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Gadda: Cognizione del Dolore e Sperimentalismo Linguistico, Appunti di Italiano

Un'analisi approfondita dell'opera di carlo emilio gadda, con particolare attenzione a "la cognizione del dolore" e al suo stile sperimentale. Esplora i temi centrali come il rapporto madre-figlio, il dolore esistenziale e la critica alla società borghese. Inoltre, analizza le tecniche narrative e linguistiche innovative utilizzate da gadda, come il plurilinguismo e la frammentazione della trama, fornendo una panoramica completa della sua poetica e del suo impatto sulla letteratura italiana del novecento. Anche il pasticciaccio.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 30/10/2025

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Mari_4 🇮🇹

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CARLO EMILIO GADDA
Vita
-Carlo Emilio Gadda è un intellettuale particolare: non rientra nel movimento del neorealismo, perché
opera durante la prima guerra mondiale.
-Nasce a Milano da una famiglia borghese benestante e si laurea in ingegneria —> nonostante abbia
interessi per la letteratura e per la poesia, si laurea in ingegneria per accontentare i genitori.
-Ha un rapporto particolare con la madre, donna rigida e severa: questo tema del dicile rapporto con
la madre ritorna continuamente nelle sue opere e porta ad una condizione di malessere.
-Il padre, invece, è un uomo debole che spende i soldi che ottiene con il suo lavoro e fa condurre alla
sua famiglia una vita agiata: possiedono una villa in Brianza, simbolo di questa borghesia arricchita che
però perderà tutto.
-Partecipa alla prima guerra mondiale e viene fatto prigioniero in Germania a seguito della disfatta di
Caporetto.
-L’esperienza più tragica è la morte del fratello in guerra, che, insieme al dicile rapporto con i genitori,
è per Gadda un elemento di disagio esistenziale e di nevrosi —> il suo modo di percepire la vita è
estremamente doloroso.
-Dopo la laurea viaggia per lavoro e si reca anche in sud America —> nel romanzo “La cognizione del
dolore”, egli immagina che sia ambientato in un paese del sud America, che in realtà rappresenta la
Lombardia.
-Aderisce in un primo momento al fascismo, per poi staccarsi vedendo nel fascismo l’aspetto più
esagerato, dopo la seconda guerra mondiale, cui non partecipa.
-Si stabilisce a Firenze durante la seconda guerra mondiale, dove frequenta ambienti letterari e
conosce Montale e Vittorini + nel secondo dopo guerra pubblica un giallo “Quer pasticciaccio brutto
de via Merulana” con una patina di dialetto romanesco.
Il groviglio della realtà
-Carlo Emilio Gadda è una figura originale nel panorama culturale italiano tra le due guerre per la sua
duplice formazione, scientifica e umanistica —> le sue letture spaziano da filosofi, storici, matematici a
classici della letteratura antica e moderna, con un forte interesse anche per la psicoanalisi, in
particolare per Freud, che influenzerà profondamente la sua opera “La cognizione del dolore”.
-Una caratteristica di Gadda è il suo senso di malessere: egli esprime in modo profondo quel senso di
disagio e di nevrosi, cioè il non riuscire a vivere pienamente e a realizzarsi in un mondo che non si
comprende e che ha valori che cambiano e che si allontanano troppo dai valori della borghesia degli
intellettuali, dell’uomo moderno —> anche lui, come Svevo e Saba, incontra la psicanalisi, cioè cerca di
capire quella che è la matrice del dolore e della nevrosi esistenziale.
-La sua scrittura ha un'impronta filosofica: la letteratura, per lui, è uno strumento di conoscenza della
realtà, non un gioco estetico —> conoscere la realtà significa indagare oltre le apparenze per scoprire
la complessità e la molteplicità delle cause che compongono il reale, inteso come un intreccio
disordinato e caotico di eventi, sentimenti e relazioni: il mondo è descritto come un "grumo" di
relazioni infinite.
-Anche l'uomo, come il reale, è instabile e privo di un'identità fissa: è il risultato di relazioni mutevoli —>
di fronte a questa complessità, Gadda oscilla tra angoscia e desiderio di dare ordine al caos,
attraverso la letteratura, che diventa un tentativo di catalogare e comprendere il disordine universale.
-La conoscenza, tuttavia, non può essere assoluta, perché la realtà è in continuo cambiamento —>
anche ogni forma di sapere è provvisoria e relativa, sempre in divenire.
-In Gadda c’è il tema della ricerca del senso della realtà, che è una ricerca conoscitiva, un immergersi
in una realtà che è complessa: per Gadda è forte la necessità di capire la realtà e dargli un ordine,
esigenza che nasce dalla sua formazione scientifica, ma che è anche un’esigenza etica —> questo
tentativo di dare un ordine alla realtà viene reso attraverso l’uso linguistico della molteplicità della
realtà: nei suoi romanzi la realtà appare come un pasticcio, un groviglio, in cui l’uomo cerca di dare un
ordine (allo stesso modo, Petronio vuole rappresentare la realtà: Gadda con lui condivide la
sperimentazione linguistica).
Sperimentalismo linguistico
-La scrittura di Carlo Emilio Gadda è fortemente originale e riflette la sua visione complessa e
frammentata della realtà: il suo stile è espressionista e deformante, ricco di enfasi, amplificazioni e
rappresentazioni barocche, intese non come scelta estetica, ma come necessità imposta dalla
complessità del mondo —> usa frequentemente figure retoriche basate sull’accumulazione
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CARLO EMILIO GADDA

