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ANALISI DEI PROGRAMMI TELEVISIVI, Appunti di Analisi E Critica Televisiva

anno 2023 analisi dei programmi televisivi

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 01/07/2024

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michele-la-cecilia-2 🇮🇹

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21/02!
->Esame: 2 testi da studiare (long tv, la canzone nelle serie tv). Prova scritta, elaborato
scritto, dobbiamo rispondere per iscritto a due domande, una per ciascun testo. Non
bisogna superare un numero predefinito di parole. Tempo 1:30 ore. Bisogna analizzare un
testo. !
La canzone nella sigla ha diverse funzioni rispetto all’uso della canzone nella sequenza,
ma sopratutto ha una rilevanza diversa rispetto all’uso della sequenza per via della
ripetizione. Ci sono alcune canzoni della sigla che nonostante l’usura della ripetizione,
continuano a funzionare. Invece ce ne sono altre che sono troppo, dicono troppo e
stancano. Ciò non riguarda la funzione della canzone nella sequenza, perché viene usata
quella singola volta lì. !
Le canzoni entrano in maniera decisa sul tema della qualità, il concetto di qualità è
composto da elementi diversi rispetto a quelli che siamo abituati. Non è corretto attribuire
il termine qualità a quei soli prodotti culturali che appartengono alla sfera della cultura
alta. Tutte le serie che hanno a che fare con la letteratura o cinema, automaticamente
viene attribuita l’etichetta di qualità ma spesso non è vero, vengono prodotti brutti. Il
concetto di qualità deve essere analizzato ed utilizzato con attenzione. !
Mi piace o non mi piace? Dobbiamo capire perché un prodotto ha tanto successo anche
se non ci piace.!
Il problema dello spoiler è legato alla serialità contemporanea. La sua rilevanza non è
sempre stata come oggi. Prima della diusione dei social non avevamo il problema dello
spoiler perché il formato delle serie era classico, ovvero delle puntate settimanali a
palinsesto. Il problema dello spoiler si è acutizzato con le piattaforme che pubblicano le
stagioni in un’unica soluzione. Se abbiamo a disposizione tutte le puntate c’è sempre
qualcuno che la guarderà subito tutta. !
->Quali sono le serie da guardare per il corso? Breaking Bad, Gray’s Anatomy, Beverly
Hills 90210, The O.C., Madman, Sax action, The Bear, Una mamma per amica, Dawson
Creek, Chiamatemi Anna, Game of Thrones, House of Cards, The Crown, Downton Abby,
Friends, How I met your mother, After Life, metodo cominsky, !
LE SERIE TV CHE HANNO CAMBIATO LA TV
Le serie non si chiamano ancora serie, ma sopratutto in Italia si chiamano Telefilm, siamo
in un momento storico dove le televisioni private iniziano ad aermarsi nel panorama
televisivo italiano comprando prodotti seriali dall’estero. In Italia la produzione seriale è
legata alla Rai con le fiction. !
Ci sono due termini che individuano il clima del periodo, fiction e telefilm. !
-La Fiction : è tutta l’area delle produzioni basate sul racconto di finzione, tutte le
produzioni che raccontano delle storie in maniera finzionale. Termine usato solo in
Italia. In GB la fiction di chiamano Tv Drama. Il termine viene introdotto dai funzionari
della Rai. Ancora oggi questo termine viene utilizzato per le serie tv generaliste.!
-Il Telefilm: termini utilizzato da Mediaset per indicare tutti quei prodotti seriali di
importazione, sono i prodotti seriali che vengono dagli Stati Uniti. Questo termine nella
sua imprecisione indica una specie di disagio perché non si sapeva bene cosa fosse
questa roba, e viene usato un neologismo che mette insieme due ambiti diversi, un
qualcosa raccontato in televisione come se fosse un film.!
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->Esame: 2 testi da studiare (long tv, la canzone nelle serie tv). Prova scritta, elaborato scritto, dobbiamo rispondere per iscritto a due domande, una per ciascun testo. Non bisogna superare un numero predefinito di parole. Tempo 1:30 ore. Bisogna analizzare un testo. La canzone nella sigla ha diverse funzioni rispetto all’uso della canzone nella sequenza, ma sopratutto ha una rilevanza diversa rispetto all’uso della sequenza per via della ripetizione. Ci sono alcune canzoni della sigla che nonostante l’usura della ripetizione, continuano a funzionare. Invece ce ne sono altre che sono troppo, dicono troppo e stancano. Ciò non riguarda la funzione della canzone nella sequenza, perché viene usata quella singola volta lì. Le canzoni entrano in maniera decisa sul tema della qualità, il concetto di qualità è composto da elementi diversi rispetto a quelli che siamo abituati. Non è corretto attribuire il termine qualità a quei soli prodotti culturali che appartengono alla sfera della cultura alta. Tutte le serie che hanno a che fare con la letteratura o cinema, automaticamente viene attribuita l’etichetta di qualità ma spesso non è vero, vengono prodotti brutti. Il concetto di qualità deve essere analizzato ed utilizzato con attenzione. Mi piace o non mi piace? Dobbiamo capire perché un prodotto ha tanto successo anche se non ci piace. Il problema dello spoiler è legato alla serialità contemporanea. La sua rilevanza non è sempre stata come oggi. Prima della diffusione dei social non avevamo il problema dello spoiler perché il formato delle serie era classico, ovvero delle puntate settimanali a palinsesto. Il problema dello spoiler si è acutizzato con le piattaforme che pubblicano le stagioni in un’unica soluzione. Se abbiamo a disposizione tutte le puntate c’è sempre qualcuno che la guarderà subito tutta. ->Quali sono le serie da guardare per il corso? Breaking Bad, Gray’s Anatomy, Beverly Hills 90210, The O.C., Madman, Sax action, The Bear, Una mamma per amica, Dawson Creek, Chiamatemi Anna, Game of Thrones, House of Cards, The Crown, Downton Abby, Friends, How I met your mother, After Life, metodo cominsky, LE SERIE TV CHE HANNO CAMBIATO LA TV Le serie non si chiamano ancora serie, ma sopratutto in Italia si chiamano Telefilm, siamo in un momento storico dove le televisioni private iniziano ad affermarsi nel panorama televisivo italiano comprando prodotti seriali dall’estero. In Italia la produzione seriale è legata alla Rai con le fiction. Ci sono due termini che individuano il clima del periodo, fiction e telefilm.

