DIRITTO ECCLESIASTICO
12 dicembre prova prima degli esami, 5 domande aperte (2 analisi di casi, 3 generali di contenuto)
LEZ. 1
Che cosa vuole sotto intendere questo nome? Riassume rapporti giuridici della tradizione giuridica.
Alla parola diritto non è scontato associare la parola stato, perché non esiste solo diritto statale ma
vi sono altri ordinamenti che producono norme:
-ordinamenti religiosi producono norme giuridiche. Impegnano il fedele di un ordinamento
religioso anche per l’aldilà.
-Consuetudini originate dalla società
-Normativa prodotta dai privati (es. lex perentoria)
-Codice civile: associazioni non riconosciute o riconosciute attraverso lo statuto
Quando si parla di diritto ecclesiastico, la parola “diritto” tra tutti i sopracitati attori normativi si
riferisce alle norme emanate dallo stato per regolare l’ambito religioso.
Il fatto che siano norme di origine statuale a regolare la religione, permette di fare un altro passo.
Il diritto ecclesiastico è il diritto prodotto dallo stato.
La parola diritto sottolinea il ruolo dello stato. Il termine “diritto ecclesiastico” è stato coniato a fine
800’ per segnalare che dopo l’unità d’Italia, il nuovo stato liberale aveva il compito di regolatore
sociale. Rinvio ad un’epoca in cui lo stato afferma il suo monopolio della forza. C’è uno stato non
confessionale, regola la vita degli individui a prescindere dalla loro confessione religiosa.
Prima della fine dell’800’ quando si parlava di diritto ecclesiastico non si parlava di diritto dello
stato ma della chiesa.
Ius ecclesiasticum diritto della Chiesa sia in materia interna che esterna (regolava rapporti tra stato
e chiesa) preminenza di Chiesa. Mentre nel diritto ecclesiastico c’è la preminenza dello stato.
La chiesa è la matrice dello stato nella sua organizzazione gerarchica, ma ad un certo punto lo
stato prende il sopravvento.
Il termine “ecclesiastico” richiama alla chiesa, vi è un’origine storica precisa. Quando nasce il diritto
ecclesiastico c’era una situazione storica particolare: richiama alla chiesa cattolica.
Si parte dall’affermazione della supremazia dello stato, affiancando il termine ecclesiastico,
perché? Il diritto dello stato è un diritto ecclesiastico, poiché regola nella sfera civile la vita della
chiesa cattolica. Il diritto ecclesiastico serve per affermare la supremazia dello stato e per
delimitare l’azione della chiesa.
Art 7 principio della distinzione degli ordini distinti.
“Ecclesia” rimanda ad un’assemblea, riferimento al mondo greco nella città di Atene. In Grecia la
religione che rapporto aveva con la politica? Ecclesia era un termine che nell’antichità riguardava il
religioso. Ecclesiastico segna la fine della distinzione tra il politico e il religioso. Salto notevole
rispetto al mondo greco-romano.
Il termine diritto ecclesiastico fa riferimento alla supremazia statale e all’eliminazione della
distinzione tra politica e religione.
Prospettiva dualistica: stato e chiese.
Il rapporto tra lo stato e le chiese non si è sempre svolto allo stesso modo.
MODELLO MEDIEVALE
Nel Medioevo il diritto statale non era legittimo in sé, ma lo diventava qualora ottemperasse alla
legittimazione da parte della Chiesa. Questa legittimazione doveva essere costante nel tempo,
altrimenti vi era la scomunica dell’imperatore. Nella tradizione giuridica europea, la politica e la
religione sono impersonate da due persone giuridiche distinte, non c’è un’unica persona che
detiene entrambi i poteri. Il religioso è connesso ad una tradizione organizzata, figura del Papa al
vertice.
Diverse caratteristiche:
pluralismo religiosamente orientato
-Non coincidono istituzione politica e religiosa
-Omogeneità religiosa e religione inglobante
-Gerarchia orientata dalla religione