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Riassunto dettagliato del libro "I sistemi di programmazione e controllo" inerente alla seconda parte del corso
Tipologia: Dispense
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SISTEMA DI BUDGET (→ aspetto di programmazione) E SISTEMA DI REPORTING (→ aspetto di controllo)
Budget → obiettivo di programmare gli obiettivi dell’azienda per il periodo successivo e verificare che ci siano le risorse sufficienti per il raggiungimento di tali obiettivi. Day by day → non darsi nessun tipo di obiettivo, cercare di fare il meglio con ciò che l’azienda mette a disposizione. Va bene per organizzazioni piccole e start up Anticipata → quando la complessità aumenta occorre programmare in anticipo gli obiettivi che si vogliono raggiungere e verificare se si è riusciti a raggiungerli e come si può fare a ottenere i risultati voluti. Il processo di definizione del budget è finalizzato a orientare il comportamento dei singoli operatori aziendali verso il raggiungimento di specifici traguardi assegnati. Al suo interno, è possibile individuare due momenti fondamentali:
il controllo rappresenta lo stimolo per valutare la congruità degli obiettivi e delle scelte operative effettuate. In altri termini, l’attività di controllo influisce sul comportamento dei responsabili. Pertanto, i due momenti sono inscindibili. Il budget è dunque uno strumento di programmazione e controllo a supporto dell’attività di direzione. Budgeting = processo formale con cui periodicamente i diversi organi d’impresa raggiungono un accordo sull’impiego e sull’allocazione delle risorse disponibili, definiscono gli obiettivi che ciascuno di essi deve perseguire e analizzano le differenze tra obiettivi e risultati, al fine di valutare sia le prestazioni di ogni organo, sia di migliorare il processo decisionale. LA DEFINIZIONE E LE FINALITÀ DEL BUDGET La definizione di budget Budget è
Dunque, prima di attuare il confronto obiettivi/risultati, è necessario adeguare gli obiettivi in funzione delle mutate condizioni di contesto I potenziali conflitti tra le funzioni (domanda teoria):
Il sistema di budget è l’insieme dei budget elementari, avvinti da relazioni di interdipendenza e complementarietà, che compongono il master budget. Il sistema di budget rappresenta l’insieme degli obiettivi, espressi in termini quantitativo- monetari, da perseguire in un dato orizzonte temporale, opportunamente suddiviso in periodi più brevi. Sono escluse dalla trattazione le aziende caratterizzate da elevata complessità strutturale o di ampie dimensioni. I budget elementari si possono classificare, in base al contenuto, in tre sottosistemi:
Che cosa (fasi) Chi Output
domanda consolidata, nei quali la crescita del fatturato tende a modificare i rapporti competitivi attualmente esistenti. Þ ∑ 𝑃! × 𝑄! = 𝐹𝑎𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎𝑡𝑜 → determinare in modo preciso i prezzi e le quantità di vendita è fondamentale. Il fatturato è l’output del budget delle vendite. o L’articolazione del budget delle vendite → la fase finale del processo di elaborazione riguarda la predisposizione del budget delle vendite: da un punto di vista quantitativo → indicazione di volumi e prezzi-ricavo per prodotti o linee di prodotti, relativamente ai singoli periodi infrannuali. Critica → individuazione dell’articolazione del budget, cioè delle modalità di aggregazione dei ricavi di prodotto. La scelta è funzione dei fabbisogni informativi esistenti all’interno dell’azienda: soluzione più semplice è la mera indicazione dei prodotti e dei ricavi correlati; il criterio di riferimento è il periodo infrannuale. In non pochi casi tale prospetto può dimostrarsi non sufficiente poiché eccessivamente generico per la gestione ed il controllo delle politiche di vendita e finanziarie. Per la predisposizione del programma di produzione risultano rilevanti le quantità di vendita, indipendentemente dal cliente finale, dal canale utilizzato, dall’area geografica di collocazione. Determinazione dell’impatto finanziario/monetario delle vendite: oltre al fatturato sono necessarie le politiche relative alle dilazioni di pagamento concesse ai clienti. Nella misura in cui esse differiscono in base alla tipologia di cliente, l’aggregazione del fatturato per cliente agevola tale verifica e l’eventuale successiva determinazione del margine ad esso correlato. Nelle situazioni in cui il numero di clienti si presenta elevato, il budget può essere predisposto per classi omogenee variamente definite in base: § Alla dimensione: clienti piccoli, medi, grandi § Al settore di attività: grande distribuzione, industria Nelle aziende che operano anche in ambito internazionale, diventa fondamentale l’aggregazione del fatturato per area geografica, poiché in ognuna esistono specifiche politiche commerciali e grado di rischio operativo differente. Un ulteriore