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Appunti sulla vita, opere e tematiche ricorrenti di Gadda con focus su "La cognizione del Dolore"
Tipologia: Appunti
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Letteratura italiana Gadda — la cognizione del dolore Le più importanti opere che lo fanno il maggiore dei nostri romanzieri della seconda metà del 900 sono la cognizione del dolore e “quel pasticciassero brutto de Via Merulana” che è un romanzo poliziesco la cui struttura c’è anche nel primo romanzo poiché vi è un omicidio e bisogna scoprire il colpevole. Il capitolo della critica dedicato romanzo è il quinto. Rinaldi parte dalla considerazione del romanticismo di Gadda — dichiara di essere un romantico frustrato che li rende con un senso di impotenza, lui misura la distanza che separa la propria posizione dai propri ideali del possibile, il mondo come lui lo percepisce e come lui lo son — posizione adolescenziale, è un figlio che rifiuta di superare questa condizione, anche da anziano è ossessionato dai temi psicologici e rifiuta sempre di allontanarsi dalla famiglia, tutta la sua opera è un romanzo familiare in cui sono collocate tutte le sue ossessioni — la cognizione del dolore è la chiave per leggere la maggior parte dei questa narrativa con tutti i suoi temi , il dolore, l’insofferenza nei confronti degli altri e sociale (nei confronti di contadini e di poveri) e la rabbia nei confronti dei genitori che sono gli educatori del figlio, l’educazione tradizionale è un’azione sadica nei confronti dei bambini e poi il desiderio di vendetta, una funzione vendicativa che attraversa tutta la vita di Gadda — queste sono tutte le ossessioni dei suoi romanzi che nascono tutte dall’ambiente familiare nonostante poi tutte le figure moriranno, il padre il fratello e per ultima la madre. Il luogo di queste funzioni che sono aggressive è un luogo preciso, è la villa in cui passano le vacanze estive in cui la famiglia di Gadda trascorreva le vacanze come voleva la tradizione borghese, una villa vicino la città — nel romanzo questo luogo sarà Lukones — luogo dove si svolge il romanzo verso cui andava l’odio e l’attaccamento di Gadda. Se i temi sono sempre gli stessi ci aspettiamo che lui abbia scritto anche una quantità di materiali diaristici — Gadda partecipa alla prima guerra mondiale e alla battaglia di Caporetto che viene preso prigioniero però continua ascrivere il suo diario il cui tema bellico è preponderante, come i cadaveri dei compagni e la disorganizzazione dell’esercito italiano e l’umiliazione di essere prigioniero — di questa esperienza di scrittura ci interessa che è un diario che ha un carattere di rappresentazione della mia scrittura che non sono ordinati secondo una trama narrativa ma come si presentano nel cervello — la scrittura di Gadda è esattamente questo , una scrittura frammentaria di tipo diaristico che poi riorganizza in seguito — lui aspira ai grandi dell’ specialmente Manzoni — la struttura dei suoi romanzi è cumulativo, accumula frammenti di diario e digressione e alla fine si avvicina a una conclusione poiché in queste trame che sono spesso statiche senza evoluzione del personaggio poiché la conclusione in realtà non c’è, sono romanzi incompiuti senza fine e dato che sono romanzi polizieschi la non compitezza viene vista come un attacco al lettore — il reale è plurale e non può raggiungere un’unità e per tale ragione Gadda l ascia i suoi romanzi aperti , costruiti solo attraverso digressioni che vertono attorno a pochissimi temi fissi (scritti sopra). I suoi romanzi sono abbozzi di narrazione che vengono messi assieme nell’atto della pubblicazione.
