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Forme Educative e Processi Mentali nell'Era dell'Antropocene, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

Le diverse forme di educazione, dall'informale alla formale e non formale, evidenziando come l'educazione influenzi i processi mentali e la comprensione della realtà. Analizza l'interdipendenza tra natura, uomo e cultura nella società planetaria, sottolineando l'importanza di un approccio transdisciplinare all'educazione. Vengono esaminati i livelli di realtà che influenzano l'educazione, come la mente biologica, razionale, sociale, culturale e psichica, e come questi livelli determinino le diverse conoscenze e saperi. Anche la logica del terzo incluso e la complessità dell'educazione, promuovendo una pedagogia scientifica che consideri le condizioni tangibili e intangibili dello sviluppo umano. Infine, viene affrontato il tema dell'antropocene e del suo impatto sull'intelligenza umana e sulla vivibilità del pianeta. L'obiettivo è fornire un quadro completo e integrato dell'educazione come processo vitale e fondamentale per lo sviluppo della persona e della società.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 31/05/2025

Vittoriamagellani
Vittoriamagellani 🇮🇹

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MODULO 1
EDUCAZIONE: PRIMA DEFINIZIONE
Ci sono tre concetti che definiscono l’educazione:
1. L’educazione rientra nel processo di ANTROPIZZAZIONE, cioè quel processo attraverso il quale si è costituito l’essere umano su questo
pianeta. L’educazione non è un processo umano a sé stante, come se l’antropizzazione fosse fatta da tanti elementi staccati, ma tutti questi
elementi entrano dentro il processo di formazione dell’uomo, e l’educazione è una componente fondamentale dell’ANTROPIZZAZIONE.
L’educazione processo attraverso il quale, insieme ad altri fattori (come la respirazione o l’alimentazione), noi diventiamo esseri umani,
esprimiamo la nostra realizzazione umana, definiamo la nostra umanità. .Ad esempio, non si può diventare esseri umani sani se non si
mangia bene, se non si vive in un ambiente sano E così la nostra umanità non si esprime bene se non si riceve un’educazione che non realizza
le nostre potenzialità umane. Frase per riassumere ciò: antropizzazione del pianeta terra.
2. L’educazione rientra ed è la componente costitutiva dei processi filogenetici e ontogenetici e come il processo di antropizzazione non è un
fatto isolato ma rientra dentro processi evolutivi della specie umana e di ciascuno di noi. Per evoluzione filogenetica, si intende come si è
andata formando geneticamente la specie vivente a cui apparteniamo (o più in generale le specie viventi): ad esempio noi arriviamo dai
primati Australopiteci, passando per l’homo erectus arrivando fino all’homo sapiens sapiens, ora stiamo diventando omo sapiens sapiens
tecnologicus. E l’educazione entrata nei processi filogenetici, essa è infatti è un processo lunghissimo partito con l’evoluzione della specie
umana e continua nell’evoluzione e nella vita di ciascuno di noi. Per evoluzione ontogenetica, si intendono i processi evolutivi di un singolo
essere umano, nel corso della sua vita.. L’educazione, nel corso della vita, partecipa ai processi di cambiamento di ogni essere umano, infatti,
l’educazione cambia così come cambia il corpo. FREUD RIFERIMENTO.
3. Bisogna essere infine consapevoli che le tracce educative rimangono poi nei gruppi sociali, nelle società e nelle aggregazioni spazio-
temporali della specie Homo Sapiens Sapiens. Questo è avvenuto dalle società preistoriche a quelle.globali in cui viviamo oggi. Quindi
parliamo della consapevolezza delle tracce educative nelle società, l’educazione deve adattarsi complessità della vita.
FORME EDUCATIVE E PROCESSI MENTALI
L’Educazione si esprime attraverso forme diverse:
1. Educazione informale : è quel tipo di educazione chi avviene attraverso il lavoro mentale e che si è attivata negli esseri umani sin dalle origini
dell’evoluzione dell’HSS; è nata con la formazione delle culture orali dove la comunicazione avveniva attraverso la parola;.c’erano figure
particolari (AD esempio sacre) . che davano indicazioni importanti per la condotta della vita individuale e comunitaria; la scrittura non era
ancora nata; questo tipo di educazione continua nella storia e continua tuttora e rappresenta ciò che apprendiamo attraverso l’esperienza.
Quindi essa è nata con la parola, è rappresentata da ciò che apprendiamo tramite l’esperienza e non c’è nessun professionista.
2. Educazione formale : queste forme di educazione nascono con la scrittura, circa 12.000/13.000 anni fa, appaiono qui le prime figure gli
insegnanti e educatori, non per tutta la popolazione ma per particolari strati sociali.. Fu per primo Carlo Magno ad attivare la prima forma di
scuola pubblica. Nel nostro tempo l’educazione formale corrisponde all’educazione dove: i contenuti sono standardizzati da programmi
scolastici + riconosciuti ufficialmente da leggi dello Stato + permettono di accedere a un lavoro e a una professione + permettono di
procedere nella vita. Con la riforma Carolingia (fine 800 ossia pieno medioevo) si forma la prima biblioteca pubblica e si istruisce tutto il
popolo non solo più il clero quindi nozioni generali di matematica proprio due cose e a leggere e scrivere. Quindi con Carlo Magno abbiamo
la prima istruzione scolastica, qui il professionista è l’insegnante.
3. Educazione non formale : questo è un tipo di educazione tipica del nostro secolo, dove la cultura scritta non basta più e anche l’educazione
informale si avvale di metodologie tecnologicamente più avanzate. Questo rivoluziona sia gli assetti dell’educazione formale che di quella
informale e nella nostra società si è inserita un’altra figura professionale, quella degli educatori professionali, coloro che si occupano
dell’educazione non formale cioè fuori dall’apparato istituzionale perché i nostri processi mentali diventano sempre più impegnativi. Questa
educazione nasce con le culture elettroniche e le tecnologie più avanzate.
L’elemento trasversale tra le tre forme di educazione è il concetto stesso di educazione:
Noi elaboriamo, cioè facciamo nostro qualcosa ergo non ricezione e studio pedissequo.
È un processo che partecipa alla costruzione della nostra forma umana perché l’educazione è componente dell’antropizzazione
La regia di tutto è il nostro cervello , infatti, l’educazione è elaborata dal lavoro della mente ed è un processo interno del cervello che deve essere aiutato
e alimentato in maniera adeguata alla complessità della vita.
Infatti, le tre forme di educazione si sviluppano perché esiste un processo interno: neuro biologico + psico sociale + socioculturale.
E questo processo è governato dal cervello ossia l’educazione è elaborata dal lavoro della mente. Il potenziale mentale del nostro cervello è dato dalle
connessioni (che sono miliardi come le stelle). Stiamo parlando di un potenziale educazionale di cui l’essere umano sviluppa una piccolissima parte, infatti,
la nostra forma umana è sempre al di sotto delle nostre possibilità mentali. L’educazione avrà un’importanza sempre maggiore, perché dovrà alimentare la
nostra mente in maniera adeguata alla complessità globale delle nostre vite.
L’educazione è la base per la crescita intelligente, educando nel modo giusto dalla nascita (soprattutto nell’ambiente non formale) posso ottenere un cambio
radicale nel mondo, volto all’uguaglianza alla pace e al benessere di collettività! Pensa al significato dato all’educazione, lei non è solo scuola o famiglia ma
comprende OGNI punto della vita, bisogna educare anche la parte non formale (con tecnologie i ragazzi e in maniera innovativa). REPUBBLICA DI PLATONE.
LA PEDAGOGIA NEL SUO SVILUPPO STORICO
La pedagogia È una disciplina che studia l’educazione. Ci sono diverse fasi dell’identità della pedagogia: la pedagogia viene divisa a seconda della
fase storica del suo sviluppo disciplinare. Per spiegare bene queste fasi, innanzi tutto dobbiamo definire:.paradigma ossia un criterio generale che
sta alla base delle teorie;.regole generali in base alle quali si sono costituite delle teorie, delle metodologie e delle ricerche. Si parla poi di
paradigma epistemologico. L’epistemologia è un approccio scientifico (da episteme che vuol dire conoscenza) che vuole andare oltre l’opinione e
con il lavoro mentale vuole capire che cos’è l’educazione;.quindi, il paradigma epistemologico è un paradigma che mi offre una garanzia
scientifica di oggettività.
Dalle origini ad oggi ci sono quattro macro-paradigmi, ossia quattro criteri per interpretare che cos’è educazione e come si deve fare educazione
quindi la pedagogia storicamente è riconducibile ad alcuni macro-paradigmi epistemologici. L’epistemologia va oltre la Doxa quindi non
cadiamo nel relativismo ecco perché l’educazione è scientifica e scienza.
1. Il primo criterio è di tipo filosofico: sino all’Ottocento la pedagogia è ancella della filosofia; la filosofia dice cos’è l’uomo e la pedagogia
esegue (oggi questo modello è superato ma non è superato il contributo della filosofia a capire la pedagogia). Nel frattempo, nascevano altre
discipline come la psicologia. Quindi unicità della pedagogia filosofica.
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MODULO 1

EDUCAZIONE: PRIMA DEFINIZIONE

Ci sono tre concetti che definiscono l’educazione:

  1. L’educazione rientra nel processo di ANTROPIZZAZIONE , cioè quel processo attraverso il quale si è costituito l’essere umano su questo pianeta. L’educazione non è un processo umano a sé stante, come se l’antropizzazione fosse fatta da tanti elementi staccati, ma tutti questi elementi entrano dentro il processo di formazione dell’uomo, e l’educazione è una componente fondamentale dell’ANTROPIZZAZIONE. L’ educazione processo attraverso il quale, insieme ad altri fattori (come la respirazione o l’alimentazione), noi diventiamo esseri umani, esprimiamo la nostra realizzazione umana, definiamo la nostra umanità. Ad esempio, non si può diventare esseri umani sani se non si mangia bene, se non si vive in un ambiente sano E così la nostra umanità non si esprime bene se non si riceve un’educazione che non realizza le nostre potenzialità umane. Frase per riassumere ciò: antropizzazione del pianeta terra.
  2. L’educazione rientra ed è la componente costitutiva dei processi filogenetici e ontogenetici e come il processo di antropizzazione non è un fatto isolato ma rientra dentro processi evolutivi della specie umana e di ciascuno di noi. Per evoluzione filogenetica , si intende come si è andata formando geneticamente la specie vivente a cui apparteniamo (o più in generale le specie viventi): ad esempio noi arriviamo dai primati Australopiteci, passando per l’homo erectus arrivando fino all’homo sapiens sapiens, ora stiamo diventando omo sapiens sapiens tecnologicus. E l’educazione entrata nei processi filogenetici, essa è infatti è un processo lunghissimo partito con l’evoluzione della specie umana e continua nell’evoluzione e nella vita di ciascuno di noi. Per evoluzione ontogenetica , si intendono i processi evolutivi di un singolo essere umano, nel corso della sua vita. L’educazione, nel corso della vita, partecipa ai processi di cambiamento di ogni essere umano, infatti, l’educazione cambia così come cambia il corpo. FREUD RIFERIMENTO.
  3. Bisogna essere infine consapevoli che le tracce educative rimangono poi nei gruppi sociali, nelle società e nelle aggregazioni spazio- temporali della specie Homo Sapiens Sapiens. Questo è avvenuto dalle società preistoriche a quelle globali in cui viviamo oggi. Quindi parliamo della consapevolezza delle tracce educative nelle società, l’educazione deve adattarsi complessità della vita. FORME EDUCATIVE E PROCESSI MENTALI L’Educazione si esprime attraverso forme diverse:
  4. Educazione informale : è quel tipo di educazione chi avviene attraverso il lavoro mentale e che si è attivata negli esseri umani sin dalle origini dell’evoluzione dell’HSS; è nata con la formazione delle culture orali dove la comunicazione avveniva attraverso la parola; c’erano figure particolari (AD esempio sacre) che davano indicazioni importanti per la condotta della vita individuale e comunitaria; la scrittura non era ancora nata; questo tipo di educazione continua nella storia e continua tuttora e rappresenta ciò che apprendiamo attraverso l’esperienza. Quindi essa è nata con la parola, è rappresentata da ciò che apprendiamo tramite l’esperienza e non c’è nessun professionista.
  5. Educazione formale : queste forme di educazione nascono con la scrittura, circa 12.000/13.000 anni fa, appaiono qui le prime figure gli insegnanti e educatori, non per tutta la popolazione ma per particolari strati sociali. Fu per primo Carlo Magno ad attivare la prima forma di scuola pubblica. Nel nostro tempo l’educazione formale corrisponde all’educazione dove: i contenuti sono standardizzati da programmi scolastici + riconosciuti ufficialmente da leggi dello Stato + permettono di accedere a un lavoro e a una professione + permettono di procedere nella vita. Con la riforma Carolingia (fine 800 ossia pieno medioevo) si forma la prima biblioteca pubblica e si istruisce tutto il popolo non solo più il clero quindi nozioni generali di matematica proprio due cose e a leggere e scrivere. Quindi con Carlo Magno abbiamo la prima istruzione scolastica, qui il professionista è l’insegnante.
  6. Educazione non formale : questo è un tipo di educazione tipica del nostro secolo, dove la cultura scritta non basta più e anche l’educazione informale si avvale di metodologie tecnologicamente più avanzate. Questo rivoluziona sia gli assetti dell’educazione formale che di quella informale e nella nostra società si è inserita un’altra figura professionale, quella degli educatori professionali , coloro che si occupano dell’educazione non formale cioè fuori dall’apparato istituzionale perché i nostri processi mentali diventano sempre più impegnativi. Questa educazione nasce con le culture elettroniche e le tecnologie più avanzate.  L’elemento trasversale tra le tre forme di educazione è il concetto stesso di educazione :  Noi elaboriamo, cioè facciamo nostro qualcosa ergo non ricezione e studio pedissequo.  È un processo che partecipa alla costruzione della nostra forma umana perché l’educazione è componente dell’antropizzazione  La regia di tutto è il nostro cervello, infatti, l’educazione è elaborata dal lavoro della mente ed è un processo interno del cervello che deve essere aiutato e alimentato in maniera adeguata alla complessità della vita.  Infatti, le tre forme di educazione si sviluppano perché esiste un processo interno : neuro biologico + psico sociale + socioculturale.  E questo processo è governato dal cervello ossia l’educazione è elaborata dal lavoro della mente. Il potenziale mentale del nostro cervello è dato dalle connessioni (che sono miliardi come le stelle). Stiamo parlando di un potenziale educazionale di cui l’essere umano sviluppa una piccolissima parte, infatti, la nostra forma umana è sempre al di sotto delle nostre possibilità mentali. L’educazione avrà un’importanza sempre maggiore, perché dovrà alimentare la nostra mente in maniera adeguata alla complessità globale delle nostre vite.  L’educazione è la base per la crescita intelligente, educando nel modo giusto dalla nascita (soprattutto nell’ambiente non formale) posso ottenere un cambio radicale nel mondo, volto all’uguaglianza alla pace e al benessere di collettività! Pensa al significato dato all’educazione, lei non è solo scuola o famiglia ma comprende OGNI punto della vita, bisogna educare anche la parte non formale (con tecnologie i ragazzi e in maniera innovativa). REPUBBLICA DI PLATONE. LA PEDAGOGIA NEL SUO SVILUPPO STORICO La pedagogia È una disciplina che studia l’educazione. Ci sono diverse fasi dell’identità della pedagogia: la pedagogia viene divisa a seconda della fase storica del suo sviluppo disciplinare. Per spiegare bene queste fasi, innanzi tutto dobbiamo definire: paradigma ossia un criterio generale che sta alla base delle teorie; regole generali in base alle quali si sono costituite delle teorie, delle metodologie e delle ricerche. Si parla poi di paradigma epistemologico. L’epistemologia è un approccio scientifico (da episteme che vuol dire conoscenza) che vuole andare oltre l’opinione e con il lavoro mentale vuole capire che cos’è l’educazione; quindi, il paradigma epistemologico è un paradigma che mi offre una garanzia scientifica di oggettività. Dalle origini ad oggi ci sono quattro macro-paradigmi, ossia quattro criteri per interpretare che cos’è educazione e come si deve fare educazione quindi la pedagogia storicamente è riconducibile ad alcuni macro-paradigmi epistemologici. L’epistemologia va oltre la Doxa quindi non cadiamo nel relativismo ecco perché l’educazione è scientifica e scienza.
  7. Il primo criterio è di tipo filosofico: sino all’Ottocento la pedagogia è ancella della filosofia; la filosofia dice cos’è l’uomo e la pedagogia esegue (oggi questo modello è superato ma non è superato il contributo della filosofia a capire la pedagogia). Nel frattempo, nascevano altre discipline come la psicologia. Quindi unicità della pedagogia filosofica.
  1. Nella seconda metà dell’Ottocento sono nate le scienze sociali come l’antropologia culturale (che studia il processo storico nell’evoluzione delle culture) e anche lo studio della società è diventato scientifico, con la nascita della sociologia. In questo modo le discipline che si sono occupate di educazione sono state sempre di più (ad esempio sono occupati di educazione anche l’economia e la medicina o l’amministrazione). Quindi dissoluzione della pedagogia nelle scienze dell’educazione.
  2. Si inizia così a parlare scienze dell’educazione e la pedagogia come criterio unico scompare: siamo agli inizi del Novecento e questo criterio procede tuttora MA si è sentito un’esigenza, come si può dire che l’educazione è fatta di tanti pezzi separati, quando poi avviene in modo specifico dentro un unico individuo? (Questo è un grande dibattito che porta a una ricostruzione difficile da filosofia e scienza). Quindi ricostruzione difficile della pedagogia tra filosofia e scienza.
  3. Oggi possiamo parlare di pedagogia scientifica a tutti gli effetti ma dobbiamo cambiare il concetto di scienza: dobbiamo passare dalla scienza mono disciplinare alla scienza transdisciplinare. Quindi complessità della pedagogia nella scienza transdisciplinare della formazione umana. Ecco perché diciamo che la pedagogia scientifica è una scienza transdisciplinare delle ricerche e professioni educative. Transdisciplinare significa che comprende diversi campi. LA RICERCA DI UNA SCIENZA UNIFICATA DELL’EDUCAZIONE Ci stiamo chiedendo se è possibile avere un concetto unico di scienza dell’educazione: questo è possibile nel momento in cui utilizziamo il concetto di una scienza unificata, cioè che raccoglie i contributi di più discipline. Stiamo analizzando la scientificità della nostra disciplina quindi non siamo su un livello teorico ma siamo sul livello epistemologico. Il paradigma epistemologico racchiude: il concetto di fare scienza unendo più discipline + il concetto di educazione che è quel processo attraverso il quale noi forniamo la nostra identità umana. Quindi c’è una multidisciplinarità della pedagogia scientifica. Le discipline non possono lavorare singolarmente ma devono lavorare insieme considerando la continua evoluzione della natura-uomo-cultura (es dell’orchestra: l’orchestra è perfetta se tutti i componenti sanno coordinarsi quindi nessuno prevarica l’altro ma perfetta sincronizzazione. Vediamo tre aspetti che caratterizzano questo paradigma audace della scienza unificata della formazione umana:
  4. Interdipendenza natura-uomo-cultura nella società planetaria: natura, uomo e cultura sono tre elementi in grande movimento ; studiare e fare educazione non può più essere un’azione statica e autoreferenziale e non possiamo più pensare ti adottare un concetto di scienza se non consideriamo che qualsiasi ricerca e interpretazione fatta sulla realtà non sia aggiornata in continuo rinnovamento. Proprio per la caratteristica globale e complessa che coinvolge tutto il pianeta. dobbiamo anche rivedere il concetto di disciplina, educazione e di pedagogia.
  5. Superamento delle gerarchie e della separazione tra le discipline: non possiamo più pensare che una disciplina sia maggiore di un’altra perché a una dose di scientificità più forte. Questa è andato bene fino all’Ottocento ma ci sono ancora dei residui storici per cui noi siamo portati a fare una gerarchia delle professioni in base ai soldi che si guadagnano ma soprattutto in base all’opinione che la gente ha rispetto al riconoscimento sociale. Oggi le discipline devono lavorare insieme, e non per settori segmentati (esempio dell’uomo nello spazio: c’è professionista che conosce lo spazio e le sue leggi, Il professionista che è capace di programmare le macchine per andare nello spazio, il professionista che è capace e addestrato per andare nello spazio). Quindi ora nasce il superamento della gerarchia e della separazione tra le discipline della conoscenza oggettiva autoreferenziale.
  6. Relazioni complesse delle discipline: noi ora andiamo cercando un approccio scientifico dove tutte queste discipline (ad esempio psicologia filosofia sociologia e educazione) possono essere interconnesse. LA PEDAGOGIA SCIENTIFICA TRANSDISCIPLINARE Piaget fu il primo a parlare di pedagogia transdisciplinare. Vediamo i 3 criteri essenziali di essa: 1) Esistenza di diversi gradi di realtà  L’ educazione reale è quella che effetto su di noi in un’azione ma avviene perché nella nostra educazione ci sono diversi livelli di realtà. Noi siamo abituati a considerare la nostra vita in maniera regolare: prima faccio una cosa, poi la chiudo e faccio un’altra cosa ma la realtà non è fatta di pezzi che vengono uno dopo l’altro (questa sarebbe una concezione lineare e cronologica della nostra realtà). Se percepiamo così la realtà, percepiamo come un susseguirsi separato anche i diversi interventi educativi in generale: l’educazione a scuola più l’educazione al lavoro più educazione nel tempo libero e così via. Ma la realtà non è lineare e ha livelli diversi che sono connessi ergo è stratificata. Tutti gli aspetti di realtà sono connessi (questo, ad esempio, è arrivato ad affermarlo anche la fisica quantistica chi è arrivata a dimostrare addirittura che non ci sono separazioni tra energia materia e tra loro c’è un continuum ).  Nella nostra educazione reale giocano diversi livelli di realtà infatti nella realtà ci sono la mente biologica (che si occupa dei fenomeni vitali ergo realtà neuro biologica); la mente razionale (che genera i concetti, le idee e i pensieri ergo la realtà della ragione e del pensiero); mente sociale (che si occupa della collocazione della persona nella scala sociale); mente culturale (che permette l’interpretazione dell’ambiente intorno ergo realtà della consapevolezza) e infine mente psichica (che si occupa di emozioni e sensazioni ergo realtà psichica).  Sulla educazione reale incidono tutti livelli di realtà e determinano le mie diverse conoscenze ossia i miei diversi saperi. Tale educazione reale (processo formativo dell’antropizzazione) attraversa i livelli di realtà partendo dalle conoscenze inconsapevoli del mio lavoro mentale dato dal campo delle sensazioni e delle emozioni e questa è la mia conoscenza del sentire ( saperi del sentire ). Possiamo quindi dire che l’educazione ha come motore il cervello, partendo da una componente neuro biologica e psichica che genera sensazioni ed emozioni. Ci sono però anche altri livelli, quelli della mente razionale, infatti, l’educazione attraversa anche i livelli di realtà delle mie conoscenze consapevoli (sociali e culturali) e questi generano la conoscenza razionale ( saperi del pensare ). L’educazione attraversa la realtà partendo dai primi saperi ai secondi e viceversa.  Le nostre pratiche di educazione devono INTERVENIRE su tutti e tre i livelli del lavoro mentale: abbiamo un approccio transdisciplinare nel senso che nel nostro lavoro mentale noi abbiamo diversi livelli che sono livelli di esplorazione e interpretazione della realtà, esplorazione e interpretazione di significati per arrivare a diverse forme di conoscenza. 2) La logica del terzo incluso  La logica del terzo escluso e la logica degli opposti. È una logica bipolare : in termini matematici la possiamo descrivere così ossia se prendiamo A e B possiamo dire che A non è B che B non è A. Questa logica ha determinato il modo di vivere nel mondo ereditato dalla storia filogenetica delle specie viventi (ad esempio la logica della preda e del predatore, come ad esempio la gazzella e il leone sono diversi). MA Quando ASSOLUTIZZIAMO questa logica, oltre questa logica non riusciamo a comprendere la realtà. Ad esempio: io sono bianco, tu che arrivi l’Africa sei nero e sei diverso da me ma essendo diverso ti opponi anche a me e diventi per me una minaccia.

