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Aristofane - commedia greca, Appunti di Greco

Appunti di letteratura greca sulla vita di Aristofane, sulle caratteristiche e sulle opere Appunti dal Liceo Classico

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 07/11/2024

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La commedia
Le origini, Aristotele
Della Commedia non sappiamo molto, una data che però ha una funzione molto importante
per essa è il 486 a.C: esso è l’anno in cui ai poeti comici viene concesso per la prima volta di
partecipare agli agoni delle Grandi Dionisie.
Questa data non è importante solo per noi, ma è stata ripresa da Aristotele nella sua
“Poetica”.
Aristotele nella poetica specifica che il primo a dare vita a una commedia ad Atene fu
Cratete, però la origine vera e propria è incerta.
Secondo Aristotele le commedie utilizzavano praticamente gli stessi parametri che si
utilizzavano anche in tragedia (ritmi, canti, versi…).
Per Aristotele l’essenziale differenza tra tragedia e commedia era la rappresentazione dei
contenuti: le commedie rappresentavano le persone peggiori (i protagonisti erano
solitamente persone comuni o politici) mentre le tragedie rappresentavano le persone
migliori (i protagonisti in questo caso erano eroi, nobili..)
Etimologia aristotelica
Secondo Aristotle il termine κομηδια poteva avere due origini:
1) κωμαι (villaggi). Per Aristotele questa è l’ipotesi più improbabile. Questa etimologia è
riconducibile ai dori, più specificatamente in Sicilia, considerata la vera patria della
commedia. Alla Sicilia sono riconducibili le processioni con falli di legno (falloforie, in
greco τα φαλλικα), in particolar modo alle improvvisazioni che avvenivano in queste
processioni con uso di parolacce e termini volgari. Durante queste processioni un
grande fallo di legno veniva portato per le strade cittadine come simbolo di
abbondanza e fertilità in onore di Dioniso. Il valore riconducibile in questo caso è
apotropaico: serviva per scacciare via i mali e portare fortuna.
2) κώμος (processione).Per Aristotele questa è l’ipotesi più probabile in quanto fa
riferimento alle processioni che avvenivano dopo il simposio quando i componenti
erano ubriachi e vagavano per la città
Secondo Aristotele la commedia è un processo graduale, e può esserci un collegamento tra
giambo e commedia.
Infatti, non solo utilizzano una metrica molto simile (o comunque la commedia tenta di
riprodurre quello che era il metro giambico) ma si può dire che i contenuti dei giambi e delle
commedia corrispondano, differiscono solo dal punto di vista temporale.
Per Aristotele questo genere è ridicolo, poiché non porta alla sofferenza cui dovrebbe
portare un’opera. Inoltre l’evoluzione della commedia è fumosa e non segnalata nel tempo
come per la tragedia.
Origini
L’informazione certa della commedia è il suo luogo di origine: la Sicilia.
La commedia nasce nel periodo antecedente al 6 secolo in forme arcaiche in magna grecia,
il cui esponente era Epicarmo. Di Epicarmo non si sa molto, la sua data di produzione è
collocabile intorno al 480-470 sotto i tiranni Gelone e Ierone a Siracusa, e si conservano una
cinquantina di titoli e molti frammenti.
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La commedia Le origini, Aristotele Della Commedia non sappiamo molto, una data che però ha una funzione molto importante per essa è il 486 a.C: esso è l’anno in cui ai poeti comici viene concesso per la prima volta di partecipare agli agoni delle Grandi Dionisie. Questa data non è importante solo per noi, ma è stata ripresa da Aristotele nella sua “Poetica”. Aristotele nella poetica specifica che il primo a dare vita a una commedia ad Atene fu Cratete, però la origine vera e propria è incerta. Secondo Aristotele le commedie utilizzavano praticamente gli stessi parametri che si utilizzavano anche in tragedia (ritmi, canti, versi…). Per Aristotele l’essenziale differenza tra tragedia e commedia era la rappresentazione dei contenuti: le commedie rappresentavano le persone peggiori (i protagonisti erano solitamente persone comuni o politici) mentre le tragedie rappresentavano le persone migliori (i protagonisti in questo caso erano eroi, nobili..) Etimologia aristotelica Secondo Aristotle il termine κομηδια poteva avere due origini:

  1. κωμαι (villaggi). Per Aristotele questa è l’ipotesi più improbabile. Questa etimologia è riconducibile ai dori, più specificatamente in Sicilia, considerata la vera patria della commedia. Alla Sicilia sono riconducibili le processioni con falli di legno (falloforie, in greco τα φαλλικα), in particolar modo alle improvvisazioni che avvenivano in queste processioni con uso di parolacce e termini volgari. Durante queste processioni un grande fallo di legno veniva portato per le strade cittadine come simbolo di abbondanza e fertilità in onore di Dioniso. Il valore riconducibile in questo caso è apotropaico : serviva per scacciare via i mali e portare fortuna.
  2. κώμος (processione).Per Aristotele questa è l’ipotesi più probabile in quanto fa riferimento alle processioni che avvenivano dopo il simposio quando i componenti erano ubriachi e vagavano per la città Secondo Aristotele la commedia è un processo graduale, e può esserci un collegamento tra giambo e commedia. Infatti, non solo utilizzano una metrica molto simile (o comunque la commedia tenta di riprodurre quello che era il metro giambico) ma si può dire che i contenuti dei giambi e delle commedia corrispondano, differiscono solo dal punto di vista temporale. Per Aristotele questo genere è ridicolo, poiché non porta alla sofferenza cui dovrebbe portare un’opera. Inoltre l’evoluzione della commedia è fumosa e non segnalata nel tempo come per la tragedia. Origini L’informazione certa della commedia è il suo luogo di origine: la Sicilia. La commedia nasce nel periodo antecedente al 6 secolo in forme arcaiche in magna grecia, il cui esponente era Epicarmo. Di Epicarmo non si sa molto, la sua data di produzione è collocabile intorno al 480-470 sotto i tiranni Gelone e Ierone a Siracusa, e si conservano una cinquantina di titoli e molti frammenti.

Della produzione di Epicarmo sono riconducibili punti di contatto con la commedia attica:

  • tema mitologico
  • tema gastronomico , uno dei temi più importanti di questa produzione pre-commedia
  • scene e caratteri di vita quotidiana
  • frequenza di gnomai
  • utilizzo di agoni per segnalare posizioni contrapposte I periodi della commedia αρχαια - antica 5 secolo μεση - media 4 secolo νεα - nuova 3-4 secolo Le principali caratteristiche di ognuna:
  • αρχαια : questo tipo di commedia era legata politica. Il riso nasce da una scena parodica o satirica degli elementi della politica e della società. In questo periodo si prendono in giro figure politiche, filosofiche e letterarie; sostanzialmente si ride delle varie rivoluzioni culturali che stanno avvenendo in questo periodo. In questo tipo di commedia si utilizza un particolare espediente per produrre la risata: ονομαστι κωμωδειν (“prendere in giro per nome”), questa pratica prevedeva l’attacco diretto e personale di figure politicamente in vista. Se non era il nome vero e proprio erano comunque nomignoli o diminutivi che erano direttamente riconducibili al diretto interessato. Il motivo di questo attacco va ricercato nella funzione “carnevalesca” che l’αρχαια assumeva in seno alla comunità ateniese, come sfogo e protesta contro situazioni critiche - la politica, la guerra, la corruzione - e contro personaggi a livello di Pericle… A volte queste azioni erano talmente tanto efficaci da mettere in moto azioni legali contro i poeti o addirittura episodi di censura. Per questo si parla della αρχαια come della commedia con maggiore parresia (libertà di parola, franchezza..) Il ridere in queste commedie è legato alla società, quindi più so e mi tengo informato sugli avvenimenti che avvengono e più comprendo la commedia e quindi rido.
  • μεση : Il tema principale di queste commedie è il far fare ai personaggi (tipicamente illustri come eroi) azioni che nella realtà dei fatti non commetterebbero. Es: Eracle mangione
  • νεα : La nuova commedia che si colloca in età ellenistica, per questo si ha un diverso approccio al teatro. L’azione si basa su equivoci o riconoscimenti, questi meccanismi sono gli stessi che verranno poi esportati a Roma da Plauto e Terenzio.

