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appunti analisi dei programmi televisivi, Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

Appunti delle lezioni di analisi dei programmi televisivi con foto e video annessi delle slide

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 06/07/2023

Chiaramilano1712
Chiaramilano1712 🇮🇹

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ANALISI DEI PROGRAMMI TELEVISIVI
15/02
Saggio in 45 minuti, 500 parole massimo.
Quando si parla di programmi non bisogna esordire con “secondo me”, depotenzia molto quello che dico,
sembra che sia solo la mia opinione.
Il festival di Sanremo si analizza prendendo tutti i punti da cui è composto, come la conduzione, la co-
conduzione, ospiti, regia, scenografia, cantanti, esibizioni, ruoli, scaletta, costumi ecc.
Scaletta: messa in fila dei tanti elementi che compongono una serata del festival. È la scrittura, sceneggiatura
del festival.
Una delle parti che distingue il festival da altri programmi è la quantificazione degli ascolti, il racconto degli
ascolti, di come se ne parla durante e dopo le serate, e tutto il discorso esterno al festival, i social, la stampa, i
giornalisti.
È un media event, un evento mediale che non ha corrispettivi nel panorama televisivo italiano.
Non c’è nessun programma televisivo italiano di intrattenimento che duri 5 giorni di seguito, intorno alle
quali si ristruttura il palinsesto, non è eccezionale (che accade all’improvviso), ma è eccezionale perché non
è uguale a nessun altro.
Le conferenze stampa del giorno successivo sono una cosa esclusiva di Sanremo e li capisci le logiche di
potere, gerarchie, relazioni tra conduttori e stampa che ci stanno dietro.
Su Sanremo si struttura il palinsesto della RAI, di tutto l’anno. La vendita degli spazi pubblicitari di Sanremo
è quella che permette una raccolta importante per tutto l’anno.
Sanremo è il primo programma ad essere venduto agli inserzionisti della rai.
Sanremo è un racconto, ha dei ruoli, dei protagonisti, un andamento narrativo.
La scaletta è l’ossatura del racconto di Sanremo.
Quali sono i temi sui quali si articola il racconto di Sanremo?
Il racconto ha bisogno di ruoli, una storia ha bisogno di personaggi.
Analizzare Sanremo vuol dire analizzare tutta la televisione e le caratteristiche del suo ruolo e la sua
rilevanza. Il tempo della televisione è inpresente, eterno.
L’eterno presente della televisione è anche una serata di Sanremo che finisce nel momento in cui inizia
quella successiva, si trascinano poi le polemiche, è tutto proiettato in avanti, sull’adesso.
La questione degli ascolti vengono discusse nella conferenza stampa del giorno dopo.
Il dato principale che nessuno conosce è che il pubblico della tv generalista sta diminuendo in valore assoluto
quindi le percentuali salgono.
Più un programma si allunga più lo share si alza.
22/02
Belve è passato in prima serata, dopo che la Fagnani è andata a Sanremo.
Che cos’è un testo televisivo?
Una forma complessa, che sembra non avere gli stessi confini di altri testi mediali come il film, il
romanzo, la canzone ecc.
Nell’analisi del testo televisivo è imprescindibile tener conto del contesto in cui si inserisce.
È necessario adottare un approccio olistico e sistemico: l’approccio che va adottato deve tenere conto che il
testo televisivo deve essere considerato come un sistema, composto da più parti.
Il testo televisivo è un oggetto complesso. Il film è un testo chiuso, ha un inizio e una fine e può essere
analizzato nella sua totalità. Il testo televisivo invece ha una struttura più sfuggente, aperta, fluida e che
rende più complesso trovare gli strumenti migliori per la sua analisi.
Il testo televisivo deve essere inserito in un contesto di fruizione e di collocazione.
Se analizziamo una puntata non possiamo non parlare del contesto, in che punto del programma siamo, che
stagione è, deve essere collocata in un contesto.
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ANALISI DEI PROGRAMMI TELEVISIVI

