapsus sum/elabi Triplice apodosi scandita dall’anafora del dativo di svantaggio Agentibus: dativo di svantaggio 2. Dabis: indicativo futuro semplice 2 p.s. con valore di condizionale do/das/ dedi/datum/dare 1° coniug. Seguono 3 subordinate relative consecutive Qui..ponat: congiuntivo presente 3 p.s. pono/ponis/posui/positum/ponere 3° coniug. Qui..aestimet: congiuntivo presente 3 p.s aestimo/aestimas/aestimavi/ aestimatum/aestimare 1° coniug Qui intellegat: congiuntivo presente 3 p.s intellego/intellegis/intellexi/ intellectum/intellegere 3° coniug Qui anafora Regge l’infinitiva se cotidie mori Mori: infinito presente verbo deponente morior/moreris/mortuus sum/ mori coniug. mista Fallimur: indicativo presente passivo 1 p.p. fallo/fallis/fefelli/falsum/fallere 3 coniug Prospicimus: indicativo presente 1 p.p prospicio/prospicis/prospexi/ prospectum/prospicere coniug mista Praeterit: forma contratta dell'indicativo perfetto praeteriit 3 p.s. praetereo/ praeteris/praeterii/praeteritum/praeterire anomalo Tenet: indicativo presente 3 p.s. teneo/tenes/tenui/tentum/tenere 2° coniug Fac : imperativo apocopato facio/facis/feci/factum/facere coniug. mista Facere: infinito presente facio/“/“/“/“ Scribis: presente indicativo 2 p.s. scribo/scribis/scripsi/scriptum/scribere 3° coniug. Complectere: imperativo deponente di complector/complecteris/ complexus sum/ complecti 3 coniug SIC FIET: completava dichiarativa Fiet: indicativo futuro semplice 3 p.s fio/fis/factus sum/fieri anomalo Ut pendeas apodosi Pendeas: congiuntivo presente 2 p.s pendeo/pendes/pependi/pendere 2° Si..inieceris: protasi del periodo ipotetico della realtà conio futuro anteriore indicativo di inicio/inicis/inieci/iniectum/inicere coniug mista Dum differtur: sub temporale indicativo presente passivo 2 p.s. differo/ differs/distuli/dilatum/differre
Sunt/est poliptoto Misit: perfetto indicativo 3 p.s mitto/mittis/misi/missum/mittere 3 coniug
Visum est: indicativo perfetto 3 p.s. videor/videris/visus sum/videri 2 con. Remanet: indicativo presente 3 p.s. remaneo/remanes/remansi/remansum/ remanere 2 coniug. Vale: imperativo presente 2 p.s. valeo/vales/valui/valitum/valere 2 coniug 1.Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diretto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o veniva sottratto o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: alcuni ci vengono portati via, altri sottratti e altri scorrono via. Ma la cosa più sconveniente è quella che si verifica per negligenza. Pensaci bene: della nostra vita buona parte scorre mentre ci comportiamo male, la maggior parte nel non fare niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. 2. Puoi indicarmi qualcuno che dia il giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte come un evento futuro: gran parte invece è già passata. Dunque, Lucilio mio, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Mentre si rinvia la vita scorre via. 3. Niente ci appartiene, Lucili0, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanti sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengono loro messi in conto è, invece, nessuno pensi di dover niente per il tempo che hai ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.
Si muore un po’ ogni giorno Cotidie mori dice Seneca: ogni giorno moriamo. Il passato, anche quello più immediato, è morto: e mentre Orazio con il suo carpe diem vedeva la morte davanti l’uomo, incerta e inconoscibile, Seneca la vede dietro ciascuno. Il tempo che l’uomo ha a disposizione va vissuto per arricchirsi interiormente, per acquisire saggezza, e mai si dovrebbe gettare in attività inutili e improduttive. Ogni tanto bisognerebbe fermarsi: fermarsi e riflettere su come impieghiamo la nostra vita, il nostro tempo, e sapere discernere cosa è fruttuoso e cosa non lo è affatto. E non per un bene istantaneo o un piacere volubile (cosa che più si avvicina all’epicureismo), bensì per sconfiggere la paura più grande: il futuro. Seneca non fu certo un esempio di coerenza, ma i suoi scritti dovrebbero comunque insegnarci che il bene più grande sta a noi scoprirlo. 19. Memini: verbo difettivo Tractasse: tractavisse: infinito perfetto tracto/as/avi/tractatumu/are 1 con. Incidere: infinito presente incido/incidis/incidi/incidere 3 coniug 20. Morimur: indicativo presente 1 p.p del verbo deponente morior/moreris/ mortuus sum/ mori coniug mista Procedere: infinito presente procedo/procedis/processi/processum/ procedere 3 coniug Crescimus: indicativo presente 1 p.p cresco/crescis/crevi/cretum/crescere 3 Demitur: indicativo presente passivo 3 p.s. demo/demis/dempsi/demptum/ demere 3 coniug Decrescit: indicativo presente 3 p.s. decresco/decrescis/decrevi/decretum/ decrescere 3 coniug Amisimus: indicativo perfetto 1 p.p. ammitto/ammittis/amisi/amissum/ amittere 3 coniug Transit: perfetto indicativo 3 p.s. transeo/transis/transii/transitum/transire Perit: perfetto indicativo 3 p.s. pereo/peris/perii/perire Agimus: presente indicativo 1 p.p. ago/agis/egi/actum/agere 3 coniug Dividimus: indicativo pres 1 p.p. divido/dividis/divis/divisum/dividere 3° Exhaurit: indicativo presente 3 p.s. exhaurio/axhauris/axhausi/axhaustum/ exhaurire 4 coniug Defluxit: perfetto indicativo 3 p.s. defluo/defluis/defluxi/defluere 3 coniug Desinimus: indicativo presente 1 p.p desino/desinis/desii/desitum/ desinere 3 coniug Facit: indicativo presente 3 p.s. facio/facis/feci/factum/facere Consummat: indicativo presente 3 p.s. consummo/as/avi/atum/are 1° Pervenimus: indicativo presente 1 p.p. pervenio/pervenis/perveni/ perventum/pervenire 4 coniug Venimus: indicativo presente 1 p.p venio/venis/veni/ventum/venire 4 con. 21.
Gli schiavi sono esseri umani L’epistola 47 affronta in termini nuovi la questione dei rapporti tra schiavi e padroni. Lucilio tratta i suoi schiavi con umanità, il filosofo sviluppa un’ampia riflessione etica. Secondo la dottrina stoica, tutti gli individui sono partecipi del Logos divini e sono quindi uguali e fratelli. Di conseguenza anche gli schiavi sono prima di tutto uomini. Seneca interprete di una sensibilità nuova, condanna con decisione il trattamento disumano imposto agli schiavi domestici, sottolineandone non solo la pericolosità, ma anche l’ingiustizia morale 1. Veniunt: indicativo presente 3 p.p venio/is/veni/ventum/venire 4 coniug Cognovi: indicativo perfetto 1 p.s.cognosco/cognoscis/cognovi/cognitum/ cognoscere 3 coniug Vivere: infinito presente vivo/vivis/vixi/victum/vivere 3 coniug Decet: impersonale decet/decuit/decere Servi sunt: quadruplice anafora Immo: anafora Homines..contubernales..humiles amici..conservi: climax ascendente Si cogitaveris: indicativo futuro anteriore 2 p.s cogito/as/avi/atum/are Licere: infinito presente liceo/lices/licui/licere 2 coniug 2. Rideo: presente indicativo 1 p.s. rideo/rides/risi/risum/ridere Qui + existimant: relativa ; indicativo presente 3 p.p existimo/as/avi/atum/ are 1 coniug Cenare: infinito presente ceno/as/avi/atum/are 1 coniug Quare: causale Cenanti: participio presente di ceno/as/avi/atum/are 1 coniug Circumdedit: perfetto indicativo 3 p.s. circumdo/circumdas/circumdedi/ circumdatum/circumdare 1 coniug Capit: indicativo presente 3 p.s. capito/capis/cepi/captum/capere c mista Ventrem..ventris: poliptoto Onerat: indicativo presente 3 p.s. onero/as/avi/atum/onerare 1 coniug Ut..Egerat: consecutiva; congiuntivo presente 3 p.s. egero/egeris/egessi/ egestum/egerere 3 coniug Ingessit: indicativo perfetto 3 p.s. ingero/ingeris/ingessi/ingestum/ingerere Movere: infinito presente moveo/moves/ movi/motum/movere 2 coniug Ut+ Loquantur: finale, congiuntivo presente deponente 3 p.p loquor/ loqueris/locutus sum/loqui 3 coniug Licet: verbo impersonale Compescitur: indicativo presente passivo 3 p.s. compesco/compescis/ compescui/compescere 3 coniug Excepta sunt: indicativo perfetto passivo 3 p.p excipio/excipis/excepi/ exceptum/excipere coniug mista Malo: indicativo presente 1 p.s. malo/mavis/malui/malle Interpellatum: participio perfetto di interpello/as/avi/atum/are 1 coniug
Perstant: indicativo presente 3 p.p persto/perstas/perstiti/perstare 1 coniug
Con piacere ho saputo da coloro che vengono da te, che tu vivi in rapporti di familiarità con i tuoi schiavi: è un atteggiamento si addice alla tua sensibilità, alla tua cultura. "Sono schiavi." Si, ma sono esseri umani. "Sono schiavi". Si, compagni sotto una stessa casa. "Sono schiavi." Si, ma anche umili amici. "Sono schiavi." Si, ma condividono con te la schiavitù se consideri che la Fortuna esercita uguali diritti su entrambe le categorie su di te e su di loro. 2. Perciò rido di quei tali che ritengono sia uno scandalo cenare col proprio schiavo: per quale motivo, se non perché una superbissima consuetudine ha collocato una folla di schiavi che stanno in piedi attorno al padrone che cena? Lui, il padrone mangia più cibo di quanto ne possa contenere e per eccessiva avidità appesantisce il suo stomaco dilatato e ormai disabituato a svolgere le sue funzioni, tanto che permette ogni cibo con uno sforzo maggiore di quello compiuto per ingerirlo. 3. Invece agli sventurati schiavi non è consentito muovere le labbra neppure per pronunciare una parola; ogni bisbiglio è represso col bastone, e neppure i rumori fortuiti, tosse, starnuti, singhiozzi, sono esenti da percosse; con un grave malanno viene punito il silenzio interrotto da una qualche parola; per tutta la notte stanno in piedi continuamente digiuni e muti.
coniug Conveniens: participio presente convenio/is/conveni/conventum/ convenire 4 coniug Sapienti: participio presente da sapio/ is/ sapii/ sapere coniug mista Indulsisse: infinito perfetto da indulgeo/ indulges/indulsi/ indultum/ indulgere Ut...educerent: sub finale consecutiva congiuntivo imperfetto 3p.p educo/ educis/eduxi/ eductum/ educare 3 coniug Genito: participio perfetto gigno/is/ genui/ genitum/ gignere 3 coniug Stare: infinito presente sto/stas/ steti/ statum/ stare 1 coniug
Habemus: indicativo presente 1p.p habeo/habes/ habui/ habitum/ habere 2 coniug Perdidimus: perfetto indicativo 3 p.p. perdo/is/ perdidi/ perditum/ perdere 3 coniug. Data est: perfetto indicativo passivo 3 p.s. do/das/dedi/ datum/ dare 1 coniug si collocaretur: periodo ipotetico protasi: congiuntivo imperfetto 3 p.s. passivo colloco/as/avi/ atum/are 1 coniug Ubi..diffluit, ubi..impenditur: sub temporale Diflluit: indicativo presente 3 p.s diffluo/ diffluis/ diffluxi/ diffluxum/ diffluere 3 coniug Impenditur: indicativo presente passivo 3 p.s. impendo/impendis/ impendi/impensum/impendere 3 coniug Cogente: participio presente cogo/cogis/coegi/coactum/cogere 3 coniug Quam: sub. relativa Intelleximus: indicativo perfetto 1 p.p intellego/intellegis/intellexi/ intellectum/ intellegere 3 coniug Transisse: infinito perfetto transeo/transis/transii/transitum/transire Sentimus: indicativo presente 1 p.p sentio/sentis/sensi/sensum/sentire 4° 4. Accipimus: indicativo presente 1 p.p accipio/accipis/accepi/acceptum/ accipere coniug mista Fecimus: indicativo perfetto 1 p.p facio/facis/feci/factum/facere coniug mist Questi ultimi due sono in antitesi rimarcando la responsabilità dell’uomo nella gestione del proprio tempo. Pervenerunt: indicativo perfetto 3 p.p pervenio/pervenis/perveni/ perventum/pervenire 4 coniug Dissipantur: indicativo presente 3 p.p dissipo/dissipas/dissipavi/ dissipatum/dissipare 1 coniug Si..Traditae sunt: protasi periodo ipotetico indicativo perfetto passivo 3 p.p trado/tradis/tradidi/traditum/tradere 3 coniug. Crescunt: indicativo presente 3 p.p cresco/crescis/crevi/cretum/crescere 3°
Disponenti: participio presente dispono/disponis/disposui/dispositum/ disponere 3 coniug Patet: indicativo presente 3 p.s. pateo/pates/patui/patere 2 coniug Traduzione 1.La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lamenta della malvagità della natura, perché siamo generati per una breve esistenza, perché questi spazi di tempo dati a noi trascorrono così velocemente, così rapidamente, fino al punto che, eccetto almeno pochi, la vita abbandona gli altri nello stesso preparativo della vita. Nè a questo generale malanno, come lo ritengono, solo la folla e il volgo ignorante ha rivolto i suoi lamenti: questo sentimento ha suscitato le lamentele anche di uomini illustri. Da ciò deriva quella esclamazione del più grande dei medici: “La vita è breve, l’arte lunga”; 2. da ciò deriva la controversia di Aristotele che fa i conti con la natura, per nulla conveniente per un uomo sapiente: “La natura agli animali ha concesso tanto tempo che essi allevano cinque o dieci generazioni, mentre per l'uomo, generato per fini così numerosi e importanti, sussiste un limite tanto più ridotto”. 3. Non abbiamo poco tempo, ma ne perdiamo molto. La vita è abbastanza lunga ed è concessa generosamente nel compimento di cose grandissime, se è regolata bene totalmente; ma quando si dissolve per lusso e negligenza, quando non è impiegata in nessun scopo buono, alla fine, costringendoci l'estrema necessità ci accorgiamo che è passata e che non abbiamo compreso che se ne stava andando. 4.E' così: non riceviamo la vita breve ma la rendiamo, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come le ricchezze grandi e regali, quando sono giunte ad un padrone incapace, vengono dissipate in un momento, al contrario le modeste, se sono state trasferite ad un custode esperto, crescono con l’utilizzo, così la nostra esistenza si estende molto per chi la gestisce bene. ANALISI In tale dialogo, attraverso una dimensione soggettiva, vi è espressa l'immagine di colui che si rende conto del tempo trascorso solo quando è costretto dall'estrema necessità, cioè dall'imminenza della morte, caratterizzare drammaticamente la condizione di chi è schiavo del tempo. Con altrettanta evidenza, attraverso la distesa similitudine che occupa la finale del capitolo, si esprime nella mente del lettore il confronto tra il cattivo e il buon amministratore del proprio tempo per quest'ultimo l'immagine del sapiente storico la vita si estende poiché egli valorizzandone la qualità rispetto alla quantità ne sa ben disporre. Si sviluppa in tre momenti: la confutazione dell'opinione di molti, l'enunciazione della tesi e la sua argomentazione alla luce della metafora tempo/denaro, il ragionamento di Seneca si propone di convincere attraverso la forza dell'esempio, tanto più rappresentativo se riferito alla vita.