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Appunti Dettagliati di Storia delle Religioni - Università di Verona, Appunti di Scienza delle religioni

appunti dettagliati del corso di STORIA DELLE RELIGIONI, università di verona

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/05/2020

alissa.battistella
alissa.battistella 🇮🇹

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CHE COS’E’ LA RELIGIONE?
Il concetto di religione cambia seconda dello spazio e del tempo, dunque è impossibile trovare una definizione super-partes (è
sempre una definizione prospettica). Ad ogni modo questa parola è una parola latina, anche se i romani non la utilizzavano come
facciamo noi oggi (essi utilizzzavano pietas, iustitia, pax deorum… tutto per designare un rapporto pacifico tra dei e uomini, basato
sul “do ut des”).
Questo rapporto specifico tra umani e divinità si basava sulla ripetizione di gesti e parole in maniera corretta (si trattava di ripetere
gesti e parole nella stessa maniere in cui esse erano state tramandate dagli avi per mantenere questa pax deorum, questa specifica
convivenza). I rituali erano inseriti in un calendario festivo (dimensione corale della religione, doveva partecipare tutta la
collettività) e non c’era necessità di credere a quello che si faceva, l’importante era farlo bene e basta.
Iustitia deriva da iustum, termine che indica ciò che è legittimo conformemente allo ius, alla legge, una legge che regola i rapporti
tra umani e dei.
Pietas, come ci dice cicerone, è la iustitia nei confronti degli dei. Enea è pio perché rispetta quelli che sono i doveri di figlio; un
essere umano è pio perché rispetta i suoi doveri nei confronti degli dei.
Foedus è il patto: ci sono dei vincoli concreti basati sulla legge da rispettare assolutamente in via rigorosa.
Religio: ha un’accezione positiva. Religiosus significa vigoroso.
Superstitio: accezione negativa. Superstitiosus vuol dire pieno di timore, la cosa più negativa che si poteva essere al tempo dei
romani.
La divinità. Dal punto di vista degli antichi, ha bisogno di fumo; nell’immaginario antico, insomma, la divinità va in crisi se non riceve
abbastanza fumo.
Etimologia
Etimologia della parola “religione”; sono state elaborate 3 soluzioni:
Re-legere: leggere nuovamente (Cicerone): leggere ancora e ancora; leggere e rileggere le indicazioni (mos maiorum) degli antenati
per essere sicuri di quello che si fa (colui che esegue questo è detto religioso)
Re-ligare: legare a se (Lattanzio): l’idea di un vincolo, un dio che ci lega a lui, un rapporto basato sul legame (è chiaramente in
polemica con la lettura cicernoniana)
Re-eligere: scegliere nuovamente (S. Agostino): si sceglie di nuovo di legarsi a Dio. È necessaria questa nuova scelta perché c’è stato
un momento in cui abbiamo perso Dio, lo abbiamo abbandonato… Rispetto a Lattanzio, di diverso, c’è che questo è un legame
d’emozione, è affettivo: l’uomo ha bisogno di Dio per trovare la pace. Agostino ci parla infatti del “cuore inquieto”, che può trovare
pace in Dio dopo aver sperimentato il peccato e la frustrazione.
N.B: Nel passaggio dall’etimologia 2 all’etimologia 3, nasce l’opposizione tra religione vera e religione falsa, ossia l’invenzione più
pericolosa dell’umanità. Lo scrittore Jan Assman dice, per esempio, che la religione, più che essere oppio dei popoli, è dinamite dei
popoli (base per le guerre sante con rel. vere e rel. false). Maurizio Bettini scrive “elogio del politeismo” in cui dice che gli antichi
facevano sì tante guerre ma quasi mai per religione, proprio perché, essendo politeiste, erano molto aperte ad altri dei.
Definizione
Sono state proposte tante definizioni di religione anche se, come abbiamo già detto, hanno dei limiti. Quella che consideriamo è la
definizione di Jörg Rüpke:
"La religione è la attribuzione di agency (ossia la capacità di azione) ad agenti non umani o super umani considerati antenati dei o
demoni di solito eseguita in forma comunicativa”.
Noi abbiamo insomma degli esseri non umani (stanno al di sopra e sono più potenti) che possiamo chiamare in tanti modi
(antenati, dei , demoni); a queste figure sovrumane si attribuisce inoltre la capacità di azione, la capacità di intervenire, interferire e
cambiare la nostra esistenza. Questa capacità di interferenza è resa possibile dalla comunicazione, condizione necessaria. La
comunicazione è generalmente bi-direzionale, nel senso che l’agente umano, quando la mette in atto, ha sempre due referenti:
Gli altri esseri umani (in maniera orizzontale)
Le persone non umane (in maniera verticale, e non necessariamente verso l’alto, può essere benissimo anche sotto terra)
Quando l’essere umano mette in atto una comunicazione religiosa può avere come scopo sia l’aggregarsi a un gruppo sia prenderne
le distanze. Anche se pratichiamo una forma di culto privata ci stiamo idealmente aggregando o distanziando da una comunità
religiosa, dunque, la dimensione collettiva è sempre presente (comunico sempre con qualcuno! E comunico sempre qualcosa!).
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CHE COS’E’ LA RELIGIONE?

