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Riassunto del testo Antropologia delle religioni
Tipologia: Sintesi del corso
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Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del mondo, di valori ideali e di modelli. Sistemi religiosi sistemi di credenze = si identificano con la dimensione ideologica della cultura nel suo complesso, con la conoscenza delle cose che si crede esistano nel mondo, delle loro proprietà e delle regole che ne sottendono l’ordinamento e la manipolazione. Le credenze si rivelano come affermazioni sul mondo che non sono supportate da evidenza empirica e che sono condivise dai membri di un determinato gruppo sociale (diverso dall’osservatore), quindi rappresentano più che altro delle competenze culturali. RELIGIONE = SISTEMA :
La religione e il potere politico hanno l’autorità di influenzare e controllare in misura significativa il comportamento delle persone e spesso la religione assume il compito di fornire sostegno e legittimazione al sistema politico. il potere non è più una forza imprevedibile e inafferrabile che pervade l’universo, ma è una forza incarnata in istituzioni umane. Secondo Gauchet la religione nella sua forma più pura è da ricercare in quel mondo antecedente lo Stato, sopravvissuto solo in alcune aree del mondo; lo sviluppo successivo delle religioni nel corso della storia ha messo in discussione il religioso e ha condotto al disincanto del mondo. Il potere entra in gioco nel momento stesso in cui si costruisce un ordine, si elabora un universo simbolico che rimanda a valori e concezioni ideali. Ma il potere non è un dato universale, è una variabile culturale e si declina in varie modalità a seconda delle strutture sociali dei rapporti interpersonali. Ogni definizione della religione deve essere, fino ad un certo punto, arbitraria e per quanto si tenti di far in modo che sia conforme all’impiego attuale della parola nel linguaggio comune, molte persone riterranno che tale definizione comprenda troppo, o troppo poco, o entrambe le cose difficile giungere ad una definizione di religione che sia accettata da tutti. Alcune definizioni tratte dai manuali di antropologia culturale e sociale: Religione in termini funzionalistici, ossia in base alle funzioni che svolge nel contesto sociale; il pensiero religioso traduce quindi le forze incontrollabili della natura in entità simboliche, le quali possono essere affrontate attraverso rituali. Religione come un insieme di credenze e modelli comportamentali attraverso i quali gli esseri umani si confrontano con problemi che non possono essere risolti applicando le conoscenze tecnologiche o empiriche (Haviland) Religione come sistema di simboli che opera stabilendo profondi, diffusi e durevoli stati d’animo e motivazioni negli uomini per mezzo della formulazione di concetti di un ordine generale dell’esistenza, concretizzando tali stati d’animo e motivazioni in modo che sembrino realistici (Geertz) critica di Asad: afferma che una definizione trans-storica ossia comparativa e universale della religione non è efficace. Religione come interazione istituzionale con esseri sovraumani che rappresenta il rapporto personale con l’ambito meta-empirico. impossibilità di trovare una definizione monotetica , ossia una definizione che contenga uno o più fattori distintivi che devono ritrovarsi in qualsiasi fenomeno religioso ; si trovano invece molteplici criteri e aspetti che possono dar luogo a diverse combinazioni identificate come religiose. La religione è quindi un’astrazione , una categoria priva di confini precisi: è impossibile dividere nettamente ciò che è religione e ciò che non lo è e quindi non è possibile stabilire un criterio univoco per l’inclusione o l’esclusione di un fenomeno da questa categoria. Ogni tentativo di definire in modo preciso e non equivoco la religione è del tutto illusorio. Complessità religiosa ≠ complessità sociale (modernità o modernizzazione)
Il sacro quindi costituisce un elemento che si trova alla base di tutte le credenze religiose conosciute, sia semplici che complesse. Domanda fondamentale della sua opera: “che cosa ha potuto spingere l’uomo a vedere nel mondo due mondi eterogenei e incomparabili, mentre nell’esperienza sensibile nulla sembrava suggerirgli l’idea di una dualità tanto radicale?” Per rispondere alla domanda, prende in esame il totemismo australiano , che ritiene essere la forma più semplice di religione connessa alla forma più semplice di sistema sociale (basato sulla parentela, clan). Principio totemico = il totem è il simbolo, l’espressione materiale da un lato del dio totemico e dall’altro è il simbolo di questa società determinata che si chiama clan. idea che la religione è una sorta di culto che