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Libro sulla cultura, le usanze e le leggende dei Nativi Americani.
Tipologia: Appunti
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TERRA/PAESAGGIO : la terra è un essere vivente; le colline, i fiumi, le rocce sono testimonianze viventi di episodi accaduti in tempi primordiali quando erano in vita le prime figure mitiche. Vi sono punti del territorio importanti per la conduzione di attività rituali collettive o individuali (Black Hills), oppure per il ritiro dei singoli individui nella ricerca di una visione. Cielo e terra costituiscono sfere distinte e complementari e con il mondo sotterraneo/subacqueo formano le 3 dimensioni principali dell’universo. Tra queste sfere sono possibili passaggi che hanno luogo in determinati punti del paesaggio. Vi sono quindi luoghi di attrazione/repulsione (Bad Lands), quindi zone da cui tenersi alla larga perché popolate di presenze pericolose oppure località adatte per mettersi in comunicazione con il mondo invisibile. CAVALLO : causa dei principali processi di trasformazione socio-culturale; nuovo strumento di trasporto e di caccia che provocò lo spostamento verso le Pianure di molti gruppi stanziati in aree limitrofe. Divenne anche un nuovo simbolo di ricchezza e prestigio, un mezzo di scambio e l’oggetto ambito dalle razzie guerriere. Comportò anche un diverso rapporto con l’ambiente, l’attenzione a fattori quali la disponibilità di pascolo e di acqua, la cura di animali ecc. BANDE E NOMADISMO : la banda è composta da una serie di famiglie unite sia da legami politici che economici sotto la guida di un capo e di un consiglio (banda circa 300 membri) che si spostano alla ricerca di mezzi di sostentamento. Gli individui erano liberi di spostarsi da un gruppo all’altro purché nel gruppo vi fosse qualcuno con cui si aveva qualche relazione di parentela materna e paterna (vi era quindi un rimescolamento costante dei gruppi di residenza). La struttura sociale era soggetta a un ciclo regolare di dispersione e aggregazione: durante l’estate le diverse bande si riunivano in luoghi previsti e costituivano vasti accampamenti tribali in cui forme di organizzazione e attività sociali più complesse erano possibili. Poi con l’inverno, si dividevano nuovamente a causa della scarsa disponibilità di risorse. Importante era quindi il mantenimento di legami solidali durante l’inverno e la presenza di qualche organizzazione in grado di esercitare il controllo durante l’estate sulla comunità allargata (Consiglio dei 44 Capi degli Cheyenne). Di solito a mantenere l’ordine sociale nell’accampamento ed a punire le infrazioni erano le società di guerrieri
basate su comuni esperienze religiose, cioè riunivano individui che avevano ottenuto con sogni o visioni con le stesse entità soprannaturali. GUERRA : era l’occupazione principale di ogni individuo maschio; i guerrieri si recavano regolarmente nel territorio di gruppi vicini per dimostrare il proprio coraggio, cercare occasioni di scontro e vittoria e dimostrare le proprie abilità sottraendo i cavalli. Nel caso uno o più guerrieri restassero uccisi era costume nel corso dell’inverno successivo che i parenti delle vittime si recassero per i vari accampamenti lamentandosi in maniera rituale e chiedendo aiuto alle diverse bande offrendo una pipa al consiglio dei capi (questo per ri-creare rapporti di alleanza). Con la guerra gli Indiani cercavano di rappresentarsi un’immagine coerente dell’universo e della propria società, essa era quindi implicata in meccanismi di costruzione e rappresentazione del gruppo. Per i Crow la Danza del Sole era strettamente legata alla guerra ed alla vendetta: l’intera tribù si riuniva per concentrare il proprio potere e vincere sul nemico. Nella versione Crow vi era una bambola che veniva osservata dal danzatore principale fino a quando non gli appariva nera: allora la vendetta sarebbe stata assicurata. Per numerose popolazioni la Danza del Sole era anche un modo per vedere quale giovane sarebbe diventato il prossimo capo guerriero, era un modo per mostrare la propria resistenza. STAGIONI : vi era una continua oscillazione nella composizione sociale strettamente legata al trascorrere delle stagioni; l’anno era diviso in due stagioni: una che andava dall’inizio della primavera (segnata dagli stormi di oche selvatiche e comparsa primi tuoni) alla caduta della prima neve, e l’altra dalla prima nevicata fino allo scioglimento del ghiaccio. Primavera e autunno erano quindi considerate spesso come periodi di transizione. Gli anni si contavano in inverni. In autunno l’accampamento veniva sciolto, ci si procurava le provviste, gli uomini si occupavano delle scorte alimentari, i giovani guerrieri potevano organizzare piccole spedizioni di guerra a gruppi vicini, le donne erano occupate nella raccolta di piante, legna e nella seccatura dei cibi. In Dicembre venivano installati i villaggi invernali presso un corso d’acqua in aree boscose e riparate. In inverno gli uomini riparavano le proprie attrezzature di caccia, le donne producevano oggetti; era anche il periodo in cui i giovani si riunivano intorno al fuoco per ascoltare i racconti degli anziani che potevano essere narrati solo in questo periodo. In aprile la caccia diventava più facile, si rinnovavano le tende e lo spostamento ricominciava. In estate le bande si riunivano in località prefissate formando vasti accampamenti e ci si dedicava alle attività cerimoniali come la Danza del Sole. In primavera iniziava la ricerca delle VISIONI : ogni individuo doveva cercarsi una guida tra le potenze che popolavano la terra, da solo, in un luogo remoto, doveva digiunare per diversi giorni fumando la pipa, cantando e invocando l’aiuto degli spiriti, a volte mortificandosi con pratiche di macerazione e auto-sacrificio per ottenere un messaggio (circa gli orientamenti da seguire nella vita futura) che avrebbe interpretato con l’aiuto di un anziano. Dalle visioni erano prodotti numerosi INVOLTI SACRI borse medicina che contenevano pietre, penne, pelli ecc considerati come dotati di un particolare potere, in quanto rappresentavano le entità spirituali apparse al
GHOST DANCE : cerimonia nata nel 1890 che preannunciava la distruzione degli uomini bianchi, la loro completa scomparsa dalla faccia della terra e il ritorno delle mandrie di bisonti. La danza era un mezzo per entrare in comunicazione con i parenti morti. Presso i Sioux assunse una connotazione di resistenza nei confronti degli agenti delle riserve (a causa dell’agricoltura impraticabile, epidemie, riduzione delle razioni di carne ecc). POLITICA : lo scopo dichiarato del governo era trasformare gli Indiani da selvaggi e incivili in qualcosa di simile all’uomo bianco; era necessario eliminare alla radice le organizzazioni sociali e politiche indiane, isolare ogni singola famiglia nella sua piccola proprietà fondiaria e trasformare tutti gli indiani in contadini, solo così il loro progresso avrebbe potuto essere realizzato. Questa politica di “civilizzazione” nascondeva il desiderio di arricchirsi di numerosi imprenditori. La Danza del Sole venne proibita perché degradante (in realtà teneva gli indiani lontano dal lavoro nei campi) con 15-30 giorni di incarcerazione o trattenimento razioni. Le forme di auto-sacrificio vengono interpretate dai missionari come frutto dell’influenza del demonio. Nelle scuole esterne alle riserve gli insegnanti cercavano di inculcare nei giovani studenti il rifiuto della tradizione. Molti pensavano che la Danza del Sole sarebbe scomparsa con la progressiva morte degli anziani, in realtà la Danza del Sole è sopravvissuta fino ad oggi come espressione simbolica di rivendicazione di una propria appartenenza culturale. Il governo agiva sostenendo che gli Indiani fossero un popolo in estinzione e che bisognava quindi integrare le popolazioni indigene nella società americana (opinione sostenuta dalla corrente pan-indiana). Nel 1944 nasce National Congress Of American Indians il primo organismo politico rappresentante tutte le tribù di indiani. Dopo il 1963 cominciarono ad essere nuovamente valorizzate le tradizioni tribali e il desiderio di recuperare le proprie radici culturali portò al feedback etnologico (indiani stessi consultavano le opere degli etnologi per recuperare storia della propria tribù). Una famosa protesta fu quella di Wounded Knee in cui dirigenti politici dell’ American Indian Movement (tradizionalisti) vennero affiancati da alcuni medicine-men; ciò produsse le condizioni per la ricostruzione di un complesso di significati simbolici, rispondendo alle nuove esigenze della protesta politica. La cerimonia da attrazione turistica tornò ad assumere una sacralità con l’esclusione dei non-indiani dalla danza, che divenne uno strumento di rivendicazione della specificità culturale dei nativi americani. CAPANNA/TIPI : ha un simbolismo cosmologico legato all’idea di una ri-creazione o rigenerazione del mondo; il palo centrale è l’asse di comunicazione tra i 3 livelli del cosmo. La
Capanna Sacra è l’immagine simbolica della Montagna Sacra in cui si apre la caverna dove penetrò l’eroe culturale per trarne gli insegnamenti relativi alla celebrazione della cerimonia. La Capanna del Coniglio era un particolare tipi per chi aveva fatto voto di eseguire la danza, le loro mogli e gli anziani. In questo tipi venivano trasmesse le conoscenze per la preparazione della cerimonia e l’uso degli oggetti sacri. Era importante perché era qui venivano trasmesse le conoscenze sacre ed estremamente segrete. PALO SACRO : di solito l’albero scelto era un pioppo (perché? le foglie sembravano dei piccoli tipi, se si taglia trasversalmente il pioppo si osserva una stella a 5 punte simbolo di Wakan Tanka, lo stormire delle foglie erano il suono delle preghiere inviate alla divinità); veniva abbattuto con una procedura ritualizzata: il primo colpo di accetta era dato da una donna riconosciuta da tutti per purezza e virtù. Nel trasporto non doveva mai toccare il terreno fino alla sua collocazione nel centro del campo. L’albero rappresentava l’asse cosmico, il collegamento fra le diverse dimensioni, il Creatore, il centro dell’universo (attorno vi si costruiva la capanna della danza) ma era anche un simbolo del popolo. Tuttavia l’albero veniva abbattuto e scortato al villaggio come se si trattasse di un nemico catturato: gli esploratori si avvicinavano all’albero imitando l’atteggiamento del lupo. Il trasporto del palo e la cattura costituiscono operazioni per mezzo delle quali un elemento del mondo esterno percepito come pericoloso, viene ritualmente introdotto entro il campo, all’interno della sfera sociale e morale. Sulla cima del palo viene posto un fascio di rami sul quale sono apposti nastri colorati e il nido dell’Uccello del Tuono (in cui gli Arapaho viene messo un bastone da scavo e una fune di cuoio - mito della Sposa degli Astri, mentre gli Cheyenne mettono una freccia infilata in un pezzo di grasso di bisonte - mito della Donna Bisonte nella Grande Corsa). L’albero viene trattato prima come un nemico e successivamente si trasforma in un simbolo del centro del cosmo e viene identificato con il popolo stesso, poiché rappresenta la metamorfosi dell’uomo, che dalla sua condizione di incompletezza, incorpora l’Altro, la potenza spirituale, il diverso da sé, e diventa Altro, diventa più completo. ANIMALI : gli Indiani avevano il desiderio di stabilire relazioni equilibrate e rispettose con il mondo animale, poiché avevano una visione dell’universo in cui ogni elemento era connesso con tutti gli altri attraverso una molteplicità di legami e di connessioni che formavano un sistema complesso e in equilibrio precario. Il bisonte era un animale particolarmente sacro e garantiva la sopravvivenza, ma era anche una fonte di importante potere spirituale (vi era quindi un’analogia tra il cacciatore e il cercatore di visioni); ciò porta al paradosso del cacciatore che uccide quegli stessi esseri da cui trae forza spirituale (paradosso risolto stabilendo una serie di legami di scambio reciproco tra uomini e animali). I confini tra animale e umano divenivano spesso sfumati. Gli animali partecipavano alla creazione del mondo, impartivano il loro potere e sapere, potevano parlare agli esseri umani, trasformarsi in forma umana, così come gli umani potevano trasformarsi in animali. L’uccisione dell’animale comportava un atto volontario da parte della vittima che si offriva spontaneamente al cacciatore per pietà e un gesto di restituzione da parte di quest’ultimo, che doveva onorarlo e consentire allo spirito dell’animale di tornare nel mondo sotterraneo da cui proveniva (l’attività rituale assicurava la riproduzione e la moltiplicazione della selvaggina e della natura intera). Gli umani sono dipendenti dagli animali sia materialmente che spiritualmente. Gli animali sono percepiti come “persone” viventi in comunità e dotate di modelli culturali di comportamento e organizzazione del tutto simili a quelli umani.
potere. La Danza del Sole incorporava quindi una forma istituzionalizzata della perdita del controllo, di spostamento dell’aggressività. Il danzatore sopportando sofferenze negava la propria individualità a beneficio della comunità, raggiungendo un cambiamento indelebile. Ci si sacrificava per beneficiare qualcuno; il modello di sacrificio che si seguiva era quello dei bisonti che si offrono agli umani. JUNG : la Danza del Sole trasmette l’insegnamento secondo cui la vita è movimento in continua trasformazione. La vita genera la morte e la morte la vita e la nostra crescita psicologica segue lo stesso processo. Il dolore indotto intenzionalmente è connesso con i processi di trasformazione nel processo di individuazione. Non viene interpretato come una forma patologica ma come uno strumento per mettere alla prova i propri limiti e cercare una trascendenza. UNIVERSO : è costituito da una molteplicità di relazioni che uniscono tutti gli esseri viventi in una struttura a rete sottoposta a continui processi di retroazione, che determinano la necessità periodica di riequilibrare le relazioni tra i 3 mondi. L’universo è quindi un continuo flusso dinamico, formato da un insieme di processi che producono trasformazioni e ricomposizioni; l’ordine del mondo è continuamente minacciato dalle forze del caos; tuttavia il disordine è una possibilità creativa e trasformativa che consente di esplorare anche i limiti. Gli uomini dovevano conoscere le proprie responsabilità nei confronti degli altri esseri e preoccuparsi del mantenimento dell’armonia che consentiva il rifiorire della vita in tutte le sue forme. CONIGLIO : i Conigli per i Kiowa riunivano i giovani che iniziavano la loro carriera di guerrieri. I conigli sono l’alimento primordiale, che anticipa e sostituisce i bisonti. Infatti sono animali strettamente associati l’uno all’altro. Il coniglio era apprezzato in quanto rappresentava la qualità della resistenza nella corsa. TASSO : animale dai poteri misteriosi, a causa della sua abilità a scavare nel sottosuolo. Nella lingua Arapaho “tasso” significa anche assassino. È una figura ambivalente soccorrevole e malvagio, maschile e femminile, assassino e vittima. Queste caratteristiche opposte sono riconducibili alla sua natura sotterranea, egli rappresenta la terra e per questo la sua pelle viene usata per fare da tamburo. La terra è una dimensione accessibile tramite le caverne, collegate ad una dimensione sotterranea in cui albergano gli spiriti degli animali e da dove hanno avuto origine anche i primi uomini. È anche il luogo dove possono restare rinchiusi gli animali causando fame e carestia. Il tasso è anche uno strumento di divinazione: se si uccide un tasso e si estraggono le interiora, il sangue lasciato dentro rifletterà delle immagini come uno specchio sul futuro. Le buche scavate dai tassi erano considerate come delle tombe; il tasso poteva condurre il candidato a sottoporsi ad una prova che lo conduceva fino alle soglie della morte donandogli il potere della terra (anche l’ ORSO è strettamente associato ai poteri sciamanici della terra; è il signore delle foreste e delle montagne ed è un animale così potente che non si poteva pronunciare il suo nome in determinate situazioni). SPUTO : viene molto utilizzato il gesto rituale di prendere un pezzo di radice in bocca e poi sputare su un oggetto o persona, come mezzo di purificazione. La saliva spruzzata rappresenta il respiro e la vita. Tra gli Cheyenne l’officiante sputa cinque volte nelle mani del Costruttore della Capanna che deve volgere la testa per evitare il contatto con la saliva che potrebbe accecarlo. Lo sputo è potere creativo e generativo che richiama il momento della creazione.
ORIGINE DEL MONDO : il racconto dell’origine del mondo veniva fatto solo dal Custode della Sacra Pipa in lingua nativa e in un contesto fortemente controllato (bisognava astenersi dal mangiare e bere per 3/ giorni). Il mito simboleggia la ricerca della conoscenza e del potere spirituale tramite il digiuno e la sofferenza. La terra era completamente ricoperta di acqua, ad eccezione di una montagna su cui sedeva un uomo con in mano una pipa/uomo che era una pipa. Questo digiuna, prega, chiede aiuto ad alcuni uccelli acquatici invitandoli a tuffarsi nelle profondità per portare a galla della terra. La missione è compiuta da un’anatra/ tartaruga. La terra viene sparsa nelle quattro direzioni dello spazio e l’acqua viene spinta ai margini, formando un anello che circonda la terra emersa (altri racconti parlano della Donna Turbine che sparge la terra). Il resto dell’acqua va a formare fiumi, laghi, sorgenti (portali con il mondo subacqueo). L’uomo crea poi gli esseri umani e gli animali. SACRA PIPA : oggetto sacro che rappresentava il senso di appartenenza, benessere e continuità del gruppo tribale. Veniva esposta dal Custode della Sacra Pipa in occasioni particolari per dare coraggio al popolo e veniva fumata dal gruppo di anziani che presiedevano la cerimonia (veniva passata in circolo per rappresentare lo stato di purezza spirituale in cui ciascuno si poneva grazie al benefico influsso dell’oggetto sacro). È simbolo dello scambio tra digiuno e sofferenza e il dono del potere. La Pipa è identificata con il Creatore, padre di tutte le creature che comprende in sé tutti i poteri degli altri esseri e risiede nel mondo superiore, è l’essere più distante dagli uomini e l’unico ad essere immobile. La Pipa è considerata come una persona, ha uno spirito-ombra (cioè ha una vita e si muove) e viene custodita con cura e venerazione. È un oggetto che può ascoltare e impartire conoscenze agli esseri umani. Segna le fasi principali di ogni cerimonia ed è uno strumento indispensabile per la comunicazione con il mondo spirituale. La Pipa rappresenta l’ordine cosmico e la possibilità di conservarlo; riempiendo il fornello si racchiudono simbolicamente in essa tutte le cose (rappresentate dai frammenti di tabacco) e tutto lo spazio (rappresentato dall’offerta alle 6 direzioni, compreso alto e basso). La Pipa diventa quindi la concentrazione del cosmo in un solo punto. Chi la fuma si trova al centro dell’universo e il fumo è una preghiera, un’offerta, una richiesta di comunicazione che raggiunge ogni angolo del mondo. La Pipa deve essere conservata tenendo separati fornello e canna, poiché è l’unione delle due parti che carica lo strumento di potere. TABACCO : donato dal Bisonte o dal Castoro, o identificato con la Stella del Mattino; finalizzato ad uso puramente cerimoniale; esisteva una Società del Tabacco che aveva compito di sovrintendere ad una complessa serie di cerimonie di raccolta e consacrazione delle piante. Bruciare il tabacco era un mezzo per fare in modo che la preghiera raggiungesse anche gli spiriti più distanti. L’offerta di tabacco veniva fatta per il ristabilimento di una condizione di equilibrio turbata a causa dell’azione umana, come quando si uccide un animale. DONNA BISONTE : la Sacra Pipa è stata donata ai Lakota dalla Donna di Bisonte Bianco. Due giovani Lakota erano a caccia. Si avvicina una donna misteriosa e chiama a sé l’uomo che aveva avuto cattivi pensieri, questo viene avvolto da una nebbia che una volta diradatasi mostra uno scheletro avvolto da molti serpenti. La donna insieme al secondo giovane raggiunge il villaggio e dona la sacra pipa al popolo,
nell’acqua. La Capanna del Sudore ha lo scopo di espellere dal corpo tutto ciò che inquina l’uomo. Entrare nella capanna è come entrare nel grembo materno, o nel ventre della madre terra, è come nascere di nuovo. La capanna diventa un essere vivente e coloro che vi prendono parte entrano in qualcosa di vivo (la struttura è come lo scheletro di un animale sacro). Collegati alla capanna del sudore vi sono i miti come quello del Ragazzo di Pietra in cui quattro fratelli incontrano una donna misteriosa che offre di far loro da sorella, ma il fratello più piccolo si trasforma in un piccolo uccello e spia la condotta della donna quando i fratelli sono assenti. Si accorge che questa è in realtà un essere malvagio che vuole ucciderli. I fratelli cercano di fuggire ma la strega li uccide, il piccolo riesce a scappare e riporta i fratelli in vita con la capanna del sudore. CAPANNA DELLA DANZA : l’edificio è una replica dell’universo. I quattro pali posti nelle quattro direzioni cardinali rappresentano i Quattro Vecchi Uomini. Due sono dipinti di rosso (vita umana, purezza, desiderio di vivere a lungo e felicemente), gli altri due dipinti di nero (simbolo terra e vittoria sui nemici). Il palo centrale è simbolo del Creatore ed è il collegamento tra i tre mondi diversi. La capanna è a forma di CERCHIO (struttura che unisce i diversi ambiti della realtà; viene diviso in 4 quadranti che costituiscono la base del movimento e dello scorrere del tempo; il cerchio divide tra un interno dove vi è un senso di sicurezza ed un esterno considerato pericoloso). All’interno della capanna vi è un ALTARE : vicino viene posto un teschio di bisonte decorato e la Sacra Ruota; vi sono 2 zolle circolari di terra (terra presente/futura, o Terra/Cielo) in cui erano infisse numerose piante (di Coniglio) che simboleggiavano l’augurio che la terra potesse prosperare. Durante la fase preparatoria (Cheyenne) si usa costruire progressivamente delle rappresentazioni della terra; l’ingrandimento successivo delle rappresentazioni della terra allude al progressivo diffondersi delle forze vitali. La costruzione della terra è un gesto che imita il comportamento dei bisonti nella creazione delle loro buche. TESCHIO DI BISONTE : su cui sono dipinti il sole e la luna e nelle cui cavità sono inseriti fasci intrecciati di erbe (simbolo della vegetazione della terra e della sua crescita); è considerato il luogo in cui risiede il Creatore durante la cerimonia. Lo spirito del bisonte continua a risiedere nel teschio almeno fino a che le corna non rimangono attaccate e in tal modo può fungere da mediatore tra mondo umano e animale. Il teschio veniva portato da una donna all’interno della capanna e posto in una cavità, poiché i bisonti nascono dalle profondità della terra. Nell’uccisione degli animali si doveva lasciare intatta la testa, con le corna attaccate alla spina dorsale e alla coda per consentire allo spirito del bisonte di rimanere presso la carcassa e tornare in sede sotterranea per poi rinascere in forma fisica. FORATURA DELLE ORECCHIE : durante la Danza del Sole era diffusa la foratura delle orecchie dei bambini. Era un gesto che dimostrava l’amore e l’attenzione dei genitori nei confronti dei figli. La famiglia incaricava uno sciamano per la perforazione, offrendo doni a lui ed a chi assisteva. Le orecchie venivano perforate con aculei di porcospino o coltelli. Questo gesto segnava l’appartenenza del bimbo ad una specifica comunità e ad una tradizione culturale. La perforazione era una riproduzione in miniatura della Danza del Sole: i bambini erano considerati come se si fossero sacrificati allo stesso modo dei danzatori. Il pianto del bimbo era segno della sua capacità di affrontare sofferenza e dolore. CANE : la carne di cane era un piatto che veniva cucinato solo in occasioni cerimoniali, era un cibo altamente simbolico. L’uccisione del cane avveniva in forma sacrificale tramite strangolamento con due corda (nel rito veniva chiamato “amico mio”, un appellativo che dimostrava il rincrescimento per l’atto sacrificale). Il cane è un animale particolare: per un verso appartiene al mondo umano ed è un collaboratore
dell’uomo, dall’altra parte partecipa alla natura degli altri animali che vivono fuori dal mondo umano. Il cane era considerato un potente intermediario, portatore di messaggi tra i due mondi e protettore dell’umanità. Poteva vedere gli spiriti e avvisare gli esseri umani della loro presenza. È uno degli animali legati allo Spirito del Tuono e accompagnava i defunti nel mondo degli spiriti. Viene utilizzato sopratutto nei rituali in cui si pone l’accento sulla continuità tra passato e presente. SCIAMANO o Medicine Men : per gli Cheyenne colui che vuole diventare sciamano deve sopportare quattro “alture” ovvero si deve sottoporre quattro volte consecutive al sacrificio rituale durante la cerimonia (restare appeso a mezz’aria agganciato al palo sacro tramite delle corde attaccate al petto con delle stecche). La sospensione a un palo con uncini era praticata anche al di fuori della Danza del Sole: un individuo che si sottoponeva singolarmente a questo sacrificio, tenendo gli occhi rivolti verso il sole, era un candidato per diventare medicine-men. Il Sole poteva rivelarsi durante una visione e donare il suo potere a colui che era destinato diventare sciamano. Gli sciamani potevano avere visioni su eventi futuri, curare le malattie, richiamare i bisonti, comunicare con il mondo invisibile, favorire la vittoria in guerra; inoltre avevano un ruolo molto importante nella conduzione delle cerimonie estive. Gli sciamani costituivano un elemento dinamico nella comunità, poiché introducevano innovazioni nel sistema tradizionale in seguito a esperienze personali con i propri sogni o visioni. Erano figure fuori dalle condizioni di vita ordinarie, altamente rispettati, che si sacrificavano e digiunavano per il bene della comunità, visitavano i confini del reale, i limiti tra ragione e follia. RUOTA SACRA : simbolo della costante relazione che univa il mondo umano al mondo divino. Immagine del cosmo e della creazione del mondo: il cerchio esterno rappresenta un serpente acquatico che a sua volta simboleggia le acque che circondano la terra. Le quattro code d’aquila raffigurano i 4 Vecchi Uomini, spiriti che governano le 4 direzioni dello spazio, o Spiriti del Tuono che controllano le direzioni dei venti. Essi rappresentano inoltre il ciclo delle stagioni e l’alternanza del giorno e della notte (segmenti dipinti di 4 colori diversi). Le Ruote Medicina sono strane costruzioni di pietra formate da un grande cerchio di pietre che circonda un tumulo centrale dal quale si dipartono una serie di raggi. Queste rappresentazioni simboliche evocano il passaggio, la comunicazione tra sfera visibile ed invisibile, il mondo degli uomini e quello degli spiriti.
L’eroe tenta di colpire un bisonte femmina ma sbaglia il colpo; segue le tracce dell’animale ferito ed entra in un tipi invitato da una donna con suo figlio. Al risveglio si ritrova da solo; giunge alla fine nel mondo dei bisonti dove viene sottoposto ad una serie di prove che si concludono con la Grande Corsa. Dalla parte dei bisonti si schierano tutti gli animali: solo il corvo e la gazza gareggiano al fianco del cacciatore. La gara viene vinta dal cacciatore e come premio i bisonti permettono di mangiare la loro carne e insegnano all’uomo la Danza del Sole. La gara stabilisce un nuovo rapporto tra uomini e animali, in cui questi ultimi si rivelano non solo come coloro che donano il proprio corpo a beneficio degli uomini, ma anche come fonte di insegnamenti rituali e di rivelazioni visionarie. Uomini e animali posseggono la stessa natura: entrambi appartengono al mondo sotterraneo ed hanno lo stesso sangue. Gli Cheyenne non mangiano la parte di carne sotto la gola del bisonte perché viene considerata carne umana. Secondo i Lakota, la Grande Corsa avvenne tutto intorno alle Black Hills. Secondo i Sioux l’uomo è nato dalla roccia rossa di Pipestone con cui si fabbricano le pipe. Questa roccia si è prodotta in seguito a un diluvio che uccise tutti gli esseri viventi: il suo colore è dovuto al sangue dei bisonti e umani morti durante il cataclisma. Il cerchio della grande corsa si trovava anche in cielo con la congiunzione delle stelle dei Gemelli, stella del Procione, Sirio, Rigel, le Pleiadi, Capella, e una stella dell’Auriga. DONNA : gli uomini nei miti ottengono la possibilità di disporre degli animali come cibo, grazie all’intermediazione di un rapporto matrimoniale tra un umano e una donna-animale. In cambio gli uomini dovranno provvedere a celebrare determinate attività rituali, le cui istruzioni sono fornite dagli stessi animali. Il mito della Donna con i Capelli Gialli racconta di due cacciatori che raggiungono un’alta montagna tramite un fiume. Nel farlo, uno dei giovani viene aggredito da un serpente acquatico ucciso con un coltello da un uomo vestito con la pelle di un coyote. I due giovani sono portati nella caverna della montagna dove trovano una vecchia e una giovane donna; il coyote chiede se i giovani vogliono accogliere la giovane donna come sorella o moglie. I due tornano con la donna al villaggio insieme ad un rito per richiamare i bisonti e con la promessa di non dire mai la frase“povero animale!”. La proibizione viene infranta dalla donna dai capelli gialli presa dalla compassione. Da quel giorno gli animali scomparvero. L’uomo con la pelle di lupo è lo Spirito del Tuono, la vecchia nella caverna simboleggia la Terra. La Donna dai Capelli Gialli è uno spirito-bisonte, trasformatosi in essere umano per allacciare una relazione con gli umani. La donna è quindi una mediatrice tra mondo degli uomini e mondo animale. Il legame tra bisonte e femminilità è una caratteristica posta fortemente in evidenza in numerosi miti. La striscia di pittura rossa che le donne ponevano sulla partitura dei capelli era chiamata “segno del bisonte”. Donna e bisonte erano entrambi simbolo di rigenerazione, crescita e fecondità. La moglie del costruttore della Capanna doveva avere un rapporto sessuale con la guida cerimoniale. L’uomo indossava una pelle di bisonte (rappresentava i bisonti che dovevano ricevere un’offerta, lasciando in cambio che i cacciatori li uccidessero), mentre la donna rappresentava la madre terra. Insieme la coppia raffigurava anche l’amplesso di Sole e Luna. La donna offre il proprio corpo all’Istruttore così come il danzatore offre il
proprio corpo durante la celebrazione della danza. Questa unione aveva lo scopo di un sacrificio che doveva aumentare il potere del marito durante la Danza del Sole. La donna era il veicolo attraverso cui l’energia si riversava sul popolo e sul mondo animale. Quando alcune donne manifestavano particolare interesse per attività e imprese che appartenevano sopratutto alla sfera maschile (acquisizione di beni, comportamento aggressivo o dominante nella sfera domestica/ sessuale) venivano definite “donna con un cuore di uomo”. Questa designazione era associata anche alla figlia di una famiglia influente, o la moglie di un personaggio di rilievo. Alcune di queste donne potevano anche adottare l’abbigliamento maschile, prendere altre donne in moglie per raggiungere posizioni di potere, come capi banda o condottieri in spedizioni di guerra. LA SPOSA DEGLI ASTRI :
_1. Mito di una ragazza che esprime il desiderio di avere la Stella del Mattino come sposo. Poco tempo dopo appare la stella in forma di un giovane uomo che la porta con sé in cielo. La donna dà alla luce un bimbo e decide in seguito di dissotterrare una rapa selvatica, nonostante le fosse stato proibito di farlo. Attraverso il buco lasciato dal tubero, scorge il mondo sottostante e il suo villaggio. Stella del Mattino cala la donna e il bimbo sulla terra tramite una tela di ragno.
DECORAZIONI : la produzione di oggetti con decorazioni fatte con aculei di porcospino era controllata da associazioni di donne, organizzate gerarchicamente (in base alla complessità degli oggetti prodotti), le quali detenevano il sapere e la conoscenza delle procedure e ne controllavano la trasmissione. Gli oggetti prodotti costituivano titoli di onore e di riconoscimento sociale, paralleli agli atti valorosi in guerra degli uomini. Appartenere a queste società era un onore, e la donna doveva mostrare caratteristiche morali adeguate per farvi parte. Era infatti considerata un’attività sacra trasmessa dalla donna dalla Doppia Faccia o anukite : Quando ancora gli uomini vivevano nel mondo sotterraneo esisteva una donna bellissima di nome ite, che aveva sposato il dio dei venti. Il trickster (personaggio sempre alla ricerca di un modo per creare scompiglio) convince la donna a sfruttare la propria bellezza per diventare compagna del Sole. Colpito dalla sua bellezza il Sole la fa sedere sul trono accanto a lui, il posto della Luna, che quando la vede si copre con un mantello per la vergogna e viene derisa da tutte le divinità. È per questo che esistono notte e giorno perché a causa di questa vergogna la Luna si copre il volto quando è vicina al Sole e lo scopre quando è lontana da lui. Il destino di ite fu di essere spedita sulla terra, avrebbe conservato la sua bellezza solo a metà: l’altra metà del viso divenne così orribile che chiunque l’avesse guardato sarebbe impazzito. Fu così che divenne anukite, o la Donna Doppia. La Donna Doppia sembra riferirsi al duplice ruolo del sangue mestruale, simbolo di fecondità ma anche di pericolo. Anukite si dice tormentare le donne in gravidanza con dolori e disturbi; tutte le donne che hanno ottenuto una visione da lei diventano wakan, hanno poteri divinatori e sono in grado di guarire da afflizioni e diventano eccezionalmente abili nel ricamo con aculei di porcospino. I disegni creati nelle decorazioni derivano da sogni o visioni, non potevano essere copiati e alcuni motivi avevano un valore protettivo (venivano recitate delle preghiere nella sua esecuzione). Un oggetto decorato era analogo alla forma di sacrificio effettuato dal danzatore, entrambi artista e danzatore pronunciavano un voto. SOLE : è considerato un essere feroce e cannibale, che si nutre di carne umana. Era usanza fare sacrifici di parti del corpo al Sole. Era una figura pericolosa e inquietante, consumava la carne dei morti ed era responsabile dei venti caldi che distruggevano i raccolti. Era connesso con la morte e la guerra ma contemporaneamente favoriva la crescita e la riproduzione. Tra i Mandan c’era la convinzione che il Sole non solo fosse pericoloso e cannibale, ma si facesse anche alleato dei nemici, inducendo con una visione la morte in battaglia di un guerriero. La capacità di guardare il sole rappresenta l’acquisizione di potere da parte del richiedente, la sua identificazione con l’astro. Lo stesso sole è visto come una sorta di occhio, e viene dipinto sul corpo dei danzatori durante la cerimonia con dei rombi. Era frequentemente dipinto anche sugli scudi (che venivano esposti al sole): si pensava che il
potere del sole penetrasse nello scudo stesso e che rifluisse accecando nel combattimento il nemico. I disegni protettivi erano considerati più importanti dell’oggetto stesso. Oggetti connessi al potere solare erano: “il Deviatore” di origine Cheyenne, un disco di cuoio dipinto di rosso, ornato con code di bisonte, in grado di allontanare le malattie e la morte dalla comunità, le “Sacre Lance con Ruota” degli Cheyenne, corte lance a cui era attaccato un cerchio ornato di penne, la parte inferiore aveva una punta per configgerla nel suolo, mentre l’estremità superiore portava inciso un volto umano, si pensava che tale oggetto avesse il potere di gettare un velo di invisibilità. Vi era poi il “Copricapo di Bisonte Sacro” che richiedeva l’impiego di una pietra e una ragazza vergine che lo indossasse: rendeva gli animali ciechi e mansueti, permettendo ai cacciatori di ucciderne quanti erano necessari per sopravvivere. COSTELLAZIONI ORSA MAGGIORE E PLEIADI : vengono raffigurate una accanto all’altra in numerose decorazioni. Entrambe indicano la stagione invernale. Le Pleiadi scompaiono dal cielo con la stagione primaverile ed appaiono dopo il solstizio d’estate. L’Orsa Maggiore non scompare mai dal cielo e viene utilizzata come indicatore dei cambiamenti e dello scorrere del tempo. I Dakota chiamavano l’Orsa Maggiore “Portare l’uomo morto” poiché vedevano quattro uomini che trasportavano il cadavere di un uomo ucciso in guerra, mentre le stelle del “manico” sono la moglie e i figli del deceduto. Il foro nel cielo, formato dalla donna che scava per estrarre una rapa e dal quale poi si cala per tornare sulla terra era collocato al centro dell’Orsa Maggiore. Le anime dei morti passano attraverso questa apertura per entrare nel mondo degli spiriti. Questi punti di passaggio celeste avevano delle corrispondenze nel territorio, come la Devils Tower, chiamata “casa dell’orso”. I Kiowa avevano un mito per spiegare la nascita delle Pleiadi: sette giovani nubili si allontanarono per giocare e furono individuate da alcuni orsi. Durante la fuga si rifugiarono sulla cima di una roccia e pregarono lo spirito della roccia di salvarle; sentendo le loro suppliche, la roccia iniziò a crescere in altezza verso il cielo, in modo che gli orsi non potessero raggiungerle. Una volta raggiunto il cielo si trasformarono nelle 7 stelle. Gli orsi, nel tentativo di arrampicarsi sulla roccia, lasciarono su di essa dei profondi solchi, oggi osservabili sui fianchi della Torre del Diavolo. SNIDATORE DI AQUILE: nella Capanna Sacra vicino alla ciotola contente un miscuglio di acqua e frutti selvatici, che rappresenta l’acqua celeste, sono appostate le spoglie di un piccolo uccello, che si dice sia il portatore dell’acqua sacra presso il popolo. In molti miti ricorre il tema della ricerca delle aquile considerata una sorta di prova iniziatica, poiché l’aquila era l’uccello più sacro e vicino a Wakan Tanka. La ricerca veniva fatta da un personaggio “lo snidatore di aquile” che di solito veniva abbandonato in diversi modi o era orfano; viveva così una situazione di isolamento drammatico che richiedeva l’intervento di una potenza spirituale che portava con sé salvezza e sapere. Il volo che il personaggio fa a bordo di questi uccelli- salvatori, simboleggiano il trasferimento in un’altra dimensione, un viaggio sciamanico che gli consente di superare i limiti del mondo conosciuto e di trasformarsi acquisendo potere. Il mito dello snidatore si riferisce quindi ad un percorso di sofferenza, di solitudine e paura che ha come obiettivo quello di smuovere la compassione di una potenza spirituale, di oltrepassare i confini dell’invisibile e ottenere un incremento così di conoscenza e potere a beneficio proprio e della comunità.