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Tipologia: Appunti
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Relentless (implacabile): In un primo momento doveva addirittura essere il nome dell’azienda: ecco perché, se digitate «relentless.com» nel vostro browser, verrete reindirizzati sul sito di Amazon. Ancora oggi Bezos è titolare del dominio. Amazon ama definirsi relentless perché, per citare le parole del suo fondatore, «è ancora al giorno 1». In pratica, a una delle più potenti multinazionali del mondo piace ancora pensarsi come una startup, costretta a muoversi in fretta e a non sedersi mai sugli allori. Effettivamente la cultura del 24/7, dell’essere sempre operativi, l’ossessione per le scadenze e il rischio di burnout che affliggono le startup tecnologiche è lo stato d’animo dilagante in tutta l’azienda, e colpisce persino chi lavora nei magazzini.
Media logistici : Castel San Giovanni e Seattle sono legate tra loro da una fitta rete di collegamenti che consente la circolazione di beni, persone, dati e ovviamente soldi. A causa della sua posizione periferica, il magazzino deve fare affidamento su un’ immensa infrastruttura , non soltanto materiale (asfalto e cemento) ma anche immateriale (codici e dati). La combinazione di questi due elementi crea quelli che Ned Rossiter definisce « media logistici »: tecnologie che coordinano e controllano i movimenti globali su cui si fonda la logistica. Funzionano come un sistema operativo che permette di mobilitare le merci in modo efficiente. Lo stesso Bezos ha dichiarato che Amazon si basa su «un insieme di servizi web che trasformano un fulfillment center in una gigantesca e sofisticata unità periferica», a sua volta connessa a un più vasto apparato logistico.
Fulfillment center : il nome che Amazon dà ai propri magazzini. l suo obiettivo è soddisfare i nostri desideri, oppure crearne di nuovi che possano essere appagati. Il nome assegnato ai vari FC deriva dal principale aeroporto internazionale dell’area. I centri logistici sono ulteriormente classificati in base ad altri criteri:
I fulfillment center devono trovarsi in prossimità delle aree urbane in cui si concentra il consumo e allo stesso tempo degli aeroporti e delle strade che facilitino la movimentazione delle merci; ma devono essere anche sufficientemente lontani dal centro cittadino per consentire una loro eventuale espansione. Questi hub sono integrati da migliaia di magazzini più piccoli: centri di smistamento, centri di ricezione o stazioni di consegna. Queste ultime sono più vicine ai clienti, in centri urbani o piccole cittadine in cui non è presente un FC. Affidandosi agli algoritmi di Amazon, queste periferiche minori ricevono merci o pacchi dai vari fulfillment center e li smistano per poi consegnarli al cliente finale. L’azienda non costruisce nuovi FC soltanto allo scopo di espandersi geograficamente: ogni volta che apre un nuovo magazzino o un deposito, Amazon rende ancora più fitta ed elastica la propria rete. Oggi, per esempio, MXP5 è collegato a un network di magazzini, tra cui un FC sortable robotizzato vicino a Roma (FCO1), un FC non-sortable nella zona di Vercelli (MXP3), oltre a decine di magazzini più piccoli disseminati in vari centri urbani.
Lavoro frammentato :
Mito della redenzione e dell’emancipazione : “ Lavorare per un’azienda moderna come Amazon ti renderà libero, felice e parte del cambiamento ”.
Esercito di riserva del capitale (Marx) : disoccupati, abbondante scorta di lavoratori che possono essere assunti quando serve e lasciati a casa quando non servono più. Amazon, pur creando posti di lavoro nei magazzini, non porta a una crescita complessiva nell’occupazione nel settore privato, perché molti altri posti di lavoro vanno persi. Inoltre, anche se nelle aree dove arriva la disoccupazione è diminuita, il numero di persone che vivono in povertà è aumentato.
Fabbrica digitale : algoritmi > catena di montaggio. Ritmi sempre imposti da macchine.
« Work hard. Have fun. Make history »: slogan che decora gli interni di ogni singolo FC
Receive, stow, pick e pack : ricezione, stoccaggio, prelevamento e confezionamento
Processi algoritmici e algocrazia : processi basati sui dati, che controllano e plasmano le attività della forza lavoro. Grazie all’algocrazia, il management può creare forme organizzative profondamente asimmetriche, modellate interamente a proprio vantaggio. I meccanismi interni degli algoritmi aziendali che gestiscono i processi del magazzino sono opachi.