- La Fiction : è tutta l’area delle produzioni basate sul racconto di finzione, tutte le

produzioni che raccontano delle storie in maniera finzionale. Termine usato solo in Italia. In GB la fiction di chiamano Tv Drama. Il termine viene introdotto dai funzionari della Rai. Ancora oggi questo termine viene utilizzato per le serie tv generaliste.

- Il Telefilm : termini utilizzato da Mediaset per indicare tutti quei prodotti seriali di

importazione, sono i prodotti seriali che vengono dagli Stati Uniti. Questo termine nella sua imprecisione indica una specie di disagio perché non si sapeva bene cosa fosse questa roba, e viene usato un neologismo che mette insieme due ambiti diversi, un qualcosa raccontato in televisione come se fosse un film.

1978 Stati Uniti , la CBS manda in onda per la prima volta una soap in prima serata. Va in onda la storia di una famiglia, la famiglia Ewing (Dallas). Frase importante della serie=rilassati tesoro, sei mia moglie ora, fai parte della famiglia. Sei una Ewing. Dallas è molto importante perché:

- 14 stagioni, 357 episodi (in onda 1978-1991)

- Il primo successo globale: trasmette in 37 paesi

- Per la prima volta un cattivo è protagonista

- Una soap opera in prime time

- Il primo programma tv studiato nelle università

Dallas rivoluziona il perimetro del genere fino a quel momento conosciuto, rappresenta qualcosa che prima non c’era. Una ricca famiglia di Dallas. I signori Ewing sono dei proprietari terrieri ricchissimi che hanno anche il petrolio. Il quel periodo la crisi petrolifera è il tema dell’occidente. Il petrolio quindi rappresenta la ricchezza e in quel contesto si univano petrolio e bestiame. Cast: J.R. il fratello cattivo, Bobby il fratello buono, un padre patriarca, una madre che sta a casa ma tiene le redini della famiglia e due nuore: Pamela moglie del fratello buono e Sue Ellen moglie alcolista infelice di J.R. La chiave narrativa di Dallas è che Pamela è la figlia del peggior nemico della famiglia Ewing. La collocazione di palinsesto che è il prime time rende la serie davvero importante. Serie che attrae anche un pubblico maschile. Questo programma esplode nel mondo, in paesi anche lontani dalla cultura statunitense. Il successo di questo Telefilm suscita l’interesse degli studiosi dei media. Nasce il primo grande studio sulla serialità, andando a chiedere agli spettatori perché piacesse questo telefilm. Viene fuori che uno stesso prodotto piace a pubblici culturalmente diversissimi per ragioni diverse le une dalle altre. —> Esempio: gli arabi trovano piacere a guardare Dallas, perché vedono gli americani bere tanto alcool, per poter dire: che gentaglia sono gli americani. Poi piaceva tantissimo alle culture il fatto che il protagonista fosse un cattivo vero. Ci si aspettava che il protagonista facesse delle cattiverie così che si poteva odiare. Succede che alla fine di una stagione qualcuno spara a J.R. e vengono girati 4 finali diversi, 4 puntate con più possibili responsabili di questa azione per evitare che escano fuori vari spoiler. È il primo grande prodotto seriale globale. Introduce tante culture diverse. SIGLA “DALLAS” La musica della sigla è un po’ western, ma vediamo che è un western tra i grattacieli. Vediamo lo split screen. Tutto racconta il carattere dei personaggi. Richiama il passato dell’America e l’immaginario del film western. Racconta storie d’amore, di potere e di denaro in un modo mai visto. In Italia: Dallas in Italia è importante perché racconta le logiche diverse e contrapposte che la televisione italiana deve affrontare e mettere in pratica in quegli anni lì.

- 1981: Dallas viene acquistata dalla Rai, su Raiuno vengono trasmessi la miniserie e i

primi episodi della prima stagione, ma senza rispettare la continuità narrativa. È un flop.