Già per questo ci troviamo di fronte a qualcosa di complesso. Nei romanzi quindi abbiamo una frammentazione tipicamente diaristica che nasce dagli impulsi del momento all’intento di un racconto lungo che non conclude che non ha un suo normale finale. [c’è un’analogia molto forte con la postmodern fiction e soprattutto Muriel Spark] La sua è una scelta volontaria, la molteplicità significa che io non posso ridurre il mondo a una unità — il romanzo nasce da una premessa, cioè che il mondo è fatto da un sacco di cose e io riesco a percepirne solo alcune e a queste cose io devo dare un senso riducendole a racconto operando una selezione — questa selezione ha la pretesa di arrivare a una unità ma in Gadda non succede questo — lui ritiene che bisogna allargare il dettaglio e così si rivela la struttura del reale, il dettaglio contenga tutto il reale ma se guardiamo estremamente da vicino qualcosa ci impediamo di guardare quello che ci sta intorno — Gadda lo fa apposta e ciò ha una radice filosofica — la tesi di laurea di Gadda è dedicata a Leibniz un filosofo che tende a vedere il dettaglio come una monade, cuor il dettaglio mostra la strutta dell’universo. Tutto ciò è in un romanzo in cui non succede mai nulla, i personaggi parlano e dalla sua mente noi dobbiamo ricostruire tutto quello che avviene intorno a lui. Gadda va letto pagina per pagina, a ogni sua frase bisogna riflettere. Formazione : Gadda si forma come ingegnere e cerca di lavorare così, si reca in Argentina (dettaglio importante per la stesura del romanzo) ma dopo aver scritto le prime opere e aver collaborato con i giornali del tempo in particolare all’inizio degni anno 30 con il quotidiano Lambroasiano milanese, inizia ad abbandonare la sua professione di ingegnere (solo 6 anni di professione nonostante faccia i lavori importanti grazie alla sua famiglia) ma nonostante questo sarà sempre chiamato l’Ingegnere con la I maiuscola — è importante però che abbia avuto una formazione scientifica perché si vede nella sua prosa. All’invio degni anni ’30 capita spesso che ai letterati che devono pubblicare per vivere pubblicano stesso la stessa cosa — ciò significa che lui pubblica tanti materiali differenti in riviste diverse. Rapporto con la famiglia/madre : Incontra poi un editore che vuole farlo pubblicare ma il momento culminante in cui decide di pubblicare La Cognizione è la morte della madre: il padre muore quando era un ragazzino e tocca alla madre la gestione economica della famiglia — spesso quando sono le vedove ad ereditare la famiglia la gestione è molto oculata e impedisce al figlio di spendere come vuole — la maggior parte delle spese viene assorbita dalla villa di Longone che diventa uno status simbolo della famiglia che costa così tanto che tutte le risorse vengono assorbite — per questo motivo cresce l’odio nei confronti di questa villa parallelamente all’attaccamento perché comunque vi ha trascorso molto tempo. Partecipa alla guerra con il fratello minore che è il preferito della famiglia per i suo carattere sereno e prestanza fisica e si pensa che a lui verrà affidata la gestione della
d’albergo o in case d’affitto rifiuta di avere una casa propria — è tale il rifiuto delle convinzioni borghesia e del groviglio maligno che nelle case si nasconde che vi rifiuta — la denuncia della casa è buona parte della materia del romanzo. Stesura del romanzo: Il romanzo è scritto tra Milano e Firenze — abbandona l’ingegneria e si trasferisce e Firenze e lasciando Milano poiché la maggior parte die suoi contatti letterari è lì, esattamente come Montale quando scrive le Occasioni — Firenze è negli anni ’30 la capitale della cultura italiana. Il romanzo viene scritto dopo la morte della madre nel ’36, è una stesura veloce perché già l’anno dopo inizia la pubblicazione su rivista. La prima edizione è in sette puntate, cioè i sette capitoli anche se lui non li chiama capitoli perché sono simbolo di una compiutezza che il romanzo non è — nel 1941 si interrompe la pubblicazione e Gadda lascia perdere il romanzo che solo pochi avevano letto — quindi ripesca alcuni materiali del romanzo e li pubblica in opere differenti. Nel frattempo però pubblica il suo romanzo famoso “Il Pasticciaccio” cioè un romanzo poliziesco classico che però non ha il finale — pubblicato incompiuto per volontà dello stesso autore e nitrito del in dialetto romanesco — grazie al successo di questo romanzo diventa famoso. L’editore vuole che pubblichi anche la cognizione ma Gadda non vuole finché non viene convinto e viene pubblicato esattamente come era su rivista nel 1963 con un preambolo scritto dall’autore in cui cerca di prendere le distanze dal romanzo che si intitola “l’editore chiede venia del recupero chiamando in causa l’autore” che è concepito come un dialogo in cui si vede un Gadda che si autocommenta insistendo su due punti fondamentali:
stilistico artificioso fondato sul groviglio, cioè un gomitolo che è la metafora della deformazione del mondo, il mondo non è solo complesso ma anche senza forma, deforme — quindi il barocco grottesco corrisponde alla deformazione del mondo, il barocco è il mondo e non è il suo stile.
