Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Riassunto italiano Emilio Gadda, Sintesi del corso di Letteratura Contemporanea

Emilio Gadda riassunto letteratura contemporanea italiano

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 03/06/2026

8x5knfrjfy
8x5knfrjfy 🇮🇹

7 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
ETICA E TENSIONE CONOSCITIVA NELLA
LETTERATURA ITALIANA
Carlo Emilio Gadda: Le parole come "fatti"!
Il saggio parte da un testo del 1936 di Carlo Emilio Gadda, intitolato "Meditazione breve circa il
dire e il fare". Gadda lo scrive mentre l'Europa si avvicina alla Seconda Guerra Mondiale. Spiega
che questa tragedia è nata anche perché i dittatori hanno usato "parole false" per ubriacare e
ingannare il popolo.!
La parola deve toccare la realtà:!
Per Gadda, la letteratura non deve essere un gioco per divertirsi o scappare dalla realtà. Le parole
devono essere collegate alle azioni e alla morale. Devono farci aprire gli occhi su noi stessi e sui
nostri rapporti con gli altri.!
Lo stile è morale:Scegliere come scrivere (lo stile) non è solo una questione di grammatica o di
belle parole. Lo stile è il modo in cui uno scrittore conosce il mondo. Non dobbiamo pensare a
"come" dire una cosa, ma dobbiamo pensare bene a "cosa" vogliamo dire.!
2. I quattro maestri del passato per Gadda!
Gadda salva solo quattro grandi scrittori del passato, perché sono gli unici che hanno usato le
parole in modo onesto, rifiutando le chiacchiere vuote:!
1. Dante Alighieri:Ha usato la poesia per fare giustizia. Nella Divina Commedia giudica i vivi e i
morti, divide il bene dal male e cerca di ricostruire la giustizia che ha perso quando è stato
mandato in esilio.!
2. Giovanni Boccaccio: Nel Decameron difende i diritti e il riscatto delle donne con secoli di
anticipo rispetto alle leggi vere della società.!
3. Galileo Galilei: Ha rifiutato il latino dei professori universitari e ha usato l'italiano per creare una
lingua della scienza: precisa, logica e senza giri di parole astratti.!
4. Alessandro Manzoni:Ha inventato un modo di scrivere basato sulla responsabilità verso il
lettore e verso la società.!
3. L'Illuminismo a Milano e Giuseppe Parini!
Nel Settecento, a Milano, scrittori come Pietro Verri e Cesare Beccaria (con la rivista "Il Caè")
usano la ragione per combattere le ingiustizie (come la tortura). In questo periodo vive il poeta
Giuseppe Parini.!
La poesia deve essere utile: Nel suo "Discorso sulla poesia", Parini dice che la poesia deve
servire a migliorare la società. Attacca i finti poeti che scrivono versi solo per vanità personale e
per mettersi in mostra.!
L'attacco alla Moda: Nel suo libro più importante, "Il Giorno" (nello specifico nel "Mattino"), Parini
prende in giro i nobili corrotti e fa finta di lodare la "Moda", definita come una finta dea che
distrugge il buon senso e la ragione.!
Chi ha seguito Parini: Giacomo Leopardi si ispira a Parini per scrivere il "Dialogo della Moda e
della Morte" (nelle Operette morali), dove dice che chi segue la moda smette di pensare e
distrugge il proprio spirito. Nel Novecento, anche Aldo Palazzeschi riprenderà questa idea nella
poesia "La passeggiata", ambientata tra le pubblicità delle città moderne.!
!
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Riassunto italiano Emilio Gadda e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Contemporanea solo su Docsity!

ETICA E TENSIONE CONOSCITIVA NELLA

LETTERATURA ITALIANA

Carlo Emilio Gadda: Le parole come "fatti" Il saggio parte da un testo del 1936 di Carlo Emilio Gadda, intitolato "Meditazione breve circa il dire e il fare". Gadda lo scrive mentre l'Europa si avvicina alla Seconda Guerra Mondiale. Spiega che questa tragedia è nata anche perché i dittatori hanno usato "parole false" per ubriacare e ingannare il popolo. La parola deve toccare la realtà: Per Gadda, la letteratura non deve essere un gioco per divertirsi o scappare dalla realtà. Le parole devono essere collegate alle azioni e alla morale. Devono farci aprire gli occhi su noi stessi e sui nostri rapporti con gli altri. Lo stile è morale:Scegliere come scrivere (lo stile) non è solo una questione di grammatica o di belle parole. Lo stile è il modo in cui uno scrittore conosce il mondo. Non dobbiamo pensare a "come" dire una cosa, ma dobbiamo pensare bene a "cosa" vogliamo dire.