Il concetto di religione cambia seconda dello spazio e del tempo, dunque è impossibile trovare una definizione super-partes (è sempre una definizione prospettica). Ad ogni modo questa parola è una parola latina, anche se i romani non la utilizzavano come facciamo noi oggi (essi utilizzzavano pietas, iustitia, pax deorum… tutto per designare un rapporto pacifico tra dei e uomini, basato sul “do ut des”). Questo rapporto specifico tra umani e divinità si basava sulla ripetizione di gesti e parole in maniera corretta (si trattava di ripetere gesti e parole nella stessa maniere in cui esse erano state tramandate dagli avi per mantenere questa pax deorum, questa specifica convivenza). I rituali erano inseriti in un calendario festivo (dimensione corale della religione, doveva partecipare tutta la collettività) e non c’era necessità di credere a quello che si faceva, l’importante era farlo bene e basta. Iustitia deriva da iustum, termine che indica ciò che è legittimo conformemente allo ius, alla legge, una legge che regola i rapporti tra umani e dei. Pietas, come ci dice cicerone, è la iustitia nei confronti degli dei. Enea è pio perché rispetta quelli che sono i doveri di figlio; un essere umano è pio perché rispetta i suoi doveri nei confronti degli dei. Foedus è il patto: ci sono dei vincoli concreti basati sulla legge da rispettare assolutamente in via rigorosa. Religio: ha un’accezione positiva. Religiosus significa vigoroso. Superstitio: accezione negativa. Superstitiosus vuol dire pieno di timore, la cosa più negativa che si poteva essere al tempo dei romani. La divinità. Dal punto di vista degli antichi, ha bisogno di fumo; nell’immaginario antico, insomma, la divinità va in crisi se non riceve abbastanza fumo. Etimologia Etimologia della parola “religione”; sono state elaborate 3 soluzioni: Re-legere: leggere nuovamente (Cicerone): leggere ancora e ancora; leggere e rileggere le indicazioni (mos maiorum) degli antenati per essere sicuri di quello che si fa (colui che esegue questo è detto religioso) Re-ligare: legare a se (Lattanzio): l’idea di un vincolo, un dio che ci lega a lui, un rapporto basato sul legame (è chiaramente in polemica con la lettura cicernoniana) Re-eligere: scegliere nuovamente (S. Agostino): si sceglie di nuovo di legarsi a Dio. È necessaria questa nuova scelta perché c’è stato un momento in cui abbiamo perso Dio, lo abbiamo abbandonato… Rispetto a Lattanzio, di diverso, c’è che questo è un legame d’emozione, è affettivo: l’uomo ha bisogno di Dio per trovare la pace. Agostino ci parla infatti del “cuore inquieto”, che può trovare pace in Dio dopo aver sperimentato il peccato e la frustrazione. N.B: Nel passaggio dall’etimologia 2 all’etimologia 3, nasce l’opposizione tra religione vera e religione falsa, ossia l’invenzione più pericolosa dell’umanità. Lo scrittore Jan Assman dice, per esempio, che la religione, più che essere oppio dei popoli, è dinamite dei popoli (base per le guerre sante con rel. vere e rel. false). Maurizio Bettini scrive “elogio del politeismo” in cui dice che gli antichi facevano sì tante guerre ma quasi mai per religione, proprio perché, essendo politeiste, erano molto aperte ad altri dei. Definizione Sono state proposte tante definizioni di religione anche se, come abbiamo già detto, hanno dei limiti. Quella che consideriamo è la definizione di Jörg Rüpke: "La religione è la attribuzione di agency (ossia la capacità di azione) ad agenti non umani o super umani considerati antenati dei o demoni di solito eseguita in forma comunicativa”. Noi abbiamo insomma degli esseri non umani (stanno al di sopra e sono più potenti) che possiamo chiamare in tanti modi (antenati, dei , demoni); a queste figure sovrumane si attribuisce inoltre la capacità di azione, la capacità di intervenire, interferire e cambiare la nostra esistenza. Questa capacità di interferenza è resa possibile dalla comunicazione, condizione necessaria. La comunicazione è generalmente bi-direzionale, nel senso che l’agente umano, quando la mette in atto, ha sempre due referenti: Gli altri esseri umani (in maniera orizzontale) Le persone non umane (in maniera verticale, e non necessariamente verso l’alto, può essere benissimo anche sotto terra) Quando l’essere umano mette in atto una comunicazione religiosa può avere come scopo sia l’aggregarsi a un gruppo sia prenderne le distanze. Anche se pratichiamo una forma di culto privata ci stiamo idealmente aggregando o distanziando da una comunità religiosa, dunque, la dimensione collettiva è sempre presente (comunico sempre con qualcuno! E comunico sempre qualcosa!).

