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Analisi della struttura narrativa nei programmi televisivi di intrattenimento, Dispense di Linguaggio Audiovisivo

Un'analisi approfondita della struttura narrativa utilizzata nei programmi televisivi di intrattenimento, esplorando concetti chiave come la coerenza narrativa, la gestione dei tempi emotivi e il crescendo emotivo. vengono presentate diverse tipologie di programmi a esempio, analizzando le loro linee narrative principali e le strategie utilizzate per coinvolgere lo spettatore. Il testo si concentra sull'importanza di una struttura ben definita per creare un'esperienza televisiva coinvolgente ed efficace, fornendo spunti di riflessione sulla costruzione di un programma di successo.

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 27/04/2025

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sara-alvieri-1 🇮🇹

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La declinazione dell’idea
!
Alla fine del tuo percorso devi ottenere come se tutte le scelte che farai fossero conseguenze
necessarie di un fluire naturale.!
Devi tracciare prima di tutto la mappa virtuale.!
Nel momento della declinazione la stessa idea può dar vita a tanti programmi diversi. Segui il più
forte, in quel momento. Non necessariamente lo spunto da cui sei partito. "
L’incantesimo
Lo spettatore deve scegliere un programma da guardare per cui è aperto ad una nuova proposta,
ma può sceglierne solo una e poi prova un immediato rimpianto per i programmi che si sta
perdendo."
L’idea devi quindi vincere altre tentazioni (i primi telecomandi avevano la forma di una pistola,
come le macchine fotografiche; ogni cambio di canale uccide un programma, simbolicamente)."
RISULTATO = il tuo interesse nel progettare un programma è il possibile comportamento dello
spettatore che devi catturare e trattenere + a lungo possibile."
Come? Attraverso un incantesimo prolungato in cui lo spettatore vuole credere di essere stato
parte di un'esperienza indimenticabile, irripetibile (evento), irrinunciabile (cult, programmi di cui si
parla), di aver saputo scegliere quello che stava cercando in quel momento (novità)."
Una struttura di base
!
Tutti i programmi televisivi e i format hanno una struttura di base da rispettare che è simile alla
struttura (il paradigma) che nel cinema si articola in:"
1. fase della preparazione: dura circa 30 minuti, sono circa 30 pagine di sceneggiatura.
Contiene le particelle costitutive del racconto per questo si chiama anche “la semina”. "
-Qui il maggior numero di informazioni possibili: l’identità, il carattere dei protagonisti;,
l’ambiente in cui vivono, l’epoca, il clima."
-Poco prima del 30esimo minuto, avviene il colpo di scena che scatena l’azione, che si
articolerà nella fase centrale"
2. fase centrale: “mossa”, dura circa 60 minuti "
-due svolte centrali(pinze), ma meno eclatanti e riconoscibili deicolpidi scena"
3. fase della risoluzione: contiene il finale, ma non solo. Presenta un colpo di scena a circa
10 minuti dalla fine. Qualche volta, la fase finale confine anche gli elementi della
ricomposizione del mondo, a partire dai cambiamenti avvenuti. "
Il paradigma del programma avrà:"
1. Quiete apparente = una fase di preparazione molto più breve dove si definiscono i
protagonisti e l’ambiente "
2. Avvio = fase degli eventi in atto, nel + breve tempo possibile il racconto arriva al suo acme"
-Il protagonista (eroe) chiamato a compiere azioni decisive"
3. Fase dell’attesa = dal momento in cui l’eroe non ha più la possibilità di modificare il
proprio comportamento a quello in cui scopriamo le conseguenze delle sue scelte. "
-Suspence e drammatizzazione"
-Quando l'attesa non è più prolungabile, l'enigma si scioglie e 2 possibili conseguenze: "
a) l'incoronazione o apoteosi del protagonista"
b) la delusione della sconfitta (elaborazione del lutto)"
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Scarica Analisi della struttura narrativa nei programmi televisivi di intrattenimento e più Dispense in PDF di Linguaggio Audiovisivo solo su Docsity!

La declinazione dell’idea

Alla fine del tuo percorso devi ottenere come se tutte le scelte che farai fossero conseguenze necessarie di un fluire naturale. Devi tracciare prima di tutto la mappa virtuale. Nel momento della declinazione la stessa idea può dar vita a tanti programmi diversi. Segui il più forte, in quel momento. Non necessariamente lo spunto da cui sei partito.

L’incantesimo

Lo spettatore deve scegliere un programma da guardare per cui è aperto ad una nuova proposta, ma può sceglierne solo una e poi prova un immediato rimpianto per i programmi che si sta perdendo. L’idea devi quindi vincere altre tentazioni (i primi telecomandi avevano la forma di una pistola, come le macchine fotografiche; ogni cambio di canale uccide un programma, simbolicamente). RISULTATO = il tuo interesse nel progettare un programma è il possibile comportamento dello spettatore che devi catturare e trattenere + a lungo possibile. Come? Attraverso un incantesimo prolungato in cui lo spettatore vuole credere di essere stato parte di un'esperienza indimenticabile, irripetibile (evento), irrinunciabile (cult, programmi di cui si parla), di aver saputo scegliere quello che stava cercando in quel momento (novità).

Una struttura di base

Tutti i programmi televisivi e i format hanno una struttura di base da rispettare che è simile alla struttura (il paradigma) che nel cinema si articola in:

  1. fase della preparazione : dura circa 30 minuti, sono circa 30 pagine di sceneggiatura. Contiene le particelle costitutive del racconto per questo si chiama anche “ la semina ”.
    • Qui il maggior numero di informazioni possibili: l’identità, il carattere dei protagonisti;, l’ambiente in cui vivono, l’epoca, il clima.
    • Poco prima del 30esimo minuto, avviene il colpo di scena che scatena l’azione, che si articolerà nella fase centrale
  2. fase centrale : “mossa”, dura circa 60 minuti
    • due svolte centrali(pinze), ma meno eclatanti e riconoscibili deicolpidi scena
  3. fase della risoluzione : contiene il finale, ma non solo. Presenta un colpo di scena a circa 10 minuti dalla fine. Qualche volta, la fase finale confine anche gli elementi della ricomposizione del mondo, a partire dai cambiamenti avvenuti. Il paradigma del programma avrà:
  4. Quiete apparente = una fase di preparazione molto più breve dove si definiscono i protagonisti e l’ambiente
  5. Avvio = fase degli eventi in atto, nel + breve tempo possibile il racconto arriva al suo acme
  • Il protagonista (eroe) chiamato a compiere azioni decisive
  1. Fase dell’attesa = dal momento in cui l’eroe non ha più la possibilità di modificare il proprio comportamento a quello in cui scopriamo le conseguenze delle sue scelte.
  • Suspence e drammatizzazione
  • Quando l'attesa non è più prolungabile, l'enigma si scioglie e 2 possibili conseguenze: a) l'incoronazione o apoteosi del protagonista b) la delusione della sconfitta (elaborazione del lutto)

Le stazioni del percorso

Esiste un percorso generale per i programmi fatto di stazioni PREMESSA: Bisogna tener conto di 2 condizioni:

  • coerenza narrativa
  • disattenzione ontologica del pubblico = conseguenza della modalità di fruizione della tv in cui il pubblico è altamente infedele STAZIONI
  1. La linea di destinazione centrale Un programma è costruito su di una serie di azioni concatenate su un’unica linea che segna la meta finale.
    • Per la^ fiaba di Propp le azioni sono dette^ funzioni , nei programmi anche quindi sono funzioni:
      • principali articolano il discorso e lo caratterizzano.
      • Le azioni caratterizzanti rendo il programma meno freddo e meccanico, scaturendo coinvolgimento emotivo o empatia nello spettatore (L'introduzione delle famiglie in scena in Affari tuoi ne è un tipico esempio: sul piano del racconto è ininfluente, ma aggiunge calore e tensione alle scelte più importanti del protagonista. Il parere dei familiari - e spesso i frammenti delle loro storie o soltanto i loro primi piani - aumentano l'importanza della posta in gioco e introducono ulteriori elementi di pathos
    • La linea principale ti porterà a fare le tue scelte in base al fatto che gli abbinamenti possibili sono infiniti, ma ce ne è solo uno adatto per incastro perfetto per ottenere coerenza narrativa. Deve avere infinite forme per attrarre nuovi pubblici e trattenere i suoi, ma deve essere chiara e visibile, perché sarà poi la mappa del tuo programma. Esempi:
  • (^) La linea centrale de I soliti ignoti è la detection = concorrente deve indovinare ossia accostare una serie di identità dichiarate in partenza ad altrettante persone, fidandosi dell'intuito e di qualche indizio. Più il programma avanza e il montepremi si assottiglia, più probabilità ci sono di fare l'accostamento giusto.
  • (^) La linea centrale di Chi vuol essere milionario? è il rischio (che si trasforma in azzardo). Più il concorrente è bravo, più salgono la tentazione di raddoppiare il montepremi ma anche la paura di perdere ciò che si è conquistato. Le altre linee di destinazione Esistono delle funzioni che interrompono e ridisegnano una sequenza ma non influiscono sulla dinamica narrativa e si definisco accessorie. Comprendono:
  • azioni preparatorie (fanno scattare le azioni principali)
  • cerniera (collegano tra loto due o più funzioni principali all’interno di una stessa sequenza
  • dilatatorie (hanno caratteristiche più tenui rispetto alle altre ma nei programmi migliori, mai superflue, sono gradevoli punti di sosta) Le funzioni principali in un format sono secondarie in un altro. E’ la catena narrativa complessiva a determinare la loro variabile gerarchia. Nella doppia elica che agisce in Scherzi a parte (Canale 5) - e in generale in tutte le candid con uso di vip - una linea di destinazione secondaria conduce la vittima verso la consapevolezza o lo svelamento finale. Una seconda, inversa, conduce lo spettatore dalla perfetta consapevolezza della situazione (svelamento iniziale) al dubbio di essere lasciato fuori da qual- che verità (ad esempio di un patto segreto tra la vittima e il programma). Le due linee di destinazione non si scontrano, ma si affiancano alla principale, rafforzandola. Ne Il protagonista (Italia 1) tutti sono comparse e un intero film si sviluppa intorno a una vittima inconsapevole. Immaginiamo di cambiare i termini. Il protagonista e il pubblico sono ugualmente consapevoli. Ma solo loro. Ipotesi impraticabile? No. Basta intervenire sulla mission. E quindi sulla linea centrale, ma soprattutto sulle linee di destinazione secondarie. Esistono diversi programmi nei quali il protagonista deve fingere di essere qualcuno che non è: ad esempio un idraulico che interviene in un caso disperato. Naturalmente non ha la minima idea di cosa fare, ma il suo compito è

Il crescendo emotivo Un escalation verso l’alto di attenzione, pathos e tensione in un programma.

  • regola il flusso delle emozioni in gioco
  • è frutto del rapporto tra:
  • coerenza con gli obiettivi
  • target di riferimento
  • la rete messa in onda
  • il contesto culturale del momento,
  • il tempo sociale
  • Non sempre è dritta verso l’alto, ma ci sono falsi cali di tensione e colpi di potenziometro inaspettati, da momenti di stasi e innalzamenti annunciati di tensione
  • Dipende dalla soglia della tv in generale: Ogni volta che un programma introduce qualcosa "sconvolgente" sposta inevitabilmente in avanti la soglia dell'accettabile e riconoscibile e quindi alza la temperatura emozionale della Tv in generale. Es. Il finto programma di Endemol Nederland sulle donazioni di reni ha scatenato un dibattito. Se qualcuno lo realizzerà davvero, in qualche modo chiunque penserà di averlo già visto. Egli sembrerà più accettabile, ma anche quasi scontato. La crescita continua della temperatura emozionale esterna rende sempre più difficile li compito di chi fa intrattenimento. L’architettura dell’enigma fondativo Ogni programma viene strutturato in modo da lanciare una domanda (enigma fondativo) che inneschi circolarità o reversibilità della comunicazione (lo psettaore parteciperà, vorrà rispondere alla domanda). Come si crea?
  • vengono dalla realtà
  • Sono creati dalla Tv stessa (che non potendo essere presente nei momenti fatidici delle per- sone produce una situazione che li renda tali) Possono essere riflessioni sui sentimenti e sulle relazioni tra le persone o le infinite varianti dell'indovinello. Come funziona? Cattura l’attenzione così che lo spettatore che è costretto a rimanere per sapere la risposta finale attraverso un dosaggio dei meccanismi e degli artifici dell’attesa. Per Barthes il racconto drammatico è “un gioco a due partners: l’esca e la verità, articolato su una serie di momenti”:
    1. posizione : Barthes con essa definisce il genere. In tv essi sono mutanti e trasformisti. Definirne uno di partenza può anche essere un inganno ulteriore.
    2. formulazione dell’enigma : è la domanda iniziale che dà senso e struttura al programma. Questo schema si ripete, ma cambiano ogni volta interpreti e situazioni. L’enigma non è solo dentro la storia, ma è ciò che definisce tutto il programma, la cornice esterna. L’enigma imprime ritmo, creando attesa verso la soluzione finale.
    3. promessa di risposta : implicita nella formula del programma. Lo spettatore a sua volta è una garanzia di risposta con la sua competenza: non solo sa che si sarà una soluzione, ma prevede con una buona approssimazione il quando, perché conosce bene il percorso dell’enigma fino alla sua risoluzione.
    4. esca : elementi di attrazione secondari e complementari alla creazione della suspense. Rispetto all’enigma principale, svolgono due funzioni: lo rinforzano e lo ribadiscono = arricchimento funzionale. In C'è posta per te! Tutto quello che precede la risposta del destinatario quindi consegna dell'invito (il destinatario accetterà la busta?); il suo ma non scontato arrivo in studio ecc. A volte il ruolo di interruzione e spostamento più in là della rivelazione (suspence) lo svolge la pubblicità, il teaser
  1. equivoco o doppio senso : esca per il pubblico e verità per il concorrente insieme. Es. Quando Maria De Filippi dice: "Questa persona ci crede molto in quest'ultima opportunità e sappiamo quanto le è costato venire qui..."
  2. blocco (costruzione dell’insolubilità dell’enigma) : il programma garantisce che ci sarà una soluzione, ma se l’autore può solo costruire la domanda e l’attesa, solo il protagonista ha in mano l’enigma e quindi il finale. C’è un fattore imprevedibilità (anche quando it sembrerà di poterlo prevedere con una certa sicurezza, metti l'accento sulla insolubilità, che poco tempo dopo magicamente verrà smentita).
  3. risposta sospesa : lo scenario perfetto in cui si realizza è la perfezione della solitudine, momento in cui il concorrente è completamente solo davanti alla decisione Può essere:
    • (^) a livello di conduzione : una pausa studiata, una breve intervista. Ma è una sospensione semplificata, difficile fa gestire e legata al carisma del conduttore e alla situazione episodica venutasi a creare in quel momento
    • (^) quella permanente : giusto equilibrio tra le rivelazioni precedenti e quelle che hai tenuto fuori, volutamente. La rivelazione successiva deve contenere nuove azioni stimolanti o introdurre nuovi protagonisti, in gradi di incrinare le certezze acquisite fino a quel momento, abbiamo un ampliamento o spostamento delle linee di destinazione tra gli eroi, offrendo nuove forme di partecipazione allo spettatore. Bisogna però trovare un motivo per questo ritardo. Non può essere la vera motivazione (dilatare e basta), ma una credibile giustificazione strutturale e narrativa
  4. risposta parziale : il numero delle possibilità aperte non influisce sulla costruzione di un buon enigma. Anzi permette di creare tensione e avere più possibilità es. 3 candidati in nomination
  5. svelamento : è il momento di massima attenzione del programma. Abbiamo la risposta es. in Affari tuoi la signora dice di essere una cuoca e svela la sua identità
  6. Decifrazione : momento di ripensamento lasciato allo spettatore per capire cosa ha visto..
    • (^) conclusione delle conseguenze del finale : elaborazione del lutto, trionfo, incoronazione “tengono” l’attenzione dello spettatore purché provochino sensazioni
    • (^) congedo può essere un elemento strutturale forte della costruzione dell’enigma. Il tempo del congedo non ritorna su se stesso, perché la linea di destinazione guarda avanti, fondendosi con il tempo dell’annuncio.
  7. Variabilità : ha due valenze:
    • interna : Quante strade diverse può prendere una tua idea senza cambiare il suo nucleo principale. Se la tua idea, il tuo format, il tuo gioco, può generare tante storie diverse (con emozioni e sviluppi vari), allora è forte. Se porta sempre allo stesso tipo di situazione (noiosa, prevedibile), non è abbastanza ricco.
  • (^) esterna : la potenzialità di autotrasformazione che il programma garantisce in partenza. Se il programma inizia a non funzionare come speravi, puoi cambiare messa a fuoco senza stravolgere tutto? Devi avere già in mente delle "uscite di emergenza" → piccole modifiche accettabili dal pubblico, senza tradire l'idea di base.
  1. Liturgia : i riti, i gesti, le frasi, le azioni simboliche che si ripetono sempre dentro un programma TV e che danno forza e identità al programma stesso e che
  • elimina l’indeterminatezza

