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Diritto ecclesiastico lez 1, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Appunti diritto ecclesiastico prof Ferrari

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 20/04/2020

camilla.premoli
camilla.premoli 🇮🇹

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DIRITTO ECCLESIASTICO
12 dicembre prova prima degli esami, 5 domande aperte (2 analisi di casi, 3 generali di contenuto)
LEZ. 1
Che cosa vuole sotto intendere questo nome? Riassume rapporti giuridici della tradizione giuridica.
Alla parola diritto non è scontato associare la parola stato, perché non esiste solo diritto statale ma
vi sono altri ordinamenti che producono norme:
-ordinamenti religiosi producono norme giuridiche. Impegnano il fedele di un ordinamento
religioso anche per l’aldilà.
-Consuetudini originate dalla società
-Normativa prodotta dai privati (es. lex perentoria)
-Codice civile: associazioni non riconosciute o riconosciute attraverso lo statuto
Quando si parla di diritto ecclesiastico, la parola “diritto” tra tutti i sopracitati attori normativi si
riferisce alle norme emanate dallo stato per regolare l’ambito religioso.
Il fatto che siano norme di origine statuale a regolare la religione, permette di fare un altro passo.
Il diritto ecclesiastico è il diritto prodotto dallo stato.
La parola diritto sottolinea il ruolo dello stato. Il termine “diritto ecclesiastico” è stato coniato a fine
800’ per segnalare che dopo l’unità d’Italia, il nuovo stato liberale aveva il compito di regolatore
sociale. Rinvio ad un’epoca in cui lo stato afferma il suo monopolio della forza. C’è uno stato non
confessionale, regola la vita degli individui a prescindere dalla loro confessione religiosa.
Prima della fine dell’800’ quando si parlava di diritto ecclesiastico non si parlava di diritto dello
stato ma della chiesa.
Ius ecclesiasticum diritto della Chiesa sia in materia interna che esterna (regolava rapporti tra stato
e chiesa) preminenza di Chiesa. Mentre nel diritto ecclesiastico c’è la preminenza dello stato.
La chiesa è la matrice dello stato nella sua organizzazione gerarchica, ma ad un certo punto lo
stato prende il sopravvento.
Il termine “ecclesiastico” richiama alla chiesa, vi è un’origine storica precisa. Quando nasce il diritto
ecclesiastico c’era una situazione storica particolare: richiama alla chiesa cattolica.
Si parte dall’affermazione della supremazia dello stato, affiancando il termine ecclesiastico,
perché? Il diritto dello stato è un diritto ecclesiastico, poiché regola nella sfera civile la vita della
chiesa cattolica. Il diritto ecclesiastico serve per affermare la supremazia dello stato e per
delimitare l’azione della chiesa.
Art 7 principio della distinzione degli ordini distinti.
“Ecclesia” rimanda ad un’assemblea, riferimento al mondo greco nella città di Atene. In Grecia la
religione che rapporto aveva con la politica? Ecclesia era un termine che nell’antichità riguardava il
religioso. Ecclesiastico segna la fine della distinzione tra il politico e il religioso. Salto notevole
rispetto al mondo greco-romano.
Il termine diritto ecclesiastico fa riferimento alla supremazia statale e all’eliminazione della
distinzione tra politica e religione.
Prospettiva dualistica: stato e chiese.
Il rapporto tra lo stato e le chiese non si è sempre svolto allo stesso modo.
MODELLO MEDIEVALE
Nel Medioevo il diritto statale non era legittimo in sé, ma lo diventava qualora ottemperasse alla
legittimazione da parte della Chiesa. Questa legittimazione doveva essere costante nel tempo,
altrimenti vi era la scomunica dell’imperatore. Nella tradizione giuridica europea, la politica e la
religione sono impersonate da due persone giuridiche distinte, non c’è un’unica persona che
detiene entrambi i poteri. Il religioso è connesso ad una tradizione organizzata, figura del Papa al
vertice.
Diverse caratteristiche:
pluralismo religiosamente orientato
-Non coincidono istituzione politica e religiosa
-Omogeneità religiosa e religione inglobante
-Gerarchia orientata dalla religione
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DIRITTO ECCLESIASTICO

12 dicembre prova prima degli esami, 5 domande aperte (2 analisi di casi, 3 generali di contenuto) LEZ. 1 Che cosa vuole sotto intendere questo nome? Riassume rapporti giuridici della tradizione giuridica. Alla parola diritto non è scontato associare la parola stato, perché non esiste solo diritto statale ma vi sono altri ordinamenti che producono norme:

  • ordinamenti religiosi  producono norme giuridiche. Impegnano il fedele di un ordinamento religioso anche per l’aldilà.
  • Consuetudini  originate dalla società
  • Normativa prodotta dai privati (es. lex perentoria)
  • Codice civile: associazioni non riconosciute o riconosciute attraverso lo statuto Quando si parla di diritto ecclesiastico, la parola “diritto” tra tutti i sopracitati attori normativi si riferisce alle norme emanate dallo stato per regolare l’ambito religioso. Il fatto che siano norme di origine statuale a regolare la religione, permette di fare un altro passo. Il diritto ecclesiastico è il diritto prodotto dallo stato. La parola diritto sottolinea il ruolo dello stato. Il termine “diritto ecclesiastico” è stato coniato a fine 800’ per segnalare che dopo l’unità d’Italia, il nuovo stato liberale aveva il compito di regolatore sociale. Rinvio ad un’epoca in cui lo stato afferma il suo monopolio della forza. C’è uno stato non confessionale, regola la vita degli individui a prescindere dalla loro confessione religiosa. Prima della fine dell’800’ quando si parlava di diritto ecclesiastico non si parlava di diritto dello stato ma della chiesa. Ius ecclesiasticum diritto della Chiesa sia in materia interna che esterna (regolava rapporti tra stato e chiesa)  preminenza di Chiesa. Mentre nel diritto ecclesiastico c’è la preminenza dello stato. La chiesa è la matrice dello stato nella sua organizzazione gerarchica, ma ad un certo punto lo stato prende il sopravvento. Il termine “ecclesiastico” richiama alla chiesa, vi è un’origine storica precisa. Quando nasce il diritto ecclesiastico c’era una situazione storica particolare: richiama alla chiesa cattolica. Si parte dall’affermazione della supremazia dello stato, affiancando il termine ecclesiastico, perché? Il diritto dello stato è un diritto ecclesiastico, poiché regola nella sfera civile la vita della chiesa cattolica. Il diritto ecclesiastico serve per affermare la supremazia dello stato e per delimitare l’azione della chiesa. Art 7 principio della distinzione degli ordini distinti. “Ecclesia” rimanda ad un’assemblea, riferimento al mondo greco nella città di Atene. In Grecia la religione che rapporto aveva con la politica? Ecclesia era un termine che nell’antichità riguardava il religioso. Ecclesiastico segna la fine della distinzione tra il politico e il religioso. Salto notevole rispetto al mondo greco-romano. Il termine diritto ecclesiastico fa riferimento alla supremazia statale e all’eliminazione della distinzione tra politica e religione. Prospettiva dualistica: stato e chiese. Il rapporto tra lo stato e le chiese non si è sempre svolto allo stesso modo. MODELLO MEDIEVALE Nel Medioevo il diritto statale non era legittimo in sé, ma lo diventava qualora ottemperasse alla legittimazione da parte della Chiesa. Questa legittimazione doveva essere costante nel tempo, altrimenti vi era la scomunica dell’imperatore. Nella tradizione giuridica europea, la politica e la religione sono impersonate da due persone giuridiche distinte, non c’è un’unica persona che detiene entrambi i poteri. Il religioso è connesso ad una tradizione organizzata, figura del Papa al vertice. Diverse caratteristiche: pluralismo religiosamente orientato
  • Non coincidono istituzione politica e religiosa
  • Omogeneità religiosa e religione inglobante
  • Gerarchia orientata dalla religione
  • Stato è il braccio secolare del diritto religioso
  • Sfera pubblica e privata unificate dalla morale religiosa
  • Potestas directa in temporalibus  la chiesa nel medioevo rivendicava una potestà diretta negli affari temporali (vita politica). La chiesa essendo un’istituzione eterna, considera la vita politica una dimensione temporanea. Tutto finisce con la riforma protestante, dove il diritto ecclesiastico inizia ad avere la valenza moderna. Il momento in cui lo stato prende il sopravvento è ben spiegato da Hobbes nel Leviatano. Lo stato detiene sia la spada che il pastorale  lo stato ha sovranità sul civile ma anche sul religioso. Il sovrano è costituito da “nuche”, poiché è soltanto il corpo del re che fonda l’agire della vita politica. Il corpo del re è il confine entro cui i civili possono agire, assolutezza statale in cui lo stato è l’unico luogo della politica dell’individuo. Il re governa sul popolo è un sovrano assoluto, infatti non vi sono teste sul suo viso. “Il cristallo di Hobbes” (1588-1679)
  1. Hobbes si colloca nel regime di cristianità: la verità è Gesù cristo ( veritas: Jesus Christus ) 2) Ma chi interpreta la verità? Quis interpretabitur?
  2. il passaggio allo stato secolare si ha con “auctoritas non veritas facit legem”  è la forza del sovrano che crea il diritto
  3. oboedientia (allo stato) Lo stato acquista quindi un primato. Lo Stato moderno nasce nel 1648 con la pace di Westfalia alla fine della “Guerra dei Trent’anni”. STATO MODERNO
  • Fine dell’omogeneità religiosa, la religione non è né più inglobante né il tutto
  • Lo stato westfaliano è monopolista: unico diritto è quello statale, positivismo giuridico, stato piramidale e gerarchico. Rilevanza dei diritti religiosa soltanto indiretta, soltanto nella misura in cui lo stato li riconosca ogni volta.
  • Separazione rigida tra la sfera pubblica e la sfera privata. Nello stato moderno la sfera pubblica regolata dallo stato e luogo dell’ufficialità. Le pratiche religiose tendono ad uscire dalla sfera pubblica.
  • Pluralismo: lo stato al vertice controlla una diversità sociale e religiosa. Non si parla più di “potestas directa” ma di “potestas indirecta in temporalibus”. La chiesa non rivendica più il primato ad intervenire, ma indirettamente può intervenire nell’ambito politico  la chiesa riconosce la riduzione del suo agire, diventa specializzata nel religioso. Lo stato utilizza:
  • Giurisdizionalismo: ingerenza dello stato negli affari religiosi. Lo stato ai fini di controllare la religione, si occupa di questa. Il diritto ecclesiastico nasce per tenere sotto controllo la chiesa
  • Separatismo: la chiesa e lo stato sono separati: lo stato non deve ingerirsi, deve lasciare libertà alle religioni. (Locke  epistola de tolerantia ) È nello stato moderno che nasce il diritto di libertà religiosa. Questo è strettamente associato ad un primato dello stato  al processo che attribuisce allo stato la supremazia sociale e lo rende in grado di regolare questa. Pace di Augusta 1555 per la prima volta si riconosce la legittimità di spazi religiosi differenziati in Europa  presenza di territori luterani e cattolici. Si consente a chi non appartiene alla religione del sovrano ( cuius re eius religio ) di migrare da un’altra parte ( ius migrandi ). Si afferma il monopolio statale e nasce il diritto di libertà religiosa. Nel 1648 pace di Westfalia  non c’è più bisogno di allontanarsi dal paese, si può convivere nello stesso territorio  ampliato il pluralismo religioso europeo. Chi non appartiene alla religione del sovrano, può vivere in quel territorio ma è costretto a praticare il culto in privato. (art V) Art XVII  Il patto stipulato tra gli stati non può essere contrastato dalla Chiesa. Tutti gli stati europei hanno avuto nella loro storia una religione di stato, es. Italia nello statuto albertino secondo la sistemazione Westfaliana aveva come religione di stato quella cattolica. Lo stato moderno tende a fare coincidere lo spazio della religione con la propria supremazia.
  • Primato dello stato, tutela del pluralismo e tutela dell’ordine pubblico

“Il diritto contemporaneo contribuisce all’angoscia contemporanea”  Carbonnier  questo perché il diritto è pieno di contraddizioni. Il giurista contemporaneo deve rendersi conto cosa comportano queste aperture. Il diritto ecclesiastico studia il religioso in ogni ramo del diritto. Questo ambisce a mettere ordine in una realtà completamente nuova, che è interdisciplinare.