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Carlo Emilio Gadda letteratura ita.contemporanea, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Italiana

Sintesi completa dell'autore Gadda ->chiesto spesso all'esame di letteratura italiana contemporanea. Punti essenziali per prepararti bene- Biografia/cognizione del dolore/enciclopedismo gaddiano

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 26/09/2023

M.P97
M.P97 🇮🇹

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Carlo Emilio Gadda:
vita->Carlo Emilio Gadda fu uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento.
Nato il 14 novembre 1893 a milano, visse un’infanzia e un’adolescenza tormentate: nel 1909
avvenne infatti l'evento che segnò la sua vita, la morte del padre. Convinto interventista e ufficiale
degli alpini, in questi anni Gadda iniziò ad avvicinarsi alla scrittura: scrisse una serie di diari di
guerra che vennero pubblicati nel 1955 e, in una redazione più ampia, nel 1965 con il titolo
Giornale di guerra e prigionia. Benché attratto dalle materie umanistiche, per
volontà della madre frequentò il Politecnico di Milano, laureandosi in Ingegneria
Elettronica. Rancore verso la madre per la professione di ingegnere mai voluta].
Dopo la guerra seguì un periodo di profonda depressione, dovuto all’improvvisa morte del fratello.
Si dedicò ancora per diversi anni alla professione di ingegnere quando, nel 1924, decise di
assecondare le proprie attitudini e di iscriversi alla facoltà di Filosofia di Milano, superando tutti gli
esami senza però mai discutere la tesi. ->approfondì anche lo studio della psicanalisi [=
rapporto conflittuale coi genitori per il contrasto tra formazione universitaria
scientifica e vocazione umanistica. L’apice del successo letterario venne però raggiunto da
Gadda nel 1936 quando, in seguito alla morte della madre, iniziò a scrivere il romanzo La
cognizione del dolore, pubblicato incompleto sulla rivista «Letteratura» tra il 1938 e il 1941 e che
venne stampato solo nel 1963. Trasferitosi a Roma
nel 1950, iniziò a lavorare per i programmi radiofonici della RAI e, negli stessi anni, si dedicò ad
uno dei suoi capolavori, rimasto volutamente incompiuto: Quer pasticciaccio brutto de via
Merulana (1957). Negli
ultimi anni di vita, Gadda si concentrò sulla sistemazione di alcune opere e sulla saggistica. Morì a
Roma il 21 maggio del 1973. All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume
notevole importanza
soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su
plurilinguismo e pluristilismo, creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Altra
importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo: le sue opere possono
essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita
analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici –caratteristica forse dovuta agli studi
ingegneristici.
Temi e poetica.
I due poli attraverso cui si sviluppa la scrittura di Gadda sono:
1. Lingua e stile:
Per Gadda e molti altri capire la poetica significa guardare allo stile dell'autore. Gadda
è innovativo dal punto di vista stilistico. Il suo stile consiste nella capacità di mescolare
dialetto, linguaggio quotidiano, lessico scientifico, latinismo, parole straniere. Mescola
le lingue proprio come lo è la realtà.
Uno degli autori di riferimento per Gadda era Manzoni: anche se quest'ultimo aveva
cercato di creare una lingua unitaria e omogenea, Gadda agli antipodi si muove al
contrario: fa parlare i suoi personaggi in dialetto, mettendo in risalto i pensieri e le
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Scarica Carlo Emilio Gadda letteratura ita.contemporanea e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

Carlo Emilio Gadda:

vita-> Carlo Emilio Gadda fu uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento.

Nato il 14 novembre 1893 a milano, visse un’infanzia e un’adolescenza tormentate: nel 1909 avvenne infatti l'evento che segnò la sua vita, la morte del padre. Convinto interventista e ufficiale degli alpini, in questi anni Gadda iniziò ad avvicinarsi alla scrittura: scrisse una serie di diari di guerra che vennero pubblicati nel 1955 e, in una redazione più ampia, nel 1965 con il titolo Giornale di guerra e prigionia. Benché attratto dalle materie umanistiche, per volontà della madre frequentò il Politecnico di Milano, laureandosi in Ingegneria Elettronica. Rancore verso la madre per la professione di ingegnere mai voluta]. Dopo la guerra seguì un periodo di profonda depressione, dovuto all’improvvisa morte del fratello. Si dedicò ancora per diversi anni alla professione di ingegnere quando, nel 1924, decise di assecondare le proprie attitudini e di iscriversi alla facoltà di Filosofia di Milano, superando tutti gli esami senza però mai discutere la tesi. ->approfondì anche lo studio della psicanalisi [= rapporto conflittuale coi genitori per il contrasto tra formazione universitaria scientifica e vocazione umanistica. L’apice del successo letterario venne però raggiunto da Gadda nel 1936 quando, in seguito alla morte della madre, iniziò a scrivere il romanzo La cognizione del dolore, pubblicato incompleto sulla rivista «Letteratura» tra il 1938 e il 1941 e che venne stampato solo nel 1963. Trasferitosi a Roma nel 1950, iniziò a lavorare per i programmi radiofonici della RAI e, negli stessi anni, si dedicò ad uno dei suoi capolavori, rimasto volutamente incompiuto: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957 ). Negli ultimi anni di vita, Gadda si concentrò sulla sistemazione di alcune opere e sulla saggistica. Morì a Roma il 21 maggio del 1973. All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e pluristilismo , creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo : le sue opere possono essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici –caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici.