Saggio in 45 minuti, 500 parole massimo. Quando si parla di programmi non bisogna esordire con “secondo me”, depotenzia molto quello che dico, sembra che sia solo la mia opinione. Il festival di Sanremo si analizza prendendo tutti i punti da cui è composto, come la conduzione, la co- conduzione, ospiti, regia, scenografia, cantanti, esibizioni, ruoli, scaletta, costumi ecc. Scaletta: messa in fila dei tanti elementi che compongono una serata del festival. È la scrittura, sceneggiatura del festival. Una delle parti che distingue il festival da altri programmi è la quantificazione degli ascolti, il racconto degli ascolti, di come se ne parla durante e dopo le serate, e tutto il discorso esterno al festival, i social, la stampa, i giornalisti. È un media event , un evento mediale che non ha corrispettivi nel panorama televisivo italiano. Non c’è nessun programma televisivo italiano di intrattenimento che duri 5 giorni di seguito, intorno alle quali si ristruttura il palinsesto, non è eccezionale (che accade all’improvviso), ma è eccezionale perché non è uguale a nessun altro. Le conferenze stampa del giorno successivo sono una cosa esclusiva di Sanremo e li capisci le logiche di potere, gerarchie, relazioni tra conduttori e stampa che ci stanno dietro. Su Sanremo si struttura il palinsesto della RAI, di tutto l’anno. La vendita degli spazi pubblicitari di Sanremo è quella che permette una raccolta importante per tutto l’anno. Sanremo è il primo programma ad essere venduto agli inserzionisti della rai. Sanremo è un racconto, ha dei ruoli, dei protagonisti, un andamento narrativo. La scaletta è l’ossatura del racconto di Sanremo. Quali sono i temi sui quali si articola il racconto di Sanremo? Il racconto ha bisogno di ruoli, una storia ha bisogno di personaggi. Analizzare Sanremo vuol dire analizzare tutta la televisione e le caratteristiche del suo ruolo e la sua rilevanza. Il tempo della televisione è inpresente, eterno. L’eterno presente della televisione è anche una serata di Sanremo che finisce nel momento in cui inizia quella successiva, si trascinano poi le polemiche, è tutto proiettato in avanti, sull’adesso. La questione degli ascolti vengono discusse nella conferenza stampa del giorno dopo. Il dato principale che nessuno conosce è che il pubblico della tv generalista sta diminuendo in valore assoluto quindi le percentuali salgono. Più un programma si allunga più lo share si alza. 22/ Belve è passato in prima serata, dopo che la Fagnani è andata a Sanremo. Che cos’è un testo televisivo?  Una forma complessa, che sembra non avere gli stessi confini di altri testi mediali come il film, il romanzo, la canzone ecc.  Nell’analisi del testo televisivo è imprescindibile tener conto del contesto in cui si inserisce. È necessario adottare un approccio olistico e sistemico: l’approccio che va adottato deve tenere conto che il testo televisivo deve essere considerato come un sistema, composto da più parti. Il testo televisivo è un oggetto complesso. Il film è un testo chiuso, ha un inizio e una fine e può essere analizzato nella sua totalità. Il testo televisivo invece ha una struttura più sfuggente, aperta, fluida e che rende più complesso trovare gli strumenti migliori per la sua analisi. Il testo televisivo deve essere inserito in un contesto di fruizione e di collocazione. Se analizziamo una puntata non possiamo non parlare del contesto, in che punto del programma siamo, che stagione è, deve essere collocata in un contesto.

Ci sono due elementi da tener conto in ogni analisi di un testo televisivo:  Focus sull’interno del testo : quello che il testo contiene, se un programma è un programma di intrattenimento, quale intrattenimento, quante stagioni ci sono, qual è l’episodio di cui ci occupiamo. Analisi dell’interno del testo:  Formato e pezzatura : la lunghezza dei singoli segmenti dai quali è composto il programma. Differenza tra puntata ed episodio : la puntata è aperta, lascia in sospeso delle questioni narrative, come le soap opera, l’episodio è chiuso, è auto-conclusivo, ad esempio black mirror. Il formato è il modo in cui si articola e segmenta il contenuto di un programma sula base della variabile del tempo e della durata. C’è molta variabilità. Qual è il formato di master: ci sono due unità con una durata complessiva di 100 minuti. In Italia siamo abituati ad avere unità narrative dei programmi di durata non inferiore all’ora/ora e mezza, in Inghilterra sono abituati ad avere programmi di 30/50 minuti. La pezzatura ha a che fare con la durata dei singoli segmenti, parlo della durata dei singoli segmenti. Il formato ha a che fare con le modalità di serializzazione dell’intero programma, parlo del numero complessivo di puntate per stagione.  Rapporto con il tempo esterno al testo (posizionamento in palinsesto): dove è collocato il programma, in che orari va in onda. Quali sono le ragioni e quale pubblico o target vuole raggiungere.  Analisi della messa in scena : o Descrizione dello studio (e prefigurazione dei costi) o Numero e tipologie dei personaggi coinvolti (conduttore si/no) o Dimensione sonora (dialoghi, effetti sonori, voice over, ecc): dar conto di elementi che sono originali rispetto alla norma, come ad esempio i confessionali o Dimensione visiva (uso del colore, fotografia, movimenti di macchina, inquadratura, grafica, ecc) o Dimensione narrativa (elementi ricorrenti, montaggio, ecc) o Prefigurazione del pubblico  Focus sul contesto : dove si colloca?  Possibilità di accesso al contenuto (quali piattaforme?)  Punti di accesso al testo o Top-down (industrie mediali: webisodes, estensione narrative alternative, espansione dell’univero narrativo): da chi lo fa a chi lo riceve o Bottom-up (fan art, fan ficion): parte dal basso  Brandizazione  Gaming  Interattività (GF)  Social network Come si scrive l’analisi di un programma? COSA NON FARE:  Utilizzare la prima persona singolare;  Utilizzare un linguaggio giornalistico;  Usare espressioni colloquiali, frasi fatte, punti esclamativi, puntini di sospensione, ecc.;  Trascurare la punteggiatura, i refusi, gli errori grammaticali e di sintassi. COME IMPOSTARE UN ARTICOLO/TESTO ANALITICO:PRIMA PARTE : Descrizione oggettiva del programma o della serie televisiva. L’obiettivo di questa parte è quello di delineare una panoramica dell’oggetto di analisi di cui ci si sta occupando; si deve perciò precisare, ad esempio, il genere del programma (quiz show, talent show, cooking show, varietà, etc.) o della serie TV (drama, comedy, medical, teen drama, etc.), il formato (durata di ogni puntata, numero di puntate/stagioni); la collocazione in palinsesto; gli ascolti, ecc.