- Finale drammaturgicocome racconti e costruisci la fine (sequenze, emozioni, rituali) Differenza con lo svelamento Non è solo "scoprire chi ha vinto o chi è l'identità misteriosa".È accumulare tensione fino al culmine e poi rilasciarla con:

- Commenti

- Emozioni

- Festeggiamenti

- Eventuali delusioni elaborate in modo narrativo.

IL DNA

Il DNA = catena inarrivabile e irrinunciabile da cui passa l’energia riproducibile di un programma di successo. Rivela il paradigma. Attraverso il codice genetico di un programma ripetibile si può:

- stabilire gli apparentamenti (e quindi i possibili plagi)

- ricostruire il percorso di un’idea archetipo, l’albero genealogico di un’idea di programma fino a

quel momento

- codificarne l’evoluzione e le trasformazioni nel tempo

- dare una dimensione più scientifica al processo di adattamento

- autorizzare la costruzione di nuovi programmi a partire da un segmento che si stacca da un

format precedente (spin off)

- rendere più trasparente il programma, rivelando, per quanto possibile, i meccanismi invisibili.

L’idea si ispira a un famoso progetto architettonico: la Scala del Pozzo di San Patrizio, progettata da Antonio Sangallo il Giovane. Immagina due scalinate sovrapposte che non si incrociano mai, ma sono comunque perfettamente complementari. In televisione ci sono due linee narrative parallele: una che racconta e l’altra che commenta. Come se fosse un dna. La nostra elica comprende: 2 ringhiere sono i canali principali del programma.