Quante religioni esistono al mondo? Anche se si dice siano circa 4000, questo non è importante… Ciò che conta è saperle collocare o saperle discernere a blocchi di più importanti. Guardare la cartina. CRISTIANESIMO Il denominatore comune di questa corrente è Gesù di Nazareth. La prima grande scissione che avviene è quella del grande scisma, nel 1054. Nel 1517 avviene poi la grande scissione tra chiese protestanti e chiesa cattolica (Luterani, Riformati di Calvino e Anglicani di Enrico VIII d’Inghilterra). Definizione: il cristianesimo è una religione a carattere universalistico (cioè una religione che vuole fare proseliti, che vuole imporsi come religione principale…) originata dal giudaismo nel I secolo e fondata sulla rivelazione, contenuta nei vangeli, della Verità di Gesù di Nazareth, detto il messia. È classificata, insieme all’ebraismo e all’islam, come religione abramitica (Abramo è comune a “tutte le storie”, anche se hanno tutte e tre fondatori diversi). Il cristianesimo è attualmente la religione più diffusa (se mettiamo insieme tutte le varianti!). Bene o male, tutte le varianti condividono il credo Nieceano. Ortodossi vs Cattolici Le chiese ortodosse, più comuni a oriente, non sono mai state in grado di imporre la propria supremazia sulle altre.. Questa chiesa ha infatti il “suo”capo, un primus inter pares che non è superiore a nessuno. La lingua di riferimento per gli ortodossi era il greco mentre, per i cattolici, era il latino. Protestanti vs Cattolici vs Ortodossi Lutero: è un presbitero che da vita a una nuova teologia fondata sulla non necessità di interferenza della Chiesa per la salvezza dell’uomo. Egli, come sappiamo, condanna anche la corruzione della Chiesa di Roma del tempo. I protestanti, a differenza di cattolici e ortodossi, hanno sempre adottato la lingua vernacolare per essere più vicini al popolo). La chiesa cattolica ha il papa come autorità somma (vicario di cristo), gli ortodossi hanno il primus inter pares e i protestanti hanno una congregazione. Solo la chiesa cattolica pretende il celibato assoluto del clero, le altre confessioni permettono il matrimonio. La figura di Maria, in questa confessione, viene trattata ampiamente e, nelle icone, viene enfatizzata la dimensione umana della relazione. EBRAISMO Insieme all’islam appartiene alle religioni abramitiche. Diciamo che esiste un ebraismo riformista, una forma di ebraismo che ha avuto origine nel 19 secolo in Germania e che poi si è diffuso soprattutto negli stati uniti. In generale abbiamo: Ebraismo ortodosso: fa riferimento ai 613 precetti della torah Ebraismo riformista: si preoccupa di limitare/revisionare questi precetti della torah. Inoltre qui non si crede nell’arrivo di un messia umano né nella resurrezione fisica dei morti; essi si concentrano più che altro in un’epoca futura dominata dalla tanto attesa giustizia sulla terra. In base a questa confessione, è possibile essere ebrei anche se non sono presenti legami di sangue con persone ebree. La riforma permette inoltre l’uguaglianza tra uomini e donne, è ammessa l’omosessualità e le donne possono essere capi delle sinagoghe ecc ecc... CRISTIANESIMO VS EBRAISMO VS ISLAM: Sono considerati i tre monoteismi principali (di sicuro i più diffusi e più noti). Sono detti religioni del libro e, appunto, si basano su un testo sacro (torah, nuovo e vecchio testamento, corano). Essi hanno dei fondatori profeti (Gesù, Maometto, Mosè/Abramo (la prof è più incline a prendere Abramo per l’ebraismo)). Nell’ebraismo c’è un’attesa per la seconda venuta, nel cristianesimo abbiamo inferno purgatorio e paradiso, nell’islam non c’è il purgatorio. Per l’ebraismo, Gesù è un maestro di morale/profeta; anche per l’islam è un profeta. Tutte e tre le religioni hanno come punto in comune Abramo. 5 pilastri Islam (ISLAM= sottomissione a Dio) Fede : si crede in un solo dio, Allah, e Maometto suo profeta Preghiera : 5 volte al giorno Digiuno : mese di ramadan in cui non si può mangiare ne bere nei periodi di luce Elemosina : dare qualcosa per sostenere la comunità musulmana Pellegrinaggio : da svolgersi almeno una volta nella vita a La Mecca

