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Diritti Fondamentali: Tutela Costituzionale ed Europea - Prof. Losana, Schemi e mappe concettuali di Diritto Pubblico

L'evoluzione dei diritti fondamentali, dalla loro concezione come libert negative ai diritti sociali che implicano prestazioni statali. Analizza come questi diritti sono tutelati sia a livello costituzionale nazionale sia nell'ordinamento dell'unione europea, evidenziando le interazioni e le possibili conflittualit tra i due sistemi. Vengono esaminati i meccanismi di tutela, come il ruolo della corte di giustizia dell'ue e la carta dei diritti fondamentali, nonch le sfide poste dalle diverse interpretazioni e applicazioni dei diritti nei vari stati membri. Si discute anche dell'importanza di un riconoscimento unitario dei diritti per evitare frammentazioni e garantire una protezione pi efficace.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 17/07/2025

lucillalulu96
lucillalulu96 🇮🇹

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Appunti di
Diritto Pubblico in Europa
A.A. 2022/2023
Scienze del Governo - UniTo
INDICE
Pt. 1 - Prof.ssa ALGOSTINO Alessandra 3
22 settembre 2022 3
1. INTRODUZIONE AL CORSO 3
1.1. Leggi elettorali 4
2. FORME DI STATO 5
2.1. Crisi della democrazia 11
23 settembre 2022 11
2.2. Democrazia sostanziale 11
29 settembre 2022 16
3. FORME DI GOVERNO 17
3. LA PACE: IL PRINCIPIO PACIFISTA 20
30 settembre 2022 24
4. EUROPA: DIRITTO EUROPEO E STATI MEMBRI 24
4.1. ESERCITAZIONE: Confronto carta fondamentale diritti UE (punto più
avanzato) vs costituzione ITA. 30
6 ottobre 2022 31
5. DIRITTO GLOBALE 32
5.1. Diritto internazionale 32
5.2. Soft Law 35
7 ottobre 2022 38
6. DIRITTI 38
6.1. Immigrazione 43
6.2. Legislazione COVID-19 44
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Scarica Diritti Fondamentali: Tutela Costituzionale ed Europea - Prof. Losana e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Diritto Pubblico solo su Docsity!

Appunti di

Scienze del Governo - UniTo

 - A.A. 2022/ Diritto Pubblico in Europa 
  • Pt. 1 - Prof.ssa ALGOSTINO Alessandra INDICE
    • ➔ 22 settembre
        1. INTRODUZIONE AL CORSO
        • 1.1. Leggi elettorali
        1. FORME DI STATO
        • 2.1. Crisi della democrazia
    • ➔ 23 settembre - 2.2. Democrazia sostanziale
    • ➔ 29 settembre
        1. FORME DI GOVERNO
        1. LA PACE: IL PRINCIPIO PACIFISTA
    • ➔ 30 settembre
        1. EUROPA: DIRITTO EUROPEO E STATI MEMBRI
        • avanzato) vs costituzione ITA. 4.1. ESERCITAZIONE: Confronto carta fondamentale diritti UE (punto più
    • ➔ 6 ottobre
        1. DIRITTO GLOBALE
        • 5.1. Diritto internazionale
        • 5.2. Soft Law
    • ➔ 7 ottobre
        1. DIRITTI
        • 6.1. Immigrazione
        • 6.2. Legislazione COVID-19

Pt. 2 - Prof. LOSANA Matteo 47

1. Parte I - DIRITTI Il contesto dei diritti fondamentali 47 ➔ 13 ottobre 2022 47 1.1. La tutela integrata dei diritti fondamentali tra ordinamento interno e ordinamenti sovranazionali 47 ➔ 20 ottobre 2022 49 1.2. I principi costituzionali dell’ordinamento dell’Unione europea: il primato e l’effetto diretto 49 1.3. La risposta degli ordinamenti nazionali: la dottrina dei controlimiti 54 ➔ 27 ottobre 2022 56 1.4. Il riconoscimento dei diritti fondamentali nell’ordinamento dell’Unione europea: la giurisprudenza della Corte di Giustizia (il rinvio alla CEDU e le tradizioni costituzionali comuni) 56 ➔ 3 novembre 2022 60 1.5. Il riconoscimento dei diritti fondamentali nell’ordinamento dell’Unione europea: la scrittura dei diritti fondamentali europei (dai primi documenti alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) 60 ➔ 10 novembre 2022 62 2. Parte II - CRITERI DISTRIBUTIVI Il contenuto dei diritti fondamentali 62 2.1. L’uguaglianza complessa e i criteri distributivi dei beni sociali (tra merito e criterio del bisogno) 62 ➔ 17 novembre 2022 69 2.2. Diritti all’uguaglianza commutativa e diritti all’uguaglianza distributiva 69 3. Parte III - PROBLEMI APERTI 75 3.1. Differenti livelli di protezione tra diritti costituzionali e diritti sovranazionali 75 3.2. La soluzione dei possibili conflitti tra primato del diritto interno e primato del diritto europeo 76 3.3. La dottrina dei controlimiti (temperata) come soluzione intermedia e di compromesso. 77

1.1. Leggi elettorali

Accennando di tensioni di diritto costituzionale, è quella delle elezioni di domenica. Senza entrare nel merito. Il problema che si pone ragionando sul diritto costituzionale, è il tipo di legge elettorale (Rosatellum), che come i precedenti Italicum e Porcellum rischierebbe di essere giudicata incostituzionale, perché non garantisce il diritto di voto degli elettori, con le preferenze, ma con liste bloccate e perché prevede un sistema sbilanciato nella governabilità. Sempre nel 2014 la CC ha detto che serve un equilibrio tra governabilità e rappresentanza, ma la rappresentanza è un elemento centrale. La sovranità popolare appartiene al popolo. Non solo, se si ha un sistema elettorale poco rappresentativo, si viene ad incidere sul parlamento, luogo di mediazione politica. La democrazia è espressione di forma pacifica di conflitto. Non di guerra. Il conflitto è il conflitto tra differenti visioni del mondo, che ha un compromesso politico in senso alto. La guerra è uno scontro armato. Il conflitto è il sale, riflette il pluralismo, e ci permette di esprimere le condizioni sociali , che una grande multinazionale non ha il potere di un rider, e che quindi ci può essere un conflitto, partendo dal conflitto sociale. Il sistema elettorale riducendo la rappresentanza riduce la ripresentazione in parlamento del pluralismo nella società. Incide sull’uguaglianza del voto in uscita. Un sistema elettorale, per quanto puro sia, non rispecchierà mai la realtà. La situazione creata da questo sistema è però in un contesto peggiore per il taglio del numero dei parlamentari, perché ha ridotto la rappresentatività. Non torniamo sul tema, ma io ero contraria al taglio. Alcuni costituzionalisti dicevano sì al taglio ma con cambio legge elettorale in senso proporzionale. La CC non si è mai espressa per chi risiede a distanza… per il diritto di voto. Però la nostra costituzione si basa sulla concretezza: garantire in concreto l’esercizio dei diritti. L’articolo 3 della Cost. ragiona sugli ostacoli da rimuovere DI FATTO (teresa mattei), perché è una costituzione realista. Non arreso, ma emancipante. Noi consideriamo il di fatto perché vogliamo cambiarla. Questo discorso per il diritto di voto vale? Dall’istruzione, libero e consapevole, ma anche dal punto di vista pratico. Oggi gli incentivi non bastano. Contro l’articolo 48, legittimità costituzionale. Il percorso dei diritti è un percorso che non finisce mai. -> realismo emancipante La corte non ha mai detto che il sistema maggioritario è contrario alla democrazia, solo contro i premi di maggioranza. Il contesto inglese è diverso da quello italiano. Ci sono dei check and balance diversi. C’è il governo ombra-. Un modello come quello non andrebbe bene. I modelli costituzionali sono radicati nella storia, derivano dal limitare il potere, per il suo percorso storico.potere Nessuno dice che la forma di governo presidenziale sia non democratica, però ha bisogno di tutta una serie di check and balance. Bisogna guardare qual è la razio della forma di governo, per separare i poteri. Il diritto è un fenomeno sociale. È influenzato dalla società, deriva dalla società e ha un’efficacia anche performativa. Ci può essere il diritto trasformativo, emancipatorio, si propone di incidere sulla società, di modificare la società. È quello che Bobbio definiva il diritto in funzione performativa. Questo vale per la democrazia, ma può essere anche per la mistificazione come esercizio del potere dell'élite. I diritti sono allo stesso tempo VELENO E CURA. L’idea dell’autodeterminazione. Libertà senza limiti diventa oppressione. Proveremo a mettere in discussione.

