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L'opera di Hannah Arendt, filosofa e storica tedesca naturalizzata statunitense, che analizza le cause e il funzionamento dei regimi totalitari, in particolare nazismo e stalinismo, nel contesto della società di massa. L'opera si divide in tre parti: l'antisemitismo, l'imperialismo e l'intreccio tra terrore e ideologia. Arendt sostiene che il totalitarismo è un pericolo costante per ogni sistema politico e invita alla sorveglianza della libertà e della democrazia.
Tipologia: Appunti
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Anna Harendt Nasce da famiglia ebrea ad annover per motivi politici dopo università abbandona Germania e si rifugia in Francia e si stabilisce negli Stati Uniti dopo. Qui insegna in università e continua la sua ricerca fino alla morte. L’opera che la rese famosa è ‘origini del totalitarismo’ saggio di 700 pagine pubblicato nel 1951, appena finita la seconda guerra mondiale e c’è la guerra fredda. Opera é una delle opere storiche politiche più importanti Del 1900 infatti lei riflette sulle cause e funzionamento dei regimi totalitari che vengono considerati conseguenza dell affermarsi della società di massa dove individui vengono considerati come atomi e che non hanno relazioni tra loro. Questa opera è importante dal punto storico politico perché analizza i tratti di fondo della storia europea moderna e contemporanea e si sofferma sul periodo storico che va dalla fine del 1800 fino alla seconda guerra. Importante pure dal punto filosofico perché cerca di parlare di uno schema generale dell’ ideal tipo di regime totalitario soffermandosi sul nazismo e stalinismo riconducibili alla stessa idea di totalitarismo. Lei ha poco interesse per il fascismo però. L’opera si divide in 3 parti nella prima analizza l’antisemitismo considerato come premessa al totalitarismo e analizza la condizione ebraica nella storia europea contemporanea e si sofferma sull affare dreifis cioè (scandalo in Francia di un generale accusato di aver consegnato informazioni segrete della Francia e accusato di spionaggio e deportato nell isola del diavolo. Alla fine si dimostró la sua innocenza e reintegrato nell esercito). Nella seconda parte si parla di imperialismo tra la fine del 1800 e prima guerra con emergere della borghesia che conquistava ruolo economico ma anche politico. Secondo lei le conseguenze dell antisemitismo e crisi dell imperialismo che si è verificata dopo la prima guerra fecero nascere nazismo in Germania e stalinismo nell Unione sovietica. Nella terza parte più rilevante filosoficamente dice che essenza del totalitarismo sta nell intreccio tra terrore e ideologia, il primo si manifesta attraverso la polizia segreta che porta un azione di spionaggio nella società anche nell intimità e con i campi di concentramento pure per quelli che si opponevano al regime. Secondo lei più della tortura e la morte i totalitarismi uccidono lo spirito dell uomo rendendolo superfluo a causa dell ideologia essa che è la differenza tra i regimi totalitari in Europa nel 1900 e il dispotismo del passato. L’ideologia totalitaria è aberrante perché trasforma natura razionale degli uomini e dice che ideologie sono acritiche innoque e arbitrarie fino a quando nessuno ci crede davvero. Dal punto di vista organizzativo il terrore e ideologia si manifestano attraverso polizia e partito unico che diventano strumenti subordinati al furer e in un regime la volontà del furer è legge. Riflessione finale è che il totalitarismo è pericolo costante cioè ogni sistema politico anche oggi può degenerare in totalitarismo e invita uomini a sorvegliare che si rispettino libertà e democrazia.
Bergson Esponente della corrente filosofica del Vitalismo che si contrappone a materialismo e positivismo perché quelli studiavano la realtà concreta invece questo studia la parte psichica e spirituale. Lui fa distinzione tra tempo della scienza e della vita/coscienza la differenza è che il primo è quantitativo e omogeneo mentre l’altro è qualitativo ed eterogeneo cioè che ciò che viviamo con la coscienza è formato da istanti che sono diversi qualitativamente e non quantitativamente come vale per la scienza. Il tempo della scienza è reversibile cioè che un esperimento lo possiamo ripetere mille volte e avviene sempre la stessa cosa più o meno. Il tempo della vita è irreversibile che ciò che viviamo con coscienza non si ripete e come dice proust che influenza bergson ‘andare alla ricerca del tempo perduto va al fallimento non si può rivivere con la stessa intensità una cosa’. Tempo della scienza è discontinuo formato da momenti che sono separati mentre quello della vita è continuo perché tutto è legato, ogni momento. Tempo della scienza è astratto esteriore e spazializzato mentre l’altro è concreto interiore che si identifica con durata reale. Quando parla del tempo di scienza ha immagine di collana di perle perché separate tra loro ma uguali mentre quando parla di quello della vita usa immagine del gomitolo di lana che piano piano diventa più grande ma non si può sciogliere e tutto ciò che viene dopo è legato a quello che era prima perché deve essere iniziato. Oppure immagine della valanga per tempo della vita.