Vita

- Carlo Emilio Gadda è un intellettuale particolare: non rientra nel movimento del neorealismo, perché

opera durante la prima guerra mondiale.

- Nasce a Milano da una famiglia borghese benestante e si laurea in ingegneria —> nonostante abbia

interessi per la letteratura e per la poesia, si laurea in ingegneria per accontentare i genitori.

- Ha un rapporto particolare con la madre, donna rigida e severa: questo tema del difficile rapporto con

la madre ritorna continuamente nelle sue opere e porta ad una condizione di malessere.

- Il padre, invece, è un uomo debole che spende i soldi che ottiene con il suo lavoro e fa condurre alla

sua famiglia una vita agiata: possiedono una villa in Brianza, simbolo di questa borghesia arricchita che però perderà tutto.

- Partecipa alla prima guerra mondiale e viene fatto prigioniero in Germania a seguito della disfatta di

Caporetto.

- L’esperienza più tragica è la morte del fratello in guerra, che, insieme al difficile rapporto con i genitori,

è per Gadda un elemento di disagio esistenziale e di nevrosi —> il suo modo di percepire la vita è estremamente doloroso.

- Dopo la laurea viaggia per lavoro e si reca anche in sud America —> nel romanzo “La cognizione del

dolore”, egli immagina che sia ambientato in un paese del sud America, che in realtà rappresenta la Lombardia.

- Aderisce in un primo momento al fascismo, per poi staccarsi vedendo nel fascismo l’aspetto più

esagerato, dopo la seconda guerra mondiale, cui non partecipa.

- Si stabilisce a Firenze durante la seconda guerra mondiale, dove frequenta ambienti letterari e

conosce Montale e Vittorini + nel secondo dopo guerra pubblica un giallo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” con una patina di dialetto romanesco. Il groviglio della realtà

- Carlo Emilio Gadda è una figura originale nel panorama culturale italiano tra le due guerre per la sua

duplice formazione, scientifica e umanistica —> le sue letture spaziano da filosofi, storici, matematici a classici della letteratura antica e moderna, con un forte interesse anche per la psicoanalisi, in particolare per Freud, che influenzerà profondamente la sua opera “La cognizione del dolore”.

- Una caratteristica di Gadda è il suo senso di malessere: egli esprime in modo profondo quel senso di

disagio e di nevrosi, cioè il non riuscire a vivere pienamente e a realizzarsi in un mondo che non si comprende e che ha valori che cambiano e che si allontanano troppo dai valori della borghesia degli intellettuali, dell’uomo moderno —> anche lui, come Svevo e Saba, incontra la psicanalisi, cioè cerca di capire quella che è la matrice del dolore e della nevrosi esistenziale.

- La sua scrittura ha un'impronta filosofica: la letteratura, per lui, è uno strumento di conoscenza della

realtà, non un gioco estetico —> conoscere la realtà significa indagare oltre le apparenze per scoprire la complessità e la molteplicità delle cause che compongono il reale, inteso come un intreccio disordinato e caotico di eventi, sentimenti e relazioni: il mondo è descritto come un "grumo" di relazioni infinite.

- Anche l'uomo, come il reale, è instabile e privo di un'identità fissa: è il risultato di relazioni mutevoli —>

di fronte a questa complessità, Gadda oscilla tra angoscia e desiderio di dare ordine al caos, attraverso la letteratura, che diventa un tentativo di catalogare e comprendere il disordine universale.

- La conoscenza, tuttavia, non può essere assoluta, perché la realtà è in continuo cambiamento —>

anche ogni forma di sapere è provvisoria e relativa, sempre in divenire.

- In Gadda c’è il tema della ricerca del senso della realtà, che è una ricerca conoscitiva, un immergersi

in una realtà che è complessa: per Gadda è forte la necessità di capire la realtà e dargli un ordine, esigenza che nasce dalla sua formazione scientifica, ma che è anche un’esigenza etica —> questo tentativo di dare un ordine alla realtà viene reso attraverso l’uso linguistico della molteplicità della realtà: nei suoi romanzi la realtà appare come un pasticcio, un groviglio, in cui l’uomo cerca di dare un ordine (allo stesso modo, Petronio vuole rappresentare la realtà: Gadda con lui condivide la sperimentazione linguistica). Sperimentalismo linguistico

- La scrittura di Carlo Emilio Gadda è fortemente originale e riflette la sua visione complessa e

frammentata della realtà: il suo stile è espressionista e deformante, ricco di enfasi, amplificazioni e rappresentazioni barocche, intese non come scelta estetica, ma come necessità imposta dalla complessità del mondo —> usa frequentemente figure retoriche basate sull’accumulazione

(enumerazioni, elenchi) e un largo impiego di metafore e similitudini, a sottolineare le infinite connessioni tra gli elementi della realtà.

  • (^) Fondamentale è anche il plurilinguismo: Gadda mescola italiano, dialetti (come il milanese e il romanesco), lingue straniere e linguaggi tecnici, adottando una vasta gamma di registri stilistici, dal sublime al comico, dal burocratico al popolare.
  • (^) L’elemento comico è centrale ma spesso amaro, ironico o sarcastico: il riso non è fine a sé stesso, ma strumento critico e corrosivo verso miti, convenzioni e ipocrisie —> l’atteggiamento dell’autore è distaccato tra il tragico e il sarcastico con una visione tragica della realtà.
  • (^) La scrittura gaddiana è un pastiche, cioè un insieme trasgressivo di generi e linguaggi, che rifiuta i canoni tradizionali per farsi carico della complessità del reale: il lessico è frutto di una continua sperimentazione, tra neologismi e deformazioni linguistiche, sempre con la consapevolezza del valore storico delle parole —> Gadda mescola linguaggi e registri linguistici diversi: utilizza termini alti e bassi.
  • (^) Anche la struttura narrativa riflette il caos del reale: la trama è frammentata, piena di digressioni e incisi, senza uno svolgimento lineare —> si parla di procedimento antinarrativo e di una prosa lirica, dove prevale l’espressione soggettiva più che la narrazione dei fatti.
  • (^) Infine, Gadda adotta un continuo cambio di punto di vista, entrando e uscendo dalle menti dei personaggi per offrire una visione molteplice e non univoca della realtà.

LA COGNIZIONE DEL DOLORE

  • (^) L’opera prende avvio nel 1936, dopo la morte della madre, evento che sconvolge profondamente Gadda e lo getta in una crisi esistenziale e psicologica —> il romanzo ha una forte valenza autobiografica, legata ai sensi di colpa verso la madre e al dolore per la perdita del passato.
  • (^) Il titolo, ispirato a Schopenhauer, rimanda ad un doloroso percorso di conoscenza, simile ad una via crucis personale ma anche universale —> la narrazione si svolge in un Paese immaginario sudamericano, il Maradagal, ma i luoghi rimandano chiaramente alla Lombardia. Trama
  • (^) Al centro dell'opera c’è il rapporto conflittuale tra Gonzalo, ingegnere spesso in viaggio per lavoro, e sua madre, rassegnata alle intemperanze del figlio e timorosa di fronte ai suoi eccessi di collera —> Gonzalo è un personaggio "malato": nevrotico, crudele, solo, pieno di rancore nei confronti della madre, ma allo stesso tempo disperatamente legato a lei.
  • (^) In preda ad una specie di delirio, Gonzalo arriva a minacciare la madre di morte: la donna sarà effettivamente aggredita nella scena finale del romanzo, non però dal figlio, ma da una mano ignota che il narratore non rivela (così come non informa se la donna muoia o sopravviva) —> la trama, come sarà poi anche per il Pasticciaccio, rimane sospesa: ciò che interessa allo scrittore è indagare le ragioni profonde del dolore della madre e di Gonzalo, senza individuare un colpevole.
  • (^) Quindi, tutta la trama è incentrata sul malessere di Gonzalo nei confronti della madre e dei contadini sporchi che si occupano delle terre di proprietà e che vanno ogni tanto a visitare la madre nella villa.
  • (^) Non c’è una vera trama: la storia è frammentata in scene che si concentrano sulla psiche del protagonista Gonzalo, alter ego di Gadda, tormentato da nevrosi, rimorsi e un rapporto difficile con la madre —> il romanzo è un’indagine dell’interiorità, in chiave anche psicoanalitica, con evidenti riferimenti a Freud.
  • (^) Oltre al tema del lutto e del rapporto madre-figlio, emergono la critica alla società borghese e l’ostilità verso la banalità e l’ipocrisia del mondo: c’è una forte carica polemica e di rifiuto verso le convenzioni sociali.
  • (^) Lo stile è segnato da un plurilinguismo esasperato: italiano colto, dialetti, spagnoleggiante, linguaggi tecnici, neologismi, parole inventate + la sintassi è complessa, labirintica, con frasi lunghissime, prive di gerarchia, che riflettono il caos del reale.
  • (^) La narrazione è discontinua, senza una trama lineare, con digressioni e salti di prospettiva: il punto di vista cambia spesso, rispecchiando la frammentazione del mondo interiore del protagonista.
  • (^) Gadda ha un vero e proprio “appetito del reale”: ogni dettaglio, ogni oggetto diventa importante, perché rappresenta un frammento della realtà da conoscere e comprendere —> anche gli elementi più minimi sono analizzati con attenzione, in un tentativo di inglobare il mondo nella scrittura. IL RITORNO DEL FIGLIO
  • (^) La sintassi è ipertrofica, contorta, mimetica del caos che intende descrivere: la frase si espande, si deforma, inciampa in incidentali e parentesi, e nel suo stesso movimento sembra voler contenere la complessità inafferrabile del reale.
  • (^) L’ironia corrosiva e la comicità nascono proprio da questa tensione continua tra ordine e disordine, tra l’apparenza ordinata dei gesti e il disfacimento che li abita.

ACCOPPIAMENTI GIUDIZIOSI

L’INCENDIO DI VIA KEPLERO

Questo brano rientra nel volume “Accoppiamenti giudiziosi” e narra un incendio divampato a Milano in via Keplero: è un evento di cronaca realmente accaduto, che Gadda posticipa —> è avvenuto negli anni ‘30, ma lui lo fa accadere successivamente: pubblica l’opera nel secondo dopoguerra (si può collegare con Plinio).

  • (^) Il brano è una descrizione ironica, grottesca e caotica di un incendio scoppiato in una casa popolare milanese, colta in un momento di afosa immobilità estiva: il palazzo viene descritto come un’ululante topaia, i cui abitanti sono topi —> la narrazione consiste nel racconto di una serie di storie parallele e contemporanee.
  • (^) In pochi minuti, la tragedia esplode in un turbine di urla, fughe disordinate, corpi seminudi e bambini strillanti, mentre il fuoco si fa strada tra le stanze e i fumi invadono l’aria: l’incendio scatena una scena di panico collettivo, raccontata con uno stile iperbolico e carico di immagini deformanti e caricaturali —

    viene descritto l’accumularsi del fuoco, del fumo e di tutta l’umanità che esce fuori dal palazzo: Gadda era un pò misantropo.

  • (^) Tra i personaggi che emergono da questo caos troviamo una folla variegata di inquilini: donne scarmigliate, uomini in mutande, poeti falliti, animali domestici, e infine il vecchio Zavattari, figura tragicomica che rappresenta il culmine dell’umana decadenza —> Zavattari è un anziano pescivendolo, malato e abbrutito dalla vita, che passa le giornate tra il letto e la tavola, intento a bere vino rosso dal suo fiasco: quando scoppia l’incendio, anche lui, nonostante la condizione di torpore fisico e mentale in cui versa, tenta di salvarsi ma riesce solo a rovesciare il fiasco e a perdere il controllo del proprio corpo, tanto che viene salvato all’ultimo dai pompieri. Il brano è denso e barocco: l’autore fonde tragedia e farsa, reale e surreale, in una lingua ricca di registri diversi, dialetti, tecnicismi, termini inventati e allusioni colte —> il risultato è un affresco comico e disperato della miseria umana, dove il linguaggio stesso sembra farsi specchio del disordine del mondo: descrive tutti i particolari, è come se l’occhio di perdesse nei particolari (racconta la storia di Zavattari). Emerge inoltre il tema del fuoco liberatore: dopo l’incendio, i personaggi vengono sorpresi nella loro natura più intima e vera —> via Keplero è l’immagine del pasticcio del mondo, cioè di un’umanità multiforme che parla innumerevoli lingue.

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA

Genere giallo Il genere giallo ha un’ampia diffusione nella letteratura italiana dal secondo dopoguerra: ancora oggi la giallistica è molto apprezzata =/ in Europa si diffonde molto prima con Edgar Allan Poe. Alcuni autori scelgono il genere giallo per affrontare temi legati alla conoscenza e all’interpretazione della realtà —> ad esempio, Sciascia usa il genere del giallo poliziesco, collocandolo nell’indagine sulla mafia =/ Umberto Eco usa il giallo per un romanzo storico: consente di svolgere l’indagine conoscitiva =/ Gadda usa il genere giallo nel dialetto romanesco, adattandolo all’ambientazione. Trama

  • (^) Lo spunto per la narrazione proviene da un fatto di cronaca realmente avvenuto a Roma nel 1946, l'assassinio di due anziane sorelle, derubate dei gioielli da una domestica e da una sua complice =/ il romanzo è invece ambientato nel 1927, sempre nella capitale: in un palazzo borghese di via Merulana viene rapinata la signora Menegazzi, e dopo pochi giorni viene assassinata la sua giovane vicina di casa, Liliana Balducci.
  • (^) Le indagini sono condotte dal commissario molisano Ingravallo, detto don Ciccio, che interroga tutti gli abitanti del palazzo e ricostruisce le amicizie della vittima: presuppone che l’assassina sia una ragazza, Virginia, che andava a trovare Liliana fingendosi sua amica, ma in realtà intrattiene una relazione con il fidanzato di Liliana —> è un’approfittatrice.
  • (^) Il romanzo è privo di un finale: viene ipotizzato un colpevole, ma non ne si ha la certezza —> è un romanzo aperto.
  • (^) Al centro del romanzo vi è un'indagine su un omicidio, che però diventa pretesto per un'esplorazione profonda della realtà e del male: il commissario Ingravallo, più che risolvere il caso, è interessato a comprendere le cause del delitto, le emozioni e i legami che lo hanno generato —> Gadda mette in evidenza una realtà complessa, che cerca di ordinare: la lingua è il principio ordinatore di una realtà caotica.
  • (^) Tuttavia, il mondo che gli si presenta è un groviglio, uno “gnommero”, di rapporti e influenze infinite, che rende impossibile arrivare ad un ordine e ad una verità univoca: il giallo resta irrisolto e la trama incompiuta —> l’ultima parola del romanzo è “quasi”: rende l’incertezza.
  • (^) Il male, come già ne La cognizione del dolore, è visto come una forza misteriosa e inevitabile, insita nella realtà stessa =/ nel Pasticciaccio assume una dimensione più ampia e collettiva, investendo l’intera umanità. IL CORPO DI LILIANA Il commissario Ingravallo viene informato che nel palazzo di via Merulana 219 è stato ritrovato un cadavere: è quello di Liliana Balducci —> si reca sulla scena del delitto e descrive il corpo.
  • (^) Il brano descrive in modo crudo, dettagliato e disturbante la scena del ritrovamento del cadavere di Liliana Balducci, la vittima del delitto attorno a cui ruota il romanzo: il corpo viene rappresentato in una posa sconcia e quasi oscena, con abiti intimi parzialmente scoperti, accentuando un senso di violazione e vulnerabilità —> ricorda i corpi nudi dell’incendio di via Keplero.
  • (^) Gadda si sofferma sui particolari, creando un effetto di straniamento e disgusto: la violenza dell’omicidio è resa con immagini crude (un profondo taglio alla gola, sgraffiature sul viso, sangue ovunque); tuttavia, accanto all'orrore fisico, emerge anche una pietà malinconica per la vittima, descritta come “povera Liliana”, stanca e sopraffatta dalla morte + viene descritta come pura.
  • (^) L'autore mescola registri linguistici alti e bassi, passando dall'italiano letterario al dialetto romanesco, in un impasto linguistico ricco e variegato: questa mescolanza contribuisce a creare un effetto di confusione, realtà deformata, caotica, che riflette l’impossibilità di comprendere pienamente il senso del male e della violenza.