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Battilani - Vacanze di pochi, vacanze di tutti - Storia economica del Turismo - 27-35, Appunti di Storia Economica

Storia economica del turismoBattilaniVacanze di pochi, vacanze di tutti

Tipologia: Appunti

2012/2013

Caricato il 16/03/2013

Waldeinsamkeit
Waldeinsamkeit 🇮🇹

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Il boom del Mediterraneo nel secondo dopoguerra
Emergono tre paesi per mare e sole e charter e auto Italia, Spagna e Grecia. Italia a differenza delle
altre due grande ruolo della domanda interna (Il miracolo accompagna) e meno di quella
internazionale
Il caso spagnolo
Il turismo come motore di crescita, attivo bilancia pagamenti, importazione beni strumentali,
agricoltura povera, paese ritardatario
Turismo attività recente di fatto inizia nel XIX secolo con scoperta del sud, terme, mare ma rimane
indietro per scarsità delle strutture e limitatezza rete ferroviaria
Primo dopoguerra Primo de Rivera 1923-29 interventismo per attirare domanda estera: ferrovia e
paradores
Da fine 800 inizia anche a emergere domanda locale: il caso di S. Sebastian frequentata dai reali
negli anni 80 casino e alberghi di lusso e poi golf, teatro e altre attrattive. Successo dovuto a
ferrovia, vicinanza alla Francia, amministrazione locale interventista
Il boom è nel secondo dopoguerra: 1951 1,3 milioni di arrivi 1990 50 milioni
Inizio anni 50 quattro mete: sole e discoteca (costa brava e Baleari), estivo nei mari freddi, Madrid e
Andalusia
1959 piano di stabilizzazione, fine autarchia, comunicazioni, ruolo dei tour operator inglesi e
tedeschi (Baleari e Canarie)
Sviluppo della costa del sol esteri più locali, da turismo di lusso a massa, scempi e poi tentativo di
riqualificazione
Il caso greco
Ruolo ancora più importante di capitali e domanda estera
Dal 1967 il regime dei colonnelli incentiva il turismo con infrastrutture e sgravi fiscali
Inizio anni 70 inizia lo sviluppo con due mete. Atene da un lato Corfu, rodi e Creta dall’altro. Il
ruolo dei tour operator, poco turismo locale
Anni 80 e 90 la modernizzazione, un difficile equilibrio, il ruolo degli aereoporti, le olimpiadi di
Atene
Dagli anni novanta emergono nuovi competitori nel Mediterraneo
Turchia: grandi alberghi e turismo internazionale
Croazia: piccole strutture e case
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Il boom del Mediterraneo nel secondo dopoguerra Emergono tre paesi per mare e sole e charter e auto Italia, Spagna e Grecia. Italia a differenza delle altre due grande ruolo della domanda interna (Il miracolo accompagna) e meno di quella internazionale Il caso spagnolo Il turismo come motore di crescita, attivo bilancia pagamenti, importazione beni strumentali, agricoltura povera, paese ritardatario Turismo attività recente di fatto inizia nel XIX secolo con scoperta del sud, terme, mare ma rimane indietro per scarsità delle strutture e limitatezza rete ferroviaria Primo dopoguerra Primo de Rivera 1923-29 interventismo per attirare domanda estera: ferrovia e paradores Da fine 800 inizia anche a emergere domanda locale: il caso di S. Sebastian frequentata dai reali negli anni 80 casino e alberghi di lusso e poi golf, teatro e altre attrattive. Successo dovuto a ferrovia, vicinanza alla Francia, amministrazione locale interventista Il boom è nel secondo dopoguerra: 1951 1,3 milioni di arrivi 1990 50 milioni Inizio anni 50 quattro mete: sole e discoteca (costa brava e Baleari), estivo nei mari freddi, Madrid e Andalusia 1959 piano di stabilizzazione, fine autarchia, comunicazioni, ruolo dei tour operator inglesi e tedeschi (Baleari e Canarie) Sviluppo della costa del sol esteri più locali, da turismo di lusso a massa, scempi e poi tentativo di riqualificazione Il caso greco Ruolo ancora più importante di capitali e domanda estera Dal 1967 il regime dei colonnelli incentiva il turismo con infrastrutture e sgravi fiscali Inizio anni 70 inizia lo sviluppo con due mete. Atene da un lato Corfu, rodi e Creta dall’altro. Il ruolo dei tour operator, poco turismo locale Anni 80 e 90 la modernizzazione, un difficile equilibrio, il ruolo degli aereoporti, le olimpiadi di Atene Dagli anni novanta emergono nuovi competitori nel Mediterraneo Turchia: grandi alberghi e turismo internazionale Croazia: piccole strutture e case