Sul palco del teatro Parioli Costanzo tutte le sere in seconda serata, lui ha INVENTATO la seconda serata, portava 5/10 ospiti diversi e li faceva dialogare. Ha scoperto talenti, ha consacrato personaggi, ha inventato musicisti, ha inventato Fiorello. Come funzionava il talk show di Costanzo? C’era tutto, come in nessun altro programma televisivo, l’intrattenimento, l’informazione, il discorso politico ecc. La televisione è parola ancora prima che immagine. La televisione è pubblico in sala, nel talk di Costanzo sono protagonisti. Nel talk show di Maurizio c’è ritmo ma anche silenzio. Come in Maria, in C’è posta per te lavora molto sul silenzio e sulle pause. La televisione è fatta di parole e nel maggior parte dei casi la tv ha paura del silenzio. C’è paura di non poter riempire un vuoto. Maurizio ha insegnato cosa significa gestire il vuoto, le pause, i silenzi. Il ritmo è fondamentale nel linguaggio televisivo, nella dimensione visiva, come la regia, anche dall’uso della parola. Una delle prime regole che bisogna imparare per analizzare un programma televisivo è il ritmo di quel programma, il modo con il quale scandisce il tempo, non solo dal punto di vista visivo, non è solo un fatto di regia, ma anche di ritmo verbale. I bravi conduttori sono quelli che sono capaci di dare un ritmo al programma. Ritmo vuol dire che devi essere capace di non annoiare chi ti sta guardando, è la capacità di alternare i pieni e i vuoti, i toni, il drammatico al comico, riuscire a cambiare argomento senza perdere ritmo, anzi, aggiungendone. È riuscito a fare un programma di parola giocando prevalentemente sul ritmo, determinato sia dalla componente verbale, sia dalla capacità di alternare i toni. Questo si verifica attraverso il mix degli ospiti. La sua capacità di costruire un programma di seconda serata che durava 2 ore, 2 ore e mezza, era quello di mettere insieme sul palco persone molto diverse che appassionassero spettatori, prevalentemente distratti, ad un contenuto che continuava a cambiare in quelle 2 ore. Mescolando numeri comici, scovava gente assurda, la metteva sul palco, la faceva interagire, se funzionava guardando il pubblico in sala e la loro reazione, che come in qualunque programma di cabaret è la prima prova del fatto che quel comico funzioni. Se Costanzo vedeva che quel personaggio funzionava lo invitava più volte, la sua abilità è stata di mettere insieme le differenze. Il pubblico per alcuni programmi è il banco di prova. La prima cosa che va analizzata del talk di Costanzo è la prossemica, come sono sistemati in corpi in uno spazio. Ci sono delle sedie, un pianoforte, un proscenio, due scale e un sipario. C’è una sedia che si muove, quella di Costano che si sposta da un ospite all’altro protrando la sedia. Questo è il suo stile che nessun altro ha provato ad imitare. Lui prendeva la sedia, si accomodava dietro le spalle dell’ospite che in quel momento voleva fare parlare. L’ospite è già in posizione scomoda. Costanzo quando decideva che era ora di chiudere quell’intervento, si alzava e andava da un altro. Questo è il ritmo. Gli ospiti che invitava venivano esaltati per la loro personalità e le loro caratteristiche, ma chi decideva cosa dovevano dire, quanto, per quanto tempo era sempre e solo Costanzo, nonostante il pubblico di questo se ne accorgeva pochissimo. La Fagnani è molto debitrice a Costanzo. Fa versi per far capire che non crede a quello che dici, questo lo faceva Costanzo anni fa. Puntata del 20 settembre 1991, celebrazione del primo decennio di Maurizio In questa puntata mette insieme persone assurde, poi qualcuno dal pubblico gli da fastidio perché applaude fuori tempo, si incazza e si vede, non ha problemi a mostrarlo, si vede anche come lo risolve. Interpella i personaggi senza filtri, non ha paura di far vedere che si arrabbiano, quello che è fatto dal pubblico in sala non va bene, è molto diretto e autorevole. Costanzo era un conduttore tosto, che ha nei confronti delle persone che sono lì un potere enorme, li invita, da loro la possibilità di esprimersi ma allo stesso tempo può decidere che quello che stanno dicendo o facendo non va bene. Il colpo di genio di questa puntata è aver messo il ragazzino strano e la sora lella.