2. FORME DI STATO Partiamo dalla lettura di: Il testo della risoluzione del PE del 15 settembre 2022 “esistenza dell’evidente rischio di violazione grave da parte delll’ungheria nei confronti dell’unione europea. Questione giustizia online. P9_TA2022 0324. Si è detto che l’ungheria è un’autocrazia elettorale. Perché partiamo da questa? Vengono messi in evidenza alcuni valori di riferimento per una forma di stato democratica. (afferma quelli che l’Ungheria non ha, sottintendendo un contrasto con le nazioni fondanti l’UE) Se leggiamo alcuni passaggi viene la domanda: stiamo parlando solo dell’ungheria? Nulla da togliere al regime di Orban, ma non è una categoria alla quale ci stiamo avvicinando in maniera pericolosa anche noi? Democrazie illiberali/democrazie imperfette/Crisi della democrazia. Siamo sicuri riguardi solo loro? (32 pagine sono). ● Si parte da una considerazione: ogni stato membro può chiedere di diventare membro se concorda sui valori dell’UE - condivisione volontaria come premessa esistenziale dell’Unione Europea ○ La conseguenza è una Questione economica, di bilancio europeo ● Tra i vari punti che sostengono il perché l’ungheria è un’autocrazia elettorale: ○ I sistemi elettorali e costituzionali. La mancanza tra separazione dei poteri sul territorio. Non viene garantita una sufficiente autonomia territoriale, locale e regionale. Inosservanza della carta europea sull’autonomia locale. La separazione dei poteri è la separazione tra i poteri dello stato vs stato e tra stato vs autonomie locali. Entrambi sono strumenti di limitazione del potere. IL COSTITUZIONALISMO è UN ARGINE CONTRO IL POTERE , contro egemonica, intendendosi come dominio (come diceva gramsci). La separazione in questi due modi è uno strumento per limitare il potere. Tenendo sempre presente che noi ragioniamo di separazioni del potere, che non è egoismo territoriale. Un altro conto è parlare di Autonomia Differenziata, nelle proposte oggi in campo, è un progetto contro le uguaglianze, perché è contro l’idea di uguaglianza che c’è nella nostra costituzione, perché ha un’idea di uguaglianza sostanziale, ovvero che bisogna trattare come disuguaglianze. L’autonomia differenziata non è scorretta di per sé, ma bisogna riequilibrarla. Mantenimento della spesa storica. LEP? Talune modifiche apportate alla legge elettorale, modifiche circoscrizioni elettorale (gerrymandering), premi di maggioranza, penalizzano le opposizioni, etc. riflettiamoci. Può essere riferita anche ad altri contesti. Anche la spagna, non solo noi. Per le circoscrizioni troppo grandi. ○ L’autorità che vigila sulla campagna elettorale. Sono dati che oggi ci raccontano di una non parcondicio in italia. Leggero favore per lega e fratelli d’italia, e sottoesposizione della sinistra radicale. Si tocca molto verso l’ungheria. Non è assicurata la condizione di parità. La libertà del voto passa anche da questo. ○ Delegittimazione del parlamento: il governo deroga al parlamento. Il parlamento ungherese ha adottato in pandemia una legge sullo stato di pericolo che permette al governo di derogare al parlamento tramite decreti di emergenza. Questa è una legge sicuramente molto pericolosa. Ma anche la

Libertà di associazioneDiritto alla parità di trattamento, diritti LGBT+. In italia possiamo ragionare di mancate tutele. La fine delle unioni civili. I diritti possono essere violati per commissione e per omissione. Anche per negligenza. Luigi Ferraioli che ha approfondito la violazione dei diritti per commissione. Alla fine di questo testo c’è l’elenco di questi punti per dire che è uno stato non democratico. Approccio nozionistico sulla forma di Stato. E l’evoluzione nel corso del tempo. E come si è sviluppato in Europa. Parlare sempre di Europa è un po’ imperialista, ma riflette altre composizioni di stato, fuori da noi. Anche di rapporti tra società e individui. Leggere la costituzione non approvata dal CILE. Rifiutato con il 60%.Dissuazione dell’informazione. Vi dico di andare a leggere quello della Bolivia o Equador , perché sono testi che ci raccontano di un’altra visione, quella dei popoli indigeni. Non necessariamente tutto è centrato sull’individuo. Molto incentrato sulla natura e interdipendenza tra persona e natura. Insieme con la natura abbiamo un diritto , visione del mondo differente. Libro: “L’alba di tutti,…” Graeber and Wembrow. Raccontano la storia partendo da un altro punto di vista, dalle società primitive. Mettono in discussione la centralità dell’illuminismo. Qui invece si propone la lettura che in realtà la forza della cultura europea non è data dallo sviluppo ma dalle discussioni di alcuni conquistatori che hanno fatto con gli indigeni. Testo interessante per provare a metterci in discussione. FORMA DI STATO Parliamo di una organizzazione che si è affermata in Europa nel 600-700. La consacrazione vera e propria della centralità dello stato si ha con il trattato di Westfalia , per porre fine alla guerra dei 30 anni (1648), sacro romano impero. È alla base della struttura del mondo in tanti Stati. Cos'è lo stato? ● Mortati , costituente democristiano: un ordinamento giuridico a fini generali esercitante il potere sovrano su un determinato territorio, cui sono subordinati in modo necessario i soggetti ad esso appartenenti. ” Si ragiona di ordinamento giuridico, di potere sovrano in un territorio, e di soggetti. ● Max Weber definisce lo stato come quell’ente che ha il monopolio dell’utilizzo legittimo della forza fisica nell’ambito di un determinato territorio .” Cioè, considerando queste definizioni troviamo gli elementi classici dello stato: popolo, territorio, sovranità. ● Il popolo è l’elemento personale dello stato, viene identificato come insieme dei cittadini, di tutti coloro che posseggono lo stato giuridico di cittadino (?) (non siamo tutti cittadini) o lo apriamo anche a chi risiede? I politologi considerano tutti quelli che vivono su un territorio. I giuristi tendono a considerare il popolo in maniera giuridica, il