Temi e poetica.

I due poli attraverso cui si sviluppa la scrittura di Gadda sono:

1. Lingua e stile: Per Gadda e molti altri capire la poetica significa guardare allo stile dell'autore. Gadda è innovativo dal punto di vista stilistico. Il suo stile consiste nella capacità di mescolare dialetto, linguaggio quotidiano, lessico scientifico, latinismo, parole straniere. Mescola le lingue proprio come lo è la realtà. Uno degli autori di riferimento per Gadda era Manzoni : anche se quest'ultimo aveva cercato di creare una lingua unitaria e omogenea, Gadda agli antipodi si muove al contrario: fa parlare i suoi personaggi in dialetto, mettendo in risalto i pensieri e le

identità complesse. Abbiamo dialetto popolare, molisano, napoletano… quindi abbiamo l'uso del dialetto in direzione sociale inversa. [ scrive spesso in dialetto milanese, per noi troppo difficile e lontano. Ma appena si capiscono le chiavi di interpretazione dei suoi testi, Gadda è divertente e semplice da leggere, è cronologicamente più vicino a noi, affronta temi comici a no i molto vicini].

- IN BREVE:

  • capacità di mescolare dialetto, linguaggio quotidiano, lessico scientifico, latinismo, parole straniere;
  • stratificazione linguistica diacronica e sincronica (nel tempo e nello spazio);
  • antifascismo attraverso scelta linguistica;
  • accumulazione caotica di termini afferenti a dimensioni disparate e immagini bizzarre;
  • calderone linguistico, immagine del mondo labirintico e privo di simmetria. RAPPORTO MANZONI → Gadda vede in Manzoni ciò che lui non è, ma ne prende le distanze dal punto di vista linguistico. I personaggi di Gadda sono chiaroscurali , proprio come quelli di Manzoni. RIESUMAZIONE MANZONIANA-RACCONTO ITALIANO DI IGNOTO DEL ‘900-> è una lettura particolare di Manzoni, Manzoni disegna un disegno segreto che noi non riusciamo a svelare= una società mossa dal vento del caso. Quindi non è la provvidenza, è il caso. Tutto è casuale. se caso può chiamarsi la noia della vita, il caso è determinato dalla pigrizia politica MA non è UN attacco verso una classe politica, ma un’accusa verso la società in generale dove i bisogni degli individui la stanno distruggendo. Per Gadda non è così, lui era ingegnere, per lui il progresso scientifico è sempre bene, la scienza non corrompe la società, se tutto dipendesse da questa si andrebbe a migliorare, i problemi 1. sono le persone che non vogliono progredire e 2.le persone che sanno orientare la massa per soddisfare bisogni individuali.)) In chiusura il problema è che le norme (non le leggi del codice civile, ma le norme della società in generale) e il sarcasmo, ci dice che Manzoni non voleva essere realista descrittore della realtà, lui dice che il sarcasmo è quello che risale su, le forme di satira-umorismo sono quelle che vanno bene, si oppongono alle leggi sociali. REALISMO-MANZ. Gadda parla di analisi : per comprendere qual è il male degli uomini e cercare di guarirli. Conoscenza significa conoscenza di tutto, tutto il reale , gli aspetti che possiamo controllare E misurare con i rapporti di determinazione causa ed effetto. Manzoni è per Gadda il modello del realista , lo scrittore capace di arrivare alla verità. -Studio della Norma -Studio dell’AbnormA -La comprensione della vita Tra realizzazione e messa in pratica c’è differenza. Descrivere la norma è facilissimo, scrivere l’abnorma non è facile anzi, la comprensione è difficilissima (dovremmo avere conoscenza di tutto, non si può trascurare niente). Gadda dice che per arrivare alla comprensione bisogna conoscere tutto, ma come si fa? L’adesione di Gadda al Realismo è totale. “Sono un piccolo Zola di Lombardia, descrivo la mia società come lo faceva Zola a Parigi”. Il romanzo dello scrittore deve essere una realizzazione compiuta della società. Gadda non è uno scrittore rivoluzionario, lui è uno scrittore realista! Ma per rappresentare il reale deve tenere conto gli elementi e le complessità di tutto. Quando deve raccontare una cosa, scrive il suo punto di vista, poi di un altro e un altro ancora… queste realtà di intrecciano e poi si fondono e si combinano, infine si alterano. La descrizione della realtà è così. Lo scrittore entra in una situazione complessa, quindi l’unica cosa che può fare è sommare, aggiungere, nei libri di Gadda si trovano elenchi lunghissimi. Per Gadda è un’aspirazione alla verità, una tensione che ci fa percepire, piuttosto che un risultato. Rispetto Pirandello e Svevo, è un comportamento un po’ opposto. Il linguaggio, di conseguenza, non può essere standard. La parola deve rendere di questa complessità e molteplicità. Ci vuole una lingua antica, inattuale, che ha in sé tutto il peso della storia precedente. Oppure, ci vuole una lingua proiettata nel futuro piena di tecnicismi, che possono dare conto a tutte le caratteristiche dell’oggetto che vuole rappresentare.

accedere piccoli lussi (andare a mare, comprare le calze) per far avere a Mussolini ad avere un totale controllo, noi gli abbiamo permesso di farci fare la qualsiasi da lui, anche farci andare in guerra contro chi avevamo un’alleanza. Se noi sappiamo che ci sono queste latenze erotiche (ne parla perché sono legate alle pulsioni sessuali, lui parla della donna e delle soddisfazioni), avremmo tenuto gli occhi aperti.

2. Caos e ordine: Lo scrittore s'immerge in maniera quasi maniacale per accorrere questa corrente torbida di caos. Dall'altro lato, vi è il tentativo di mettervi ordine. Vi è l'idea che esistono più cause, concause, che generano quel vortice che attira verso di sé. Questa è l’idea della modernità novecentesca, della fisica quantistica in cui, se in una particella stabiliamo la velocità, non possiamo stabilire la massa e viceversa. Le concause portano alla teoria delle catastrofi ⇉ la goccia che fa traboccare il vaso. Es. del castello di carte. La realtà ad un certo punto raggiunge un livello di soglia tale che implode. Quanto detto, Gadda cerca di ricrearlo e metterlo in ordine in un giallo , cioè Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Ma è un giallo anomalo perché alla fine non si scopre né l’assassino né il movente. Se c'è un insieme di concause, non vi sono per l'appunto né assassino, né moventi. Sceglie il giallo per l'aspirazione di dare ordine. -IN BREVE:

  • vita come caso informe, pasticcio e garbuglio;
  • immersione maniacale e morbosa nel non-senso del particolare;
  • vortice delle infinite concause;
  • impulso di rifare il verso al barocco della vita, mimesi della stupidità umana:
  • aspirazione ingegneristica all’ordine per armonizzare realtà storica e sociale ↴
  • opera aperta ed enciclopedismo imperfetto - ciò ha due effetti: tendenza all'accumulazione (digressioni, elenchi anche caotici), e il corrispettivo di una visione enciclopedica imperfetta (cerca di inserire tutto dentro al romanzo);
  • ammirazione per romanzo ottocentesco (manzoniano) per visione organica mondo, ma impossibilità a realizzare tale ordine (lunghe digressioni centrifughe): andamento divagante e frammentario, incompiutezza. La cognizione del dolore-> romanzo autobiografico, in cui Gadda parla di sé stesso, ma cambia l’ambientazione. La trama è quella della sua vita e il personaggio principale, Don Gonzalo , è il suo ALTER EGO. Alcune informazioni sul romanzo in generale:  Pubblicato in parte su “Letteratura” nel 1938 e poi integralmente da Einaudi nel 1963 (anno di EFFETTIVA pubblicazione del romanzo)  -Si mescolano tutti gli stili e si avverte il dolore, la rabbia che prova lo scrittore.  - Inizia a comporlo dopo la morte della madre, nel 1936.  - Le vicende di tutte le sue opere sono molto complesse, ma costituite anche da vicende non collegate tra loro  - Gadda scrive il romanzo perché si trova solo: la madre è morta, la sorella si sposa e si trova di fronte ad un dolore, che è il dolore di tutto ciò che era accaduto nella sua vita. La madre non aveva mai superato la morte del figlio e si comportava come se stesse sopravvivendo (questa era la percezione di Gadda, perché in realtà era una donna che aveva fatto di tutto per i suoi figli).  - La scrittura ha un EFFETTO TERAPEUTICO , perché gli serve per rielaborare tutto il rapporto con la madre e il fratello. - Il romanzo per tanti anni è stato definito antifascista: ambientato in sud America, che nasconde la Brianza. In realtà fa delle analogie con la Lombardia. La descrizione è quella dei posti in cui ha sempre vissuto. Nel 1945 inizia a dire che il romanzo, nel 38, lo avevo composto contro il fascismo. Non è vero, è solo una cosa inventata. Il romanzo è solo per recuperare il rapporto con la madre e non ha niente a che fare con il fascismo.  - Gadda ambienta il romanzo in un altro luogo per oggettivare la realtà e distaccarsi da essa. In questo modo egli può esprimere più liberamente il suo disgusto nei confronti della società.

TEMI DEL ROMANZO:

CASA → uno dei temi principali del romanzo. Tutto il denaro della famiglia era stato impiegato per la costruzione di una villa. Nonostante tutti i problemi economici, la madre non riesce mai a vendere la villa, perché era un ricordo del marito. Preferiva privarsi di qualcosa, piuttosto che venderla. La casa diventa l’oggetto principale di odio per Gadda, perché a causa della casa egli non può fare lo scrittore e deve continuare a lavorare come ingegnere per pagare i debiti familiari. La casa ritorna sempre, poiché è anche il centro delle azioni. Freud dice che l’io si riflette sugli oggetti: traspone parte di sé stesso in un oggetto. La casa è il principale oggetto di CONSUSTANZIAZIONE NARCISISTICA → Narcisismo che toglie affetto, attenzione al figlio: l’attenzione data alla casa, non viene data al figlio. - “CUI NON RISERE PARENTES” → uno dei capitoli eliminati si chiama così e tratta un tema ricorrente. Significato: il bambino a cui i genitori non sorrisero. Gonzalo era questo bambino e non aveva mai conosciuto l’affetto, le cure materne e degli educatori. Due interpretazioni: (1) I genitori non gli avevano sorrisero, perché sono i genitori a non avere affetto. (2) I genitori non gli avevano sorrisero perché lui non aveva suscitato il riso, perché forse non era adatto e non aveva seguito le linee consigliate dai genitori e dalla società, che magari non volevano facesse lo scrittore. Ma anche per il fatto che non si è mai sposato. La madre sorride a tutti gli altri e accoglie nella villa i contadini, i figli dei contadini, con i quali è gentilissima. Mentre, da un lato, non ride al figlio, dall’altro ride agli altri.  MALE OSCURO → mix di sensazioni → è rabbia, strazio, pulsione di morte, ma è anche il quotidiano consumarsi della vita: lo scontrarsi con gli altri va a nutrire il male oscuro di Gonzalo, che è un essere pensante e al contrario di Alfonso Nitti, egli rifiuta tutto e si comporta male  GONZALO CONDANNA I PRONOMI PERSONALI → aspira ad un’unità: se dico io o tu, sto indicando un’unità definita e creo una distanza tra due entità definite. Il pronome crea un blocco, una distanza, che non c’è.  LA FIGURA DI GONZALO → il romanzo ruota attorno a questo personaggio. È un romanzo polifonico: le voci dei contadini su Gonzalo. La madre non vuole neanche stare a casa da sola con lui. Tutti parlano di Gonzalo, anche se essi non rappresentano dei personaggi veri e propri. Gonzalo vive in uno stato di perenne risentimento, soffre e le uniche due medicine di cui ha bisogno per lenire il suo tormento esistenziale sono il silenzio e la solitudine. Questa è una soluzione difensiva, che porta il personaggio a rinchiudersi nel privato. Letttura: È impossibile per Gonzalo comunicare il suo male, non ha nessuno con cui confidarsi, ma al tempo stesso il dottore del paese comprende che Gonzalo ha bisogno di parlare ed essere ascoltato, vuole attirare l’amore e le attenzioni degli altri ma non riesce. Lettura : il pronome, soprattutto l’io è il più lurido di tutti, aspira ad un’unità chiusa e definita, individuo barriere e creo distanza, nella realtà tutto è un incontro. Il pronome crea distanza, crea un blocco. Questa condanna dell’io è molto forte, i diversi io degli altri non hanno capito niente perché ognuno si comporta in maniera individuale e non va in comunione con nessuno. Nella condanna dell’io degli altri, si nasconde la condanna della madre. Gonzalo è il personaggio principale, il romanzo gira intorno a lui. Romanzo polifonico: prima parte è su ciò che dice la gente su di lui. Si parla della sua voracità, una volta aveva mangiato un pescespada interno (impossibile). Di lui si raccontano la percezione e sogni. Trama flebile. Un giorno entra un ladro, dicono di farsi l’abbonamento alla vigilanza, Gonzalo torna e caccia via l’unico contadino. L’indomani madre morta. Chi è stato? A Gadda non interessa. Il punto è la rappresentazione della complessità di questa realtà. Noi non possiamo saperlo. Dire che Gonzalo ha ucciso la madre è condannarlo, ma se lo merita? Ne siamo sicuri?