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Appunti lezioni "Laboratorio di Programmi Televisivi" (IULM, CMP secondo anno), Appunti di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

Appunti delle lezioni del laboratorio di Programmi Televisivi, seconda parte del modulo di linguaggi della tv, per l'esame da frequentante.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 12/05/2022

Ileon
Ileon 🇮🇹

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Programmi televisivi
Linguaggi della TV Laboratorio I (CMP II a.a. 2021-2022)
INFO CORSO:
Prof.ssa Cardini
Esame scritto: elaborato di un saggio da scrivere nell’aula informatica. Si avranno tre temi di cui si potrà
selezionare uno a scelta da svolgere con un massimo di parole da non superare assolutamente. I tre temi
cambieranno a ogni appello d’esame e ciascuno sarà diviso in due parti: una per il primo testo sulla serialità
e l’altro sul secondo testo sui programmi televisivi. Si consiglia fortemente di partecipare alle esercitazioni
non obbligatorie durante il corso, che verranno poi prese in considerazione all’esame.
LEZIONE 1 29.03.2022 (introduzione)
Cosa caratterizza una serie TV? Cosa la rileva in confronto alle altre? Abbiamo diversi fattori che
approfondiremo durante il corso: Titolo, Formato, Genere, Categoria, Regia, Cast…
Prima esercitazione: Scegliere 5 serie tv e analizzarle a seconda delle categorie, aggiungere l’anno di inizio
della programmazione, la rete e l’anno di chiusura (se terminata). Ogni riferimento a programmi o serie va
indicata con: [Titolo (Rete, anno inizio anno fine)]; massimo 300 parole per ciascun titolo, vanno inseriti
il formato, il numero di stagioni ed episodi e la loro durata, per qualsiasi citazione o rimando va inserita la
fonte, così: [Cognome, Iniziale del nome puntato, Anno pubblicazione, Titolo del volume in corsivo, Casa
editrice, Città] in bibliografia, oppure all’interno del testo come: [Cognome, Anno pubblicazione]. Entro
domenica 03/04/2022. Inviare possibilmente con dei saluti e in orari adeguati. Alcuni elementi da prendere
in considerazione quando si analizza una serie sono: colonna sonora, estetica della regia, coinvolgimento.
LEZIONE 2 05.04.2022
CHE COS’È UN TESTO TELEVISIVO E COME BISOGNA ANALIZZARLO?
Oltre a essere un oggetto da analizzare, a differenza di quanto accade per altri oggetti mediali come un articolo
di giornale o un film il testo televisivo ha confini più sfumati, è più difficile da circoscrivere, perché non ha
un inizio e una fine del tutto precisi. Si tratta in sostanza del programma, ma ci sono alcune ambiguità a
proposito dei casi di serialità. All’interno di questo discorso si deve tener conto di moltissimi elementi.
Quando ci si relaziona all’oggetto televisione non possiamo fare a meno di comprendere il contesto in cui il
testo s’inserisce, tenendo conto di tutti i fattori interni ed esterni al testo, considerandolo come un sistema
composto da più elementi che interagiscono gli uni con gli altri. Se dovessimo fare un’analisi televisiva di
Masterchef, dovremmo tener conto della rete, della puntata, della stagione, dell’anno di messa in onda. La
prima cosa è tener conto del focus interno del testo (quello che lo compone) e sul contesto (quello che
sta attorno al testo, come la rete o gli adattamenti o situazioni esterne es. Masterchef Italia, adattamento
italiano). Gli elementi sono moltissimi. Il primo di cui parlare è il formato.
FORMATO E PEZZATURA: Il formato è la modalità con cui un programma è serializzato, tenendo conto
di cosa si compone questa serie (quante puntate, segmenti, stagioni ecc.). Non tutti i formati sono seriali,
Sanremo per esempio è una serie negli anni ma non ricorrente come può esserlo Masterchef, è diversa anche
nella pezzatura. Masterchef per esempio è un formato seriale non-fiction, la pezzatura vede 24 episodi circa
di più o meno un’ora ciascuno.
Bisogna indicare anche se la serializzazione è orizzontale o verticale (verticale se gli episodi sono
autoconclusivi, orizzontale se le puntate sono invece aperte), che influenza anche l’inserimento nel
palinsesto. Per esempio, le sitcom sono generalmente verticali, anche se non sempre, mentre le serie
drama hanno serializzazione orizzontale.
Durata dei singoli segmenti: più generalmente chiamata pezzatura.
RAPPORTO CON IL TEMPO ESTERNO AL TESTO: Altro elemento da considerare nell’analisi è in
quale posizione del palinsesto si trova il programma. Si può parlare per esempio del tipo di pubblico che si
costruisce, dell’investimento, degli ascolti e copertura in base agli orari e ai giorni della settimana.
ANALISI DELLA MESSA IN SCENA: Una volta definita la pezzatura e il rapporto con il palinsesto,
bisogna indicare la messinscena, in che modo il programma si pone davanti alla visione del pubblico. La
messinscena è un elemento vasto che ne ingloba molti altri:
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Programmi televisivi