titolo di cittadino. Questo varia dalla legislazione sulla cittadinanza, dallo ius soli, allo ius sanguinis. La nostra (legge 91/1992) è una delle meno avanzate in europa. Lei ne aveva scritto molto la prof. Da approfondire i suoi articoli. § Che cos’è il popolo? Sviluppo di una concezione più dinamica. ● Il territorio , elemento materiale. Comprende lo spazio terrestre, i confini, lo spazio aereo territoriale, il sottosuolo e 6 miglia marine. Comprende lo spazio extraterritoriale (ambasciate, consolati, navi da guerra). Guarderemo ad una sentenza CEDU sul genocidio nel mediterraneo e il caso parte proprio da alcuni naufraghi accolti da una nave da guerra. Quando ragioneremo di guerra vedremo che è solo la reazione ad attacco armato al territorio. § Cosa sono i confini? ● La sovranità , elemento giuridico. Comprende la sovranità che oggi risiede nel popolo. Prima nell’autorità divina, o sovranità nazionale. Oggi ragioniamo di sovranità popolare. Il diritto pubblico dell’unione europea è diritto pubblico perché non c’è uno stato, quindi non è costituzionale. Alcuni criteri per definire di forme di stato: ● Fa attenzione al rapporto tra autorità-libertà. Tra lo stato e la società civile. Questo è democrazia vs autocrazia. Democrazia al centro pone la libertà, il cittadino. L’autocrazia pone al centro il potere, lo stato, il sovrano come istituzione. ● Dato dalle correlazioni tra clima e contesto storico, dall’altro criteri e modi di esercizio del diritto. Rapporto tra contesto storico e modi di esercizio del diritto. Le funzioni del diritto sono individuate nella repressione dei comportamenti socialmente pericolosi, allocazione beni e servizi, allocazione pubblici poteri. Guarda al rapporto tra diritto e ambiente. ● Guardando alla finalità , scopi, valori a cui lo stato ispira le proprie azioni. Differenze tra stato socialista, liberale, democratico-sociale. I principi di fondo che ci indicano di quali sistemi si sta parlando. ● Rapporto tra i 3 elementi costitutivi dello stato. In base a questi criteri possiamo definire una forma di stato. Non sono in opposizione tra loro, ma sono concorrenti. Quali tipi di classificazioni? ● Erodoto. Dove si discute in Persia dopo la morte del sovrano Cambise. Leggere questa discussione su internet. Il primo sostiene “il governo dei molti”, “il governo dei pochi”, “il governo di uno solo”. Sono le tre classiche forme di governo: o Democrazia o Oligarchia o Monarchia

anche una forma di democrazia che non ammetteva l’opposizione di interessi in conflitto, cioè si basava su una nozione molto ristretta di cittadinanza (escluse donne, schiavi e stranieri residenti -> quindi forse più oligarchia. Libro Canfora: “La democrazia, storia di una ideologia”, che smaschera definizioni di democrazie mancanti di molti elementi). Oggi queste forme di democrazia diretta mancano se non alcuni cantoni svizzeri, o in alcuni stati usa: assemblee. Oggi si parla di istituti di democrazia diretta che si istaurano in una democrazia rappresentativa. ○ Democrazia rappresentativa, dove le decisioni politiche sono prese da organi rappresentativi dove ci si basa sul principio della rappresentanza, partendo dal presupposto che la società è disomogenea, riconoscendo il pluralismo, le eterogeneità, la presenza di interessi conflitto, della rappresentanza politica pubblica di questa conflittualità. La democrazia dei moderni si basa sulla rappresentanza, quindi sul suffragio universale. Lo stato liberale quindi non è uno stato democratico, perché riconosceva il suffragio su base censitaria. Oggi questo sistema è abbastanza scontato. Muller e Russeau discussero sulla rappresentanza. Come raggiungere l’ideale democratico? ● RAPPRESENTANZA. Mill scrive: la miglior forma ideale di governo non può che essere in un sistema rappresentativo , cioè partecipazione di tutti al potere sovrano. Riconosce diversi interessi, conflitto, pluralismo. È un liberale anche un po’ aristocratico. Ha una fiducia che gli aristocratici tutelino gli interessi dei disagiati, ma ritiene essenziale che tutti gli interessi possano ricevere una rappresentanza. (poi Mill ha anche dei passaggi classisti, sul voto plurimo). ● DIRETTA. Russeau : in un passaggio molto noto. La sovranità non può mai essere alienata. Il corpo sovrano non può mai che essere esercitato da sé stesso. Essa consiste nella volontà generale e la volontà non può essere soggetta a rappresentanza. Il popolo inglese pensa di essere libero ma non lo è. Il popolo non è più libero. Non critica solo il carattere censitario della rappresentanza ma la giudica antitetica. Ogni uomo pur unendosi a tutti gli altri resti libero. Russeau però rimanda ad una società più omogenea, dove è facile valutare la volontà generale. Altri esempi: ● Marx , guerra civile in Francia. La comune di Parigi, composta da consiglieri eletti a suffragio universale. Un organismo di lavoro: esecutivo e legislativo allo stesso tempo. I membri della comune svolgono servizio pubblico, con salari da operai. Cariche come delegati, revocabili. Questa forma avrebbe dovuto affiancarsi anche dall’auto governo economico. La revocabilità in ogni momento significa che possono essere tolti se la base cambia idea. Da noi oggi questo non c’è assolutamente. ● Rojavat , confederalismo democratico dei Curdi. Modelli assembleari ● Comunità zapatiste in Messico. Comandare obbedendo. Portavoce e delegati, decisioni prese dal basso , dall’assemblea. è Il modello che si è affermato è il modello di Mill.

