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appunti di programmazione e controllo (II modulo) presi a lezione, integrati con il manuale. ho preso 30L/30 studiando solo questi.
Tipologia: Appunti
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Gestire un’azienda significa prendere decisioni, attuarle ed ottenere risultati. Prendere decisioni a fronte di un problema può essere effettuato secondo 2 modalità differenti: o Gestione day by day : vale a dire che si aspetta che si manifesti un problema. Si tratta di un meccanismo che funziona in aziende piccole, dove si svolge un programma giorno per giorno. o Gestione anticipatoria : si anticipa il problema, in base ad un orientamento al futuro. Occorre programmare in anticipo gli obiettivi e le attività, e successivamente verificare che li si stia raggiungendo. Il sistema di budget è: o Una sequenza di attività, che hanno l’obiettivo di definire gli obiettivi finali e complessivi che l’azienda si pone. L’orientamento è dunque al futuro. o Un documento formale, dove l’azienda scrive tutti gli obiettivi per il periodo di budget o L’output del processo di budgeting o Un programma di azione (indica quali azioni perseguire per raggiungere l’obiettivo) espresso in termini quantitativo-monetari (ovvero tutti gli obiettivi devono essere espressi in maniera quantitativa), relativo ad un orizzonte temporale variamente articolato su periodi più brevi (si considera 1 anno con suddivisione in 4 trimestri, per verificare nel continuo gli obiettivi predefiniti). (NB DEF) NB Non si tratta dunque di una previsione, né di un tentativo di estrapolazione nel futuro di tendenze storiche o in atto. Non si tratta nemmeno di una garanzia per rende efficace la gestione. RUOLO DEL BUDGET IN AZIENDA Il ruolo del budget in azienda è duplice:
o Top down: l’input viene dato dal CDA (alto) verso il basso, ovvero gli obiettivi vengono definiti dall’alta direzione e vengono trasferiti progressivamente all’interno dell’organizzazione. o Bottom up: l’input viene dato dal basso verso l’alto; la singola funzione avanza la proposta, che viene consolidata e presentata all’alta direzione. Nella maggior parte dei casi è presente il primo approccio. CALENDARIO DI BUDGET dal momento che il budget è un meccanismo operativo formalizzato, la sua predisposizione richiede l’esistenza di una tempistica che regoli il susseguirsi delle singole fasi. Tale documento è definito calendario di budget, che scandisce le fasi del processo di budgeting in esso sono indicati: Sviluppo dei singoli budget : le fasi in cui è scomponibile il globale processo Tempistica del processo: ogni fase ha un momento di inizio ed uno di fine; può capire che alcuni di essi si sovrappongano. Risultano fondamentali due momenti: la data di inizio del processo, la quale deve essere stabilita a distanza congrua ma non eccessiva dalla fine del periodo precedente, e la data di fine del processo, stabilita in modo da rendere possibili eventuali modificazioni ai programmi di azione. Attori coinvolti : per ogni fase sono indicati sia i soggetti che devono fornire informazioni, sia i destinatari delle stesse. Essi sono: Alta direzione: essa si occupa di formulare le linee guida nelle imprese medio-grandi la responsabilità è affidata al comitato di budget: esso si compone del direttore generale più i direttori funzionali; esso imposta e supervisiona il processo di elaborazione Controller e lo staff: essi svolgono un ruolo consulenziale e si occupano di gestire il processo di elaborazione ed impiego del budget. L’elaborazione dei singoli budget spetta ai responsabili di centro L’alta direzione formula delle linee guida, le trasferisce al controller che le sintetizza e chiede ad ogni funzione organizzativa di elaborare la propria proposta, le arie proposte tornano al controller che le consolida e le porta al consiglio di amministrazione per l’approvazione. Modalità di composizione del budget Date degli incontri Obiettivi prefissati
è tipicamente predisposta nelle aziende italiane ambiente stazionario o limitatamente dinamico b. Flessibile si hanno più livello di attività, ovvero più livelli di fatturato. Si fanno più budget, che si modificano solo in base ai livelli di attività ambiente dinamico c. Scenari multipli si hanno più scenari diversi, che distano molto uno dall’alto, ovvero quanto l’incertezza è talmente alta che occorre prepararsi ai seguenti tre tipi di scenario: ottimista, pessimista e probabile. In questo caso gli scenari sono molto instabili, da ciò consegue che cambi tutta la struttura dei costi (e non solo i volumi di vendita e di produzione) e di conseguenza ciò viene fatto solo in casi eccezionali ambiente discontinuo.