1) Dotazione naturale: dotazione NATURALE vuol dire che l’educabilità, è un processo inserito nella natura umana: in che modo lo è? Le emozioni, la percezione, la sensazione si definiscono come forme di conoscenza necessaria e queste riguardano la conoscenza del sentire: questo tipo di conoscenza è una dotazione della natura, biologicamente programmata, è un primo livello di conoscenza ed è necessaria per vivere e sopravvivere. Ma noi abbiamo un’altra forma di conoscenza, La conoscenza del pensare, che ci offre la possibilità di scelta, ed è consapevole e possibile. La conoscenza del sentire nasce non consapevole, quando io mi accorgo per esempio di avere paura, per la presenza della ragione e della conoscenza del pensare, per questo motivo ho il potere di gestire quello che mi succede. 2) Dotazione storica : questo è un nuovo livello biopsichico che si arricchisce della dotazione sociale e culturale e permette la nascita di un terzo livello di educabilità, quello della conoscenza dei sentimenti. Spesso si confonde emozione con sentimento. Emozione = pulsione che nasce senza il pensiero. Sentimento = ha la pulsione dell’emozione ma anche la revocabilità delle emozioni data dalla ragione, durano nel tempo danno stabilità alla persona. l’intenzionalità del piano formativo è rafforzare, orientare, indirizzare, la costruzione dei sentimenti. PROCESSO FORMATIVO PERSONALE (PFP) La PEDAGOGIA è la scienza che si occupa della educazione e della formazione durante tutto l’arco di vita e in ogni ambito non formale. La pedagogia è scienza complessa perché ha come oggetto di indagine il processo formativo personale dell’uomo e come metodologia di indagine la sintesi delle alte discipline. POIETICA corrisponde a creatività, produttività. La PEDAGOGIA è una disciplina POIETICA cioè interviene sul cambiamento educativo e attraverso la formazione attiva dei cambiamenti sul suo metodo di indagine. Il PROCESSO FORMATIVO indica come avvengono in ogni persona i cambiamenti che nel corso della vita formano la persona. L’uomo che con le sue caratteristiche psicofisiche e la sua appartenenza alla società forma sé stesso. Il processo fomativo personale è una evoluzione che si sviluppa nel corso di tutta la nostra vita biologica, psichica, culturale, sociale e spirituale attraverso cui costruiamo i significati personali della realtà. realtà complessa che ha bisogno di una conoscenza adeguata per essere interpretata quindi è il nostro processo di conoscenza, che, unita al pensiero razionale che veicola la percezione, crea i sentimenti che sono l’elemento più alto della nostra intelligenza (Albero di Damasio). Per apportare dei cambiamenti al processo formativo, dobbiamo rifarsi su di un approccio scientifico multidisciplinare…per questo si parla di transdisciplinarità. Il processo formativo ha quattro caratteristiche , è:  NATURALE tutti esprimono e sviluppano il processo formativo spontaneamente  UNITARIO unisce diverse capacità distinte che non sono indipendenti. Non esiste una separazione mente e corpo. Uno condiziona l’altro. Unità psico-fisica, infatti, se ho delle preoccupazioni, il sistema immunitario è più fragile.  INTEGRATO interdipendenza tra i fattori genetici biologiche culturali e le interpretazioni soggettive della realtà.  Ha una DINAMICA EVOLUTIVA quando il soggetto si rende conto di non avere un sapere sufficiente, ha bisogno di cercare una soluzione funzionale che soddisfi la lacuna del sapere. Quando la trova, la aggiunge ad altri saperi che generano altro sapere. Dando una evoluzione al sapere. Domini del processo formativo che formano la conoscenza storica che ci permette di guardare quello che ci sta succedendo in una prospettiva storico-spazio- temporale. Essi sono i domini che hanno permesso i sentimenti che hanno fatto nascere la civiltà e che quindi hanno permesso l’antropocene: dominio della RAGIONE , dominio del SENTIRE , dominio delle EMOZIONI. IL PFP CORRISPONDE AL PROCESSO DEL SENTIRE E DEL PENSARE CHE INSIEME PORTANO AI SENTIMENTI. La differenza tra emozione e sentimento. L’emozione è immediata, inizialmente non consapevole, mutevole e di durata limitata; il sentimento matura col tempo, è alimentato dalla ragione ed è stabile (non immutabile). 3 paradigmi di pensiero:  1° asse/paradigma PENSIERO MAGICO E DICHIARATIVO : Prima il pensiero magico cioè “il sole è Dio” poi chi dichiara il pensiero magico ha il potere, ergo l’emozione comanda sulla ragione  2° asse/paradigma PENSIERO DIMOSTRATIVO E FRANTUMATO : Pensiero dimostrativo, scientifico che dimostra la realtà, oggettivo che ha bisogno delle emozioni per capire (democrazia). Seguito poi dal pensiero frantumato dove le discipline sono separate alla base della crisi mondiale.  3° asse/paradigma (ANTROPOCENE) PENSIERO CORRETTIVO E RELAZIONALE : L’oggettività della scienza è valida fino a che altre teorie non dicono qualcosa superiore. Il mondo della ragione e del sentire devono relazionarsi per permettere lo sviluppo e l’umano terrestre per la civiltà sostenibile (agenda 2030). L’ALBERO DI DAMASIO  Egli è un Neuroscienziato che usa la metafora albero per capire i processi formativi, come si sviluppa la mente biologica, quella psichica, sociale, culturale e quella dei sentimenti. Simbolicamente le radici della conoscenza del sentire sono poste alla base dell’albero: le percezioni E le emozioni non nascono nel nostro organismo all’improvviso, ma sono profondamente connesse con processi biologici. Ad es, se noi abbiamo problemi di salute nel metabolismo dei riflessi nervosi oppure cattive risposte immunitarie, questi problemi andranno ad influenzare alimentano le tue emozioni fondamentali che sono il dolore e piacere che a loro volta generano comportamenti.  I processi biologici principali che sottendono la conoscenza del sentire sono: La regolazione metabolica + riflessi fondamentali + le risposte immunitarie + comportamenti associati al dolore e al piacere.  Sempre simbolicamente procedendo sull’albero possiamo andare più in alto verso il tronco, dove si dice che il nostro modo di vivere, legato a piacere ed onore, genera in noi impulsi (spinta a fare qualcosa) e motivazioni profonde: impulsi e motivazioni sono spinte che generano emozioni. Emozioni sono una forma di conoscenza necessaria elaborata milioni di anni di evoluzione e ci permette di sopravvivere e di difenderci (fuga e desiderio); possiamo anche dire che è una forma di conoscenza prerazionale. Proseguendo poi c’è il livello della ragione, sempre sul tronco, che ci fornisce l’opzione della scelta. Ora è possibile spostarsi sui rami con le foglie e con i frutti: dove c’è il risultato del potenziale conoscitivo e educativo che passa attraverso la crescita e attraverso gli stadi si raggiunge la costruzione dei sentimenti che guidano la vita dell’uomo.  Alla base dell’albero ci sono le radici che corrispondono ai processi biologici come le difese immunitarie, il dolore ed il piacere. Sul tronco troviamo gli impulsi e le motivazioni, che non si vedono ma sono spinte che generano le emozioni. È importante conoscere le emozioni perché permettono la fuga e il desiderio. Sempre sul tronco ma più in altro troviamo la ragione con la quale si crea l’opzione della scelta. I rami e le foglie e i frutti: corrispondono al risultato dell’educazione e della conoscenza che portano ai sentimenti che guidano la persona nella crescita e nella vita. STRUTTURA E DINAMICHE DEI SAPERI COMPLESSI Quando parliamo di conoscenza intendiamo quella del sentire e del pensare, e ciò che ci rende di più l’idea è il termine saperi complessi. Nella scala di questi saperi si parte da aspetti biologici fino ad arrivare a quelli più elevati della mente, cioè i sociali e culturali. Prendiamo in esame, ad esempio, la struttura di costruzione di un sapere personale, quello della vergogna che è un sentimento, ma potremmo prendere in considerazione anche quello della GIOIA, INVIDIA, GRATITUDINE O COMPASSIONE. La mente personale corrisponde al PFP che forma i miei saperi; quindi, corrisponde al processo di costruzione dei saperi personali. Il PF corrisponde al lavoro della mente personale e quindi il processo di costruzione dei saperi personali. Abbiamo una mente biologica e una mente psichica E siamo nel campo della percezione individuale, quindi in quel processo di costruzione delle mie sensazioni : questa è solo una parte perché il nostro vissuto personale si intreccia con il tessuto collettivo e quindi con le percezioni collettive che introducono anche la mente sociale e culturale. Lo stesso discorso vale per le emozioni : esistono emozioni individuali ed esistono emozioni collettive ed ogni essere vivente le possiede tutte due (esempio della bomba). Ancora lo stesso discorso vale per la ragione : esistono ragioni individuale e una ragione collettiva (esempio dell’uomo che ruba al supermercato). Da questo processo dinamico E integrato nasce un sentimento , che può essere ad esempio quello della vergogna. Adesso io mi chiedo cosa posso fare come educatore per intervenire. STRUTTURE CEREBRALI: DAI SAPERI SENSO MOTORI AI SAPERI DEI SENTIMENTI Che differenza c’è tra struttura e dinamica nel processo formativo?