Linguaggi della TV – Laboratorio I (CMP II – a.a. 2021 - 2022)

INFO CORSO:

Prof.ssa Cardini Esame scritto: elaborato di un saggio da scrivere nell’aula informatica. Si avranno tre temi di cui si potrà selezionare uno a scelta da svolgere con un massimo di parole da non superare assolutamente. I tre temi cambieranno a ogni appello d’esame e ciascuno sarà diviso in due parti: una per il primo testo sulla serialità e l’altro sul secondo testo sui programmi televisivi. Si consiglia fortemente di partecipare alle esercitazioni non obbligatorie durante il corso, che verranno poi prese in considerazione all’esame.

LEZIONE 1 – 29.03.2022 (introduzione)

Cosa caratterizza una serie TV? Cosa la rileva in confronto alle altre? Abbiamo diversi fattori che approfondiremo durante il corso: Titolo, Formato, Genere, Categoria, Regia, Cast… Prima esercitazione : Scegliere 5 serie tv e analizzarle a seconda delle categorie, aggiungere l’anno di inizio della programmazione, la rete e l’anno di chiusura (se terminata). Ogni riferimento a programmi o serie va indicata con: [ Titolo (Rete, anno inizio – anno fine) ]; massimo 300 parole per ciascun titolo, vanno inseriti il formato, il numero di stagioni ed episodi e la loro durata, per qualsiasi citazione o rimando va inserita la fonte, così: [ Cognome, Iniziale del nome puntato, Anno pubblicazione, Titolo del volume in corsivo, Casa editrice, Città ] in bibliografia, oppure all’interno del testo come: [ Cognome, Anno pubblicazione ]. Entro domenica 03/04/2022. Inviare possibilmente con dei saluti e in orari adeguati. Alcuni elementi da prendere in considerazione quando si analizza una serie sono: colonna sonora, estetica della regia, coinvolgimento.

LEZIONE 2 – 05.04.

● CHE COS’È UN TESTO TELEVISIVO E COME BISOGNA ANALIZZARLO? ● Oltre a essere un oggetto da analizzare, a differenza di quanto accade per altri oggetti mediali come un articolo di giornale o un film il testo televisivo ha confini più sfumati, è più difficile da circoscrivere, perché non ha un inizio e una fine del tutto precisi. Si tratta in sostanza del programma, ma ci sono alcune ambiguità a proposito dei casi di serialità. All’interno di questo discorso si deve tener conto di moltissimi elementi. Quando ci si relaziona all’oggetto televisione non possiamo fare a meno di comprendere il contesto in cui il testo s’inserisce, tenendo conto di tutti i fattori interni ed esterni al testo, considerandolo come un sistema composto da più elementi che interagiscono gli uni con gli altri. Se dovessimo fare un’analisi televisiva di Masterchef , dovremmo tener conto della rete, della puntata, della stagione, dell’anno di messa in onda. La prima cosa è tener conto del focus interno del testo (quello che lo compone) e sul contesto (quello che sta attorno al testo, come la rete o gli adattamenti o situazioni esterne – es. Masterchef Italia , adattamento italiano). Gli elementi sono moltissimi. Il primo di cui parlare è il formato. FORMATO E PEZZATURA : Il formato è la modalità con cui un programma è serializzato, tenendo conto di cosa si compone questa serie (quante puntate, segmenti, stagioni ecc.). Non tutti i formati sono seriali, Sanremo per esempio è una serie negli anni ma non ricorrente come può esserlo Masterchef , è diversa anche nella pezzatura. Masterchef per esempio è un formato seriale non-fiction, la pezzatura vede 24 episodi circa di più o meno un’ora ciascuno.