Gli sviluppi più recenti del turismo Una visione negativa del turismo di massa: desiderio di fuga con ricreazione di territorio simile ma con rifiuto del quotidiano Il turismo postmoderno: non più evasione ma ampliamento dell’esperienza, turista poliedrico con molte facce. Il turismo nel quotidiano (legami con deindustrializzazione, le città attrattive ecc.) Conseguenze di aumento redditi e cambiamento culturale: personalizzazione del prodotto turistico con riferimento alle “tribù verticali” Il turismo nel piccolo Come funziona il turismo a livello micro? E’ motore di crescita? Due esperienze diverse a confronto: Maldive e Seychelles Dati in comune: no tradizione turistica, il turismo arriva per tour operator e sforzi governi locali ma i modelli scelti sono diversi Maldive oltre 1000 isole e circa 200.000 abitanti, indipendenti dal 1965, musulmani e pesca, nel 1972 prima stazione balneare per iniziativa governativa dal 1978 tour operator con governo supervisore 1981 aereoporto internazionale di Male, individuazione atolli per fare i villaggi Principio della netta separazione turisti abitanti quindi si riduce l’impatto economico, meno tensioni sociali ma anche meno accumulazione know how e meno servizi peso ridotto del turismo sul pil Seychelles 94 isole 70.000 abitanti 1971 aereoporto internazionale Mahe turismo anni ’90 50% pil Principio opposto dell’integrazione: grande apertura culturale, cocktail etnico, 1976 indipendenti e tolleranza razziale Prima del turismo: pesca, cocco ed emigrazione per istruzione (ritorno con le borse) e lavori domestici Con turismo e integrazione servizi per tutti, paese ricco buon tenore di vita anche per scelta di turismo di lusso (no camping, ostelli e charter a poco prezzo) Elementi di debolezza: monocoltura turistica offerta solo mare e sole e quindi poca fidelizzazione (solo 1% ritorna) Turismo e sviluppo: il caso africano Il problema preliminare: il turismo può agire da fattore sostitutivo riequilibrando la bilancia dei pagamenti?

Da questa situazione difficile si riprendono Zimbabwe: flussi regionali africa del sud per parchi e natura Kenya: turismo internazionale, parchi ma molto di più mare (1999 66% presenze), turismo 12% pil Grandi sforzi governativi; 1965 aereoporto Mombasa, anni 70 rallentamento per shock petrolifero e conflitti nell’area 1979 aereoporto internazionale di Mombasa e arrivi tedeschi Due pilastri: apertura capitali stranieri non solo per quanto riguarda le strutture (fine anni ’80 78% alberghi costieri) ma anche per offerta (tour operator 60-80% posti) e stimolo all’occupazione e all’economia locale (Flamingo aurways) Cosa ostacola il decollo turistico Povertà: poco turismo locale, domanda internazionale, medio-alta, volatile, poco lavoro per i locali Instabilità politica e sociale Problemi igenico sanitari: malaria ma soprattutto l’Aids. I costi sociali e l’inurbamento Una nuova regione turistica: l’estremo oriente E’ cresciuta molto sviluppando molto il turismo anche per presenza di condizioni favorevoli e in particolare

  • Centri generatori di domanda per crescita redditi (prima Giappone, poi 4 tigri Hk, Cs, Sin, Tai e ora Cina) 65% dei flussi è intraregionale
  • Ruolo politiche di promozione dei paesi poveri dell’area che incrociano domanda paesi ricchi
  • Presenza di tradizione turistica
  • Contesto istituzionale favorevole a differenza dell’Africa Il ruolo del Giappone Pil pro capite a parità di potere d’acquisto (USA=100) 191 3

Gran Bretagna 83 66 71 74 Germania 54 39 72 76 Giappone 23 18 65 82 Francia 56 46 73 76 Italia 43 33 61 71 Spagna 23 21 43 41

