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GADDA biografia e poetica, Appunti di Letteratura Contemporanea

Biografia e poetica di Gadda (adesione al realismo, La cognizione del dolore)

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 06/09/2023

silviabruno16
silviabruno16 🇮🇹

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GADDA
Silvia Bruno Scienze della Comunicazione (L-20)
BIOGRAFIA
Carlo Gadda nasce a Milano; il un padre è un commerciante e la madre un’insegnante di francese.
Partecipa da volontario alla Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale passa un anno in un
campo di concentramento e perde il fratello minore Enrico (trauma). Le spese sostenute per
l’edificazione di una villa in Brianza, voluta dal padre, costeranno molti sacrifici allo stesso Gadda.
Si laurea in ingegneria ma si iscrive poi in Filosofia, non laureandosi; svolge il doppio lavoro di
ingegnere e scrittore/giornalista.
L’autore ha una buona cultura liceale, conosce Leopardi, Manzoni, Carducci e d’Annunzio (Verga
meno). In questi anni pubblica una riflessione dal titolo Resumazione manzoniana (1924), dalla
quale si può evincere l’apprezzamento di tale grande autore. Gadda sostiene che nel suo romanzo
Manzoni disegna un oggetto segreto, difficile da svelare, una società mossa dal caso (e non dalla
provvidenza) in cui prevalgono i bisogni individuali su quelli della società, determinando una
distruzione di quest’ultima.
Egli aderisce al fascismo perché ne percepisce un posto in cui poter sfogare i rancori e poiché la
famiglia (fortemente nazionalista) lo induce a difendere la nazione a qualsiasi costo, ma lo rinnega a
partire dal 1944 (lo contesta in un volume interpretato da Gadda e contestato da Berlusconi, in cui tratta i
temi della società di massa). Raggiunge notorietà come scrittore solo dopo la pubblicazione in
volume del romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957).
Muore a Roma nel 1973.
ADESIONE AL REALISMO
Gadda individua in Manzoni un maestro di metodo e analisi, ne acquisisce uno schema che
cerca di applicare nelle sue opere e che prevede:
La Norma (lo studio del normale).
L’Abnorme (ciò che non è norma).
La Comprensione o Sguardo sopra la vita (comprensione del totale).
Possiamo affermare di conoscere la realtà solo nel momento in cui conosciamo il totale.
Il romanzo deve essere una rappresentazione compiuta della società. La realtà è costituita da tanti
sistemi in continua evoluzione che si sovrappongono, deformandosi (confluenza di elementi che si
scontrano, singole realtà si combinano) e la parola ne deve render conto. Per questo l’autore deve
adottare una nuova lingua, antica e inattuale, che contiene il peso delle storie precedenti oppure
attraverso tecnicismi (per esaltare caricature, la vita è un groviglio e per riprodurre ogni minimo
dato/evento sviscerando l’oggetto e accumulando termini enciclopedici in grado di descriverlo, «la parola
non è vergine»). È accusato di barocchismo poiché utilizza registri e leggici molteplici.
Non avverte rivoluzioni e crede che le parole possano essere un ponte tra la letteratura del
passato e quella contemporanea. Queste, che possono avere molteplici significati, devono essere
colte dalla storia e assumere un significato o reinventarne uno.
Usa tutte le forme del comico. Adotta soprattutto la satira in riferimento alla borghesia milanese
(L’Adalgisa) e romana (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana) che ha solo l’interesse privato.
Condanna il reale, multiforme e complesso ma facendolo si condanna essi stesso (perché vi
appartiene). Denuncia la complessità ma sa di non essere capace di reagire.
A differenza di altri modernisti, apprezza la modernità ed il progresso scientifico (fiducia
dell’ingegnere). La responsabilità del degrado è dei singoli individui che formano la collettività, è
necessario superare la falsa coscienza e denunciare il male (impulsi compresi e trasformati in attività
benefiche). Le pulsioni difficili da controllare (innate, Freud) sono affidate a chi le soddisfa (fascismo).
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GADDA

Silvia Bruno – Scienze della Comunicazione (L-20) BIOGRAFIA Carlo Gadda nasce a Milano; il un padre è un commerciante e la madre un’insegnante di francese. Partecipa da volontario alla Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale passa un anno in un campo di concentramento e perde il fratello minore Enrico (trauma). Le spese sostenute per l’edificazione di una villa in Brianza, voluta dal padre, costeranno molti sacrifici allo stesso Gadda. Si laurea in ingegneria ma si iscrive poi in Filosofia, non laureandosi; svolge il doppio lavoro di ingegnere e scrittore/giornalista. L’autore ha una buona cultura liceale, conosce Leopardi, Manzoni, Carducci e d’Annunzio (Verga meno). In questi anni pubblica una riflessione dal titolo Resumazione manzoniana (192 4 ), dalla quale si può evincere l’apprezzamento di tale grande autore. Gadda sostiene che nel suo romanzo Manzoni disegna un oggetto segreto, difficile da svelare, una società mossa dal caso (e non dalla provvidenza) in cui prevalgono i bisogni individuali su quelli della società, determinando una distruzione di quest’ultima. Egli aderisce al fascismo perché ne percepisce un posto in cui poter sfogare i rancori e poiché la famiglia (fortemente nazionalista) lo induce a difendere la nazione a qualsiasi costo, ma lo rinnega a partire dal 1944 (lo contesta in un volume interpretato da Gadda e contestato da Berlusconi, in cui tratta i temi della società di massa). Raggiunge notorietà come scrittore solo dopo la pubblicazione in volume del romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957). Muore a Roma nel 1973. ADESIONE AL REALISMO Gadda individua in Manzoni un maestro di metodo e analisi , ne acquisisce uno schema che cerca di applicare nelle sue opere e che prevede:

  • La Norma (lo studio del normale).
  • L’ Abnorme (ciò che non è norma).
  • La Comprensione o Sguardo sopra la vita (comprensione del totale). Possiamo affermare di conoscere la realtà solo nel momento in cui conosciamo il totale. Il romanzo deve essere una rappresentazione compiuta della società. La realtà è costituita da tanti sistemi in continua evoluzione che si sovrappongono, deformandosi (confluenza di elementi che si scontrano, singole realtà si combinano ) e la parola ne deve render conto. Per questo l’autore deve adottare una nuova lingua , antica e inattuale, che contiene il peso delle storie precedenti oppure attraverso tecnicismi (per esaltare caricature, la vita è un groviglio e per riprodurre ogni minimo dato/evento sviscerando l’oggetto e accumulando termini enciclopedici in grado di descriverlo, « la parola non è vergine »). È accusato di barocchismo poiché utilizza registri e leggici molteplici. Non avverte rivoluzioni e crede che le parole possano essere un ponte tra la letteratura del passato e quella contemporanea. Queste, che possono avere molteplici significati, devono essere colte dalla storia e assumere un significato o reinventarne uno. Usa tutte le forme del comico. Adotta soprattutto la satira in riferimento alla borghesia milanese ( L’Adalgisa ) e romana ( Quer pasticciaccio brutto de via Merulana ) che ha solo l’interesse privato. Condanna il reale, multiforme e complesso ma facendolo si condanna essi stesso (perché vi appartiene). Denuncia la complessità ma sa di non essere capace di reagire. A differenza di altri modernisti, apprezza la modernità ed il progresso scientifico ( fiducia dell’ingegnere ). La responsabilità del degrado è dei singoli individui che formano la collettività, è necessario superare la falsa coscienza e denunciare il male (impulsi compresi e trasformati in attività benefiche). Le pulsioni difficili da controllare (innate, Freud) sono affidate a chi le soddisfa ( fascismo ).

LA COGNIZIONE DEL DOLORE

La prima parte de La cognizione del dolore (tra i romanzi più belli del ‘900, in grado di restituire la rabbia provata dall’autore nonostante gli espedienti comici) appare a puntate su «Letteratura» nel 1938, ma il romanzo è pubblicato nel 1963 da Einaudi. Gadda inizia a comporlo nel 1936 , anno in cui muore la madre. Sembra avere quindi un effetto terapeutico , a seguito della necessità di elaborare il rapporto con la madre (e con il fratello). I manuali sostengono una visione fascista del romanzo, poiché egli stesso lo afferma (figlio non vuole che la mamma si abboni ad un Istituto, che alluderebbe a quelli fascisti) – in realtà non è vero. Il romanzo funge da terapia e condanna nei confronti della società di massa. Il motivo della casa , oggetto d’odio per Gadda dati i sacrifici attuati per mantenere la villa del padre, è al centro di ogni azione ed è citata come « consustanzazione narcissica », cioè proiezione del narcisismo dei genitori (che toglie attenzioni al figlio). Tra i temi principali vi è quello proprio della Bucoliche di Virgilio, cui non risere parentes : Gonzalo, il protagonista, è un bambino a cui i genitori non sorrisero , non ha mai conosciuto affetto e cure genitoriali; al tempo stesso è lui a non aver suscitato il sorriso dei genitori non seguendo le loro direzioni (è inadatto come i personaggi di Tozzi). Gonzalo è affetto dal male oscuro : pulsione di morte e strazio profondo ma anche oltraggio provocato dalla malvagità degli altri (l’infanzia è un momento centrale per lo sviluppo). Il giovane è un inetto, tutti nel paese sparlano di lui e ciò determina la sua persona. Solo il dottore del paese comprende che lui ha bisogno di essere ascoltato. Gadda condanna nella stesura i pronomi personali, in particolare l’ Io poiché ispira all’individualità. I pronomi personali, infatti, inducono a vedere l’uno, i limiti e le barriere spezzando relazioni e pluralità (crea distanza). Dietro la condanna dell’Io si nasconde quella della madre, genitore che sorride agli altri ma non comunica con il figlio. Tutto il romanzo ruota attorno a Gonzalo. Il romanzo è polifonico in quanto la prima parte è espressione di ciò che la gente dice di lui e mira alla rappresentazione della complessità del reale. Le contraddizioni lo portano all’apatia: da una parte è solitario ed egoista, dall’altro è avido di soccorso. La vita diviene attesa della morte.