particolare su questa casa che costa una fortuna e causa della quasi miseria in cui aveva vissuto. Funzione della scrittura : La scrittura per lui ha una funzione terapeutica e liberatoria, elabora il lutto dell’oggetto amato, la mamma che lui scrive con la M maiuscola mia che e il rimorso nei suoi confronti — il rimorso che tutti abbiamo quando muore qualcuno cui siamo stati legati da sentimenti ambivalenti perché sa di averla amata ma anche odiata e ciò rende difficile il lutto — lavoro che secondo Freud si svolge secondo alcune fasi, una fra queste è la rabbia. Questo romanzo sembra essere scritto sotto l’effetto della rabbia nei confronti del mondo. (Non) conclusione : Nel 1970 abbiamo la quarta ristampa a cui vengono aggiunti due nuovi capitoli in cui si aggiunge la morte della madre, siamo vicini alla conclusione del romanzo ma non sappiamo mai a chi è da attribuire la morte della madre.
Quindi questo che è il romanzo della sua vita poiché lo scrive nell’arco di 20 anni — è incompiuto perché è incompiuta la nostra vita, non potrà mai essere raccontata per intero, un romanzo che pretende di avere una conclusione è un atto di prepotenza nei confronti della realtà. Parliamo della trama : Ci troviamo in una fittizia Brianza a Nord di Milano che però nel romanzo ha un nome fittizio — tutti i luoghi che fanno parte della Brianza hanno nomi deformati come se fossero nomi spagnoli — riferimento al suo viaggio in Argentina, immagina che siano luoghi argentini. Il luogo dove sta la villa diventa Lukones e la montagna della capi che si vede dalla Brianza è chiamata Serruchòn. Mischia parecchie lingue, lo spagnolo con il dialetto milanese ecc. I reduci di guerra del 1915 sono dei vigilantes che i critici hanno visto una trasfigurazione del fascismo poiché i reduci che non riescono ad adattarsi alla vita civile assicurano la protezione alla borghesia — l’autore dell’omicidio fa parte di questo istituto. Il protagonista è Gonzalo Pirobutillo che è ispirato alle pere butirre — gioco grottesco e ironico attorno ai nomi. Entra in scena solo dopo 100 pagine poiché viene introdotto solo dal dicerie delle donne di paese e dal monologo del medico del paese che si reca all’inizio del romanzo a visitarlo nella sua villa e lo descrive nel suo carattere sociopatico con scatti d’ira — il medico fa anche considerazioni su un altro personaggio che si è finto sordo e che poi verrà indiziato per l’assassinio. Dopo 100 pagine giunge alla villa dopo aver commentato le varie villa della borghesia milanese in Brianza: Abbiamo una citazioni da Parini — il pamperè è un vento del sud che in Argentina è la direzione del vento più freddo — gli alberi proteggono dai venti ma non dai massoni che sono i venti più violenti — il Prado sarebbe la pianura padana mentre le pioppaie sono le file di pioppi che servono a proteggere dai venti — la borghesia è la classe della dissipazione che fa orrore la personaggio — villule è un latinismo — c’è il gioco etimologico della parola villa che viene ripetuta in forme diverse — gli architetti di Milano avevano ingioiellato le pendici delle ville (che nel romanzo è una costruzione barocca e grottesca che troveremo sempre nel romanzo) La descrizione è feroce e dura nei confronti della borghesia che abita questo luogo. Quando arriva alla villa Gonzalo inizia a parlare sfogandosi con il medico, in recato parla solo lui, è un monologo in lui e si sfoga contro il mondo — a nalogia fra la coscienza di Zeno e la cognizione del dolore , il protagonista parla a vanvera e dall’altra parte abbiamo un medico che ascolta anche se qui il medico non è uno psicoanalista ma è come se fungesse da tale — tutte e due i romanzi non hanno una trama ben costruita ma si compongono di divagazioni e procedono di accumulo in cui i fatti sono dispersi in parti diverse.