la società celebra nei confronti di sé stessa (Durkheim). Le rappresentazioni collettive (teoria della mentalità primitiva, Lévy-Bruhl) Caratteristiche: Sono comuni ai membri di un determinato gruppo sociale Si impongono agli individui come qualcosa di esterno e già costituito, provocando in essi sentimenti di rispetto, paura, adorazione ecc. Queste rappresentazioni non dipendono dall’individuo per la loro esistenza Non possono essere indagate solo con gli strumenti della psicologia individuale Presenza di una partecipazione tra gli esseri e gli oggetti legati ad una stessa rappresentazione partecipazione = principio fondamentale della mentalità primitiva Es: la società Bororo (Brasile) identifica la propria anima in pappagalli rossi (arara); società basata sul dominio femminile della definizione non si possono considerare come sistemi e fenomeni culturali semplici, facilmente e univocamente interpretabili. Marcel Mauss Passaggio dal modello naturalistico di Durkheim allo studio dei sistemi sociali come sistemi simbolici. Le società esotiche extraeuropee, pur essendo a volte di piccole dimensioni, non sono necessariamente semplici e le loro caratteristiche culturali sono il prodotto di fattori storici e sociali che non possono essere spiegate con il termine “primitive”. Concetto di fatto sociale totale = esprime la complessità e la sfaccettatura molteplice dei fenomeni sociali. Il pensiero di Mauss principale contributo per l’antropologia del Novecento, riconosciuto ed elaborato da Lévi-Strauss nella sua opera La pensée sauvage: Popoli preletterati come portatori di precise conoscenze del mondo naturale Pensiero come creatore di un ordine: il pensiero selvaggio non è una fase arcaica del pensiero moderno, bensì essere operano con modalità parzialmente diverse per costruire sulla base dei dati dell’esperienza un universo ordinato e dotato di senso.
Ambito religioso non come settore distinto e autonomo dei fenomeni culturali, per cui sarebbe individuato come sistema concettuale, identificandolo quindi come “antropomorfismo della natura”. Trascura tutto ciò che sfugge al sistema di ordinamento, ai fattori che non trovano posto nei sistemi classificatori. La complessità dei sistemi simbolici (Turner) I simboli sono multivocali, possono significare molte cose e avere molteplici connessioni con altri simboli o reti di significato, rimandano a referenti legati al corpo umano e richiamano i principi dell’organizzazione sociale, infine possono essere interpretati secondo diversi livelli di significato: a livello esegetico (quello dell’interpretazione indigena), a livello operazionale (dal modo in cui i simboli vengono impiegati nel loro contesto rituale) e a livello posizionale (del simbolo rispetto ad altri simboli in un contesto globale). L’ordine e il disordine divengono parte integrante della dinamica di ogni società umana; ogni sistema sociale ha bisogno di un periodo di disordine per poter creare un nuovo ordine del mondo e della società. Altri studi sulle società aborigene (in contrasto con Durkheim) Il sistema totemico nel suo complesso fornisce in primo luogo un insieme assoluto di sanzioni per la società che esercita una pressione su tutte le membra manifesto pubblicitario eseguano le azioni stabilite dalle regole dell’organizzazione sociale; in secondo luogo, un insieme di concetti organizzati in un sistema che costituisce un meccanismo per l’integrazione del gruppo. Le conoscenze indigene non sono omogenee e standardizzate, hanno molte differenziazioni tra uomini e donne, tra gruppi locali, tra gruppi di discendenza.. CAPITOLO 3 Comunità dei Dogon (Sudan, Africa) Dieu d’eau di Marcel Griaule Opera che dimostra che il sistema di pensiero delle società africane è all’altezza di quello del mondo antico o dell’Asia e che venivano considerate primitive solo perché poco conosciute e, a volte, disprezzate (basato su testimonianze dirette di alcuni Dogon). Tratti importanti della cultura Dogon: Nyama = energia inconscia e impersonale ripartita in tutti gli esseri viventi, uomini, animali, vegetali, in tutti gli esseri soprannaturali e anche nelle cose e negli oggetti (energia dinamica: alla morte si sposta nel corpo di un nuovo nato) l’acqua come emblema di forza vitale e come fondamento di tutto ciò che esiste la parola come simbolo dell’ordine del mondo e anche connessa alla fertilità delle donne e della terra la dualità fondamentale dell’essere umano: tutti gli esseri umani nascono con un’anima che è al tempo stesso femminile e maschile l’ambito religioso ha come base importanti miti: con il loro sistema di miti e simboli sono in grado di trovare una corrispondenza tra la loro organizzazione sociale e l’ordine del mondo, la vita sociale dunque riflette il funzionamento dell’universo.
