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Enrico Comba Antropologia delle religioni, Sintesi del corso di Antropologia

Enrico Comba Antropologia delle religioni

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 08/05/2023

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Antropologia delle religioni -
Enrico Comba
Capitolo 1
1.1 Esperienza religiosa e tradizione
Sistemi religiosi “sistemi di credenze”
Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni
artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del
mondo. La religione è l’epistemologia di una società.
Il termine credenza comporta una serie di problemi essa comporta più di
un’implicazione emotiva e un’adesione di fede e una connotazione nei rapporti fra
religione e scorte in cui il termine ha avuto un ruolo determinante ma che risulta dicile
trasferirlo in contesti culturali. Questo sentimento è in realtà una concezione sfuggente ed
empiricamente indimostrabile e inoltre sono gli altri ad avere sistemi di credenze. In realtà
essi sono sistemi di conoscenze che antropologia descrive come credenze. Le credenze
altrui si rivelano come formazioni sul mondo e condivise da un determinato gruppo sociale
ma non dall’osservatore.
L’ambito della credenza concede con quanto ogni membro sa o conosce delle strutture di
significato che compongono la sua cultura.
Sistemi di conoscenze sistemi religiosi svolgono un ruolo importante. La religione
costituisce un sistema del complesso culturale e sociale di cui ne fa parte: sono due le
chiavi di lettura:
manifestazione di strutture profonde che regolano e organizzano la formazione
e l’articolazione; riflesso o duplicazione di un altro sistema (istituzioni e
relazioni sociali)
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Antropologia delle religioni -

Enrico Comba

Capitolo 1

1.1 Esperienza religiosa e tradizione

Sistemi religiosi — “sistemi di credenze” Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del mondo. La religione è l’epistemologia di una società. Il termine credenza comporta una serie di problemi — essa comporta più di un’implicazione emotiva e un’adesione di fede e una connotazione nei rapporti fra religione e scorte in cui il termine ha avuto un ruolo determinante ma che risulta difficile trasferirlo in contesti culturali. Questo sentimento è in realtà una concezione sfuggente ed empiricamente indimostrabile e inoltre sono gli altri ad avere sistemi di credenze. In realtà essi sono sistemi di conoscenze che antropologia descrive come credenze. Le credenze altrui si rivelano come formazioni sul mondo e condivise da un determinato gruppo sociale ma non dall’osservatore. L’ambito della credenza concede con quanto ogni membro sa o conosce delle strutture di significato che compongono la sua cultura. Sistemi di conoscenze — sistemi religiosi svolgono un ruolo importante. La religione costituisce un sistema del complesso culturale e sociale di cui ne fa parte: sono due le chiavi di lettura: manifestazione di strutture profonde che regolano e organizzano la formazione e l’articolazione; riflesso o duplicazione di un altro sistema (istituzioni e relazioni sociali)

Il primo modello è stato adottato da Levi-Strauss mentre il primo è stato elaborato nelle scuola di Durkheim Entrambe le prospettive hanno il merito di aver contribuito allo studio dei fenomeni religiosi dal punto di vista sistemico ma hanno un punto debole: entrambi mostrano un a forte tendenza a semplificare la dimensione sistemi come dimensione compatta e rigida Sistemi religiosi — complessi composizione molto differenziata al suo interno La conduzione delle attività religiose può mostrare un ampia gamma di reazioni da parte di soggetti che vi prendono parte. Ogni religione mostra dei quadri generali di ordinamento e di interpretazione della relata all’interno della quali i comportamenti gli individui si muovono. Religione — visione del mondo. Si agisce nella realtà e nel mondo secondo determinate strategie. Ninian Smart — Non giudicare mai un uomo finché non hai percorso un miglio nei suoi mocassini. Secondo molti autori camminare nei mocassini degli altri significa distaccarsi dalla dimensione troppo astratta e spesso confusa delle rappresentazioni per rivolgersi invece alla pratica religiosa concreta. Idea non era nuova ma già Smith aveva insistito in quella direzione — dimensione pratica della religione rispetto agli aspetti teologici e dottrinari. Questo approccio è stato riproposto nella studio antropologico delle religioni secondo la teoria della pratica di B. come strumento per mettere in luce le molteplici interconnessioni tra religione e gli altri aspetti della vita sociale. Pratica di religioni — divisioni all’interno di una società (giappone). La collocazione della religione nella vita pubblica continua ad essere un tema molto dibattuto. Csordas —Concetto di incorporazione per elaborare una teoria sulle origini della religione — si fonda sull’assunto secondo il quale l’esperienza che l’uomo ha del mondo viene filtrata attraverso il corpo e le rapp. della realtà vengono fornita a partire da questa primaria esperienza. Essere umani seguono modelli elaborati dalla propria cultura e in base ad essa costruiscono la loro esperienza del corpo e della realtà. Pensiero religioso — senso dell’alterità incorporata — senso di estraneità Dimensione religiosa — apprendimento di regole pratiche e ricondotta che si acquisiscono attraverso rapporto interindividuali — la dimensione rituali in quanto attività per formativa. Rituali — azione ripetitive che rilevano un certo tipo di efficacia. Turner — Gli antropologi preferiscono evitare le definizioni formali di religione e si concentrano sul comportamento religioso: rituali e organizzazione religiosa Rituale Interpretato come performance e non come insieme di competenze. Limiti di un approccio basato sulle pratiche:

1.2 Conoscenza e potere

Sistemi religiosi — conoscenza in due forme: 1- insieme di saperi sul mondo 2- insieme di saper fare Produzione di conoscenza va vista in una doppia configurazione: costruzione sociale e culturale e possibilità di indagine ed esplorazione personale Sistemi epistemici — come costruzioni umane e culturali che creano un ordine attraverso il quale interpretare la realtà sistemi di conoscenza — potere nesso molto forte fra religione e potere — entità autonoma e indipendente dall’uomo e dalle relazioni interinvidivuali. L’uomo può eccedere al potere solo attraverso la via rituale. elemento di cui l’uomo non può impadronirsene a volontà. Modalità alle quali attingere alle fonti di potere: Preghiera e supplica ricono. impotenza e misera condizioni dell’uomo Caratteristiche di una società priva di Stato Società non prive di stato — la religione il potere assumono il compito di controllare il comportamento delle persone e spesso la rel. sostiene e legittima il sistema politico Guachet — nucleo essenziale del fenomeno rel — spossamento radicale degli uomini e nella nozione di permanenza intangibile dell’ordine che li riunisce

Hatazfeld — la formazione di una tradizione nasce sul dispositivo simbolico — la tradizione ci offre delle informazioni nascoste che non sappiamo Dei — prodotti dell’attività rituale — non sono solo frutta della nostra imm. ma essi ci sono dati dalla tradizione La religione nel sua forma più pura è da ricercare in quel mondo antecedente lo Stato — sviluppo delle rel non è altro che mettere in discussioni religioso che conduce al disincanto del mondo Il potere entra in gioco — quando si forma un ordine Sistemi religiosi flessibili e rigidi

1.3 Che cos’è la religione?

questione controversa— tante definizione ma nessuna è stata ritenuta soddisfacente Spiro - un autore non dà una definizione di religione esplicita ne adotta una implicita che in qualche modo indirizza le sue oss. e le sue interpretazioni Gli antropologi— religione nei popoli indigeni in forme diffuse e non si intende quindi come settore indipendente, essi comunque adottano una nozione di religione in forma implicita Smith — poche lingue non occ. — tradurre il termine religione. Religio — termine latino che sembra indicare un sentimento interiore che un insieme di pratiche di conoscenze concetto etnocentrico — legato al mondo occ. Concetto di fede (Smith) — non permette di risolvere il problema e di staccarsi dalla natura etnocentrica Concetto di formazioni cosmografiche (Doubisson) — quando una form. cosmo. è religiosa? Religione — termini funzionalistici (funzioni che svolge nel contesto sociale) — Beattie Haviland — Harris —

  • non morale come principio esteriore
  • continuità fra ordine biologico e ordine sociale Religioni pagane e monoteismi (cristianesimo) rappresentano il rovescio del cristianesimo sistemi complessi perché si articolano con il sistema di potere creando un meccanismo di controllo sui comportamenti sociali. Non tutti sono sistemi complessi in egual misura —antropologi che perorò hanno commesso un errore quello di identificare la complessità religione con quella sociale (modernità) elemento fra sist. rel e complessità — discorso religioso nasce dalla necessità di elaborare un ordine per rappresentare la realtà / relazione fra sapere e potere — pensiero religioso — fa riferimento a un oltre, a una molteplicità di dimensioni dell’esistente A diff. delle grandi religioni, quelle indigene vengono studiate dagli antropologi perché si configurano come sistemi più flessibili e aperti e offrono una casistica molto più varia e differenziata.

1.5 Religioni e popoli indigeni

Fenomeni religiosi — un terreno di riflessione di indagine per le scienze sociali. Antropologi — religioni strettamente locali

Forme di religioni umili, piccole e realtà del presente ma non per questo meno ricche di significati rispetto a quelli grandi Kuper — antropologo e ostile nei confronti il ritorno del nativo Gli antropologi hanno la verità in tasca - popoli indigeni non fanno altro che promuovere interessi di parte e losche manovre politiche Rapporto tra popoli indigeni e antropologi è stato spesso costellato da momenti di forti tensioni e conflitti. Kuper —affermazione di piccoli minoranze di popoli cacciatori che rivendicano la restituzione dei loro territori ancestrali — grave minaccia per il mondo moderno Critica agli esperti (antropologo) Perché popoli indigeni? Affermazione di un fatto storico No categoria particolare di religioni ma insieme di elaborazione culturali (religioni primitive)

1.6. Epistemologia del rispetto

Antropologia rel — culture e rel ind ruolo centrale nello sviluppo delle rel Tendenza primitiv. — riduzione delle culture indigene a soli oggetti di studio — forte crisi con la crescita di molti lavori

1.7 Esplorare la complessità

Antropologia delle rel. — liberazione delle nozioni primit. nel 900 religioni indigene — dislocazione maggiore sistemi rel in cui il rapporto con i centri di potere e controllo sociale sono più fluide e indeterminate Ruolo strategico nell’impresa umana di costruzione del mondo — sacralizzazione delle norme sociali — sistema sociale e culturale Costruzione di un ordine sociale — de-complessificare la realtà Sistemi religiosi: da un lato ingabbiamo la complessità sfuggente dell’universo in un sistema di ordine dall’altro lato l’esperienza umana conduce oltre l’ordine del cosmo Costruzioni cosmologiche del rel.indigene — immagine di un cosmo molto aperto — arricchimento e integrazione — grande tolleranza (Augé) in forte contrasto con l’intolleranza e la tendenza all’ostilità delle altre forme rel tipiche dei monoteismi Contrasto fra società orale e società con scrittura — limiti nella dimensione di innovazione insita nell’oralità Tradizione — non è la ripetizione uniforme di modelli ma una interazione di continuità e cambiamento (rituale — costruzione di un nuovo tempo) Pensiero religioso — ha in ruolo di costruire un sistema di conoscenze e di stabilire gli strumenti attraverso cui la conoscenza può venire convalidata Religioni indigene — modalità di confronto con la complessità, di dialogo e di incorporazione parziale del disordine — per riconoscerle si deve abbandonare gli stereotipi elaborate dall’antropologo nel corso del tempo

Capitolo 2

2.1 La ricerca delle forme elementari

Durkheim — Les formes élémentaires de la vie religieuse Opposizione sacro/profano come elemento centrale della definizione del fen. rel. Sacro: elemento in un’opposizione dicotomica che si trova alla base di tutte le credenze rel. conosciute Forte contrapposizione fra i due termini di D — forti critiche — irrilevante le distinzione tra sacro e profano Domanda fondamentale dell’opera di D — Che cosa ha potuto spingere l’uomo a vedere nel mondo due mondi eterogenei mentre nell’esperienza sensibile nulla sembrava suggerirgli l’idea di una dualità tanto radicale? Aborigeni australiani Sono anche l’esemplificazione etnografica della forma più semplice di organizzazione sociale concepibile che aveva delineato nel suo lavoro, La divisione del lavoro sociale Società antiche Società moderne

Questi antenati non venivano raffigurati come semplici essere umani ma come esseri ibridi (sia caratteristiche umane sia caratteristiche di animali o piante)

Anime — parte del principio totemico e dera comprensibile che le anime si presentavano spesso in forma animale (caso dei Bororo — anima sotto l’aspetto dell’uccello e credevano di essere uccelli della stessa specie) — punto critico nel pensiero di D. L’esempio etnografico dei Bororo è stato impegnato già due anni precedenti alla pubblicazione dell’opera di D. da Levy-Bruhl L.B. — Rappresentazioni collettive che si caratterizzano per una serie di aspetti specifici: Comuni a membri di un determinato gruppo Si impongono agli individui come qualcosa di esterno e di già costituito Non dipendono dagli individui per la loro esistenza Linguaggio — presenta tutte le caratteristiche di un fenomeno collettivo che si impone nei singoli individui e sopravvive alla loro morte — le rapp. collettive non possono essere rappresentate solo con gli strumenti della psicologia ind. Le rapp. coll. dei popoli extraeuropei (primitivi) differiscono dal pensiero europeo moderno e implicano un contenuto affettivo in stretta connessione con la rappresentazione — attività mentale chiamata mistica Mistica — non allude al misticismo religioso ma di credenza in forze, in influenze con siderale reali Un aspetto comune a queste rapp —presenza di una partecipazione tra esseri e oggetti legati da una stessa rappresentazione collettiva — mentalità primitiva che non impone la necessità di affermare l’uno o l’altro ma ammette ogni sorte di mescolanza e di influenza. Secondo il tedesco von den Steinen — Bororo sono attualmente degli arara — identità essenziale che li unisce agli animali