a p eri od o a p eri odo Orizz onte (^) tempor ale DEFI NI TO a (^) periodo a (^) periodo SCORREVOLE RI GI DO a S CE NA RI Ipo tes i (^) ge stio nal i (^) so tto sta nti RI GI DO FLESSI BI LE MULTI PLI^ a (^) SCENARI B d ge t B d get (^) de gli B d ge t Contenuto Bu dget Operativi Bu dget (^) degli Investimenti Bu dget Finanziari
Budget delle vendite esso rappresenta il punto di partenza del processo di elaborazione del budget e dunque è evidente la sua criticità, in quanto dai valori inseriti in esso dipende la significatività del master budget. Il budget delle vendite contiene le informazioni relative al fatturato atteso in termini di: quantità/volumi, prezzi-ricavo, mix di vendita. o La definizione dei singoli elementi non è una previsione, ma un’espressione quantitativa dei traguardi da raggiungere. o Periodo temporale di riferimento la conoscenza del fatturato sull’anno risulta di scarsa rilevanza; il globale fatturato va disaggregato su periodi infra-annuali, in modo da avvicinarsi il più possibile al processo di produzione economica dell’impresa. Rilevante importanza assume in quest’ottica la stagionalità delle attività. o Il processo di sviluppo è suddivisibile in fasi, ciascuna delle quali è caratterizzata da gradi differenti di incertezza e dalla necessità di informazioni differenti. tanto più ci si avvicina al momento conclusivo, tanto minore è l’incertezza e maggiore il ricorso a info quantitative- monetarie. o Possono emergere dei vincoli posti dal budget delle vendite alle seguenti aree: area produttiva (articolazione infra-annuale dei volumi di vendita), area approvvigionamenti, area finanziaria, area investimenti. Per la predisposizione del budget sono necessarie due tipologie di analisi , dai quali risultati è possibile definire quantità, prezzi-ricavo e mix di vendita:
La distribuzione può essere a canale diretto, in cui si vende direttamente mediante la propria rete (non ci sono intermediari), oppure a canale indiretto, in cui il prodotto transita attraverso negozi o canali commerciali. L’obiettivo è quello di minimizzare il costo globale, relativo alle diverse attività erogate, a fronte di un definito livello di servizio. o Budget costi rete di vendita : si tratta di tutti quei costi collegati al fatto che per mettere a disposizione un prodotto occorre una rete di persone che lo proponga sul mercato. Sono 3 gli aspetti da considerare: Forma di organizzazione del sistema di vendita occorre decidere in maniera strategica quale tipologia di rete di vendita si vuole utilizzare: diretta (si utilizzano venditori che sono dipendenti) o indiretta (non sfrutto dei dipendenti ma degli agenti). In una rete di vendita diretta i costi prevalenti sono gli stipendi (costo fisso), mentre in una indiretta i costi sono le provvigioni (costo variabile). Modalità di remunerazione remunerazione fissa, proporzionale alle vendite o ibrida (fissa + premio per le vendite) Dimensionamento inteso non solo come numerosità ma anche come abilità e competenze, esso richiama la necessità di una corretta allocazione delle risorse. o Budget costi discrezionali : costi che servono per sostenere la domanda, per far conoscere il prodotto e per innovarlo. Essi consistono nei: Costi di comunicazione propaganda, pubbliche relazioni, sponsorizzazioni, direct marketing, partecipazione a mostre e fiere. Il programma di azione relativo alle politiche di comunicazione comprende due momenti: si definisce il volume di risorse che si intende desinare alla comunicazione e poi si individua il mix di comunicazione e dei singoli strumenti utilizzati. (integro a pag. 297/299) Costi di innovazione della domanda si tratta dei costi inerenti ad attività che si pongono essenzialmente 2 obiettivi differenti: o Conoscenza dei mercati e dei consumatori (ricerche di marketing) o Verifica preventiva di scelte future o consuntiva relativamente a scelte passate (test di mercato, test di prodotto) o Budget costi commerciali indiretti : non sono costi direttamente riferiti al prodotto ma di sostegno/strutturali; esempi sono gli stipendi delle strutture di supporto e gli automezzi della struttura commerciale. Si tratta in prevalenza di costi fissi, relativi a risorse umane, la cui determinazione non poggia sul collegamento a specifici volumi di attività-
individuabili nella distribuzione spazio-temporale delle vendite, all’interno dei quali l’attività produttiva deve svolgersi perseguendo gli obiettivi di efficienza. Esso si occupa di: a. Impiego delle risorse nei processi di trasformazione fisica b. Controllabilità delle relazioni causa-effetto tra l’impiego delle risorse e l’output c. Ruolo delle scorte, sia di materie prime che di materie finite
Dopo aver trovato le quantità da produrre, occorre effettuare la verifica di fattibilità, ossia devo verificare se si dispone delle risorse sufficienti. Le casistiche sono 2:
Il programma di produzione è dunque la base per la determinazione dei fabbisogni delle risorse che, opportunamente valorizzati, permettono la costruzione dei budget dei costi di produzione. Le risorse sono utilmente suddivise in due tipologie:
BUDGET DEI COSTI DEI SERVIZI CENTRALI e R&D: si tratta di quei costi inerenti a tutte quelle attività che supportano la produzione dell’azienda ma non sono strettamente legate al processo produttivo. Alcuni esempi di unità organizzative che forniscono servizi generali sono: Direzione generale Direzione amministrativa, finanziaria, di controllo Direzione personale Sistemi informativi La caratteristica principale è che si tratta prevalentemente di costi fissi, che non variano al variare del volume di attività. Il principale problema è che l’output non è facilmente quantificabile, è difficile assegnare obiettivi di efficienza ed è difficile capire il fabbisogno di risorse. I metodi di determinazione sono due: APPROCCIO INCREMENTALE esso determina il valore di budget considerando come base di riferimento i costi sostenuti nel periodo temporale precedente e modificandoli in funzione di due elementi: Andamento dei livelli di inflazione attesi Introduzione di nuovi programmi e/o attività e modifica delle esistenti Non si considera l’efficacia delle prestazioni di servizi forniti, non facendo dunque riferimento al livello di soddisfazione degli utenti Si pone eccessiva enfasi sull’aspetto quantitativo, enfatizzando il rispetto della spesa a discapito dell’utilizzo delle risorse. Con questo metodo si generano fenomeni che spingono ad utilizzare tutto il budget dell’anno corrente, affinché l’anno dopo si parta dal medesimo budget. Si ha scarso incentivo motivazionale all’efficienza, non si contengono i costi dell’anno corrente così da poter spendere almeno la medesima quantità il successivo anno, per evitare ipotetiche difficoltà. Si tratta di un approccio “filosofico”, che ha molti limiti, i principali sono: Utilizzo non in linea con le finalità di programmazione del budget Ridotta funzione motivazionale Di scarsa utilità per il processo di valutazione Si osservano dunque 3 elementi: L’approccio incrementale non rimette nulla in discussione e assume che le attività passate siano necessarie anche in futuro ed assume che esse siano state svolte in modo efficiente. Inoltre si pensa che l’introduzione di nuove attività/programmi non generi modifiche nelle attività svolte in precedenza.
ZERO-BASED BUDGET (approccio a base zero) si tratta di un approccio che corregge i limiti dell’approccio incrementale, che dà per scontato che tutto quanto veniva speso in passato sia necessario anche in futuro, principio contrario all’efficienza in azienda. Ogni anno si riparte dalle attività dell’anno precedente e si verifica quali attività servano ancora e quali invece non servano più così facendo non ci si limita più a rispettare un limite di spesa ma il controller analizza a fondo la questione. Dopo aver verificato quali attività permangano dall’anno precedente, si andranno ad aggiungere le nuove attività ed i progetti. È l’approccio più efficiente ma il più costoso, di conseguenza poco utilizzato. I BUDGET OPERATIVI: uno schema di sintesi Dopo aver effettuato il budget di tutti i ricavi e di tutti i costi caratteristici (sia di produzione, che delle altre strutture), il controller ha raccolto tutte le informazioni necessarie. I budget analizzati fino ad ora fanno riferimento alla gestione caratteristica corrente l’aggregazione dei valori in essi contenuti viene effettuata in due budget di sintesi: budget del costo del venduto e budget di conto economico. La presenza di budget riferiti ad aree diverse determina una forte eterogeneità non è possibile sommare tra di loro valori che ragionano su quantità diverse: i ricavi sono calcolati sulle quantità vendute, i costi di produzioni calcolati sulle quantità prodotte emerge il valore delle rimanenze.
che esprime il costo necessario per il raggiungimento del livello di fatturato programmato. Si possono fornire due definizioni di esso: In senso stretto viene fatto coincidere con il costo di produzione dei beni venduti In senso lato il costo di produzione viene integrato con i costi di commercializzazione e generali/amministrativi. a) CONSUMI DI MATERIE PRIME Le rimanenze sono ottenute dalla politica delle scorte, espressa dal budget degli approvvigionamenti.
Esso rappresenta la quantificazione delle azioni necessarie per adeguare la struttura aziendale alle esigenze imposte da programmi futuri esso permette la verifica della fattibilità tecnica e strutturale dei programmi di azione. In esso sono contenuti sia gli investimenti effettuati nel periodo interessato sia quelli già autorizzati con manifestazione nel periodo di riferimento. Il momento in cui l’investimento viene concretamente deciso non ha dunque rilevanza. Investimento = acquisto di un bene ad utilità ripetuta; si tratta dunque di una destinazione di risorse a carattere duraturo esso genera il cosiddetto ammortamento : quota di costo del bene che viene imputata ad ogni periodo di utilizzo di esso. Ipotizzo investimento del valore di 10000€ e durata 4 anni, esso ha un duplice riflesso:
BUDGET DI TESORERIA esso verifica la fattibilità finanziaria di breve e di brevissimo termine il budget di tesoreria è una sintesi delle previsioni di entrata e di uscita monetaria e posizione netta di tesoreria. Occorre introdurre due concetti: entrata (denaro che entra) ed uscita (denaro che esce) ENTRATA (+) USCITA (-) Operazioni derivanti dal passato (info individuabili nell’SP) Incasso di un credito (operazioni che deriva dal passato ma migliorerà il saldo di cassa nel presente) Debiti verso fornitori Operazioni di gestione caratteristica (info nel budget operativo) Incasso ricavi monetari * Disinvestimento TECNICI (fa entrare denaro) Pagamento costi monetari * Investimento TECNICO (causa un flusso di cassa in uscita) Operazioni di gestione patrimoniale + gestione caratteristica non corrente (info dal budget degli investimenti) Vendo titoli o beni (ed incasso, reperendo così risorse, ad esempio in caso di crisi di liquidità) disinvestimenti FINANZIARI ** Acquisto di titoli, partecipazioni investimento FINANZIARIO **Operazioni di gestione finanziaria ***** Accensione di un nuovo mutuo, aumento di capitale (genera un’entrata) Pagamento di dividendi Restituzione di una rata di un mutuo obbligazionario o verso la banca (rimborso mutuo)
Il prospetto di tesoreria misura quanti soldi entrano e quanti soldi escono, con una frequenza prefissata.
L’asse delle ascisse rappresenta l’orizzonte temporale, che solitamente è espresso su base mensile. Il meccanismo con cui costruisco il budget di tesoreria è ENTRATE – USCITE = FLUSSO DI PERIODO + SALDO INIZIALE = SALDO FINALE Occorre chiedersi se le operazioni siano rilevanti dal punto di vista monetario, ovvero se genera una variazione di cassa; se la risposta è si, ci si chiede quale sia la tipologia della variazione: entrata o uscita. Successivamente ci si chiede quando viene generata suddetta variazione. Composizione: il budget di tesoreria è composto da: Prospetto delle entrate Prospetto delle uscite Prospetto di sintesi: entrate – uscite Nell’ambito dei prospetti delle entrate e delle uscite, è necessario classificare i singoli flussi in funzione della gestione di provenienza. In tal modo è possibile comprendere come ciascuna contribuisca alla situazione monetaria, provocando situazioni di equilibrio o di squilibrio. Una possibile suddivisione è la seguente: Gestione caratteristica corrente: essa riguarda le attività tipiche d’impresa (ciclo economico di approvvigionamento, trasformazione e vendita) Gestione caratteristica non corrente: attività connesse alla predisposizione della struttura aziendale Gestione complementare/accessoria o patrimoniale: essa raggruppa operazioni che, pur essendo distinte da quelle di gestione caratteristica, hanno origine da essa Gestione finanziaria: essa riguarda il sistema di operazioni finalizzate al reperimento di risorse finanziarie Gestione tributaria: richiama imposizione diretta ed indiretta Dimensione temporale: il budget di tesoreria viene svolto con cadenza mensile, dunque periodicità infra-annuale, a seconda dell’attività svolta. Si tratta dunque di un budget di breve/brevissimo periodo. (^5) SALDO (^) DI CASSA (^) PAR ZI A LE (^) ( (^) 4) (^5) SALDO (^) DI CASSA (^) PAR ZI A LE (^) ( (^) 4) D (7+A+B (^) C) D (7+A+B (^) C)