2.1. Crisi della democrazia

Oggi parliamo di crisi della democrazia. Ma è un momento di crisi generale, sanità, sociale, ambiente, etc. Eduardo da Luano , bisogna delirare per un momento nei momenti più difficili e provare anche nella storia e vedere quelle esperienze che ci sono state. Democrazia , ulteriore distinzione: ● Formale o procedurale. ● Sostanziale. Non sono opposte, sono integrate. Evoluzione storica. Da formale a sostanziale, ma oggi stiamo andando indietro verso formale. ➔ 23 settembre 2022

2.2. Democrazia sostanziale

Elezioni effettivamente libere: non basta che non ci siano impedimenti, ma bisogna anche vedere se sono garantiti diritto all’istruzione, garantita libertà di opinione ecc. Legato alla democrazia, c’è il concetto di sovranità popolare : riconoscimento sovranità appartenente al popolo (art. 1 cost. ita). Sovranità popolare declinata in maniere diverse: nelle forme della democrazia rappresentativa e nelle forme della democrazia diretta (es. referendum). Sovranità popolare più ampia: attraverso l’esercizio di diritti, es. di manifestazione di pensiero e di riunione. Sovranità popolare legata alla democrazia rappresentativa. Ferraioli : sovranità popolare frammentata, a sottolineare che spetta a ciascun cittadino in queste forme distinte. ● Democrazia dal basso. Espressione di sovranità popolare in un’altra definizione di democrazia: democrazia dal basso, cioè esercizio di democrazia da parte dei cittadini in forme non istituzionalizzate/non direttamente previste dalla costituzione (es. movimenti sociali come F4F o No TAV). Questo ci porta al l’essenza della democrazia, cioè la partecipazione (che è effettiva e che è conflitto). A volte hanno una sponda nei partiti, nella dem. Rappresentativa. ● Democrazia partecipativa , nuovo modo di essere della democrazia. Esempio tavoli di confronto, luoghi di dialogo tra istituzioni e società civile, urbanistica partecipata. Dunque quando vengono previste forme di discussione con i cittadini. Una forma ibrida. Diversa a seconda che nascano sedi di confronto dall’alto (dibattito pubblico sulle grandi opere) o dal basso. ● Democrazia sociale , quella democrazia che riguarda anche la sfera economica e sociale. Esempio: esigenza di democrazia economica, partecipazione dei cittadini nel potere privato. Bobbio ragiona nell’ambito dell’impresa e dell’apparato amministrativo. Quindi andare oltre i confini della politica ed estendere la democrazia

calato dall’alto, stato liberal-conservatore con impronta centralista e concessa dall’alto (pensiamo allo Statuto albertino). Caratteristiche comuni alle forme di stato liberali:stato di diritto (si afferma il principio della supremazia della legge , come atto generale ed astratto; subordinazione alla legge della pubblica amministrazione); ● affermarsi di un principio di rappresentanza (si afferma la presenza del parlamento come organo collegiale, che rappresenta il popolo. La sovranità non più della corona ma della Nazione ); ● non ancora una democrazia (il voto non ancora a suffragio universale): Stato rappresentativo-oligarchico : solo una frazione di coloro che compongono lo stato esercita il diritto di voto. → gli eletti rappresentano la nazione e non coloro che li hanno eletti. Principio del mandato imperativo.rappresentanza omogenea , perché è rappresentata una sola classe sociale. Stato monoclasse perché solo una classe sociale ha rappresentanza e partecipa alle scelte politiche. ● separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario; separazione non avviene allo stesso modo in tutti i paesi: UK potere giudiziario molto indipendente, Francia giudici visti come parte dell’apparato amministrativo); ● Costituzioni:concesse (in alcuni casi più concessi che altrove da diversi i rapporti di forza e quindi diverse concessioni) o a volte deliberate (es. repubblica romana), ○ flessibili (tutela debole dei diritti civili), (Dopo il Caso Madison - 1803 in America - diventano rigide per tutelare i principi fondamentali dall’arbitrio del giudice) ○ libertà negativa :spazio di libertà dallo stato: libertà personale, di circolazione, di religione, di opinione/manifestazione del pensiero, di iniziativa economica privata e di diritto di proprietà (sacra e inviolabile). ○ Le libertà economiche fungono da traino per le libertà civili e lo stato deve stare fuori dalla persona, libertà dallo stato. ● tende a essere definito non interventista ma con alcune precisazioni : libera concorrenza e quindi stato minimo, ma interviene per garantire la libertà del mercato, per proteggere il mercato interno, per la costruzione di infrastrutture, politiche di tipo imperialiste per sostenere l’iniziativa privata. ● Sovranità definita nazionale , della nazione. Rimanda a un concetto di omogeneità, perché la nazione rappresentata coincide con la borghesia ; quindi, non è sovranità popolare nel senso di tutto il popolo. Inizi del ‘900. Stato sempre più pluriclasse e quindi altre classi richiedono spazio politico. Nascono sindacati di massa (piccole forme di sindacati esistevano anche prima) e partiti di massa (che rappresentano non solo più il ceto borghese ma anche le classi operaie). Necessità di intervento dello stato nel risolvere alcune grandi contraddizioni sociali. Si arriva ad avere una forte divisione tra Stato e Società. Qui nasce lo Stato Sociale. → Nuova forma di stato: democratico-pluralistico, liberal-democratico o sociale. Si afferma nel secondo dopoguerra. Continuità con lo stato liberale, ripresi alcuni principi e istituti ma anche discontinuità perché introdotti valori e principi differenti. Discontinuità anche