-registro umoristico: come il brano delle ville, fonde lingue come latino, spagnolo, italiano, linguaggi tecnici come il linguaggio immobiliare nel brano delle ville — uso delle fasi diacroniche dell’italiano cioè l’italiano rinascimentale, l’italiano ottocentesco e contemporaneo scritto e parlato, quindi colloquialismi. E’ Il più utilizzato nel testo.
ammazza — la madre stessa quando vede questa ombra pensa che sia il figlio che vuole ucciderla — per questo url lettore pensa che sia stato proprio Gonzalo ad ammazzarla. Quest’uomo attua quello che Gonzalo pensa, cioè l’omicidio della madre L’antagonista, il personaggio avverso al protagonista, vero di Gonzalo è il volgo, la gente che lui rifiuta e non vuole incontrare, non vuole che entri nella sua casa — una delle scene principali è quando fra irruzione nella cucina e caccia i peones perché gli danno fastidio fisico/olfattivo — questa antipatia e disgusto degli altri nasce nell’infamia di Gonzalo. Misantropia : Brano in cui Gonzalo bambino: Odore dei mandorlati, cioè il torrone, a cui Gonzalo fa schifo, l’odore delle frittelle e del cibo scadente e povero — la misantropia, l’orrore degli altri, è fin dalla sua infanzia che si sviluppa in forme sempre più nevrotiche nel tempo — l’oggetto che più gli fa schifo a livello olfattivo, il gorgonzola, il cocronsuelo. Il disgusto diventa una reazione ossessiva al mondo esterno , quando sono ossessionato le immagini che mi disgustano si ripetano sempre attorno a me, questa ripetizione ossessiva si riduce a livello stilistico nel catalogo di oggetti accumulati — tipica forma gaddiana che realizza la deformazione del mondo. Questa giostra, che dovrebbe essere simbolo della felicità infantile, è divenuta il catalogo di oggetti fastidiosi. La misantropia, quindi il disgusto degli altri, si manifesta in certe occasioni, per esempio quando le persone ci sono troppo vicine. La misantropia di Gonzalo prende soprattutto la forma del rifiuto olfattivo, la puzza delle gente che è troppo vicina a lui — nel caso dei peones che caccia dalla cucina fanno puzza di gorgonzola, quindi gli fanno schifo. Temi del romanzo :
chiusura della rivista non pensa di dover concludere il romanzo.
costruendo una trama dall’inizio alla fine ma lavora creando dei frammenti. Dei conglomerati che deve mettere insieme — potrebbe anche cambiar l’ordine dei nuclei narrativi e la trama non cambierebbe. La maggior parte del romanzo è costruito su una serie di digressioni e divagazioni (che per esempio sono visibili in Manzoni ma non coprono la maggior parte del racconto con in Gadda)
un senso definitivo al mondo e sarebbe stato necessario lo scioglimento dei dettagli del mondo quando in realtà cioè non è possibile — in realtà però la riapparizione del manganones che pare solo un episodio digressivo si ripercuote al finale del romanzo. E’ una soddisfazione narcisistica quello di vedere i figli riusciti nella società ed è una delusione narcisistica quando i figli non riescono in quello che nemmeno noi siamo riusciti. Non è colpa dei genitori se non hanno sorriso al loro figlio è colpa del figlio perché lui aveva una forma difettiva, era brutto, quindi non gli hanno sorriso perché è colpa sua, l’assenza d’amore dei genitori è un senso di colpa che è l’origine del male oscuro del figlio. Il male oscuro è una espressione che nel romanzo è coniata da Lopez, uno psichiatra immaginario, che ha dato la diagnosi della depressione di Gonzalo.