  • Bisogna indicare anche se la serializzazione è orizzontale o verticale ( verticale se gli episodi sono autoconclusivi, orizzontale se le puntate sono invece aperte), che influenza anche l’inserimento nel palinsesto. Per esempio, le sitcom sono generalmente verticali, anche se non sempre, mentre le serie drama hanno serializzazione orizzontale.
  • Durata dei singoli segmenti : più generalmente chiamata pezzatura. RAPPORTO CON IL TEMPO ESTERNO AL TESTO : Altro elemento da considerare nell’analisi è in quale posizione del palinsesto si trova il programma. Si può parlare per esempio del tipo di pubblico che si costruisce, dell’investimento, degli ascolti e copertura in base agli orari e ai giorni della settimana. ANALISI DELLA MESSA IN SCENA : Una volta definita la pezzatura e il rapporto con il palinsesto, bisogna indicare la messinscena, in che modo il programma si pone davanti alla visione del pubblico. La messinscena è un elemento vasto che ne ingloba molti altri:
  • Prima di tutto bisogna descrivere lo studio (se si tratta di un programma di studio – nel caso di Masterchef , la location è chiusa) che dà un’idea degli investimenti/costi e della cura con cui il programma è stato confezionato (prendiamo per esempio lo studio di XFactor, con lo studio delle luci , del palco , della scenografia , che ci fa pensare che sia stato investito molto denaro), nonché dell’impatto visivo del programma.
  • Possiamo poi parlare del numero e della tipologia dei personaggi coinvolti (e se c’è un conduttore o no, se ha una struttura nella ricorsività dei personaggi), ma non è il numero di essi a stabilire la densità della serie.
  • Anche la dimensione sonora è importantissima ( dialoghi, effetti sonori, musiche di sottofondo, voice over, sigle, aperture e chiusure, voci, rumori di fondo ), poco studia ma molto importante (In Striscia la Notizia , l’elemento sonoro è importantissimo, come nel resto della produzione Mediaset pseudo-comica).
  • Parliamo poi della dimensione visiva , quella apparentemente predominante, benché non sia che una delle tante parti, ma è molto densa perché comprende moltissimi elementi ( colore dominante di un programma – in Masterchef pensiamo all’arancione, con XFactor pensiamo a blu e nero, con The Voice è il rosso, Chi vuol essere milionario blu scuro, L’eredità arancione – e uso del colore in generale, movimenti di macchina – che sono super importanti e costruiscono il discorso visivo rispondendo a una logica specifica e devono essere poco visibili, a differenza del cinema dove il linguaggio visivo deve essere corrispondente alla firma dell’autore - , inquadrature – per esempio uso di campo/controcampo nelle soap opera per indicare chi parla e risponde, il primissimo piano ecc. In molti generi dell’intrattenimento inoltre si trovano le solite inquadrature classiche, per esempio Masterchef si apre sempre con un tipo di inquadratura, poi una che mostra i personaggi, poi lo studio ecc. Importante è contare i punti macchina , ossia il numero delle telecamere - grafica ).
  • Tutto quello che ha a che fare con la messinscena ha a che fare con una dimensione della narrazione , cioè il modo in cui il programma è raccontato, individuato tramite gli elementi ricorrenti che costituiscono l’identità del racconto di quel programma. Un elemento ricorrente può essere l’inserimento di un confessionale, che interviene in certi momenti, alcune volte fissi e stabili. Va preso in considerazione anche il montaggio , il suo ritmo (più sono destinati a un pubblico giovane, più il ritmo è rapido e serrato).
  • La prefigurazione del pubblico indica l’utente tipo di un programma. Si tratta del target. ANALISI DEL CONTESTO : L’analisi può essere anche esterna al programma, perché un programma in sé, da solo, non regge.
  • Possibilità di accesso al contenuto : In che modo si accede al programma? Si trova su una piattaforma, in rete, su un canale preciso? Si trova facilmente o è nascosto nel palinsesto?
  • Punti di accesso al testo : possono essere top-down (individuati da chi produce il testo, ossia le industrie mediali, che creano dei punti di accessi al testo a esso esterni per creare interesse espandendone il significato e contenuto, come accade con estensioni narrative, racconti degli episodi o puntate su supporti diversi da quello televisivo, espansione dell’universo narrativo ecc.) o bottom- up (creati da parte degli spettatori e fandom, infatti possono comprendere fanart, fanfiction ecc.)
  • Brandizzazione : Il programma inteso come brand, gli oggetti prodotti a marchio – merchandising – di varia natura che hanno a che vedere con l’universo del programma. Più è ampio il processo, più il testo è rilevante.
  • Gaming
  • Interattività: quanto si può entrare nell’attività attraverso il telefono.
  • Social Network: Tutto quello che ha a che fare con i social. ● Pechino Express ● Programma adattamento, uno dei programmi più interessanti da analizzare per comprendere il sistema testuale analizzato. Si tratta di un programma seriale composto attualmente da nove stagioni, con serializzazione orizzontale dato che si tratta di una gara ad eliminazione. La rete su cui va in onda era in precedenza Rai 2 dal 2012 al 2020, mentre va in onda dal 2021 su Sky 1. Aspetto importante è la differenza della messinscena sui due canali, che cambia molto. I singoli episodi durano tra i 120 e i 150 minuti, è collocato in prima serata di giovedì, sia in passato su Rai 2 che attualmente, in una tecnica di controprogrammazione rispetto all’ Isola dei Famosi sulla TV generalista, dato che hanno target simili ed entrambi contengono tra i personaggi coppie conosciute dal pubblico. Il giovedì infatti vanno in onda i talent e la serata è diretta al pubblico che rimane a casa, di età giovane. Pechino è un reality, adventure game. Il target potenziale è indifferenziato ma con particolare attenzione a un pubblico giovanile. Il cast si compone di personaggi famosi, per esempio provenienti da altri programmi o dai social, divisi in coppie. Il concept è una gara itinerante per vincere dei soldi facendosi aiutare dalla gente del posto.