Secondo Radin la religione viene vista come un importante e caratteristico strumento utilizzato dalla cultura umana per mantenere e promuovere i principali valori vitali che ne garantiscono la sopravvivenza. La religione è quindi un fenomeno complesso e dinamico, che si inscrive in un processo storico continuo, che è soggetto ad ampie variazioni individuali e a diverse interpretazioni a seconda della personalità specifica del soggetto. per ottenere informazioni più attendibili possibile, occorre prendere in esame dei personaggi religiosi in maniera diretta Es: figura dello Sciamano, ovvero un medico e guaritore, ha potere di curare sé stesso e gli altri. Es: figura del trickster (briccone divino), doppia funzione di benefattore e di buffone, di creatore consapevole di vari aspetti della vita culturale e pasticcione inconsapevole, dalle cui azioni insensate derivano all’umanità particolari innovazioni. Biografia di Black Elk (indigeno nordamericano) E’ considerato uno dei più grandi e venerati uomini sacri o sciamani nella storia dei Lakota. La storia della vita di questo personaggio appare caratterizzata da quattro svolte fondamentali:
Secondo Walter Burkert (filologo e studioso della religione greca antica), l’umanità nelle sue fasi più arcaiche si trova collocata tra due sfere: da un lato l’insediamento domestico, descritto in termini di gruppi familiari o tribali, dall’altro lato l’ambiente naturale selvaggio e popolato da animali; il rituale costruisce una sorta di ponte fra questi due ambiti, trasformando la caccia in un modello di azioni rituali stereotipate, rendendo l’uccisione fondamentale per l’essere umano. Il compito della religione è quello di fornire all’uomo uno strumento per superare le difficoltà della vita e per controllare la complessità del reale, infatti l’origine della religione è legata a stati psichici alterati come l’ansia e la paura dell’ignoto (esperienza della paura). sia per Girard che per Burkert la violenza svolge il ruolo di una forza originaria e primordiale a carattere universale, che rimanda esplicitamente alle origini della socialità e della cultura umana (in particolar modo nelle religioni indigene). Violenza come modalità di quel disordine che percorre tutti i sistemi sociali e culturali elaborati dagli esseri umani e che minaccia costantemente l’ordine e l’equilibrio che garantiscono il mantenimento del sistema stesso. L’iniziazione La categoria riti di iniziazione comprende diverse procedure rituali quali ad esempio i riti di ingresso a particolari settori della società, cerimonie di accesso a particolari cariche pubbliche e rituali che segnano l’ingresso di un giovane nell’età adulta. Es: rito di iniziazione alla vita adulta per gli Orokaiva della Nuova Guinea. Il simbolismo rituale dell’iniziazione mostra la doppia natura che essi attribuiscono all’essere umano espressa dalla trasformazione degli iniziandi: da un lato animali, dall’altro spiriti. Le successive generazioni sono rappresentate come in perpetua oscillazione tra il villaggio e la foresta, tra cacciatore e preda, tra passato e presente allusione alla natura complessa e contraddittoria dell’esistenza umana. La funzione del rituale è quella di mostrare la struttura complessa del mondo orokaiva basata su rapporti di scambio, fra villaggi diversi, fra uomini e spiriti e fra uomini e animali. Questi riti di iniziazione si inseriscono in una categoria più ampia di modalità rituali chiamata costruzione dell’essere umano che hanno la funzione di assicurare la transizione sociale dall’adolescenza all’età adulta. Tali modalità di transizione possono assumere valenze e forme molto diversificate e spesso sono occasioni per stringere alleanze e ampliare la rete delle relazioni sociali e politiche. E’ possibile quindi interpretare queste attività rituali come modalità di costruzione, in quanto seguono modelli e progetti culturalmente condivisi , e come spazi di riflessione, in quanto permettono di elaborare un sapere e cerca di fornire risposte alle domande centrali del pensiero antropologico. Le logiche sacrificali in culture differenti possono essere molto lontane e divergenti e non è detto che corrispondano ad un unico modello di valore universale. Sacrificio come dono : il sacrificio mette in opera una serie di rappresentazioni del cosmo e di ricreazione delle sue componenti fondamentali, ma anche laddove si parla di condivisione e interazione ovvero scambi e doni , in realtà rappresenta comunque una forma di violenza.