  1. I quattro maestri del passato per Gadda Gadda salva solo quattro grandi scrittori del passato, perché sono gli unici che hanno usato le parole in modo onesto, rifiutando le chiacchiere vuote:
  2. Dante Alighieri:Ha usato la poesia per fare giustizia. Nella Divina Commedia giudica i vivi e i morti, divide il bene dal male e cerca di ricostruire la giustizia che ha perso quando è stato mandato in esilio.
  3. Giovanni Boccaccio: Nel Decameron difende i diritti e il riscatto delle donne con secoli di anticipo rispetto alle leggi vere della società.
  4. Galileo Galilei: Ha rifiutato il latino dei professori universitari e ha usato l'italiano per creare una lingua della scienza: precisa, logica e senza giri di parole astratti.
  5. Alessandro Manzoni:Ha inventato un modo di scrivere basato sulla responsabilità verso il lettore e verso la società.
  6. L'Illuminismo a Milano e Giuseppe Parini Nel Settecento, a Milano, scrittori come Pietro Verri e Cesare Beccaria (con la rivista "Il Caffè") usano la ragione per combattere le ingiustizie (come la tortura). In questo periodo vive il poeta Giuseppe Parini. La poesia deve essere utile: Nel suo "Discorso sulla poesia", Parini dice che la poesia deve servire a migliorare la società. Attacca i finti poeti che scrivono versi solo per vanità personale e per mettersi in mostra. L'attacco alla Moda: Nel suo libro più importante, "Il Giorno" (nello specifico nel "Mattino"), Parini prende in giro i nobili corrotti e fa finta di lodare la "Moda", definita come una finta dea che distrugge il buon senso e la ragione. Chi ha seguito Parini: Giacomo Leopardi si ispira a Parini per scrivere il "Dialogo della Moda e della Morte" (nelle Operette morali), dove dice che chi segue la moda smette di pensare e distrugge il proprio spirito. Nel Novecento, anche Aldo Palazzeschi riprenderà questa idea nella poesia "La passeggiata", ambientata tra le pubblicità delle città moderne.
  1. La rivoluzione di Alessandro Manzoni: lo "sliricarsi" Manzoni cambia per sempre la letteratura italiana e rompe con la tradizione classica. Dice che i poeti devono "sliricarsi". Cosa significa sliricarsi"? Significa smettere di parlare sempre e solo del proprio "io" (dei propri sentimenti privati e personali, che oggi il critico Tellini paragona alla fissazione moderna per i selfie) per iniziare a parlare dei problemi veri della società. Manzoni scrive (nel Fermo e Lucia) che se la letteratura servisse solo a far divertire i ricchi che si annoiano, allora sarebbe il mestiere più inutile del mondo. L'egoismo di Don Abbondio: Nei Promessi Sposi, Manzoni usa Don Abbondio per prendere in giro, in modo comico e grottesco, chi pensa solo a salvare la propria pelle (con i suoi spaventati "Chi, io?", "Me?"). La critica ad Ariosto e Virgilio: Nei suoi scritti teorici, Manzoni si arrabbia con i grandi poeti del passato come Ludovico Ariosto e Virgilio, perché hanno scritto bellissimi versi per lodare i potenti del loro tempo (come l'imperatore Augusto) giustificando le loro violenze. Manzoni dice che le ingiustizie e i morti non si dimenticano solo perché un poeta scrive bene. I poeti non devono fare i cortigiani dei potenti. Il rifiuto delle storie d'amore: Manzoni decide di non mettere l'amore romantico al centro del suo romanzo. Dice che nel mondo c'è già seicento volte l'amore che serve. Gli scrittori devono invece insegnare la pietà, l'aiuto verso il prossimo e il sacrificio. Per Manzoni l'amore è una forza irrazionale e pericolosa (la chiama "empia virtù d'amor" nel Coro di Ermengarda).
    1. Francesco De Sanctis e i nemici di Manzoni Francesco De Sanctis: È il primo grande critico che capisce il valore di Manzoni. Ai suoi studenti universitari diceva sempre: "Prima di essere ingegneri, siete uomini". La letteratura per lui non è un vestito elegante, è il nostro modo di essere. Il ritorno alla retorica (Carducci e D'Annunzio): Dopo l'Unità d'Italia, le idee serie di Manzoni vengono messe da parte. Giosuè Carducci trasforma Manzoni in un "santino" noioso per le scuole (il manzonismo di Stato). Subito dopo arriva Gabriele D'Annunzio, che per cinquant'anni incanta l'Italia con parole spettacolari ma vuote, basate sul culto di se stesso e della bellezza fine a se stessa. Il glottologo Graziadio Isaia Ascoli ammette che Manzoni aveva provato a togliere il cancro della retorica dall'Italia, ma era un'impresa difficilissima. Gli scrittori che resistono: L'idea di una letteratura morale si salva grazie a scrittori isolati che rifiutano le mode: Giovanni Verga, Italo Svevo, Luigi Pirandello, Federigo Tozzi, e poeti come Umberto Saba e Eugenio Montale.
    2. Il Novecento: La ricerca della "Poesia Onesta" Dopo la dittatura fascista e la Seconda Guerra Mondiale, gli scrittori sentono il bisogno di tornare a parlare in modo serio e responsabile: Umberto Saba (1911): Nel saggio "Quello che resta da fare ai poeti", dice che bisogna fare una "poesia onesta". Il modello è Manzoni (perché è sobrio e non imbroglia), mentre il modello negativo è D'Annunzio (che usa le parole solo per darsi importanza). Eugenio Montale: Spiega che la vera poesia deve venire da persone sagge e umili, che conoscono i propri limiti. Accusa il fascismo di aver rovinato la letteratura esaltando le cose irrazionali e l'egoismo dell'io. Pavese, Vittorini e Savinio: Cesare Pavese ("Ritorno all'uomo") dice che le parole sono cose vive fatte per servire l'uomo, non il contrario. Elio Vittorini (sulla rivista "Il Politecnico") vuole una cultura che non si limiti a consolare gli uomini nelle sofferenze, ma che combatta per eliminarle. Alberto Savinio ("Fine dei modelli") dice che i poeti non devono inventare illusioni o bugie, ma devono insegnare la realtà, anche se il mondo è difficile e siamo soli. Canetti e Matthiessen: Lo scrittore Elias Canetti spiega che si può essere scrittori veri solo se si sente la responsabilità di ogni parola nei confronti della vita, per difendere l'uomo dal caos. Il critico Matthiessen dice che il lavoro della critica letteraria porta inevitabilmente alla vita vera.