storie poi si diramano da questo avvenimento. Abbiamo un’ibridazione di genere. Frost e linch decidono di giocare con i generi televisivi, e di rischiare , proporre un progetto ad una rete tradizionale nonostante il loro progetto non lo fosse. I dirigenti della abc distratti da altro, li poneva in una situazione di crisi rispetto agli altri due colossi. Quindi accettano la proposta di questo 8 puntate. La promozione di questo prodotto non nominava nemmeno David linch. Twin peaks però diventa un culto, prima volta che in tv si usa questo termine. Lo diventa per le stesse ragioni ch one avevano permesso la realizzazione, ovvero per quei cinefili che riconoscono la mano del loro autore preferito e diventa un luogo di discorso che in parte sollecita l’attenzione dell’universo e pubblicano cinematografico, dall’altra stupisce il pubblico televisivi. Questa serie ha avuto tanta stampa e appoggio dalla critica. Importante a differenza tra la realtà concreta dell’accoglienza di pubblico televisiva che è stata scarsa da parte della cosiddetta cultura alta. E si generano dei fenomeni di culto che danno corpo alla nascita del fandom (gruppi di persone che si riconoscono tra di loro e discutono tantissimo di questo prodotto). Serie molto strana, complessa da seguire, che spiazza. Non ha un filo narrativo preciso, le prime 8 puntate generano questo tipo di fenomeno, tanto discorso e chiacchiere sulla stampa e fandom alto. La sigla è un capolavoro assoluto che gioca sulla figura del doppio, come in tutta la serie perché la poetica di linch si basa su questo. La sigla ha una melodia scritta da angelo basamenti e ci mostra i luoghi della serie. TEMA DEL DOPPIO EVIDENTE, due cascate, paperelle anche nella musica ci sono 2 note. Una musica che non si può cantare, difficile da riprodurre in testa. Sigla esplicativa, raconta esattamente cosa c’è qui dentro. Non viene riprodotto nessun essere umano, rimane in testa una situazione a metà tra ansia e romanticismo (situazione positiva). Atmosfera complessa e raffinata. Twin peaks-> la serialità d’autore ritorna molto tempo dopo. Cosi legata alla dimensione cinematografica ritornerà recentemente verso gli anni 10 del 2000. Quando si comicinciano a vedere i prodotti delle piattaforme vicine al cinema. La seconda stagione con 22 episodi perché siccome era stato un successo dal punto di vista del discorso perché aveva portato la abc ad un livello di conoscenza maggiore che diversamente non avrebbe saputo raggiungere e quindi finanzia i successivi 22 episodi che sono un disastro, senza filo conduttore. Non hanno una struttura fatta bene. BEVERLY HILLS 90210 L’altra faccia commerciale del 1990. Da una parte abbiamo una rete americana che azzarda un qualcosa. Qui inizia il teen drama, prima non esisteva come genere perché nel 1990 i giovani in televisione non se li filava nessuno. Non erano un target commerciale, non c’erano prodotti mirati per quella età lì. Ci interessa che questa serie è una storia che nasce per caso la cui frase significativa fra le tante è “…….”(community). Racconto generazionale che dal pubblico tradizionale adulto viene ignorato e inizialmente anche dal pubblico giovanile. Appena debutta non ha un grande seguito, perché l’inizio del racconto è freddo e stereotipato. Ci sono due gemelli Brenda e Brendon che decidono di andare alla high school in un Lugo dove la loro origine umile ha a che fare con coetanei con situazioni economiche migliori. La rete che se ne occupa è la Fox, la quale ha a che fare con i simpson. Il genere non c’era, tanti personaggi e storie d’amore i cui protagonisti sono adolescenti. L’aspetto strutturale che fa esplodere questo prodotto è che viene posizionato in prima serata. Prima di allora per gli … Funziona per una strana coincidenza, ovvero la rete che pensava ai simpson, ad altro, e succede che durante il periodo estivo i produttori decidono di andare avanti con questa produzione qua, quando tutte si interrompono durante l’estate e trasferiscono le storie di

questi ragazzi al mare, in spiaggia in una località balneare che era la stessa cosa il pubblico giovane faceva in quel periodo dell’anno. E quindi per queste strane ragioni il prodotto ha funzionato molto. Si è creata una osmosi tra il pubblico giovane e quello che accadeva sullo schermo. Quello che rende questo prodotto innovativo oltre al fatto che si parla di giovani, ma che si trattavano anche temi seri nel 1990 come alcolismo, droga, omosessualità. Soap per adolescenti dove si trattano dei temi che quella generazione non aveva mai visto rappresentato in televisione. Succede poi che per la prima volta da una serie si crea del merchandising. In italia si riesce a rovinare questo prodotto. Italia 1 compra il prodotto e lo manda in onda correttamente rispettando una puntata a settimane. Ma in quel periodo la rete privata, con necessità di farsi vedere per la concorrenza. Viene fatta lo stesso sbaglio che fa la rai con Dallas. Decidono di aumentare le puntata durante la settimana, ma non capiscono che ad un certo punto le puntate finiscono, quindi il pubblico si allontana se non ha l’appuntamento settimane e se la distanza tra una puntata e l’altra è troppo elevata. Il pubblico si era disinnamorato e decidono di cambiare l’orario. Dalla prima serata al day time tutti i giorni e decidono di tagliare a metà le puntate. Succedeva che poi non si capiva più nella nel guardarlo. In Italia non viene penalizzato dagli ascolti del pubblico, ma ad un certo punto non si capiva più cosa si stava vedendo. Viene raccontato questa serie come una soap e con tutti i difetti e preconcetti, ancora oggi sconta questa cosa. Nonostante si tratta di un prodotto molto innovativo e fresco. Pieno di temi importanti ma purtroppo raccontano come una soap opera leggera e distrutto da una programmazione non attenta e inesperta. E.R. MEDICI IN PRIMA LINEA George Clooney nasce qua come personaggio tenevi È la rivisitazione del medical drama, genere che esisteva già che insieme al legal drama nella storia della serialità risolve tutta una serie di problemi produttivi. Hanno avuto tanto successo perché produrli costava poco, perché sono ambientati in un unico luogo chiuso, questo significa rispettare l’unità di luogo che fa risparmiare molto sulle location. Sopratutto l’ospedale permette di ambientare in un unico luogo una quantità infinità di storie. Questo significa avere un motore narrativo molto potente in una situazione dove i costi di produzione possono essere contenuti. Prima di E.R. c’erano altri esempi come il dottor Killdare, in bianco e nero, anni 60, televisione generalista. Era un personaggio amatissimo, molto bello, interpretato da Richard Chamberlain, la sua storia era di un giovane medico che risolveva una serie di casi ponendosi spesso contro l’establishment dell’ospedale. Questo dottore era sempre immacolato col camice, cravatta, stetoscopio al collo, ma non si vedevano operazioni o l’intervento. Raramente si vedeva agire il medico, non si vedevano i corpi. Questo perché c’era una regola che mostrare i corpi malati o bambini in situazioni delicate non era permesso. Qui invece siamo in un pronto soccorso, dove chi agisce sui malati è un equipe di medici e specializzandi, abbiamo medici giovani ed infermieri. Ci tantissimi parenti dei parenti, le storie dei pazienti e molto sangue. Si vede il corpo malato, l’emergenza, la fatica, la morte ed il dolore. La frase “maschio bianco, 45 anni,….. detto dal dottor Green nel primo episodio della prima stagione. Questo è il gergo del pronto soccorso. Qui c’è un discorso preciso di fretta, frenesia, pericolo che il pubblico americano in quegli anni non aveva mai visto. Siamo nel 94 sulla NBC, rete generalista. Prosegue per 15 stagioni. Ciò che cambia completamente il linguaggio del genere è la tecnica di ripresa, l’uso della camera a spalla. Non sono più telecamere fisse e punti macchina piazzati nello studio, ,ma c’è il racconto

girano e guardano in camera, caratteristica tipica della sitcom. Nei primi episodi si vuole calcare la mano sulla dimensione Comedy, perché questa serie rappresenta una novità, una nuova tematica al tempo in cui ci provavamo. 4 donne newyorkesi oltre i 30 anni, risolte dal punto di vista professionali, autonome, belle ma non perfette, parlare e fare sesso come gli uomini era qualcosa di straordinario a quel tempo lì. Sarebbe stato difficile da raccontare in maniera seria. Cosa costruisce questo successo? Quali sono i suoi ingredienti? Sono le tematiche, gli aspetti di contorno come l’attenzione alla moda, abbigliamento come espressione di libertà, le donne si esprimono come vogliono, i look sono estrosi e rompono degli schemi. Un’altro aspetto è la bellezze imperfetta delle donne. L’aspetto narrativo sconvolgente è che questa 4 donne donne hanno piacere dello stare con gli uomini ma non ne hanno bisogno. L’amicizia femminile prende il posto dei legami famigliari, la loro famiglia sono le amiche, non sappiamo nulla dei loro parenti. Se ci sono litigi o discussioni si superano e ricompongono facilmente. Non c’è competizione, non si tradiscono e non si rubano gli uomini. È un’amicizia reale, è un modello femminile dove c’è la single felice. Alcune situazioni non vanno bene ma con le amiche passa tutto. La sigla è particolare che racconta un universo. Questo modello rivoluzionario ha fatto si che in Italia viene trasmesso per la prima volta da La7 in seconda/terza serata dentro un contenitore condotto da Anna Pettinelli che conduce questo talk show sull’educazione sessuale. Si metteva in cornice questa serie senza parlare soltanto della serie, ma incorniciandola in questo programma che parlava di educazione sessuale perché comunque erano temi scottanti e scandalosi.

LOST

Lost ha iniziato un cambiamento strutturale fondamentale della storia della serialità. Inizia la serialità contemporanea, il linguaggio seriale subisce una trasformazione. Si tratta di una serie molto impegnativa, bisogna essere attenti nel guardarla. Le caratteristiche narrative e produttive sono molto particolari e costituiscono un punto di svolta. Lost parla di un naufragio, incidente aereo. Aereo che cado su un isola apparentemente deserta. E le storie dei superstiti sono quelle che costituiscono il tessuto narrativo della serie. L’isola è abitata da presenze inquietanti che vengono chiamati dai protagonisti “gli altri”. La complessità deriva dal modo con il quale questa storia è raccontata. Sono 6 stagioni. L’autore è JJ Abrahams. Dal punto di vista produttivo con Lost, per la prima volta, si annuncia ad un certo punto della storia della serie il momento in cui questa storia finirà. Perché succede questo? La trama qui diventa un tale casino che le persone si chiedono di cosa si stia parlando. Cosi gli autori decidono di annunciare quando la serie finirà. Questo annuncio negli spettatori suscita Si annuncia la fine della serie quando si sente che si stanno perdendo spettatori. Dal punto di vista narrativa è molto complessa da un lato e molto semplice dall’altro. Complessa perché utilizza il flashback e il flashforward (anticipazione di accadimenti che lo spettatore non ha ancora visto). E questo continuo oscillare tra passato, futuro e presente, complica tantissimo la trama. Allo stesso tempo la struttura è molto semplice. Ci sono tanti protagonisti e ciò fa si che sia simile alla soap opera. Questi personaggi utilizzano per presentarsi la stessa tecnica utilizzata nella soap. Si chiamano continuamente per nome in modo che lo spettatore si abitui a memorizzare i nomi visto che i personaggi sono tanti. Siamo dentro ad una dimensione estetica più cinematografiche che televisiva. E siamo in ingegnere più complesso ed intricato rispetto alla soap opera. C’è una mescolanza di generi e rendono la serie innovativa in quel periodo.

Gli spettatori di Lost creano un fenomeno di culto, lo era già stato twin peaks e star truck. Ciò che la rende un fenomeno di culto e permette di creare un fandom è la possibilità di utilizzare la rete. La rete amplifica la portata di ogni singola puntata che diventerà un’abitudine. Ad ogni puntata fa seguito un enorme discorso in rete al punto che dai fan viene creata la “lostpedia”. Il lancio di Lost è stato memorabile. Vengono lanciate delle bottiglie di vetro in mare con dei messaggi dentro. Fenomeno curato nei minimi dettagli che viene preparato da una campagna pubblicitaria. Dentro Lost c’è una enorme quantità di citazioni cinematografiche, letterarie e filosofiche. Oltre queste citazioni, È una produzione molto costosa, perché la sequenza che apre è girata davvero su un’isola tropicale. Significa che la rete dal punto di vista della produzione ha scommesso moltissimo su questa serie e non era rituale spendere troppo per una serie televisiva. C’è la frase “dobbiamo spostare l’isola”(John Lock), la frase che meglio riassume la serie. Frase senza senso compiuto, ma i personaggi stavano ragionando sulla possibilità di spostare l’isola. Siamo nel 2004 e finisce nel 2010 con ABC. Abbiamo un culto televisivo senza precedenti. Una produzione ad alto budget per la tv mainstream. La prima serie che decreta la prossimità della tv al cinema. Inserire all’interno del linguaggio televisivo un’enorme quantità di rimandi al linguaggio cinematografico. Ci interessa capire la grande rilevanza di questa serie rispetto al cambiamento del sistema televisivo che si stava sviluppando. Lost è definito come il più grande e migliore show televisivo nella televisione broadcast americana. La sigla è solo con il nome della serie, simile a quella di Stranger Things.. L’inizio di Lost inizia con un piano sequenza molto difficile da realizzare. Attori belli, con canoni estetici da soap. C’è una citazione chiarissima ad un’altra serie-> E.R. (il massaggio cardiaco, trovate una penna). E.R. ha insegnato agli spettatori della serialità si avvale delle situazioni più utili per venir fuori da un problema. Ci sono dei riferimenti a Rambo, come quando lui si cuce la ferita da solo. Un colloquio surreale con lei che le cuce la ferità. Si rimanda ai dei genere che non sono tipici della serialità di quel tempo. Le azioni che si hanno nelle prime sequenze sono quelli che già delineano i caratteri dei personaggi. 17/ I game show sono quasi tutti format perché riescono facilmente ad adattarsi in più Paesi. FORMATO SERIALE A partire dagli anni 00 nel panorama seriale/scripted si verifica un deciso cambiamento di formato per quanto riguarda l’orizzonte internazionale dei formati seriali:

- Si verifica una progressiva riduzione nella durata delle stagioni

- Variabilità nella durata delle singole puntate

- Cambiamento nella funzione del pilot (prima puntata dove le case di produzione

presentano i loro prodotti per venderli). La funzione del pilot è quello di presentare la serie al meglio con tutto ciò che verrà poi presentato negli episodi e nelle stagioni successive.

Questo spiega perché l’industria statunitense della serialità scripted era così forte, avevano una reputazione e una sicurezza dal punto di vista degli ascolti che faceva si che le reti locali comprassero il pacchetto. IL MODELLO HBO È un modello di televisione che cambia completamente le regole del gioco. HBO (botteghino del cinema a casa tua), si presenta con il claim “non è televisione, ma cinema a casa tua”. I prodotti di HBO sono pagati dagli abbonamenti degli spettatori e non dalla pubblicità. Al cambiamento di questo modello corrisponde una televisione a pagamento che vive di abbonamenti e deve proporre ai suoi potenziali abbonati dei contenuti che non trovano sulla televisione generalista. Questa è la logica di Sky e quella delle piattaforme. Nel modello a pagamento le serie sono fondamentali perché sono un prodotto pregiato e si può lavare molto sul punto di vista della capacità di un titolo di attirare pubblico e si deve tener presenta la mission del canale che è quella di soddisfare un pubblico diverso, quindi più colto, ricco ed esigente. Cosa fa HBO dal punto di vista produttivo? Deve preparare dei contenuti per un pubbliche esigente e dei contenuti che giustifichino il fatto che la gente paghi, e allora preparo delle serie più brevi, abbiamo 13 puntate per stagione, ho bisogno di almeno 2 titoli forti a stagione così riduco il rischio che se il primo non va bene ho sempre il secondo. Ci sono narrazioni più compatta e affronta temi e contenuti che non si trovano sulla televisione generalista. La contrazione del numero di puntate per stagione riguarda anche la contrazione del numero di stagioni. Non posso pensare qui di avere un titolo che prosegue per 15 stagioni. Su un modello di questo tipo concentro la produzione su un massimo di 6 stagioni perché questo pubblico si stufa e paga per avere cose nuove. Ma soprattutto dal punto di vista produttivo deo avere degli attori e professionisti che vengano dal cinema, un attore di cinema preferisce sicuramente aderire ad un progetto breve anziché a progetti che gli impediscano di fare altro, quindi qui 13 puntate possono essere molto più appetibili per chi fa parte del cinema perché richiedono solo una parte dell’anno. Solo questo è il motivo per cui nella serialità a pagamento arriva il cinema, dove sei pagato di più. I primi 3 titoli con i quali HBO diventa popolare sono: Il Soprano, The Wire e Sex and the city. Il Soprano è una storia tradizionale con un boss mafioso dove di nuovo qui c’è oltre la qualità ma anche una storia che fino al quel momento nessuno aveva trattato, neanche al cinema, perché Tony Soprano soffre di attacchi di panico. Lui è il primo grande anti-eroe della storia della serialità con il quale empatizzi e gli vuoi bene. The Wire vedo raccontata la vita di Baltimora dove viene raccontata l’estrema violenza di quella città. Serie corale dove non si fanno sconti e viene mostrata un’America terribile. Sex and the city dove ci sono donne che fanno sesso e parlano di sesso come uomini. Sesso che vediamo ed è un qualcosa al quale non si era abituati. Con questo modello quindi arriva il cinema e le professionalità del cinema perché conviene. I pilot di HBO sono bellissimi e succede che sono film perché se lo spettatore non è stato incuriosito dalla campagna pubblicitaria che precede il pilot, esso serve a far abbonare nuovi spettatori. Ma in alcuni casi il pilot fa promesse che poi non mantiene, un esempio è Vinyl, dove la regia è solo nel primo episodio e dopo la qualità si abbassa e questo è rischio che può ritorcersi contro l’immagine del brand. HBO e il “Global Blockbuster” Games of thrones= Siamo nel 2011. Questo è un titolo che diventa globale. Nello stesso momento che HBO propone il modello delle 13 puntate, anche i network si accorgono che conviene produrre delle stagioni più ridotte complicando le strutture

narrative. Questo perché in un mercato competitivo è meno rischioso cancellare una serie breve….. IL MODELLO NETFLIX Qui l’intera stagione viene pubblicata in un’unica soluzione e questo cambia lo scenario dal punto di vista produttivo e del consumo. Netflix produce direttamente le sue serie e le distribuisce e ciò significa ridurre molto i costi di distribuzione e poter investire nei costi di produzione. Importante qui è non avere il palinsesto e regole determinate dalla struttura. Netflix lavora sul formato in maniera diversa dalla televisione lineare. Produce stagioni più brevi con durata delle puntate variabile. Non c’è bisogno di riempire uno spazio. In questo modo si può privilegiare la storia e si può lavorare sui personaggi in maniera più libera. Soprattutto qui non c’è più la puntata pilota, è la stagione che diventa pilota, perché se essa funziona allora si possono produrre anche le altre. L’intera stagione viene pubblicata in un’unica soluzione e ciò comporta la possibilità di avere dei budget elevati per raccontare delle storie che possono essere anche molto complesse che non durano tantissimo e i tempi di lavorazione sono elastici. La serialità di Netflix diventa molto attraente per i professionisti del cinema. La qualità è da riferire alle dimensioni che hanno a che fare con i fattori economici e di sistema. LINEAR TV: abbiamo qui centralità dell’azione, necessità del cliffhanger e scarsa profondità psicologica PAY: abbiamo la rilevanza dell’estetica, centralità dei personaggi e focus su tematiche anche forti STREAMING: rilevanza della fluidità narrativa, depotenziamento del cliffhanger e focus sui personaggi (antieroi) L’unico vero concorrente di Netflix è il sonno, quando lo spettatore si addormenta e smette di guardare. RISPOSTA DI HBO: IL FILM SERIALE Dopo la nascita delle piattaforme e Netflix, la serialità pay sopratutto, ha risposto modificando in parte il proprio modello produttivo. Un prodotto di questo tipo (The Young Pop) dal punto di vista del formato è tutto diverso perché si affida il racconto di questa serie ad un regista particolare (Sorrentino). Questo prodotto non ha una trama vicina alla serialità. Si è inventato un formato sfruttando le possibilità del mezzo. Questo è un modello che mette insieme degli elementi che non sono appartengono solitamente alla tv a pagamento tradizionale. La serialità dopo la nascita delle piattaforme, si presenta con delle contaminazioni di formato, cioè esistono questi 3 modelli in forma pura ma si gioca con gli elementi che compongono questi formati creando dei contenuti seriali che non appartengono a nessuna di queste categorie in maniera pura. FORME E PRATICHE DI FRUIZIONE Binge watching Tantric tv CONTAMINAZIONI

L’EROE

È un personaggio che è moralmente migliore della gente comune, lo spettatore si sente inferiore alla quasi perfezione dell’eroe. CATTIVO È un personaggio cattivo in maniera stereotipata (è sempre cattivo, fa sempre cose moralmente sbagliate) MALVAGIO (“rough hero”) Moralmente imperfetto, ma in maniera più grave rispetto all’antieroe, è pericoloso, uno psicopatico. È la figura del “cattivo” portata all’estremo “un antieroe è un cattivo depotenziato” esempi Dottor House, Dexter IDENTIFICAZIONE E FEDELTA’ Il sentimento che ci spinge a seguire le storie di un personaggio moralmente imperfetto è la fedeltà: noi spettatori stabiliamo un rapporto (differente da quello cinematografico che vede prodotti di brevi durate) con i personaggi consapevoli che noi con loro passeremo del tempo. Dando possibilità al personaggio di far si che io mi affezioni, costruisco con quel personaggio un patto di fedeltà, mi metto dalla sua parte e mi fido di quello che mi sta per raccontare. Secondo gli studiosi ci sono tre momenti\step che presentano la possibilità di mettersi in relazione con questi personaggi. Infatti Murray Smith dice che ogni narrazione seriale possiede una struttura della simpatia verso il personaggio basata su tre step:

  • (^) RICONOSCIMENTO: Lo spettatore riconosce in un comportamento del personaggio qualcosa che lo incuriosisce e lo spinge a continuare a guardare quella cosa senza però aderire alla personalità di quel personaggio.
  • (^) ALLINEAMENTO: Se lo spettatore continua a seguire le azioni di quel personaggio, entra in risonanza con il personaggio, ne riconosce la capacità di farlo entrare nel suo mondo. Gli si riconosce la capacità di suscitare l’interesse continuativo dello spettatore. L’allineamento è una questione narrativa.
  • (^) FEDELTÀ’: Nei confronti del personaggio lo spettatore stipula un patto di fedeltà che lavora su delle dimensioni morali. Si fida del fatto che quel personaggio porterà lo spettatore all’interno di una storia che gli interessa conoscere. Lo spettatore non ama sono lui, bensì è accanto a lui. Può essere quindi che il personaggio possa deludere, che allo spettatore non interessa più camminare con lui e che quindi si abbandona la serie tv. Esempio di questi 3 punti già lo si vede nella sigla di NARCOS: La sigla presenta tre livelli, uno di realtà dove vengono mostrate immagini reali, uno di finzione dove ad un certo punto si vede il Pablo Escobar della serie quindi non reale e poi di quello reale, ed infine c’è il terzo livello rappresentato dal testo della canzone

d’amore, dal ritmo e dalla melodia pertinente al luogo dove si svolge la storia che prenderà durante la serie nuovi significati. Perché amiamo un personaggio fittizio che odieremmo nella vita reale? Sollievo fittizio: processo per cui uno spettatore consapevole si rende conto che sta guardando qualcosa per cui è molto coinvolto e in grado di provare simpatia per un personaggio moralmente imperfetto ma che si tratta di un prodotto fittizio, il che calma lo spettatore. Quando ci si sente troppo vicino al personaggio, si deve essere consapevoli che ci si può spingere a riflettere su delle azioni che se si fanno nella vita reale si avrebbero delle conseguenze serie, si tratta di prove di realtà. (Es. Breaking Bad che il protagonista la fa franca, ma in realtà nella vita reale non è una cosa giusta.) LA COSTRUZIONE DELL’ANTIEROE Secondo Alberto Garcia esistono quattro strategie narrative principali fatte per sollecitare il coinvolgimento emotivo dello spettatore nei confronti dell’antieroe:

  1. Confronto morale: viene raccontato il difetto e le debolezze dell’antieroe.
  2. Legami familiari: l’antieroe suscita più empatia quando è perfettamente riconoscibile nelle sue relazioni quotidiane. Dove avere la possibilità di mostrare il legame familiare porta ad una dimensione di normalità quotidiana.
  3. Senso di colpa: Attribuendo del senso di colpa al personaggio lo si differenzia dalla figura del malvagio o del cattivo. Raccontando invece il suo disagio, allora lo spettatore lo percepisce come umano.
  4. Vittimizzazione: viene raccontato un passato difficile, si enfatizza l’aspetto vittimistico, si giustifica la sua imperfezione morale. Perché amiamo gli antieroi? Perché sono personaggi complessi e proprio la complessità è una spinta forte utile a solleticare l’attenzione di uno spettatore esperto che si sente messo alla prova a cui viene riconosciuta la sua esperienza, come se fosse una sfida che lo spettatore è onorato di raccogliere. L’aspetto del conflitto, quando drammatizzato, rappresenta il motore della serialità e l’antieroe è quella figura che crea conflitto. Spesso quando si parla di serie, associazioni si scatenano avanzando accuse di cattivo esempio. E’ vero che questi personaggi possono scatenare fenomeni imitativi ma ciò non vuol dire che debba essere censurato. Esiste infatti un piccolo gruppo definiti “Bad Fans” che quindi mettono in atto i comportamenti del personaggio. Per personaggi estremi come Hannibal Lecter, noi riusciamo ad empatizzare con lui paradossalmente per la sua intelligenza, siamo affascinati dai percorsi della loro mente. L’amore per l’antieroe è uno stimolo per la riflessione morale. La moglie dell’antieroe

• Canzoni di repertorio vs composizioni originali

• Contestualizzazione narraIva delle lyrics

• Impa$o delle canzoni sull’idenItà di una serie

• Ricorrenza delle canzoni in una serie

• Impa$o delle canzoni sul mercato discografico

• Score (colonna sonora) vs Canzone

• Rapporto con i film studies

• Specificità dell’ogge$o seriale

Le sincronizzazioni: l’abbinamento di una composizione musicale a fotogrammi o

immagini in un audiovisivo: trailer, film, documentari, spot ecc. Le sincronizzazioni

sono tutelate della legislazione sul diri$o d’autore. In qualunque forma la canzone

entri nel prodo$o mediale, deve avere a che fare con il diri$o d’autore, tema

delicato e complesso che occupa diverse figure dal punto di vista professionale.

Chiunque crei un testo audiovisivo inserendo nel testo una canzone, deve farci i

conI. L’acquisizione dei diri 2 è un tema che muove tanto denaro e ha a che fare con

una delicata dimensione legale. Nella tv non seriale, nei programmi televisivi

possono esistere canzoni: ci sono dei professionisI nelle reI che si chiamano

consulenI musicali, che si occupano di selezionale la musica per ogni programma tv

e si occupano o di comporla o di individuare quella giusta e rilevarle i diri 2. Gli uffici

legali sono spesso molto coinvolI in quesI temi.

Il music supervisor

La figura chiave: trova o sceglie la musica giusta per la serie, acquisisce licenze da

eIche$e discografiche e arIsI. In ogni rete ci sono 4/5 consulenI musicali, interne e

sIpendiate. Il music supervisor è una figura che deriva dal mondo anglosassone, ed

ha un potere diverso da quello del consulente: il potere del music supervisor è tanto

maggiore quanto più la serie in cui è chiamato a intervenire ha un alto budget. La

collaborazione tra music supervisor e showrunner dà origine a un linguaggio che è

cara$erisIco della serie: a differenza del consulente musicale, il music supervisor ha

un ruolo centrale nella creazione della serie. il consulente viene chiamato per

individuare qualche jingle, il music supervisor nelle grandi serie ha la stessa rilevanza

dello showrunner Alexandra Patsavas, music supervisor di Grey's Anatomy e Scandal

collabora con Shonda Rbiones. shownoner di Grey's Anatomy e Scandal. In Italia

manca questa figura, perché a differenza di quanto accade in America, esiste una

gerarchia tra le due industrie, televisiva e musicale. Le major sono un sistema che

me$ono sullo stesso piano, dal punto di vista produ 2 vo. In Italia la funzione della

musica e della canzone è diversa da quella che copre.

La prima modalità con la quale la canzone si presenta nella serialità negli anni 70\

era la performance: un arIsta entrava in una sequenza del telefilm e cantava la sua

canzone.

Es. In un episodio di Hazzard (CBS 1979-1985) Roy Orbison nei passi di sé stesso,

canta “Oh Pre$y Woman” in mezzo alla storia.

Theme song: canzoni che diventano dei marchi di fabbrica e portano con sé un

immaginario: (Es. Happy days). Nel 1990 nasce il primo teen drama, Beverly Hills.

Prima di questo, nell’immaginario cinematografico di Grease, adolescenI che hanno

a che fare con l’America degli anni ’50. E’ l’immaginario legato all’età d’oro

dell’America dove i giovani si vesIvano come gli adulI e si a$eggiavano come loro.

Nella serialità contemporanea invece si passa da un uso ta 2 co ad uno strategico. Se

la performance serviva per collocare banalmente una canzone in una sequenza, la

canzone nella serietà contemporanea diventa strategica: si comincia a comprendere

che uIlizzare le canzoni ha delle conseguenze e degli esiI estremamente interessanI

dal punto di vista produ 2 vo. La canzone non è più un diversivo, un accessorio ma

diventa un perno importante per la serialità, viene ben integrata nella storia e ha

una funzione economica: diventa un dato mediante il quale è possibile costruire un

proge$o narraIvo. La canzone comincia a potersi perme$ere anche una funzione

extradiegeIca.

Importante è differenziare la presenza della canzone nella sigla e nella sequenza:

nella sigla la canzone vede la massima rilevanza delle lyrics. Con la sigla noi entriamo

nel mondo narraIvo della serie, si tra$a di un paratesto che perme$e allo spe$atore

di avere accesso all’universo della serie. È come se a$raverso la sigla la nostra mente

si interessa a vedere la serie, come se fosse una chiave d’accesso, ecco perché la

canzone qui assume un enorme significato. Lavora sulla dimensione emoIva dello

spe$atore. Succede però, che inserire la canzone in una sigla presuppone un rischio

che invece nella sequenza non si ha: l’effe$o saturazione, per questo è stata aggiunta

nelle pia$aforme online la modalità “skip intro”.

• Es. La sigla di CSI (CBS, 2000-2015) e The Who e le varie edizioni.

Questa scelta in queste serie CSI è dovuta al fa$o che la canzone rock desse

un’idenItà moderna e aggressiva al prodo$o.

canzone. La canzone nella sequenza agisce da amplificatore di senso, le lyrics

enfaIzzano la narrazione senza il rischio della saturazione

Gli anni ’80 e l’influenza del videoclip:

In una sequenza di Miami Vice (NBC, 1984-1989) la canzone si introme$e nei

dialoghi tra i personaggi costruendo quello che di fa$o ha tu$e le cara$erisIche di

un videoclip, grande innovazione.

La canzone nelle sequenze seriali:

- Performance: arIsI dire$amente in scena.

Nei telefilm degli anni ’80 e nei serial degli anni ’90, l’arIsta recita se stesso in

un episodio. La canzone è uno strumento di markeIng. La performance replica

il modello del videoclip

1. Es. Mad Men, (2007-2015) e “Zou Bisou Bisou” EroIsmo di lei e

l’imbarazzo di lui, l’impossibilità del pubblico di apprezzarla in quanto il

pubblico è in un ambiente pudico. Dopo questa esibizione questa

canzone diventa una hit e uno dei singoli più venduI. Esempio di

rapporto tra serie tv e discografia.

2. Es. HALSTON (2021) in un’esibizione di un’a$rice che interpreta Liza

Minelli in una performance.

- Valorizzazione esteIca: lo “sIle HBO” Nelle serie HBO la musica ha un forte

potere evocaIvo ed entra in risonanza emoIva con personaggi e scene. Una

presenza originale e spesso spiazzante. Il testo non deve coincidere con le

immagini, non è necessario spiegare sempre tu$o, la sigla deve arricchire e

abbellire il prodo$o narraIvo.

1. La sequenza di “The young pope” vede un esempio lampante in questo

senso: Il primo ministro della Groenlandia porta in dono al giovane papa

un grande pesce e una canzone di Nada dal nome “Senza un perché”

- Sound branding: un leit moIv emoIvo

- Sceneggiatura: Itolo degli episodi e dialoghi

- Le serie musicali: il modello del musical