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Il ruolo della famiglia e del matrimonio nella società induista in India. Viene spiegato come la nascita di un figlio maschio sia più importante di quella di una femmina, il ruolo della donna nella famiglia e nella cerimonia nuziale, la suddivisione in caste e l'importanza dei legami familiari. Vengono descritte le cerimonie nuziali e il ruolo dei figli nella famiglia. una panoramica della società indiana e delle sue tradizioni.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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NASCITE IN INDIA: Per la famiglia indù la nascita del figlio maschio è un evento più importante rispetto alla nascita di una figlia femmina, tanto gioioso quanto pieno di incertezze però. La donna durante la gravidanza e dopo il rito della shimmy natura (linea che divide i capelli pettinati) fa ritorno nella casa dei genitori per partorire e rimanere lì fino ad essere a messa della casa coniugale dove prende il ruolo di “madre“, superiore a quello di moglie. La presenza del figlio maschio permette agli antenati di raggiungere il mondo celeste. Dalla società indù il matrimonio è interpretato come passaggio obbligatorio per chiunque lo scelga la vita della rinuncia ma vissuto diversamente per entrambi sessi: l’uomo si fa a capo famiglia durante il corso la tua vita può perseguire i fini della giustizia (dharma) della ricchezza e del successo mondano per poi aspirare alla sfera del piacere in particolar modo quello sessuale (Kama). La donna al contrario termina la propria infanzia, segna il distacco dalla famiglia d’origine e, contemporaneamente, l’inizio di una nuova vita con il proprio marito, generalmente si vive nel villaggio di lui. La famiglia della donna spende molto denaro per regali alla famiglia dello sposo e per la cerimonia nuziale. Ancora utilizzati sono i matrimoni combinati specialmente nell’India meridionale dove i membri sono anche parte della famiglia e nell’India del Nord dove però gli sposi non si conoscono l’uno con l’altro. La società si aspetta di trovare dolore nel viso della donna per questo distacco dalla famiglia, al contrario generalmente è visto come un momento di liberazione e rivincita personale, tanto atteso da quest’ultime. Ci sono vari elementi che vengono presi in considerazione per creare un’unione matrimoniale: il più importante è sicuramente la compatibilità a Castel, a seguito abbiamo la compatibilità astrologica, la ricchezza, l’occupazione. Si divide questo in matrimonio endogamo: unione tra persone dello stesso gruppo sociale, ed esogamo: unione tra persone di diversi villaggi, conreti di relazioni sociali differenti Per un indù il matrimonio è il più importante SAMSKARA (rito di purificazione)! La CERIMONIA NUZIALE Le cerimonie variano in base alla regione in cui ci troviamo ma lo schema base è il padre della sposa che consegno sua figlia al padre di lui. Ella tiene i polsi legati da un cordoncino e posa per tre volte il piede sulla pietra per la macinatura della famiglia dello sposo, gesto che allude alla costanza e fedeltà della fanciulla. Successivamente la coppia compie sette passi intorno al fuoco sacro (elemento essenziale per il matrimonio indù) al quale lo sposo dona delle offerte. Se la cerimonia viene di sera la coppia può uscire a guardare la stella polare alla quale la sposa si rifà, giurando di essere fedele e costante come essa.
Dopo le celebrazioni che possono durare anche un paio di giorni gli sposi entrano nella loro casa nuziale LEGAMI FAMILIARI: Nel subcontinente indiano non esiste un unico modello familiare, tra i più diffusi abbiamo il modello dei ricchi occidentalizzati e della classe media emergente, a seguire quello dei più poveri, gli abitanti degli Slum o dei villaggi. Altri elementi di differenziazione sono: l’etnia, la casta e la cultura di appartenenza. La famiglia e in ogni caso l’unità di base fondamentale della società indiana, per la tradizione i legami familiari sono sacri.al contrario dell’Occidente dove la religione è una scelta individuale qui è quasi un obbligo. Fondamentale nella famiglia è il ruolo dei figli, ma è forte anche il rispetto per i genitori per gli anziani, la famiglia è a tutti gli effetti una garanzia di continuità e sicurezza per i bambini adulti e gli anziani. Ognuno al proprio ruolo, voluto dalla tradizione, ci si comporta di conseguenza quindi. Dopo il matrimonio le donne diventano membri della famiglia del marito e difficilmente si torna alla propria famiglia d’origine, anche in caso di divorzio. L’età minima per sposarsi, scritto nella legge, E di diciott’anni per le femmine e di 21 per gli uomini e viene rispettata, in passato specialmente le spose bambine venivano date agli uomini anziani. Anche se oggi i protagonisti del matrimonio vengono interpellati molto di più sono comunque otto casi su 10 dove i genitori scelgono al posto degli innamorati e, l’intento generale è di far sposare i propri figli con persone di pari status sociale e casta. LA SUDDIVISIONE IN CASTE: Nell’induismo la divisione in caste a fondamento nel testo sacro, i miti e più antichi testi parlano di una società ordinata in tre gruppi distinti, ma in un inno del Rig-veda si parla di un quarto gruppo: i shudra Che ingloba nella gerarchia del sistema le popolazioni indigene La divisione della società in quattro Varna (colore) a fondamento mitico: dallo smembramento del Purusha (principio spirituale trascendente immutabile in cui ogni realtà esiste impotenza, maschio primordiale) sacrificato alle divinità ebbe vita il cosmo e gli uomini. Dalla sua testa ebbero origine i brahmani, I sacerdoti, conoscitori dei veda. Dalle braccia gli ksatriya, I demoni del potere, governatori e guerrieri. Dalle cosce vaisya, gli allevatori, i contadini, gli artigiani. Dai piedi i shudra, I servitori. Si tratta di un’immagine idealizzata: i brahmani sono i sacerdoti che contribuiscono alla parte spirituale e seguendo riti vedici, re e guerrieri proteggono e governano la comunità, la gente comune pratica l’agricoltura mentre i servi la sostengono con il servizio ai membri delle altre classi.
contro natura che diedero vita a un gran numero di caste miste, nuclei di persone considerate avarna perché escluse dall’ordine sociale e definite quindi “senza colori“. Così col tempo anche tra i senza casta si svilupparono riti e culti, contempli separati e propri officianti. I testi credono fortemente che l’unione più pura sia formata da maschio shudra e donna brahmana che portano alla nascita degli intoccabili: i paria!