Aristofane Di Aristofane possediamo poche notizie biografiche. La data di nascita è controversa, gli studiosi presuppongono che possa andare dal 450 al 441 a.C. Sappiamo però che esordì ne 427 con i “Banchettanti”, anche se egli dichiara di aer scritto sotto falso nome per altri poeti. Nel 426 Cleone intentò un processo contro Aristofane per aver criticato in una sua opera la politica ateniese nei confronti degli alleati orientali. La morte può essere collocata tra il 486-485 a.C. GLi alessandrini attribuivano ad Aristofane 44 commedie, a noi ne permangono 11 drammi integri. Le varie commedie le possiamo divedere sia tematicamente sia cronologicamente, interessante però è il graduale allontanamento di Aristofane dal tema della guerra e della poltica. Le prime commedie, infatti, trattano della guerra (facendo riferimenti alla guerra del Peloponneso, come nel caso di “Pace”,riferimento alla pace di Nicia o come nel caso dei “Cavalieri” in cui si esplicitano le sue opinioni anti demagogiche). Però dopo svariati fallimenti vi è una graduale perdita di fiducia nella guerra e si avvicina sempre più a parlare di storia greca o politica in modo però distaccato. Interessante è anche il fatto che lui non non fosse coinvolto in politica. Si arriva poi all’ultima fase della guerra in cui egli parla, come nelle “Rane” di letteratura. Dopo quanto detto precedentemente possiamo delineare tre temi principali che vengono trattati da Aristofane:

  • Politica e guerra
  • Utopia
  • Letteratura Nuvole Trama: Il contadino Strepsiade è perseguitato dai creditori a causa dei soldi che suo figlio Fidippide ha dilapidato alle corse dei cavalli; pensa allora di mandare il figlio alla scuola di Socrate, filosofo che, aggrappandosi ad ogni sofisma, insegna come prevalere negli scontri dialettici, anche se in posizione di evidente torto. In questo modo, pensa Strepsiade, il figlio sarà in grado di vincere qualsiasi causa che i creditori gli intenteranno.[2] In un primo momento Fidippide non vuole andare al Pensatoio ( phrontistérion ) del filosofo e così il padre, disperato e perseguitato dagli strozzini, decide di recarvisi lui stesso, seppur vecchio. Appena giunto, incontra un discepolo che gli dà un assaggio delle cose su cui si ragiona in quel luogo: una nuova unità di misura per calcolare la lunghezza del salto di una pulce, oppure la scoperta del modo in cui le zanzare emettono il loro suono. In seguito, finalmente Strepsiade vede Socrate sedere su una cesta sospesa a mezz'aria, in modo da studiare più da vicino i fenomeni celesti.[2]