SHINTOISMO

Shinto : via degli ebrei che si oppone alla via del Buddha forma di anemismo, politeista. Non ha codici morali, niente scritture sacre o fondatori. Connessione tra religione e politica, dà la base al potere imperiale, in quanto l’imperatore in Giappone è considerato di origine divina, discende direttamente dalla dea del sole. E’ centrato attorno al kami , spiriti e forza della natura. la nozione centrale è la purezza rituale , il credente deve mettere in atto una serie di rituali: esorcismo, lussurazione e pratiche di astensione (resilienza della forza divina). STORIA DELLE RELIGIONI Stòria : ricercare Erodoto fu il primo storico a usare il termine. Lo storico delle religioni lavora solo ed esclusivamente con fenomeni storicamente documentati, senza definizioni rigide e precostruite (a differenza del filosofo o del teologo, che lavorano in maniera deduttiva). metodo storico-comparativo : una volta individuate alcune categorie (ex. Sacrificio, pellegrinaggio..), lo storico deve trovare analogie e differenze storicamente documentate e metterle a confronto. Le varie tradizioni vanno messe a confronto senza eccedere. …………………….. Joseph-Francois Lafitau (a681-1746) missionario gesuita francese noto per aver introdotto un metodo comparativo nell’etnologia - > necessità di conoscere la lingua, costumi, istituzioni e capire la religione. Grazie all’Illuminismo il discorso scientifico e la storia delle religioni si articolo secondo tre assi: scienze esatte, scienze naturali e scienze umane. ROMANTICISMO enfasi del non razionale, sentimentale, immaginazione. Scienze storiche che nascono come archeologia, filologia e etnografia. POSITIVISMO nasce come reazione alle grandi trasformazioni tecnologiche e al colonialismo: portano l’uomo europeo a realtà ad esso sconosciute. Il positivista si trova davanti a un mondo in costante cambiamento e bisogna capirlo. Sostiene che determinate conoscenze si basano sui fenomeni naturali, tutto ciò deve essere interpretato attraverso la ragione e alla logica. DARWIN, Origine della specie. Opera fondamentale, teoria rivoluzionaria. Sir Edward B. Tylor (1832-1917) animismo - > politeismo - > monoteismo Per riuscire nella sua analisi, Tylor usò il metodo comparativo, di cui fu grande cultore. Attraverso l'osservazione dei vari popoli e culture, egli cercò di costruire un sistema di classificazione universale dei fenomeni culturali sulla base delle somiglianze tra tratti e istituzioni delle diverse culture. Questa comparazione privilegiava ovviamente le uniformità a scapito delle differenze, cercando poi di disporle per stadi, «in ordine probabile di evoluzione» Cercare mcm tra tutte le manifestazioni religiose. Sir J. G. Frazer (1854-1941) etnologo religioso mette a confronto magia con religione nell’ottica della teoria evoluzionistica Egli muove dall'evoluzionismo e considera i fenomeni religiosi per i quali si trovino analogie in civiltà primitive come sopravvivenze di un'antica mentalità religiosa o magica. Distingue tra magia e religione, ritenendo che questa ultima sia sorta soltanto quando i singoli popoli si sono convinti della sterilità delle pratiche magiche. Sotto l'influsso di W. Mannhardt, F. attribuisce molta importanza, per le religioni primitive e per le loro sopravvivenze, alle preoccupazioni riguardanti la fertilità della terra. Più che per le sue tesi fondamentali e per il suo metodo, in gran parte superati, l'opera di F. conserva una notevole importanza per l'immenso materiale di cui si avvale e per i numerosi problemi che solleva e, in parte, risolve. Emile Durkheim (1858-1917) fondatore della sociologia Determinante è stato il suo influsso nella ricerca della storia delle religioni: individuò infatti negli elementi del religioso l'espressione della volontà sociale, che si concretizza nel concetto di sacro (inteso come "separato" dalla realtà che gli si oppone, il profano)

