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Vicenda editoriale La Cognizione del Dolore, Appunti di Letteratura Italiana

Appunti di lezione sulla vicenda editoriale de "La Cognizione del Dolore" di Gadda

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 24/04/2026

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giorgia-tuffanelli 🇮🇹

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VICENDA EDITORIALE “LA COGNIZIONE DEL DOLORE”
Sulla rivista “Solaria”, il giovane scrittore Carlo Emilio Gadda inizia a farsi conoscere. Solaria
nasce nel 1926 e si esaurisce nel 1934; era una rivista che guardava oltre i confini nazionali
e quindi differenziandosi rispetto alla cultura editoriale italiana. Diverse voci letterarie vi
hanno transitato, come Umberto Saba e Italo Svevo; ricordiamo anche Montale, che nel
1926, inizia a pubblicare alcune poesie destinate a entrare nella seconda edizione di Ossi di
Seppia, tra cui “Arsenio” (1927). Due anni successivi, entrerà tra i collaboratori di Solaria
anche Elio Vittorini, che sarà uno dei responsabili del sequestro che nel ‘34 porterà alla
chiusura della rivista. Vi erano anche Carlo Gobetti e Alessandro Bonsanti, il quale
diventerà, nel 1937, il caporedattore della rivista “Letteratura”, da lui stesso fondata sulla
scia di Solaria; anche Piero Gadda, cugino di Carlo, è stato un collaboratore di Solaria → 9
anni più giovane di Carlo Emilio, inizia a pubblicare per primo e ottenendo qualche successo.
Di Carlo Emilio, si trovano su Solaria prevalentemente recensioni e prose, salvo un caso:
una poesia pubblicata nel terzo numero della settima annata (marzo 1932), dal nome
“Autunno”. Essa si trova nell’appendice de La Cognizione del Dolore, ma è stata scritta
quando l’autore non aveva intenzione di scrivere il romanzo, ma che poi diventa la fine del
settimo tratto de La Cognizione dell’edizione 1963, per scelta di Gadda stesso. Arriviamo
quindi alle soglie editoriali del romanzo.
Il punto di partenza è la morte della madre, Adele Lehr, il 2 aprile 1936, assistita dalla figlia
ed è stato un momento che ha avuto un impatto sulla biografia dell’autore. Ciò si registra in
alcune lettere di Carlo Emilio rivolte a un certo numero di interlocutori. La notizia è, infatti,
registrata il 30 aprile in una lettera indirizzata a Bonaventura Tecchi e un’altra rivolta a
Gianfranco Contini. I rapporti con l’uno e con l’altro sono diversi: con il primo vi è una forte
amicizia; il secondo nutre grande rispetto per Gadda e sarà il suo principale critico. Carlo
Emilio era stato muto con l’uno e con l’altro ed è solo il 30 aprile che si fa vivo nuovamente.
Un mese dopo, il 26 maggio, scrive a Contini per ragioni editoriali e di scrittura, ma facendo
sempre presenti i suoi problemi familiari che lo avrebbero attanagliato ancora per moltissimo
tempo. Il “mi vendicherò” che Gadda scrive nella lettera è per Contini un primo passo verso
La Cognizione. Sempre in quell’anno, le vicende personali dell’autore continuano a
intrecciarsi con la vita da scrittore di Carlo Emilio. Per esempio, Alessandro Bonsanti invita
Gadda a lavorare in “Letteratura”, a ottobre, dicendogli di inviargli un pezzo del romanzo a
cui stava lavorando: non parliamo de La Cognizione (a quel tempo era forse concepito solo
come un racconto), ma di uno dei tanti progetti che sarebbero poi rimasti nel cassetto,
ovvero “Un fulmine su duecentoventi”, che sarà pubblicato solo nel 2000. A novembre,
invece, Gadda scrive a Carlo Linati, un famosissimo critico del Corriere della Sera e che si
occupava anche di scrittori di lingua inglese, con cui Carlo Emilio era in contatto da cinque
anni e prima ancora era amico di Piero Gadda. Con Linati, Carlo Emilio scriveva di argomenti
letterari, ma, alla fine del 1936, parla in una lettera della volontà di vendere la casa di
Longone al Segrino. Il critico lo aiuterà a trovare un compratore. A dicembre, ancora, in una
lettera al cugino Piero, inizia a nascere il rimorso nei confronti della madre, precisamente
come Carlo Emilio si comportava con lei: confessa di non aver prestato la giusta attenzione
alle necessità e ai bisogna di Adele senso di colpa per aver mancato un dovere, un
rimorso che alimenterà le pagine de La Cognizione. L’anno successivo, scrivendo alla
sorella Clara, ci fa sapere che ha dovuto pagare molto per la sua malattia, dovuta alla rabbia
che tiene dentro nei confronti della vita (ciò sarà la motivazione del malessere di don
Gonzalo).