criterio riguarda i canali di vendita, in quelle realtà in cui ne esistono più forme, cioè in cui la struttura distributiva si presenta composita. Ulteriori criteri: § Le aree strategiche d’affari § I venditori I singoli criteri non sono alternativi ma possono variamente combinarsi anche in considerazione del grado di diffusione delle responsabilità esistenti in azienda. I criteri scelti per articolare il budget delle vendite si presentano funzionali per la determinazione dei budget commerciali. b. Budget dei costi commerciali → come raggiungere un certo livello di fatturato? Si divide in 4 aree, legati a 4 blocchi di costi che servono a rendere disponibile il prodotto al pubblico Ø Budget dei costi di vendita (costi sia fissi che variabili) → distribuzione = insieme di attività attraverso le quali i prodotti sono resi disponibili agli utilizzatori nei tempi, nelle quantità e nei luoghi richiesti. o Rete di vendita : collegamenti tra azienda e clienti. Sono 3 le tematiche da affrontare:
maggiore flessibilità, da un livello di servizi più elevato, da un flusso informativo più strutturato. § Indiretta → utilizzo di agenti o rappresentanti che non sono dipendenti diretti dell’azienda. Il costo prevalente è quello delle provvigioni, ovvero direttamente proporzionale alle vendite effettuate (CV) → struttura di costi flessibile → Le due forme possono coesistere, o possono essere utilizzate delle forme ibride comprese tra i due estremi. → Esistono anche forme ibride rispetto alla remunerazione In ogni caso l’insieme delle scelte presentate agisce in modo differente sulla motivazione dei venditori e sul raggiungimento degli obiettivi fissati. La remunerazione, comunque, non è necessariamente connessa a remunerazioni monetarie ma può essere ottenuta con altre forme di incentivo che non sono proprie del sistema di programmazione e controllo ma di altri meccanismi operativi rientranti nel più ampio e composito concetto di controllo organizzativo. La definizione delle forme di remunerazione è l’informazione rilevante per la predisposizione del budget della rete di vendita, opportunamente correlate al fatturato nel caso in cui vi sia connessione diretta. Dimensionamento: obiettivo di fatturato è direttamente connesso alle scelte in termini di risorse da destinare alle attività generanti costi commerciali. Questo richiama la necessità di una corretta allocazione delle risorse, la quale risulta verificata solamente se coerente con gli obiettivi di vendita. Definita la struttura e l’articolazione della rete di vendita vi è la necessità della sua gestione: obiettivo è l’utilizzo efficiente delle risorse in precedenza allocate. Per raggiungere il secondo obiettivo, assumono un ruolo importante le scelte sulla remunerazione. o Budget della distribuzione fisica : costi che servono a portare il prodotto da dove lo produco a dove viene venduto (punti vendita = clienti), attraverso un prescelto livello di servizio. La costituzione di questo budget richiede di porre l’attenzione su due elementi: a. L’insieme delle attività di cui si compone che include anche la gestione e l’evasione degli ordini, la gestione dei magazzini centrali e periferici, il trasporto dei prodotti, le scelte relative all’imballaggio; b. Il livello di servizio che si intende offrire Obiettivo del responsabile della distribuzione fisica è minimizzare il costo globale, relativo alle diverse attività erogate, a fronte di un definito livello di servizio. L’andamento temporale dei costi di distribuzione fisica è dipendente, oltre che dai volumi di attività, da una serie di altri fenomeni, da ben valutare nel momento di predisposizione del budget: § Il n° di varianti del progetto § I costi dei servizi energetici § Il costo del lavoro § Il costo del denaro § Il grado di polverizzazione dei clienti § Il frazionamento degli ordini Interessante è l’analisi dei: § Costi di trasporto → scelta tra effettuare direttamente i trasporti o affidarli a terzi
𝑆𝑐𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑖 − 𝑆𝑐𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑖 = 𝑉𝑜𝑙𝑢𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 In relazione alla seconda finalità, il programma di produzione è la base per la determinazione dei fabbisogni delle risorse che permettono la costruzione dei budget dei costi di produzione. Le risorse sono utilmente suddivise in due tipologie:
a. Risorse dirette, cioè risorse per il prodotto, con il quale sono collegate da relazioni causa-effetto ben individuate b. Risorse indirette, cioè risorse per il processo La suddivisione è importante poiché differenti risultano le modalità per la determinazione sia dei fabbisogni sia dei costi di budget ed i documenti da cui ottenere le informazioni necessarie. c. Budget dei costi di produzione Obiettivo: determinare il costo dei prodotti ottenuti nel periodo di budget. Due sono le analisi da effettuare: