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VACANZE DI POCHI, VACANZE DI TUTTI, Patrizia Battilani, Appunti di Sociologia

analisi del manuale "vacanze di pochi, vacanze di tutti, Patrizia Battilani"

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 25/03/2021

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Vacanze di pochi, vacanze di tutti di Patrizia Battilani
Introduzione
Inizialmente il viaggio era concepito solo a scopo religioso come i pellegrinaggi, che oltre il dovere
morale era anche imposizione di legge,
il Grand Tour invece determinava l’appartenenza ad uno stato sociale. Nel 900 quando gli arrivi
turistici aumentarono, i luoghi cambiarono volto.
Il 900 diventa il simbolo del turismo di massa in cui periodo si possono trovare prodotti
standardizzati con tutte le comodità.
L’unica figura scomparsa è l’esploratore in quanto non ci sono più terre da esplorare.
La democratizzazione è pertanto il cambiamento che segue lo sviluppo del viaggio che lo porta ad
essere la pratica del turismo. All’inizio il turismo era un fenomeno elitario per poi passare ad una
pratica di massa. Il turismo è da sempre un fattore fondamentale in quanto è portatore di
interesse per l’economia.
Vi è una suddivisione cronologica del turismo:
1. Il Prototurismo: è il periodo romano che precede il turismo vero e proprio. Con i romani si
presenta l’idea di villeggiatura e di benessere ed è l’epoca contraddistinta in quanto non ci
sono strutture specializzate. Nel medioevo questo tipo di turismo scompare per dare spazio
al pellegrinaggio e finisce nella metà del 700 con l’inizio del turismo di massa.
2. Il turismo moderno: ci si muove per il piacere di viaggiare. Con il grand tour il viaggio non
ha più motivazioni religiose ed economiche. È sempre un fenomeno elitario ma cominciano
a comparire le prime strutture specializzate. La fase inizia in Gran Bretagna nel 1870 con la
rivoluzione industriale ed è una fase lunghissima in cui poniamo la nascita delle prime
strutture, dei servizi e delle motivazioni di viaggio.
3. Il turismo di massa: diventa il bene di consumo alla portata di tutti i ceti sociali e quindi i
servizi si diversificano. Per questo troviamo la contrapposizione tra tour operator che
standardizzano il prodotto e gli operatori locali che differenziano il prodotto a favore della
tradizione locale. Il numero di persone in movimento si amplia e si allarga l’orizzonte del
turismo ad un fenomeno globale ‘tutti e dappertutto’ soprattutto nel dopoguerra.
4. Il turismo postmoderno: è quello che stiamo vivendo poiché ogni stazione è stata raggiunta
dal turismo elitario e da quello di massa.
nasce nel 1920 a basso costo e si diversifica in turismo enogastronomico, ecologico etc.
si instaura la figura turismo-teatro, in cui il turista è un attore e non solo sceglie i servizi ma
anche l scenografia. Quello che accomuna i turisti non è solo più la classe o la capacità di
spesa, ma l’esperienza che vogliono vivere.
Dal turismo di massa ci si pone il problema ambientale e sull’impatto sociale avente sulle comunità
residenti che devono condividere i loro spazzi con migliaia di persone culturalmente diverse e con
molti soldi. Le attività turistiche hanno creato problemi di marginalizzazione delle comunità
soprattutto nei paesi poveri.
Capitolo 1
I fattori di spinta del turismo: (il prof ha messo anche fattore culturale)
1. Il reddito o il fattore economico:
il turismo per svilupparsi ha bisogno di un tenore di vita medio-alto. La spesa turistica
diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia. Soprattutto con
l’industrializzazione e con i capitalisti aumenta il tenore di vita.
Il regno unito ad esempio nasce con un turismo elitario, ma con l’aumento di retribuzione
die lavoratori si crea un flusso turistico verso nuove destinazioni.
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Vacanze di pochi, vacanze di tutti di Patrizia Battilani Introduzione Inizialmente il viaggio era concepito solo a scopo religioso come i pellegrinaggi, che oltre il dovere morale era anche imposizione di legge, il Grand Tour invece determinava l’appartenenza ad uno stato sociale. Nel 900 quando gli arrivi turistici aumentarono, i luoghi cambiarono volto. Il 900 diventa il simbolo del turismo di massa in cui periodo si possono trovare prodotti standardizzati con tutte le comodità. L’unica figura scomparsa è l’esploratore in quanto non ci sono più terre da esplorare. La democratizzazione è pertanto il cambiamento che segue lo sviluppo del viaggio che lo porta ad essere la pratica del turismo. All’inizio il turismo era un fenomeno elitario per poi passare ad una pratica di massa. Il turismo è da sempre un fattore fondamentale in quanto è portatore di interesse per l’economia. Vi è una suddivisione cronologica del turismo:

  1. Il Prototurismo: è il periodo romano che precede il turismo vero e proprio. Con i romani si presenta l’idea di villeggiatura e di benessere ed è l’epoca contraddistinta in quanto non ci sono strutture specializzate. Nel medioevo questo tipo di turismo scompare per dare spazio al pellegrinaggio e finisce nella metà del 700 con l’inizio del turismo di massa.
  2. Il turismo moderno: ci si muove per il piacere di viaggiare. Con il grand tour il viaggio non ha più motivazioni religiose ed economiche. È sempre un fenomeno elitario ma cominciano a comparire le prime strutture specializzate. La fase inizia in Gran Bretagna nel 1870 con la rivoluzione industriale ed è una fase lunghissima in cui poniamo la nascita delle prime strutture, dei servizi e delle motivazioni di viaggio.
  3. Il turismo di massa: diventa il bene di consumo alla portata di tutti i ceti sociali e quindi i servizi si diversificano. Per questo troviamo la contrapposizione tra tour operator che standardizzano il prodotto e gli operatori locali che differenziano il prodotto a favore della tradizione locale. Il numero di persone in movimento si amplia e si allarga l’orizzonte del turismo ad un fenomeno globale ‘tutti e dappertutto’ soprattutto nel dopoguerra.
  4. Il turismo postmoderno: è quello che stiamo vivendo poiché ogni stazione è stata raggiunta dal turismo elitario e da quello di massa. nasce nel 1920 a basso costo e si diversifica in turismo enogastronomico, ecologico etc. si instaura la figura turismo-teatro, in cui il turista è un attore e non solo sceglie i servizi ma anche l scenografia. Quello che accomuna i turisti non è solo più la classe o la capacità di spesa, ma l’esperienza che vogliono vivere. Dal turismo di massa ci si pone il problema ambientale e sull’impatto sociale avente sulle comunità residenti che devono condividere i loro spazzi con migliaia di persone culturalmente diverse e con molti soldi. Le attività turistiche hanno creato problemi di marginalizzazione delle comunità soprattutto nei paesi poveri. Capitolo 1 I fattori di spinta del turismo: (il prof ha messo anche fattore culturale)
  5. Il reddito o il fattore economico: il turismo per svilupparsi ha bisogno di un tenore di vita medio-alto. La spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia. Soprattutto con l’industrializzazione e con i capitalisti aumenta il tenore di vita. Il regno unito ad esempio nasce con un turismo elitario, ma con l’aumento di retribuzione die lavoratori si crea un flusso turistico verso nuove destinazioni.

Lo statistico Engel nel 1857 pubblica uno studio nel quale afferma che più una famiglia è povera più spende in alimenti, più uno stato è ricco meno spende in alimenti nella spesa totale che viene quindi incrementati da altri fattori come il turismo. Altro fattore che ha inciso è il prezzo relativo legato alle svalutazioni o rivalutazioni della moneta con una funzione competitiva (Italia vs ex Jugoslavia perché più competitiva).

  1. Il tempo libero: la nascita e l’affermarsi del turismo sono collegate al tempo libero. Presso gli antichi romani il tempo libero era assegnato secondo una concezione sociale, quindi solo al cittadino nobile era riconosciuto l’otium ed essi andavano fuori dalla città nelle ville. La cultura dell’ozio fino al turismo di massa è un fenomeno per l’elite. Nell’alto medioevo invece l’otium viene considerato un vizio umano ed è solo il lavoro a conferire dignità all’uomo. In questo periodo infatti l’unica forma di turismo è il pellegrinaggio a scopo religioso. Fino al 700 l’ozio era riconosciuto sono agli aristocratici che generalmente si dedicavano alla caccia, ai balli, al teatro, contrapposti alle persone povere o di basso rango che si dedicavano alle fiere, alle sagre o alle grandi bevute. Il riconoscimento del tempo libero alla classe operaia fu proprio una lottab pe ril riconoscimento morale. Nel periodo industriale il tempo libero era ancora poco e solo nel 1919 con l’organizzazione mondiale dei lavoratori la durata della giornata die lavoratori passa a 8 ore. Per la retribuzione delle ferie ci sono grandi differenze tra Europa e Stati uniti. In Italia si adottò una legislazione che estendeva l’obbligo delle ferie retribuite. Negli Stati Uniti invece non vi sono riconoscimenti legislativi ma la retribuzione delle ferie era la scelta di ogni singola azienda. Alla fine degli anni 30 gli statunitensi avevano 1 settimana di ferie e gli europei ben 2. Nel 900 emerge quindi la riduzione del tempo lavorativo e la progressiva scomparsa delle ferie pagate.
  2. Il fattore culturale: vi è grande importanza data alla cultura medica che consiglia pratiche turistiche come il mare o le terme. I consigli dei medici portano proprio alla nascita del turismo balneare non come lo concepiamo oggi, e al turismo termale. La vacanza al mare nel 700 si trascorreva sempre nei luoghi freddi e tramite una pratica di immersione nell’acqua fredda le persone avevano benefici. Quando cambia il consiglio medico cambia anche l’offerta turistica. Ad esempio nel 1920 si inizia a consigliare di andare al mare d’estate, nel mediterraneo e di esporsi al sole. Così cambia il trend. I fattori che hanno stimolato lo sviluppo dell’offerta di servizi turistici:
  3. Il ruolo dell’intervento pubblico: quando si compra o si offre una vacanza si usufruisce di un insieme di beni come la mobilità, il pernottamento, il trasporto etc. questo insieme di servizi è avvenuto con 3 modelli: in Europa è particolarmente diffuso il community model secondo qui il pacchetto è caratterizzato dall’assemblaggio di prodotti di numerosi attori sul territorio in America si è diffuso il corporate model secondo cui il complesso di servizi è creato da una unica grande impresa. In Francia il modello è lo state and community model secondo cui gli attori vengono affiancati dallo stato centrale. Si può affermare che il turismo diventa importante dove avvengono investimenti privati con sensibilità da parte delle amministrazioni locali. L’interesse da parte dello stato verso la sfera