Nel 1938, a gennaio, Gadda parla a Tecchi e al cugino Piero del racconto che stava
scrivendo e che sarebbe poi diventato La Cognizione del Dolore; infatti, quell’anno, uscirà il
primo tratto del romanzo. In queste lettere, Gadda esprime anche la volontà di pubblicare un
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VICENDA EDITORIALE “LA COGNIZIONE DEL DOLORE”

Sulla rivista “Solaria”, il giovane scrittore Carlo Emilio Gadda inizia a farsi conoscere. Solaria nasce nel 1926 e si esaurisce nel 1934; era una rivista che guardava oltre i confini nazionali e quindi differenziandosi rispetto alla cultura editoriale italiana. Diverse voci letterarie vi hanno transitato, come Umberto Saba e Italo Svevo; ricordiamo anche Montale, che nel 1926, inizia a pubblicare alcune poesie destinate a entrare nella seconda edizione di Ossi di Seppia, tra cui “Arsenio” (1927). Due anni successivi, entrerà tra i collaboratori di Solaria anche Elio Vittorini, che sarà uno dei responsabili del sequestro che nel ‘34 porterà alla chiusura della rivista. Vi erano anche Carlo Gobetti e Alessandro Bonsanti, il quale diventerà, nel 1937, il caporedattore della rivista “Letteratura”, da lui stesso fondata sulla scia di Solaria; anche Piero Gadda, cugino di Carlo, è stato un collaboratore di Solaria → 9 anni più giovane di Carlo Emilio, inizia a pubblicare per primo e ottenendo qualche successo. Di Carlo Emilio, si trovano su Solaria prevalentemente recensioni e prose, salvo un caso: una poesia pubblicata nel terzo numero della settima annata (marzo 1932), dal nome “Autunno”. Essa si trova nell’appendice de La Cognizione del Dolore, ma è stata scritta quando l’autore non aveva intenzione di scrivere il romanzo, ma che poi diventa la fine del settimo tratto de La Cognizione dell’edizione 1963, per scelta di Gadda stesso. Arriviamo quindi alle soglie editoriali del romanzo. Il punto di partenza è la morte della madre, Adele Lehr, il 2 aprile 1936, assistita dalla figlia ed è stato un momento che ha avuto un impatto sulla biografia dell’autore. Ciò si registra in alcune lettere di Carlo Emilio rivolte a un certo numero di interlocutori. La notizia è, infatti, registrata il 30 aprile in una lettera indirizzata a Bonaventura Tecchi e un’altra rivolta a Gianfranco Contini. I rapporti con l’uno e con l’altro sono diversi: con il primo vi è una forte amicizia; il secondo nutre grande rispetto per Gadda e sarà il suo principale critico. Carlo Emilio era stato muto con l’uno e con l’altro ed è solo il 30 aprile che si fa vivo nuovamente. Un mese dopo, il 26 maggio, scrive a Contini per ragioni editoriali e di scrittura, ma facendo sempre presenti i suoi problemi familiari che lo avrebbero attanagliato ancora per moltissimo tempo. Il “mi vendicherò” che Gadda scrive nella lettera è per Contini un primo passo verso La Cognizione. Sempre in quell’anno, le vicende personali dell’autore continuano a intrecciarsi con la vita da scrittore di Carlo Emilio. Per esempio, Alessandro Bonsanti invita Gadda a lavorare in “Letteratura”, a ottobre, dicendogli di inviargli un pezzo del romanzo a cui stava lavorando: non parliamo de La Cognizione (a quel tempo era forse concepito solo come un racconto), ma di uno dei tanti progetti che sarebbero poi rimasti nel cassetto, ovvero “Un fulmine su duecentoventi”, che sarà pubblicato solo nel 2000. A novembre, invece, Gadda scrive a Carlo Linati, un famosissimo critico del Corriere della Sera e che si occupava anche di scrittori di lingua inglese, con cui Carlo Emilio era in contatto da cinque anni e prima ancora era amico di Piero Gadda. Con