Logica del disordine organizzato o stoccaggio caotico : Amazon colloca i prodotti in modo apparentemente casuale, e s oltanto il software può restituire ordine al caos grazie al lavoro degli stower trasformato in dati e utilizzato per orientare l’inventario.
Espropriazione ai danni della manodopera : nel magazzino tradizionale vie era la necessità che lavoratori e lavoratrici conoscessero sempre meglio il magazzino stesso, una necessità che li rendeva preziosi, se non insostituibili. Al contrario, l’organizzazione di Amazon rende la manodopera “usa e getta”.
Batch : lotto articoli che i picker devono prelevare, ognuno potenzialmente destinato a un ordine diverso.
Rebin : raggruppamento dei singoli ordini.
Kiva : nel 2012 Amazon ha acquistato una startup di nome Kiva e l’ha ribattezzata Amazon Robotics. Questi robot, i Kiva, schizzano qua e là per il magazzino trasportando alti scaffali gialli che ospitano dozzine di celle. È un sistema di scaffalatura robotizzato. I movimenti di questi robot, che hanno il
ansiogeno per i dipendenti, che si ritrovano a dover competere tra loro – se non addirittura con sé stessi – per andare più veloce, invece di rivolgere il loro malcontento contro l’azienda.
Straordinario obbligatorio ( mandatory overtime , MOT ): Molti dipendenti tentano di opporsi, soprattutto quando gli viene proposto all’ultimo momento. In generale, le leggi sul lavoro e i contratti consentono lo straordinario solo come pratica a base volontaria, e in linea di massima tentano di limitarla o di porre dei vincoli ben precisi. Il management di Amazon invece lo presenta ai dipendenti come un’attività obbligatoria.
Periodo di riposo volontario ( voluntary time off , VTO ): se non ha necessità di dispiegare l’intera forza lavoro, Amazon manderà degli avvisi per chiedere ai dipendenti se quel determinato giorno preferiscono lavorare, oppure utilizzare un giorno di riposo e restare a casa.
Fallimento programmato : lavoratori e lavoratrici sono visti come elementi sacrificabili e facilmente interscambiabili, strategia che genera un sistema che permette di includerli rapidamente nei cicli di produzione. Come se non bastasse, ne viene pianificata l’obsolescenza, assegnando una data di scadenza.
re:MARS ( Machine learning , Automation , Robotics , and Space exploration ): una conferenza dedicata a mettere in mostra la portata futurista delle ambizioni tecnologiche di Amazon. Si tiene a Las Vegas. La prima edizione avviene nel 2019.
Spedizione preventiva : si tratta di un metodo per consegnare gli ordini ancora prima che vengano fatti dai clienti. Nel brevetto si dice che uno dei punti deboli dell’e-commerce è che «i clienti non possono ricevere i prodotti immediatamente dopo l’acquisto, ma devono aspettare i tempi di consegna». Gli algoritmi cercano allora di prevedere o calcolare le probabilità che oggi qualcuno in un determinato quartiere di Milano ordinerà un certo prodotto, diciamo una confezione di rotoli di carta igienica. L’articolo viene spedito in quell’area geografica, ma non ancora indirizzato a un cliente specifico. Solo quando (e se) qualcuno lo ordinerà, il sistema assegnerà un indirizzo al pacco per recapitarlo al più presto al cliente finale. Questa tecnica non solo diminuisce le probabilità che il cliente ripieghi su un negozio fisico o un altro store online, ma aiuta Amazon a gestire le fluttuazioni di manodopera in magazzino.
Macchine estese per via umana : Licklider, lo psicologo e pioniere dell’informatica che immaginò per la prima volta forme di intelligenza artificiale in grado di analizzare il «lavoro mentale» delle persone, e dunque di estendere e integrare le capacità cognitive umane. L’idea era quella di una relazione simbiotica tra umano e macchina, in linea con la famosa idea di Marshall McLuhan dei media come estensioni dei nostri sensi e dei nostri organi. Licklider, però, ipotizzava anche un’altra e più oscura faccia della medaglia nella futura interazione umano-computer: una forma di automazione che «puntava a essere totale, ma non raggiungeva l’obiettivo», in cui gli operatori umani servono la tecnologia piuttosto che il contrario.
