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Bontempelli slides.
Tipologia: Dispense
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M. Bontempelli, Giustificazione , in «900», settembre 1926 Il compito più urgente e preciso del secolo ventesimo, sarà la ricostruzione del tempo e dello spazio. Dopo averli ricostituiti nella loro eternità, nella loro immobilità, nella loro gelidezza, avremo cura di ricollocarli al posto che avevano perduto, nelle tre dimensioni infinite, fuori dell’uomo. Quando potremo credere di nuovo in un Tempo e in uno Spazio oggettivi e assoluti, che si allontanano dall’uomo verso l’infinito, sarà facile riseparare la materia dallo spirito, e riprendere a combinare le variazioni innumerevoli delle loro armonie. A questo punto potremo con sicurezza affrontare il secondo compito, che sarà il ritrovamento dell’individuo, sicuro di sé, sicuro d’essere sé, di essere sé e non altri, sé con alcune certezze e alcune responsabilità, con le sue passioni particolari e una morale universale: e in cima a tutto ritroveremo forse un Dio, da pregare o da combattere. […] Unico strumento del nostro lavoro sarà l’immaginazione. […] Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare e arricchire il mondo reale. Perché non per niente l’arte del Novecento avrà fatto lo sforzo di ricostruire e mettere in fase un mondo reale esterno all’uomo. Lo scopo è di imparare a dominarlo, fino a poterne sconvolgere a piacere le leggi. Ora, il dominio dell’uomo sulla natura è la magia. Ed ecco spiegati certi caratteri e certe velleità magiche che vediamo spuntare qua e là in quella «atmosfera in formazione» che non ho inventata io, no no, ma che questo «900» si lusinga di poter rappresentare e favorire.
M. Bontempelli, Analogie , in «900», giugno 1927
M. Bontempelli, Riassunto , in «Valori primordiali» 1938 L’arte fu data all’uomo per creargli il piacere del miracolo e della maraviglia. – L’uomo può ottenere la maraviglia per due vie: - scoprendo le leggi delle cose (il bambino quando scopre che dagli alberi spuntano i fiori; che i suoi piedi lo fanno camminare) – oppure quando con la immaginazione si riesce a mescolare e sovvertire le leggi scoperte: far camminare gli alberi. Nell’uno e nell’altro caso entra in gioco lo stupore, da cui nasce l’incanto che chiamiamo arte, poesia. In altre parole, ciò che è realtà, natura, deve, per acquistare un valore d’arte, essere dominato dalla immaginazione. L’arte di dominare la natura s’è chiamata un tempo «magia». […] Il secolo scorso – nobilissimo secolo – è stato il secolo dell’uomo come realtà semplice e come natura. Il nostro, ancora più radicato di quello nella realtà, sarà il secolo dell’uomo come immaginazione e come avventura.