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Carlo Emilio Gadda sbobina, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Italiana

Sbobine su una delle lezioni su Carlo Emilio Gadda

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 13/02/2025

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federica-bonni-1 🇮🇹

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3 dicembre
LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA
Lezione di ieri: fortuna intermittente e ridotta di determinati autori. Talvolta diventano autori di
culto per altri poeti e narratori. Sono stati fatti determinati nomi di primo novecento. Beppe
Salvia è invece un esempio di poeta del secondo novecento, autore di un’unica raccolta
poetica intitolata “Cuore” (autore scomparso molto giovane).
In alcuni casi - emblematico ad esempio il caso di Pizzuto - sono stati determinati alcuni
critici che hanno apprezzato il loro operato letterario. Ci sono stati autori, ad esempio, che
oggi risultano essere ormai stati acquisiti nel canone letterario, eppure, hanno avuto una
fortuna intermittente, come nel caso di Carlo Emilio Gadda. Lui nasce attraverso la prosa
d’arte, una prosa esageratamente attenta ai valori formali. Gadda porta agli estremi questa
tradizione, ogni eleganza diventa estrema eleganza. Si dice di lui, che sia stato una variante
impazzita della prosa d’arte. Le parole diventano strane, si compongono in un modo
particolare, il vocabolario è raro e ricercato, elementi comici si mescolano in maniera
grottesca con elementi seri. Gadda fu un autore di culto, scriveva libri che non comprava
nessuno. I critici della neoavanguardia italiana, tuttavia, cominciano a scrivere di Gadda
poichè la sua prosa e il suo stile combaciavano con le idee portata avanti da questo gruppo
di intellettuali. Il linguaggio letterario impazzito tipico di Gadda, diventa critica al linguaggio
letterario italiano. Nascono tutta una serie di ammiratori di Gadda, i cosiddetti nipotini
dell’ingegnere; diventa un’interesse generazionale per quegli scrittori nati tra gli anni venti e
gli anni trenta. L’interesse nei confronti di Gadda diventa anche motivato dal suo
avvicinamento al giallo (nonostante fosse un giallo atipico), basti pensare alle sue due opere
più iconiche: “quer pasticciaccio brutto de via Merulana” e “La cognizione del dolore”.
NB. Giallo atipico = il mistero rimane irrisolto.
Opere in cui la lingua assume una forma particolare attraverso le ibridazioni linguistiche; il
“pasticciaccio”, infatti, come suggerisce il titolo stesso, è ambientato a Roma, “La cognizione
del dolore”, piuttosto, è ambientato in una Brianza travestita da Sud America.
Contini, quando esce la “Cognizione del dolore”, scrisse e pubblicò un saggio. Si tratta di
uno dei saggi più iconici della saggistica italiana, dal titolo “introduzione alla cognizione del
dolore”. Contini crea sostanzialmente una categoria critica tagliata appositamente per
Gadda, l'espressionismo letterario (da rivedere questa parte). Cosa scrive Contini? Scrive
che, il caso Gadda è il caso culminante di un’intera branca della letteratura italiana, cioè di
tutta quella letteratura che tende a deformare le parole, affermando che si trattasse di un
cosa che riguardava tutta la letteratura, finendo anche nel cinema (Franca Valeri, ad
esempio, fa parte di questa tradizione). Contini autorevolezza all’operato di Gadda,
concedendo un riconoscimento storico a ciò che Gadda ha fatto. Contini, sostanzialmente,
storicizza Gadda, lo mette in un contesto come il punto culminate di questa importante
tradizione e lo mette anche alla fine dell’antologia della letteratura dell’Italia unita.
Tra i cosiddetti “nipotini dell’ingegnere”, collochiamo tutti quelli scrittori che tendevano ad
esagerare ed estremizzare le loro soluzioni stilistiche, come nel caso di Manganelli. Allora, la
fortuna di Gadda è una fortuna universale, entra addirittura nel cinema, ma, sotto quella
scorza espressiva, continua a sopravvivere un Gadda realista.
“Quel maledetto imbroglio” film tratto dal “Pasticciaccio” di Gadda, questo è il momento più
neorealistico.
Abbiamo poi, uno sceneggiato televisivo di due puntate che è un’interpretazione di romanzo
naturalistico poliziesco ottocentesco.
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3 dicembre LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA Lezione di ieri: fortuna intermittente e ridotta di determinati autori. Talvolta diventano autori di culto per altri poeti e narratori. Sono stati fatti determinati nomi di primo novecento. Beppe Salvia è invece un esempio di poeta del secondo novecento, autore di un’unica raccolta poetica intitolata “Cuore” (autore scomparso molto giovane). In alcuni casi - emblematico ad esempio il caso di Pizzuto - sono stati determinati alcuni critici che hanno apprezzato il loro operato letterario. Ci sono stati autori, ad esempio, che oggi risultano essere ormai stati acquisiti nel canone letterario, eppure, hanno avuto una fortuna intermittente, come nel caso di Carlo Emilio Gadda. Lui nasce attraverso la prosa d’arte, una prosa esageratamente attenta ai valori formali. Gadda porta agli estremi questa tradizione, ogni eleganza diventa estrema eleganza. Si dice di lui, che sia stato una variante impazzita della prosa d’arte. Le parole diventano strane, si compongono in un modo particolare, il vocabolario è raro e ricercato, elementi comici si mescolano in maniera grottesca con elementi seri. Gadda fu un autore di culto, scriveva libri che non comprava nessuno. I critici della neoavanguardia italiana, tuttavia, cominciano a scrivere di Gadda poichè la sua prosa e il suo stile combaciavano con le idee portata avanti da questo gruppo di intellettuali. Il linguaggio letterario impazzito tipico di Gadda, diventa critica al linguaggio letterario italiano. Nascono tutta una serie di ammiratori di Gadda, i cosiddetti nipotini dell’ingegnere; diventa un’interesse generazionale per quegli scrittori nati tra gli anni venti e gli anni trenta. L’interesse nei confronti di Gadda diventa anche motivato dal suo avvicinamento al giallo (nonostante fosse un giallo atipico), basti pensare alle sue due opere più iconiche: “quer pasticciaccio brutto de via Merulana” e “La cognizione del dolore”. NB. Giallo atipico = il mistero rimane irrisolto. Opere in cui la lingua assume una forma particolare attraverso le ibridazioni linguistiche; il “pasticciaccio”, infatti, come suggerisce il titolo stesso, è ambientato a Roma, “La cognizione del dolore”, piuttosto, è ambientato in una Brianza travestita da Sud America. Contini, quando esce la “Cognizione del dolore”, scrisse e pubblicò un saggio. Si tratta di uno dei saggi più iconici della saggistica italiana, dal titolo “introduzione alla cognizione del dolore”. Contini crea sostanzialmente una categoria critica tagliata appositamente per Gadda, l'espressionismo letterario (da rivedere questa parte). Cosa scrive Contini? Scrive che, il caso Gadda è il caso culminante di un’intera branca della letteratura italiana, cioè di tutta quella letteratura che tende a deformare le parole, affermando che si trattasse di un cosa che riguardava tutta la letteratura, finendo anche nel cinema (Franca Valeri, ad esempio, fa parte di questa tradizione). Contini dà autorevolezza all’operato di Gadda, concedendo un riconoscimento storico a ciò che Gadda ha fatto. Contini, sostanzialmente, storicizza Gadda, lo mette in un contesto come il punto culminate di questa importante tradizione e lo mette anche alla fine dell’antologia della letteratura dell’Italia unita. Tra i cosiddetti “nipotini dell’ingegnere”, collochiamo tutti quelli scrittori che tendevano ad esagerare ed estremizzare le loro soluzioni stilistiche, come nel caso di Manganelli. Allora, la fortuna di Gadda è una fortuna universale, entra addirittura nel cinema, ma, sotto quella scorza espressiva, continua a sopravvivere un Gadda realista. “Quel maledetto imbroglio” film tratto dal “Pasticciaccio” di Gadda, questo è il momento più neorealistico. Abbiamo poi, uno sceneggiato televisivo di due puntate che è un’interpretazione di romanzo naturalistico poliziesco ottocentesco.

Poi abbiamo una lettura di tipo avanguardistico, che è quella che più avvicina la lettura del pasticciaccio a la lettura di una tragedia greca vera e propria. Vedete come un autore che nasce già dimenticato, ottenendo soltanto dopo una grande fortuna filologica e editoriale, possa diventare canonico, permettendo, addirittura, una vera e propria scuola di studi gaddiani (a Pavia). Tutte le sue opere, tra l’altro, cambiando editore, sono state recentemente ristamempate (Adelphi) accompagnate da lunghissime note di introduzione all’autore.