stagione di 13 episodi (Lavorare per una stagione più breve significa lavorare per metà dell’anno, attraverso una flessibilità dei tempi che rende anche sicuro alle professionalità di avere tempo libero per dedicarsi ad altri progetti. Così facendo, e anche grazie alla sicura remunerazione, la serialità inizia a diventare interessante per gli agenti del cinema, tanto che si tratta di un tipo di serialità con caratteristiche del cinema). La HBO tratta temi scottanti, diversi e innovativi, come la mafia vista dall’interno e dunque la malavita o anche la sessualità dal punto di vista femminile.

  • MODELLO NETFLIX Formato : Un’unica stagione distribuita nello stesso momento in blocco, si regge sull’importanza della stagione pilota. La durata delle puntate è flessibile. C’è più liberta per produzione e regia, perché le stagioni possono uscire in un momento qualsiasi. Esempi : House of Cards Caratteristiche : Dà vita alla pratica del binge-watching (guarda più episodi di fila in una “maratona”), anche se oggi sta diminuendo per la tantric tv. Offre un grande catalogo in cui le serie sono scelte dallo spettatore come se le selezionasse da uno scaffale. L’idea del palinsesto salta del tutto e si fornisce a chiunque paghi ha dunque totale libertà di scelta fra una molteplicità di titoli. Lo spettatore perde ogni legame con i tempi della televisione, e non devono quindi essere rispettate le tempistiche industriali per la narrazione. Imperativo è avere un catalogo di titoli importanti in continuo riciclo, con sempre nuovi arrivi. Questo formato crea le pretese per la nascita della figura dell’antieroe, poiché è ora possibile curare in maniera più dettagliata la profondità della psiche dei personaggi. Watercooler Effect → La capacità di una serie di generare la “chiacchiera” generale dopo l’uscita degli episodi, anche a lungo termine. Questo chiaramente non si presta bene al rilascio in blocco dell’intera stagione del modello Netflix. Lo stesso problema si è presentato per le serie non-drama. LEZIONE 4 – 26 .04. ● L’ANTIEROE NELLA SERIALITÀ ● EROI, CATTIVI, ANTIEROI : Chi ama la figura dell’antieroe come protagonista è il formato della serialità nelle piattaforme, anche se non è un’esclusiva, e soprattutto Netflix. Quello che colpisce chi studia il corpus di testi è la presenza di questo protagonista, perché l’antieroe è una figura complessa, molto più di quella dell’eroe o del cattivo, e permette una narrazione più adeguata al nuovo formato e alla nuova competenza dello spettatore seriale. Sostanzialmente, l’antieroe è qualcuno che fa, pensa o vive qualcosa di male, viola un principio morale, non per forza in maniera grave, per cui non necessariamente si tratta di un criminale (Esempi: Tyrion Lannister da Game of Thrones , Hannibal Lecter dall’omonima serie, Walter White da Breaking Bad ). Tutti loro non sono né cattivi né eroi. L’antieroe è il personaggio inevitabilmente principale, esistono personaggi secondari che hanno caratteristiche simili ma non sono definibili tali, ed è moralmente imperfetto, il che non vuol dire che abbia seri problemi di personalità o che sia uno psicopatico, o un assassino, anche se potrebbe esserlo; con esso, noi spettatori siamo incoraggiati dalla narrazione a entrare in sintonia, che è l’aspetto più interessante di questo personaggio, dato che ci sentiamo vicini a lui. I motivi delle sue azioni sono nascosti in tante piccole situazioni non immediatamente evidenti, come potrebbero essere alcuni episodi della sua infanzia. In altre occasioni, però, l’antieroe può farci arrabbiare, possiamo sentirci in conflitto con lui. La simpatia è sollecitata, ma mettiamo in dubbio questa positività nei suoi confronti, Alla fine della serie ci si aspetta che lo spettatore non sia convinto che il personaggio sia apprezzabile, ma non deve nemmeno essere sicuro che egli sia da condannare. L’antieroe è da altri definito imperfetto, più o meno cattivo, generalmente (ma non sempre) un criminale. Bisogna fare distinzione tra eroe (colui che fa sempre la cosa giusta, è sempre buono e soprattutto è sempre migliore dello spettatore che guarda, per cui l’osservatore si sente in difetto, quasi in maniera da far innervosire chi guarda); cattivo (allo stesso modo, esso è sempre cattivo, non ha momenti in cui rinsavisce, ed è a volte stereotipato, quando appare sappiamo che farà qualcosa di sbagliato) e infine il malvagio (dall’inglese “ rough hero ”, eroe grezzo, ha qualcosa in più dell’antieroe, è una sua versione potenziata. Il malvagio è appunto il citato psicopatico, che fa del male