Costanzo borbotta continuamente, parla in un modo poco chiaro e poco comprendibile è un altro modo di tenere il ritmo televisivo. È il modo con il quale conduce questo programma. La regia è molto attenta, quando viene inquadrato il ragazzo c’è lo stacco sulla sorella, quando entra un personaggi molto amato dal pubblico ci sono in quadrature sulle mani e sul pubblico, tutto questo aumenta la percezione di noi che guardiamo da casa. Il linguaggio televisivo è racconto, nella sua massima espressione lo vediamo nel talk show. Maurizio ha inserito nel talk show anche dei temi non leggeri, ha parlato di mafia e ha rischiato la vita, ha intervistato i maggiori esponenti politici di questo paese. Mette in primo piano i personaggi ma lo mette a disagio, controlla tutto. In Belve iniziale, quello in seconda serata non c’era pubblico in studio, ora che è in prima serata c’è, ma è come se non ci fosse, è molto in fondo, schiacciato sul fondale della scena ed ha una funzione decorativa. L’ingresso dei personaggi è quello di Fazio. 08/ MARE FUORI Tre stagioni, dal 2020- in produzione. 12 puntate per stagione, un’ora circa a puntata. Prodotto da RaiFiction e la casa di produzione Picomedia. Distribuita da RaiDue, rai play e Netflix. L’acquisto dei diritti è uno dei motivi dell’esplosione di mare fuori. La sua esplosione è dovuta alla pubblicazione su Netflix, principalmente. I diritti di sfruttamento del prodotto, del brand, dei prodotti ancillari (nel caso in cui facessero un merchandising), vano a chi detiene i diritti del prodotto, in questo caso alla Rai. Cosa vuol dire detenere i diritti di un prodotto? Tutto quello che deriva da lì vanno nelle tasche di chi detiene i diritti. Quando si depositano i diritti di un format, di un programma, si definisce il perimetro dei diritti di questo programma, la durata dei diritti, il destinatario, la copertura di questi diritti, le messe in onda, le repliche, ecc. Quando un prodotto televisivo viene realizzato e messo in onda sono due i soggetti coinvolti:

  1. La casa di produzione, in questo caso Picomedia;
  2. L’emittente che mette in onda il programma o che chiede di realizzare il programma, in questo caso Rai. Non è sempre così, in questo caso è una co-produzione, insieme realizzano il programma, insieme mettono il denaro per realizzarlo, ma molto spesso si tratta di produzioni di un unico soggetto che vende il prodotto ad una rete, ad esempio Confusi è stato prodotto da Blu Jasmine, e mandato in onda da Ray Play. La Rai dopo le prime 2 stagioni ha perso i diritti di mare fuori, sono tornati di proprietà totale a Picomedia. Questo è stato un errore di previsione della Rai. Rai perde i diritti, Picomedia ritorna in possesso della totalità dei diritti e lo propone a Netflix, con un accordo che non esclude la rai ma che permette a Netflix di rendere disponibile il prodotto sulla sua piattaforma pagando sempre i diritti. Un accorso win, win, conveniente per entrambi. La Rai mette a disposizione RaiPlay e decide che per la terza stagione 6 puntate vadano prima su RaiPlay, poi altre 6 e in seguito 2 puntate a settimana su Rai 2. Diventa una serie che può essere vista da un pubblico molto ampio e su supporti e piattaforme che normalmente non riguardano un unico prodotto. È un prodotto unico, non ci sono prodotti seriali che abbiano questo tipo di struttura distributiva, produttiva e ricettiva. Questo per dire che è considerato come un sistema dove al centro sta il brand, mare fuori, e intorno e dentro questo brand c’è una marea di roba. Le ragioni del successo di mare fuori Il cast

