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Sbobina su Carlo Emilio Gadda e spiegazione delle opere
Tipologia: Appunti
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Sbobbina letteratura italiana contemporanea 27/
È un autore dalla difficilissima lettura e fa parte della generazione di fine 800. Se nelle letture precedenti abbiamo conosciuto personaggi che non erano in grado di rapportarsi con la realtà mentre con Pavese e Vittorini il discorso inizia a cambiare, Gadda, invece, è uno che prova a guardare il reale da così vicino che i contorni cominciano a confondersi. La letteratura futurista influenza molto quella futura e inoltre quella italiana non è mai stata rivoluzionaria, basti pensare a come lo scrittore Joyce abbia influenzato la letteratura occidentale. Un autore come Gadda resta di fatto per tanto tempo isolato perché troppo sperimentale…lo riscoprirà, non a caso, la neoavanguardia del gruppo ’63. E non a caso egli diventerà uno degli autori di riferimento per Pier Paolo Pasolini (uno degli altri sperimentatori del 900). Ebbe, negli anni, una posizione marginale e, proprio per questo, fu uno di quegli scrittori che godette di una tardiva fortuna. Ad un certo punto incontra il favore di mostri sacri: Gianfranco Contini, Maria Corti (compagna di Cesare Segre) e Dante Isella. |Contini, studioso attentissimo allo stile del teatro e raffinato, trovò nello sperimentalismo di Gadda una tesse ricchissima. Quanto a Corti e Isella (filologi), Gadda lascia cassetti pieni di carta, di varianti, di scartafacci, una miniera per i filologi e questi si gettano a capofitto. Corti ha creato l’archivio più importante di letteratura italiana contemporanea esistente al mondo e il centro a poscritto di autori moderni e contemporanei dell’università di Pavia (lavorava lì). Alla sua morte, il centro è stato diretto per lungo tempo dalle filologhe dell’università di Pavia.| Gadda cominci la sua esperienza di scrittore a seguito di un evento di grande impatto, la Prima guerra mondiale. Stava dalla parte dell’interventismo e per lui la vita militare aveva una valenza metaforica. Riguardo la guerra, Gadda la concepisce secondo un concetto di ordine. La Prima guerra è stata la quinta essenza del caos, i soldati messi di lato in trincea che restavano lì senza ricevere ordini superiori e quindi destinati alla morte. In quegli anni scrive “Giornale di guerra e di prigionia”, una scrittura idealistica (testo ben in quadrettato). Un diario dà la possibilità di analizzare il particolare girono per girono - > analisi del particolare che resterà per lui una fissazione. Gadda non è un laureato in lettere ma è un ingegnere che però una volontà di analizzare il particolare ha a che fare con gli ingegneri che costruiscono e smontano. Non a caso, egli smonta il reale per analizzare i singoli pezzi ma poi non li rimette a posto…è un’analisi senza sintesi. Sfondo scientifico e filosofico : entra nel corso di laurea in filosofia, dandosi tutte le materie ma non si laurea, perché non trova una sintesi di quelle conoscenze. Questo ci fa intendere che i suoi romanzi non si concluderanno mai, cioè li termina ma li concepisce come opere aperte, senza conclusioni - > strizza l’occhio all’antiromanzo. Alle sue spalle ci sono Einstein e Freud e tra i suoi autori letterari preferiti sono Belli (autore dialettale) - > Gadda non scrive in lingua italiana ma si inventa una lingua tutta sua. Scrive una lingua che è un reale pasticcio linguistico; Dante e Ariosto come modelli contrapposti…Dante è il poeta dell’ordine che costruisce la Divina commedia secondo un ordine ben preciso e Ariosto, autore della struttura del poema estrosa (l’Orlando Furioso, non a caso, si riassume con i personaggi che vanno per la sua strada, il poeta è esploso in quanto non trova una sintesi finale). Gadda nei Promessi Sposi di Manzoni nota che i personaggi sono travolti dal caos, da miserie senza logiche, dal fato, dalla peste, dagli eserciti che arrivano. - > Gadda si sofferma su questo aspetto e poi al pasticcio manzoniano tra storia vera e finzione letteraria. Manzoni aveva portato avanti una riflessione linguistica importantissima per mettere in piedi questo romanzo. Gadda rifletterà tanto sulla sua scrittura, tanto da diventarne un teorico della sua stessa scrittura dicendo che nella letteratura esistono diverse maniere di scrivere e fare letteratura…esiste la maniera logico- razionalistica e poi quella umoristico-ironica. Era talmente attratto da Manzoni che una maniera per lui di scrivere è umoristico manzoniana, diversa da tutte le altre. L’ultima maniera di fare letteratura è quella che lui definisce ‘cretina, innocente e ingenua’. Egli è perfettamente consapevole di seguire il non-senso che però nasconde sempre la ricerca di un senso più profondo. Gli opposti si attraggono e coesistono. I suoi due grandi romanzi furono “La cognizione del dolore” e “Quel pasticciaccio brutto de via Merulana ”. Nessuno dei due è scritto in italiano corrente. Entrambi sono gravati da una sperimentazione linguistica turpissima, in particolare, “La cognizione del
dolore” tende la mano allo spagnolo non codificato, una sorta di linguaggio inventato. Sceglie lo spagnolo in quanto subito dopo la laurea in ingegneria passò un periodo in Sud America e di conseguenza quell’idioma che ascoltava passivamente entra a far parte del suo registro linguistico. Allo sperimentalismo linguistico corrisponde una modalità narrativa contrappuntata da continue digressioni, continuando ad inseguire il particolare e portando la narrazione a perdere la sua genialità. In Ariosto il fatto che i personaggi che seguono una loro strada, li capita un intoppo e quello stesso intoppo lo porta da un’altra parte. - > tutto fa parte di una trama intesa come tessitura narrativa. Qui le digressioni sono di livello teorico o erudito, non fanno parte del tessuto stretto della trama. Quindi pasticcio linguistico è struttura narrativa piena di digressioni che frammenta la narrazione, procedendo a singhiozzo. “La cognizione del dolore” scritta nel 1936 alla morte della madre. (Nel 1936, periodo in cui avviene la Guerra civile spagnola, Vittorini abbandona il “Garofano Rosso” e comincia a pensare a “Conversazioni in Sicilia”, a Torino Pavese pubblica il suo primo libro di poesie “Lavorare stanca”, ecc..). è una forma tragica di autobiografia. Gadda studia Freud e questo romanzo è ambientato in un paese immaginario, il Maradagal, si ipotizza sia in Sud America. Qui domina un istituto di vigilanza notturna a cui tutti devono sottomettersi. Questa vigilanza sorveglia tutto e tutti. Questo paese, Maradagal è un paese sotto la dittatura fascista e chi non si sottomette a questa la pagherà a caro prezzo.