Lucien Lèvy-Bruhl (1857-1939) il pensiero primitivo: non possiamo capire il pensiero dei “primitivi” usando i paramentri di giudizio che abbiamo noi, in quanto non hanno avuto la stessa mentalità (non vige il principio di non contraddizione) Wilhelm Schmidt Nell’opera Schmidt espose la sua teoria del monoteismo primitivo. Secondo Schmidt, al contrario, la religione primitiva in quasi tutti i popoli tribali nacque con un concetto essenzialmente monoteistico di un grande dio - di solito un dio del cielo - che era un creatore benevolo. "Schmidt pensava che esistesse un monoteismo primitivo (urmonotheismus) prima che gli uomini e le donne iniziassero ad adorare una pluralità di divinità. In origine dovevano riconoscere solo una Divinità Suprema, che aveva creato il mondo e governava le vicende umane da lontano." Raffaele Pettazoni Parte rilevante della sua opera è stata dedicata a confutare la teoria del monoteismo primordiale (Urmonotheismus) di Wilhelm Schmidt e allo studio degli esseri supremi delle religioni primitive. Non esistono società primitive in cui si evidenzi il monoteismo. In tutte le società la presenza dell'essere supremo è contrastata da altre entità spirituali. L'essere supremo è preminente ma non unico e esclusivo. Schmidt confonde l'idea di essere supremo con quella del dio monoteistico. Pettazzoni mostra che il monoteismo è una realtà religiosa recente, realizzata come atto polemico e rivoluzionante il politeismo. In quanto prodotto storico, va precisato che ad una pluralità di storie corrisponde una pluralità di religioni: ogni popolo ha la propria storia e, quindi, la propria religione e le proprie risposte ai grandi problemi dell'umanità. Ciò che rende differente la religione da altri fenomeni socio-culturali è l'importanza dei riti di passaggio: la religione riguarda, dunque, i momenti importanti della vita dell'individuo. Rudolf Otto Tutte le religioni si basano sull’esperienza del sacro e il fenomeno religioso consiste nell’esperienza del sacro. influenza platonica e kantiana Mircea Eliade debitore di Pettazzoni 1948: trattato di storia delle religioni concetto di ierofania: manifestazione del sacro, si manifesta come patenza di ordine completamente diverso dalle forze naturali. Fenomeno religioso, inseparabile dall’esperienza umana. 3 elementi:

  • un oggetto naturale o essere animato attraverso il cui il sacro si manifesta
  • realtà invisibile, trascende questo mondo e il noumeno, che si manifesta tramite oggetto
  • oggetto diventa sacro Homo religius è l’uomo che vive l’esperienza del sacro attraverso le ierofanie, e capisce i simboli. “ROTTURA DI LIVELLO” : circoscrivere il fatto religioso, esiste un piano che l’uomo con i suoi sensi non può percepire, e postula la possibilità di instaurare un rapporto con un aldilà o un altrove supra: una realà che potentemente domina l’uomo e le sue condizioni in vari modi prius : una realtà che precede l’uomo stesso, realtà fenomenica in cui l’uomo di muove livelli cosmici: TERRA, CIELO, INFERI. il punto in cui avviene la ierofania vi è la rottura di livello Ugo Bianchi (1922-1995) Metodo storico comparativo della storia italiana il principale focus è la storia: culturale, sociale e religiosa nei contesti dei fatti religiosi. Il contesto va ricostruito grazie a documenti, testi, miti, riti, simboli.. ottenuti anche da altre discipline. Tutti i documenti vanno analizzati senza perdere di vista il contesto storico. Ordine diacronico (cambiamento). Il fenomento religioso è un esperienza vissuta condizionata dal contesto socio-culturale. Claude Levi-Strauss (1908-2009) STRUTTURALISMO: rifiuta il concetto di libertà e scelta umana, concentrandosi invece sul modo in cui l'esperienza e il comportamento umano sono determinati da varie strutture. Visto come un atteggiamento che presta attenzione alla ‛struttura' di un determinato fenomeno

MISTERI

“I misteri erano riti di iniziazione a carattere volotario, personale, a carattere segreto che hanno cambiato la mentalita’ attraverso l’esperienza del sacro.” Relazioni fredde (rapp. regiosità olimpica, non implica cambiamento nei soggetti coinvolti) Relazioni calde (rapp. religiosità – RELIGIOSITA’ “ OLIMPICHE ” – relazioni fredde Rapporti tra uomini e dei: due piani distinti ma non separati

  • cielo e terra
  • epifania
  • dialogo
  • commensalità
  • sacrificio umano
  • rapporto sessuale RELIGIOSITA’ “ MISTERICHE ” – relazioni calde due piani che si avvicinano anche se non si intersecano mai
  • possessione (misticismo)
  • re-attualizzazione del mito (mistero) Complesso mitico rituale mito : narrazione che racconta episodi dell’origine con personaggi sovraumani (no esseri umani), fonda culto e rito (si realizza con cadenze regolari, fissati in un calendario liturgico e sono gli uomini i protagonisti, riattualizzazione di ciò che avviene nel mito) – vitale relazione l’uno con l’altro - > c.m.r. Bredich: dice che è un racconto sacro, i miti no vengono raccontato in qualsiasi occasione, caratteri comuni con le celebrazioni dei riti culto misterico = ex. Demetra e Kore caratteristiche: segreto, fertilità e iniziazione (riti di passaggio) MISTICO, MISTERICO E MISTERIOSOFICO Ci sono 3 categorie distinte, ma che sono originate dalla stessa realtà: interferenze tra differenti livelli
  • dionisismo: il divino entra nell’uomo di propria iniziativa
  • eleusi: il divino entra in contatto con l’uomo tramite il rito di iniziazione del credente (riti greci)
  • orfismo: il divino è sempre stato all’interno dell’uomo

- DIONISISMO -

“TEOGONIA” DI ESIODO

(VIII – VII secolo a.C.) è un poema che si propone di narrare nello stile solenne dell’epica le origini del mondo (cosmogonia) e degli dei (teogonia vera e propria). In questo modo l’opera anticipa anche le prime dottrine filosofiche greche. Il poema è strutturato come un catalogo di genealogie divine, che permettono all’autore di sistemare in un’unica opera il patrimonio mitico della cultura greca. trama : La Teogonia di Esiodo si apre con un’invocazione alle Muse eliconie, a cui il poeta chiede di celebrare con inni Zeus e le altre divinità olimpiche (Era, Atena, Apollo…), ma anche Gaia, Oceano e la Notte. Segue una vera e propria investitura poetica: Esiodo racconta di essere stato indirizzato dagli ammonimenti delle Muse mentre pascolava agnelli sull’Elicona. Le Muse lo hanno avvertito di essere capaci di raccontare molte menzogne simili al vero, ma di poter cantare anche la verità. Dunque contrariamente ai poemi omerici, la Teogonia di Esiodo nomina esplicitamente il suo autore, dotandolo dello status di prescelto dalle divinità. La scena dell’investitura sarà un modello per molti poeti greci, tra cui Archiloco e Callimaco.