Il carico nuovo è una ragazzina, di 14 anni, perché si scopre essere immune a questa malattia, per questo devono portarla in uno degli ospedali delle Luci, affinché la studino per trovare una cura. La prima e la seconda puntata sono identiche al videogioco. La serie ha avuto una preproduzione molto turbolenta, sono cambiati molti registi, da film a serie, con varie problematiche. Lavorano a stretto contatto con gli ideatori del gioco. Il primo episodio si apre con una vecchia intervista degli anni ’50 ad un medico viene chiesto se prima o poi arriverà una pandemia e dice che l’unico caso in cui dovessimo preoccuparti è quando il fungo (del film e gioco) si dovesse diffondere. Questo per dare un contesto narrativo e questo crea un profondo legame con oggi, il Covid. Nel videogioco interpretiamo solo lui, Elly solo nell’ultimo episodio. La struttura:  Fedeltà al materiale originale: necessità di restare fedeli alla storyline del videogioco.  Universo narrativo espanso: sia per dare un contesto a chi non ha giocato al titolo sia motivare i videogiocatori a guardare la serie  Ambientazione post-apocalittica: il background post-pandemico solo funzionale alla caratterizzazione dei protagonisti e dei personaggi secondari  Riflessione politica e sociale attraverso la chiave post-apocalittica  Orizzontalità e verticalità della narrazione  Uso di Easter Egg e citazione dal videogioco Il cast  Hollywoodiano: scelta usuale delle serie TV a marchio HBO- Bella Ramsey (Game of Thrones), Pedro Pascal (Game of Thrones, The Mandalorian);  No effetto cosplayer rispetto al videogioco  Enfatizazione sulla caratterizzazione dei personaggi, alcuni cambiati rispetto al videogioco  Scelto di coinvolgere anche gli attori protagonisti che hanno partecipato al gioco  Tematiche di inclusivity e gender  Lavoro sulla voce da parte di Bella Ramset per accentuare il cambiamento, fisico e psicologico, della protagonista. Fino al 5-6 episodio i due personaggi sono sempre uno davanti e uno dietro, distanza emotiva tra i due. Lui non vuole avvicinarsi perché lui ora già sofferto per la perdita della figlia, lei invece vuole avvicinarsi a lui perché lo vede come una figura paterna. Nel sesto episodio si avvicinano e si mettono uno accanto all’altro. Aspetti tecnici  La regia lavora in due direzioni: da un lato cerca ci restare fedele al videogioco, lavorando accuratanemte sul PP o CL, dall’altro, opta per la direzione da parte di registi europei (Abbassi) per garantire un’immagine più sporca e meno patinata rispetto all’occhio coinematografico hollywoodiano.  La fotografia è il più delle volte sporca, sciatta, in quanto volta a raccontare il percorso interiore dei personaggi.  Il montaggio è lento perché permette agli spettatori di assimilare l’iter psicologico die personaggi (al contrario del ritmo serrato del videogioco).  Il casting non è caduto nella trappola dell’effetto cosplay: critiche durissime nei confronti di Bella Ramsey (Ellie) e Nico Parker (Sarah). 29/ Talk show Rappresenta uno dei generi più ricchi di contenuti. È uno dei generi più complessi, ibridati, anche più sperimentali e allo stesso tempo è uno dei generi che offre delle ripetizioni molto evidenti.

È un modello che si ritrova in tantissimi generi diversi dal talk show stesso. Una delle ragioni che rendono un genere, un programma, un contenuto televisivo rilevante nei palinsesti è sempre legato a questioni economiche, produttive. La presenza del talk show è così rilevante è dovuta a ragioni di tipo economico.  È un genere poco costoso, perché è realizzato in studio. È facilmente ripetibile, replicabile. È un genere ad lata serialità che richiede uno sforzo produttivo ridotto ma rende molto dal punto di vista economico.  Ad elevato intrattenimento. Ha un seguito di pubblico abbastanza garantito. Diverte, fa passare il tempo, è adatto al consumo televisivo tradizionale.  Poco impegnativo per lo spettatore, si può anche solo ascoltare, perché è un programma di parola, non richiede particolari competenze.  Redditizio per la rete  Vetrina per personaggi televisivi o politici: questa partecipazione genera profitto, discorso, dibattito social, quindi entra a far parte di un sistema. È un genere che nasce nel 1950 circa negli Stati Uniti. Le origini del talk show in AmericaThe David Letterman Show : ha fatto la storia della televisione e dello show costruendo un set e un modello narrativo che è ancora il punto di riferimento della maggior parte dei talk show italiani. Lui ha costruito una relazione con l’invitato che è diventata l’etichetta del genere. Parliamo di talk show di intrattenimento. Ha dimostrato come si può intervistare il presidente facendolo sedere un po' più in basso di David Letterman, mettendolo in una posizione in cui il capo di casa è David e non ha paura di nessuno, non ha soggezione di nessuno e anzi per un presidente parlare con David è un vantaggio. Il suo studio è piccolo, c’è pubblico in studio e che determina con le sue reazioni la reazione del pubblico a casa. C’è una scrivania con delle poltrone accanto, dietro la scrivania c’è un green screen con l’immagine di New York di notte, anche se girato nel pomeriggio, c’è un orchestra dal vivo. È il più bravo a presentare i cantanti, non va lì a presentare il disco, se vuole farlo lo fa alla fine, non va lì neanche per cantare ma per parlare con David. Trattava tutti allo stesso identico modo. C’è la messa in luce della performance e basta. Lui è dietro la scrivania ed è più in alto dell’ospite. Ha un atteggiamento da giornalista dell’informazione nel porsi con l’ospite. Interviene molto dal punto di vista del ritmo, con gli interventi in voce, gli applausi, le espressioni del viso e cerca sempre di valorizzare l’ospite a seconda di come l’ospite risponde alle sue domande. Le telecamere sono relativamente poche ma perfette dal punto di vista del posizionamento delle inquadrature. Lo spazio dove si esibiscono i cantanti è molto piccolo. Non ci sono gli effetti speciali, non si inserisce altro che non sia l’esibizione della cantante. Tutti gli artisti volevano andare lì perché sapevano che sarebbe stato perfetto, no errori, sbavature o imperfezioni. Il racconto dei personaggi musicali invece da Fazio è con difficoltà dal punto di vista registico, ci sono spesso sbagli ed imperfezioni, il tipo di trattamento è diverso a seconda della grandezza o meno dell’ospite, in David no. Negli Stati Uniti la spettacolarizzazione è uno degli elementi ma non l’elemento, in Italia invece è il contrario. Il sistema di media degli Stati Uniti è molto diverso, in cui l’industria musicale, televisiva e cinematografica sono tutti allo stesso livello dal punto di vista economico. Quello che viene messo in evidenza è l’esperienza in tutti i fronti. In Italia invece l’industria musicale è sempre stata subordinata all’industria televisiva dal punto di vista economico, come anche l’industria cinematografica. Andare a promuovere un disco in televisione da noi significa fare i conti con un sistema che privilegia la dimensione televisiva a quella prettamente musicale. Questo significa