Linati, Carlo Emilio scriveva di argomenti letterari, ma, alla fine del 1936, parla in una lettera della volontà di vendere la casa di Longone al Segrino. Il critico lo aiuterà a trovare un compratore. A dicembre, ancora, in una lettera al cugino Piero, inizia a nascere il rimorso nei confronti della madre, precisamente come Carlo Emilio si comportava con lei: confessa di non aver prestato la giusta attenzione alle necessità e ai bisogna di Adele → senso di colpa per aver mancato un dovere, un rimorso che alimenterà le pagine de La Cognizione. L’anno successivo, scrivendo alla sorella Clara, ci fa sapere che ha dovuto pagare molto per la sua malattia, dovuta alla rabbia che tiene dentro nei confronti della vita (ciò sarà la motivazione del malessere di don Gonzalo). Nel 1938, a gennaio, Gadda parla a Tecchi e al cugino Piero del racconto che stava scrivendo e che sarebbe poi diventato La Cognizione del Dolore; infatti, quell’anno, uscirà il primo tratto del romanzo. In queste lettere, Gadda esprime anche la volontà di pubblicare un

terzo libro, un insieme di articoli e due racconti, di cui, uno di questi, viene intitolato proprio “La Cognizione del Dolore” e che sarà la causa scatenante della ricomparsa del suo sentimento di rimorso nei confronti della madre. Il titolo del futuro romanzo sarà esplicitato nello stesso anno e sarà l’unica caratteristica che rimarrà costante e non cambierà mai. Nell’arco del 1938, ci sono diversi riferimenti al lavoro che Gadda sta facendo: per esempio, Bonsanti scrive a Gadda invitandolo a collaborare a “Letteratura” con i suoi nuovi scritti, ma ha il problema che Carlo Emilio è poco incline a rispettare le scadenze, a causa del suo stile. Come senso di colpa per la scadenza imminente, Gadda inizia a scrivere un altro romanzo: questa è una sua peculiarità → questo libro è “Le meraviglie d’Italia” che sarà pubblicato nel 1939 dai fratelli Parenti di Firenze, una piccola casa editrice che era disposta a pubblicare i suoi libri: in questo caso abbiamo una raccolta di prose giornalistiche che quindi vengono divise dai racconti. Il progetto del romanzo viene rimandato per lavorare su un racconto che viene pubblicato sulla rivista di Bonsanti e che diventa il primo tratto di un romanzo non ancora compiuto, ovvero La Cognizione del Dolore. Tra gennaio e marzo, il racconto è già diventato un romanzo. Il 2 giugno, sappiamo che Gadda avesse mandato una prima parte del primo tratto a Bonsanti. I restanti tratti verranno pubblicati su “Letteratura” fino al 1941, quando nel numero 17, appare il settimo e ultimo tratto, che quindi non viene completato. L’anno successivo, Gadda prescrive con Sansoni un contratto della durata di 10 anni per arrivare alla pubblicazione de La Cognizione. 1943: Gadda decide di tagliare due parti de La Cognizione del Dolore e di inserirle come disegni all’interno de L’Adalgisa 1953: un’altra porzione de La Cognizione viene estrapolata e messa in un altro volume, ovvero “Novelle dal Ducato in Fiamme”, una raccolta di racconti (a cura di Vallecchi, un editore fiorentino); siamo nel secondo dopoguerra quando nessun editore milanese si era mosso per pubblicare un libro di Gadda. In questo periodo Gadda ha dei problemi economici perché non ha un lavoro, avendo scelto di fare lo scrittore, e faceva affidamento sulla vendita della villa a Longone al Segrino, ma il suo capitale diventa irrisorio. Tra le varie opzioni che Gadda mette in atto per far quadrare la sua esistenza economica, vi è quella di pubblicare i suoi progetti non finiti: per esempio, già dal 1944-1945 Gadda inizia a scrivere un libro dal nome “Eros e Priapo”, nel quale egli insulta il più grande male del mondo → inneggiava contro Mussolini e perciò questo volume era all’inizio impubblicabile, anche a causa dei toni osceni utilizzati dall’autore. In realtà, Gadda non era in origine così contrario al fascismo perché vedeva in esso la soluzione all’avvento dei comunisti ed un elemento d’ordine. Nel corso del ventennio, l’autore non aveva mai manifestato forme di dissenso, ma, caduto il fascismo nel 1943, Gadda ha necessità di trovare un capro espiatorio, ovvero il capo stesso, Mussolini. “Eros e Priapo” uscirà fuori dalla responsabilità di Gadda soltanto nel ‘67, ma con il titolo “Furore e Cenere”, fino a quando, una decina di anni fa, saltato fuori dalle carte lasciate in eredità da Gadda, fu pubblicato nella versione completa. Nell’ottobre-novembre del 1945, Gadda collabora con una rivista fiorentina, “Il Mondo”, a cura, tra gli altri, di Bonsanti e Montale. I direttori del giornale gli propongono di raccontare i grandi episodi di cronaca nera, facendo il resoconto. Infatti, essa fu abolita durante il ventennio e quindi il pubblico, una volta re-inserita, aveva sete di tali tipologie di notizie. Gadda raccoglie materiali su un delitto avvenuto a Roma di una donna e il figlio da parte di due sorelle che avevano uccisi i due per degli aiuti non ricevuti. Promette di scrivere un articolo, ma dopo una settimana preferisce farlo diventare un racconto e poi un romanzo, ovvero “Il Pasticciaccio”. Esso esce a puntate su Letteratura per tutto il 1946, fino a quando i lettori si ritrovano senza la fine perché Gadda non lo chiude. Da questa marea di materiali Gadda si ritrova ad attingere anche quando lavora con gli editori, non solo con i giornali, arrivando a sottoscrivere dei contratti con la promessa di diversi libri, dei quali molti non

dell’Italia nel primo conflitto mondiale, a cura di Sansoni (per saldare il debito del contratto) e su iniziativa di Bonsanti. Nello stesso anno, esce anche il primo libro di Gadda con la casa editrice Einaudi: “I sogni e la folgore”, un libro di circa 600 pagine che si trova nella collana narrativa “I Supercoralli”, ma che di novità ha solo il titolo → raccoglie tre volumi di Gadda già noti: La Madonna dei Filosofi; Il Castello di Udine e L’Adalgisa. L’uscita di questi due libri produce una vistosa irritazione a Garzanti che incolpa Gadda di lavorare per altri e arrivando alle vie legali. Dal ‘55 per due anni, perciò, l’autore si deve dimettere dalla Rai e iniziare a lavorare al Pasticciaccio: sarà un lavoro che lo impegnerà faticosamente fino all'estate ‘ quando riuscirà a consegnare la versione definitiva in 10 capitoli, anche se dovevano essere 12 (il lettore non saprà mai dalle parole di Gadda chi sarà l’assassino). Arriviamo poi al boom economico, dal 1958 al 1963, anche se il miracolo economico era già evidente negli anni precedenti. La crescita di disponibilità che anche il lavoratore medio ha, gli permette di iniziare a comprare beni di consumo, tra i quali entrano anche i libri, che vedevano il numero di copie crescere, arrivando anche fino al milione come nel caso de “Il Gattopardo". Anche Gadda diventa un autore che si vende → ad esempio, “Il Pasticciaccio” inizia a essere stampato in più edizioni. Il riconoscimento che Gadda ha anche in termini di pubblico, lo porta a essere esibito come autore, arrivando a mostrare sfrutazione nei confronti del nuovo sistema mediale. Iniziano le presentazioni dei libri e la casa editrice Einaudi apre una propria libreria a Roma che diventa la sede settimanale di esse. Gadda non