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Bontempelli slides., Dispense di Letteratura

Bontempelli slides.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 04/12/2019

Marti.ross
Marti.ross 🇮🇹

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Bontempelli «metafisico»
-La scacchiera davanti allo specchio (1922)
-Eva ultima (1923)
-Siepe a nordovest (1919, in seconda edizione nel 1922 per «Valori Plastici» con disegni di De Chirico)
ll manichino per Bontempelli è:
-un essere superiore (nella Scacchiera), che ribadisce la condizione antiquata dell’essere umano;
-il tramite per la rivelazione di una realtà “altra” (in Siepe a nordovest), totalmente separata dalla realtà ritenuta “vera”;
-l’incarnazione di un essere candido e innocente (in Eva ultima), che attiva il candore e l’innocenza del personaggio umano di
Eva. Per lei l’incontro con il burattino è la rivelazione dell’altro da sé, tramite il quale la donna si libera di tutte le censure della
ragione. Nel burattino Bululù Eva vede la sua condizione di adulta manipolata da una ragione superiore e insieme la finzione
del mondo “reale” che la circonda, e ci arriva per progressive rivelazioni che la riconducono allo stupore e all’ingenuità
dell’infanzia, finché si scopre esposta al flusso della metamorfosi, dove l’inanimato si rivela animato da una vita segreta,
mentre ciò che è considerato animato (gli uomini) mostra tutta la sua rigidità e la sua chiusura in un involucro di pregiudizi.
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Bontempelli «metafisico»

  • (^) La scacchiera davanti allo specchio (1922)
  • (^) Eva ultima (1923)
  • Siepe a nordovest (1919, in seconda edizione nel 1922 per «Valori Plastici» con disegni di De Chirico) ll manichino per Bontempelli è:
  • (^) un essere superiore (nella Scacchiera ), che ribadisce la condizione antiquata dell’essere umano;
  • (^) il tramite per la rivelazione di una realtà “altra” (in Siepe a nordovest ), totalmente separata dalla realtà ritenuta “vera”;
  • (^) l’incarnazione di un essere candido e innocente (in Eva ultima ), che attiva il candore e l’innocenza del personaggio umano di Eva. Per lei l’incontro con il burattino è la rivelazione dell’altro da sé, tramite il quale la donna si libera di tutte le censure della ragione. Nel burattino Bululù Eva vede la sua condizione di adulta manipolata da una ragione superiore e insieme la finzione del mondo “reale” che la circonda, e ci arriva per progressive rivelazioni che la riconducono allo stupore e all’ingenuità dell’infanzia, finché si scopre esposta al flusso della metamorfosi, dove l’inanimato si rivela animato da una vita segreta, mentre ciò che è considerato animato (gli uomini) mostra tutta la sua rigidità e la sua chiusura in un involucro di pregiudizi.

M. Bontempelli, Leopardi l’uomo solo (1937)

Volgarmente si crede che il fanciullo sia un uomo ancora incompiuto, e, dall’altra parte, che il vecchio sia un

uomo in decadenza; perciò che né la fanciullezza né la vecchiezza abbiano ognuna una sua funzione definita; le

facoltà del fanciullo sarebbero soltanto le facoltà embrionali che si faranno piene nell’adulto, e quelle del vecchio

soltanto le facoltà dell’adulto che vanno spegnendosi; preparazione, e residuo.

Questo può essere vero in parte nella attuazione materiale della nostra vita terrena. Ma secondo una veduta

strettamente spirituale, ognuna delle tre età non è una determinazione di tempo, è una creazione di carattere;

cioè, ognuna delle tre età ha una sua facoltà e funzione precisa.

Il carattere e la funzione specifica del fanciullo è la capacità immaginativa cioè poetica (verità notissima): le

facoltà fondamentali con le quali un adulto intuisce un’opera d’arte, sono facoltà fanciullesche; lui può arricchirle

e servirsene solo in quanto le ha ereditate dalla propria fanciullezza.

• La rivista nasce nel 1926, diretta da Bontempelli e Curzio Malaparte, e

per i primi due anni è pubblicata in francese, con il sottotitolo «Cahier

d’Italie et d’Europe». La guida un comitato internazionale di cui fanno

parte Ramon Gomez de la Serna, James Joyce, George Kaiser e Pierre

Mac Orlan. Tra i collaboratori ci sono Corrado Alvaro, Achille

Campanile, Alberto Moravia, il surrealista Philippe Soupault, ecc.

• Nel 1928, a causa delle polemiche nate dal suo internazionalismo e dal

fatto che era redatta in francese, la rivista inizia una nuova serie in

italiano, ma continua ad accogliere contributi da tutta Europa (Cechov,

Virginia Woolf). Chiude le pubblicazioni nel giugno 1929.

M. Bontempelli, Giustificazione , in «900», settembre 1926 Il compito più urgente e preciso del secolo ventesimo, sarà la ricostruzione del tempo e dello spazio. Dopo averli ricostituiti nella loro eternità, nella loro immobilità, nella loro gelidezza, avremo cura di ricollocarli al posto che avevano perduto, nelle tre dimensioni infinite, fuori dell’uomo. Quando potremo credere di nuovo in un Tempo e in uno Spazio oggettivi e assoluti, che si allontanano dall’uomo verso l’infinito, sarà facile riseparare la materia dallo spirito, e riprendere a combinare le variazioni innumerevoli delle loro armonie. A questo punto potremo con sicurezza affrontare il secondo compito, che sarà il ritrovamento dell’individuo, sicuro di sé, sicuro d’essere sé, di essere sé e non altri, sé con alcune certezze e alcune responsabilità, con le sue passioni particolari e una morale universale: e in cima a tutto ritroveremo forse un Dio, da pregare o da combattere. […] Unico strumento del nostro lavoro sarà l’immaginazione. […] Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare e arricchire il mondo reale. Perché non per niente l’arte del Novecento avrà fatto lo sforzo di ricostruire e mettere in fase un mondo reale esterno all’uomo. Lo scopo è di imparare a dominarlo, fino a poterne sconvolgere a piacere le leggi. Ora, il dominio dell’uomo sulla natura è la magia. Ed ecco spiegati certi caratteri e certe velleità magiche che vediamo spuntare qua e là in quella «atmosfera in formazione» che non ho inventata io, no no, ma che questo «900» si lusinga di poter rappresentare e favorire.

M. Bontempelli, Analogie , in «900», giugno 1927

  1. per contro il novecentismo non può avere una «poetica», ed è lontano al possibile da quello che si chiama una «scuola». La sua funzione fondamentale e la sua più precisa ambizione è quella di cogliere nel groviglio di vecchio e di nuovo, di moribondo e di vivo, di sterile e di fecondo, di ineffabile e di predestinato, ciò che costituisce la parte respirabile di un’atmosfera, e segnalandolo concorrere a farlo più vivo […]: ma per questa opera non addita metodi o forme, si accontenta di accertare quale dovrà essere lo strumento della costruzione nuova: la immaginazione;
  2. il futurismo fu – ed era necessario – avanguardista e aristocratico. L’arte novecentista deve tendere a farsi «popolare», ad avvincere il «pubblico». Non crede alle aristocrazie giudicanti, vuol fornire di opere d’arte la vita quotidiana degli uomini, e mescolarle ad essa.

M. Bontempelli, Riassunto , in «Valori primordiali» 1938 L’arte fu data all’uomo per creargli il piacere del miracolo e della maraviglia. – L’uomo può ottenere la maraviglia per due vie: - scoprendo le leggi delle cose (il bambino quando scopre che dagli alberi spuntano i fiori; che i suoi piedi lo fanno camminare) – oppure quando con la immaginazione si riesce a mescolare e sovvertire le leggi scoperte: far camminare gli alberi. Nell’uno e nell’altro caso entra in gioco lo stupore, da cui nasce l’incanto che chiamiamo arte, poesia. In altre parole, ciò che è realtà, natura, deve, per acquistare un valore d’arte, essere dominato dalla immaginazione. L’arte di dominare la natura s’è chiamata un tempo «magia». […] Il secolo scorso – nobilissimo secolo – è stato il secolo dell’uomo come realtà semplice e come natura. Il nostro, ancora più radicato di quello nella realtà, sarà il secolo dell’uomo come immaginazione e come avventura.