 Il turista: è l’attore chiave del sistema, adotta dei comportamenti e richiede al territorio dei servizi di alto livello. Il suo comportamento è cambiato nel corso del tempo ed è un attore in costante movimento.  I servizi: abbiamo servizi ricettivi, di accoglienza e di trasporto. Ma vi sono anche servizi come la ristorazione.  Il turismo è immagine: fino al turismo moderno la promozione del turismo è fondamentale per creare l’immagine turistica formata da:

  1. attrattive: naturali o artificiali ovvero costruite dall’uomo a livello culturale, architettonico.
  2. Qualità del servizio: si valuta tramite un aspetto tecnico e uno soggettivo.
  3. Comunicazione e promozione: oggi il canale di promozione oltre ai cataloghi è il web. E serve una strategia comunicativa che deve aggiornarsi al cambiare delle esigenze turistiche.
  4. Qualità e varietà dei servizi: il servizio turistico è composto dalla parte tangibile come la struttura alberghiera e la parte intangibile ovvero l’esperienza offerta al turista come la vista che ho dall’albergo. Quando vi è il servizio turistico ho le attese di consumare il servizio e la soddisfazione appena ho usufruito del servizio. La valutazione del servizio erogato è soggettiva che è costruita anche in base alle esperienze che ho già avuto (se non ho mai mangiato in un ristorante stellato e ci vado per la prima volta mi sembrerà buonissimo. Se invece vado dopo aver già provato in altri ristoranti avrò un'altra esperienza e un altro giudizio). Il servizio non può essere immagazzinato, non ho materiale da mettere in magazzino. Ad esempio le camere d’albergo se non le affitto tutte non posso recuperare il guadagno delle camere perse. Il servizio turistico non è un bene di proprietà perché non compro l’aereo o l’albergo ma ho il possesso per tempo determinato. Non posso trasportare il servizio turistico, il servizio viene consumato sul posto in cui viene erogato. Capitolo 2 Prima fase del Preturismo e Grand Tour (PROTOTURISMO). Alla base vi è il viaggio. Nel medioevo ci sono 3 categorie di viaggianti:  Il mercante  Il militare  Il pellegrino Il vero indicatore di turismo e quello di viaggio di conoscenza con il Grand Tour: è un viaggio di formazione di tipo culturale, artistico e umano. La meta principale era L’Italia e il soggiorno durava anche anni. Il viaggio era organizzato da giovani accompagnati dal maestro che rappresentava la loro guida. È una scuola di vita perché il giovane si allontana per la prima volta dalla famiglia. Il Grand tour ha origine nel xvi secolo e nel 700 vi sono dei cambiamenti. Non è più un viaggio culturale, a causa economica pochi possono fare il viaggio, cambia la fascia d’età sui 30\40 anni, il viaggio diventa sempre più veloce grazie anche alle maggiori facilità nello spostamento con la diffusione delle ferrovie. Il Grand Tour definisce uno spostamento di sviluppo che va da nord a sud in quanto si va sempre verso luoghi caldi e verso il mediterraneo. Per gli Inglesi non aver praticato il viaggio in Italia e il Grand Tour, definisce uno stato inferiore a livello culturale. Nei ritratti spesso i nobili inserivano oggetti per fare sapere di aver partecipato al Grand Tour:

‘ritratto del barone di Dunstanville’: è un ritratto da studio in cui sono riportati simboli del Grand Tour: l’abito è del 700, alle spalle vi è il paesaggio romano e il barone ha in mano una cartina dell’Italia come rappresentato anche nel ritratto del visconte Le Wisham. Da Nizza a Torino è invece una guida dettagliata di viaggio del Grand Tour dell’800. I viaggiatori al tempo dei Grand Tour si servivano delle locande per soggiornare che spesso avevano costi elevatissimi. Questo rappresenta il concetto materiale secondo cui spesso chi viaggiava veniva accolto in loco da altri nobili creando una catena di scambio. In Italia vi erano diversi tipi di strutture come gli alberghi di lusso a Roma vs quelli in periferia di infima categoria. (viaggio materiale approfondito nel capitolo 8). Il pre-turismo o prototurismo di conclude con la rivoluzione industriale. In questa fase le persone che viaggiano sono molto poche anche perché vi sono pochi servizi e poche imprese che li forniscono. Capitolo 3 Il turismo moderno Le città termali inglesi: il Grand tour era la tappa per gli aristocratici inglesi ed erano soliti trascorrerlo in campagna su invito di altri aristocratici. non esisteva ancora la divisione tra luoghi dell’ozio e luoghi lavorativi. L’invenzione delle città di villeggiatura partirà nella seconda metà del 600 in Inghilterra segnando il passaggio al turismo moderno. Da questo momento si richiede la presenza di strutture professionali per ricevere e intrattenere gli ospiti. I luoghi di incontro diventano quindi centri urbani e non più campagne in cui sono presenti strutture per la socializzazione. Il primo esempio di turismo moderno fu quello termale che nacque in Gran Bretagna verso la fine Seicento. Lo stabilimento termale non rappresentava una novità visto che venne realizzato dagli antichi romani e i bagni godevano di grande reputazione soprattutto perché le donne dicevano di aver trovato la soluzione contro la sterilità. Nel Duecento i bagni divennero famosi anche come elemento curativo e l’acqua essendo collegata al volere divino, divenne un’espressione di culto cattolico. Nel 1534 con Enrico VIII fu vietato l’utilizzo delle terme proprio perché riportavano il culto della chiesa. Alla fine del 500 venne cancellato tale divieto e si avvio un percorso di promozione delle fonti termali. In Inghilterra la città d’acqua per antonomasia è Bath in cui l’elemento medico-curativo rimase predominante ma mancavano numero servizi e strutture ricettive. All’inizio del 600 si intensificarono gli investimenti amministrativi e nel 1660 Bath si presenta con 24 locande e 28 pensioni e incominciarono ad esserci i primi stabilimenti intorno alle fonti con locali per il tempo libero e di viali alberati. L’innovazione degli inglesi non fu in sé il turismo termale, ma trasformarono questi centri di cura in città del loisir cioè luoghi specializzati nel ricevere e far divertire i turisti. In particolare furono 3 le strutture che trasformarono il centro in villeggiatura: parco termale, strutture ricreative e alberghi di grande dimensione. Nel 1770 tale luogo iniziava ad essere frequentato dai commercianti. Il successo di Bath avvenne anche grazie alla posizione geografica ma nel 1830 si trasformo in semplice città di cura per anziani e invalidi. Il suo declino ovvero il cambiamento della clientela è collegato al passaggio delle mode. Verso la fine del 700 le vacanze termali vennero esportate nell’Europa continentale soprattutto nella località Spa. Il fascino dei mari freddi:

mondanità che troverà forma nel 1820 con la creazione della ‘Promenade Des Anglais’ luogo in cui i turisti esaltavano la loro posizione sociale. Erano presenti 3 città:  Città vecchia con il porto che non attirava i turisti  Città residenziale con il castello, il fiume e il monte abitata da aristocratici  Città nuova occupata dagli Hivernants I turisti portano ricchezza in quanto le persone del luogo lavorano per offrire loro i servizi necessari ma allo stesso tempo la presenza dei turisti cambia il territorio. Nasce l’idea di ENCLAVE ovvero la separazione tra turisti e residenti e si diffonde poi con il turismo di massa. I rapporti tra turisti e residenti sono solo di natura economica. Il sole e il mediterraneo: alla fine del 700 pittori e scrittori romantici crearono una nuova immagine delle coste del mediterraneo e la diffusero in tutta Europa. La gente del sud si immergeva nelle acque calde per puro relax e divertimento ma gli aristocratici soliti a frequentare le coste del nord erano ancora distanti da quella realtà che minacciava anche la presenza di malattie come la malaria. Fu la scienza medica ad incoraggiare il flusso verso il sud in quanto il sole divenne associato ad una funzione benefica rendendo così la spiaggia un punto centrale negli anni 20 e 30. Il bagno invece perse la sua funzione terapeutica e divenne puro svago. Le stazioni balneari del nord piano piano divennero circoscritte alla popolazione o addirittura si trasformarono in centri residenziali. L’invenzione della montagna: a livello turistico si afferma per ultima. nel 1200 ripresero gli scambi commerciali tra Italia ed Europa così i passi alpini iniziarono ad essere di nuovo attraversati per motivi commerciali. Si diffusero gli ospizi dei monaci, unici rifugi per i viandanti. Per il Grand Tour all’inizio era un ostacolo anche per il passaggio. Gli esponenti dell’umanesimo e del rinascimento iniziarono a visitarli come fece Petrarca nel 1306 con la scalata del monte Ventoso. I canoni estetici continuavano a trasmettere un’immagine negativa dei monti. Il riscatto montano iniziò nel 700 quando entrò in crisi l’estetica del classicismo a favore dell’amore per il caotico e la montagna che divenne laboratorio degli esperimenti scientifici sostituendo alla paura la curiosità. In montagna i primi visitatori furono letterati e scienziati come il filosofo Horace Benedict Saussure che rivelò al mondo il Monte Bianco. Fu quindi l’alpinismo con scopi scientifici ad animare il turismo che si trasformò ben presto in divertimento. Fino al 1865 la montagna restava legata alla sfida della scalata delle vette. Furono proprio gli inglesi a decretare il successo della montagna grazie alla ragione sportiva. Per gli inglesi l’alpinismo divenne una mania verso la metà del 700 tanto da formare i primi alpine club. La pratica alpinista era ancora elitaria. Le prime strutture ricettive nacquero proprio per ospitare gli scalatori cominciando da Chamonix in Savoia. Nasce così la guida turistica che spesso viveva in loco ed essendo esperta delle valli accompagnava gli inglesi nel loro tragitto. Il primo paese in cui si affermò il turismo montano fu la Svizzera. Dagli anni 70 in poi i villaggi montani aumentarono con strutture ricettive e di attività come il nuoto, il canottaggio, il tennis e le bocce in quanto all’inizio la montagna veniva visitata d’estate anche a scopo curativo in quanto l’aria montana era estremamente pulita.