Modello di industrializzazione caratterizzato da diversificazione e specializzazione flessibile Giappone preindustriale : raffinato ma chiuso ed isolazionista, con una struttura feudale ai cui vertici stavano i daymo, grandi feudatari , sotto i quali stava la casta dei samura i ex-militari e piccoli nobili, poi inurbati L’imperatore diviene una figura sacra e simbolica. A governare di fatto è lo shogun , la più alta carica militare, rimasta per secoli in mano alla famiglia Tokugawa Dal 1853 al 1858 le cannoniere americane forzano il blocco mantenuto dal Giappone e impongono trattati ineguali che obbligano il Giappone ad aprirsi e impongono dazi non maggiori del 5% Dopo un periodo di torbidi l’imperatore Mitsuhito apre l’epoca Meiji (governo illuminato) e dal 1868 impone una serie di importanti riforme dall’alto:

  • abolizione dello shogunato e dei residui feudali e restaurazione del potere imperiale
  • sostegno all’industrializzazione attraverso stabilimenti pilota, promozione dell’istruzione tecnica, tecnici dall’estero, introduzione di banche di tipo tedesco, riorganizzazione militare Si delinea quindi uno stato “sviluppista” in cui i samurai, persi gli appannaggi, vanno a formare la nuova élite dirigente e in cui la seta diviene lo staple product per eccellenza (consente di pagare le numerose importazioni perché il Giappone è povero di risorse) L’impresa giapponese Formazione degli zaibatsu (gruppi di imprese strettamente correlate a forte diversificazione con propri istituti di credito) governati da grandi famiglie di origini mercantili Dopo la II guerra mondiale, smantellamento degli zaibatsu , e sostituzione di gruppi simili ( keiretsu) , a proprietà diffusa Aspetti fondamentali di zaibatsu e keiretsu:
  • forte coesione e solidarietà fra le imprese e all’interno delle imprese fra dirigenti e maestranze
  • diversa organizzazione del lavoro: squadre di lavoro con mansioni intercambiabili
  • gestione decentralizzata della produzione a livello di officina
  • “azienda guida” che pianifica e controlla
  • flusso continuo di informazioni e tecnologia a tutti i livelli
  • flessibilità, spiegata dalla permanenza di produzioni di nicchia e mercato segmentato Il ruolo del Giappone nello sviluppo turistico

Alcuni problemi dello sviluppo turistico nei paesi in via di sviluppo

  • L’impatto ambientale: i turisti più sono più fanno guadagnare ma più distruggono (es. Sharm)
  • L’impatto culturale: il difficile equilibrio tra locale e globale
  • L’impatto sociale: non solo ricchezza ma anche problemi L’Italia un paese a turismo diffuso e dove c’è tutto : natura, arte, cultura Una grande tradizione turistica: pellegrinaggi e gran tour La falsa partenza termale del 400- Il lento affermarsi del turismo moderno
  • Importanza dell’unificazione e delle ferrovie
  • Fenomeno ancora aristocratico e alto borghese per ritardo industrializzzazione, pochi ceti medi, poca urbanizzazione (sanremo 1905 albergo più economico 8 lire salario operaio 2 lire al giorno)
  • Crescono luoghi legati al turismo internazionale
  • Importanza per bilancia pagamenti ma non politica
  • Ruolo di società ferroviarie e dell’associazionismo privato 1863 CAI 1894 TCI Tra unità e prima guerra mondiale si sviluppa soprattutto il turismo termale C’è tradizione ma poco sfruttata solo 8% località con stabilimenti (oggi 155 stabilimenti) Si importa il modello del loisir con classica triade: grand hotel, stabilimento termale, strutture di divertimento Ma è più regionale che internazionale per sfasatura temporale Cosa serve per affermarsi? Amministrazione locale attiva Imprenditori locali o esterni disposti a investire Legami con l’università La ripartenza delle località toscane
  • Bagni di Pisa 1742-1766 riorganizzazione strutture termale e ricettiva (bonifica, sala da ballo ecc.) clientela locale, no loisir, solo alloggio Raccolgono i frutti nell’800 grazie anche a ruolodello Stato (importanza del turismo e investimenti)
  • Montecatini 1765-1784 bonifica e nuove trrem leopoldine poi crisi e ripres a metà 800
  • Bagni di Lucca a inizio 800 ristrutturazione ma soprattutto gioco. Declina da metà 800 Terme della Toscana TERME TOSCANA La situazione turistica italiana alla vigilia della prima guerra mondiale La belle epoque è il periodo d’oro delle terme: da 100.000 visitatori nel 1868 a oltre 400.000 nel 1907 Si colma il divario con l’estero Le terme si affermano anche dove c’è altro (Courmayeur, Merano, Riva del Garda) e chi non investe sparisce Nel 1907 una indiscussa capitale Montecatini e una corona di centri di eccellenza: S. Pellegrino, Recoaro, Abano, zona di Napoli (il caso di Ischia fino al 1883) Il caso più clamoroso è però quello di Salsomaggiore dove non c’è tradizione
  • Vicinanza a Milano e collegamenti
  • Amministrazione interventista: viali, giardini, infrastrutture
  • Legami con l’università di Parma Il ritardo della montagna Il turismo balneare

Il turismo balneare

  • Mete turisti stranieri (Liguria, costiera, Taormina e Lido): soprattutto turismo invernale o primaverile, grandi alberghi, inglesi, nordamericani (golf house, british club, english library ecc.) e tedeschi. In estate inizianoad aprirsi al turismo locale
  • Mete turismo estivo italiano: costa tirrenica e adriatica (quella più economica, parte nord poco sfruttata Romagna molto). Inizio anni 30 tra Cervia e Cattolica 220 alberghi tra Pegli e Bordighera 230). Accanto ai luoghi top tanti piccoli centri. La Romagna punta subito su classi medio basse 1929 a Viareggio 62% presenze alberghi 1 e 2 categoria a Cesenatico il 9%
  • Turismo locale domenicale dai luoghi limitrofi in particolare al sud dove mancano infrastrutture e alberghi Turismo montano e lacuale Primo significativo sviluppo (albeghi in VA da 73 1919 a 156 1936) Decollo sport invernali per impianti di risalita Cortina 1926, Sestriere 1932 Stazioni di prima generazione intorno al nucleo originario di un villaggio Turismo lacuale pesa poco in percentuale ma molti stranieri. Concorrenza di aree meglio attrezzate come il lago di Lugano Turismo termale Sempre più luogo di cura per termalismo sociale e concorrenza mare Importanza della legislazione: legge 1923 su invalidità che concede terapie idrotermali, legge 1935 estende tali cure e da facoltà all’Inps di gestire direttamente stabilimenti, contratti di lavoro 1936- inseriscono anche le cure termali Clientela in prevalenza locale, stazioni in genere piccole, al top Montecatini e Salsomaggiore I perché della crescita della domanda interna che resta però ancora medio alta (15 giorni in pensione costano ancora a testa circa 280 lire che è salario mensile di un operaio). Nonostante il periodo di difficoltà economiche la crescita del turismo è trainata da
  • Avanzata dell’industrializzazione e urbanizzazione
  • Promozione da parte dello stato: treni popolari a partire dal 1931, gite domenicali, opera nazionale del dopolavoro (1925), colonie, infrastrutture
  • Disponibilità di tempo libero: riduzione orario di lavoro, 1919-20 8 ore e ferie pagate

Non c’è ancora turismo di massa ma si sono poste le basi. Nel 1934 Italia è al terzo posto al mondo per entità delle entrate turistiche Lo sviluppo del secondo dopoguerra 1994 italia ancora la terzo posto quindi dimostra di poter tenere testa anche per la sua non comune dotazione di risorse naturali e artistiche La conferma di importanti flussi di stranieri anche diversificati Il turismo balneare Traina la crescita fino agli anni 70 e attira molti stranieri Anche se ci sono luoghi con prezzi più bassi l’Italia è l’unica con un minimo di strutture turistiche e offerta diversificata Le cose iniziano a cambiare a metà anni 60 per competitori che cercano di occupare segmento medio basso forti di: prezzi più bassi, condizioni migliori per l’azione dei tour operator, voli che annullano distanze. Inoltre insoddisfazione per qualità alberghi italiani e per incapacità di diversificare itinerari tradizionali L’Italia inizia quindi a perdere quote di mercato a favore di Spagna, Grecia, Yugoslavia (arrivi area Mediterranea 1956 Italia 79% 1960 73% 1965 58% 1987 44% Spagna è ormai al 40% crescono i quantitativi 1956 16 milioni 1987 120) Anni 70 vera e propria stagnazione e inizio di ristrutturazione con diminuzione n. esercizi, aumento dimensione media, miglioramenti qualitativi Restano però soprattutto imprese medio-piccole e singole e quindi debolezza di fronte a tour operator e poco marketing. Si cerca di rimediare con l’associazionismo e diversificando offerta Turismo montano Grande crescita legata al deciso affermarsi dello sci Grande sviluppo degli impianti e dei comprensori (via lattea, Dolomiti superski ecc.) Il grande peso delle seconde case soprattutto in VA Il turismo culturale Una occasione sprecata e un andamento stagnante. Come mai? Gestione dei beni culturali inadeguata Mancanza di una politica integrata