Le tecnologie utilizzate tanto da Walmart quanto da Amazon sono in linea con quest’ultimo approccio, dato che immaginano i dipendenti come estensioni della capacità delle macchine di percepire, apprendere e intervenire nell’ambiente in cui si muovono. Le lavoratrici e i lavoratori, dunque, finiscono per rappresentare «un’estensione organica dei sistemi computerizzati che
controllano l’ambiente, ma mancano della destrezza e dell’efficacia necessarie per eseguire i comandi».
Blue Origin : azienda fondata da Bezos, sta sviluppando una navicella che spera di inviare sulla Luna nel 2024. Lo scopo è creare sul nostro satellite una stazione abitata in modo permanente da utilizzare come trampolino di lancio per poter un giorno raggiungere, e colonizzare, Marte. Il claim di Blue Origin è « gradatim ferociter », espressione latina che significa “gradualmente, implacabilmente”, e richiama quell’imperativo che Amazon si è autoimposta: essere relentless , inarrestabile.
Contrologistica di lotte : Il primo tentativo è stato compiuto in Italia il 22 marzo 2021. Si trattava di uno sciopero nazionale organizzato dai maggiori sindacati e che interessava l’intera catena di distribuzione di Amazon. Quel giorno molti associate di MXP5 e dipendenti dei fulfillment center hanno smesso di lavorare, ma lo sciopero puntava soprattutto a creare disturbo all’intera struttura distributiva di Amazon: gli effetti più importanti sono stati generati dal blocco di sette piccoli centri di distribuzione dell’ultimo miglio attorno al centro di Milano, così come in altre città italiane. I sindacati hanno calcolato che solo in Lombardia quel giorno non sono stati consegnati 250. ordini. Persino il call center nazionale, in Sardegna, è stato colpito. Nello specifico si chiedevano bonus economici per lavoratrici e lavoratori a salario minimo e una riduzione dei ritmi di lavoro, soprattutto per i corrieri che già da un anno protestavano contro i turni prolungati e i ritmi insostenibili imposti dall’azienda.
Riassunto capitolo finale:
Il colosso di Jeff Bezos si serve della tecnologia per espropriare la manodopera di quelle preziose competenze che generazioni precedenti di magazzinieri potevano usare (e hanno usato) come leva strategica nella loro lotta contro lo sfruttamento. Amazon affina le proprie tecniche manageriali per aumentare la produttività, integrando nelle dinamiche lavorative stratagemmi psicologici come la gamification e imponendo una ben precisa cultura del divertimento. Equipaggia i propri lead di un sistema di sorveglianza pervasivo che monitora i dipendenti ma può anche tornare utile per isolarli, minacciarli e punirli. Sfrutta – per non dire che ne abusa – le leggi sul lavoro per rendere la manodopera una presenza precaria e facilmente sostituibile. Porta avanti una filosofia antisindacale per impedire che i dipendenti si organizzino. Favorisce alti tassi di turnover, cacciando chi giudica obsoleto solo perché non sa, o non intende, adeguarsi alle sue richieste e ai suoi ritmi. Infine sviluppa nuove tecnologie che le permetteranno di sfruttare queste tattiche con sempre maggiore efficienza, velocità e pervasività nel magazzino del futuro. Tutto questo fa parte di uno sforzo consapevole volto a disgregare la forza lavoro: atomizzare la massa di dipendenti e impedire loro di unire le forze e rendersi conto in tal modo che i loro interessi collettivi sono diametralmente opposti a quelli di Amazon.
Il monitoraggio dei dipendenti esiste fin dagli inizi del capitalismo industriale, ma Amazon, grazie alla sua potenza tecnologica, è leader nell’uso di strumenti di sorveglianza digitale sempre più avanzati. I dati raccolti sono secretati, archiviati nei server dell’azienda e a volte rivenduti, minacciando la democrazia sul posto di lavoro.
E Amazon punta ad andare oltre: brevetti rivelano piani per introdurre occhiali per la realtà aumentata per i capi e bracciali digitali per tracciare i movimenti dei dipendenti. Questi ultimi sono consapevoli che il monitoraggio serve a mantenere il potere aziendale. Diverse campagne di protesta in tutto il mondo lo hanno denunciato come pratica da limitare o abolire.