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Sintesi completa dell'autore Gadda ->chiesto spesso all'esame di letteratura italiana contemporanea. Punti essenziali per prepararti bene- Biografia/cognizione del dolore/enciclopedismo gaddiano
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Nato il 14 novembre 1893 a milano, visse un’infanzia e un’adolescenza tormentate: nel 1909 avvenne infatti l'evento che segnò la sua vita, la morte del padre. Convinto interventista e ufficiale degli alpini, in questi anni Gadda iniziò ad avvicinarsi alla scrittura: scrisse una serie di diari di guerra che vennero pubblicati nel 1955 e, in una redazione più ampia, nel 1965 con il titolo Giornale di guerra e prigionia. Benché attratto dalle materie umanistiche, per volontà della madre frequentò il Politecnico di Milano, laureandosi in Ingegneria Elettronica. Rancore verso la madre per la professione di ingegnere mai voluta]. Dopo la guerra seguì un periodo di profonda depressione, dovuto all’improvvisa morte del fratello. Si dedicò ancora per diversi anni alla professione di ingegnere quando, nel 1924, decise di assecondare le proprie attitudini e di iscriversi alla facoltà di Filosofia di Milano, superando tutti gli esami senza però mai discutere la tesi. ->approfondì anche lo studio della psicanalisi [= rapporto conflittuale coi genitori per il contrasto tra formazione universitaria scientifica e vocazione umanistica. L’apice del successo letterario venne però raggiunto da Gadda nel 1936 quando, in seguito alla morte della madre, iniziò a scrivere il romanzo La cognizione del dolore, pubblicato incompleto sulla rivista «Letteratura» tra il 1938 e il 1941 e che venne stampato solo nel 1963. Trasferitosi a Roma nel 1950, iniziò a lavorare per i programmi radiofonici della RAI e, negli stessi anni, si dedicò ad uno dei suoi capolavori, rimasto volutamente incompiuto: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957 ). Negli ultimi anni di vita, Gadda si concentrò sulla sistemazione di alcune opere e sulla saggistica. Morì a Roma il 21 maggio del 1973. All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e pluristilismo , creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo : le sue opere possono essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici –caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici.
I due poli attraverso cui si sviluppa la scrittura di Gadda sono:
1. Lingua e stile: Per Gadda e molti altri capire la poetica significa guardare allo stile dell'autore. Gadda è innovativo dal punto di vista stilistico. Il suo stile consiste nella capacità di mescolare dialetto, linguaggio quotidiano, lessico scientifico, latinismo, parole straniere. Mescola le lingue proprio come lo è la realtà. Uno degli autori di riferimento per Gadda era Manzoni : anche se quest'ultimo aveva cercato di creare una lingua unitaria e omogenea, Gadda agli antipodi si muove al contrario: fa parlare i suoi personaggi in dialetto, mettendo in risalto i pensieri e le
identità complesse. Abbiamo dialetto popolare, molisano, napoletano… quindi abbiamo l'uso del dialetto in direzione sociale inversa. [ scrive spesso in dialetto milanese, per noi troppo difficile e lontano. Ma appena si capiscono le chiavi di interpretazione dei suoi testi, Gadda è divertente e semplice da leggere, è cronologicamente più vicino a noi, affronta temi comici a no i molto vicini].
- IN BREVE:
accedere piccoli lussi (andare a mare, comprare le calze) per far avere a Mussolini ad avere un totale controllo, noi gli abbiamo permesso di farci fare la qualsiasi da lui, anche farci andare in guerra contro chi avevamo un’alleanza. Se noi sappiamo che ci sono queste latenze erotiche (ne parla perché sono legate alle pulsioni sessuali, lui parla della donna e delle soddisfazioni), avremmo tenuto gli occhi aperti.
