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GADDA rinaldo rinaldi, Appunti di Letteratura Italiana

letteratura italiana contemporanea

Tipologia: Appunti

2013/2014

Caricato il 15/05/2014

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GADDA – RINALDO RINALDI
CAPITOLO 1.
1.FRA NARRATIVA E DIARIO.
Carlo Emilio Gadda si considerava un romantico preso a calci dal destino, un’idealista maltrattato dalla
realtà: costretto a rinunciare ai suoi desideri e sogni di bellezza per colpa di un’esistenza meschina, volgare,
caotica e insensata. Un’opposizione tra realismo e romanticismo. La sua narrativa è caratterizzata da salti di
tono, parole difficili, emotività, c’è la separazione fra reale e possibile, tipico della scrittura gaddiana è la
rabbia, dolore, insofferenza e il desiderio di vendetta.
A partire dagli anni 20 e per tutta la sua carriera le novelle e i romanzi saranno muniti di una fortissima
carica autobiografica, deformata da una maschera comica. Egli scrive a partire da pochissimi nuclei tematici,
ossessivamente ripetuti e rivisitati. Inoltre ha una struttura particolarmente discontinua e con forti
divagazioni. I suoi racconti non hanno un ordine preciso, ma il lettore deve assemblare i vari pezzi
eterogenei del racconto, infatti Gadda usa pezzi di racconti per costruirne altri, una sorta di monta, smonta e
rimonta. La sua scrittura è legata all’attimo, firmerà solo romanzi incompiuti e brevi.
2.GIORNALE DI PRIGIONIA.
Gadda atra il 1915 e il 1919 scrive “Giornale di prigionia” pubblicato solo nel 1955. In queste pagine sono
registrate le giornate e la vita quotidiana degli ufficiali degli alpini, quale era. In questo brano descrive la
sporcizia, il caos, le trincee e gli errori di valutazione che costano vite dei poveri soldati. Lo scrittore mette in
risalto i due volti della guerra: il patriottismo e la realtà atroce delle trincee. Si possono trovare linguaggi
violenti, una spietata analisi della realtà e rabbia, inoltre sono frequenti disegni, schemi e grafici allo scopo di
illustrare al lettore ciò che scientificamente intende dire.
Gadda vuole esprimere lo sconforto e la malinconia , polemica e abbandono sentimentale, il suo registro
oscilla tra il comico-parodistico e lirico-sublime.
Il tema costante è quello del rapporto dello scrittore con la realtà, la contrapposizione tra illusione e
disinganno. Inoltre Gadda sopravvive alla guerra al contrario di suo fratello Enrico che muore in
un’eserictazione militare, questo fatto segnerà la vita di Gadda, da cui sviluppera temi frequenti nei suoi
romanzi quali la morte, la continuità biologica e famigliare.
3.LA PASSEGGIATA AUTUNNALE E ALTRO.
Nel 1918 dentro un campo di prigionia in Germania Gadda scrive il suo primo racconto “La passeggiata
autunnale”. La storia di un gruppo di ragazzi di buona famiglia, sorpresi da un temporale durante una gira in
montagna e riparati in una baita. Il portavoce narratore è l’alterego autobiografico di Gadda è Rineri, un
giovane solitario, appassionato di alpinismo e di libri, idealista deluso dal male e dagli uomini. In
contrapposizione c’è un personaggio il giovane contrabbandiere Stefano accusato ingiustamente di omicidio
e ricercato, Stefano è in fuga, ma i suoi amici credono nella sua innocenza. Egli voleva recarsi oltre il
confine dopo aver salutato gli amici.
In questo racconto Gadda trasforma il racconto in una confessione in terza persona, cercando di distanziare
l’autobiografia con delle maschere: il temporale e la casa solitaria con il ricordo della figura materna, la
coppia di personaggi maschili (Rineri e Stefano) lui stesso e suo fratello, e l’evocazione del cadavere ricorda
le epifanie di guerra.
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GADDA – RINALDO RINALDI

CAPITOLO 1.

1.FRA NARRATIVA E DIARIO.

Carlo Emilio Gadda si considerava un romantico preso a calci dal destino, un’idealista maltrattato dalla realtà: costretto a rinunciare ai suoi desideri e sogni di bellezza per colpa di un’esistenza meschina, volgare, caotica e insensata. Un’opposizione tra realismo e romanticismo. La sua narrativa è caratterizzata da salti di tono, parole difficili, emotività, c’è la separazione fra reale e possibile, tipico della scrittura gaddiana è la rabbia, dolore, insofferenza e il desiderio di vendetta.

A partire dagli anni 20 e per tutta la sua carriera le novelle e i romanzi saranno muniti di una fortissima carica autobiografica, deformata da una maschera comica. Egli scrive a partire da pochissimi nuclei tematici, ossessivamente ripetuti e rivisitati. Inoltre ha una struttura particolarmente discontinua e con forti divagazioni. I suoi racconti non hanno un ordine preciso, ma il lettore deve assemblare i vari pezzi eterogenei del racconto, infatti Gadda usa pezzi di racconti per costruirne altri, una sorta di monta, smonta e rimonta. La sua scrittura è legata all’attimo, firmerà solo romanzi incompiuti e brevi.

2.GIORNALE DI PRIGIONIA.

