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Un'analisi approfondita dell'opera di carlo emilio gadda, con particolare attenzione a "la cognizione del dolore" e al suo stile sperimentale. Esplora i temi centrali come il rapporto madre-figlio, il dolore esistenziale e la critica alla società borghese. Inoltre, analizza le tecniche narrative e linguistiche innovative utilizzate da gadda, come il plurilinguismo e la frammentazione della trama, fornendo una panoramica completa della sua poetica e del suo impatto sulla letteratura italiana del novecento. Anche il pasticciaccio.
Tipologia: Appunti
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Vita
opera durante la prima guerra mondiale.
interessi per la letteratura e per la poesia, si laurea in ingegneria per accontentare i genitori.
la madre ritorna continuamente nelle sue opere e porta ad una condizione di malessere.
sua famiglia una vita agiata: possiedono una villa in Brianza, simbolo di questa borghesia arricchita che però perderà tutto.
Caporetto.
è per Gadda un elemento di disagio esistenziale e di nevrosi —> il suo modo di percepire la vita è estremamente doloroso.
dolore”, egli immagina che sia ambientato in un paese del sud America, che in realtà rappresenta la Lombardia.
esagerato, dopo la seconda guerra mondiale, cui non partecipa.
conosce Montale e Vittorini + nel secondo dopo guerra pubblica un giallo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” con una patina di dialetto romanesco. Il groviglio della realtà
duplice formazione, scientifica e umanistica —> le sue letture spaziano da filosofi, storici, matematici a classici della letteratura antica e moderna, con un forte interesse anche per la psicoanalisi, in particolare per Freud, che influenzerà profondamente la sua opera “La cognizione del dolore”.
disagio e di nevrosi, cioè il non riuscire a vivere pienamente e a realizzarsi in un mondo che non si comprende e che ha valori che cambiano e che si allontanano troppo dai valori della borghesia degli intellettuali, dell’uomo moderno —> anche lui, come Svevo e Saba, incontra la psicanalisi, cioè cerca di capire quella che è la matrice del dolore e della nevrosi esistenziale.
realtà, non un gioco estetico —> conoscere la realtà significa indagare oltre le apparenze per scoprire la complessità e la molteplicità delle cause che compongono il reale, inteso come un intreccio disordinato e caotico di eventi, sentimenti e relazioni: il mondo è descritto come un "grumo" di relazioni infinite.
di fronte a questa complessità, Gadda oscilla tra angoscia e desiderio di dare ordine al caos, attraverso la letteratura, che diventa un tentativo di catalogare e comprendere il disordine universale.
anche ogni forma di sapere è provvisoria e relativa, sempre in divenire.
in una realtà che è complessa: per Gadda è forte la necessità di capire la realtà e dargli un ordine, esigenza che nasce dalla sua formazione scientifica, ma che è anche un’esigenza etica —> questo tentativo di dare un ordine alla realtà viene reso attraverso l’uso linguistico della molteplicità della realtà: nei suoi romanzi la realtà appare come un pasticcio, un groviglio, in cui l’uomo cerca di dare un ordine (allo stesso modo, Petronio vuole rappresentare la realtà: Gadda con lui condivide la sperimentazione linguistica). Sperimentalismo linguistico
frammentata della realtà: il suo stile è espressionista e deformante, ricco di enfasi, amplificazioni e rappresentazioni barocche, intese non come scelta estetica, ma come necessità imposta dalla complessità del mondo —> usa frequentemente figure retoriche basate sull’accumulazione
(enumerazioni, elenchi) e un largo impiego di metafore e similitudini, a sottolineare le infinite connessioni tra gli elementi della realtà.
Questo brano rientra nel volume “Accoppiamenti giudiziosi” e narra un incendio divampato a Milano in via Keplero: è un evento di cronaca realmente accaduto, che Gadda posticipa —> è avvenuto negli anni ‘30, ma lui lo fa accadere successivamente: pubblica l’opera nel secondo dopoguerra (si può collegare con Plinio).
viene descritto l’accumularsi del fuoco, del fumo e di tutta l’umanità che esce fuori dal palazzo: Gadda era un pò misantropo.
Genere giallo Il genere giallo ha un’ampia diffusione nella letteratura italiana dal secondo dopoguerra: ancora oggi la giallistica è molto apprezzata =/ in Europa si diffonde molto prima con Edgar Allan Poe. Alcuni autori scelgono il genere giallo per affrontare temi legati alla conoscenza e all’interpretazione della realtà —> ad esempio, Sciascia usa il genere del giallo poliziesco, collocandolo nell’indagine sulla mafia =/ Umberto Eco usa il giallo per un romanzo storico: consente di svolgere l’indagine conoscitiva =/ Gadda usa il genere giallo nel dialetto romanesco, adattandolo all’ambientazione. Trama