In seguito Esiodo nomina le nove Muse, spiegando che sono le figlie di Zeus e Mnemosyne, che rappresenta la memoria. È forse la prima volta che vengono stabilite la genealogia e i nomi delle Muse. Calliope, legata nella tradizione alla poesia epica, è definita la più celebre tra le sorelle.

  1. Caos: superumano come indeterminata entità
  2. Imperfezione divina delle figure
  3. Regno di Zeus: divinità personali
  4. Società attuale di dio con equilibrio e armonia: divinità personali e antropomorfe con specifici compiti “LE BACCANTI” DI EURIPIDE Zeus + Semele= Dioniso Il dio Dioniso, figlio di Zeus e di Semele, giunge in forma umana a Tebe, patria della madre, per punire, travolgendone le menti, le donne tebane che hanno dubitato della sua nascita divina. Solo il re Penteo è deciso ad opporsi alla follia ispirata dal dio. Il padre di Semele, Cadmo, e l'indovino Tiresia celebrano anch'essi la potenza di Dioniso. Quando le donne si recano sul monte Citerone per celebrare i misteri bacchici, Penteo si lascia convincere dal dio a seguirlo, travestito da donna, sul monte. La madre di Penteo, Agave, sorella di Semele, e le baccanti in preda al delirio dionisiaco lo scambiano per un leone e lo sbranano. Quando Agave torna alla coscienza, riconosce con orrore il capo del figlio in quella che credeva la testa del leone e portava come trofeo. La vendetta del dio è compiuta. A Cadmo che piange la morte di Penteo appare Dioniso: le sventure accadute derivano dal non aver onorato la sua potenza. Cadmo soffrirà ancora finché, mutato in drago, sposerà Armonia e troverà pace. Agave fugge lontano. Tirso= bastone rituale usato dai suoi credenti PINK FLOYD LIVE AT POMPEI (1971) Ritmi metallici e comunicativi – trans La regista sceglie Pompei fu del tutto casuale. Lo scopo era di rappresentare sesso e morte (Eros e Sanatos) Pompei trasmette idea di morte ma anche di bellezza, esoterismo e mistero. DIVINITA’ ORIENTALI CIBELE E ATTIS due realtà separate – misteri forme di misticismo in grecia legate a Cibele: confusa sovrapposizione tra Cibele-Dioniso-Demetra “DE RERUM” DI LUCREZIO culto di CIBELE: Cibele era la grande madre di tutti i viventi, protettrice della fecondità, signora degli animali selvatici e della natura selvaggia, attraversava le foreste montane su un cocchio tirato da leoni, accompagnata dal corteo orgiastico dei coribanti. Era anche una divinità poliade, fondatrice di città e patrona del suo popolo in pace e in guerra, aveva anche caratteri oracolari. Il suo culto,che aveva il centro principale in Pessinunte, in Asia minore, era in origine di carattere nettamente orgiastico, con danze sfrenate al suono di flauti, timpani e cembali ed estasi deliranti, durante le quali i galli, suoi sacerdoti servitori, si flagellavano e arrivavano a autoevirarsi. In seguito il suo culto passo in Grecia e specialmente a Creta, sotto il nome di Rea. Sotto l'influenza greca, questo culto perse molte delle sue caratteristiche barbariche, che riaffiorarono in epoca ellenistica. A Roma ella fu venerata a partire dal 205 a. c. come simbolo di fecondita’. I suoi scerdoti si chiamavano Galli nella Galizia, Coribanti nella Frigia, Dattili Idei nella Troade e Cureti a Creta Il culto di DEMETRE E KORE il padre degli dei Zeus donò la Sicilia alla dea Demetra, sua sorella maggiore, con la quale il dio aveva generato Persefone e che Demetra stessa diede in dono all’isola il grano, rendendola la più fertile delle terre.ù Ecco come i Greci spiegavano l'enorme diffusione in Sicilia del culto di Demetra e di sua figlia Persefone, detta Kore, ovvero "la fanciulla", poiché è strettamente legato all’agricoltura, alla fertilità e ai cicli della natura. Secondo il mito, infatti, di questa splendida fanciulla s'era innamorato Ade, il dio degli Inferi, che la rapì per portarla con sé nel suo regno ultraterreno. Demetra, che fino a quel momento aveva donato messi abbondanti e bel tempo, reagì scatenando un terribile Inverno e rendendo arida la terra. Intanto, Persefone, una volta negli inferi mangiò alcuni semi di melograno, ignorando che chi avesse mangiato i frutti degli inferi, sarebbe stato costretto a rimanervi per l'eternità. Demetra, armata di fiaccola, andò in cerca di Persefone e quando Ade gliela restituì, per la gioia, fece tornare i frutti e i fiori, regalando l'Estate e la Primavera.