Ingloba diversi generi e forme spettacolari

  • L’intervista
  • Il servizio giornalistico
  • La gag comica
  • La musica A sua volta può essere inglobato in altri generi:  Nel reality 05/ La canzone nelle serie tv Nelle serie tv il ruolo della canzone , non della musica, non era studiato ma era molto presente. La canzone è molto presente nella serialità televisiva. A differenza della musica, della colonna sonora di una serie o di un film, la canzone ha una serie di funzioni che agiscono in maniera profonda sul testo televisivo o cinematografico. In aggiunta alla musica c’è la dimensione verbale, c’è il testo della canzone, ci sono le lyrics che contribuiscono a cambiare il senso di quello che si dice. L’uso della canzone pop nelle sigle e nelle scene delle serie tv amplifica ed espande il significato delle serie. È molto diverso il posizionamento nella sigla o in una scena. Hallelujah “The O.C.” È di Leonard Cohen , uno dei più grandi cantautori della storia del rock. Sono state fatte molte altre versioni, anche una di Jack Buckley. Ha un ruolo molto importante nella storia della musica dagli anni ’70 ad oggi. In tre sequenze diverse viene utilizzata questa canzone in The O.C.  Nella sequenza in cui Marissa e Rajan si incontrano;  Nella sequenza in cui Marissa e Rajan si lasciano;  Nella sequenza in cui Marissa muore: viene utilizzata in una versione a cappella. Questa canzone diventa una ricorrenza, un life motive, una chiave di interpretazione della serie, un simbolo. Assume significati diversi a seconda dei contesti, ma diventa il marchio di fabbrica di quella serie. Il successo di The O.C. ha fatto si che l’uso della canzone nella serialità diventasse un tema per chi creava serie. Come funziona la ricerca della canzone:Canzoni di repertorio vs. composizioni originali;Contestualizzazione narrativa delle lyrics : in che modo il testo della canzone inserita agisce sul significato della scena o della sigla nella quale è inserita;  Impatto delle canzoni nell’identità di una serie : il fatto che ci sia canzone nella serie diventa il modo in cui si ricorda quella serie;  Ricorrenza delle canzoni un una serie : quanto spesso e che tipo di canzoni in una canzone vengano utilizzate e perché;  Impatto delle canzoni sul mercato discografico : l’inserimento di una canzone in una serie tv agisce sul mercato discografico. Quell’artista, quel brano, quella canzone entrano in classifica perché fanno parte del patrimonio narrativo della serie, come per Mare fuori;  Score (colonna sonora) vs. canzone ;  Rapporto con i film studies : i film studies non se ne sono occupati, ancora adesso sul cinema c’è molto materiale sulle colonne sonore del film ma quasi niente nelle canzoni nel film;  Specialità dell’oggetto seriale : dall’inizio del nuovo millennio, con la grande serialità, la relazione tra industria musicale, audiovisiva e televisiva e competenza degli spettatori diventa più stretta. Il ruolo della canzone in un certo tipo di serialità complessa diventa fondamentale. La canzone nelle serie è un punto di arrivo che vede prima la canzone nella televisione in tanti punti, non solo nella serialità.

L’abbinamento di una composizione musicale a fotogrammi o immagini in un audiovisivo: trailer, film, documentari, spot, sequenze, videogiochi Le sincronizzazioni sono il percorso, il modo attraverso il quale una composizione musicale si abbina ad un audiovisivo. Non riguardano solo la serialità ma altri prodotti. La sincronizzazione è soggetta al diritto d’autore. Chi si occupa di questo processo nella produzione della serialità? Una figura che nasce negli Stati Uniti ed è il music supervisor : figura fondamentale anche in Italia adesso, arrivata ovviamente dopo rispetto agli Stati Uniti. Il music supervisor trova o sceglie la musica giusta per la serie, acquisisce licenze da etichette discografiche e artisti. “Un professionista qualificato che dirige tutti gli aspetti musicali di un film, di un prodotto televisivo, di una pubblicità, di un video game o di altre piattaforme visive esistenti o emergenti”. In molti casi deve fare conto con la disponibilità di budget della serie, ci sono cataloghi che sono costosissimo, artisti le cui canzoni costano tantissimo e non tutte le produzioni se lo possono permettere. Per questo in alcune serie, anche di livello, la colonna sonora costituita da canzoni è scarsa. Ad esempio “Doc nelle tue mani”, una serie con molto successo, dal punto di vista musicale è poverissima. Sembra un sound alike : l’uso della canzone che suona come se fosse qualcos’altro di più famoso, scelta che ha spesso a che fare con il prezzo. Maggiore è il potere economico della prodizione, maggiore è la possibilità di avere canzoni di alto livello. La presenza della canzone è un indicatore della qualità di un prodotto seriale. Lo showrunner è colui o colei che ha la responsabilità creativa e produttiva di una serie. È una professionalità con una responsabilità economica e creativa enorme. Ha la responsabilità della serie. In Italia non c’è. È una figura industriale, di un processo. La sua presenza è un punto cardine del processo produttivo. Music supervisor e showrunner collaborano per creare il mood e lo stile narrativo della serie. I punti in cui si articola il lavoro di ricerca di canzone nelle serie:  Dove e come si collocano le canzoni nella serie tv?Qual è la loro funzione narrativa?Come e perché vengono scelte?Come si svolge il processo produttivo? Il passaggio nell’uso della canzone nella serialità contemporanea sta nel campo dell’uso della canzone, fino ad un certo periodo, metà degli anni ’90, la canzone era usata in modo estemporanea. Esisteva l’uso della canzone ma non aveva una funzione strategica, ogni tanto mettevi qualcuno di famoso ma niente di più. Poi acquisisce una funzione strategica, che influisce sul progetto complessivo della serie e diventa parte integrante del progetto narrativo. La canzone diventa il centro di un storia, di una puntata o di un intera serie. Da un certo momento diventa importante anche al di la della porzione in cui viene inserita. Da un uso tattico ad un uso strategico  Integrazione totale nella narrazione  Le scelte musicali diventano parte integrante del progetto narrativo  Maggiore rilevanza delle canzoni in funzione extra-diegetica. La canzone nelle sigle seriali La canzone assume un valore molto diverso dalla presenza di una canzone in una scena, perché c’è ripetizione. Nella sigla la canzone viene ripetuta, e questa ripetizione ad ogni puntata assume una valenza semantica profondissima. La scelta della canzone di una sigla, rispetto alla scelta per un episodio, segue logiche diverse. La canzone della sigla ha una responsabilità molto forte, di rappresentare l’identità della serie e allo stesso tempo può rappresentare anche un problema se scelta con poca attenzione. La ripetizione può essere una modalità di memorizzazione del brano ma anche il contrario.

La canzone nelle sequenze seriali L’inserimento di una canzone nella sequenza di una serie tv agisce come amplificatore di senso: le lyrics enfatizzano la narrazione senza rischio di saturazione. Una prima sequenza è quella di Miami Vice (NBC, 1984-1989) si vede molto l’influenza del video clip in un telefilm. La prima sequenza in cui una canzone pop viene inserita, cambia la storia della presenza della canzone nella serialità, la canzone entra ed esce dalla sequenza a seconda del dialogo tra i protagonisti. In realtà prende il posto delle parole e dei pensieri dei protagonisti ma non li sostituisce totalmente. Questa sequenza inserisce la canzone in un azione sottolineandola. È la scelta musicale che spesso veniva compiuto per i video clip, che erano l’ illustrazione del testo della canzone. Si riconosce la rilevanza della canzone pop nel raccontare visivamente quello che accade sullo schermo. L’uso della macchina da presa è diversa da quello che si penserebbe per quel tempo, l’inquadratura della ruota della macchina non era possibile per una serie tv. Quali sono le possibili tipologie della presenza della canzone nelle sequenze seriali:

  1. Performance : ci sono artisti direttamente in scena. Nei telefilm degli anni Ottanta e nei serial degli anni Novanta l’artista recita se stesso in un episodio, serve come marketing e come replica del modello dei videoclip. Ad esempio in Mad Men, qualunque fotogramma di questa serie è molto precisa sia per i costumi che per le inquadrature. Ad esempio una scena in cui Megan, canta una canzone per la festa del marito, la canta in maniera molto sensuale mettendo il marito molto in imbarazzo nel confronto dei colleghi che erano a casa sua per festeggiare il suo compleanno. La protagonista è francese di origine, canta questa canzone in francese, la canta perché in quegli anni era già famosa. Lei è la segretaria del marito, in una rappresentazione di ruolo molto frequente di quegli anni. Lo show runner di Mad Men fa questo per rappresentare la personalità di Megan. Alla mezzanotte successiva della messa in onda della serie, incisa e cantata da lei, viene messa in vendita in versione 45 giri in edizione limitata, già esisteva nella rappresentazione reale, viene risemantizzata e ricantata in questa serie e acquisisce una nuova vita. L’invidia degli uomini e delle donne, il marito imbarazzato ma attratto, lei che cerca di essere diversa rispetto alle altre si racconta un personaggio;
  2. Valorizzazione estetica : lo stile HBO, il testo della canzone spesso non c’entra nulla con la sequenza ma serve a valorizzarla dal punto di vista estetico. La canzone ha un forte potere evocativo ed entra in risonanza emotiva con personaggi e scene, è una presenza originale e spesso spiazzante. A volte il testo non c’entra con quello che vediamo ma genera una situazione spiazzante, nuova, che rende diversa la sequenza da qualunque altra. Nelle serie HBO la canzone ha un forte potere evocativo, ma sempre spiazzante. Ad esempio in The Young Pope c’è una sequenza in cui si sente una canzone di Nada, il papa la sente quando gliela presentano e anche nella sua stanza alla sera. Nada, fino a questo inserimento nella serie, era un’artista dimenticata che ritrova popolarità grazie alla scelta di Sorrentino. Il senso di questa canzone in questa sequenza non c’è, non c’è motivo per cui questa canzone sia stata scelta.
  3. Sound branding : un leit motiv emotivo;
  4. Sceneggiatura : titolo degli episodi e dialoghi. Ci sono legami molto stretti tra Grey’s Anatomy e le canzoni, si usano le canzoni anche al posto dei dialoghi;
  5. Le serie musicali : il modello del musical 19/ Shake Come si analizza un episodio? All’inizio dell’analisi si mette sempre una descrizione, e poi si analizzano.  Descrizione del programma: cos’è. Come trovo queste informazioni? Prendere informazioni sul programma cercando su internet. Per prima cosa guardo i crediti, da dove abbiamo informazioni per inquadrare il prodotto, la parte di

wiki a destra. Quanti episodi? Da quanto tempo? Prodotta in che anno, dove? Il genere?  La produzione. In questo caso da ray fiction e lucky red, casa di produzione cinematografica. Cerco la casa di produzione se non la conosco.  I personaggi, persone che hanno costruito questo prodotto  L’ideazione, la regia, il soggetto e la sceneggiatura.  Attori  La piattaforma e il canale su cui viene distribuita  Comunicato stampa ufficiale della serie: racconta i punti di forza del prodotto per presentarlo alla stampa  La presentazione della serie (se esiste), dove ci sono le note di regia, la sinossi, i crediti, ecc. spesso lo fanno solo per i giornalisti e non lo rendono visibile anche al pubblico.  Osservazioni sul contenuto:

  • La trama
  • I personaggi
  • Dove è ambientata
  • Le tematiche (amore adolescenziale e gelosia, bullismo, razzismo, differenza tra classi sociali, relazione tra adolescenti e adulti)  La regia  La recitazione  I dialoghi  La scrittura Il cast di molto prodotti viene fatto dalla casa di produzione che hanno sotto contratto un po' di nomi. Quei due attori che hanno già fatto qualcosa sulla televisione, Mare fuori e un professore, sono volti che hanno già collaborato alle produzioni per quei referenti. Richiamano un pubblico che li conosce e sono “facce note”. Le note di regia: sono per la stampa e un committente che deve pagare per realizzarlo. Servono ad ambientare la serie dando elementi che facciano capire cosa e quanto servano per realizzarla. 26/ La canzone come sceneggiatura Le canzoni vengono utilizzate nei titoli degli episodi e nelle scene. Le lyrics si intrecciano con i dialoghi. Le canzoni sono parte integrante della scrittura della serie. Grey’s Anatomy (ABC, 2005-) è unica nel suo genere. L’intreccio narrativo è molto complesso. La trama si diluisce in tantissime stagioni. Grey’s Anatomy viene curato dal punto di vista musicale da Alexandra Patsavas. La musica appare nella sigla, nelle scene, nel titolo dell’episodio, spesso canzoni dei Beatles. La dimensione del testo, delle lyrics è una dimensione fondamentale che nella serie viene usata in maniera narrativa, il testo ha a che fare con quello che viene raccontato nella puntata. In diversi episodi la canzone diventa protagonista negli episodi musical, soprattutto nella traduzione italiana. 03/ The Ferragnez L’idea è che sia una docu serie, con delle componenti documentaristiche, autentica che svela i dietro le quinte. La terapia di coppia è la prima scena con cui si apre la serie. La sinossi del primo episodio potrebbe accompagnare qualunque episodio dramma di qualunque serie. Esiste un dietro le quinte? È difficile se hai telecamere in casa e una vita sui social avere un dietro le quinte. Il primo episodio della prima stagione si apre con un totale su Milano, un inquadratura in una casa, inquadratura dall’alto e si vede lo studio dello psicologo, per dare l’idea di essere in un luogo in cui non dovremmo essere, un luogo privato. È un set molto piccolo con molte telecamere, in interno.