2. Caos e ordine: Lo scrittore s'immerge in maniera quasi maniacale per accorrere questa corrente torbida di caos. Dall'altro lato, vi è il tentativo di mettervi ordine. Vi è l'idea che esistono più cause, concause, che generano quel vortice che attira verso di sé. Questa è l’idea della modernità novecentesca, della fisica quantistica in cui, se in una particella stabiliamo la velocità, non possiamo stabilire la massa e viceversa. Le concause portano alla teoria delle catastrofi ⇉ la goccia che fa traboccare il vaso. Es. del castello di carte. La realtà ad un certo punto raggiunge un livello di soglia tale che implode. Quanto detto, Gadda cerca di ricrearlo e metterlo in ordine in un giallo , cioè Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Ma è un giallo anomalo perché alla fine non si scopre né l’assassino né il movente. Se c'è un insieme di concause, non vi sono per l'appunto né assassino, né moventi. Sceglie il giallo per l'aspirazione di dare ordine. -IN BREVE:
CASA → uno dei temi principali del romanzo. Tutto il denaro della famiglia era stato impiegato per la costruzione di una villa. Nonostante tutti i problemi economici, la madre non riesce mai a vendere la villa, perché era un ricordo del marito. Preferiva privarsi di qualcosa, piuttosto che venderla. La casa diventa l’oggetto principale di odio per Gadda, perché a causa della casa egli non può fare lo scrittore e deve continuare a lavorare come ingegnere per pagare i debiti familiari. La casa ritorna sempre, poiché è anche il centro delle azioni. Freud dice che l’io si riflette sugli oggetti: traspone parte di sé stesso in un oggetto. La casa è il principale oggetto di CONSUSTANZIAZIONE NARCISISTICA → Narcisismo che toglie affetto, attenzione al figlio: l’attenzione data alla casa, non viene data al figlio. - “CUI NON RISERE PARENTES” → uno dei capitoli eliminati si chiama così e tratta un tema ricorrente. Significato: il bambino a cui i genitori non sorrisero. Gonzalo era questo bambino e non aveva mai conosciuto l’affetto, le cure materne e degli educatori. Due interpretazioni: (1) I genitori non gli avevano sorrisero, perché sono i genitori a non avere affetto. (2) I genitori non gli avevano sorrisero perché lui non aveva suscitato il riso, perché forse non era adatto e non aveva seguito le linee consigliate dai genitori e dalla società, che magari non volevano facesse lo scrittore. Ma anche per il fatto che non si è mai sposato. La madre sorride a tutti gli altri e accoglie nella villa i contadini, i figli dei contadini, con i quali è gentilissima. Mentre, da un lato, non ride al figlio, dall’altro ride agli altri. MALE OSCURO → mix di sensazioni → è rabbia, strazio, pulsione di morte, ma è anche il quotidiano consumarsi della vita: lo scontrarsi con gli altri va a nutrire il male oscuro di Gonzalo, che è un essere pensante e al contrario di Alfonso Nitti, egli rifiuta tutto e si comporta male GONZALO CONDANNA I PRONOMI PERSONALI → aspira ad un’unità: se dico io o tu, sto indicando un’unità definita e creo una distanza tra due entità definite. Il pronome crea un blocco, una distanza, che non c’è. LA FIGURA DI GONZALO → il romanzo ruota attorno a questo personaggio. È un romanzo polifonico: le voci dei contadini su Gonzalo. La madre non vuole neanche stare a casa da sola con lui. Tutti parlano di Gonzalo, anche se essi non rappresentano dei personaggi veri e propri. Gonzalo vive in uno stato di perenne risentimento, soffre e le uniche due medicine di cui ha bisogno per lenire il suo tormento esistenziale sono il silenzio e la solitudine. Questa è una soluzione difensiva, che porta il personaggio a rinchiudersi nel privato. Letttura: È impossibile per Gonzalo comunicare il suo male, non ha nessuno con cui confidarsi, ma al tempo stesso il dottore del paese comprende che Gonzalo ha bisogno di parlare ed essere ascoltato, vuole attirare l’amore e le attenzioni degli altri ma non riesce. Lettura : il pronome, soprattutto l’io è il più lurido di tutti, aspira ad un’unità chiusa e definita, individuo barriere e creo distanza, nella realtà tutto è un incontro. Il pronome crea distanza, crea un blocco. Questa condanna dell’io è molto forte, i diversi io degli altri non hanno capito niente perché ognuno si comporta in maniera individuale e non va in comunione con nessuno. Nella condanna dell’io degli altri, si nasconde la condanna della madre. Gonzalo è il personaggio principale, il romanzo gira intorno a lui. Romanzo polifonico: prima parte è su ciò che dice la gente su di lui. Si parla della sua voracità, una volta aveva mangiato un pescespada interno (impossibile). Di lui si raccontano la percezione e sogni. Trama flebile. Un giorno entra un ladro, dicono di farsi l’abbonamento alla vigilanza, Gonzalo torna e caccia via l’unico contadino. L’indomani madre morta. Chi è stato? A Gadda non interessa. Il punto è la rappresentazione della complessità di questa realtà. Noi non possiamo saperlo. Dire che Gonzalo ha ucciso la madre è condannarlo, ma se lo merita? Ne siamo sicuri?