I misteri si distinguono per:

  • è solo, non viene affiancato a nessuno
  • non pretende di identificarsi col dio
  • niente morte e ritorno alla vita
  • il mito si crea nei mitrei (luoghi di culto sotterranei trovati) dove vi erano le rappresentazioni
  • non possono essere presenti le donne mito: Mitra nasce da una roccia con una fiaccola e un coltello nelle mani, inizia i propri misteri il sole – sale sul carro del sole e con un colpo di freccia fa scaturire l’acqua da una roccia e uccide il Toro cosmico, che morendo da vita all’universo. TRE STEREOTIPI DEI CULTI MISTERICI sfatare: 1 ) le regioni misteriche siano tarde: dionisismo, misteri di eleusi e l’orfismo, sono religioni presenti gia in grecia agli albori della storia greca e quindi dimostrano che questo luogo comune è falso (alcune legate a cibele, iside e mitra sono più tarde nell’impero romani, ma non sono le uniche appunto) ex. cibele era gia presente in epoca classica, poiche fosse una divinita presente nell’asia minore 2 ) le religioni misteriche siano orientali per origine, stile e spirito: vero solo in parte (per cibele, iside, mitra..) ma non sono le uniche forme di mistero e l’istituzione dei misteri non puo essere fatto risalire all’anatolia, all’egitto o all’iran. Ex. misteri di leusi (riti religiosi misterici nel tempio di Demetra) 3 ) che le religioni misteriche siano spirituali: punto di vista parziale e tendenzioso, giocano molto le somiglianze con il cristianesimo, ma bisogna tenere conto che l’iniziazione non comportano un adesiona e una religione al senso comunemente inteso e non comportano un confronto a religioni che si escludono come ebraismo ad esempio. Le istituzioni dei misteri non vengono mai visti come incompatibili con la religione ufficiali e escludenti gli uni con gli altri. MATERNITA’ E RELIGIONI – riflessioni epistemologiche tra Religious Studies e Motherhood Studies TEORIA MATERNA: inizio degli anni ‘ “Mutterschaft geht ùber alles” = la maternità è tutto (cit. The man in the high castle) Raramente la maternità risulta un tema rilevante sia nellos tuio delle religioni che negli studi di genere (il focus è piuttosto su differenze corporee, salute produttiva, contraccezione…), perché la maternità “unfinished business of feminism”- le femministe fanno fatica a trattare questi argomenti perché la donna per sentirsi emancipata dovrebbe negarsi al diventare madre – scarsità di fonti dirette per lo studio Principi principali:  Due tipi di maternità ( Nato di donna - A.Rich): - come istituzione (come dovrebbe essere) maternità come istituzione
  • come pratica: mothering, com’è essere madre tutti i giorni - maternità biologica  Preponderanza nella cura del bambino: teoria di Sara Ruddick Vengono attuate attraverso 3 richieste:
  • crescita
  • approvazione sociale - > chiunque fa queste 3 cose è madre
  • protezione Che vengono soddisfatte tramite: amore protettivo, allevamento e protezione (base del pensiero materno – gender inclusive, chiunque può essere “madre”, uomini e donne)  Gravidanza, parto e allattamento: S. Sered woman as symbol: il paradigma della buona madre elaborato nei testi di quelle che la studiosa definisce “religioni dominate dagli uomini” (di solito riguarda la donna come moglie e figlia, non come madre) Women as agents: le madri in carne e ossa e le attività religiose concrete che svolgono  Essere madre influenza il proprio rapporto con sè stessi Concetto espresso nel libro della O’Really: mothering matters= la maternità è importante DEMETRA E KORE: maternità come apprendistato (anche religioso)
  • madre inculturatrice e figlia come madre in potenza (i figli vengono istruiti prima dell’entrata nella religione, raccontano i miti etc)