1) STRUTTURE : con il termine struttura si intende come è organizzato il processo formativo con struttura senso motorie, strutture emozionali e strutture razionale. È l’integrazione di queste strutture crea una struttura evoluta che è la struttura di costruzione dei sentimenti; queste strutture hanno delle dinamiche. 2) DINAMICHE : le dinamiche sono delle organizzazioni mentali indipendenti da una serie di altri elementi, sono processi che si muovono su una organizzazione, è una dinamica che si regge sul modo in cui è organizzata la nostra mente. Esistono le:  Dinamiche senso motorie della conoscenza non consapevole  Dinamiche relazionali della conoscenza consapevole  Dinamiche biologiche unite alle dinamiche psichiche che sono le dinamiche individuali soggettive  Infine, queste si intrecciano con le dinamiche della mente sociale e culturale che sono le dinamiche dei saperi collettivi Pensando alle radici dell’albero di D pensiamo alle strutture neurobiologiche che elaborano saperi sensomotori fino ad arrivare ai saperi dei sentimenti. Sono le strutture cerebrali di base e le possiamo indicare come potenziale di primo livello e possiamo individuare un secondo livello di conoscenza costituito dai saperi storici, dallo sviluppo della ragione ai sentimenti. Il primo livello di conoscenza è quello delle sensazioni ed emozioni e si basa su strutture neuronali che si possono individuare nelle regioni somato sensitive dell’ipotalamo, dell’ippocampo e dell’amigdala:

  1. Circuiti neuronali elementari formati dalle cellule nervose (dendriti assoni), scambio di neurotrasmettitori attraverso le sinapsi, impulso elettrico e biochimico. Qui le sensazioni sono sempre legate a un movimento
  2. Mappe Corporali , strutture di funzionamento del nostro corpo che regolano il metabolismo, I riflessi, e le risposte immunitarie
  3. Si arriva poi a Circuiti neuronali più complessi che si occupano delle dinamiche emozionali, Del cervello antico, E l’amigdala E il luogo della costruzione dei significati emozionali, Connesse alle regioni somato sensitive e senso motorie
  4. Questi tre circuiti mettono in moto altri Circuiti neurali superiori che governano regioni senso motorie, Emozionali e governano anche la ragione per arrivare alla stabilità dei sentimenti. Possiamo concludere che lo sviluppo del processo formativo nasce dalla nostra struttura biologica elementare si sviluppa dalla struttura corporea si chiama mappa corporale, per generare sensazioni ed emozioni, si intreccia con la neocorteccia e genera stabilità dei sentimenti. CIRCUITI MENTALI: DALLA RAPPRESENTAZIONE DEL SENTIRE A QUELLA DEL PENSARE  Diciamo che il processo formativo è il processo del sentire e del pensare E questo doppio potenziale, Del sentire e del pensare, traduce sapere che possono arrivare a determinare i sentimenti (che sono sapere soggettivi) In questi processi intervengono delle strutture cerebrali, delle dinamiche mentali, che formano le connessioni mentali, cioè i circuiti mentali.  I circuiti mentali sono il modo in cui noi rappresentiamo la realtà. Infatti, per costruire la realtà, nella nostra costruzione di significati, noi non la capiamo ma la rappresentiamo e quindi la nostra conoscenza della realtà e parziale.  Ovviamente con lo sviluppo il mio potenziale del sentire del pensare, le mie capacità interpretative della realtà si arricchiranno sempre di più. Ricordiamo che circuiti mentali partono dalle emozioni (che a loro volta partono dalle sensazioni e dalle percezioni) e arrivano fino alla ragione = fino ad arrivare all’ integrazione tra due generi di sentimenti individuali e collettivi.  A seconda di quello che noi ci rappresentiamo della realtà noi ci forniamo il modo o nell’altro. Le rappresentazioni possono essere: percettive di tipo senso motorio ed emozionali. Le prime influenzano le seconde (su paura e desiderio) e la seconda rafforza la prima; e poi c’è la coscienza (e quando avviene questo interviene il pensiero).  La parola rappresentazione indica la soggettività dell’elaborazione e quelli della formazione. Un esempio: se io vedo un bambino di colore denutrito che sorride, qual è il significato percettivo che mi costruisco? Da un punto di vista delle emozioni individuale di solito è positiva, e questa è la prima elaborazione cioè l’emozione primaria, privata, personale se l’emozione secondaria, quella legata alla cultura, determina la prevalenza nel colore della pelle sul sorriso possono arrivare emozioni di odio d’invidia o di pena. Se su queste emozioni ci ragiono allora quello che nasce è un sentimento, che è quello che caratterizza la personalità di una persona ed è questo che mi fa diventare compassionevole o invidioso un razzista. Ecco, quindi, che il processo formativo mi ha formato. EDUCABILITA’ STORICA  Tutti gli esseri umani posseggono la stessa educabilità’, cioè: un potenziale per costruire i significati della realtà + un potenziale per rappresentare la realtà + un potenziale per percezioni ed emozioni individuali e collettive + un potenziale per pensieri individuali e collettivi  Ma a seconda dell’esperienza storica che facciamo, l’educabilità diventa lo spazio di realizzazioni umana e quindi nella nostra esperienza storica si può sviluppare tutto o ridurre tutto. L’educatore serve proprio a tenere aperto al massimo lo spazio dell’educabilità lavorando sulla possibilità di educarsi.  Un essere umano possiede contenuti mentali legati al sapere del sentire che sono strutture mentali, circuiti mentali, processi rappresentazioni, legati a percezioni ed emozioni. Possiede anche un altro livello di contenuti mentali quello cosciente dei saperi razionali. Se una persona nella propria vita alimenta sensazioni ed emozioni, ma poco la sua razionalità E suo pensiero è una persona che ha ridotto la sua educabilità. Questa persona vive chiusa nel controllo emozionale, la sua identità è molto debole e la sua educabilità ridotta al minimo non per destino ma per esperienza storica. Infatti, se poniamo esempio di un bambino al quale gli si concedono tutti i capricci, questo cresce andando avanti sulle sensazioni e sulle emozioni e non è molto educato ad elaborare anche il suo pensiero (cioè che deve tener d’occhio anche il controllo delle emozioni). Può esserci anche l’esempio di una persona nata in un contesto molto autoritario: una persona che deve sempre controllarsi, frenando con la ragione tutto quello che sente. La ragione controlla il suo modo di pensare senza l’intervento delle emozioni, e anche in questo caso siamo di fronte allo spazio di educabilità ridotto. Interroghiamoci dunque qual è la situazione in cui l’educabilità può essere presente? È la situazione dove ci sono ingredienti di vissuti, emozioni, sensazioni ma anche con una certa abitudine a ragionare. È questa la strada per costruire sentimenti. Una persona abituata a vivere così vive in maniera integrata la sua esperienza storica in cui il sentimento ha riunito sentire e pensare. Una riflessione importante da fare e che negli ultimi secoli non stiamo stati portati a sviluppare la razionalità non legata alle emozioni, Perché le emozioni erano viste come un rischio. Ora si sta cercando di recuperare la rappresentazione delle percezioni E delle emozioni insieme al pensiero. MODULO 3 IL SECOLO DELL’EDUCAZIONE

Il lavoro educativo (della laurea triennale) è un lavoro impostato dal punto di vista della pedagogia scientifica. Gli ambiti del lavoro educativo sono fatti sulla base della competenza pedagogica. I primi ambiti di intervento riguardano l’educazione della persona umana cioè gli aspetti della vita privata. Possiamo quindi dire che gli aspetti della vita privata riguardano la cura pedagogica. Aver cura della persona vuol dire migliorare il processo formativo di un soggetto in quanto tale. L’AMBITO definisce gli aspetti dell’educazione in cui lavorano educatore e pedagogista. Ad ogni ambito corrisponde un SERVIZIO educativo e pedagogico. Questa classificazione è di tipo teorico/pratico, ma nella realtà questi servizi possono essere coperti da un servizio che li contiene e li riepiloga tutti. AREA DELLA VITA PRIVATA: ambiti e servizi educativi e pedagogici della cura della personaAmbito della persona e della famiglia Riguarda il modo di essere della persona e la persona nella famiglia in senso allargato (relazione affettiva primaria). Servizi educativi e pedagogici della persona e della famiglia: sono Servizi di Guidance, che significa orientamento e aver cura, cioè come migliorare il pfp del singolo e del singolo nella famiglia, e di Counseling ossia supporto più specifico rispetto a delle scelte.  Ambito del welfare Sono gli ambiti dello stare bene, condizioni sociali di cura del benessere, si rivolge soprattutto alle persone marginali o borderline. Servizi educativi e pedagogici del welfare.  Ambito motorio sportivo È la cura della propria corporeità, attività ludiche che impegna il corpo con una pedagogia della leggerezza, che nutre sentimenti lievi, di gioia e allegria. Servizi educativi e pedagogici motori e sportivi: palestre, enti locali, servizi sociali.  Ambito della salute Si trovano soprattutto in asl o in comunità per anziani, dove è difficile gestire il proprio pfp. L’educatore professionale si occupa di aspetti sociali relazionali e culturali dal punto di vista dello stare bene e fa supporto agli altri professionisti. Servizi educativi e pedagogici della salute. GLI AMBITI E I SERVIZI DEL LAVORO PEDAGOGICO E EDUCATIVO: L’EDUCAZIONE DELLA PERSONA In questa parte si prende in considerazione la persona in quanto cittadino, che è multilivello (famiglia, città regione, nazione, regione europea, ma che ha anche una cittadinanza terrestre planetaria). AREA DELLA VITA PUBBLICA: ambiti e servizi educativi e pedagogici per i cittadini Tale classificazione è di tipo teorico/pratico, ma nella realtà questi servizi possono essere coperti da un servizio che li contiene e riepiloga tutti:  Ambito sociale Problemi di sviluppo del processo formativo all’interno delle relazioni sociali (secondarie… amici, conoscenti, estranei…) Servizi di educazione e pedagogia sociale.  Ambito ambientale La cura dell’ambiente, difendere e aver cura della natura e aver cura dei luoghi costruiti nella città. Servizi di educazione e pedagogia ambientale.  Ambito culturale La relazione con altre culture, intreccio con altre menti culturali, non è l’inclusione ma educazione interculturale per meticciare la nostra cultura. Servizi educativi e pedagogici culturali.  Ambito dell’istruzione Educatore nella scuola, come ci si intrecci con gli insegnanti e gli studenti per lavorare sul processo formativo. Servizi di educazione e pedagogia dell’istruzione.  Ambito lavorativo Gaidans, come accompagnare il lavoratore nel miglioramento del suo processo formativo globale e non per forza su aspetti tecnici. Servizi di educazione e pedagogia del lavoro.  Ambito giudiziario Soggetti con elementi critici con la legalità… il processo formativo di queste persone ha delle criticità che l’educatore può sostenere. Servizi di educazione e pedagogia giudiziaria.  Ambito dello sviluppo locale Si intrecciano con i progetti di sviluppo integrato della realtà economica, urbanistica, degli spazi architettonici con la realtà educativa di un territorio. Servizi educazione e pedagogia dello sviluppo locale.  Ambito della cooperazione internazionale Educazione nei paesi che hanno difficoltà di sviluppo, ma anche in micro-gruppi in Italia (rom, cinesi…), educatori che lavorano con altre culture lontani dal nostro modo di pensare, prevede una professionalità molto forte. Servizi di educazione pedagogia della cooperazione internazionale. ORGANISMI E SERVIZI DEL LAVORO EDUCATIVO Dentro quale organizzazione fanno capo i servizi? Qui si intreccia sia lo sviluppo del cittadino con quello della persona, inoltre qui i servizi sono dettagliati in modo più specifico.

SUPER SINTESI AGENDA 2030 Oss= obiettivi sviluppo sostenibile È un programma d’azione sottoscritto nel 2015 dai 193 Paesi dell’ONU. Si pone 17 obiettivi per PROMUOVERE IL BENESSERE UMANO e PROTEGGERE L’AMBIENTE. La rivoluzione storica che stiamo attraversando determinata dai processi economici e tecnologici della globalizzazione ci porta a condividere ‘obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino. L’obiettivo 4 educazione di qualità garantisce un’istruzione inclusiva per tutti e promuovere opportunità di apprendimento permanente, eque e di qualità. Si basa sul concetto di SECOLO DELL’EDUCAZIONE: per la prima volta nella storia, l’intera specie umana si incontra e decide di collaborare nella costruzione dell’umano terrestre. Questo obiettivo comune vuole porre le basi per una educazione INCLUSIVA (include tutti in tuti gli ambiti di vita) e di qualità e PROMUOVE l’apprendimento in tutte le stagioni della vita. Questo può avvenire con l’educazione formale, informale e soprattutto NON formale. Perché l’educazione è trasversale: è un obiettivo in sé e genera cambiamenti rispetto alla conoscenza, alle capacità e ai comportamenti per ottenere il cambiamento. Affida questo compito all’EDUCATORE PROFESSIONALE, al PEDAGOGISTA e al PEDAGOGISTA RICERCATORE che dovrà assistere la persona in diversi ambiti NON FORMALI e in diverse stagioni di vita, come supporto sociale, relazionale e culturale per promuovere il benessere della persona, in ausilio anche ad altri professionisti. VEDIAMO GLI AMBITI  ambito della persona e della famiglia dando sostegno nell’orientamento e del counseling  ambito del welfare dedicato a persone marginali o borderline  ambito motorio sportivo dedicato ai servizi educativi pedagogici e sportivi  ambito della salute nelle asl o in comunità  Ambito sociale, culturale, dell’istruzione  Ambito AMBIENTALE, dello sviluppo locale  Sviluppo della cooperazione internazionale (rom, cinesi…): l’educatore e il pedagogista devono prendersi cura dei saperi del minore straniero non accompagnato. Devono garantire la loro presenza nel mondo ascoltando il suo punto di vista, ricercando i suoi saperi, integrandoli con la comunicazione tra i suoi saperi e i saperi interdisciplinari, soddisfare la curiosità di saperi interdisciplinari diversi che ampliano i significati e l’interpretazione personale. Tutto questo con la vicinanza benevola che non deve invadere e deve arricchire. Inoltre, devono alimentare sensazioni emozioni e pensieri positivi. La cura educativa secondo la R.A.P. a favore dei soggetti marginalizzati Riattivare il potenziale del sentire e del pensare attraverso la pratica di sensazioni, emozioni, pensieri e sentimenti gratificanti secondo la logica del terzo incluso oltre la violenza. Una comunità umana deve saper migliorare le proprie conoscenze per gestire sé stessa nel modo più opportuno. C’è relazione tra l’approccio complesso della pedagogia scientifica e quello degli obiettivi dello sviluppo sostenibile? Ambedue gli approcci tendono a realizzare interventi di sviluppo delle popolazioni e della Terra tra loro intrecciati per la costruzione di una nuova e più avanzata civiltà dell’intera specie umana. L’obiettivo educativo trasversale dell’educazione è di formare i cittadini di qualità della civiltà globale che si prendono cura del Pianeta e dei suoi abitanti. MODULO 5 RAP: ricerca , azione , partecipativa. Essa è una metodologia che traduce la teoria della transdisciplinarità in un criterio generale di lavoro o meglio metodologia = criterio generale di lavoro, “come si fa”, metodo = modalità particolare di applicare la metodologia, tecniche = i metodi a loro volta generano le tecniche (RAP). Teoria= lettura scientifica di come funziona il processo formativo personale (e da qui posso comprendere come nasce la RAP). TEORIA DEL PROCESSO FORMATIVO PERSONALE (P.F.P.) E METODOLOGIA DELLA RICERCA AZIONE PARTECIPATIVA (R.A.P.) Il processo formativo è il processo che corrisponde alla costruzione delle conoscenze del sentire e del pensare, sulla base di:  Una struttura biologica  Un sistema mentale complesso  La mente individuale bio/psichica  La mente collettiva, sociale e culturale Tutti questi aspetti teorici sono quelli che definiscono come noi costruiamo i significati della realtà. (Da sottolineare il fatto che noi costruiamo significati della realtà perché abbiamo bisogno di sopravvivere e vivere, e vivere bene!) e se aumentiamo l’educabilità del sentire e del pensare noi arriviamo a educare i sentimenti. Il “come si fa” corrisponde alla metodologia = cioè al discorso sul metodo. Un approccio generale ai metodi è la criteriologia , infatti, i metodi sono dei criteri di lavoro, la metodologia è l’insieme dei criteri nella loro coerenza logica. Le metodologie si alimentano di metodi. Metodi sono una strada attraverso cui si realizzano delle cose, sono dei criteri generali che mi permettano che tradurre in pratica i principi teorici Come educatore mi devo chiedere:  Quel metodo che io sto applicando mi fa arrivare a quali risultati di cui la teoria mi parla?  È In grado di intervenire sui cambiamenti del processo formativo personale di costruzione di conoscenza?  È in grado di modificare l’educabilità della persona?  È in grado di modificare le sensazioni, le percezioni, emozioni, i pensieri E quindi i sentimenti della persona?

IL SENTIRE E IL PENSARE NELLA RAP

P: il sentire partecipativo  La metodologia della partecipazione mentale, (elaborazione mentale dei significati). Stiamo analizzando il processo formativo sul piano dell’elaborazione mentale dei significati. Il pensiero razionale nasce dalla neocorteccia ma il sentire partecipativo, intuitivo fa parte di un’altra forma di costruzioni di significati della realtà, che appartengono al cervello antico ereditato da specie precedenti (stiamo parlando di amigdala e ipotalamo) dove il modo di costruire la conoscenza è legato al sentire di sensazioni ed emozioni.  È questo il sentire partecipativo, conoscenza “di cui ci sentiamo parte” perché le sensazioni partono dal corpo. Infatti, il corpo è la prima esperienza che noi facciamo di noi stessi! La conoscenza del sentire attiene all’intelligenza intuitiva del sentire. E parte tutto da un “pensiero sentito”. Ci sono due tipi di emozioni: le emozioni primarie, quelli della vita privata ed essenziale, e le emozioni secondarie quelli della vita sociale. La mente partecipativa si attiva perché possediamo delle radici biologiche Dove si attivano degli impulsi, e nella mente partecipativa che nascono le motivazioni profonde ed in superficie appare l’interesse.  Come educatore attivo una RAP quando c’è un problema rispetto al quale sono sensibile e motivato e rispetto al quale ho una motivazione profonda, rispetto al quale ho un interesse e da qui si attiva un processo integrato, parallelo a quello del pensiero analitico (che però si deve agganciare alla dimensione del sentire). A: Il sentire e il pensare nell’agire La metodologia dell’agire incrocia la metodologia dell’indagine e la metodologia della partecipazione E ci permette di integrare. L’agire ci può rivelare sia il pensiero sia il vissuto emozionale e senso motorio. È un agire che io sento ma contemporaneamente lo penso perché c’è tutto il flusso del pensiero analitico. A “comandare” non sono né le emozioni né la ragione ma sono le azioni perché nell’agire che mi permette di integrare gli altri due potenziali E la RAP ha questa tendenza a costruire un equilibrio tra il sentire e pensare proprio con le azioni. E quindi qual è il processo dell’agire? Innanzitutto, è sempre accompagnato dal pensiero analitico insieme all’intelligenza intuitiva del sentire, l’agire li equilibra.