- Primo canale (discendente): Contiene il racconto principale, che avanza in una direzione, con la

sua trama e le sue sotto-trame

- Secondo canale (ascendente): il commento, che guarda gli eventi già raccontati dal primo

canale ma con un punto di vista diverso, spesso mostrando quello che è stato ignorato o nascosto inizialmente. Pioli rappresentano le azioni. Il loro numero cambia da un programma all’altro. le rette verticali strutturano ulteriormente la narrazione:

  • Retta separatrice: Indica dove la trama centrale si separa dalla linea di commento o degli eventi secondari.
  • Retta tratteggiata: linea mediana che rappresenta i valori in gioco (temi centrali, tensioni morali, ecc.) Le porte : momenti chiave, dove la trama può cambiare direzione o evolvere, e dove si fanno scelte importanti (come un cambiamento di scena o una svolta narrativa). Stanno all'inizio e alla fine delle ringhiere

Finestre virtuali: Lungo il percorso delle ringhiere ci sono finestre che permettono di vedere e riflettere su altre dinamiche: questi sono i momenti in cui il pubblico può vedere eventi o risvolti che non sono stati esplorati nel racconto principale ma che sono comunque rilevanti per il programma.

RINGHIERE

  • sinistra è lo sviluppo narrativo del programma. Segue un movimento dall’alto in basso:
  • (^) il bordo esterno della ringhiera si sinistra corrisponde alla tematizzazione (l’ambiente del programma, reali o immaginari)
  • (^) quello interno corrisponde alla colonna sonora del programma: parti verbali, testo o copione, con le componenti variabili e le invarianti, legate alla ritualità. Nell’intercapedine che si colloca tra i due bordi, passa in forma liquida l’energia del racconto. La tua fluidità dipende dall’arbitrato e dalla resistenza delle pareti.
  • destra risale il commento :
    • bordo interno , riguarda il genere dichiarato. Il programma è più rigido un confine invalicabile
    • bordo esterno indica e delimita il coinvolgimento e le relative emozioni di altri protagonisti, dai parenti in studio agli spettatori. Il loro apporto non cambia la linea di destinazione del programma ma accresce il pathos e la temperatura emotiva. => lo spessore dei bordi, in entrambe le ringhiere, indica la loro importanza nel programma. Nei programmi vincenti, le due piste scorrono perfettamente complementari.

PIOLI

La scaletta delle azioni, lo sviluppo narrativo del programma. Ogni singolo piolo contiene una mini - catena narrativa , che utilizza meccanismi azione/reazione a due o tre combinazioni. Quando la successione dei segmenti è particolarmente serrata da giunture non si avvertono e la scrittura sembra assente. Quando la distanza tra i segmenti è notevole, la struttura si fa più evidente, più fragile, ma dalle aperture passano altri flussi. Nei format più strutturati ( high format ) la lunghezza dei pioli copre interamente la distanza tra le due ringhiere. Nei format meno strutturati ( slow format ), i puoi sono più corti. Rimangono attaccati solo all’una o all’altra delle ringhiere laterali, inclinandosi verso l’altro versante, verso il racconto o la zona emotiva del programma. Se il piolo se stacca anche dall’altro bordo, lo spettatore avverte la sensazione di trovarsi di fronte al classico “ fuori tema ”. Quando i filamenti sono più lunghi si hanno due conseguenze: le azioni sfondano i confini del programma e si proiettano all’esterno ( effetto propagazione ). Se i bordi sono rigidi l’azione può spezzarsi e non tenere. L’effetto non sarà la leggerezza, ma la sensazione di precipitare nel vuoto ( effetto vertigine ). Un elemento importante da considerare è la frequenza dei pioli. Lo spazio verticale che li divide misura il tempo tra le azioni. La perfetta distanza tra i pioli di un programma è frutto di relazioni multiple: racconto/commento, ritmo ideale, intensità delle emozioni suscitate. Nel DNA di un programma il numero dei pioli è fisso, ma la loro collocazione definitiva avviene nel suo svolgersi ( la scrittura dell’istante ).