presenta i libri, ma molto spesso viene intervistato dai giornalisti e immortalato nella quotidianità della sua vita, sui giornali, in radio e in televisione. Inizia anche a lasciar fare le case editrici, che volevano pubblicare alcuni progetti non finiti, ma fu anche affiancato da alcune figure per aiutarlo a rispettare le scadenze. A causa di questi impegni, non c’è tempo per Gadda di occuparsi de “La Cognizione”, favorendo altri libri. Tuttavia, arrivano anche proposte: ad esempio, un banchiere, Mattioli, che aveva rilevato una casa editrice, La Ricciardi, vuole pubblicare alcuni volumi, tra cui Gadda che potrebbe scrivere quello che vuole → gli offre La Cognizione del Dolore, ma poi opta per un’antologia di scritti giornalistici con il titolo “Verso la Certosa” (1961). Quest’anno è un periodo in cui la macchina de La Cognizione si è già rimessa in moto perché Einaudi inizia a reclamare. Per i suoi lettori, però, succede qualcosa che fa capire come Gadda aveva ripreso queste carte: alla fine di agosto, su un quotidiano milanese, che allora usciva da cinque anni e che si chiamava “Il Giorno” (tra le sue novità c’era quella di abolire la terza pagina, ovvero quella della cultura), esce su due fitte pagine, dedicata al racconto della domenica, un brano narrativo dal titolo “La visita medica” che reca la firma “Alis oco de Madrigal” con un asterisco che recita “Anagramma spagnolo di Carlo Emilio Gadda”. Si tratta di un pezzo de La Cognizione del Dolore (edizione Adelphi da pagina 56 a 89, ovvero fine del terzo tratto della prima parte). Tutto ciò ci fa capire come La Cognizione sia legata alla pubblicazione di tre libri: L’Adalgisa (1943); Novelle dal ducato in fiamme (1953) e Accoppiamenti Giudiziosi (1963). La prima edizione de La Cognizione del Dolore va a ruba in poco tempo, nel 1963; per tale ragione, poco tempo dopo, viene pubblicata un’altra edizione che però non contiene modifiche rispetto alla prima e va esaurita in sei mesi. Allora, Einaudi manda in stampa una terza edizione, uguale alle precedenti e poi una quarta nel 1970, in cui appaiono il terzo e quarto tratto della seconda parte. La prima edizione in volume de La Cognizione del Dolore contiene un saggio introduttivo, un articolo che ha valenza critica di Gianfranco Contini. In apparenza sembra la riproposizione di quanto pubblicato su Letteratura, ma in realtà ci sono degli interventi da parte di Gadda stesso al testo. La novità vera di questa edizione è quello che sta prima e dopo il testo, ovvero il peritesto, che poi andrà ad incorporarsi negli anni fino a raggiungere la versione che leggiamo oggi. A precedere il romanzo vero e proprio, oltre al saggio di Contini che però è esterno alla narrazione, ci sono una serie di pagine che servono

per indicare l’interpretazione di lettura e spiegare perché il romanzo su Letteratura non fosse concluso (si tratta di un dialogo tra autore ed editore). Alla fine del testo, invece, troviamo la poesia “Autunno”, che non si tratta di un qualcosa di inedito, ma era già stata pubblicata su Letteratura trentuno anni prima → è un poetico explicit di un romanzo in prosa: serve per alleggerire i toni e stemperare gli animi delle ultime pagine. Si colloca dopo la fine del terzo tratto della seconda parte perché è un continuum dal punto di vista ambientale e climatico, non solo del romanzo, ma anche quello letterario del 1963, caratterizzato dalla sperimentazione. Questa scelta è incoraggiata e avvalorata da Contini, il quale reputa che questa poesia serva per spiegare il libro, ma amplifica anche il finale: si passa dalla dramma interno al paesaggio esterno dove si è svolta la scena → può portare fuori da quel dramma che non si è compiuto, ma che può essere ventilato (ciò spiegherebbe anche la scelta di usare molto lo spagnolo nelle ultime pagine del terzo tratto, quasi si voglia ricordare il Maradagàl). Giancarlo Roscioni, che seguiva la redazione de La Congiunzione per Einaudi, era invece contrario a mettere “Autunno” alla fine del terzo tratto, ma voleva lasciarlo così perché per lui era una scelta di Gadda il fatto di non voler finire il libro. In realtà, mettere “Autunno” alla fine del terzo tratto della seconda parte solo nel ‘63 serve per disinnescare una bomba, ovvero il dramma che lui aveva creato e riporta tutto nel normale. Perciò, nell’edizione del ‘63, il romanzo intitolato La Cognizione del Dolore è costituito dalle pagine di premessa, dalle pagine del testo e dalla poesia in fondo, che è il finale. Nella versione Adelphi che leggiamo oggi, invece, il dialogo è messo in appendice. Esso è articolato in una serie di interventi dell’autore e dell’editore che, alternandosi, danno spiegazioni sul testo. Quando la Cognizione esce in volume nel ‘63, Gadda aveva settant’anni, solo che gli editori se lo contendono e lo reclamano, tenendo conto che visse altri dieci anni: perciò, Einaudi nel ‘65 ripubblica in una versione ampliata “Giornale di guerra e di prigionia” (versione nella quale Gadda cancella tutti i nomi delle persone che vi comparivano); nel ‘67, Garzanti pubblica “Eros e Priapo”, in una versione scorretta, come detto in precedenza; nel ‘70, Einaudi pubblica una nuova versione, la quarta, de La Cognizione del Dolore, che contiene il quarto e il quinto tratto della seconda parte e una nuova sovracopertina con un quadro dell’espressionista tedesco Kirchner. Questa versione è formata da: il saggio di Contini, il dialogo tra autore ed editore, il testo narrativo, la poesia “Autunno”, “I chiarimenti indispensabili” e, in fondo, il quarto e quinto tratto, preceduti da un’avvertenza, la quale riporta che essi non sono la fine effettiva del romanzo e che sono stati scritti nel 1941 (è il testo originale quindi l’autore o l’editore non lo hanno modificato). In questa versione entrano nel testo anche l’introduzione e la poesia “Autunno”. Altra caratteristica importante del nuovo romanzo è l’indice: esso è quello della versione del ‘63 perché non viene detto che sono stati inseriti i due nuovi tratti. Il fatto di non volerli inglobare nel romanzo e dimenticarli nell’indice può indicare che quei due tratti erano considerati come delle appendici, con uno scopo documentario. La quinta edizione de La Cognizione esce qualche mese dopo sempre per Einaudi: è una versione economica e che in realtà non ha il numero di edizione specificato. Il saggio di Contini non è più all’inizio, ma in fondo → non poteva più stare in testa a un libro che aveva cambiato forma e che non era più quella del ‘63. In questo caso abbiamo una lunga nota introduttiva, il romanzo con tutti i tratti (il quarto era preceduto da una nota, simile a quella precedente, ma non la stessa), un’appendice, preceduta da una nota che spiega la precedente posizione delle vecchie versioni, in cui finiscono il dialogo, la poesia e i chiarimenti indispensabili e il saggio di Contini (anch’esso preceduto da una nota). Questa forma è poi diventata quella che leggiamo ancora oggi, anche se non c’è più il saggio, ma una nota al testo. Due mesi dopo viene stampata un’altra versione de La Cognizione, stavolta in un’edizione “di lusso” con la colonna “I Supercoralli” e che viene definita ufficialmente la quinta edizione.