storica: Italia e Germania non passano direttamente dallo stato liberale a democratico-pluralista, ma c’è in mezzo un regime autocratico. Germania forma di stato totalitario, Italia stato totalitario in via di formazione o autoritario (non aveva le caratteristiche, rispetto alla Germania di uno stato totalitario). Spinta di nuove classi sociali. Sono i rapporti di forza che danno luogo a nuove forme di stato. Il diritto costituzionale non nasce dal nulla, ma dalle pressioni dal basso. Alcune caratteristiche dello Stato Sociale : ● Separazione tra stato e società, e separazione tra politica ed economia. Muta il modo di intendere la società: non più somma di individui singoli, ma insieme di gruppi organizzati (partiti, sindacati) portatori di propri interessi (convergenti e conflittuali) ● Individuo concepito come parte dei gruppi sociali, non più chiuso nella sfera privata. Individuo in rapporto con le altre persone , con la società, con i gruppi sociali. Art. 2 uomo come singolo e nelle formazioni sociali: riconoscimento di un livello intermedio tra individuo e stato. (CORPI INTERMEDI) Individualismo che rispetto a quello di Hobbes e Locke, si mitiga perché individuo inserito in una rete di relazioni sociali. ● Principio di solidarietà : doveri di solidarietà economica, politica e sociale. (diritti inviolabili dell’uomo, art. 2 Cost. Ita.) Non solo più affermazione del singolo ma anche progetto di emancipazione non solo progetto personale ma emancipazione sociale, di giustizia sociale. [Oggi invece si sta tornando a una visione dell’uomo imprenditore di se stesso.] ● Stato interventista. Si propone di intervenire nell’economia (politica deve dettare gli indirizzi dell’economia ). Interventista non nel senso liberale. Si propone un progetto di redistribuzione del reddito (legata anche al criterio di tassazione progressiva), della ricchezza, di eguaglianza sostanziale. (La costituzione non si limita a dire i diritti in un preciso momento storico, ma stila una sorta di programma per tutelare dei macro-principi, sempre disponibile ad aumentare i diritti) ● Nuova categoria di diritti: diritti sociali. Diritti che implicano prestazioni da parte dello stato (diritto alla salute, all’istruzione, allo studio a livello universitario). Si fondano sul principio di eguaglianza sostanziale. Diritti sociali legati anche alla libertà negativa: se è garantito il diritto all’istruzione, allora posso esercitare il diritto alla manifestazione di pensiero. Inscindibilità tra diritti di libertà e diritti sociali. ● Sovranità concepita come appartenente al popolo come insieme dei cittadini. Suffragio universale. Voto eguale (no plurimo, no ponderato). → rappresentanza : voto + esercizio dei diritti. ● Principio della rappresentanza , mutata però. Rappresentanza non monoclasse ma che rappresenta il pluralismo sociale , il conflitto sociale (così come nasce nel ‘900, ora è cambiato). Ci sono organismi non riconducibili al corpo popolare: presidente della Repubblica per esempio. Per tutelare le minoranze, affinché ci siano degli argini per evitare la tirannia della maggioranza, a garanzia del pluralismo. ● Cambia il principio di separazione dei poteri. Si moltiplicano i poteri e le funzioni: abbiamo organi di garanzia come la Corte costituzionale, che vengono ad articolare in maniera più complessa i poteri. ● Stato di diritto costituzionale. Democrazia costituzionale. Non c’è solo il principio di legalità (legge generale e astratta che prevale sugli atti amministrativi) ma anche

campagna elettorale. Fermento a livello sociale che non riesce a trovare uno sbocco nella rappresentanza. Crisi della centralità del parlamento. La pandemia ha fatto da acceleratore di questa crisi. Automarginalizzazione del parlamento. Ruolo sempre più di ratifica. Pericoloso oggi parlare di presidenzialismo in Italia, perché il parlamento, che dovrebbe bilanciare, è debole. Si è parlato di post democrazia ( Colin Crouch ) Libro. sull’evoluzione delle forme democratiche di stato. Altre formule: liberal-populista, autocrazia elettiva (rimasto l’elemento elettorale), democrazia plebiscitaria, democrazia dispotica, democrazia senza democrazia. Non più forma di stato sociale del ‘900. Contraddizioni: c’è la forma, c’è il contenitore ma non il contenuto. Neutralizzazione della costituzione, non più attuazione. ➔ 29 settembre 2022 Tono di voce pimpante perché ho già assorbito i risultati delle elezioni. Ho passato un pessimo lunedì. Sistemi elettorali distorsivi sono accettati dalla sentenza 1-2014 della CC. Vorrei darvi dei dati dai quali si evince un problema del Rosatellum. Effetto distorsivo: · Coalizione CDX: 43,79% voti. Ha ottenuto 59,74% seggi. Premio di maggioranza di fatto di circa il 16%. Frutto del sistema elettorale ma mancanza del campo largo dall’altra parte. Il saldo tra voti e seggi: · Calenda: -2% · M5S: -2,4% · PD: -5,1% Domanda: listone e non circoscrizioni? Maggior legame con il territorio. Liste bloccate, quindi incide sulla libertà di scelta dell’elettore, le candidature sono decise dalle segreterie di partito. Correnti, rapporti di forza, fenomeno dei paracadutati in collegi senza legame. Questo è l’altro problema che fa scollegare elettorato da eletto. Dovrebbe tornare sul territorio, assemblee, sentire opinione. Il sistema che è auspicato dalla CC è quello delle preferenze. Per togliere potere alle segreterie dei partiti. Si è ragionato molto sulla struttura democratica dei partiti politici. Anche le primarie attuali forse non sono una spinta democratica. Vedremo soprattutto se i partiti politici che non hanno ottenuto un buon risultato elettorale prenderanno spunto da queste elezioni per fare dei passi in avanti. I primi discorsi che ho ascoltato non sono incoraggianti: non è il cambio di leadership che fa la differenza. Voto populista, basato su slogan, sì. Ma bisogna chiarire delle ambiguità.

Un dato da considerare che fa parte è quello dell’astensione. Affluenza: 66,1%. Trend europeo si, ma così tanto mai visto. Costante trend. Questo è legato all’autoreferenzialità dei partiti politici. Ad un partito non interessa l’astensione perché non influisce sulla sua quota. Qui dietro c’è un’astensione di tipo politico, legata ad una sfiducia in sé nelle forme della rappresentanza, nei partiti di oggi. Impone una riflessione Forme di stato, crisi della forma di stato. Interregno-transizione oggi. Sicuramente è un periodo di crisi della forma dello stato sociale. Sotto il profilo politico-economico, democratico.

3. FORME DI GOVERNO Oggi ragioniamo della forma di governo, in europa, anche se tutte sono imperfette. Abbiamo: forme di governo parlamentari, presidenziali e semi-presidenziali. Con una forma di stato democratico possono essere coerenti più forme di governo. Ovvero i rapporti che intercorrono tra gli organi di vertici dell’apparato statale. Governo, Parlamento, PDR, etc. Da cosa dipende la classificazione? ● Distribuzione formale del potere. Norme della costituzione che attribuiscono il potere e come sono i rapporti tra loro. ● Considerazione dei fattori esterni. Influenzano in concreto lo svolgersi della forma di governo. Ragioniamo quindi di “sistema politico”: ○ Partiti (bipolare, multipartitismo, multipartitismo estremo, etc.)Sindacati , Confindustria, etc. (il diritto è un fenomeno sociale, come incide nella concretezza della storia, le vicende umane, non in teoria.) Esempio: Italia, la forma di governo è Parlamentare, ma il contesto politico ci dice di no. Bisogna usare entrambi i criteri quindi. Le regole della costituzione contano perché ci dicono come dovrebbe funzionare. Non deve essere un realismo passivo, ma deve essere più positivo, più combattivo. Il patto sociale che abbiamo è la costituzione, non è una forma di governo con l’accentramento del potere nelle mani del PDC. Oggi è ancora corretto quel modello? L’elemento del diritto, costituzionale, è al vertice del sistema delle fonti, ma soprattutto è un Patto sociale. Si basa sulla società. Criterio più significativo per ragionare oggi, è duplice:

  1. Rapporto tra parlamento e governo : rapporto di fiducia tra loro.
  2. Il ruolo del capo dello stato. O con ruolo diretto/indirizzo politico, o garante della C. In base a questo duplice criterio differenziamo: ● Parlamentari ● Semi-presidenziali.

Elezione diretta PDC? Prof contraria, in questo clima populista di oggi in italia. Ci vedo molti rischi, dove il parlamento è debole e non è in grado di fungere dal contrappeso. L’elezione diretta dà una forte legittimazione, ma poi bisogna vedere quali poteri ha. Il presidente francese ha poteri referendarie, di nomina del governo, etc, che ha poteri quasi più forti di quello USA. Assenza di contropoteri forti nella società. Anche il sistema dei sindacati non è un sistema forte e non può fungere da contropotere. Una elezione diretta lo legittima come presidente ma lo delegittima come garante. Bisogna limitare i poteri per bilanciare il patto sociale. Fino ad oggi in italia le riforme costituzionali non sono mai state ben ragionate, non basta l’elezione diretta, ma bisognerebbe intervenire su più aspetti, magari più potere all’opposizione, altrimenti usciamo fuori dai canoni della democrazia. La democrazia differenziata sarà un’altra riforma poco costituzionale, che avrà un impatto forte.

2. Ruolo del capo dello stato Può essere monarchico, come in UK, o un presidente eletto da un organo ristretto (parlamento o assemblea dei rappresentanti degli enti territoriali) o eletto direttamente dal popolo. Il PDR può essere titolare di indirizzo politico (usa, francia) o esercitare una funzione di garanzia. Nel secondo caso si definisce neutro, super partes, con le precisazioni di prima. ● Parlamentare: rapporto fiducia, PDR superpartes ● Presidenziale: mancanza rapp fiducia, PDR indirizzo politico ● Semi-presidenzialismo, ibrido: rapporto fiducia tra primo ministro (non governo)-parlamento, PDR indirizzo politico con elezione diretta. Questo ibrido in francia funziona. A seconda delle maggioranze che si danno all’interno del Paese. Se le maggioranze di elezione del PDR sono diverse del parlamento nazionale, allora sarà bicefalo ( coabitazione ). Il sistema ha tenuto, ma si cerca di evitare questa coabitazione, portando il mandato presidenziale a 5 anni come parlamento. Se c’è sistema bicefalo, il primo ministro conta di più, altrimenti conta molto il PDR e il premier è scaricabarile delle politiche presidenziali andate male. Con coabitazione il premier prende più poteri. Solo in francia funziona bene così. Dove è stato adottato un sistema simile tende ad evolversi verso un sistema o l’altro (presidenziale, parlamentare con forza primo ministro). Ragionando di forme di governo parlamentare bisogna distinguere tra: ● Assembleare, ruolo centrale è il parlamento (come teoricamente da noi) ● Gabinetto, dove ruolo centrale è il governo (UK, con prevalenza premier) Oggi quasi tutte funzionano nella realtà con gabinetto. (anche noi) Poi distinzione tra maggioritaria e proporzionale. [All’interno del governo: da organo collegiale a un primo ministro più importante. Quando la prof fece il dottorato la tesi era sui ruoli interni al governo, oggi non varrebbe più. Anche in italia si è passati ad un premier più forte degli altri membri.]

In Europa , abbiamo forze di governo e parlamento diversi tra loro. Sia nella costruzione sia nel funzionamento. La tendenza generale è però la stessa: la verticalizzazione. Trasversale in tutte le forme di governo. È una tendenza che ha avuto un’accelerazione con l’emergenza (crisi economica 2008, pandemia 2020, guerra 2022). La pandemia ci ha sconvolto la vita e quello che è scattato è stata un’accelerazione competitiva dal punto di vista economico, forma di governo, nello stato sociale ci avevamo sperato che si invertisse la rotta, ma non c’è stata. Né con il PNRR, né con i programmi della Destra. Le proposte: frammentazione del servizio sanitario, con maggiore devoluzioni alle farmacie e medici di base, ovvero privatizzazione ulteriore della sanità, ovvero Uguaglianza sostanziale della costituzione è abbandonato. Le politiche di un governo di Destra sono distanti dall’emancipazione sociale. 3.LA PACE: IL PRINCIPIO PACIFISTA Uno degli elementi forti di tensione che interroga oggi i costituzionalisti è la GUERRA. La guerra non è nulla di nuovo (Iraq, Jugoslavia, guerra endemica globale condotte in giro per il mondo, Siria, Afganistan, Libia, missioni militari in diversi Paesi. Non è mai stata definita guerra ma missioni di pace , come oggi putin l’ha chiamata missione speciale. Non abbiamo mai violato l’articolo 11 costituzione perché non l’abbiamo mai definita in questo modo. L’invio di armi è una forma di partecipazione alla guerra oggi. È contrario quindi al nostro principio pacifista. Qual è l’orizzonte della Costituzione? L’interpretazione prevalente è che con la guerra in ucraina non si sia violato l’art. 11 della Costituzione (anche Amato), altri costituzionalisti invece sostengono come la prof. La violazione. L’art. 11 ci obbliga a perseguire un’altra via, diplomazia: “perseguire la pace con la pace”. Principio pacifista è principio cardine della democrazia. Democrazia e violenza sono temi antitetici (da leggere Bobbio su questo). La democrazia è una forma di liberazione dall’oppressione, anche dalla violenza, che invece è elemento costituente della guerra. Strumenti per liberarsi dall’oppressione. Principio del ripudio della guerra: viene inserito nella costituzione all’unanimità tra le forze politiche dell’assemblea costituzionale (come sull’uguaglianza sostanziale). Si pronunciano già prima della costituzione i maggiori partiti politici nei congressi si esprimono così. ● PC nel ’46: garanzia del popolo italiano della pace (si fonda sull’internazionalismo del marxismo e sul rifiuto di una guerra di stampo fascista. “guerra ingiusta”). ● DC esprime motivazioni etiche (don sturzo: la guerra venga dichiarato atto immorale, illegittimo e proibito, nel programma DC nel ’43 da De Gasperi: la nostra lotta contro il fascismo è una lotta per un sistema pacifista), ● Pd’A nel ’45 (Calamandrei: la dottrina democratica non è fatta per arrestarsi e concludersi alle frontiere nazionali. Totalitarismo significano sempre di più nazionalismo e guerra all’esterno. - Legame tra democrazia e pace, come rifiuto dell’oppressione tra l’interno e l’esterno. E impliictamente la guerra ha ricadute interna con la non democrazia. Con militarizzazione della democrazia. – quindi la guerra porta con s’è questo rischio. – anche con la pandemia, individuazione dei no vax come nemico.), ● PS, PR , tutti avevano tensione pacifista.