perché prova piacere nel farlo. Mentre il cattivo può addirittura risultare simpatico a volte, il malvagio è sempre pericoloso e non puoi aspettarti nulla di comprensibile con le correnti leggi morali). L’ antieroe , infine, è un cattivo depotenziato: non riesce a essere del tutto cattivo, a volte scivola e fa delle cose che non dovrebbe fare, si comporta in maniera sbagliata ma non sempre, ed è questo che lo rende per noi spettatori complessi molto interessante e soprattutto a noi vicino. IDENTIFICAZIONE : L’ identificazione è un concetto psicanalitico, per il quale possiamo essere d’accordo con l’antieroe o fare il tifo per lui perché abbiamo con lui un impegno morale, ci fidiamo di lui anche se sappiamo che a volte agisce male, perché se lo fa, lo fa perché ha una ragione che lo muove. RICONOSCIMENTO, ALLINEAMENTO, FEDELTÀ : Per Murray Smith , ogni processo in cui ci poniamo nei confronti di un personaggio complesso seriale, vale a dire dell’antieroe, è basato su tre step: Il riconoscimento (capisco chi è il personaggio e cosa fa, veniamo convinti dalla sua proposta, ci incuriosisce), allineamento (ci avviciniamo a esso, ma è un movimento narrativo, un aggancio dato appunto dalla narrazione che unisce il personaggio e la nostra esperienza) e infine il patto di fedeltà (movimento morale, totale convinzione dello spettatore che riconosce quello che il personaggio sta facendo anche se lontano dalle proprie esperienze, anche se i movimenti dell’antieroe fanno paura e le motivazioni non sono condivise). A questo punto abbiamo anche aspettative molto alte nei confronti dell’antieroe. Il che significa che, se la serie viene interrotta o il personaggio abbandonato, la reazione è molto forte, come può accadere con la letteratura, e meno per quanto riguarda il film che ha compattezza diversa. Questo è un concetto strettamente legato al fandom. SOLLIEVO FITTIZIO E PROVA DI REALTÀ : Perché amiamo un personaggio fittizio che nella vita reale odieremmo? Il sollievo fittizio è un disimpegno morale per il gusto dell’intrattenimento, sappiamo che è qualcosa che non accade realmente. La prova di realtà si verifica quando allo spettatore viene ricordato che determinate azioni immorali hanno conseguenze nella vita reale. COME SI COSTRUISCE UN ANTIEROE? Abbiamo quattro strategie narrative che gli autori usano per costruire un antieroe. La prima riguarda il confronto morale : ci poniamo nei confronti del personaggio dal punto di vista morale e cerchiamo di comprendere le ragioni che lo portano a comportarsi in quella determinata maniera; La seconda strategia è quella di rappresentare sempre, o quasi, i suoi legami familiari , raccontando molto spesso la relazione con moglie/marito, figli, genitori, con tutti i problemi legati a queste relazioni, essendo i legami familiari un ambito in cui si può esercitare una scrittura del personaggio antieroico che mostra benissimo la sua personalità; Un antieroe ha inoltre sempre un po’ di senso di colpa , un po’ gli dispiace, in alcuni rari momenti, ciò che ha fatto. Infine abbiamo la vittimizzazione : si va spesso a spiegare perché questo personaggio sia diventato così, magari ci sono stati dei traumi infantili o delle cattive relazioni, o comunque un passato turbolento, e questo serve a rendercelo più simpatico e comprensibile. PERCHÉ AMIAMO GLI ANTIEROI? C’è sempre un sospetto principio di imitazione da parte dello spettatore quando gli piace un personaggio, ma chiaramente un fan non andrà a uccidere persone se il suo antieroe preferito lo fa. Se ne sono occupati molto studiosi, e si è giunti alla conclusione che molti spettatori hanno caratteristiche più alte di influenzabilità che vale sia per film, serie e libri, per cui imitano quello che vedono. Si tratta dei cosiddetti bad fans, una percentuale microscopica ma non negabile, inoltre non si può ● I Soprano ● Tony Soprano è il primo grande antieroe della serialità televisiva. Viene costruito immediatamente nella prima puntata della prima stagione con una sequenza. Si tratta di un capomafia senza scrupoli, lo vediamo uccidere e compiere crimini, ma a un certo punto della stessa puntata in cui si verificano queste brutali cose, vediamo una scena ambientata nella bella casa americana di Tony Soprano, una grande villa con piscina, in cui il personaggio va a dare da mangiare a delle anatre che si trovano nella piscina. Non ci si aspetterebbe di vedere un capomafia commuoversi per delle anatre nel suo giardino, ed essere felice di dar loro da mangiare. Qui si verificano tutti i passaggi del riconoscimento che ci porta a desiderare di scoprire come continua la storia del personaggio. Addirittura, qualche sequenza dopo vediamo Tony Soprano soffrire di un attacco di panico, e giustamente non ci aspettiamo che abbia delle debolezze. L’attacco di panico è inoltre dovuto al fatto che le sue tanto adorate anatre volano via dalla piscina mentre lui sta organizzando un barbecue in famiglia. Questo significa che si tratta di un uomo spietato quanto fragile, tanto che andrà a un colloquio con una psicanalista. La costruzione di questo antieroe avviene per contrasti.

Come già accennato, ci sono donne antieroe. Un esempio è Cersei Lannister di Game of Thrones , benché sia un po’ fuori gara dato che il genere cui appartiene è un fantasy e dunque le regole sono diverse, ossia può permettersi di fare cose che personaggi calati nella vita reale non possono permettersi. Ella è diversa anche perché ha figli e va contro l’idea di maternità, che per quanto riguarda le altre donne antieroe è impulso vitale, che contrasta con l’idea di imperfezione morale. ● LA CANZONE NELLE SERIE TV ● IL PUNTO DI PARTENZA : La canzone, non la musica ma la canzone vera e propria, nelle sigle delle serie e nelle scene delle serie ha una funzione fondamentale, che non sempre viene colta ma che esiste, perché il suo uso, con il testo e la musica, all’interno di una sequenza o una sigla amplifica il significato delle storie. Ci sono alcune caratteristiche a cui far caso quando si analizza la musica in una serie:

  • CANZONI DI REPERTORIO VS CANZONI ORIGINALI : C’è una differenza tra le canzoni già esistenti e quelle che invece sono state create appositamente per la serie.
  • LYRICS : Il testo della canzone può essere contestualizzato nel racconto.
  • IMPATTO : Quale impatto ha la canzone sulla serie e al suo esterno?
  • RICORRENZA : La canzone può ricorrere più volte all’interno di una serie, in episodi diversi o meno. Un esempio è in Peaky Blinders , dove una delle canzoni ritorna in moltissimi punti delle varie stagioni.
  • IMPATTO SUL MERCATO : Una canzone espressa in una serie tv può influire sulla vendita dei dischi e sulla loro importanza sul mercato discografico, ovviamente non solo italiano.
  • SCORE VS CANZONE : Ossia sigla o colonna sonora. Possono avere una lyrics o meno. IL RAPPORTO TRA L’INDUSTRIA MUSICALE E L’INDUSTRIA TELEVISIVA : Il rapporto è molto solido, anche se a volte un po’ squilibrato. Le sincronizzazioni sono casi frequenti in cui una canzone viene abbinata a un audiovisivo che può essere un trailer, un film, un videogame, una serie tv o una pubblicità, ed è tutelata dal diritto d’autore. L’uso della canzone, quindi, nell’uso di un audiovisivo qualsiasi, è tutelata da leggi e il copyright appartiene ai produttori o ad altre figure. IL MUSIC SUPERVISOR : Figura che in Italia non esiste con credenziali precise. Il music supervisor è colui che trova o sceglie la musica corretta per la serie e che soprattutto si occupa del processo di sincronizzazione, cercando i diritti della musica che sceglie e occupandosi delle licenze, liberatorie e quant’altro. In America questa figura è diventata, e verosimilmente lo diverrà anche da noi, una figura molto importante. SHOWRUNNER : Altra figura importante in America, mentre il termine in Italia non è molto presente. Egli è la mente che sta dietro la serie. Shonda Rhymes, per esempio, è la showrunner di Grey’s Anatomy , e lavora spesso con la music supervisor Alexandra Patsavas. Queste due figure collaborano per creare il mood e lo stile narrativo della serie tv che s’intende creare. ● House of Cards ● Ep. 4x03 - Vediamo l’ascesa dell’antieroe donna. La recitazione mostra il contrasto tra uomo e donna. Robin Wright è androgina e femminile al tempo stesso. Nella scesa è composta e immobile, ma è come se controllasse ogni singola mossa per arrivare a un obiettivo, al contrario del marito che si dimostra chiaramente agitato. Lei non fa un movimento più del necessario, immagine della femminilità al potere che dice tantissimo sulla fatica che le donne devono attraversare per arrivare ai livelli di potere maschili. Season finale stagione 3 – Nella scena dell’episodio finale Robin dichiara di voler essere allo stesso livello del marito presidente, e non di voler rimanere semplicemente la first lady. Dice che è il marito a non essere abbastanza, e non il contrario. Importantissimi nella scena anche i colori, le luci e le ombre, gli attimi di silenzio. Si tratta di una sequenza di grande violenza emotiva.

Con gli anni duemila la canzone nella serialità è passata dall’avere un uso tattico a un uso strategico. In molti casi la canzone viene usata sporadicamente prima di questo cambiamento, c’erano casi di ospiti, ossia artisti che vengono introdotti in alcune puntate, in cui cantano per poi andar via. Altre volte la canzone viene usata quasi come videoclip, nel periodo in cui, negli anni ’80, queste andavano particolarmente di moda. SIGLA : Viene considerata dagli studiosi di semiotica e linguistica, una soglia, un paratesto che ha un effetto e una funzione: attraverso di essa entriamo nel testo che la segue, come se fosse una porta che viene aperta dallo spettatore e attraverso la quale si accede al vero contenuto. In alcuni casi, se effettuiamo binge-watching, la sigla non è più utile e quindi tendiamo a saltarla, e in tal caso si parla di effetto-saturazione. Se ha una lyrics, gli effetti immediati possono essere due: il testo può funzionare come detonatore paratestuale , cioè è come una bomba che fa esplodere il significato della porzione di testo visivo, ossia della sigla. Il testo è anche elemento di riconoscibilità. LEZIONE 5 – 03 .0 5. ● TIPOLOGIE DI SIGLA ● Ne esistono quattro tipologie:

  • SIGLA-DIDASCALIA : Ha a che fare con la sottolineatura da parte della canzone, nella lyrics, di ciò che si vede. In essa la canzone serve a dire e specificare quello che già le immagini mostrano. Un esempio è la sigla di Orange is the new black , serie Netflix conclusasi da poco. Il testo della canzone racconta due volte, in questo caso: dice “ Remember all their faces, remember all their voices ”, e intanto vediamo parti di diversi volti femminili, quindi hai già compreso tutto ciò che andava notato. L’uso della canzone anziché della musica e basta, però, è più controproducente che funzionale perché è sì attivatore di memoria, ma la sigla verrà sicuramente saltata in casi di binge-watching. Non aggiunge nulla. Un altro esempio è Pretty Little Liars.
  • SIGLA SHORT MOVIE : Sigle molto belle costruite come cortometraggi, piccoli film. In questo caso succede il contrario della sigla-didascalia, cioè suscitano la voglia di essere riviste a ogni episodio. Sono in grado di costruire un discorso che ha a che fare con la memoria, però sono la costruzione visiva e la presenza del testo che arricchisce le immagini a suscitare interesse. Un esempio è la sigla de I Soprano , che sembra un piccolo film. Altri esempi sono Young Pope , che ha una sigla solo strumentale ma grande impatto emotivo e visivo, e True Detective , una delle sigle più copiate dopo quella di Lost. Ulteriore esempio è la sigla di Narcos.
  • SIGLA SOUND BRANDING : Dà l’impronta sonora a tutta la serie, è come un marchio di fabbrica dal punto di vista delle emozioni che la musica e le canzoni riescono a sollecitare. Un esempio è “ California ” di THE O.C. La sigla nelle diverse stagioni cambia ma la canzone rimane sempre la stessa. Non è una sigla-didascalia ● Narcos ● DALLA LEZIONE PRECEDENTE: Titoli di testa di Narcos: Vediamo immagini reali unite a immagini fittizie. Si tratta di qualcosa di inquietante. Abbiamo la sensazione, inizialmente, di assistere a una canzone d’amore latinoamericana e vediamo delle immagini apparentemente reali, alcune oniriche, altre legate alla terra della quale la serie parla. Tutto procede tranquillamente finché non ci viene mostrata la reale faccia di Pablo Escobar. Si tratta di una sigla che difficilmente saltiamo, perché attribuisce significato diverso a ogni visione di un nuovo episodio. La canzone non parla d’amore, scopriamo, ma di droga.

Anche in questo caso abbiamo diverse tipologie di canzone nella serie:

  • PERFORMANCE – La canzone entra in scena interpretata dallo stesso artista che l’ha creata e cantata. Esistono migliaia di esempi diversi, alcuni dei quali talvolta imbarazzanti. Accade con molte canzoni, come Pretty Woman , e ad artisti e gruppi come i REM.
  • VALORIZZAZIONE ESTETICA – La canzone è come un gioiello che impreziosisce la sequenza, serve a migliorare la scena. Si tratta di un metodo tipico dello stile HBO , come abbiamo visto con le sigle de I Soprano e True Detective. L’uso della musica nelle sequenze per HBO è quindi una scelta estetica molto raffinata, per un pubblico dal palato fine. Lo showrunner di The Wire David Simon disse di non sopportare che il testo della canzone coincidesse con l’immagine, e che questa debba solo spiegare meglio quello che s’intende dire.
  • SOUND BRANDING – Serve a creare un leitmotiv, come abbiamo già visto in Peaky Blinders.
  • SCENEGGIATURA – La canzone diventa l’ossatura narrativa della scena, come accade in Grey’s Anatomy , che utilizza le canzoni sia nei titoli degli episodi (hanno il titolo di canzoni) o il testo della canzone diventa dialogo della scena, prendendo il posto delle parole dei protagonisti. ● CSI ● Il punto di svolta lo abbiamo con CSI, all’inizio del millennio. Siamo all’interno di un franchise che ha diverse versioni. Nella sigla abbiamo il sound branding, ossia per tutte le versioni abbiamo un diverso brano dei The Who. ● Mad men ● Nella serie Mad men abbiamo un esempio di performance di artista che canta la canzone in una serie, in una scena molto bella in cui abbiamo i protagonisti, marito e moglie. Il marito compie gli anni e sente di star invecchiando. La performance in questo caso vede cantare la moglie, molto giovane, durante una festa di compleanno organizzata a sorpresa per lui a cui ha invitato tutti i suoi colleghi. Una foto di scena è stata inoltre utilizzata per il romanzo. La performance è molto ammiccante e sensuale e pone l’uomo in imbarazzo. La scena fece salire alle stelle le vendite del pezzo. ● The Young Pope ● In un episodio della serie abbiamo la canzone senza un perché, non una molto famosa, che Sorrentino utilizza in una scena dove il giovane Papa chiede che venga portato in sala un giradischi per far suonare un vinile, che non c’entra nulla con il resto della scena, ma sulle cui note parte un immaginario legato alla storia del Papa e in particolare su una sua giovane fiamma che aveva frequentato. ● The O.C. ● Hallelujah – La canzone viene usata in due diverse sequenze della serie, in due episodi diversi. La canzone ha segnato la storia del rock e ha una storia estremamente complessa. In particolare, viene ricordata come la canzone della morte di Marissa, uno dei personaggi principali. Questo rendeva la canzone come interna a una storia, o che racconta una storia. Viene vista più volte nella stagione, sia in versione cantata che strumentale, e diventa quasi marchio di fabbrica della serie. Questo ci porta a domandarci da quando le canzoni siano diventati così importanti nella serialità, e se ci siano stati altri esempi altrettanto significativi.
  • SERIE MUSICALI – Serie a tema musicale, come può essere il musical o le serie a tema musicale, dove la canzone è protagonista della maggior parte delle sequenze. LEZIONE 6 – 10 .0 5. NOTA - LE SERIE SKY HANNO UNA COMPONENTE MUSICALE ABBASTANZA NOTEVOLE, MENTRE ALTRE SERIE ESTERNE HANNO ADDIRITTURA SIGLE TRADOTTE IN ITALIANO ABBASTANZA IMBARAZZANTI. LA MUSICA È COMUNQUE UNO DEGLI ELEMENTI FONDATIVI DI OGNI SERIE TV. ● Mad men ● S05XE08 – “Lady Lazarus ”: La canzone in questo episo- dio è importantissima. In questo momento della storia di Mad Men abbiamo un profondo cambiamento dei protagonisti e nella loro vita privata e professionale, nonché in quella della società che sta attraversando in quegli anni un momento di enorme trasformazione, essendo ambientato negli anni ’60, per cui parla degli uomini di Madison Avenue, dove si tro- vavano le grandi agenzie di pubblicità. Il personaggio di Don Draper è un antieroe imperfetto, ha avuto una prima moglie con cui ha avuto due figli prima del divorzio e del secondo matrimonio con Megan, che lavora come segretaria nell’agen- zia pubblicitaria di Don. In questo episodio vediamo il clash dell’America degli anni ’50, delle coppie tradizionali, delle mogli hitchcockiane. Si voleva aggiungere una canzone dei Beatles, che però costano troppo persino per una pubblicità. La canzone viene comprata a una cifra esorbitante e nella storia realtà e fantasia s’intrecciano a livello vertiginoso, perché nella serie una volta che i clienti vengono congedati Don Draper cerca una canzone che “sembri dei Beatles”. Finita la riunione, entra nell’ufficio della moglie. Cambiata la scena, nell’ufficio arrivano i giovani collaboratori, uno dei quali mette su un giradischi una canzone per proporla. Il protagonista viene offeso perché più “anziano” e non comprende l’importanza della musica. Gli viene messa tra le mani una copia di “ Revolver ”, il disco appena uscito dei Beatles nell’anno in cui è ambientato l’episodio. Lui rimane a casa da solo e ascolta il vinile. La canzone “Tomorrow Never Knows” appartiene a una fase in cui i Beatles vanno in India a cercare esperienze diverse, droghe comprese, e il risultato è un cambio drastico della loro musica. La canzone suggerisce di rilassarsi, ma lui non ci riesce e va in camera da letto, dove si ha un altro piccolo capolavoro che racconta quanto la stessa seria lo sia: terminato di sentire la canzone, nel silenzio della camera l’episodio finisce a schermo nero con due secondi di vuoto e poi sui titoli di coda riparte la canzone dei Beatles. Questo significa che, per quanto si cerchi di evitarlo, anche le cose che non vogliamo accadono. La storia va avanti.