emozioni, passioni. Lévy-Bruhl ritiene che il pensiero dei popoli chiamati “primitivi” fosse caratterizzato da due aspetti distintivi: era prelogico (distinzione dai procedimenti della logica moderna) e mistico poiché coinvolge l’attività mentale con partecipazioni degli oggetti del mondo reale con forze e poteri di ordine spirituale. Le scuole antropologiche americana e britannica hanno cercato di aggirare il problema della definizione e compresenza di forme distinte di pensiero puntando sulla questione linguistica e sulla funzione sociale ed espressiva del pensiero simbolico e delle forme rituali. La teoria cognitivista sviluppata da Thomas Lawson e Robert McCauley, ritiene che i sistemi religiosi includano modelli cognitivi che SEMBRANO spiegare il mondo, ma nega che tali modelli cognitivi siano condizionati dal modo in cui le cose del mondo sono realmente. Il discorso religioso quindi non richiede il ricorso a forme di pensiero alternative o a processi diversi da quelli che ordinano regolarmente la vita quotidiana, e ammette la presenza di agenti sovraumani. Il modello non si interroga sulle modalità che portano all’elaborazione della nozione di agente sovraumano , ma tale concezione costituisce la base di ogni sistema di rappresentazione religiosa, generata dallo schema concettuale specifico di un sistema religioso. Boyer ritiene che gli elementi che compongono la maggior parte dei sistemi religiosi non siano altro che memi (= unità della cultura che si trasmettono come i geni da una generazione all’altra)aventi la qualità di esseri replicabili più di altri, ossia forniti di un più efficiente sistema di istruzioni per la loro copiatura da parte degli umani. Secondo i cognitivisti, il pensiero religioso è riconducibile a meccanismi di funzionamento comuni a tutte le menti umane e non ne costituisce una specifica componente ma soltanto un effetto collaterale, una conseguenza secondaria e trascurabile nell’evoluzione dei processi mentali. Un problema arduo per lo storico è quello di stabilire come un numero consistente di queste credenze sia stato gradualmente abbandonato e le modalità tradizionali di pensiero magico siano state considerate sempre più come forme inefficaci di spiegazione. La scienza e la tecnologia rendono quindi superflua la magia: quanto maggiore è il controllo che gli uomini esercitano sul loro ambiente, tanto minore sarà la tendenza a ricorrere a dispositivi di tipo magico. in realtà nella civiltà occidentale la magia scomparve prima dell’arrivo della tecnologia, quindi fu semplicemente un favorevole ambiente mentale a rendere possibile il trionfo della tecnologia. Quindi la spiegazione di questo fenomeno che riguarda il sorgere e il modificarsi dei sistemi religiosi deve essere ricercata in eventi e processo che non dipendono dal funzionamento dei processi cognitivi della mente umana. Il mondo religioso è popolato da tutti gli oggetti che compongono il mondo ordinario, ma anche da entità legate unicamente al discorso religioso; esso è pertanto dotato di una complessità addizionale che suggerisce come vi siano più cose al mondo di quante non siano visibili agli occhi (visione più creativa del rapporto tra processi cognitivi e discorso religioso). L’importanza degli stati non ordinari di coscienza nell’origine e sviluppo dei fenomeni religiosi ha condotto all’elaborazione dell’originaria nozione di anima. In molte culture indigene i sogni vengono visti come una fonte di conoscenza e di orientamento. Nelle culture tradizionali indigene delle Pianure, ai sogni veniva attribuita una considerevole fonte di conoscenza e di potere. Il mondo dei sogni quindi dà luogo ovunque a interrogazioni, riflessioni, esplorazioni di vario genere che consentono di ampliare le nozioni relative al sé, al rapporto dell’uomo con
il mondo esterno, agli impulsi e alle emozioni e alla loro relazione con la riflessione e con la coscienza. La stessa nozione del sé risulta paradossale, ambigua, polivalente e composita, in modi che sembrano mettere in crisi la nozione dell’unità e integrità del sé così come viene concepita dal pensiero occidentale. Lo sciamano Moderna creazione dello sciamanismo , gruppi che tentano di ricreare esperienze e pratiche spirituali ispirate alle religioni indigene nel mondo modernizzato dell’Occidente. Occorre sfuggire alle generalizzazioni affrettate e concentrarsi sulla collocazione contestuale delle varie forme di sciamanismo elencando gli elementi distintivi: