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Riassunto su Carlo Emilio Gadda, Appunti di Letteratura Contemporanea

Riassunto corposo di Carlo Emilio Gadda in preparazione all’esame di letteratura contemporanea E

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 20/02/2023

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martina-munaro-1 🇮🇹

4.2

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8 documenti

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LA COGNIZIONE DEL DOLORE
Trama
A Lukones, villaggio dell’immaginario paese sudamericano del Maradagàl, è possibile trovare ville
abbandonate alla loro funzione di attrazione per i fulmini, poliziotti ciclisti paralizzati a una gamba
o finti invalidi di guerra dall’identità camuffata; in tutta la nazione poi, dalla fine della recente
guerra contro il Parapagàl, operano i Nistitúos provinciales de vigilancia para la noche,
contraddittorie associazioni di sorveglianza notturna. È questo lo scenario in cui viene calata la
vicenda familiare di Gonzalo Pirobutirro d’Eltino e della sua anziana madre: la convivenza dei due,
legati da affetto sincero ma chiusi in una sorda incomunicabilità, non potrebbe essere più difficile,
appesantita inoltre da vicende di lutto e difficoltà economica. Da una parte la signora è costretta a
temere il figlio e sa di non poter contare su di lui per il sostegno di cui avrebbe bisogno; dall’altra
Gonzalo, incapace di frenare le proprie fantasie persecutorie e deliranti, si abbandona a furiosi scatti
d’ira rivolti verso la madre e i contadini che affollano la proprietà, lasciando presagire un finale
drammatico.
Personaggi
Gonzalo Pirobutirro d’Eltino: ingegnere, reduce di guerra, aspirante scrittore.
È, insieme alla madre, il protagonista della vicenda, presentato sia
direttamente, sia attraverso quanto ne riferiscono altri personaggi. Sul suo
conto corrono “le voci più straordinarie”: viene dipinta una figura di misantropo,
iracondo, vorace e avido. Quello che compare sulla scena è un uomo alto e un
po’ curvo, vestito “appena decentemente”; la sua è un’espressione angosciata e
malinconica. Frequenti sono i suoi scatti d’ira.
La madre: già dalle prime pagine le viene conferito, grazie alle esclamazioni e ai
sospiri di chi la conosce “Povera signora!” o “Povera donna!” - quel ruolo di
vittima che manterrà per tutta l’azione. Il più grande dolore di questa fragile
settantaquattrenne sta ormai nell’essere “ridotta ad aver paura del figlio”,
l’unico rimastole in vita: cerca di compiacerlo e assecondarlo, ma non riesce a
trattenerne gli scatti d’ira. I suoi occhi “velati dal dolore” dimostrano come sia
ormai sbiadita la traccia dell’affabilità e dell’orgoglio di un tempo.
José e Battistina: sono soltanto alcuni dei numerosi domestici che lavorano
alla villa dei Pirobutirro. Il peone, costantemente indaffarato, anche se
probabilmente non sempre in compiti indispensabili, è apertamente detestato
da Gonzalo, che lo considera un ladro. La serva, sempre ansimante per via di un
grande gozzo, si dimostra affezionata alla sua padrona e preoccupata per la sua
situazione; nel cogliere la vicenda incarna un punto di vista popolare dove
parlano soprattutto i luoghi comuni.
Il dottore: si tratta di una figura non approfondita direttamente, ma a cui è
affidata la presentazione dei protagonisti, che egli conosce in quanto medico
condotto di Lukones. È fiducioso nell’affrontare il comportamento ostile di
Gonzalo, pensa di poter spiegare la vicenda riconducendola a schemi
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LA COGNIZIONE DEL DOLORE

Trama A Lukones, villaggio dell’immaginario paese sudamericano del Maradagàl, è possibile trovare ville abbandonate alla loro funzione di attrazione per i fulmini, poliziotti ciclisti paralizzati a una gamba o finti invalidi di guerra dall’identità camuffata; in tutta la nazione poi, dalla fine della recente guerra contro il Parapagàl, operano i Nistitúos provinciales de vigilancia para la noche , contraddittorie associazioni di sorveglianza notturna. È questo lo scenario in cui viene calata la vicenda familiare di Gonzalo Pirobutirro d’Eltino e della sua anziana madre: la convivenza dei due, legati da affetto sincero ma chiusi in una sorda incomunicabilità, non potrebbe essere più difficile, appesantita inoltre da vicende di lutto e difficoltà economica. Da una parte la signora è costretta a temere il figlio e sa di non poter contare su di lui per il sostegno di cui avrebbe bisogno; dall’altra Gonzalo, incapace di frenare le proprie fantasie persecutorie e deliranti, si abbandona a furiosi scatti d’ira rivolti verso la madre e i contadini che affollano la proprietà, lasciando presagire un finale drammatico. Personaggi

  • Gonzalo Pirobutirro d’Eltino : ingegnere, reduce di guerra, aspirante scrittore. È, insieme alla madre, il protagonista della vicenda, presentato sia direttamente, sia attraverso quanto ne riferiscono altri personaggi. Sul suo conto corrono “le voci più straordinarie”: viene dipinta una figura di misantropo, iracondo, vorace e avido. Quello che compare sulla scena è un uomo alto e un po’ curvo, vestito “appena decentemente”; la sua è un’espressione angosciata e malinconica. Frequenti sono i suoi scatti d’ira.
  • La madre : già dalle prime pagine le viene conferito, grazie alle esclamazioni e ai sospiri di chi la conosce – “Povera signora!” o “Povera donna!” - quel ruolo di vittima che manterrà per tutta l’azione. Il più grande dolore di questa fragile settantaquattrenne sta ormai nell’essere “ridotta ad aver paura del figlio”, l’unico rimastole in vita: cerca di compiacerlo e assecondarlo, ma non riesce a trattenerne gli scatti d’ira. I suoi occhi “velati dal dolore” dimostrano come sia ormai sbiadita la traccia dell’affabilità e dell’orgoglio di un tempo.
  • José e Battistina : sono soltanto alcuni dei numerosi domestici che lavorano alla villa dei Pirobutirro. Il peone, costantemente indaffarato, anche se probabilmente non sempre in compiti indispensabili, è apertamente detestato da Gonzalo, che lo considera un ladro. La serva, sempre ansimante per via di un grande gozzo, si dimostra affezionata alla sua padrona e preoccupata per la sua situazione; nel cogliere la vicenda incarna un punto di vista popolare dove parlano soprattutto i luoghi comuni.
  • Il dottore : si tratta di una figura non approfondita direttamente, ma a cui è affidata la presentazione dei protagonisti, che egli conosce in quanto medico condotto di Lukones. È fiducioso nell’affrontare il comportamento ostile di Gonzalo, pensa di poter spiegare la vicenda riconducendola a schemi

positivistici, ma rimane sorpreso nel confrontarsi con una situazione più intricata di quanto si sarebbe aspettato. Riassunto I paragrafi iniziali collocano la scena nel Maradagàl, immaginario paese dell’America latina recentemente uscito vincitore dalla guerra contro il rivale e vicino Parapagàl, nonostante ognuno dei due paesi sia probabilmente convinto di aver avuto successo in quella guerra. Nel paese operano i Nistitúos provinciales de vigilancia para la noche , agenzie di sorveglianza ai cui servizi i proprietari terrieri possono scegliere se ricorrere o meno. La narrazione si serve dei casi singolari di una piccola porzione di terra per illustrare il pressappochismo in vigore nel paese. L’attenzione si concentra sui fatti e la popolazione di Lukones, nel Serruchon: un piccolo villaggio che conta, fra le sue attrattive principali, ufficio postale, telefono, lavatrice, tabacchi, medico condotto, albergo, lavatoio pubblico e parrocchia. A Lukones, nei mesi precedenti alla vicenda principale, viene assunto come vigile ciclista un uomo con la gamba rigida: nell’assegnazione del lavoro il falso pretesto di essersi procurato in guerra quella disabilità prevale sulla reale capacità di svolgere il compito richiesto, seriamente compromessa dall’impossibilità di pedalare. Una seconda simulazione interviene poi ad anticipare come la vita del paese comprenda “piuttosto miseria che scandalo”. In questo caso una ferita di guerra, la sordità, viene addirittura contraffatta, così come l’identità del presunto disabile, di origini italiane e non autoctono come finge di essere. La truffa si scopre soltanto con l’arrivo nella piazza del paese di un ambulante conterraneo del finto sordo. Compare l’accenno al poeta vate nazionale, “caricatura tra carducciana e dannunziana”1. A lui era appartenuta villa Maria Giuseppina, rimasta abbandonata dopo la morte dell’illustre proprietario. La predisposizione della villa ad attirare pericolosamente i fulmini manifesta la necessità di trovare un nuovo affittuario e custode che se ne prendesse cura. Una parte di villa Maria Giuseppina viene così affidata al colonnello-medico di Pascuale, lo stesso che aveva scoperto la simulazione del presunto sordo. Questi, recandosi poi in visita da un vicino che si era rotto la gamba giocando a tennis, fa la conoscenza del medico condotto di Lukones: dalla frequentazione e dalla stima reciproca dei due dottori si genera un punto di contatto fra due porzioni della narrazione, quella del “tortuoso prologo” e quella più compatta ma sempre complessa delle grandi scene e unità temporali successive.

assoldare due guardie private. Queste, una notte, vengono richiamate a villa Pirobutirro da rumori sospetti e, in assenza di qualsiasi segnale rassicurante dall’interno della tenuta, danno l’allarme. È così che l’ampia folla richiamata dai due assiste al ritrovamento della signora esanime, “essere immobile così orrendamente offeso”: la donna, colpita gravemente al viso, è agonizzante nel suo letto, coperta da un drappo che sembra a tutti annunciarne la morte. Le cure del medico, convocato d’urgenza, si riveleranno con tutta probabilità inefficaci. La scena si chiude allo spuntare del nuovo giorno, lasciando sospeso il dubbio sull’origine dell’aggressione, senza in fondo favorire l’ipotesi di un matricidio rispetto a quella di un’aggressione ad opera del peone o di uno dei contadini che frequentano la villa, se non addirittura di una della guardie dei Nistitúos. Analisi e Commento La cognizione del dolore – “libro di un impossibile rapporto tra individuo e mondo e in particolare tra figlio e madre” – è trasposizione letteraria di materiale autobiografico, nei confronti del quale Gadda agisce “non solo registrando a volte le angosce del narratore – protagonista, ma atteggiandosi narrativamente a momenti propri nei modi della confessione terapeutica, come accade per esempio nel confronto fra Gonzalo e il medico”2. L’autore delinea la figura di Gonzalo tracciando un autoritratto: oltre a comunicargli i propri tratti fisici , trasmette al protagonista aspetti della propria psicologia, come l’incapacità di fermarsi all’aspetto superficiale delle cose, la ricerca impacciata delle cause, l’amore per l’ordine, il silenzio, la solitudine. Il romanzo accoglie inoltre un richiamo alla vicenda personale dello stesso Gadda anche nel ruolo dei Nistitúos provinciales de vigilancia para la noche : è qui contenuto infatti un riferimento satirico e amaro all’insofferenza dell’autore nei confronti della “protezione” squadrista offerta dal fascismo. Come nel caso del Pasticciaccio , anche La cognizione del dolore si presenta nella propria natura di provvisorietà e programmatica incompiutezza, dando voce a una narrazione che vuole partecipare della stessa inafferrabilità del vivere. L’esperienza esistenziale si esprime infatti, per Gonzalo e per la madre, attraverso una percezione deformata e delirante: la vita appare incomprensibile e la progressiva presa di coscienza dei protagonisti, lontana dal riuscire a darne un’interpretazione ordinata, si limita a metterne in luce la natura dolorosa. Il pensiero ossessivo della morte, male invisibile, diventa in conclusione ciò che impedisce una vita autentica. La struttura del romanzo, altamente asimmetrica, è sfruttata per comunicare una simile idea di disarmonia. Alla tendenziale linearità cronologica delle scene principali fanno da contraltare gli artifici del prologo, costituito da un complesso intreccio di immagini solo parzialmente legate fra loro e animato da un consistente

“umorismo”3. Le grandi scene dei capitoli successivi, poi, cronologicamente e tematicamente più omogenee, tendono ugualmente a una variazione continua, facendosi cornice di quanto avviene nella mente dei personaggi, attraverso la commistione dei loro ricordi, del loro fantasticare e delle loro parole. Allo stesso tempo i momenti descrittivi, riflessivi, lirici “complessivamente nascondono o smentiscono l’azione” 4, destinata a rimanere bloccata in un immobilismo a tratti simile a quello dei personaggi. La scrittura (e riscrittura) della pagina gaddiana procede “nel senso della complicazione argomentativa e rappresentativa: introducendo continue transizioni dal generale al particolare, o viceversa dal particolare al generale”5. Come la struttura, anche la lingua della Cognizione del dolore è costruita per accumulo dispersivo di elementi e le contraddizioni già emerse nella trama vengono sottolineate dalla mescolanza di toni lirici e drammatici, solennità epica, satira e grottesco, al fine di ritrarre la contraddittorietà della realtà. La precisione dei termini scientifici si accosta a termini lirici, il registro basso è affiancato a un lessico aulico, i riferimenti a oggetti specifici e concreti rinunciano all’evocazione e all’allusività, in uno stile barocco che tende a riprodurre la complessità dell’esistenza umana.