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Un'analisi approfondita della struttura narrativa utilizzata nei programmi televisivi di intrattenimento, esplorando concetti chiave come la coerenza narrativa, la gestione dei tempi emotivi e il crescendo emotivo. vengono presentate diverse tipologie di programmi a esempio, analizzando le loro linee narrative principali e le strategie utilizzate per coinvolgere lo spettatore. Il testo si concentra sull'importanza di una struttura ben definita per creare un'esperienza televisiva coinvolgente ed efficace, fornendo spunti di riflessione sulla costruzione di un programma di successo.
Tipologia: Dispense
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Alla fine del tuo percorso devi ottenere come se tutte le scelte che farai fossero conseguenze necessarie di un fluire naturale. Devi tracciare prima di tutto la mappa virtuale. Nel momento della declinazione la stessa idea può dar vita a tanti programmi diversi. Segui il più forte, in quel momento. Non necessariamente lo spunto da cui sei partito.
Lo spettatore deve scegliere un programma da guardare per cui è aperto ad una nuova proposta, ma può sceglierne solo una e poi prova un immediato rimpianto per i programmi che si sta perdendo. L’idea devi quindi vincere altre tentazioni (i primi telecomandi avevano la forma di una pistola, come le macchine fotografiche; ogni cambio di canale uccide un programma, simbolicamente). RISULTATO = il tuo interesse nel progettare un programma è il possibile comportamento dello spettatore che devi catturare e trattenere + a lungo possibile. Come? Attraverso un incantesimo prolungato in cui lo spettatore vuole credere di essere stato parte di un'esperienza indimenticabile, irripetibile (evento), irrinunciabile (cult, programmi di cui si parla), di aver saputo scegliere quello che stava cercando in quel momento (novità).
Tutti i programmi televisivi e i format hanno una struttura di base da rispettare che è simile alla struttura (il paradigma) che nel cinema si articola in:
Esiste un percorso generale per i programmi fatto di stazioni PREMESSA: Bisogna tener conto di 2 condizioni:
Il crescendo emotivo Un escalation verso l’alto di attenzione, pathos e tensione in un programma.
- Finale drammaturgico → come racconti e costruisci la fine (sequenze, emozioni, rituali) Differenza con lo svelamento Non è solo "scoprire chi ha vinto o chi è l'identità misteriosa".È accumulare tensione fino al culmine e poi rilasciarla con:
Il DNA = catena inarrivabile e irrinunciabile da cui passa l’energia riproducibile di un programma di successo. Rivela il paradigma. Attraverso il codice genetico di un programma ripetibile si può:
quel momento
format precedente (spin off)
L’idea si ispira a un famoso progetto architettonico: la Scala del Pozzo di San Patrizio, progettata da Antonio Sangallo il Giovane. Immagina due scalinate sovrapposte che non si incrociano mai, ma sono comunque perfettamente complementari. In televisione ci sono due linee narrative parallele: una che racconta e l’altra che commenta. Come se fosse un dna. La nostra elica comprende: 2 ringhiere sono i canali principali del programma.
sua trama e le sue sotto-trame
canale ma con un punto di vista diverso, spesso mostrando quello che è stato ignorato o nascosto inizialmente. Pioli rappresentano le azioni. Il loro numero cambia da un programma all’altro. le rette verticali strutturano ulteriormente la narrazione:
Finestre virtuali: Lungo il percorso delle ringhiere ci sono finestre che permettono di vedere e riflettere su altre dinamiche: questi sono i momenti in cui il pubblico può vedere eventi o risvolti che non sono stati esplorati nel racconto principale ma che sono comunque rilevanti per il programma.
La scaletta delle azioni, lo sviluppo narrativo del programma. Ogni singolo piolo contiene una mini - catena narrativa , che utilizza meccanismi azione/reazione a due o tre combinazioni. Quando la successione dei segmenti è particolarmente serrata da giunture non si avvertono e la scrittura sembra assente. Quando la distanza tra i segmenti è notevole, la struttura si fa più evidente, più fragile, ma dalle aperture passano altri flussi. Nei format più strutturati ( high format ) la lunghezza dei pioli copre interamente la distanza tra le due ringhiere. Nei format meno strutturati ( slow format ), i puoi sono più corti. Rimangono attaccati solo all’una o all’altra delle ringhiere laterali, inclinandosi verso l’altro versante, verso il racconto o la zona emotiva del programma. Se il piolo se stacca anche dall’altro bordo, lo spettatore avverte la sensazione di trovarsi di fronte al classico “ fuori tema ”. Quando i filamenti sono più lunghi si hanno due conseguenze: le azioni sfondano i confini del programma e si proiettano all’esterno ( effetto propagazione ). Se i bordi sono rigidi l’azione può spezzarsi e non tenere. L’effetto non sarà la leggerezza, ma la sensazione di precipitare nel vuoto ( effetto vertigine ). Un elemento importante da considerare è la frequenza dei pioli. Lo spazio verticale che li divide misura il tempo tra le azioni. La perfetta distanza tra i pioli di un programma è frutto di relazioni multiple: racconto/commento, ritmo ideale, intensità delle emozioni suscitate. Nel DNA di un programma il numero dei pioli è fisso, ma la loro collocazione definitiva avviene nel suo svolgersi ( la scrittura dell’istante ).