D. prende le distanze dalla teoria della mentalità primitiva di L.B. - continuità con il pensiero contemporaneo: Non è affatto vero che questa mentalità sia priva di rapporti con la nostra. Spiegazione della scienza cont. sono più oggettive perché le più metodiche e le più controllate Forte legame fra religione e scienza ma presuppone una crisi della natura della classificazione ordinata e sistematica che la rel dovrebbe rivelare. L.B.—le rap. della mentalità primitiva — no pensiero logico ma principio di disordine e confusione Esse sono più complesse rispetto ai concetti propriamente detti. La sua citazione dell’etnografo tedesco non è completamente fedele all’originale. Egli aggiunge nella frase un “attualmente” — errore dell’etnografo tedesco secondo Smith. I Bororo non hanno mai detto di essere dei pappagalli rossi ma hanno dichiarato che quando muoiono essi diventano pappagalli per poter parlare di se stessi come se fossero pappagalli nel presente. Crocker— paragone fra B. e pappagalli è un fatto etnograficamente riscontrato. Secondo C. — la teoria di L.B è più corretta di quella di L.S. anche gli argomenti del primo poggiano su un pretesa sbagliata — rel umane e pappagallo con il legame del clan La frase Noi siamo pappagalli viene riferita solo da maschi b. — la loro società è un ottimo esempio di come le teorizzazioni primitiv. del 900 sulle società semplici - elementari fossero mal indirizzate Organizzazione sociale dei Bororo: Villaggio diviso in due metà. Le abitazioni di ciascuna metà si distribuiscono intorno al villaggio e lo dividono in due: nord e sud. Il centro invece è occupato dalla casa degli uomini e dagli spazi cerimoniali. Ciascuna metà — divisa in clan Rapporto tra clan e spiriti — elemento importante di identità e continuità del gruppo. si configura in maniera diversa rispetto alla tipica immagine delle rapp. totemiche di D. Ogni cerimonia ha come rapp. gli aroe. Un gruppo però non può rappresentare i suoi spiriti ma devono decorare i membri di un gruppo appartenente all’altra metà del villaggio. Le decorazioni sono fatte con materiale proveniente dal mondo animale. I maschi sono frequentemente in contatto con gli spiriti durante le cacce sacre o le cerimonie funebri — opposizione fra maschi e donne — queste ultime sono escluse dalla partecipazione a queste cerimonie.

2.4 L’ordine dei simboli e il potere del disordine

3 autori significativi:

  • Levi-Strauss
  • concetto di totemismo —- costruzione artificiosa e arbitraria
  • pensiero umano funzioni in modo uguale in tutte le società
  • sistemi tassonomici
  • opera: Il pensiero selvaggio
  • popoli preletterati sono portatori di conoscenze del mondo naturale
  • pensiero come creatore di ordine (mondo umano e naturale)
  • conquiste intellettuali dell’umanità sono state rese possibili grazie al pensiero selvaggio — non è una fase arcaica al pensiero moderno ma le due forme procedono in parallelo operando con modalità diverse per costruire un universo ordinato
  • pensiero selvaggio è una scienza del concreto
  • limiti del suo pensiero: rapporto uomo/nat e natura/cultura è importante nelle sue opere mentre l’alspetto religioso viene messo in secondo piano
  • religione è il regno delle idee confuse e se viene interpretata come sistema concettuale essa perde autonomia e specificità
  • no tutto ciò che sfugge al sistema dell’ordinamento dell’universo
  • M. Douglas
  • La sua ricerca parte da tutto ciò che sfugge al sistema dell’ord. dell’universo
  • nozioni di purezza e impurità e sui riti che implicano l’identificazione di ciò che è proibito
  • Sporco — elemento di disordine — sistema di ordinamento del mondo e della società — mai esaustivo — anomalie — punto di partenza per rappresentare simboli
  • tabu e i riti sono rimandano a un modello di ordine
  • riflessione antropologica — natura intellettuale dei sistemi di pensiero dei popoli ind e sulla loro capacità di costruire universi di significato
  • potere simbolico del disordine — poteri che sono inaccessibili al pensiero cosciente
  • due forme di religione: del controllo e dell’estasi
  • Turner
  • complessità dei sistemi simbolici
  • simbolo: elemento entro un sistema di comunicazione ed è unità base del linguaggio simbolico/ no unità elementare. A diff del segno, il simbolo ha sempre un lato oscuro che dev’essere svelato dall’antropologo
  • simboli sono multivocali
  • polarizzazione tra lato fisiologico e lato sociologico
  • interpretati secondo diversi livelli di significato (sono tre: esegetico - operazionale - posizionale)
  • producono anche effetti emozionali sui partecipanti
  • conflitto tra individuo e società — esempio dei riti di iniziazione con i neofiti che viene descritta con il termine communitas — si oppone alla rigidità della struttura sociale come anti-struttura — individui sono uguali e solidali
  • potere del disordine e dell’anti-struttura — ordine e disordine divengono parte integrante di ogni società umana

2.5 Dialogo con gli aborigeni

Le pagine di D. sono piene di materiale etnografico il quale però necessita sempre di un’interpretazione — egli non fa sentire la voce degli Aborigeni. La dicotomia sacro/profano (base di partenza per la formulazione del fenomeno religioso) non trova quasi riscontro nei dati etnografici australiani. Rapp simboliche — per D. avevano come significato nascosto un riferimento alla realtà sociale. Aborigeni erano incapaci di oggettivare in simboli una visione più profonda della vita Mauss— fine del primitivismo di D. che gli impediva di riconoscere un pensiero complesso e profondo dalle rapp religiose degli A. Secondo M - cercare di insistere sul punto di vista dell’indigeno — solo attraverso esso si può trovare il contenuto più profondo del suo pensiero. Yolngu — essere imano aborigeno Warner — da D. Mana: potere spirituale — si sprigiona durante i riti è sia positivo che negativo

Fine 1946 - Griaule - interesse alla comunità dei Dogon che stanziano nel Sudan francese (oggi Mali). Egli venne convocato con il pretesto della vendita di un amuleto da un occhio calciatore di nome Ogotemmeli. In realtà lo scopo dell’incontro era di discutere su argomenti relativi alla cosmologia e al mondo religioso dei Dogon. O. decide di rivelare a G. il suo sapere e di farlo accedere al livello di conoscenza. I risultati di questi incontri verrà esposto da G in un volume dal titolo Dieu d’eau Nozione chiave del pensiero D. è quella di nyama - principi mitico e energia inconscia che si trova in tutti gli esseri e anche negli oggetti. energia dinamica — una volta morto un essere umano, questa energia si trasferisce nel corpo di un nuovo nato Rivelazione di O che il sistema cerimoniale e sociale dei d. trova la sua coerenza. Nel corso delle 33 giornate di incontri e dialoghi emersero alcuni punti:

  • acqua come emblema di forza vitale
  • parola come simbolo dell’ordine del mondo
  • dualità dell’essere umano: anima maschile e femm. L’opera è il tentativo di ricostruire la narrazione di O. in chiave semplicistica attraverso uno stile fluido G. era consapevole di poter affermare che il sistema di pensiero delle soc. africane è all’altezza dei popoli dell’Asia e con la sua pubblicazione voleva anche rendere omaggio a O. che gli aveva dischiuso i suoi segreti. Egli rimase folgorato delle rivelazione di O. — chiave fondamentale per capire l’universo dei Dogon Secondo G. i D. possiedono un completo patrimonio di saperi che andava da un calendario - astronomia - sistemi di segni grafici Ossessionato dall’idea ricerca di coerenza globale di una società e dai legami segreti che uniscono le diverse parti Critiche a G: C l i f f o r d

v a n B e e k 1- Secondo C., G. tendeva a interpretare il proprio lavoro in termini di operazione militare con lo scopo di penetrare i segreti più intimi di una comunità che custodiva gelosamente Lavoro di G- situazione coloniale negoziazione tra popolo dominato e uno studioso che irrealtà sul sistema coloniale era am bivalente Soggetto attivo: - etnografo - popolo africano — intervento di O. fu fondamentale per le ricerche. 2- tre periodo nel lavoro di G: -dal 31 al 48 - etnografia sulla cultura materiale -Dieu d’eau -Le renard pale Descrizione della cultura D - anomalia nelle lettura ecografia africana 5 punti di critiche: - ruolo del rito cosmogonico - importanza del mondo rel e degli antenati mitici - simbolismo come ossatura su cui si regge la cultura dei D. - concetto di nyama - rapporto tra religione e organ. sociale No racconto mitico relativo alla creazione del mondo - e astronomia non sembra aver molta importanza nella religione Dogon scoperte di G. - nozione che i Dogon - sistema complesso stellare incentrato su Sirio come stelle doppia Van Beek - I Dogon riconoscono la stella di Sirio ma la conoscenza stellare non è importante