Il filosofo, dopo un breve dialogo, decide di impegnarsi ad istruirlo: gli mette indosso un mantello e una corona ed invoca l'arrivo delle Nuvole, le divinità da lui adorate, che si presentano puntuali sulla scena. Strepsiade però non riesce a capire nulla dei discorsi pseudo-filosofici che gli vengono fatti (parodia della filosofia socratica e sofistica) e viene quindi cacciato. Fidippide, incuriosito dai racconti del padre, decide infine di andare a visitare il pensatoio e quando arriva assiste al dibattito tra il Discorso Migliore e il Discorso Peggiore (agone). Nonostante i buoni propositi e i sani valori proposti dal Discorso Migliore (personificazione delle virtù della tradizione), alla fine prevale il Discorso Peggiore (personificazione delle nuove filosofie) attraverso ragionamenti cavillosi. Fidippide impara la lezione ed insieme al padre Strepsiade riesce a mandare via due creditori; il padre è contento, ma la situazione gli sfugge subito di mano: Fidippide comincia infatti a picchiarlo, e di fronte alle sue proteste il figlio gli dimostra di avere tutto il diritto di farlo. Esasperato e furioso, Strepsiade dà allora alle fiamme il Pensatoio di Socrate, tra le grida spaventate dei discepoli.[2] Socrate- Le nuvole è tra le opere più antiche di Aristofane. In questa commedia viene inserita la figura di Socrate. DI Socrate si possono avere solamente 3 possibili interpretazioni:

  • Platone: ne fa un ritratto di un maestro, un filosofo interessato che fa domande in giro per la Grecia
  • Aristofane: egli ci mostra una visione completamente diversa dalle due precedenti. Aristofane propone la visione che ha il popolo di Socrate. Egli lo vedeva strano, simile ai sofisti. Ci presenta un uomo interessato ai fenomeni naturali (es: Nuvole). In questo caso Aristofane ci presenta un Socrate accostato ai filosofi della natura (come Anassagora), questo perché probabilmente fa una descrizione del primo periodo della filosofia socratica.
  • Senofonte: ci mostra un'immagine di Socrate che è in grado di raggiungere la felicità cui aspira il che spetta all'uomo, quello derivante dalla sapienza e dalla virtù.

I coristi vestiti da nuvole rappresentano la sapienza. In questo brano si esalta il fatto che Aristofane fosse un conservaore, un uomo di democrazia moderata. In quanto critica gli Ateniesi, la democrazia e il loro modello educativo (παιδεια). Il modello educativo è ben analizzato nell’agone, in cui si contrappongono il Discorso migliore e il Discorso Peggiore, che rappresentano rispettivamente il vecchio e il nuovo modello educativo. Il discorso migliore propone i metodi educativi avuti, nutriti di giustizia, modestia e rispetto per gli anziani. L’età delle guerre persiane è rimpianta in molte commedie di Aristofane come simbolo di purezza incontaminata da contrapporre al presente; tuttavia il Discorso Migliore è composto da un certo anacronismo nei suoi discorsi. Il discorso peggiore, invece, è immorale e violento. Esso rivendica la volontà individualistica, di dedicarsi ai piaceri, di ingannare e prevaricare cinicamente a proprio vantaggio. E’ proprio grazie alla sua spregiudicatezza che il DIscorso Peggiore batte il DIscorso Migliore. Il tema dell'educazione è presente nei personaggi stessi: infatti si contrappongono Strepsiade (antica educazione che non comprende quella nuova) e FIlippide (nuova educazione socratica). Parlando dell’educazione Aristofane fa capire un concetto molto moderno e da non sottovalutare: è la scuola che da un imprinting al futuro cittadino. Il tema verrà affrontato anche da Platone, Isocrate e sempre da Aristofane, ma nelle rane. Oltre a criticare il nuovo modello educativo della retorica, che corrompe i giovani poichè gli insegna come convincere le persone ( questo è proprio il motivo per cui Socrate sarà messo a morte: corruzione dei giovani).

volere la pace>>. i mali della guerra lo troviamo anche nella Lisistrata.Si traveeste da Telefo, eroe euripide, su cui viene fatta una parodia (ripresa miti classici e ridicolizzarli), chiave parodica. rappresentare questi eroi come laceri, ma rappresentarli in modo quotidiano Es: ercole mangione la parabasi è la sezione in cui il coro si va a riflettere sull’elogio del poeta e il coraggio che ha nel criticare i politici e voler mettere in luce tutte le cose che non vanno all'interno della società. la commedia voleva evidenziare questi problemi, non voleva che chi li comanda si approfitta di loro. Es: babilonesi, opera andata perduta di aristofane. aveva rappresentazioni alleate di atenei come degli schiavi (descritti male). proprio per questo cleone lo chiama in tribunale. per aver rappresentato una critica così esplicita ad ateneo. nei babilonesi c'erano alleati che si lamentavano di atene e quindi offende il popolo ateniese. oltre questo brano c’è una critica: il megarese negli acarnesi. i commercianti di atene sono obbligati a commerciare solo con alleati lega delio-attica e ognuno doveva commerciare solo con Atene. (Atene caput mundi). Il megarese è talmente disperato che vende le figlie travestite da maiali (comicità a buco, onomatopee…) Lisistrata : Anche qui c’è il desiderio di ritrovare la pace. dopo 20 anni di guerra, lisistrata decide di non avere più rapporti con i mariti, anche le donne fanno fatica a mantenere il rapporto. Si piazzano davanti all'acropoli, fanno pace e banchetto finale. Linguaggio a sfondo sessuale, utilizza dialetti diversi.. le donne si autodefiniscono l’oggetto del piacere, cosa che è pensata da tutto il popolo ateniese. è la vittoria della guerra perché gli uomini non riescono a stare senza esso. donna come oggetto è in linea con idea del tempo. ribaltamento gerarchico, femminilizzazione degli uomini e virilizzazione delle donne. ribaltamento dei ruoli gerarchici. si tratta comunque di una cosa impensabile. serve per rendere la comicità. lisistrata pronuncerà la frase “è un affare di donne” → rovesciamento quando ettore dice ad andromaca “La guerra è un affare da uomini". ripresa omerica, Il linguaggio utilizzato ha un lessico non politico ma legato all’ambito casalingo/quotidiano, per far esaltare la figura della donna. lisistrata (colei che scioglie l’esercito) era realmente esistita e veniva chiamata lisimaca (colei che scioglie le battaglie), che era una profetessa che proprio non voleva la guerra. la parte più comica Mirrine non riese più a stare sena sesso dal marito Cinesia Tesmoforiazuse : Euripide è venuto a sapere che le donne stanno complottando contro di lui perché le descrive male nelle tragedie. Vuole far entrare nell’assemblea delle donne un suo amico, Agatone. che si rifiuta e lo farà Mnesiloco e quindi viene travestito da donna. c’è il travestimento che fa ridere il pubblico.

Abbiamo letto un pezzo in cui lui va in difesa di EUripide poi viene scoperto poi tutte le donne lo vogliono condannare e lo legano. Entra euripide e si scusa e non parlerà più male delle donne. Scene: arciere scita rappresentato come bizzarro e sgrammaticato per fare ridere. sequenza Euripide Mnesiloco e arciere. Aristofane vuole prendere in giro Euripide, vuole prendere in giro la metrica. RIpresa anche da Eschilo, che nelle reane offende la metrica → PERSE LA BOCCETTA.

Ecclesiazuse : tutte le donne si ritrovano in assemblea, guidate da Prassagora, e dicono

di vestirsi da uomini. Vanno all’assemblea e salgono al potere

  • travestimento Una volta al potere, le donne deliberano che tutti i possedimenti e il denaro vengano messi in comune per essere amministrati saggiamente dalle donne. Questo vale anche per i rapporti sessuali: le donne potranno andare a letto e fare figli con chiunque loro vogliano. Tuttavia, siccome questo potrebbe favorire le persone fisicamente belle, si decide anche che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con quelle brutte, e viceversa Loro salgono al potere, cambiano leggi→ comunismo sessuale. e ci sarà sempre qualcuno che tenta di approfittarne ma si conclude bene con un banchetto. Rovesciamento impensabile