Quando il turismo montano climatico (estate) si affermò soprattutto nella località di Badrutt, cominciò la scalata il turismo montano invernale strettamente legato allo sport sulla neve per evitare la noia. Il primo re dello sport fu il pattinaggio e poi lo scii. La villeggiatura invernale si sviluppò solo nell’800. Saint-Moritz è il luogo montano per eccellenza che iniziò la stagione turistica come meta di pellegrinaggio o di turismo termale. La sua svolta avvenne a metà dell’800 con la creazione dei un albergo di alto livello e attraverso la pubblicazione di giornali turistici scritti in inglese e in tedesco si comunicavano le attrattive di questo luogo. Lo scii fece comparsa tra 800 e 900 e andò a modificare sia il territorio che l’impatto economico. Nel 1930 la famiglia Agnelli promosse sulla vallata di Sestriere un progetto di valorizzazione turistica: si costruì una funivia, un trampolino di salto, un ristorante, due alberghi a torre e una scuola di scii. Questo luogo non presenta una trasformazione ma vi è una pianificazione. La montagna a fine 800 viene frequentata sia d’estate che d’inverno. Approfondimento appunti Il turismo moderno riguarda un numero maggiore di persone che viaggiano ma è sempre un fenomeno elitario. Il Grand tour inizia ad essere democratizzato ovvero più accessibile e si costruiscono le prime città delle vacanze dove trascorrere il tempo dell’ozio in cui sono presenti 3 caratteristiche:  Vi è lo stabilimento balneare  Vi è l’area per la socializzazione ovvero il Kursaal  Presenza di Grand hotel I soggiorni sono sempre lunghi è l’obiettivo sia per il mare che per la montagna è unire aspetto curativo e natura che assume un aspetto positivo grazie ai suoi elementi curativi. Nascono gli specialisti del settore come le guide alpine, i medici e gli interpreti. Prima della presenza del tour operator che mi organizza un pacchetto contenente tutti i servizi, il turista doveva pagare un accompagnatore personale. Quando il viaggio si estende al ceto medio borghese nasce la figura del tour operator che accompagna nel viaggio chi non ha possibilità per servizi privati. Il turismo moderno inizia nella metà del 700 e finisce con l’inizio della prima guerra mondiale. Capitolo 4 Il turismo di massa: nasce nella seconda metà del 900 dove il viaggio si estende a strati più ampi della popolazione. il turismo si riconferma come prodotto complesso i cui cambiamenti si associano a nuove culture, innovazioni e tecniche. Prima della prima guerra mondiale tutte le principali forme di turismo erano già state introdotte ma lo sviluppo avvenne dopo la seconda guerra mondiale in quanto in quel periodo vi erano problemi politici ed economici internazionali. Nel dopoguerra vi fu un vero e proprio periodo d’oro per i paesi industrializzati come Europa, USA e Giappone. Oggi il settore turistico partecipa alla formazione del 6% del Pil dell’UE. Tra il 1960 e il 2008 il leader turistico è l’Europa. Il grande aumento dei flussi turistici è chiamato turismo di massa definito dai sociologi come un elemento fondamentale di integrazione sociale. Se voglio appartenere alla società devo andare in

Ogni città prova ad elaborare una vocazione turistica per proporla attraverso strategie di marketing. Inoltre molte attività legate al turismo divennero reperibili anche nei contesti urbani e residenziali come i centri benessere, le piscine e i parchi. Questo contesto è nato grazie all’aumento del reddito disponibile delle famiglie e delle amministrazioni comunali. Il secondo mutamento è collegato invece all’emergere di una sensibilità legata ai turisti e agli studiosi che riscoprono la propria soggettività secondo cui decidevano di fare esperienze diverse. Negli anni 90 diventa fondamentale non tanto la fase dello scambio ovvero della compra-vendita del servizio, ma la fase del consumo secondo cui ogni turista rielabora l’esperienza in modo soggettivo. Nasce cosi il trend di personalizzare e differenziare il prodotto: percorsi letterari, percorsi del vino, pacchetti benessere, i sentieri nella natura. La clientela non si divide più come in passato secondo il reddito e la disponibilità economica ma secondo la tribù verticale ovvero gruppi di persone di estrazione economica diversa accomunate dall’interesse verso un certo tipo di esperienza. Il passaggio da turismo di massa e postmoderno è collegato alla riscoperta del territorio il cui spazio diventa l’area in cui i turisti agiscono rimodellando il territorio a loro uso e consumo. Si parla di un turismo esperienziale taylor made ovvero fatto su misura con tempi brevi di soggiorno. Ci sono turismi:  Enogastronomico  Sportivo  Culturale  Antropologico  Arte  Benessere In questo turismo si vuole l’esperienza autentica e quindi il turista esce dall’enclave. Da voli charter a voli low cost I voli low cost divennero il simbolo del turismo postmoderno. Essi resero possibile lo short-track ovvero i viaggi brevi anche verso destinazioni lontane accessibile economicamente anche alle classi medio-basse. La nascita venne avviata dagli Stati Uniti con Southwest Airlines nel 1971. In Europa invece i presupposti per lo sviluppo si crearono nel 1997. Una delle prime compagnie aeree low cost fu Ryanair. Essi proponevano un prezzo basso grazie ad innovazioni organizzative:  i biglietti si comprano solo online (risparmio personale)  si usano aeroporti di livello secondario  l’utilizzo dei mezzi avviene per 11 ore  l’80% dei posti deve essere utilizzato  a bordo non si offrono gratuitamente servizi lo sviluppo dei voli low cost ha creato anche le condizioni per il successo di numerose destinazioni come Barcellona.

Capitolo 5 Il turismo nel mondo La centralità del mediterraneo: il turismo moderno fu essenzialmente inventato dall’Europa e venne poi imitata da altri continenti. Sia nell’800 che nel 900 l’Europa era leader nel mercato internazionale anche se gli Stati Uniti riuscirono a recuperare la posizione. Nel 900 la regione interessata fu il Mediterraneo e in particolare tra gli 11 paesi abbiamo Italia, Francia e Spagna. La Francia e l’Italia furono Le Principali mete del Grand tour e la Francia ebbe il primato di aver lanciato la moda del mare d’inverno e negli anni 80 ha avviato un processo di valorizzazione culturale. La Spagna è il classico esempio di turismo ‘engine of growth’ in quanto dagli anni 60 in poi le entrate economiche hanno rappresentato un ampio settore della bilancia commerciale. Anche il settore industriale ha favorito agli input necessari per fornire i servizi turistici. In Spagna il turismo non vanta un’antica tradizione come le mete del Grand Tour in quanto nel 600 si raggiungeva la Spagna solo per motivi commerciali o politici. Solo alla fine del 700 fu inserita con la Grecia negli itinerari turistici. Malaga ad esempio si propose per i soggiorni invernali, Carratraca per le stazioni termali etc. Ancora nell’800 a causa delle strutture scadenti e dello scarso collegamento con la ferrovia, la Spagna giocava un ruolo marginale nel turismo. La prima guerra mondiale però non interrompe la sua crescita in quanto viene proposta dalle agenzie come rifugio e nel 1928 vi fu la costruzione di grandi alberghi dello Stato, i paradores y albergues nacionales. Alla fine dell’800 in Spagna la regione turistica più importante divenne San Sebastian grazie alla costruzione della ferrovia lo che collegava a Parigi e Madrid. Essa godeva di shopping centre e centro divertimenti. La svolta turistica della Spagna venne segnata dalla fine della politica autarchica in quanto a seguito si assegnarono obbiettivi per l’ampliamento della capacità ricettiva spagnola e nei primi anni 60 si iniziò la costruzione di grandi alberghi con investimenti stranieri e iniziativa locale. I turisti arrivavano sulle coste spagnole in cerca di sole e divertimento mantenendo però un budget basso, reso possibile dalla presenza di voli charter. Negli anni 80 il turismo spagnolo iniziò a mostrare cedimenti ma venne rilanciata la grande meta turistica di Bilbao con la costruzione del museo Guggenheim di arte contemporanea. Altro paese importante fu la Grecia che all’inizio degli anni 60 ospitava i turisti ad Atene o nelle 3 isole Corfù, Rodi e Creta. Il suo sviluppo turistico era guidato dai tour operator in quanto vi era una distribuzione di turisti in base alla nazionalità. Una volta caduta la dittatura greca iniziarono i piani per lo sviluppo turistico soprattutto sugli investimenti locali. Solo con i giochi olimpici del 2004 vi è stato un rilancio della capitale greca in termini sia di infrastrutture che di valorizzazione del patrimonio culturale. Approfondimento Spagna: nella prima metà del 900 inizia la crescita turistica e sfocia nel turismo di massa. Fino al 1970 è presente un governo dittatoriale. La meta non è frutto di pianificazione ma di scelte individuali prese dal basso. Con la nascita dell’industria turistica di creano piccole imprese in loco. L’attrazione principale è il mare e il clima. Negi anni 30 vi è un gran turismo interno danneggiato poi dalla guerra civile. Negli anni 50 si crea un nuovo turismo grazie ai tour operator e al governo Franchista che investono sulle infrastrutture. La Spagna è storicamente arretrata e il turismo traina lo sviluppo economico della destinazione. Negli anni 80 questo modello basato su piccole imprese, mare e voli charter va in crisi e vi era necessità di riqualificare la citta e creare nuove mete come Barcellona.

Capitolo 6: il turismo in Italia  LE TERME L’Italia è un paese con un’antichissima tradizione turistica e nel corso dei secoli è stata attraversata da ogni tipo di turista permettendole di diversificare l’offerta. In Italia sono presenti tutti i tipi di turismo in tutte le regioni italiane. VI sono, oltre al turismo balneare che è il più utilizzato, anche forme di turismo antico come le terme e il turismo culturale. Le terme hanno la tradizione che arriva dall’impero romano mentre la cultura si diffonde con il Grand Tour. Il turismo è inserito in un contesto economico e politico. Nel 500 l’Italia è debole con crisi strutturali e politiche. La ripresa inizia dalla seconda metà del 700. Dall’800 in poi l’Italia non lancia le mode ma segue i modelli imposti da altre potenze. Il modello importato delle terme è quello tedesco, quindi le terme italiane diventano provinciali.  IL TURISMO MONTANO Il turismo montano italiano parte in ritardo rispetto a Francia e Svizzera ovvero dopo la metà dell’800. Non è un turismo innovatore in quanto adotta sistemi già prodotti all’esterno. La Svizzera è il modello di riferimento.  TURISMO BALNEARE: il tutto nasce prima della prima guerra mondiale con la stagione al mare in inverno e poi si inizia nel 900 con la pratica di frequentare il mare nei mesi estivi.  ANNI 20 E 30: il governo è fascista e il turismo si sviluppa secondo strategie politiche ben precise. Inizia ad avere un significato sociale soprattutto di svago per la nascente classe media. Si istituiscono i treni per la fascia popolare e il fascismo si da l’obbligo di creare momenti di svago per i lavoratori. Per i ceti più bassi viene data l’opportunità di fare turismo in giornata. Durante il fascismo bisognava esaltare il proprio status sociale e il turismo ne era il mezzo. Si creano anche le colonie. Negli anni 30 la borghesia si sta sviluppando e il tempo libero è sempre maggiore quindi si costruiscono le prime pensioni.  ANNI 50: il turismo italiano aumenta la sua competitività sia nel prodotto elitario che in quello di massa. Il prodotto balneare si presenta di qualità elevata ma con prezzi contenuti. Negli anni 50 e 60 vi è anche una grande spinta di urbanizzazione. Negli anni 70 però aumenta la domanda e i grandi tour operator iniziano ad ampliare l’offerta anche su nuovi territori.  ANNI 80: è caratterizzata dal ritorno di uno specifico flusso turistico in Italia ovvero quello culturale. Il turismo culturale si basa sul concetto di unicità quindi non può essere creato o realizzato in altri paesi. È un turismo unico e inimitabile. Ciò che segna la rinascita del turismo italiano è la valorizzazione storica, paesaggistica, artistica e gastronomica.

Capitolo 7: il turismo delle regioni italiane L’Italia gode di un turismo diffuso e differenziato in molte regioni grazie alle diverse risorse paesaggistiche. Le prime località hanno valorizzato il mare nei mesi invernali come la Liguria, altre invece hanno sfruttato il sole come l’Emilia-Romagna. Le località alpine hanno atteso la moda della neve come il Trentino Alto Adige. Dove la montagna invece non presentava innevamento vi è stata la creazione di parchi naturali come l’Abruzzo. Anche nel settore turistico vi è stato quindi uni sviluppo diseguale. Nelle singole regioni il turismo si è prima affermato là dove non vi era traccia di industria. Le regioni che nel 1955 ospitavano i maggiori turisti erano: Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Toscana. NEL 1995 tutte si riconfermarono tranne la Liguria che lascia il posto al Trentino Alto Adige. Le regioni con il tasso di crescita più elevato sono invece: Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria. Il caso italiano ci spiega come il turismo si contrappone all’industria e crea ricchezza. In Piemonte e in Lombardia ad esempio la conferma dell’industria ha offuscato il settore turistico mentre la Liguria è riuscita a preservare entrambi gli aspetti. Oggi le regioni più importanti a livello turistico fanno parte del nordest-centro che all’inizio erano prevalentemente regioni agricole. Nel meridione invece l’intervento per il Mezzogiorno ha dato poca spesa al turismo in quanto vi erano realtà i più importanti da modificare. L’intervento dello stato nelle regioni meridionali fu poco. Vi sono almeno 3 distinti profili turistici:

  1. Il turismo di rendita: si continua a sfruttare ciò che è stato creato nella fase iniziale come in Liguria
  2. Turismo di induzione: le risorse naturali iniziali non hanno grande rilievo ma vi sono investimenti che determinano il successo come l’Emilia-Romagna.
  3. Turismo come engine of growth: l’attività turistica precede quella industriale come la Sardegna. Va sottolineato che la capacità competitiva non nasce dalla presenza di risorse ma dall’acquisizione di known-how ovvero dallo spirito imprenditoriale. Il Lido di Venezia Le sue stazioni balneari erano legate prima all’elemento curativo e poi a quello mondano. Lo sviluppo del lido di Venezia fu guidato da imprese private. All’inizio di andava al Lido solo per il pic-nic ma nel 1857 Fisola, imprenditore edile aveva compreso il potenziale del lido e ottenne la concessione per la costruzione die bagni del lido. Il Lido era all’inizio scarsamente popolato e le sue maggiori attività erano la pesca e la coltivazione di ortaggi. In questa fase esso è meta di turismo locale e pendolare. Dagli anni 70 vi fu una vera e propria risvolta a livello stradale e un gruppo di capitalisti veneziani progettarono la creazione di un grande centro autonomo alberghiero dotato di una sua spiaggia e strutture ricreative. Non si voleva però rischiare di far diventare il lido un quartiere popolare e si cercò di salvaguardare anche il turismo locale e pendolare con la creazione di uno stabilimento balneare comunale. Tra il 1921 e il 1928 il turismo decollò. Negli anni 30 si manifestarono i primi segnali di crisi ma si inaugurarono campi da golf e nostre sul cinema. 10 anni dopo però si ripresentò la crisi in quanto il Lido per la sua conformazione geografica era scomodo da raggiungere e soprattutto le strutture erano troppo care per accogliere turisti di massa. Il Lido oggi è tornato ad essere spiaggia per i veneziani affermandosi come quartiere residenziale.

Le locande ai tempi del Grand tour: nel 500 si affermò la moda del viaggio di istruzione ma rispetto all’epoca Medievale erano stati fatti pochi progressi per migliorare la qualità dei servizi. Dai diari di viaggio emerge che:  locande tedesche: pulitissime  locande inglesi: le migliori del mondo  la Francia: ottimo cibo ma locande molto sporche con arredamento troppo rustico.  Italia: nelle città maggiori sistemazioni confortevoli vs città minori con qualità bassa del servizio Nelle grandi città infatti era solito trovare alberghi di ottima qualità ma spesso molto costosi. Dal 500 al 600 nonostante vi fossero ormai molte locande sia di livello intermedio sia di livello alto per l’èlite, i viaggiatori preferivano l’alloggio presso le case private, sia per il costo elevato sia per il comfort. Dai diari di viaggio trapela che le soste erano molto brevi a causa del costo troppo elevato, anche per questo i gran-turisti che si fermavano a lungo preferivano soggiornare nelle case private. La nascita delle hotellerie di lusso: il turismo moderno fu un fenomeno elitario legato ai consumi delle classi medio-alte. Il simbolo è il Grand Hotel caratterizzato dall’imponenza monumentale che prende diversi nomi in base al paese (first-class Hotel negli Stati Uniti). La prima struttura venne costruita proprio negli Stati Uniti nel 17904 con il nome di City hotel e con 73 camere. La costruzione dei primi alberghi non mirava al settore turistico quanto a testimoniare la grandezza della città. Nell’800 si stilarono le 4 caratteristiche che tali alberghi dovevano avere:

  1. Struttura monumentale: 100 stanze
  2. Soluzioni finanziarie in grado di gestire la struttura
  3. Affidamento a personale esperto
  4. Personale preparato e libero (no schiavitù) A Boston venne realizzato il Coffee House Hotel con 300 camere e sale da ballo, riunioni, pranzo, da gioco etc. In Francia si costruì l’Hotel du Louvre con 800 camere. Il grande albergo rispondeva sia alla domanda dei viaggiatori sia rappresentava il simbolo di magnificenza della città. Questa tipologia di albergo si diffuse nell’800 in tutte le capitali europee e la loro sopravvivenza dipendeva dall’efficienza dei direttori. Furono soprattutto gli albergatori svizzeri e tedeschi ad essere dotati di grande prestigio per le loro doti. Il turismo di massa e l’ospitalità per il ceto medio e popolare Con il turismo di massa negli anni 20 e 30 anche la classe medio- bassa poteva praticare l’outdoor e si crearono nuovi tipi di ricettività a costo basso ma con servizi contenuti come il campeggio e i motel soprattutto in America. Il motel ebbe grande successo, era spesso gestito a livello familiare ‘mom and pop’ ed era confortevole come se fosse casa. Nell’immaginario collettivo però il motel venne associato con l’attuazione di comportamenti immorali. In Europa si costruirono le company hotels che rappresentavano una casa in affitto come comodità ma con i servizi dell’albergo. La diffusione dei TO e dei voli charter avviò un processo di internazionalizzazione delle imprese ricettive creando alberghi di grandi dimensioni accessibili al ceto medio medio-basso. Le catene alberghiere: negli Stati Uniti erano già comuni all’inizio del 900.

Conrad Hilton nel 1919 aveva già cerato la sua società con 7 alberghi creando la conosciuta catena Hilton Hotels International. Accanto alle società di privati nacquero anche le catene di tipo associativo o cooperativo come la Best Western che per poter garantire uno standard uniforme creò una fitta rete di ispezioni. Approfondimento in aula Turismo ed economia:  Destinazione turistica: luogo in cui il turista intende trascorrere il periodo di tempo della sua vacanza. (città, stazione turistica, territorio, regione, stato) È un prodotto turistico con vari competitors e può essere o una singola località o l’insieme di tappe lungo l’itinerario basato su una tematica (naturale o generale):  Strutture turistiche: servono per soggiornare e valorizzare le risorse presenti sul territorio e possono essere ricettive o ricreative.  Infrastrutture: possono essere le ferrovie che nascono con il turismo moderno e l’aeroporto che nasce con il turismo di massa.  Accessibilità a 3 livelli della destinazione:  Geografica: grazie alle infrastrutture la località è raggiungibile dai flussi turistici  Economica: rapporto qualità-prezzo è fondamentale e deve essere rapportata con la capacità di spesa del turista  Psicologia: è legata alle aspettative delle persone che vivono le immagini dei luoghi attraverso la nostra comunicazione La destinazione turistica può essere:

  1. Inventata: come Cannes che nasce in modo non intenzionale tipica del turismo moderno. In questo caso non vi è una pianificazione turistica ma è il frutto di una pratica turistica.
  2. Scoperta: come Saint Moritz dove si sono individuate potenzialità turistiche elevate in luoghi già conosciuti e frequentati e si sono valorizzati i luoghi tramite la costruzione di strutture.
  3. Costruita: come Montecarlo, Las Vegas e Dubai che sono frutto di programmazione pianificata da attori interni ed esterni. I 3 indicatori dell’impatto economico turistico:  Spesa diretta derivata dalla spesa per consumi direttamente effettuati dai turisti (ricettività e trasporti)  Spesa indiretta conseguente alla spesa che le aziende devono effettuare per fornire i servizi al turista (tovaglie, mobili e pubblicità)  Spesa indotta conseguenti al maggior reddito accumulato dai residenti attraverso salari, profitti ed interessi (con i profitti del turismo mi apro l’azienda). Il turismo è un settore trainante per l’economia: è un settore con alta densità di risorsa umana ovvero di lavoratori, inoltre è un settore di inter- settorialità perché collega settori molto diversi tra loro come quello culturale e dei trasporti. Il turismo prevede un piano strategico di azione, deve essere tutto pianificato. Vulnerabilità del turismo: