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Storia economica del turismoBattilaniVacanze di pochi, vacanze di tutti
Tipologia: Appunti
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Il boom del Mediterraneo nel secondo dopoguerra Emergono tre paesi per mare e sole e charter e auto Italia, Spagna e Grecia. Italia a differenza delle altre due grande ruolo della domanda interna (Il miracolo accompagna) e meno di quella internazionale Il caso spagnolo Il turismo come motore di crescita, attivo bilancia pagamenti, importazione beni strumentali, agricoltura povera, paese ritardatario Turismo attività recente di fatto inizia nel XIX secolo con scoperta del sud, terme, mare ma rimane indietro per scarsità delle strutture e limitatezza rete ferroviaria Primo dopoguerra Primo de Rivera 1923-29 interventismo per attirare domanda estera: ferrovia e paradores Da fine 800 inizia anche a emergere domanda locale: il caso di S. Sebastian frequentata dai reali negli anni 80 casino e alberghi di lusso e poi golf, teatro e altre attrattive. Successo dovuto a ferrovia, vicinanza alla Francia, amministrazione locale interventista Il boom è nel secondo dopoguerra: 1951 1,3 milioni di arrivi 1990 50 milioni Inizio anni 50 quattro mete: sole e discoteca (costa brava e Baleari), estivo nei mari freddi, Madrid e Andalusia 1959 piano di stabilizzazione, fine autarchia, comunicazioni, ruolo dei tour operator inglesi e tedeschi (Baleari e Canarie) Sviluppo della costa del sol esteri più locali, da turismo di lusso a massa, scempi e poi tentativo di riqualificazione Il caso greco Ruolo ancora più importante di capitali e domanda estera Dal 1967 il regime dei colonnelli incentiva il turismo con infrastrutture e sgravi fiscali Inizio anni 70 inizia lo sviluppo con due mete. Atene da un lato Corfu, rodi e Creta dall’altro. Il ruolo dei tour operator, poco turismo locale Anni 80 e 90 la modernizzazione, un difficile equilibrio, il ruolo degli aereoporti, le olimpiadi di Atene Dagli anni novanta emergono nuovi competitori nel Mediterraneo Turchia: grandi alberghi e turismo internazionale Croazia: piccole strutture e case
Gli sviluppi più recenti del turismo Una visione negativa del turismo di massa: desiderio di fuga con ricreazione di territorio simile ma con rifiuto del quotidiano Il turismo postmoderno: non più evasione ma ampliamento dell’esperienza, turista poliedrico con molte facce. Il turismo nel quotidiano (legami con deindustrializzazione, le città attrattive ecc.) Conseguenze di aumento redditi e cambiamento culturale: personalizzazione del prodotto turistico con riferimento alle “tribù verticali” Il turismo nel piccolo Come funziona il turismo a livello micro? E’ motore di crescita? Due esperienze diverse a confronto: Maldive e Seychelles Dati in comune: no tradizione turistica, il turismo arriva per tour operator e sforzi governi locali ma i modelli scelti sono diversi Maldive oltre 1000 isole e circa 200.000 abitanti, indipendenti dal 1965, musulmani e pesca, nel 1972 prima stazione balneare per iniziativa governativa dal 1978 tour operator con governo supervisore 1981 aereoporto internazionale di Male, individuazione atolli per fare i villaggi Principio della netta separazione turisti abitanti quindi si riduce l’impatto economico, meno tensioni sociali ma anche meno accumulazione know how e meno servizi peso ridotto del turismo sul pil Seychelles 94 isole 70.000 abitanti 1971 aereoporto internazionale Mahe turismo anni ’90 50% pil Principio opposto dell’integrazione: grande apertura culturale, cocktail etnico, 1976 indipendenti e tolleranza razziale Prima del turismo: pesca, cocco ed emigrazione per istruzione (ritorno con le borse) e lavori domestici Con turismo e integrazione servizi per tutti, paese ricco buon tenore di vita anche per scelta di turismo di lusso (no camping, ostelli e charter a poco prezzo) Elementi di debolezza: monocoltura turistica offerta solo mare e sole e quindi poca fidelizzazione (solo 1% ritorna) Turismo e sviluppo: il caso africano Il problema preliminare: il turismo può agire da fattore sostitutivo riequilibrando la bilancia dei pagamenti?
Da questa situazione difficile si riprendono Zimbabwe: flussi regionali africa del sud per parchi e natura Kenya: turismo internazionale, parchi ma molto di più mare (1999 66% presenze), turismo 12% pil Grandi sforzi governativi; 1965 aereoporto Mombasa, anni 70 rallentamento per shock petrolifero e conflitti nell’area 1979 aereoporto internazionale di Mombasa e arrivi tedeschi Due pilastri: apertura capitali stranieri non solo per quanto riguarda le strutture (fine anni ’80 78% alberghi costieri) ma anche per offerta (tour operator 60-80% posti) e stimolo all’occupazione e all’economia locale (Flamingo aurways) Cosa ostacola il decollo turistico Povertà: poco turismo locale, domanda internazionale, medio-alta, volatile, poco lavoro per i locali Instabilità politica e sociale Problemi igenico sanitari: malaria ma soprattutto l’Aids. I costi sociali e l’inurbamento Una nuova regione turistica: l’estremo oriente E’ cresciuta molto sviluppando molto il turismo anche per presenza di condizioni favorevoli e in particolare
Gran Bretagna 83 66 71 74 Germania 54 39 72 76 Giappone 23 18 65 82 Francia 56 46 73 76 Italia 43 33 61 71 Spagna 23 21 43 41
Modello di industrializzazione caratterizzato da diversificazione e specializzazione flessibile Giappone preindustriale : raffinato ma chiuso ed isolazionista, con una struttura feudale ai cui vertici stavano i daymo, grandi feudatari , sotto i quali stava la casta dei samura i ex-militari e piccoli nobili, poi inurbati L’imperatore diviene una figura sacra e simbolica. A governare di fatto è lo shogun , la più alta carica militare, rimasta per secoli in mano alla famiglia Tokugawa Dal 1853 al 1858 le cannoniere americane forzano il blocco mantenuto dal Giappone e impongono trattati ineguali che obbligano il Giappone ad aprirsi e impongono dazi non maggiori del 5% Dopo un periodo di torbidi l’imperatore Mitsuhito apre l’epoca Meiji (governo illuminato) e dal 1868 impone una serie di importanti riforme dall’alto:
Alcuni problemi dello sviluppo turistico nei paesi in via di sviluppo
Il turismo balneare
Non c’è ancora turismo di massa ma si sono poste le basi. Nel 1934 Italia è al terzo posto al mondo per entità delle entrate turistiche Lo sviluppo del secondo dopoguerra 1994 italia ancora la terzo posto quindi dimostra di poter tenere testa anche per la sua non comune dotazione di risorse naturali e artistiche La conferma di importanti flussi di stranieri anche diversificati Il turismo balneare Traina la crescita fino agli anni 70 e attira molti stranieri Anche se ci sono luoghi con prezzi più bassi l’Italia è l’unica con un minimo di strutture turistiche e offerta diversificata Le cose iniziano a cambiare a metà anni 60 per competitori che cercano di occupare segmento medio basso forti di: prezzi più bassi, condizioni migliori per l’azione dei tour operator, voli che annullano distanze. Inoltre insoddisfazione per qualità alberghi italiani e per incapacità di diversificare itinerari tradizionali L’Italia inizia quindi a perdere quote di mercato a favore di Spagna, Grecia, Yugoslavia (arrivi area Mediterranea 1956 Italia 79% 1960 73% 1965 58% 1987 44% Spagna è ormai al 40% crescono i quantitativi 1956 16 milioni 1987 120) Anni 70 vera e propria stagnazione e inizio di ristrutturazione con diminuzione n. esercizi, aumento dimensione media, miglioramenti qualitativi Restano però soprattutto imprese medio-piccole e singole e quindi debolezza di fronte a tour operator e poco marketing. Si cerca di rimediare con l’associazionismo e diversificando offerta Turismo montano Grande crescita legata al deciso affermarsi dello sci Grande sviluppo degli impianti e dei comprensori (via lattea, Dolomiti superski ecc.) Il grande peso delle seconde case soprattutto in VA Il turismo culturale Una occasione sprecata e un andamento stagnante. Come mai? Gestione dei beni culturali inadeguata Mancanza di una politica integrata