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Preparazione esame su Carlo Emilio Gadda
Tipologia: Appunti
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Carlo Emilio Gadda nasce a Milano nel 1893 in una famiglia borghese segnata presto da difficoltà economiche. Un’educazione severa, il fallimento del padre e il rapporto conflittuale con la madre contribuiscono a formare una personalità inquieta e nevrotica. Si laurea in ingegneria, ma l’esperienza decisiva è la Prima guerra mondiale , vissuta come trauma e delusione: la guerra distrugge la sua fiducia positivistica nella razionalità e nell’ordine. Alla sofferenza bellica si aggiunge la morte del fratello Enrico, evento che segna definitivamente la sua vita emotiva. Dopo anni divisi tra lavoro tecnico e scrittura, solo alla fine degli anni Trenta Gadda si dedica pienamente alla letteratura. Negli ultimi decenni conosce il successo, ma resta segnato da isolamento e nevrosi.
Formazione, idee e scrittura
La cultura di Gadda nasce dall’ illuminismo e positivismo lombardo , fondati su razionalità e ordine. Tuttavia, l’esperienza storica e personale gli mostra un mondo caotico, contraddittorio, ingestibile. Da qui nasce la sua visione pessimistica: la realtà è un groviglio inestricabile di cause ed effetti, che rende impossibile ogni conoscenza definitiva. Questa concezione si riflette nella scrittura, caratterizzata dal pastiche linguistico : mescolanza di registri alti e bassi, dialetti, lingue straniere e linguaggi tecnici. La deformazione stilistica non è gioco, ma strumento di conoscenza che denuncia il nonsenso del reale e la crisi della borghesia.
L’opera e la necessità dell’incompiutezza
L’opera di Gadda è attraversata dal segno dell’ incompiuto. Romanzi, racconti e saggi appaiono spesso frammentari perché, secondo l’autore, la letteratura non può più offrire spiegazioni totali. L’incompiutezza non è un limite, ma una necessità strutturale : se il mondo è caos, anche l’opera non può chiudersi in una forma ordinata. Da qui nasce la tensione dolorosa tra il desiderio di capire e l’impossibilità di farlo fino in fondo.
La cognizione del dolore
Romanzo profondamente autobiografico, nasce dall’elaborazione del rapporto conflittuale con la madre. Ambientato in un paese immaginario del Sud America, racconta il legame nevrotico tra Gonzalo e la madre, segnato da amore, odio e dipendenza. Il delitto finale resta irrisolto: non conta scoprire il colpevole, ma rappresentare il dolore come unica verità conoscibile. Il romanzo unisce tragedia familiare, critica della borghesia e riflessione sull’impossibilità di un riscatto.
I “Quadri milanesi” – L’Adalgisa
Nei racconti ambientati a Milano, Gadda rappresenta la società urbana con ironia feroce. La borghesia è bersaglio privilegiato della satira per la sua ipocrisia e vacuità morale, mentre il popolo appare vitale ma non idealizzato. La città diventa un organismo vivo, osservato attraverso una lingua plurale che fonde dialetto milanese, linguaggi tecnici e registro letterario.
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
Il romanzo nasce come un giallo, ma Gadda ne sovverte radicalmente il meccanismo. Ambientato nella Roma del 1927, in pieno fascismo, prende avvio da un fatto di cronaca: prima un furto, poi l’omicidio di Liliana Balducci. L’indagine del commissario Ingravallo procede in modo minuzioso, realistico, ma non giunge mai a una soluzione definitiva.
Il mancato scioglimento del giallo non è una lacuna, bensì il significato stesso dell’opera : per Gadda la realtà è un intreccio caotico di cause, relazioni e responsabilità che rende impossibile individuare una verità unica. Anche scoprire un colpevole non significherebbe davvero capire.
Il romanzo è così insieme critica del genere poliziesco e allegoria della società italiana , in particolare dell’Italia fascista, vista come un sistema corrotto, confuso e moralmente degradato. Il “pasticciaccio” non è solo il delitto, ma il mondo stesso.
Sul piano stilistico, l’opera rappresenta il punto più alto del plurilinguismo gaddiano : dialetto romanesco, lingua colta, registri tecnici e burocratici convivono nella stessa pagina, rendendo la lingua lo strumento principale di conoscenza e di denuncia del caos del reale.
I racconti
I racconti di Gadda sono spesso frammenti di opere non compiute. Rifiutano la trama tradizionale e seguono un andamento divagatorio. In essi convivono comicità e tragedia, critica sociale e analisi psicologica, con una scrittura che porta all’estremo la deformazione linguistica per rappresentare l’assurdità della vita moderna.