Gadda atra il 1915 e il 1919 scrive “Giornale di prigionia” pubblicato solo nel 1955. In queste pagine sono registrate le giornate e la vita quotidiana degli ufficiali degli alpini, quale era. In questo brano descrive la sporcizia, il caos, le trincee e gli errori di valutazione che costano vite dei poveri soldati. Lo scrittore mette in risalto i due volti della guerra: il patriottismo e la realtà atroce delle trincee. Si possono trovare linguaggi violenti, una spietata analisi della realtà e rabbia, inoltre sono frequenti disegni, schemi e grafici allo scopo di illustrare al lettore ciò che scientificamente intende dire.

Gadda vuole esprimere lo sconforto e la malinconia , polemica e abbandono sentimentale, il suo registro oscilla tra il comico-parodistico e lirico-sublime.

Il tema costante è quello del rapporto dello scrittore con la realtà, la contrapposizione tra illusione e disinganno. Inoltre Gadda sopravvive alla guerra al contrario di suo fratello Enrico che muore in un’eserictazione militare, questo fatto segnerà la vita di Gadda, da cui sviluppera temi frequenti nei suoi romanzi quali la morte, la continuità biologica e famigliare.

3.LA PASSEGGIATA AUTUNNALE E ALTRO.

Nel 1918 dentro un campo di prigionia in Germania Gadda scrive il suo primo racconto “La passeggiata autunnale”. La storia di un gruppo di ragazzi di buona famiglia, sorpresi da un temporale durante una gira in montagna e riparati in una baita. Il portavoce narratore è l’alterego autobiografico di Gadda è Rineri, un giovane solitario, appassionato di alpinismo e di libri, idealista deluso dal male e dagli uomini. In contrapposizione c’è un personaggio il giovane contrabbandiere Stefano accusato ingiustamente di omicidio e ricercato, Stefano è in fuga, ma i suoi amici credono nella sua innocenza. Egli voleva recarsi oltre il confine dopo aver salutato gli amici.

In questo racconto Gadda trasforma il racconto in una confessione in terza persona, cercando di distanziare l’autobiografia con delle maschere: il temporale e la casa solitaria con il ricordo della figura materna, la coppia di personaggi maschili (Rineri e Stefano) lui stesso e suo fratello, e l’evocazione del cadavere ricorda le epifanie di guerra.

Nel brano c’è una contaminazione grottesca e deformazione barocca, tipiche dello stile gaddiano.

4.RACCONTO ITALIANO DI IGNOTO DEL NOVECENTO.

Gadda si trasferisce in Argentina fra il 1922 e il 1924. Rientrato a Milano compone il brano “Racconto italiano di ignoto del novento”., rimasto allo stato di abbozzo, pubblicato nel 1983. Il tema è quello della continuità della vita, del ciclo biologico rappresentato dalla natura e dalla gioventù.

La continuità è rappresentata da dei giovani popolani che tornano a casa dal lavoro, che rispecchia anche il clima nazionalistico dei primi anni Venti, col fascismo in ascesa.

Il protagonista è un giovane fascista Grifonetto Lampugnani, che ricorda il desiderio naturale e le ragioni di vita con sfumature dannunziane. Grifonetto è coinvolto in un omicidio di un socialista. La continuità biologica si può contrapporre alla morte e deformarsi infatti terribili e anormali.

La biografia si proietta in queste pagine, Grifonetto ricorda Stefano in “Passeggiate autunnali” e possiede tratti psicologici e ideologici del giovane Gadda.

Il romanzo prevede due tipi di protagonista entrambi disadattati: il tipo A di Grifonetto, persona forte ma pervertita dall società: maschio volitivo, intelligentissimo, un po’ criminale, realizza il male come trasgressione. Il tipo B Gerolamo Lehrer, debole, impotente, ingeniere povero e poi insegnante di matematica, un detrito umano. (personaggi in lege).

Poi si contrappone il tipo C ossia il tipo umano, buono, che trionfa le avversità con pacatezza e ragionevolezza, si sposa, ha fatto la guerra e si contenta.

La narrazione resta bloccata fra i due tipi A e B.

Inoltre si aggiunge un tipo A socialista che si scontra con il tipo A fascista e muore in tafferuglio.

Gadda cerca di trasformare il caos del romanzo kinun sistema di punti di vista alternato: visione dle personaggio, adottando la voce dell’autore.

La discontinuità stilistica si unisce con contraddizione al desiderio di scrivere un grande romanzo tradizionale che però paradossalmente non riuscirà mai a realizzare.

CAPITOLO 2.

1.LA SCRITTURA DEL DETTAGLIO.

Nel 1925 Gadda riprende la sua professione d’ingeniere e nel 1931 dopo anni di approfondimento filosofico pubblica “ La madonna dei filosofi”. Illustra il tema del suo lavoro di questi anni sia sul versante filosofico che lettarale. Quello della molteplicità del reale e della sua diversificazione, insieme a quella della realtà come infinita combinatoria di parti potenzialmente ricombinabili all’infinto. Gadda si diletta tra filosofia e psicologia, autobiografia e fisolosofia, fra scrittura creativa e teorica.

Da qui nasce la sua minuzia delle descrizioni vicine alla grande tradizione naturalista e realista, eccessive o al limite della verosomiglianza, cos’ deforma l’oggetto con uno sgurado troppo da vicino.

2.LA MADONNA DEI FILOSOFI E NOVELLA SECONDA.

“La madonna dei filosofi” è la riscrittura di pezzi già composti in precedenza, la costruzione di queste prose evoca discontinuità, scomponendole come quadri cubisti, il risultato è una deformazione comica.