IL FLUSSO METODOLOGICO DELLA RAP

Leggere la tabella in orizzontale da sinistra. Nell’usare la RAP ci vuole una competenza , Infatti è una metodologia che permette di recuperare il potenziale mentale nelle sue componenti di pensiero e di sentire ed è orientata nell’interpretazione della realtà per trasformare la realtà. È una metodologia di una pedagogia dello sviluppo umano di specie, perché tiene conto delle diversità umane e non sradica l’uomo dalla terra. Rap Solitamente è un lavoro di gruppo, ma chi lavora con la rappa solitamente che cosa fa? (consideriamo qui sotto 5 gruppi distinti, 2 a sinistra e 3 a destra)  Attiva il gruppo su un interesse  Fa emergere un problema che interessa al gruppo  Su cui il gruppo è sensibile  Utilizza i saperi che hanno le persone e gli attiva  Insieme al gruppo organizza l’analisi del problema nei vari aspetti  Le persone sono più coinvolte  E ci sono nuovi contributi tecnici di altri esperti coinvolti su domanda SUPER RIASSUNTO RAP – ricerca azione partecipativa È una INDAGINE, una ricerca nata per dare alfabetizzazione per poter dare l’idonea educazione a tutti. Col tempo si è affinata. Un servizio rivolto ai cittadini al singolo e al gruppo. La RAP serve per costruire conoscenza basandosi sul potenziale del pensare e del sentire, adottando metodi conformi alla natura umana.

  1. Metodo della RICERCA (indagine, costruire il pensiero partendo dalla ignoranza intesa come non conoscere)
  2. Metodo del PARTECIPARE (processo emozionale che costruisce le sensazioni e le emozioni, quindi il sentire)
  3. Metodo dell’ AGIRE (indagare + partecipare costituisce l’azione, il pensare ed il sentire porta all’agire) Differenza tra PFP e la RAP è che la PFP è la teoria e la RAP è la pratica. La R.A.P. facilita l’elaborazione personale dei significati e produce i saperi (conoscenze) del P.F.P.
  4. Nella ricerca R parliamo di pensiero analitico., quindi ci si pongono delle domande: PROBLEMA – ANALISI – IPOTESI -VERIFICA (nel caso di un immigrato: problema- è diverso da me? Analisi- faccio domande, andando oltre gli stereotipi e sviscero le informazioni ottenute. Ipotesi- dalle informazioni mi rendo conto che ha le mie stesse caratteristiche umane. Verifica- ho bisogno di verificare che l’ipotesi sia reale.)
  5. Nella P ARTECIPAZIONE parliamo del sentire partecipativo dovuto dalla mente che ha radici biologiche (amigdala e ipotalamo sistema limbico) che ci fa sentire impulsi che generano motivazioni profonde ed interesse: INTERESSE- mi sento sensibile e motivato a capire l’oggetto di indagine, COINVOLGIMENTO- mi coinvolgo nell’analisi dell’oggetto, AFFEZIONE- coinvolgimento più forte soprattutto se mi avvicino alla risoluzione SODDISFAZIONE- sento che la verifica dell’ipotesi è soddisfacente, PRESA IN CARICO- apprendo ciò che ho vissuto.
  6. L’ A GIRE integra il pensare della ricerca ed il sentire della partecipazione. AZIONE SENTITA E PENSATA: ATTIVAZIONE- sento il problema e mi attivo, AGIRE RICOGNITIVO- mi informo, mi documento, analizzo. AGIRE PREVISIONALE- formulo ipotesi, AGIRE ATTUATIVO-verifico l’ipotesi. AGIRE MIGLIORATIVO- valuto, prendo in carico e integro il mio sapere. Approccio transdisciplinare della RAP: unifica in un unico flusso i tre flussi metodologici del pensiero analitico, del sentire partecipativo e dell’agire programmato, tenuti insieme dalla logica del terzo incluso. MODULO 6 IL LAVORO EDUCATIVO NON FORMALE: LA QUALIFICAZIONE PEDAGOGICA Ci sono quattro passaggi che definiscono la qualificazione, quindi la competenza pedagogica:
  7. IL PRIMO LIVELLO è QUELLO CHE ATTIENE AL CAMBIAMENTO EDUCATIVO. Per spiegare questo dobbiamo rifarci a una teoria, a quello del processo formativo complesso, Che risponde alle modalità attraverso cui noi costruiamo I nostri schemi mentali per elaborare significati ed interpretazioni della realtà. Quindi la mia competenza pedagogica, per definire il cambiamento di una persona, corrisponde a fare delle azioni educative che possono cambiare il processo formativo di questa persona, cioè la costruzione dei significati che questa persona ha della realtà. Ed è importante ricordare che per fare questo È necessario inquadrare anche l’evoluzione storica nel processo formativo E saperne dire le teorie che mi giustificano il cambiamento educativo secondo la pedagogia scientifica.
  8. IL PROCESSO FORMATIVO CAMBIA, E IL PROCESSO DI COSTRUZIONE DEI SIGNIFICATI CORRISPONDE ALL’APPROCCIO COMPLESSO ATTRAVERSO CUI COSTRUIAMO I NOSTRI SAPERI. Esistono elementi immateriali : sensazioni, emozioni, ragioni di cui ci serviamo per interpretare e cambiare la realtà. Ed esistono anche: produzione del sentire, del pensiero, dell’emozioni, e della ragione. Può essere una  La mente razionale inizia fare ipotesi  Nascono nuovi saperi  C’è una verifica di tutto lavoro fatto  con una conseguente soddisfazione  C’è una valutazione  Una presa in carico  E la nascita di saper integrati

LA QUALIFICAZIONE PEDAGOGICA NELL’AREA DELLA VITA PUBBLICA (SECONDA AREA)

Area della vita pubblica: ambiti e servizi educativi e pedagogici per i cittadiniAmbito sociale : problemi di sviluppo del processo formativo all’interno delle relazioni sociali (secondarie… amici, conoscenti, estranei…). Servizi di educazione e pedagogia sociale.  Ambito ambientale: La cura dell’ambiente, difendere e aver cura della natura e aver cura dei luoghi costruiti nella città. Servizi di educazione e pedagogia ambientale.  Ambito culturale : La relazione con altre culture, intreccio con altre menti culturali, non è l’inclusione ma educazione interculturale… per meticciare la nostra cultura. Servizi educativi e pedagogici culturali.  Ambito dell’istruzione : Educatore nella scuola, come ci si intrecci con gli insegnanti e gli studenti per lavorare sul processo formativo. Servizi di educazione e pedagogia dell’istruzione.  Ambito lavorativo: Guidance, come accompagnare il lavoratore nel miglioramento del suo processo formativo globale e non per forza su aspetti tecnici. Servizi di educazione e pedagogia del lavoro.  Ambito giudiziario: Soggetti con elementi critici con la legalità… il processo formativo ha delle criticità che l’educatore può sostenere. Servizi di educazione e pedagogia giudiziaria.  Ambito dello sviluppo locale : Si intrecciano con i progetti di sviluppo integrato della realtà economica, urbanistica, degli spazi architettonici con la realtà educativa di un territorio. Servizi educazione e pedagogia dello sviluppo locale.  Ambito della cooperazione internazionale : Educazione nei paesi che hanno difficoltà di sviluppo, ma anche in micro-gruppi in Itali (rom, cinesi…), educatori che lavorano con altre culture lontani dal nostro modo di pensare, prevede una professionalità molto forte. Servizi di educazione pedagogia della cooperazione internazionale. LA QUALIFICAZIONE PEDAGOGICA DELL’EDUCAZIONE ALLA DEMOCRAZIA INTELLIGENTE DELLO SVILUPPO LOCALE (reale e virtuale) ANAMNESI SOCIO EDUCATIVA E CULTURALE Qual è l’anamnesi di una realtà sociale in funzione dell’educazione? Ad esempio, per arrivare alla complessità delle dinamiche bio psichiche dell’esclusione sociale di un ragazzo, che è solo, isolato ed emarginato dobbiamo chiamare in causa gli elementi del contesto sociale; Infatti, il PFP è un processo complesso e ci sono variabili dirette e indirette che lo compongono: il contesto fisico degradato e il contesto psico sociale impersonale. Se io voglio fare il lavoro professionale voglio che la persona recuperi un processo formativo personale di gestione non violenta, Di conoscenza, di pensiero e di emozione (cioè alimentare pensieri e sensazioni violente) vuol dire che devo capire cosa c’è dietro le forme di violenza. Come si fa a intercettare questi pensieri ed emozioni di violenza? Ad esempio: devo smontare quelle produzioni materiali, (Quindi quei modi di essere della città, Dei luoghi,) di cui il soggetto si è appropriato E del contesto materiali violento che ha interiorizzato il contesto insieme a saperi immateriali violenti. È importante quindi lavorare per questo con altre figure che si occupano del degrado urbano e della vivibilità dei luoghi. Altrimenti entro in un circuito di un’immagine violenta di onnipotenza e la diffusione dei sociali ingigantisce questa funzione (cioè quella di chiudermi nella tribù violenta) e farmi cadere nel tranello della fragilità. LA CURA EDUCATIVA DELLA COMUNITA’ SOCIALE E CULTURALE Stiamo sempre lavorando sul lavoro pedagogico dell’educazione non formale dell’educatore professionale. Stiamo approfondendo l’area della vita pubblica, e come questa coinvolge il cittadino del pianeta, il soggetto capace di alimentare una società avanzata attraverso uno sviluppo locale. Così come nel privato facciamo la cura del soggetto, negli ambiti del pubblico ci si occupa di competenze pedagogiche di soggetti che vivono insieme; quindi, della cura della comunità in cui viviamo, comunità economica, sociale e culturale. Prendiamo l’esempio dei minori stranieri Che direzione pedagogica prendere l’intervento educativo in questo caso? Cioè nell’ambito dello sviluppo locale integrato? Il sistema educativo nello sviluppo integrato richiede che l’attenzione dell’educatore non vada più solo verso l’educazione formale (con la scuola) ma bisogna migliorare l’educazione dei cittadini. Lo sviluppo locale integrato forma “città educative della conoscenza”: è una pedagogia complessa che va oltre la logica delle discipline separate (ci deve essere dialogo tra scienze umane e scienze naturali e tecnologiche) cioè società locale che apprendono e che si educano, dove le qualità delle conoscenze delle persone migliorano. La gente finita la scuola regredisce nei propri codici conoscitivi, e questo processo va interrotto. IN CHE MODO? Una comunità umana deve saper difendere i propri territori e deve saper migliorare le proprie conoscenze per gestire sé stessa. L’unico linguaggio che purtroppo questi minori hanno imparato è quello della violenza dobbiamo fare un lavoro di recupero del potenziale libero e non bloccato sulla violenza sia nell’educazione formale che informale senza perdere i contenuti delle loro culture, che devono essere intrecciati con le nuove conoscenze. La RAP ci aiuta a gestire questi processi della comunità locale.

MODULO 7

GLI OBETTIVI DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLE NAZIONI UNITE DSDGS

OSS = OBIETTIVI DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Dentro questi obiettivi si presenta il quarto obiettivo che è quello dell’educazione di qualità che si prefigge di garantire un’istruzione inclusiva (ma forse come traduzione dovremmo ampliare il termine istruzione anche nella sfera dell’educazione non formale) per tutti E promuovere opportunità di apprendimento permanente e di qualità. (Obiettivo 4) FORNIRE EDUCAZIONE DI QUALITA’ EQUA E INCLUSIVA E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO PER TUTTI Parliamo dell’obiettivo quattro :  Stiamo attraversando una fase storica in cui lo sviluppo dell’educazione e uno degli obiettivi fondamentali dell’umanità. L’obiettivo quattro, con l’educazione formale e non formale, toccare l’educazione di base fino ad arrivare ai livelli universitari ma si prende cura di tutto l’arco della vita della persona umana.  Fornire un’educazione vuol dire fornire: Un’educazione formale, e quindi un’istruzione, un’educazione non formale e quindi un’educazione legata ai problemi che le persone e le comunità hanno, e questi tipi di educazione devono essere entrambi di qualità. Le Nazioni Unite sono composte da 200 Stati, Questi sono il governo del pianeta, In un sistema di lavoro tra le nazioni. Nel 2015 gli Stati membri prese hanno fatto un accordo per la tutela dell’ambiente, per la pace E da qui È nata l’agenda 2015-2030, da un punto di vista dell’umanità E della vivibilità del pianeta. E da qui sono nati gli obiettivi dello sviluppo sostenibile: sostenibile nel senso che la tendenza che ha preso la vita sul nostro pianeta sta diventando sempre più insostenibile, Perché le risorse non sono infinite E sono distribuite male. Obiettivi dello sviluppo sostenibile nel senso che lo sviluppo degli esseri umani È uno sviluppo della vita sulla terra che possa essere duratura per le generazioni future, per garantire che l’umanità possa continuare ad esistere su questo pianeta E che pianeta continui ad essere abitabile. Sono stati individuati 17 macro- obiettivi E uno prioritario È stato dato all’educazione. Gli obiettivi valgono per tutta l’umanità, E si tratta di lavorare in modo integrato E non segmentario e diviso su tutti quanti gli obiettivi. Lavorare per l’educazione e per lo sviluppo sostenibile È una priorità fondamentale nel lavoro educativo, sia nel lavoro educativo formale che in quello non formale.

FORNIRE EDUCAZIONE DI QUALITA’ EQUA E INCLUSIVA E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO PER TUTTI: OBIETTIVO SPECIFICO

All’interno del macro-obiettivo quattro di 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile redatti dalle Nazioni Unite l’obiettivo specifico è basato su due parametri: inclusione e apprendimento. L’apprendimento È per tutte le età della vita, E non sono in gioventù, perché i contenuti del conoscere, soprattutto in un mondo globale, continuano a rinnovarsi. Quindi bisogna aggiornare i potenziali del processo formativo per far vivere i soggetti anche inclusione , equità, e uguaglianza. Quando parliamo di apprendimento parliamo di apprendimento efficace e di apprendimento pertinente: Efficace= sul piano mentale di modello interpretativo della realtà, Per essere padroni delle cose che poi apprendiamo Pertinente= rispetto alle prestazioni E alle competenze professionali, ma anche pertinente nel senso che il presente non è proiettato nelle forme del passato ma nelle forme del futuro, per la costruzione del cittadino della terra. (foto in alto a sinistra) L’obiettivo quattro è l’obiettivo specifico dell’educazione all’interno dell’agenda mondiale rispetto all’educazione. È il punto di riferimento politico di chi fa pratica educativa, Sia per quanto riguarda educazione formale sia per quanto riguarda l’educazione non formale. Nella nostra epoca di globalizzazione non basta più la scuola, ma anche l’educazione non formale: questo È una priorità nelle politiche nazionali europee e mondiali. (foto in alto a destra) FORNIRE EDUCAZIONE DI QUALITA’ EQUA E INCLUSIVA E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO PER TUTTI: OBIETTIVO TRASVERSALE Dobbiamo partire dal presupposto, per noi fondamentale, che non si può fare educazione fuori dagli altri aspetti della vita, L’educazione coinvolge gli ambiti della vita privata e della vita pubblica E quindi lavorare per l’educazione significa lavorare sul potenziale immateriale che genera le forme articolate dell’organizzazione della vita della società nelle varie condizioni materiali, di assetto di un territorio e di una società. (foto in alto a sinistra) Quindi l’obiettivo educativo è trasversale a tutti gli altri obiettivi, in modo particolare: a quello della salute, a quello di una buona crescita economica, a quello dell’identità di genere, a quello dell’utilizzo responsabile delle risorse, a quello della lotta contro il cambiamento climatico. (foto in alto a destra) Le Nazioni Unite parlano di cinque P, quando parlano dell’obiettivo trasversale.

FORNIRE EDUCAZIONE DI QUALITA’ EQUA E INCLUSIVA E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO PER TUTTI: OBIETTIVO SPECIFICO

TRASVERSALE

L’ob 4 va implementato tramite un macro ob specifico trasversale, come vediamo nella foto. Da ricordare che l’educazione è una scienza transdisciplinare che segue un approccio complesso, che tiene in evidenza tutti i livelli dell’educazione, degli aspetti più teorici e più epistemologici, agli aspetti strategici, politici, metodologici e tecnici. (foto in basso a sinistra) È fondamentale fornire strategie e poi implementare un obiettivo:  rendere sempre più governabile il sistema dell’educazione formale e non formale con la legge  Rafforzare le responsabilità governative individuali degli educatori  Dare una coordinazione tra agli educatori, cioè implementare l’associazionismo  E implementare i finanziamenti MODULO 8 L’INTELLIGENZA UMANA NELL’ANTROPOCENE Per Antropocene si intende un’era geologica (stagione storica dell’uomo) legata all’evoluzione della nostra vita e della specie dei viventi; quindi, nello specifico una fase geologica in cui la presenza umana cambia l’assetto della natura, la vivibilità di tutti viventi sul pianeta. Con lo sviluppo della società industriale e l’antropizzazione della terra ormai globale, per la prima volta nella storia del pianeta e dei viventi, l’essere umano sta modificando le condizioni di funzionamento di questo pianeta e le condizioni di sopravvivenza e di vita degli abitanti del pianeta, l’azione umana sta modificando in maniera strutturale dell’equilibrio che, dall’origine della terra fino ad oggi non era mai stato messo in crisi Chiediamoci: L’educatore che contributo può dare? Che tipo di processo formativo dobbiamo sviluppare? Dobbiamo fare un salto nel passato perché l’evoluzione filogenetica della conoscenza dei viventi, che è quella che ci ha permesso di parlare dei tre domini del processo formativo: Dominio della ragione, Dominio del sentire, Dominio delle emozioni. Ci permette in qualche modo di guardare quello che ci sta succedendo in una prospettiva storico, spazio, temporale. Ci permette in altri termini di collocarci in maniera adeguata nella crisi storica che stiamo attraversando, per trovare il ruolo, Le funzioni, E valore professionale dell’educatore. L’attuale sviluppo della civiltà è in fase regressiva, stiamo distruggendo ciò che la natura in migliori di anni ci ha permesso di raggiungere e tutta l’umanità ha un destino comune. L’intelligenza, che è stata utile per gestire la vita nel pianeta e creare arte, scienza, cultura, non basta più! Perché negli ultimi due secoli, le rivoluzioni dell’epoca moderna, come scienza, politica, cultura, molto avanzate, hanno dimostrato che le nostre azioni intelligenti hanno una serie di limiti. A questo punto un educatore si deve chiedere: I contenuti degli apprendimenti attuali sono adeguati? Dobbiamo fare qualcosa in più per fare un salto storico? In realtà sappiamo che l’essere umano ha un potenziale che poco utilizzato. Come investire di più sul nostro potenziale? Il processo formativo È ancora una realtà inesplorato e dobbiamo prendere consapevolezza che la risorsa che ci permette di fermare questa distruzione in atto da parte dell’uomo stesso, sono le nostre risorse mentali.

Siamo attorno ai 500 milioni di anni fa, che, come era geologica, può corrispondere al cambriano, l’epoca in cui iniziano a comparire le prime forme di vita pluricellulari superiori. L’intelligenza dei sensi, quindi l’intelligenza senso motoria, È il primo dominio della conoscenza umana ma l’articolazione dei cinque sensi da dove arriva? Dobbiamo entrare nella logica che il nostro potenziale di conoscenza, il nostro processo formativo, è complesso e articolato e anche dedicato e l’Abbiamo ereditato dall’evoluzione degli altri esseri viventi… non nasce così all’improvviso, ma è una struttura neurobiologica, psichica, sociale, è culturale profonda per cui la conoscenza di questi fenomeni ci fa sentire parte degli altri esseri viventi: Sono i nostri fratelli nell’evoluzione ed è grazie a loro che noi abbiamo ereditato e sviluppato le diverse forme di domini conoscitivi. È importante capire che le intelligenze del primo dominio, Che rientrano nelle forme di intelligenza neurobiologica elementare è la conoscenza senso motoria ed è dovuta allo sviluppo embrionale della struttura nervosa: quando si sono costituite le prime forme di strutture nervose questo ha permesso la costruzione anche del sistema tripolare della costruzione dei significati, che il processo intelligente che noi oggi dobbiamo rispettare. Come faccio a dire che un essere vivente è intelligente? Bisogna individuare un segno della realtà, bisogna elaborare un significato interpretativo della realtà e bisogna agire producendo dei cambiamenti in funzione della conservazione della propria vita, e della trasformazione nelle generazioni successive della nostra vita. Se un essere vivente in grado di fare questo è un essere intelligente. Prendiamo l’esempio del cordato , esso aveva delle terminazioni nervose che gli permettevano di entrare in relazione con lo spazio circostante. Infatti, I sensi correlati al sistema nervoso mi permettevano di costruire dei significati e quindi conoscenza della realtà. Per il cordato il processo delle tre polarità è stato: il segno era= un embrionale senso tattile, attivato dai terminali nervosi, il significato elaborato era= forme elementari di riconoscimento delle informazioni per alimentarsi, Difendersi, riprodursi, la produzione= era agitata, era lo spostamento nel suo ambiente. L’EVOLUZIONE FILOGENETICA DEL PROCESSO INTELLIGENTE DEL CONOSCERE UMANO: L’INTELLIGENZA DELLE EMOZIONI POI: intelligenza delle emozioni: stiamo parlando di un periodo storico che va dai 400 milioni ai 200 milioni di anni fa, che può corrispondere all’epoca del cretaceo Dove compaiono i mammiferi. Oltre la forma di intelligenza dei sensi abbiamo l’intelligenza delle emozioni. Le emozioni, sostenute da modifiche a livello cerebrale, HANNO MESSO IN ATTO dinamiche di una nuova conoscenza cioè di una nuova interpretazione della realtà, Di attribuzione di significato, Di produzione e trasformazione della realtà, Di una nuova dinamica di relazione tra noi e ciò che è esterno a noi. Da sottolineare che l’intelligenza dei sensi ha messo in atto le dinamiche di avvicinamento/ allontanamento. Questa dinamica, con l’intelligenza emozionale, si amplifica e diventa prorompente nel senso dell’interpretazione dei significati HA delle azioni come conseguenza. Facciamo l’esempio di due Prato mammiferi: DERISTOTERIUM E DURISTODON, per loro il processo delle tre polarità è stato: segno: attivazione di nuove aree CEREBREALI preposte all’allerta emozionale, significato elaborato: strategie adattative di paura e desiderio, produzione agita: realizzazione del sistema vita notturno e sotterraneo corrispondente all’adattamento intelligente per vincere la competizione per la vita. Dobbiamo ricordare che le nostre emozioni nascono dal lavoro che hanno fatto questi topolini E poi le tre polarità si sono strutturate e da funzioni del vivere sono diventati elementi stabili e sono entrate a far parte della struttura del DNA, quindi elementi di trasmissione filogenetica. L’EVOLUZIONE FILOGENETICA DEL PROCESSO INTELLIGENTE DEL CONOSCERE UMANO: L’INTELLIGENZA DELLA RAGIONE Parliamo ora dell’intelligenza della ragione: da dove arriva? L’epoca geologica di cui siamo parlando risale a 65 milioni di anni fa, è definita miocene e corrisponde all’epoca della scomparsa dei dinosauri, dell’affermazione dei mammiferi e questo ha determinato la nascita dei primati E di conseguenza l’evoluzione degli ominidi. Qui c’è stato lo sviluppo il terzo dominio del conoscere cioè l’intelligenza della ragione. Qual è il salto in questo tipo di intelligenza? Innanzitutto si forma la neocorteccia e le aree cerebrali diventano complesse e differenziate in questo modo permettono le dinamiche di astrazione (ti dare un ordine alla realtà: cioè di distruggere una realtà la per costruirne una nuova) Come esempio di origine dell’antropizzazione possiamo portare l’esempio del’ Homo erectus: Per l’homo erectus il processo delle tre polarità è stato: segno: I reperti ci dicono che veniva usata la grotta come luogo di cottura dei cibi significato: sempre dai reperti possiamo evincere che ci sono delle INTRODUZIONE: Stiamo riprendendo i domini conoscitivi perché nell’esperienza storica che stiamo vivendo, In cui l’uomo sta distruggendo il mondo, dobbiamo forse pensare che la stupidità sta prendendo lo spazio dell’intelligenza. Se noi ricostruiamo la storia dell’intelligenza di questo pianeta, Forse il nostro potenziale d’intelligenza nella costruzione dei significati, Dei prodotti materiali e immateriali, Sarà in grado di produrre un livello di intelligenza all’altezza della cittadinanza terrestre.

competenze simboliche, Immaginative, E sociali che dettavano le regole della convivenza produzione: Esistevano tecnologie per cacciare, per controllare il fuoco e per cuocere il cibo. Dobbiamo però sottolineare che l’intelligenza razionale ha anche un potenziale di distruzione perché la ragione al servizio di vissuti meno elaborati (senso motori ed emozionali) non è in grado di produrre il processo tripolare dell’intelligenza e poi può portare a processi degenerativi come le guerre e lo sfruttamento delle risorse. Tra il 12.13 mila anni fa, nell’olocene inferiore, si afferma l’HSS, l’uomo che conosce ed è consapevole di conoscere. La sua caratteristica è quella di avere il terzo dominio integrato con gli altri due domini. Parte dalla RIF VALLEY che si trova in Africa E si diffonde su tutto il pianeta. È una specie in grado di fare aggregazione sociale E nascono così le grandi civiltà della terra. In lui c’è integrazione tra la conoscenza del sentire e quella del pensare e così si sono sviluppati i sentimenti, le passioni, e senso di appartenenza al gruppo o alla tribù. PER L’HSS IL PROCESSO DELLE TRE POLARITA’ è: segno: leggere nei segni della realtà con la doppia intelligenza del sentire e del pensare. significato: elaborare significati di abitabilità dei territori rispetto le condizioni ambientali favorevoli allo stazionamento. Produzione: È legata alla vita stanziale e allo sviluppo di tecnologie di I lavori diversificati e si arriva a generare le prime civiltà. Il processo di antropogenesi DELL’HSS è compiuto e si intreccia con l’evoluzione della tecnologia e dei suoi prodotti. La domanda ora è questa: sarà in grado di uomo di sviluppare un’intelligenza che conservi e sviluppi il suo potenziale di vita di intelligenza, suo e degli altri viventi? SUPER SINTESI ANTROPOCENE L’ANTROPOCENE è una era geologica in cui l’essere umano modifica negativamente l’assetto della natura, condizionando la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, rompendo l’equilibrio della Terra. Stiamo distruggendo ciò che la natura in milioni di anni ci ha permesso di raggiungere e tutta l’umanità ha un destino comune. L’evoluzione ci ha permesso di arrivare ad un processo d’intelligenza formata da 3 Polarità (che non sono la stessa cosa dei domini del conoscere umano):  PRIMA Polarità relazione tra segni dentro e fuori di noi e che ci permettono di dare un significato alla realtà  SECONDA Polarità relazione tra il significato della realtà che diamo e l’uso che ne facciamo per produrre i cambiamenti  TERZA polarità attraverso la conoscenza noi modifichiamo la realtà ed i segni che la realtà ci dà, e questo ci permette di migliorare la nostra conoscenza. Come una spirale L’intelligenza umana è quindi un processo tripolare che INTERPRETA I SEGNI DELLA REALTA’, COSTRUISCE I SIGNIFICATI e CON QUESTI SIGNIFICATI REALIZZA LE PRODUZIONI. LA PRODUZIONE PERMETTE ALL’ESSERE UMANO DI VIVERE NELLA REALTA’ E DI TRASFORMARLA. DIFFERENZA TRA EDUCAZIONE E FORMAZIONE. Educazione promuove lo sviluppo delle facoltà morali in un ambito non formale come, il saper vivere nel rapporto con gli altri. La formazione fa riferimento agli ambiti formali in cui si acquisiscono competenze che nel tempo diventano abilità, il saper fare. Come si integrano la pedagogia e la psicologia? I pedagogisti si riferiscono al PFP in quanto EDUCAZIONE gli psicologi lo chiamano COSTRUZIONE DELL’Identità PERSONALE. Ci deve essere sempre collaborazione tra le discipline affinché sia possibile dare una visione di insieme della situazione, della realtà complessa. MODULO 9 INTRODUZIONE (EDUCAZIONE AL PENSIERO RELAZIONALE) Dobbiamo chiederci quale intelligenza PER L’HSS è indispensabile per costruire una civiltà planetaria terrestre È un cittadino della terra. Abbiamo visto prima quello che filogeneticamente abbiamo definito il processo formativo del sentire e del pensare e che poi abbiamo meglio articolato come tripolarità nella relazione, significati e produzione di conoscenza. Abbiamo anche visto che le forme di conoscenza di cui disponiamo, Nonostante siano avanzate, riescono comunque a rovinare il pianeta. Paradigma = struttura conduttrice del pensiero dell’intelligenza storica; come si è evoluta sul pianeta nelle diverse civiltà. L’educazione al pensiero relazionale È un’educazione come processo empirico, come pratica del lavoro educativo. LE PRIME CIVILTA’ NELL’OLOCENE E LE ULTIME DELL’ANTROPOCENE Con il consolidamento filogenetico dei tre domini della conoscenza che abbiamo ereditato dagli altri esseri viventi la conoscenza naturale dei sensi, la conoscenza naturale delle emozioni, la conoscenza naturale del pensiero. Hanno prodotto una conoscenza storica, Tipica degli esseri umani, che possiamo definire conoscenza dei sentimenti. Da questo tipo di conoscenza sono nate le grandi civiltà E a dire la verità anche la crisi della civiltà del nostro tempo contemporaneo. Circa 12/13.000 anni fa, nell’era dell’OLOCENE, sono nate le prime civiltà in cui l’essere umano in tutte le regioni del pianeta si organizza in gruppi E questo è stato frutto della conoscenza dei sentimenti. Negli ultimi due secoli esiste una nuova era geologica chiamata antropocene (impatto della presenza dell’uomo sulla natura). L’intelligenza dei tre domini che fa riferimento all’albero di Damasio: Parte dalla regolazione metabolica, Dalla risposta immunitaria, Da riflessi fondamentali, E dai comportamenti associati al piacere e al dolore. E questa è la radice neurobiologica che permette la nascita dell’albero della conoscenza. Da dolore e piacere si generano impulsi e le motivazioni e da qui poi evolvono I tre domini: Conoscenza del sentire, Conoscenza del pensare, Conoscenza dei sentimenti. È bene ricordare che soltanto quando emozioni e ragione dialogano cioè la conoscenza del sentire e la conoscenza del pensare dialoga, nasce un terzo tipo di conoscenza, Che possiamo definire conoscenza della natura, Che diventa conoscenza storica dell’essere umano, che possiamo identificare come un super dominio che quello dei sentimenti.